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Cultura

“Il Perdono nutre il Mondo”: a L’Aquila il Summit che interroga gli adulti sul futuro dei giovani. Il plauso di Giorgia Meloni

“Il Perdono apre al futuro?”. Straordinario successo per il 4° Summit Nazionale a L’Aquila: da Cacciari a Fusaro, la grande filosofia interroga il mondo degli adulti! Il plauso di Giorgia Meloni! 🕊️ 🦅 Il vero spirito della Perdonanza Celestiniana non è rivolto solo al passato, ma è una sfida per il nostro futuro! Lo ha dimostrato in modo magistrale il grandissimo successo della IV edizione del Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo” (ideato da Francesca Pompa e organizzato da One Group e L’Aquila Made In), andato in scena sabato al Teatro San Filippo de L’Aquila! Un evento di caratura altissima, che ha ricevuto l’elogio e il plauso istituzionale direttamente dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che nel suo messaggio ha definito L’Aquila un vero e proprio “laboratorio di rinascita e futuro”, invitando la città a portare avanti la missione affidatale da Papa Francesco! Al centro del dibattito, una domanda cruciale: gli adulti di oggi che mondo stanno consegnando ai giovani? Sono in grado di lasciarli liberi di scegliere (e di sbagliare) senza giudicarli? A rispondere sono saliti sul palco i giganti della cultura e del giornalismo italiano: da Massimo Cacciari a Diego Fusaro, passando per Francesco Giorgino e Michelangelo Tagliaferri! E poi tantissime testimonianze da brividi, come quella di Davide Simone Cavallo, che ha spiegato come si fa a “non lasciare all’odio l’ultima parola sulla propria vita”. Il Perdono non cancella il passato, ma ci impedisce di restarne prigionieri per sempre! Leggi il resoconto del meraviglioso convegno nel nostro articolo! 👇 📖 Secondo voi la società di oggi (e il mondo degli adulti) sta negando il futuro e la libertà di scelta alle nuove generazioni?

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Il Perdono nutre il Mondo, summit L'Aquila

L’Aquila – Il vero, profondo significato del “Perdono” non si esaurisce nell’assoluzione religiosa di un peccato o nella semplice archiviazione di un torto subìto. Interpretare autenticamente lo spirito immortale della Perdonanza Celestiniana significa custodirne gelosamente le radici storiche e, al tempo stesso, avere il coraggio di proiettarne il messaggio nel presente, facendolo dialogare con le paure, i dubbi e le complesse sfide della nostra epoca contemporanea.
È esattamente questa l’ambiziosa e nobilissima direzione tracciata dalla IV edizione del Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo”, un evento straordinario (promosso e organizzato impeccabilmente da One Group e L’Aquila Made In) che lo scorso sabato 29 agosto ha fatto registrare un eccezionale successo di pubblico presso il Teatro San Filippo de L’Aquila. Il tema scelto per quest’anno, “Il Perdono apre al futuro? I giovani e la libertà di scegliere”, ha trasformato la rassegna in un vero e proprio laboratorio del pensiero, riunendo sul palco i più brillanti filosofi, sociologi, educatori e professionisti del panorama italiano.

Il plauso istituzionale di Giorgia Meloni

L’incontro, nato dalla visione della brillante art director Francesca Pompa, è stato introdotto da Angelo De Nicola e moderato dalla stessa Pompa. Ad aprire ufficialmente i lavori sono intervenuti Manuela Tursini (assessore alle Politiche sociali del Comune), il Prefetto dell’Aquila Vito Cusumano e Goffredo Palmerini (presidente di L’Aquila Made In).
A certificare l’assoluto prestigio nazionale dell’evento è giunto, attesissimo, il messaggio ufficiale della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Nel suo saluto istituzionale, la Premier ha sottolineato con forza come questo Summit “impreziosisca il programma della 732ª Perdonanza Celestiniana”, richiamando l’incredibile e tenace percorso de L’Aquila, diventata a tutti gli effetti un laboratorio nazionale di rinascita, innovazione e futuro. La Meloni ha inoltre ricordato la “missione speciale” affidata alla città dal Santo Padre: tenere vivo il dono di Papa Celestino V e promuovere, in un mondo tragicamente lacerato da guerre e polarizzazioni estreme, la forza universale della riconciliazione.

I giovani al centro: l’esame di coscienza per gli adulti

Il cuore pulsante del dibattito è stato dedicato alle nuove generazioni, ma attraverso una prospettiva capovolta e spiazzante: usare i giovani per interrogare severamente il mondo degli adulti. Quale mondo stiamo realmente consegnando ai nostri figli? Quali esempi e modelli di vita proponiamo loro? Ma soprattutto, quanto spazio e quanta fiducia siamo disposti a lasciare alla loro sacrosanta libertà di sbagliare e di scegliere?
A sviscerare questi interrogativi epocali sono saliti in cattedra giganti del pensiero contemporaneo. Il giornalista e docente Francesco Giorgino ha analizzato il concetto di perdono all’interno di una società sempre più fredda e individualizzata; Michelangelo Tagliaferri ha indagato il rapporto sottile tra verità, etica e memoria. Molto attesi gli interventi filosofici: Massimo Cacciari ha esplorato il legame indissolubile tra perdono, libertà e futuro, mentre Diego Fusaro ha sviscerato il concetto di “dono” come unica ancora di salvezza per liberare l’uomo dalla cinica logica del profitto e dello scambio commerciale.

Testimonianze di vita: non lasciare all’odio l’ultima parola

Ma il Summit non si è limitato alla pura speculazione filosofica. Alla riflessione accademica si sono affiancate testimonianze di vita vissuta dalla potenza emotiva devastante. Davide Simone Cavallo, autore di “Non odio”, ha raccontato al pubblico la coraggiosissima scelta di non permettere all’odio di avere l’ultima parola sulla propria storia personale, confrontandosi direttamente sul palco con un ragazzo di quindici anni.
Carmina Gallucci ha affrontato il tema del “dubbio” (inteso come ponte necessario verso il perdono), affidando il suo messaggio anche alla musica con il brano “Sospesi ma vivi”. Valeria Pompili ha indagato il perdono come possibilità di trasformazione interiore. Remo Lucchi ha strigliato il mondo degli adulti sulla loro responsabilità educativa, mentre Dario Bolis ha lanciato un monito: non dobbiamo scegliere il futuro al posto dei giovani, ma metterli nelle condizioni materiali ed emotive di poterlo costruire da soli.

Un seme gettato nel futuro

Il grande merito di questa quarta edizione de “Il Perdono Nutre il Mondo” (sostenuta da Regione, Comune, Fondazione Carispaq, SODIFA, SE.RA. e LAQTV) è stato quello di non cercare risposte prefabbricate, ma di stimolare consapevolezza. Il perdono non è una gomma magica che cancella il passato, ma è l’unico strumento umano capace di impedire che il passato, con il suo carico di rancore, ci impedisca di guardare al domani. Un successo su tutta la linea, che riconferma L’Aquila come capitale morale e culturale dell’intero Paese.

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Cultura

“Antigona, figlia della libertà”: la struggente poesia di Menda Vreto che canta il coraggio, il sacrificio e l’amore per la Patria

“Chi muore per la Libertà continua a vivere per sempre!”. La struggente e meravigliosa poesia di Menda Vreto dedicata ad Antigona, eroina della sua terra 📜 🕊️ In un mondo in cui ci dimentichiamo troppo spesso del valore immenso della nostra libertà, la Poesia arriva a ricordarci che ci sono state (e ci sono ancora) persone pronte a sacrificare la propria vita e la propria giovinezza per difendere la Patria! Oggi vi invitiamo a leggere e a emozionarvi con l’ultima meravigliosa lirica scritta dall’autrice Menda Vreto: “Antigona, figlia della libertà”. La protagonista è una giovane e bellissima ragazza nata in Dardania (la terra storica e fiera che oggi ospita il Kosovo). Una donna dolce ma dal coraggio invincibile, che non si è mai arresa di fronte alla paura della guerra! Menda Vreto ci ricorda il ruolo fondamentale e silenzioso delle donne nelle tragedie della storia, e ci regala versi indimenticabili: “Perché chi muore per un sogno condiviso, continua a vivere nell’anima della sua gente…”. Il nome di Antigona oggi vive nel vento ed è una stella sopra la montagna, un inno perenne contro ogni tirannia e ogni forma di oppressione. Leggi l’analisi e il testo integrale di questa commovente poesia nel nostro articolo! 👇 📖 Qual è la frase di questa lirica che ti ha toccato più nel profondo del cuore?

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Antigona, figlia della libertà

Redazione– Ci sono nomi che la Storia cerca disperatamente di cancellare o di seppellire sotto le macerie delle guerre, ma che la Letteratura (con la sua forza immortale e invincibile) riesce a trasformare in stelle luminosissime destinate a guidare le coscienze dei popoli per l’eternità. La poesia ha questo potere magico: trasfigurare il sangue e il sacrificio di una singola vita in un inno universale alla dignità umana.
È proprio questo il miracolo letterario compiuto dalla straordinaria autrice Menda Vreto nella sua ultima, toccante e meravigliosa lirica, intitolata “Antigona, figlia della libertà”. Un testo di una bellezza straziante, che affonda le sue radici poetiche nel cuore della storia balcanica per regalarci un messaggio di speranza, di coraggio civile e di pura resistenza contro ogni forma di tirannia e oppressione.

Dardania: il richiamo ancestrale alla fierezza di un popolo

La poesia di Menda Vreto si apre con un’immagine potentissima: quella di una “terra fiera”, battuta da un vento antico che ha il compito di tramandare oralmente le gesta degli eroi. In questa terra sboccia Antigona, un nome che evoca inesorabilmente (e non a caso) la figura dell’eroina della tragedia greca, colei che sfidò le leggi ingiuste del potere per amore e pietà. Ma l’Antigona della Vreto ha una collocazione geografica e sentimentale ben precisa: è la “dolce figlia di Dardania”.
Il richiamo alla Dardania (l’antica regione storico-geografica che oggi identifica i territori del Kosovo e dei Balcani) è il vero e proprio cuore pulsante dell’opera. Una terra storicamente ferita e martoriata, ma orgogliosa e indomita, in cui il desiderio viscerale di libertà e indipendenza ha sempre avuto un prezzo altissimo, pagato col sangue dei suoi figli migliori.

Il coraggio delle donne: la libertà vale più della guerra

Attraverso quartine dal ritmo incalzante e rime baciate, l’autrice dipinge il ritratto di una giovane donna che si fa carico del destino della propria nazione. Antigona non è un generale, non è un soldato armato di odio: è una “ragazza sincera”, con “la luce del cielo negli occhi”.
Ma, di fronte all’orrore della violenza, “davanti alla paura non abbassava il velo”. In questi versi c’è tutta la grandezza e l’eroismo silenzioso delle donne in tempo di guerra: figure spesso relegate ai margini della storiografia ufficiale, ma che in realtà rappresentano la vera spina dorsale della resistenza civile. La convinzione assoluta che “la libertà vale più della guerra” trasforma Antigona da semplice vittima a martire consapevole, in un atto di ribellione spirituale che eleva il suo sacrificio a un livello quasi sacro.

“Chi muore per un sogno continua a vivere”

L’elegia poetica di Menda Vreto raggiunge il suo apice emotivo nella promessa eterna della memoria. La morte fisica della protagonista non rappresenta una sconfitta, ma una gloriosa trasfigurazione. Il suo nome “vive nel vento come una stella sopra la montagna”, e la sua giovinezza spezzata si trasforma in un giuramento silenzioso per chi resta.
Il messaggio finale della lirica è un testamento spirituale di straordinaria potenza: “Chi muore per un sogno condiviso continua a vivere nell’anima della sua gente”. Finché ci sarà qualcuno pronto a lottare per la libertà, il sacrificio di Antigona (e di tutte le donne e gli uomini caduti per difendere la propria terra) non sarà mai stato vano. Riposando tra le stelle, il suo ricordo diventerà un pellegrino eterno, un “canto di vita” destinato a risuonare per sempre nei cuori dei giusti.

Il testo integrale: “Antigona, figlia della libertà”

Vi lasciamo, come di consueto, alla lettura e alla meditazione del testo integrale di questa bellissima e commovente poesia scritta da Menda Vreto.

Nel cuore di una terra fiera,
dove il vento racconta gli eroi,
è sbocciata una ragazza sincera,
con il coraggio più grande di noi.

Aveva negli occhi la luce del cielo,
nel cuore l’amore per la sua terra,
e davanti alla paura non abbassava il velo,
perché la libertà vale più della guerra.

Antigona, dolce figlia di Dardania,
il tuo nome oggi vive nel vento,
come una stella sopra la montagna,
come un eterno e silenzioso giuramento.

Non eri soltanto una giovane donna,
eri speranza, dignità e coraggio,
e ancora oggi la tua memoria ritorna
come il sole dopo un lungo viaggio.

Per te, bellissima ragazza,
che hai lasciato un ricordo così profondo,
ogni cuore che ama la libertà innalza
il tuo nome sopra questo mondo.

Che nessuno dimentichi il tuo sorriso,
né il sacrificio della tua giovinezza;
perché chi muore per un sogno condiviso
continua a vivere nell’anima della sua gente.

Antigona, riposa tra le stelle,
figlia amata di una terra ferita:
il tuo ricordo sarà sempre pellegrino,
e il tuo nome resterà un canto di vita.

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Cultura

L’arte di trasformare la mancanza in una luce che cura l’anima: a San Nicandro Garganico il debutto lirico di Vincenzo Pio Argentino

La poesia del riscatto che guarisce il cuore dalle ferite della perdita! 📖❤️ Esce per Aletti Editore “Il Respiro dell’Assenza”, la straordinaria opera d’esordio del giovane poeta pugliese Vincenzo Pio Argentino di San Nicandro Garganico. Trenta componimenti densi di pathos, preceduti da una “bussola emotiva” in prosa, per trasformare il dolore in una luce di condivisione contro l’isolamento moderno. 🌌✨ Un capolavoro di resistenza contemplativa benedetto dalla prefazione del regista Cosimo Damiano Damato. Leggi qui per scoprire i dettagli della trama, la poetica dell’autore e come farsi rapire da questi versi universali! 👇

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Cover libro

San Nicandro Garganico (FG) – Ci sono momenti in cui le ferite della vita, i distacchi più dolorosi e il senso di vuoto che bussa alla porta della nostra quotidianità smettono di essere una condanna alla solitudine per farsi materia poetica, canto di riscatto e ponte spirituale verso la comprensione di se stessi. Il panorama letterario nazionale si arricchisce di una voce giovane, profonda e intensamente matura, nata tra i silenzi e le bellezze selvagge del Gargano. Ha fatto il suo esordio ufficiale in tutte le librerie e le piattaforme digitali “Il Respiro dell’Assenza”, la prima silloge poetica firmata dal talento di Vincenzo Pio Argentino. L’opera, pubblicata con orgoglio dalla prestigiosa casa editrice Aletti Editore all’interno della collana di punta “Gli Emersi della Poesia”, raccoglie trenta componimenti nati da un rigoroso e trasparente percorso di ricerca interiore, offrendo ai lettori contemporanei un balsamo efficace per curare le fragilità e le ansie del nostro tempo.

“Verso dopo verso, pagina dopo pagina, la scrittura acustica e visiva mi ha accompagnato in una continua e instancabile ricerca di verità, identità e luce, anche nei momenti in cui il cammino attraversava l’ombra più fitta della perdita”, confessa l’autore foggiano Vincenzo Pio Argentino, svelando l’anima di un testo che non vuole essere una fredda esercitazione accademica. “L’assenza, dunque, non è soltanto il tema centrale che dà il titolo al volume, ma rappresenta una vera e propria condizione esistenziale da cui prende forma l’intera opera. Sentivo l’esigenza autentica di trasformare il dolore in espressione artistica, dando un significato alto e condiviso alle esperienze vissute, salvandole dall’oblio del tempo che tutto consuma”.

La cura del verso contro il tumulto: la scintilla che si fa luce per la comunità

L’andamento stilistico prediletto dal giovane poeta pugliese si sviluppa attraverso un verso libero e fluido, capace di assecondare l’intuizione visiva immediata e il ritmo naturale del pensiero umano. Il linguaggio scelto è essenziale, misurato, privo di barocchismi o di retorica sentimentale: ogni singola parola è calibrata al millimetro per dare forma, peso e dignità al silenzio da cui si origina. “L’equilibrio tra la spontaneità emotiva e la cura tecnica del testo nasce proprio da questo dialogo interiore”, spiega l’autore. “Da una parte c’è l’urgenza emotiva viscerale che accende la scintilla originaria; dall’altra subentra la grande responsabilità civile della parola poetica, che richiede attenzione, ascolto profondo e rispetto per chi legge. È la cura del verso che permette a quella scintilla di farsi luce condivisibile”.

Lontana dall’essere intesa come un semplice vuoto o una privazione geometrica, la condizione dell’assenza si trasfigura in una forma paradossale e potentissima di presenza. La penna si configura così come uno strumento d’indagine archeologica della memoria, capace di dimostrare come ciò che sembra lontano o perduto continui in realtà a vivere e a pulsare dentro di noi, lasciando un’impronta che nessuna crisi o frenesia digitale può cancellare dal cuore. Ad arricchire la struttura del libro interviene una scelta editoriale di indubbio fascino: la presenza di brevi introduzioni in prosa prima di ciascun componimento. Concepite come una discreta “bussola emotiva”, queste note invitano il lettore a rallentare, a fermarsi e a entrare con piena consapevolezza nell’atmosfera sacra della lirica prima di lasciarsi cullare dalle proprie emozioni.

Un atto di resistenza contemplativa benedetto dal regista Damato

In un’epoca dominata dall’iperattività, dal multitasking e dal consumo rapido delle relazioni sui social network, la poesia di Vincenzo Pio Argentino si erge come un vero e proprio atto di resistenza contemplativa, un invito politico e umano a riappropriarsi del proprio tempo. Come scrive magistralmente nella Prefazione al volume Cosimo Damiano Damato, stimato regista, drammaturgo e sceneggiatore italiano, da sempre attivo nel mondo del grande teatro d’autore: «Lo spazio di una poesia è ricerca spirituale: voce contraria in un tumulto di silenzio, richiamo all’istante, al vento, alla sorgente, al dolore, a qualcosa di perduto». La scrittura lenta restituisce all’individuo contemporaneo la capacità di abitare il tempo, aprendo varchi inaspettati verso nuove consapevolezze civiche.

La silloge travalica così la dimensione individuale del diario privato per farsi voce universale di prossimità, offrendo alle famiglie e ai lettori uno spazio condiviso di vicinanza emotiva contro l’isolamento dei nostri giorni. “Vorrei che chiunque stringa tra le mani questo libro possa trovare in queste pagine uno spazio di riflessione e di silenziosa compagnia”, conclude con umiltà e orgoglio il poeta garganico. “Se anche una sola poesia riuscirà a far sentire qualcuno meno solo nell’oscurità della sua stanza, o riporterà alla memoria il volto amato di chi non c’è più, allora l’opera avrà raggiunto il suo scopo più nobile”. San Nicandro Garganico e l’intera Puglia celebrano la nascita di un piccolo tesoro letterario, un invito a non arrendersi al buio ma a cercare la bellezza ovunque, partendo proprio dal respiro profondo dei nostri ricordi più cari.

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Cultura

“La Vera Trasparenza”: la poesia pluripremiata di Orlando Simiele, un canto universale per la pace e l’amore

“Ridere senza deridere, condividere senza dividere”: la meravigliosa poesia di Orlando Simiele è un capolavoro assoluto e un inno alla Pace! 📜 🌍 In un mondo sempre più cattivo, violento e dominato dalla guerra, la Poesia rimane l’unica vera arma per curare l’anima dell’umanità! Oggi vi portiamo alla scoperta di una lirica bellissima e profonda, intitolata “La Vera Trasparenza”, scritta dal celebre poeta campano Orlando Simiele! I versi di questa poesia dovrebbero essere insegnati nelle scuole: “Parlare in presenza senza sparlare… cercare di appianare ogni contrasto e pretesto per fare la guerra”. È un vero e proprio manifesto etico sul saper vivere! E il suo autore, Orlando Simiele, è un vero vanto per la nostra Italia: nato a Caserta e cresciuto a Persano (Salerno), le sue opere sono ormai lette e tradotte in tutti i continenti (dall’America fino alla Cina)! Nel 2025 ha persino ricevuto un Dottorato Honoris Causa in Messico, e poche settimane fa (il 27 luglio 2026) l’Accademia Nobile Corpus Hippocraticum di Salerno gli ha conferito il Premio Internazionale alla Carriera! Simiele è l’Araldo dell’Unione Mondiale dei Poeti e dimostra ogni giorno che la letteratura è il ponte più alto tra le coscienze dei popoli. Leggi la sua formidabile biografia e il testo integrale della poesia nel nostro articolo! 👇 📖 Qual è la frase di questa lirica che vi fa emozionare di più?

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La Vera Trasparenza

Redazione – In un’epoca storica tristemente dominata dalla prepotenza verbale, dai conflitti armati e dalla disgregazione dei legami sociali, la Letteratura rimane l’ultimo, straordinario baluardo a difesa dell’umanità e della fratellanza tra i popoli. E ci sono voci, nel panorama poetico italiano contemporaneo, che riescono a farsi portavoce di questi valori universali con una delicatezza e una potenza davvero fuori dal comune.
Una di queste voci, tra le più originali e significative del nostro tempo, appartiene senza dubbio a Orlando Simiele. Il poeta campano ci regala oggi una lirica formidabile, intitolata “La Vera Trasparenza”: un vero e proprio manifesto etico e spirituale che, attraverso un gioco ritmico incalzante e rime brillanti, ci insegna la difficilissima ma meravigliosa arte del vivere civile.

Il manifesto di Simiele: “Ridere senza deridere”

La poesia “La Vera Trasparenza” colpisce immediatamente il lettore per la sua struttura ritmica e per la profondità dei concetti espressi in forma quasi aforistica. I versi centrali dell’opera (“Ridere senza deridere, condividere senza dividere”) racchiudono in pochissime parole il segreto della vera evoluzione umana.
Simiele ci ricorda che l’essenza della vita non risiede nell’annientamento dell’altro, ma nella condivisione pura. Si può “esasperare, urlare, scoppiare” per le ingiustizie del mondo, ma bisogna farlo “senza nessuna prepotenza, senza ammazzare”, sostituendo le armi della violenza con le “acute melodie” destinate a costruire percorsi di pace. Straordinario anche il monito legato all’uso della parola (“Parlare in presenza senza sparlare”), un richiamo alla lealtà in un’epoca dominata dall’ipocrisia, per poi concludere con una splendida invocazione: quella di appianare i contrasti per fermare le guerre e amare nell’incandescenza delle stelle.

Da Caserta al mondo: un poeta senza confini

La grandezza di questa lirica è lo specchio fedele dell’animo e del vissuto del suo autore. Nato a Caserta il 12 Marzo 1986 e cresciuto nella frazione di Persano (Serre, provincia di Salerno), Orlando Simiele ha trasformato la scrittura nel suo strumento prediletto di esplorazione interiore sin dalla più tenera adolescenza.
Dopo la pubblicazione delle sue prime, fortunate raccolte (“Frammenti d’Amore” nel 2016 e “La Fonte della Vita” nel 2018, edite da Il Saggio), la sua poetica si è evoluta, passando dalle prime rime classiche a una forma più fluida e profondamente introspettiva. I suoi testi, tradotti in innumerevoli lingue, hanno varcato i confini nazionali raggiungendo letteralmente ogni angolo del globo: Europa, America, Asia, Africa e persino la Cina. Un successo internazionale che lo vede impegnato anche come giornalista e divulgatore culturale per testate di pregio come La Voce agli Italiani e CefaluArt.

I grandi riconoscimenti internazionali del 2025 e 2026

Oggi Simiele vive in Francia, vicino a Ginevra, ma il suo legame con l’Italia e il suo status di “Araldo” nell’Unione Mondiale dei Poeti ne fanno un ambasciatore culturale di inestimabile valore. I prestigiosi premi ottenuti in tutto il mondo (con primi posti al Cairo, a Portorico e a Berna) e l’inserimento nell’autorevole enciclopedia online Wikipoesia, sono stati recentemente coronati da due grandissimi traguardi accademici.
Nel 2025 gli è stato conferito l’ambitissimo Dottorato Honoris Causa in Letteratura dalla Federazione Mondiale di Leadership e Alta Intelligenza del Messico, mentre pochissime settimane fa, il 27 luglio 2026, ha ricevuto dalle mani di S.A.S. il Dott. Roberto Schiavone di Favignana il prestigioso Premio Internazionale alla Carriera Letteraria e Poetica “Hippocrates Primus Magister” da parte dell’Accademia Nobile Corpus Hippocraticum di Salerno. Un trionfo assoluto per un poeta che usa la penna per unire le coscienze.

Il testo integrale: “La Vera Trasparenza”

Vi lasciamo alla lettura integrale di questa meravigliosa lirica, da stampare e conservare nel cuore.

Nascere, crescere,
scrivere, incidere
nella danza
dell’essere se stessi.
Questa è l’essenza!
Ridere senza deridere,
condividere
senza dividere,
vivere e rivivere…
Esasperare,
urlare,
scoppiare
senza nessuna prepotenza,
senza ammazzare;
ma intonare,
cantare acute melodie
destinate in vie
di quella pace
che nelle sue scie
mai e mai poi tace…
Parlare in presenza
senza
sparlare,
navigare nell’oscurità
del mare.
Remare, ritornare
a terra
nel cercare d’appianare
ogni contrasto
e pretesto
per fare
la guerra.
Superare persino
nei sogni le difficoltà.
Emozionare sottopelle
le persone più belle,
amare nell’incandescenza
delle stelle.

Orlando Simiele

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