Rimani in contatto con noi
#

Salute

ESOFAGITE EOSINOFILA: IL NUOVO DECALOGO DI ESEO ITALIA PER ROMPERE IL MURO DEL RITARDO DIAGNOSTICO

Difficoltà a deglutire, cibi che sembrano bloccarsi in gola, pasti interminabili: sono alcuni dei segnali spesso sottovalutati di una patologia complessa. L’associazione ESEO Italia lancia una campagna nazionale per accorciare i tempi di diagnosi, che oggi arrivano a toccare anche i 10 anni.

Pubblicato

a

ESOFAGITE EOSINOFILA: IL NUOVO DECALOGO DI ESEO ITALIA PER ROMPERE IL MURO DEL RITARDO DIAGNOSTICO

Redazione-  Spesso confusa con un semplice reflusso o etichettata come una banale difficoltà digestiva, l’esofagite eosinofila (EoE) è una malattia infiammatoria cronica dell’esofago che può minare profondamente la qualità della vita. Per accendere un faro su questa patologia e, soprattutto, per ridurre drasticamente il ritardo diagnostico – che in Italia può variare dai 3 ai 10 anni – l’associazione ESEO Italia ha lanciato a maggio una campagna di sensibilizzazione capillare su tutto il territorio nazionale.

Il “Decalogo” come bussola per i pazienti

Cuore dell’iniziativa è l’opuscolo “Riconosci segni e sintomi”, un vero e proprio decalogo scientifico elaborato da esperti per aiutare medici e pazienti a orientarsi tra i segnali d’allarme.

“Il decalogo è uno strumento nato dal confronto con la comunità scientifica” – spiega Roberta Giodice, presidente di ESEO Italia – “L’obiettivo è accrescere il sospetto diagnostico e la consapevolezza del rischio nella popolazione. Molte persone convivono con sintomi invalidanti senza dare loro il giusto peso: il nostro compito è aiutare a riconoscerli per indirizzare correttamente il percorso sanitario”.

Le dieci domande contenute nell’opuscolo toccano la quotidianità del paziente: si va dalla sensazione di “blocco” durante la deglutizione alla necessità di bere molta acqua per far scendere il cibo, fino al rifiuto selettivo di alimenti come carne o riso. Ma ci sono anche segnali indiretti, come l’impiego di tempi molto lunghi per finire un pasto, la difficoltà a ingerire compresse, l’imbarazzo a mangiare in compagnia o il ricorso sistematico a piccoli bocconi. Sintomi spesso accompagnati da altre manifestazioni allergiche, come asma, dermatite atopica o poliposi nasale, che completano il quadro clinico.

Oltre la diagnosi: una sfida sociale

L’esofagite eosinofila colpisce trasversalmente tutte le età, con un’incidenza maggiore tra i 30 e i 50 anni e una prevalenza che vede i maschi colpiti in rapporto di 3 a 1 rispetto alle femmine. Nonostante la sua natura immuno-allergica, la diagnosi resta una sfida: spesso l’infiammazione cronica porta a stenosi (restringimenti dell’esofago) che rendono il transito del cibo quasi impossibile, causando malnutrizione e, nei pazienti più giovani, disturbi della crescita.

La campagna di ESEO Italia, patrocinata da UNIAMO (Federazione Italiana Malattie Rare) e da nove società scientifiche, non si limita alla distribuzione del decalogo. Durante tutto il mese di maggio, l’associazione è impegnata in open day nelle strutture sanitarie per creare un ponte diretto tra i caregiver, i medici specialisti e le istituzioni.

Un appello alle istituzioni

Il lavoro di ESEO Italia, nata nel 2017 proprio per colmare il vuoto informativo attorno a queste patologie, è una corsa contro il tempo per migliaia di famiglie. “Grazie allo sforzo di centinaia di caregiver che assistono quotidianamente chi soffre di patologie gastrointestinali eosinofile, lanciamo un appello alle istituzioni” – conclude Giodice. “Chiediamo azioni concrete per supportare chi affronta questa realtà, per garantire percorsi di cura uniformi e per far uscire dall’isolamento chi ancora sta peregrinando in cerca di un nome per la propria sofferenza”.

Il messaggio è chiaro: non sottovalutare i segnali del corpo durante i pasti. Riconoscere l’EoE in tempo non è più solo una possibilità, ma un diritto fondamentale per proteggere la salute futura.

Per maggiori informazioni e per consultare il decalogo, è possibile visitare il sito ufficiale di ESEO Italia.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Salute

Salute mentale, la prevenzione comincia nel quotidiano. Intervista ad Adelia Lucattini

Lucattini: “Salute mentale non è solo assenza di malattia, è preceduta e accompagnata dal benessere psicologico che è un approccio alla vita, uno stile relazionale che va preservato quando stiamo bene”.Intervista di Marialuisa Roscino

Pubblicato

a

Salute mentale

Lucattini: “Salute mentale non è solo assenza di malattia, è preceduta e accompagnata dal benessere psicologico che è un approccio alla vita, uno stile relazionale che va preservato quando stiamo bene”.

Redazione-  In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, la psichiatra e psicoanalista Adelia Lucattini lancia un appello per la prevenzione primaria, dall’ecosistema della lifestyle psychiatry al valore salvifico delle relazioni e della tempestività nel chiedere aiuto.

“Siamo abituati a pensare alla salute mentale come a un territorio d’emergenza, a cui volgere lo sguardo solo quando insorge la sofferenza o il disturbo conclamato. Ma è un errore di prospettiva” – avverte la psichiatra e psicoanalista Adelia Lucattini, Membro Ordinario della Società Psicoanalitica italiana e Full Member dell’International Psychoanalytical Association. “Esattamente come facciamo con la prevenzione di tante e diverse patologie e malattie, dovremmo prenderci cura della nostra mente molto prima che si manifesti qualsiasi fragilità”.

Con una lucida analisi che unisce rigore scientifico e profonda attenzione alla persona, la specialista delinea un vero e proprio cambio di paradigma: “Il benessere psicologico non è una condizione astratta o statica, ma un ecosistema dinamico, uno stile di vita quotidiano e, soprattutto, una pratica da coltivare “quando si sta bene”.

In questa intervista di oggi, la Dott.ssa Lucattini ci guida dentro i pilastri della prevenzione primaria, offrendo chiavi di lettura indispensabili per il nostro tempo.

Dott.ssa Lucattini, oggi la Scienza medica sta dando grande spazio al concetto di lifestyle psychiatry. In che modo, sonno, alimentazione, movimento e vita sociale compongono un vero e proprio ecosistema della nostra mente?

 

Sonno, alimentazione, movimento e relazioni non sono compartimenti separati, ma costituiscono un vero ambiente interno ed esterno in cui la mente vive. Regolano i ritmi biologici, la capacità di modulare gli affetti, la tolleranza allo stress e, sul piano psicoanalitico, anche la possibilità di mantenere un buon equilibrio tra mondo interno e realtà.

Il corpo partecipa continuamente alla vita psichica, dormire male, muoversi poco, alimentarsi in modo disordinato o vivere in condizioni di isolamento può rendere più fragile la capacità di pensare, contenere e trasformare le tensioni emotive. Al contrario, una quotidianità sufficientemente regolare e relazioni significative offrono all’Io una sorta di trama di contenimento, che favorisce continuità, stabilità e capacità di recupero.

Per questo prendersi cura dello stile di vita non significa semplicemente “avere buone abitudini”, ma creare ogni giorno le condizioni che permettono alla mente di funzionare meglio, di affrontare lo stress senza esserne sopraffatta e di mantenere una buona capacità di adattamento e resilienza. È in questa integrazione tra corpo, mente e relazioni che la lifestyle psychiatry trova uno dei suoi significati più importanti in termini di prevenzione (BMJ Mental Health, 2025).

 

Nell’immaginario comune si tende a sovrapporre la salute mentale alla semplice assenza di patologia. Qual è, invece, la sua definizione più autentica e ampia?

 

La salute mentale è la capacità di restare in contatto con se stessi anche quando la vita ci mette alla prova, significa poter riconoscere ciò che sentiamo, attraversare conflitti e frustrazioni senza esserne disorganizzati, mantenere relazioni significative e continuare a investire nel desiderio, nella curiosità e nei progetti.

In una prospettiva psicoanalitica, è un equilibrio dinamico tra mondo interno e realtà esterna: non coincide con l’assenza di sofferenza, ma con la possibilità di darle un significato, elaborarla e trasformarla senza perdere il senso di continuità di sé. Vuol dire anche poter utilizzare le proprie risorse interne e relazionali per adattarsi ai cambiamenti, recuperare dopo eventi stressanti e ritrovare un nuovo equilibrio.

La salute mentale, quindi, non è una condizione statica né una sorta di invulnerabilità psicologica, è un processo continuo di adattamento, integrazione e recupero, strettamente legato al benessere e alla capacità di affrontare gli stressor della vita senza esserne sopraffatti (Development and Psychopathology, 2025).

 

Perché ritiene che sia urgente rivolgere attenzione alla Salute mentale attraverso la prevenzione primaria?

Perché la salute mentale si costruisce molto prima che compaiano i sintomi. La prevenzione primaria significa intervenire quando la persona sta ancora bene, rafforzando quelle risorse interne e relazionali che permettono di affrontare separazioni, cambiamenti, perdite e momenti di crisi senza esserne travolti. In una prospettiva psicoanalitica, vuol dire favorire fin dall’infanzia la capacità di riconoscere gli affetti, tollerare la frustrazione, chiedere aiuto e costruire legami sufficientemente sicuri. Prevenire non significa soltanto eliminare la sofferenza, ma evitare che un dolore psichico non riconosciuto e non elaborato si organizzi progressivamente in una condizione di psicopatologica (Trends in Psychiatry and Psychotherapy, 2025).

 

Lei ha affermato che “la salute mentale e il benessere psicologico si tutelano e si curano a partire dalla quotidianità, abbattendo anche ogni forma di resistenza culturale”, crede sia importante ripartire dall’autenticità delle relazioni umane, che peso possono realmente avere nella nostra vita?

Le relazioni profonde hanno una funzione fortemente protettiva per la vita psichica. Non abbiamo soltanto bisogno di essere circondati da persone, ma di sentirci riconosciuti, ascoltati e pensati da qualcuno. È una differenza sostanziale: si può essere molto connessi e, nello stesso tempo, profondamente soli.

In una prospettiva psicoanalitica, è nella relazione che impariamo fin dall’inizio a contenere le emozioni, a dare loro un significato e a sentirci sufficientemente sicuri anche nei momenti di fragilità. L’altro, quando è realmente presente, non elimina la sofferenza, ma può aiutarci a renderla pensabile e quindi più tollerabile. Un legame significativo diventa così uno spazio mentale condiviso, nel quale ciò che inizialmente appare confuso, doloroso o persino indicibile può essere nominato, compreso e trasformato. Questo vale nelle relazioni familiari, nelle amicizie, nella coppia, ma anche in tutti quei rapporti in cui ci sentiamo accolti senza essere giudicati.

Per questo, la qualità delle relazioni incide concretamente sulla salute mentale. I rapporti sinceri e le relazioni autentiche possono ridurre il senso di isolamento, sostenere la regolazione dello stress, rafforzare la capacità di affrontare le crisi e favorire la resilienza. In questo senso, prendersi cura delle relazioni non è qualcosa di accessorio, è una vera forma di prevenzione quotidiana della sofferenza psichica (Clinical Psychology Review, 2025).

 

Un ultimo tabù da sfatare riguarda proprio la richiesta d’aiuto, spesso percepita come un segno di debolezza. Qual è il suo appello in questa direzione?

 

Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un atto di consapevolezza e di responsabilità verso se stessi, significa riconoscere che in alcuni momenti le proprie risorse interne non sono sufficienti e poter affidare temporaneamente a un altro ciò che da soli non si riesce ancora a pensare, comprendere o contenere.

Spesso, invece, la richiesta d’aiuto viene frenata dalla vergogna, dalla paura di essere giudicati o dall’idea di dovercela fare da soli. Ma è proprio l’isolamento a rendere più difficile la sofferenza, perché ciò che non trova parole, ascolto e una relazione in cui essere accolto tende più facilmente a irrigidirsi e ad aggravarsi. Per questo, l’appello ha una formula semplice e diretta: non aspettare che il disagio diventi insostenibile, intervenire il prima possibile può modificare profondamente l’andamento della sofferenza psichica, sostenere le relazioni familiari e restituire alla persona possibilità, progettualità e fiducia nel futuro. A volte, chiedere aiuto al momento giusto può davvero cambiare la vita in meglio, a lungo e, in alcuni casi, per sempre (American Journal of Orthopsychiatry, 2025).

Quali consigli si sente di dare?

-Non aspettare che il disagio diventi troppo grande. Cambiamenti persistenti nel sonno, nell’umore, nel rendimento, nell’appetito o nel desiderio di stare con gli altri meritano attenzione precoce;

-Proteggere il sonno poiché è un regolatore fondamentale dell’umore, dell’impulsività e della capacità di pensare. Anche in famiglia, rispettare ritmi sufficientemente regolari è una forma concreta di prevenzione per grandi e piccini, non solo per gli adolescenti;

-Mantenere un buon equilibrio tra vita digitale e vita reale. I social possono essere una risorsa, ma non devono sostituire il corpo, il movimento, il sonno, gli incontri e le esperienze condivise;

-Coltivare relazioni autentiche e reali. Avere qualcuno con cui poter parlare senza sentirsi giudicati è un importante fattore protettivo, la presenza mentale ed emotiva conta più di qualunque altra cosa;

-Lasciare spazio alle emozioni, anche quelle più difficili da provare e accettare. Tristezza, rabbia, paura e frustrazione non devono essere immediatamente cancellate o minimizzate, è importante imparare a riconoscerle e a dar loro un nome, anche con il supporto di uno specialista, aiuta a trasformarle in pensiero, anziché agirle in modo impulsivo;

-Per genitori e familiari: ascoltare prima di interpretare o correggere. Adolescenti e adulti hanno bisogno di percepire che quello che accade dentro se stessi, può essere accolto anche quando è confuso, contraddittorio o difficile da comprendere. Sentirsi pensato da un adulto favorisce la capacità di pensarsi;

-Chiedere sempre aiuto, vincendo resistenze, imbarazzo e vergogna. Rivolgersi a uno specialista psichiatra e psicoanalista non significa mai aver fallito, ma impedire che la sofferenza si strutturi e diventi più difficile da trattare. Perché nessuno si salva da solo.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Salute

HIV, a L’Aquila gli esperti da tutta Italia per le nuove terapie: diagnosi precoce al centro

La Sanità abruzzese si conferma un’eccellenza medica assoluta a livello italiano! 🏥 Sabato 10 ottobre 2026, la città dell’Aquila diventerà la vera capitale nazionale dell’infettivologia, ospitando decine di esperti e scienziati da tutta Italia per la terza edizione del prestigioso congresso “HIV clinical prAQtice”! A fare gli onori di casa sarà il professor Alessandro Grimaldi (primario del San Salvatore e Presidente dell’Ordine dei Medici). Il tavolo tecnico affronterà le straordinarie e rivoluzionarie novità nel campo delle terapie antiretrovirali (come i nuovi farmaci “long acting”, che durano settimane e liberano il paziente dalle pillole quotidiane). Ma il messaggio fondamentale lanciato dai medici è rivolto ai giovani: mai abbassare la guardia! Sebbene l’infezione sia oggi curabile e gestibile, la “diagnosi precoce” (fare subito il test in modo anonimo) resta l’unica vera arma fondamentale per bloccare il virus e salvare la vita! Nel nostro articolo vi raccontiamo le nuove frontiere della scienza medica e vi consigliamo un bellissimo manuale illustrato per capire come funziona il nostro sistema immunitario! 👇

Pubblicato

a

Locandina evento L'Aquila

L’Aquila – L’evoluzione storica e scientifica della lotta contro il virus dell’HIV rappresenta, senza ombra di dubbio, uno dei più straordinari, complessi e commoventi successi dell’intera storia della medicina moderna. Quella che nei cupi e spaventosi anni Ottanta e Novanta era considerata universalmente e tragicamente come una condanna ineluttabile, si è oggi trasformata, grazie alla ricerca incessante, in un’infezione cronica assolutamente gestibile, garantendo ai pazienti un’aspettativa e una qualità di vita del tutto paragonabili a quelle del resto della popolazione sana. Tuttavia, la guerra globale contro il virus non è affatto finita, e l’aggiornamento medico resta l’arma principale per non abbassare mai la guardia. Per fare il punto della situazione e tracciare le linee guida del futuro, l’Abruzzo si appresta a diventare la vera capitale italiana dell’infettivologia. Le ultimissime e rivoluzionarie novità terapeutiche emerse nel campo, tra assolute eccellenze cliniche regionali e nazionali, saranno infatti al centro di un prestigiosissimo tavolo tecnico che vedrà l’attesa partecipazione di decine di giovani esperti e luminari provenienti da tutta Italia. I professionisti si confronteranno serratamente, a porte chiuse, sulle delicatissime tematiche dell’infezione da Hiv e sui promettenti sviluppi della moderna terapia antiretrovirale di ultima generazione. La location scelta è il capoluogo abruzzese: torna infatti a L’Aquila, per la sua ambitissima terza edizione, l’importante convegno scientifico nazionale denominato “HIV clinical prAQtice”.

[CONSIGLIO DI LETTURA E SALUTE]
Siete affascinati dalla medicina e volete capire come il nostro corpo si difende dai virus e dalle infezioni esterne? CLICCA QUI per acquistare comodamente su Amazon i migliori bestseller e manuali illustrati sul funzionamento del Sistema Immunitario!

Il polo d’eccellenza medica abruzzese e le terapie “Long Acting”

Il grande evento accademico è in programma per l’intera giornata di sabato 10 ottobre 2026, con inizio dei lavori fissato a partire dalle ore 9:00, e si svolgerà presso l’attrezzatissimo centro congressi dell’Ordine dei Medici, situato in via Giovanni Gronchi 16.
Questo prezioso e complesso vertice sanitario è stato fortemente voluto e promosso dallo stesso Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia dell’Aquila. A guidare i lavori ci sarà la prestigiosa firma del presidente Alessandro Grimaldi, affermato e stimato primario dell’avanguardistico reparto di Malattie Infettive del presidio ospedaliero “San Salvatore”, nonché attuale capo dipartimento di medicina dell’intera Asl provinciale dell’Aquila. Il coordinamento e la scrupolosa responsabilità scientifica del programma sono stati invece affidati all’esperienza del dottor Arturo Ciccullo. L’evento, organizzato materialmente dalla UOC di Malattie Infettive locale, gode di una fitta e prestigiosa rete di patrocini istituzionali, tra cui spiccano l’Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, l’Università degli Studi dell’Aquila, il Comune dell’Aquila e l’intera Giunta della Regione Abruzzo. “Si rinnova finalmente un appuntamento formativo ed educazionale particolarmente importante e strategico per la nostra regione, perché rappresenta un momento di alto confronto medico molto atteso tra esperti e professionisti di tutta Italia”, spiega con grande soddisfazione e orgoglio il professor Grimaldi ai margini della presentazione ufficiale del convegno. “Dal nostro territorio parte un coraggioso e strutturato programma di formazione scientifica continua che coinvolge a piene mani strutture sanitarie di primo livello e importantissimi centri universitari di ricerca, confermando così la Asl aquilana e il nostro capoluogo come un imprescindibile polo di riferimento nazionale per la cura delle malattie infettive”. La fitta e intensa giornata di lavori e studi clinici sarà strutturata minuziosamente in tre specifiche sessioni tecniche di altissimo profilo, pensate per sviscerare ogni aspetto del virus: la prima intitolata “Hiv al centro, dalla teoria alla decisione clinica”, seguita dalla seconda interessantissima sessione “Long acting: dalla teoria all’implementazione” (focalizzata sulle nuovissime terapie a lunga durata d’azione che liberano il paziente dall’obbligo della pillola quotidiana), e si concluderà con la strategica tavola rotonda dal titolo “Sfide odierne dell’Hiv nella macroarea Abruzzo-Lazio-Molise-Umbria”.

Diagnosi precoce: l’unica vera arma per salvare la vita

Se le straordinarie scoperte in ambito farmacologico (come le terapie iniettabili a lento rilascio) stanno letteralmente rivoluzionando la quotidianità clinica e psicologica dei pazienti, il messaggio che deve passare forte e chiaro all’opinione pubblica è uno solo: la tempestività è tutto.
L’eccesso di fiducia o la falsa convinzione che l’HIV sia un problema appartenente esclusivamente al passato o confinato a presunte e inesistenti “categorie a rischio”, rischia infatti di far abbassare drammaticamente la guardia soprattutto tra le fasce più giovani della popolazione, incrementando i contagi fantasma. “Il congresso nazionale sarà sicuramente l’occasione ideale per analizzare i vasti database, studiare a fondo i dati aggiornati e tracciare un bilancio rigoroso sui tanti, enormi e indiscutibili passi in avanti fatti dalla scienza medica negli ultimi anni”, conclude in modo ineccepibile il professor Grimaldi. “Tuttavia, dobbiamo considerare fermamente che, al di là dei miracolosi progressi clinici delle terapie moderne, l’obiettivo principale del nostro sistema sanitario nazionale resta e resterà sempre quello della diagnosi precoce. Questo perché ci troviamo in un’epoca storica molto complessa, in cui l’infezione da Hiv e le preziose terapie antiretrovirali rimangono tristemente attuali e sempre più al centro dell’odierno dibattito sanitario e preventivo”. Effettuare il test regolarmente, abbattere l’ingiustificato stigma sociale che ancora avvolge la malattia e intercettare tempestivamente il virus prima che comprometta definitivamente il sistema immunitario sfociando nell’AIDS conclamato, è oggi l’unica via sicura per azzerare totalmente la carica virale, rendere l’infezione completamente intrasmissibile al partner (U=U, Undetectable equals Untransmittable) e salvare così innumerevoli vite umane.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Eventi

Il ruolo della Medicina e della Ricerca: grande evento del Rotary Club a Fiumicino

La grande Medicina e la Ricerca d’eccellenza sbarcano a Fiumicino! 🔬 Sabato 10 ottobre 2026 (ore 18:00, Hotel Isola Sacra), il Rotary Club Fiumicino Portus Augusti, guidato dal Presidente Sergio Martuscelli, organizza un imperdibile incontro pubblico sulla salute, le nuove frontiere terapeutiche e l’importanza vitale della prevenzione. L’evento, moderato da Adelia Lucattini e con ospiti d’onore la giornalista RAI Margherita Basso e il Dott. Vincenzo Bianco del Policlinico Umberto I, vedrà l’intervento di un team stellare di medici specialisti (oncologi, ginecologi, nutrizionisti e ortopedici sportivi). Ma il momento più toccante della serata sarà sicuramente la testimonianza di Mirko Giudici, che presenterà il suo potente e provocatorio libro autobiografico “Senza cancro sarei morto”: una storia incredibile di rinascita e coraggio di fronte alla malattia! Scoprite tutti i dettagli del programma, i relatori presenti e il nostro consiglio di lettura all’interno dell’articolo! 👇

Pubblicato

a

Locandina evento Fiumicino

Fiumicino (Roma) – In un’epoca storica sempre più dominata dalla pericolosa e dilagante disinformazione digitale, in cui le pericolose fake news in ambito medico rischiano quotidianamente di compromettere la salute dei cittadini allontanandoli dalle cure tradizionali, la corretta divulgazione scientifica e la promozione capillare della cultura della prevenzione assumono un ruolo sociale di importanza vitale e assolutamente inestimabile. È proprio partendo da questa profonda consapevolezza civica che il Rotary Club Fiumicino Portus Augusti, guidato con lungimiranza e dedizione dal Presidente Sergio Martuscelli, ha deciso di scendere in campo promuovendo un appuntamento di altissimo spessore culturale e accademico. In stretta e sinergica collaborazione con i prestigiosi club Rotary Roma Ara Pacis Augustae, Sabina Tevere e Pomezia Lavinium, è stato organizzato l’incontro pubblico intitolato “Il ruolo della Medicina e della Ricerca scientifica”. L’attesissimo evento, che si preannuncia come uno degli appuntamenti più rilevanti dell’autunno sul litorale romano, è fissato per il tardo pomeriggio di sabato 10 ottobre 2026, con inizio alle ore 18:00, all’interno dell’elegante ed accogliente cornice della Sala Grassi presso l’Hotel Isola Sacra a Fiumicino. L’obiettivo primario della serata è quello di offrire alla cittadinanza, agli esperti del settore e alle istituzioni una riflessione completa, approfondita e a tutto tondo sui più recenti e sbalorditivi progressi clinici, sottolineando quanto la prevenzione precoce rimanga l’arma più affilata ed efficace a nostra disposizione per combattere e sconfiggere patologie complesse.

[CONSIGLIO DI LETTURA]
Siete alla ricerca di una storia vera, potente e commovente sulla rinascita personale dopo la malattia? CLICCA QUI per acquistare comodamente su Amazon il libro “Senza cancro sarei morto” di Mirko Giudici, un inno assoluto al coraggio e alla vita!

Ospiti d’eccezione e il miracolo della testimonianza umana

L’intero e articolato convegno scientifico sarà sapientemente introdotto e moderato da Adelia Lucattini, Membro Ordinario della prestigiosa Società Psicoanalitica Italiana e Full Member dell’International Psychoanalytical Association.
La presenza di una figura di così alto profilo psicoanalitico alla conduzione dell’evento non è affatto casuale: sottolinea infatti la ferma volontà degli organizzatori di mantenere sempre al centro del dibattito non solo il freddo dato clinico e laboratoristico, ma soprattutto il profondo risvolto umano, emotivo e psicologico che accompagna ogni singolo paziente nel suo difficile percorso di cura. La serata si fregerà inoltre della partecipazione straordinaria di due ospiti d’onore di assoluto rilievo nazionale: la nota giornalista RAI Margherita Basso e lo stimatissimo Dirigente Medico del Policlinico Umberto I di Roma, Dott. Vincenzo Bianco. Ma il momento che promette di toccare le corde più intime e profonde del pubblico presente in sala sarà indubbiamente dedicato alla testimonianza civile e umana. Nel corso dell’evento, infatti, verrà ufficialmente presentato l’intenso libro autobiografico “Senza cancro sarei morto”, scritto da Mirko Giudici, seguito dall’immancabile momento del firmacopie. Un titolo volutamente provocatorio e potentissimo, che racchiude in sé il paradosso di come, talvolta, proprio il drammatico trauma e lo scontro frontale con la malattia e la sofferenza possano risvegliare una nuova, dirompente e inaspettata fame di vita e di significato, trasformando un calvario clinico in una straordinaria e inattesa opportunità di radicale rinascita spirituale e personale.

Un parterre di esperti multidisciplinari al servizio della Salute pubblica

Il cuore pulsante del serrato dibattito scientifico si articolerà attraverso gli attesissimi interventi di un parterre di relatori davvero autorevole e straordinariamente variegato, chiamati ad affrontare tematiche cruciali e attualissime per la salvaguardia della Salute pubblica.
Ad aprire le danze sarà la brillante giornalista scientifica Marialuisa Roscino, che approfondirà criticamente “Il ruolo dell’informazione scientifica”, un tema fondamentale per arginare le bufale in rete. Seguiranno i contributi altamente specialistici del ginecologo Fulvio Leoni e del ginecologo Franco Carboni, affiancati dall’otorinolaringoiatra e audiologo Giulio Bicciolo e dal noto oncologo Carlo Pastore, i quali analizzeranno nel dettaglio le ultimissime e rivoluzionarie frontiere terapeutiche e diagnostiche applicate alle rispettive discipline. Ma la salute, come ci insegna la medicina moderna, è un concetto olistico che abbraccia molteplici sfere della vita quotidiana. Per questo motivo, il confronto tecnico si arricchirà ulteriormente grazie ai fondamentali apporti della biologa nutrizionista Sabina Bietolini (sull’importanza cruciale dell’alimentazione), del ricercatore e chimico farmaceutico Giuseppe Giannini, del Chirurgo Ortopedico, Traumatologo e Medico dello Staff della Federazione Italiana Scherma, Riccardo Foti, e infine di Loredana Stripoli, combattiva capitano di squadra Race for the cure. Questo approccio circolare delineerà un mosaico di competenze in cui la ricerca universitaria d’eccellenza, la nutrizione consapevole, la pratica dello sport agonistico e la corretta divulgazione giornalistica si fondono armoniosamente e indissolubilmente, mettendosi totalmente al nobile e insostituibile servizio del benessere e della tutela della collettività.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza