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Le tessere della memoria che illuminano il futuro del borgo: a Tornareccio il trionfo del Mosaico celebra vent’anni di pura rivoluzione culturale

Venti anni di pura arte e bellezza celebrati nel borgo del miele! 🐝🎨 Splendido bilancio a Tornareccio (Chieti) per “Ventixcento4”, l’edizione del ventennale di “Un Mosaico per Tornareccio” che ha trasformato il paese in un museo a cielo aperto. Tra i laboratori dei maestri di Ravenna 🇮🇹✨, lo straordinario picnic nei vicoli storici con 150 persone e la mostra con capolavori di Mario Schifano e Mimmo Paladino (aperta fino al 27 settembre!), una festa immenso per l’anima che unisce i giovani alle tradizioni. Leggi qui per scoprire i dettagli delle opere, gli orari delle visite e come prenotare subito un fine settimana indimenticabile! 👇

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Corso mosaici adulti

Tornareccio (CH) – Ci sono borghi appesi ai fianchi verdi delle colline abruzzesi in cui la pietra antica non si limita a raccontare il passato, ma si fa tela, ordito e supporto per una rivoluzione estetica capace di incantare l’Europa. Tornareccio, la fiera capitale abruzzese del miele e dell’arte diffusa nella provincia di Chieti, celebra oggi un bilancio straordinariamente positivo e commovente per “Ventixcento4”, l’edizione speciale nata per festeggiare i venti anni di vita del monumentale progetto “Un mosaico per Tornareccio”. Promossa con infinita dedizione dall’associazione A.M.A. (Amici del Mosaico Artistico) e sostenuta con orgoglio dal patrocinio del Comune di Tornareccio, l’iniziativa ha letteralmente animato l’intero mese di agosto attraverso un susseguirsi di mostre d’avanguardia, laboratori didattici e scuole di pittura dal vivo. Un cammino identitario che ha trasformato stabilmente i vicoli storici in un immenso e accessibile museo a cielo aperto, dove la tradizione artigiana dialoga quotidianamente con le avanguardie del contemporaneo.

Il cuore operativo ed emotivo dell’ultima settimana è stato rappresentato dalla prestigiosa Scuola di Mosaico, svoltasi da lunedì 24 a venerdì 28 agosto, che ha visto l’attivazione di due corsi specialistici affidati alla maestria e al rigore filologico dei docenti del celebre Gruppo Mosaicisti di Ravenna. Il “corso young”, magistralmente diretto da Anna Caterino, ha coinvolto venti giovanissimi partecipanti del territorio, uniti nella creazione dell’opera collettiva intitolata “Nel nostro giardino”: un lavoro corale ed etico in cui i bambini hanno potuto sporcarsi le mani con le tessere di pasta vitrea, imparando il valore della pazienza e della collaborazione. Il corso dedicato agli adulti, guidato dall’autorevole maestro Marco Santi, ha visto invece dieci allievi sfidare la complessità tecnica del ritratto e del volto umano, espandendo a livello pratico le riflessioni estetiche già sollevate dal cartellone delle mostre temporanee.

La Notte dei Mosaici: 150 cuori a tavola tra i vicoli del centro storico

La manifestazione ha toccato il suo culmine spettacolare e comunitario venerdì 28 agosto con la celebrazione della solenne “Notte dei mosaici”. Davanti a una folla partecipe, sono stati esposti i lavori realizzati dai corsisti ed è stato consegnato il diploma di partecipazione, prima che artisti e cittadini si unissero nella posa in opera di un ulteriore mosaico collettivo. Subito dopo, la festa si è trasformata in un momento di autentica socialità e prossimità con una suggestiva cena-picnic allestita direttamente sotto le opere d’arte monumentali che decorano le facciate delle case. Circa 150 persone si sono raccolte attorno a un unico, lunghissimo tavolo fraterno tra le mura medievali, in un evento realizzato grazie alla leale collaborazione con le associazioni giovanili Bentornato Carnevale e Pak di Zazze, ballando fino a tarda notte con il dj set curato da GS Eventi.

Sul fronte espositivo, un successo straordinario di critica sta premiando la mostra d’alta scuderia “Anatomie di un volto: sguardi tra tradizione e contemporaneità”, curata sempre da Anna Caterino per l’equipe ravennate. L’esposizione, allestita nei locali storici del borgo e visitabile su prenotazione fino al prossimo 27 settembre, riunisce i capolavori di undici giganti della pittura e della scultura nazionale: da Aligi Sassu a Mario Schifano, passando per Mimmo Paladino, Ismaele Nones, Athos Ongaro, Livio Scarpella, Giuseppe Tirelli, Giuseppe Bergomi, Paolo Schmidlin, Carlo Pasini e Nicola Samorì. Accanto a questo tesoro, la mostra documentaria “Istantanee di una rivoluzione culturale” ha ripercorso i vent’anni di storia della rassegna, mettendo in mostra i bozzetti originali che hanno reso grande il paese nel panorama internazionale.

Il sogno di Alfredo Paglione continua a volare verso il futuro

“Siamo profondamente felici e orgogliosi della risposta del pubblico e del calore umano registrato in questo ventennale”, dichiara con commozione Elsa Betti, presidente dell’associazione Amici del Mosaico Artistico. “Vent’anni dopo la fulgida e profetica intuizione del grande mecenate Alfredo Paglione, possiamo dire che il mosaico è diventato carne e sangue dell’identità stessa di Tornareccio. Questa edizione ci conferma che il progetto è vivo, vegeto e capace di parlare al cuore dei giovani. Non ci fermiamo qui: stiamo già programmando le nuove attività invernali per garantire continuità a questo cammino di bellezza pulita”. Una soddisfazione condivisa appieno dal sindaco Nicola Iannone, che ha sottolineato come questa collezione diffusa sia diventata il principale e più trasparente volano di promozione turistica ed economica della cittadinanza nel mondo.

Il festival si chiude lasciando una scia di entusiasmo e coesione sociale che fa bene a tutto l’Abruzzo interno. Tornareccio dimostra che i piccoli borghi della provincia non sono territori rassegnati allo spopolamento o all’isolamento culturale, ma laboratori fecondi di modernità e di accoglienza, capaci di trasformare la materia dura della pietra in un linguaggio di pace e uguaglianza. La transizione artistica del paese continua il suo viaggio: ogni tessera incastonata sui muri è un presidio di legalità e un invito rivolto alle nuove generazioni affinché continuino a scommettere sul proprio territorio. Non lasciatevi raccontare questa favola dai social il giorno dopo: prendete il telefono, prenotate la vostra visita alla mostra entro il 27 settembre e lasciatevi spettinare l’anima dalla luce di un borgo che ha scelto l’arte come sua unica e splendida bandiera. 👇

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Il bollettino di guerra che ferisce i lavoratori abruzzesi: la UIL demolisce i dati INAIL e denuncia il boom di infortuni tra donne e migranti

Un bollettino drammatico che scuote il mondo del lavoro in Abruzzo! 🛑📉 L’analisi della Uil Abruzzo sui dati Inail del primo semestre 2026 svela un aumento shock degli infortuni (+3,58%) e delle malattie professionali (+8,25%). I dati nascondono una realtà spietata: balzo del +21% degli infortuni per le donne in itinere 💔👩, operai anziani e giovani under 35 sempre più a rischio e un’impennata del 33% delle malattie tra i lavoratori stranieri. Il segretario Camplone lancia l’allarme alla Regione: “Meno precarietà, più controlli e DVR sartoriali, la vita umana non si baratta con il profitto!”. Leggi qui il resoconto completo e tutti i dati del report! 👇

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Valerio Camplone

Pescara – Ci sono numeri che non possono essere archiviati come fredde statistiche da analizzare nei consigli d’amministrazione, ma che rappresentano un vero e proprio bollettino di guerra, una piaga sociale ed etica che sanguina nel cuore del nostro sistema produttivo. Il quadro della sicurezza sul lavoro in Abruzzo continua a mostrare elementi di drammatica criticità, svelando un mercato occupazionale in cui la fretta, la precarietà e il vuoto di tutele reali mettono a rischio ogni giorno la vita dei cittadini. L’analisi complessiva curata dal Dipartimento Ambiente, Salute e Sicurezza della Uil Abruzzo sui dati ufficiali del primo semestre 2026 messi a disposizione dall’Inail conferma un trend negativo spaventoso: tra gennaio e giugno di quest’anno gli infortuni complessivi registrano un incremento del 3,58%, passando da 5.945 a 6.158 casi, mentre le malattie professionali segnano un’impennata dell’8,25%, salendo da 4.645 a 5.028 denunce totali.

Per il sindacato abruzzese, questi dati non sono il frutto di una tragica fatalità o del caso, ma costituiscono la diretta conseguenza di fattori strutturali tossici, tra cui spiccano la parcellizzazione esasperata dei contratti, i livelli insostenibili di precariato giovanile e una cronica disattenzione verso le misure di prevenzione all’interno delle aziende. “Dietro il bilancio del primo semestre 2026 emerge ciò che questi numeri nascondono: una totale assenza di prevenzione sui rischi emergenti e su variabili decisive come l’invecchiamento della forza lavoro, l’integrazione culturale dei migranti e le differenze di genere”, osserva con durezza Valerio Camplone, componente della segreteria regionale Uil Abruzzo con delega alla Salute e Sicurezza sul lavoro, chiedendo una reazione costruttiva immediata a tutte le forze politiche e istituzionali.

Il dramma silenzioso delle donne: boom di infortuni in itinere e stress da orari rigidi

Nel bilancio dei primi sei mesi dell’anno balza all’occhio un dato allarmante relativo agli infortuni in itinere, ovvero quelli che avvengono nel tragitto casa-lavoro, che registrano un balzo del +17,85% (da 773 a 911 casi). In questo specifico e pericoloso ambito emerge con forza drammatica la questione di genere: le denunce d’infortunio tra le lavoratrici registrano un vero e proprio picco del +21,45%, passando da 387 a 470 casi. Secondo la Uil Abruzzo, questo dato accende un riflettore accecante sulla rigidità dei tempi di lavoro, sui ritmi frenetici degli spostamenti quotidiani e sullo stress occupazionale che schiaccia la componente femminile, spesso costretta a fare i salti mortali tra i doveri professionali e la gestione dei carichi familiari, violando lo spirito dell’articolo 28 del D.Lgs. 81/2008 che impone la valutazione dei rischi legati alle differenze di genere.

L’esame anagrafico del primo semestre 2026 evidenzia inoltre la fragilità estrema delle due estremità del mercato del lavoro: i giovani e gli anziani. Tra i lavoratori compresi nella fascia 60-74 anni gli infortuni crescono del 9,95% (da 734 a 807 casi), con una punta del +12,19% nella fascia 60-64 anni, a dimostrazione di una forza lavoro anziana costretta sui ponteggi o nelle fabbriche a causa dell’innalzamento dell’età pensionabile. Sul fronte opposto, la fascia giovanile (15-24 anni) vede un aumento del 6,34% (da 584 a 621 casi) e, allargando lo sguardo agli under 35, la crescita si attesta al +4,97%. Ragazzi spesso privi di esperienza che vengono gettati nella mischia produttiva senza una formazione preventiva adeguata, pagando un prezzo altissimo in termini di integrità fisica.

Lavoratori stranieri indifesi: +33% di malattie professionali nei cantieri e nei campi

Un altro capitolo doloroso e intollerabile dell’indagine sindacale riguarda la crescente vulnerabilità dei lavoratori stranieri extra-Ue, le cui denunce d’infortunio subiscono un incremento del 12,08% (da 687 a 770 casi complessivi). Lo scenario si fa ancora più inquietante sul versante delle malattie professionali, dove la totalità dei lavoratori nati all’estero registra un’impennata spaventosa del +33,51% (da 388 a 518 denunce). Questo dato mette a nudo la mancanza di un’integrazione sostenibile nel tessuto economico regionale e l’urgenza di avviare corsi formativi e linguistici aziendali per fare in modo che le barriere della lingua non si traducano in una condanna a morte o a una disabilità permanente nei cantieri edili o nelle campagne abruzzesi.

In vista della definizione strategica del nuovo Piano Regionale della Prevenzione 2026-31, attualmente in fase di discussione al Comitato regionale di coordinamento ex art. 7 del D.Lgs. 81/2008, la Uil Abruzzo chiede che queste fragilità vengano inserite come priorità assolute e non negoziabili nella bozza finale. Il sindacato esige l’aggiornamento sartoriale dei Documenti di Valutazione dei Rischi (DVR) aziendali, una reale e diffusa valutazione dei rischi psicosociali e l’applicazione rigida delle novità introdotte dal Decreto Legge 159/2025, che impone dal 2026 l’obbligo per le aziende di programmare misure stringenti per prevenire e azzerare comportamenti violenti o molesti nei luoghi di lavoro. Accorciare le distanze in ottica di parità e sicurezza significa garantire ambienti lavorativi sani, rispettosi e tutelati, ricordando alla Regione che il profitto di un’impresa non può e non deve mai valere più della vita umana.

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Arrosticini, Cinema e un Cartellone teatrale da brividi: all’Auditorium Zambra di Ortona esplode la grande festa di “Unaltroteatro”

Arrosticini, Cinema e un Cartellone Teatrale da brividi! GIOVEDÌ 3 SETTEMBRE a Ortona esplode la grandissima festa di “Unaltroteatro”! 🎉 🎭 Siete pronti a salutare l’estate nel modo più goloso e divertente possibile? Giovedì 3 Settembre, presso il Cinema Auditorium Zambra di Ortona (Ch), andrà in scena “Facciamo Festa!”, un evento pazzesco organizzato da Lorenza Sorino e Arturo Scognamiglio per chiudere la stagione estiva e lanciare i tantissimi e prestigiosi spettacoli dell’inverno! Si parte fortissimo alle ore 19:00: nel piazzale ci sarà un aperitivo in collaborazione con “Cantinà” a base di ARROSTICINI, super drink e dell’ottimo food locale! Tutti insieme per brindare alla cultura! Alle ore 20:30 verranno presentati tutti gli spettacoli (da Francesco di Leva al grande omaggio alle musiche di De Andrè e di Lucio Dalla), seguiti da una breve performance live dei giovani talenti della UT Factory! A chiudere la nottata (ore 21:15) l’imperdibile evento cinematografico con l'”Arrosticinema”! Una piccola grande magia per Ortona e per l’intero Abruzzo! ATTENZIONE: per partecipare alla serata è assolutamente OBBLIGATORIO prenotarsi (sia per la cena che per la proiezione) chiamando o scrivendo su WhatsApp al numero 375.5678433. Leggi il programma dettagliato e tutti gli spettacoli della stagione invernale nel nostro articolo! 👇 🍷 Siete pronti a mangiare arrosticini parlando di Teatro? Condividete il post e invitate i vostri amici a partecipare!

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Locandina evento Ortona

Ortona – La cultura, quando è fatta con il cuore, la passione e il sudore della fronte, non è mai qualcosa di elitario o noioso, ma si trasforma in una meravigliosa festa popolare capace di unire e far sorridere un’intera comunità. Ne sanno qualcosa Lorenza Sorino e Arturo Scognamiglio, le vere e proprie anime pulsanti del progetto Unaltroteatro.
Per salutare in grande stile la rovente estate abruzzese e, soprattutto, per lanciare la nuova e attesissima stagione autunnale, giovedì prossimo, 3 settembre 2026, il Cinema Auditorium Zambra di Ortona (Chieti) ospiterà un evento straordinario, intitolato non a caso “Facciamo Festa!”. Sarà una serata imperdibile, pensata appositamente per ripercorrere i prestigiosi traguardi già raggiunti in questi anni e per svelare finalmente al grande pubblico tutte le strepitose novità del prossimo anno accademico e teatrale.

“Facciamo Festa!”: aperitivo, convivialità e giovani talenti

Il ricco programma della giornata prenderà il via a partire dalle ore 19:00 con un fantastico momento di convivialità in collaborazione con “Cantinà”. Il piazzale e gli spazi dell’Auditorium si animeranno con un aperitivo tutto abruzzese a base di gustosi arrosticini, ottimo food e drink ghiacciati. Un modo caldo e informale per accogliere la comunità e festeggiare tutti insieme, come una grande famiglia, un anno di attività vissute intensamente e con grandissimo successo di pubblico.
La serata entrerà poi nel suo vivo e nel suo cuore artistico alle ore 20:30 con lo spazio denominato “Ripartiamo!”. Sul palco verranno presentati nel dettaglio tutti i progetti futuri, la nuova pazzesca stagione teatrale ’26/’27, le attesissime rassegne in programma, le collaborazioni esclusive e i fondamentali corsi formativi della UT Factory. Prima della successiva proiezione cinematografica, gli spettatori presenti avranno l’onore di assistere a una piccola, ma intensissima, performance dal vivo curata interamente dai talentuosi ragazzi della factory ’25/’26: un momento magico pensato per valorizzare pubblicamente l’enorme e faticoso percorso laboratoriale e creativo compiuto dai giovani partecipanti.

Il gran finale della serata: arriva l'”Arrosticinema”

A chiudere in bellezza questa notte magica, alle ore 21:15, ci penserà l’ultimo, imperdibile appuntamento con il format di grandissimo successo ribattezzato “Arrosticinema”.
Si tratta di una proiezione cinematografica collettiva (totalmente aperta a tutti) che chiuderà idealmente la festa estiva. L’organizzazione fa sapere che per partecipare all’evento (sia per chi desidera gustare la cena, sia per chi vuole assistere solo alla proiezione) è assolutamente obbligatoria la prenotazione telefonica chiamando il numero 375 5678433, per garantire a tutti gli ospiti la migliore accoglienza e sicurezza possibile.

Il Cartellone 2026/2027: da Di Leva a Fabrizio De Andrè

Ma il piatto forte della serata sarà la rivelazione del nuovo Cartellone. La grande stagione teatrale dell’Auditorium Zambra partirà con il botto giovedì 19 settembre con un duo d’eccezione composto da Francesco Di Leva e Adriano Pantaleo in “Quotidiane ispirazioni”.
Il 21 ottobre sarà la volta della musica d’autore con lo spettacolo “All’ombra dell’ultimo sole”, portato in scena da Tony Laudadio e Ferruccio Spinetti sulle meravigliose e immortali musiche di Fabrizio De Andrè. Il 3 novembre i riflettori si accenderanno su Cinzia Spanò e il suo “Il condominio”. Prima delle feste di Natale, il 17 dicembre, si tornerà a sognare con le note di un gigante della musica italiana: Mariano Bellopede e Francesca Colapietro renderanno omaggio al genio di Lucio Dalla con lo spettacolo “Tu parlavi una lingua meravigliosa”.

Il 2027 e lo spettacolo gratuito per l’anniversario

La rassegna del nuovo anno si aprirà ufficialmente il 26 gennaio 2027 con l’atteso spettacolo “Destinatario sconosciuto” (con Mario Massari e Franco Mannella), per poi proseguire a ritmo serrato il 10 febbraio con “Isidoro” (con il bravissimo Enrico Ianniello) e il 18 marzo con “88 frequenze”, portato in scena da Antonella Carone.
La grandissima chiusura di stagione è prevista per il 3 aprile 2027: un evento davvero speciale perché andrà in coincidenza perfetta con il Quinto Anniversario dell’apertura della struttura ortonese. Per festeggiare questo traguardo miracoloso, andrà in scena “Storia d’amore e di calcio” di Michele Santeramo: un’opera simbolo che Lorenza e Arturo hanno deciso di offrire in forma totalmente gratuita a tutti gli abbonati storici e a chi deciderà di sottoscrivere un nuovo abbonamento in queste settimane. Un regalo immenso per una comunità che ha ricominciato a sognare grazie al teatro.

Per restare aggiornati o richiedere Info è possibile chiamare il numero 085.8135184, mandare un veloce messaggio WhatsApp al 375.5678433 o inviare una mail all’indirizzo info@unaltroteatro.com. Tutte le novità sono pubblicate sul sito www.cinemauditoriumzambra.com o sulle seguitissime pagine social @cinemauditoriumzambra, @unaltroteatro e @utfactory.

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Il mistero del sasso di Padrón e il segreto del Cammino: Valentino Pisegna svela il proverbio che cambia il viaggio a Santiago

Il segreto nascosto nel Cammino di Santiago che quasi nessun pellegrino conosce! 🥾🌌 Il Cavaliere Valentino Pisegna, delegato della Confraternita di San Jacopo, svela il significato profondo del più antico proverbio galiziano: “Se vai a Santiago e non a Padrón, il tuo pellegrinaggio è a metà”. 📜✨ Scopri la storia affascinante del “Pedrón”, la roccia sacra dove approdò la barca dell’Apostolo Giacomo, e la rinascita del suggestivo cammino fluviale lungo il fiume Ulla. Un viaggio immenso per l’anima nato per ritrovare se stessi. Leggi qui per scoprire i dettagli storici, i consigli del divulgatore abruzzese e come vivere l’esperienza più autentica della Galizia! 👇

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Valentino Pisegna

Redazione – Ci sono sentieri che attraversano l’Europa da secoli, calpestati dai piedi nudi di re, santi, peccatori e viandanti, in cui ogni pietra, ogni spiazzo e ogni antico detto popolare racchiudono un significato teologico e spirituale immenso. Il Cammino di Santiago de Compostela non è una semplice escursione naturalistica o una moda turistica contemporanea, ma si configura come il più grande e antico rito collettivo dell’Occidente cristiano. Eppure, nel grande oceano di storie che avvolge la Galizia, esiste una verità sommersa che rischia di sfuggire ai pellegrini moderni, distratti dalla fretta di raggiungere la maestosa cattedrale. A rimettere al centro della riflessione internazionale il cuore del pellegrinaggio jacobeo è il Cavaliere Valentino Pisegna, stimato divulgatore abruzzese e Delegato per l’Abruzzo della prestigiosa Confraternita di San Jacopo di Compostella di Perugia, che ha voluto sviscerare le origini storiche e il significato autentico del più antico e misterioso proverbio legato al Cammino.

Il detto in lingua galiziana recita solennemente: «Quen vai a Santiago e non ao Padrón, ou fai romaría ou non», che la tradizione italiana traduce letteralmente con: «Se vai a Santiago e non a Padrón, o fai il pellegrinaggio oppure no». Una massima ancestrale che non vuole affatto mettere in contrapposizione due splendide località, ma che lancia un monito civile e spirituale chiarissimo a chiunque decida di mettersi in viaggio. “Padrón rappresenta il punto d’origine biologico e simbolico dell’intera epopea jacobea, mentre la cattedrale di Santiago ne costituisce il solenne compimento”, spiega con passione il dottor Valentino Pisegna. “Il proverbio ricorda che il pellegrinaggio non può prescindere dalle sue radici storiche, che affondano proprio nelle acque di Padrón, il luogo esatto in cui, secondo la tradizione millenaria, approdò l’imbarcazione di pietra che trasportava il corpo martirizzato dell’apostolo San Giacomo il Maggiore”.

La pietra del Pedrón e il viaggio miracoloso da Gerusalemme alla Galizia

Il racconto storico e teologico ci riporta all’alba del cristianesimo. Dopo il martirio di San Giacomo, avvenuto a Gerusalemme per mano di Erode Agrippa, i suoi discepoli più fidati ne sottrassero le spoglie mortali, custodendole all’interno di una barca guidata da un angelo del Signore. L’imbarcazione attraversò il Mediterraneo e risalì l’Atlantico fino a sbarcare nell’antico porto romano di Iria Flavia, l’attuale Padrón. È proprio lì, sotto l’altare maggiore della Chiesa di Santiago, che è ancora oggi gelosamente custodita e venerata la celebre roccia di granito nota come “il Pedrón”. Secondo la tradizione, a questo masso millenario venne ormeggiata la fune della barca sacra. Da quel punto esatto si mossero i primi passi sulla terraferma che avrebbero condotto alla successiva sepoltura dell’Apostolo nel bosco di Libredón, dove secoli dopo sarebbe sorta la città di Santiago de Compostela.

Negli ultimi anni, osserva con compiacimento il divulgatore abruzzese, si sta assistendo a un grandioso e commovente risveglio culturale attorno alle origini del mito, testimoniato dal boom di presenze lungo il cosiddetto Cammino Marittimo-Fluviale. Questa variante ufficiale e antichissima permette ai pellegrini di ripercorrere fedelmente l’ultimo tratto del viaggio acquatico dei discepoli, risalendo a bordo di imbarcazioni private lo splendido estuario del fiume Ulla fino al molo di Padrón. Si tratta di un’esperienza sensoriale totale a 360 gradi che guarisce le solitudini dell’uomo contemporaneo: “Percorrere il Cammino dall’acqua significa guardare la storia da una prospettiva ribaltata. L’acqua, nella teologia cristiana, non è un elemento neutro, ma è il simbolo universale della vita che rinasce, della purificazione battesimale e del riscatto interiore”, sottolinea Pisegna.

Un cammino plurale che cura le solitudini e insegna a guardarsi dentro

La Confraternita di San Jacopo di Compostella, attraverso il lavoro di prossimità e di accoglienza dei suoi delegati sul territorio, ricorda come il Cammino continui a rinnovarsi e a parlare alle nuove generazioni senza mai smarrire un solo grammo della propria identità profonda. Oggi la via jacobea si offre come un’esperienza profondamente plurale e inclusiva, capace di accogliere e fare scudo attorno alle fragilità di chiunque decida di mettersi lo zaino in spalla. C’è chi parte spinto da una viscerale e solenne promessa di fede religiosa, chi si muove per il fascino dell’archeologia e della storia medievale, chi cerca una necessaria tregua dalla frenesia digitale e chi, semplicemente, sente il bisogno di mettersi alla prova fisicamente sfidando la fatica dei propri limiti.

Cambiano le motivazioni intime, mutano gli itinerari geografici scelti sui territori, ma il cuore pulsante del cammino resta immutato: un viaggio interiore che conduce alla scoperta di se stessi attraverso l’incontro con l’altro e la cultura dell’ospitalità gratuita. Il proverbio galiziano, conclude il Cavaliere Pisegna, conserva intatta la sua straordinaria forza evocativa ed etica. Esso ricorda a ogni viandante che la meta non è semplicemente una fotografia scattata davanti alla cattedrale per raccogliere visualizzazioni sui social network, ma è un percorso di legalità e di fratellanza che inizia nel silenzio di Padrón. Solo riscoprendo il valore delle radici potremo comprendere appieno il senso dei nostri passi, continuando a far vivere una favola di fede che unisce milioni di persone da ogni angolo del pianeta sotto lo stesso cielo stellato.

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