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Grave lutto nella politica laziale: addio a Matteo Susanna. Il profondo cordoglio di Gianluca Quadrini per Laura Cartaginese

Grave lutto nella politica laziale: addio a Matteo Susanna. Il cordoglio commosso di Gianluca Quadrini e di tutta “Evoluzione e Libertà” per Laura Cartaginese 🙏 🖤 Ci sono momenti in cui la politica, i dibattiti e le divergenze di partito devono fermarsi per fare spazio al silenzio, al rispetto e all’umanità. Nelle scorse ore un lutto straziante ha colpito il mondo istituzionale laziale: è venuto a mancare Matteo Susanna, amatissimo marito della Consigliera Regionale e Capogruppo della Lega Laura Cartaginese. Una perdita incolmabile che ha scosso profondamente tutti. Tra i messaggi di affetto più sentiti c’è quello diramato da Gianluca Quadrini, Vice Segretario Nazionale Vicario di “Evoluzione e Libertà”. Quadrini ha voluto far sentire tutta la sua vicinanza con parole bellissime: “Una perdita dolorosa che colpisce profondamente! In questo momento di buio rivolgo a Laura, alla sua famiglia e a tutti i suoi cari un pensiero affettuoso e sincero, a nome mio e di tutta la nostra comunità politica!”. Quando il dolore bussa alla porta, le Istituzioni si uniscono in una grande famiglia solidale, dimostrando che i rapporti umani vengono prima di ogni bandiera politica. Leggi il messaggio integrale di cordoglio nel nostro articolo. 👇 🕯️ Tutta la redazione di Cavaliere News rivolge le sue più sentite condoglianze alla Consigliera Cartaginese per questa terribile perdita. Lasciate un pensiero o una preghiera nei commenti.

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Matteo Susanna con Laura Cartaginese

Redazione – Ci sono momenti, nella vita pubblica e istituzionale del nostro Paese, in cui il fragore dei dibattiti, le divergenze ideologiche e gli accesi scontri politici all’interno delle aule consiliari devono necessariamente fermarsi e fare un rispettoso passo indietro. Sono i momenti in cui la fragilità della condizione umana bussa prepotentemente alla porta, ricordandoci che, al di là delle tessere di partito e dei ruoli ricoperti, siamo tutti accomunati dallo stesso destino e dagli stessi, immensi dolori.
Nelle scorse ore, un lutto gravissimo e inaspettato ha colpito al cuore il mondo della politica romana e laziale: è venuto a mancare Matteo Susanna, l’amato marito dell’onorevole Laura Cartaginese, attuale Consigliera regionale del Lazio e tenace Capogruppo in quota Lega. Una perdita straziante, che ha immediatamente generato un’ondata di commozione e solidarietà trasversale da parte di tutto il mondo politico e istituzionale.

Il cordoglio di Gianluca Quadrini e “Evoluzione e Libertà”

Tra i primissimi e più sentiti messaggi di cordoglio e vicinanza giunti alla Consigliera Cartaginese in queste ore così buie e drammatiche, spicca senza dubbio la nota ufficiale diramata da Gianluca Quadrini, figura politica di grande spessore che ricopre attualmente il prestigioso incarico di Vice Segretario Nazionale Vicario del partito Evoluzione e Libertà.
Le parole di Quadrini non sono quelle di un freddo e formale comunicato stampa dettato dall’etichetta istituzionale, ma trasudano un’empatia e una partecipazione umana sincera, qualità sempre più rare nel cinico mondo della politica moderna. «Ho appreso con grandissimo e sincero dispiacere della scomparsa di Matteo Susanna, marito della consigliera regionale e capogruppo della Lega, Laura Cartaginese», ha dichiarato Quadrini, facendosi portavoce del sentimento di sgomento che ha attraversato i palazzi della politica capitolina appena si è diffusa la tragica notizia.

La solidarietà umana oltre i colori di partito

Perdere il proprio compagno di vita rappresenta senza ombra di dubbio la prova più devastante che un essere umano sia chiamato ad affrontare. Una voragine affettiva impossibile da colmare. Ne è pienamente consapevole il Vice Segretario Nazionale Vicario di Evoluzione e Libertà, che nella sua dichiarazione ha voluto sottolineare il peso specifico di questo dramma: «Si tratta di una perdita dolorosissima che colpisce profondamente nell’animo, e davanti alla quale desidero esprimere a Laura, a tutta la sua famiglia e a tutti i suoi cari la mia più sentita e commossa partecipazione».
In questi frangenti, come ricorda implicitamente il messaggio di Quadrini, le Istituzioni hanno il dovere morale di stringersi attorno a chi soffre, trasformandosi per un istante in una grande e protettiva “famiglia allargata” capace di fare da scudo e offrire conforto nei giorni del distacco e delle lacrime.

Un abbraccio sincero da tutta la comunità politica

La nota diramata da Gianluca Quadrini si chiude con un abbraccio simbolico ma potentissimo, esteso non solo a livello personale ma a nome di un intero movimento: «In un momento di così profondo, straziante e incomprensibile dolore, rivolgo a lei e a tutta la sua famiglia un pensiero affettuoso, sincero e profondamente partecipe, a nome mio personale e a nome di tutta la nostra intera comunità politica di Evoluzione e Libertà».
La redazione di Cavaliere News si unisce coralmente alle parole di Gianluca Quadrini e di tutto il mondo politico, stringendosi in un forte, doveroso e rispettoso abbraccio alla Consigliera Laura Cartaginese e a tutti i familiari di Matteo Susanna in questo momento di indicibile sofferenza.

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L’eccellenza a Poggio Moiano: il Calzone Diavola e Funghi della Pizzeria “Incontro” è un capolavoro che fa sognare il palato

Il Paradiso del Gusto esiste e si trova a Poggio Moiano! Abbiamo assaggiato il pazzesco Calzone della Pizzeria “Incontro”, ecco la nostra recensione! 🍕 🤤 Attenzione: leggere questo post potrebbe farvi venire una fame irrefrenabile! Ieri sera siamo tornati in uno dei templi sacri della ristorazione in Sabina: la meravigliosa Pizzeria “Incontro” a Poggio Moiano! Accolti dal calore, dal sorriso e dalla professionalità incredibile di Piero Angeloni ed Ester Angeloni, ci siamo affidati alle mani d’oro della mitica pizzaiola Eleonora Simonetti! Abbiamo ordinato un capolavoro: il CALZONE DIAVOLA E FUNGHI! Ragazzi, un’esperienza sensoriale fuori dal mondo! Un impasto lievitato alla perfezione (croccante fuori, leggerissimo e digeribile dentro), che racchiude un cuore esplosivo: mozzarella filante di primissima scelta, il sapore rustico e terroso dei funghi, e infine la spinta clamorosa del salame piccante, che risveglia il palato senza mai coprire gli altri sapori! Un equilibrio alchemico pazzesco, un calzone che si mangia con gli occhi prima ancora che con la bocca. L’impegno, la passione e l’amore che Piero, Ester ed Eleonora mettono nel loro lavoro si sente in ogni singolo morso! Un vero e proprio presidio del buon cibo che fa onore a tutto il nostro territorio. Leggi la nostra recensione dettagliata nell’articolo! 👇 🍄 Voi siete mai stati alla Pizzeria Incontro? Qual è la vostra pizza preferita in assoluto? Fate i complimenti a questo magnifico staff nei commenti!

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Calzone Diavola e Funghi

Poggio Moiano – Nel meraviglioso e sterminato panorama culinario della nostra penisola, esistono dei luoghi magici dove la ristorazione smette di essere un semplice “lavoro” e si trasforma in pura e purissima vocazione. Sono quei locali in cui l’accoglienza, la cura maniacale per le materie prime e il calore umano si fondono all’interno di un forno incandescente per regalare ai clienti non un semplice pasto, ma un’esperienza indimenticabile.
Uno di questi templi del gusto, fiore all’occhiello dell’intera Sabina, è senza alcun dubbio la storica Pizzeria “Incontro” di Poggio Moiano, un locale che nel corso degli anni è riuscito a conquistare il cuore (e lo stomaco) di migliaia di avventori. Un successo che non nasce dal caso, ma che porta le firme prestigiose, appassionate e inconfondibili di Piero Angeloni, di Ester Angeloni e della formidabile maestria tecnica della pizzaiola Eleonora Simonetti. Un tridente d’oro dell’arte bianca che non smette mai di stupire.

La prova dell’assaggio: il Calzone Diavola e Funghi

Ieri sera, guidati dalla solita voglia di scoprire (e riscoprire) i sapori autentici e genuini del nostro fantastico territorio, abbiamo deciso di fare tappa proprio all’Incontro. Accolti dal sorriso sempre rassicurante e familiare di Piero ed Ester, autentici padroni di casa capaci di farti sentire immediatamente coccolato come se fossi nel salotto buono di casa tua, ci siamo affidati alle mani d’oro di Eleonora Simonetti.
La scelta è ricaduta su uno dei grandi classici della tradizione, rivisitato con quella marcia in più che solo i grandi maestri sanno dare: il Calzone Diavola e Funghi. Sulla carta, una lista di ingredienti apparentemente semplice (mozzarella filante, funghi freschi e salame piccante). Ma, come spesso accade nella grande cucina, è proprio nella semplicità che si nasconde il vero miracolo gastronomico.

Il segreto del successo: un impasto da fuoriclasse

Il viaggio sensoriale inizia ancor prima del primo morso. L’aspetto visivo del calzone portato al tavolo è a dir poco sontuoso: una mezza luna dorata, perfettamente bombata, con le caratteristiche “bolle” di cottura che testimoniano un processo di maturazione e lievitazione dell’impasto curato alla perfezione.
Ed è proprio l’impasto la vera grande firma di Eleonora Simonetti. Al taglio, la crosta esterna risulta incredibilmente friabile e croccante, per poi cedere immediatamente il passo a una struttura interna morbida, leggera come una nuvola, alveolata in modo magistrale e, soprattutto, digeribilissima. Nessun senso di pesantezza, solo il puro profumo del grano lavorato a regola d’arte, frutto di ore e ore di paziente attesa davanti al bancone della farina.

Un’esplosione di sapori: fuoco, terra e dolcezza

Ma la vera apoteosi arriva nel momento esatto in cui gli ingredienti si mescolano in bocca. Il ripieno di questo calzone è un vero e proprio capolavoro di ingegneria dei sapori. La mozzarella, di primissima scelta, si scioglie creando quel meraviglioso e irresistibile effetto filante, avvolgendo il palato con la sua dolcezza lattea e creando il letto perfetto per gli altri due protagonisti.
I funghi, dal sapore terroso, intenso e boschivo, creano un contrasto rustico e appagante, che viene immediatamente “svegliato” e incendiato dal terzo elemento magico: il salame piccante. La qualità del salume scelto da Piero ed Ester si sente tutta: un piccante mai invadente o fastidioso, ma caldo, rotondo e persistente, capace di sgrassare la bocca e invogliarti irresistibilmente al morso successivo. Un equilibrio alchemico perfetto tra la morbidezza del formaggio, la consistenza dei funghi e il brio del peperoncino.

Molto più di una pizzeria: un presidio di gusto

Terminare il pasto alla Pizzeria “Incontro” di Poggio Moiano lascia addosso non solo un enorme senso di appagamento fisico, ma anche la bellissima sensazione di aver supportato un vero e proprio “presidio territoriale” del buon cibo.
Piero, Ester ed Eleonora lavorano duro, con umiltà e passione sconfinata, per portare in tavola ogni singola sera l’eccellenza assoluta. Che si tratti di una classica margherita, di una pinsa gourmet o, come in questo caso, di un maestoso Calzone Diavola e Funghi, il risultato è sempre lo stesso: la garanzia di alzarsi dal tavolo felici. Se passate in zona Sabina, fare tappa in questo locale non è un semplice consiglio, ma un vero e proprio obbligo morale per le vostre papille gustative!

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Il bollettino di guerra che ferisce i lavoratori abruzzesi: la UIL demolisce i dati INAIL e denuncia il boom di infortuni tra donne e migranti

Un bollettino drammatico che scuote il mondo del lavoro in Abruzzo! 🛑📉 L’analisi della Uil Abruzzo sui dati Inail del primo semestre 2026 svela un aumento shock degli infortuni (+3,58%) e delle malattie professionali (+8,25%). I dati nascondono una realtà spietata: balzo del +21% degli infortuni per le donne in itinere 💔👩, operai anziani e giovani under 35 sempre più a rischio e un’impennata del 33% delle malattie tra i lavoratori stranieri. Il segretario Camplone lancia l’allarme alla Regione: “Meno precarietà, più controlli e DVR sartoriali, la vita umana non si baratta con il profitto!”. Leggi qui il resoconto completo e tutti i dati del report! 👇

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Valerio Camplone

Pescara – Ci sono numeri che non possono essere archiviati come fredde statistiche da analizzare nei consigli d’amministrazione, ma che rappresentano un vero e proprio bollettino di guerra, una piaga sociale ed etica che sanguina nel cuore del nostro sistema produttivo. Il quadro della sicurezza sul lavoro in Abruzzo continua a mostrare elementi di drammatica criticità, svelando un mercato occupazionale in cui la fretta, la precarietà e il vuoto di tutele reali mettono a rischio ogni giorno la vita dei cittadini. L’analisi complessiva curata dal Dipartimento Ambiente, Salute e Sicurezza della Uil Abruzzo sui dati ufficiali del primo semestre 2026 messi a disposizione dall’Inail conferma un trend negativo spaventoso: tra gennaio e giugno di quest’anno gli infortuni complessivi registrano un incremento del 3,58%, passando da 5.945 a 6.158 casi, mentre le malattie professionali segnano un’impennata dell’8,25%, salendo da 4.645 a 5.028 denunce totali.

Per il sindacato abruzzese, questi dati non sono il frutto di una tragica fatalità o del caso, ma costituiscono la diretta conseguenza di fattori strutturali tossici, tra cui spiccano la parcellizzazione esasperata dei contratti, i livelli insostenibili di precariato giovanile e una cronica disattenzione verso le misure di prevenzione all’interno delle aziende. “Dietro il bilancio del primo semestre 2026 emerge ciò che questi numeri nascondono: una totale assenza di prevenzione sui rischi emergenti e su variabili decisive come l’invecchiamento della forza lavoro, l’integrazione culturale dei migranti e le differenze di genere”, osserva con durezza Valerio Camplone, componente della segreteria regionale Uil Abruzzo con delega alla Salute e Sicurezza sul lavoro, chiedendo una reazione costruttiva immediata a tutte le forze politiche e istituzionali.

Il dramma silenzioso delle donne: boom di infortuni in itinere e stress da orari rigidi

Nel bilancio dei primi sei mesi dell’anno balza all’occhio un dato allarmante relativo agli infortuni in itinere, ovvero quelli che avvengono nel tragitto casa-lavoro, che registrano un balzo del +17,85% (da 773 a 911 casi). In questo specifico e pericoloso ambito emerge con forza drammatica la questione di genere: le denunce d’infortunio tra le lavoratrici registrano un vero e proprio picco del +21,45%, passando da 387 a 470 casi. Secondo la Uil Abruzzo, questo dato accende un riflettore accecante sulla rigidità dei tempi di lavoro, sui ritmi frenetici degli spostamenti quotidiani e sullo stress occupazionale che schiaccia la componente femminile, spesso costretta a fare i salti mortali tra i doveri professionali e la gestione dei carichi familiari, violando lo spirito dell’articolo 28 del D.Lgs. 81/2008 che impone la valutazione dei rischi legati alle differenze di genere.

L’esame anagrafico del primo semestre 2026 evidenzia inoltre la fragilità estrema delle due estremità del mercato del lavoro: i giovani e gli anziani. Tra i lavoratori compresi nella fascia 60-74 anni gli infortuni crescono del 9,95% (da 734 a 807 casi), con una punta del +12,19% nella fascia 60-64 anni, a dimostrazione di una forza lavoro anziana costretta sui ponteggi o nelle fabbriche a causa dell’innalzamento dell’età pensionabile. Sul fronte opposto, la fascia giovanile (15-24 anni) vede un aumento del 6,34% (da 584 a 621 casi) e, allargando lo sguardo agli under 35, la crescita si attesta al +4,97%. Ragazzi spesso privi di esperienza che vengono gettati nella mischia produttiva senza una formazione preventiva adeguata, pagando un prezzo altissimo in termini di integrità fisica.

Lavoratori stranieri indifesi: +33% di malattie professionali nei cantieri e nei campi

Un altro capitolo doloroso e intollerabile dell’indagine sindacale riguarda la crescente vulnerabilità dei lavoratori stranieri extra-Ue, le cui denunce d’infortunio subiscono un incremento del 12,08% (da 687 a 770 casi complessivi). Lo scenario si fa ancora più inquietante sul versante delle malattie professionali, dove la totalità dei lavoratori nati all’estero registra un’impennata spaventosa del +33,51% (da 388 a 518 denunce). Questo dato mette a nudo la mancanza di un’integrazione sostenibile nel tessuto economico regionale e l’urgenza di avviare corsi formativi e linguistici aziendali per fare in modo che le barriere della lingua non si traducano in una condanna a morte o a una disabilità permanente nei cantieri edili o nelle campagne abruzzesi.

In vista della definizione strategica del nuovo Piano Regionale della Prevenzione 2026-31, attualmente in fase di discussione al Comitato regionale di coordinamento ex art. 7 del D.Lgs. 81/2008, la Uil Abruzzo chiede che queste fragilità vengano inserite come priorità assolute e non negoziabili nella bozza finale. Il sindacato esige l’aggiornamento sartoriale dei Documenti di Valutazione dei Rischi (DVR) aziendali, una reale e diffusa valutazione dei rischi psicosociali e l’applicazione rigida delle novità introdotte dal Decreto Legge 159/2025, che impone dal 2026 l’obbligo per le aziende di programmare misure stringenti per prevenire e azzerare comportamenti violenti o molesti nei luoghi di lavoro. Accorciare le distanze in ottica di parità e sicurezza significa garantire ambienti lavorativi sani, rispettosi e tutelati, ricordando alla Regione che il profitto di un’impresa non può e non deve mai valere più della vita umana.

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Le tessere della memoria che illuminano il futuro del borgo: a Tornareccio il trionfo del Mosaico celebra vent’anni di pura rivoluzione culturale

Venti anni di pura arte e bellezza celebrati nel borgo del miele! 🐝🎨 Splendido bilancio a Tornareccio (Chieti) per “Ventixcento4”, l’edizione del ventennale di “Un Mosaico per Tornareccio” che ha trasformato il paese in un museo a cielo aperto. Tra i laboratori dei maestri di Ravenna 🇮🇹✨, lo straordinario picnic nei vicoli storici con 150 persone e la mostra con capolavori di Mario Schifano e Mimmo Paladino (aperta fino al 27 settembre!), una festa immenso per l’anima che unisce i giovani alle tradizioni. Leggi qui per scoprire i dettagli delle opere, gli orari delle visite e come prenotare subito un fine settimana indimenticabile! 👇

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Corso mosaici adulti

Tornareccio (CH) – Ci sono borghi appesi ai fianchi verdi delle colline abruzzesi in cui la pietra antica non si limita a raccontare il passato, ma si fa tela, ordito e supporto per una rivoluzione estetica capace di incantare l’Europa. Tornareccio, la fiera capitale abruzzese del miele e dell’arte diffusa nella provincia di Chieti, celebra oggi un bilancio straordinariamente positivo e commovente per “Ventixcento4”, l’edizione speciale nata per festeggiare i venti anni di vita del monumentale progetto “Un mosaico per Tornareccio”. Promossa con infinita dedizione dall’associazione A.M.A. (Amici del Mosaico Artistico) e sostenuta con orgoglio dal patrocinio del Comune di Tornareccio, l’iniziativa ha letteralmente animato l’intero mese di agosto attraverso un susseguirsi di mostre d’avanguardia, laboratori didattici e scuole di pittura dal vivo. Un cammino identitario che ha trasformato stabilmente i vicoli storici in un immenso e accessibile museo a cielo aperto, dove la tradizione artigiana dialoga quotidianamente con le avanguardie del contemporaneo.

Il cuore operativo ed emotivo dell’ultima settimana è stato rappresentato dalla prestigiosa Scuola di Mosaico, svoltasi da lunedì 24 a venerdì 28 agosto, che ha visto l’attivazione di due corsi specialistici affidati alla maestria e al rigore filologico dei docenti del celebre Gruppo Mosaicisti di Ravenna. Il “corso young”, magistralmente diretto da Anna Caterino, ha coinvolto venti giovanissimi partecipanti del territorio, uniti nella creazione dell’opera collettiva intitolata “Nel nostro giardino”: un lavoro corale ed etico in cui i bambini hanno potuto sporcarsi le mani con le tessere di pasta vitrea, imparando il valore della pazienza e della collaborazione. Il corso dedicato agli adulti, guidato dall’autorevole maestro Marco Santi, ha visto invece dieci allievi sfidare la complessità tecnica del ritratto e del volto umano, espandendo a livello pratico le riflessioni estetiche già sollevate dal cartellone delle mostre temporanee.

La Notte dei Mosaici: 150 cuori a tavola tra i vicoli del centro storico

La manifestazione ha toccato il suo culmine spettacolare e comunitario venerdì 28 agosto con la celebrazione della solenne “Notte dei mosaici”. Davanti a una folla partecipe, sono stati esposti i lavori realizzati dai corsisti ed è stato consegnato il diploma di partecipazione, prima che artisti e cittadini si unissero nella posa in opera di un ulteriore mosaico collettivo. Subito dopo, la festa si è trasformata in un momento di autentica socialità e prossimità con una suggestiva cena-picnic allestita direttamente sotto le opere d’arte monumentali che decorano le facciate delle case. Circa 150 persone si sono raccolte attorno a un unico, lunghissimo tavolo fraterno tra le mura medievali, in un evento realizzato grazie alla leale collaborazione con le associazioni giovanili Bentornato Carnevale e Pak di Zazze, ballando fino a tarda notte con il dj set curato da GS Eventi.

Sul fronte espositivo, un successo straordinario di critica sta premiando la mostra d’alta scuderia “Anatomie di un volto: sguardi tra tradizione e contemporaneità”, curata sempre da Anna Caterino per l’equipe ravennate. L’esposizione, allestita nei locali storici del borgo e visitabile su prenotazione fino al prossimo 27 settembre, riunisce i capolavori di undici giganti della pittura e della scultura nazionale: da Aligi Sassu a Mario Schifano, passando per Mimmo Paladino, Ismaele Nones, Athos Ongaro, Livio Scarpella, Giuseppe Tirelli, Giuseppe Bergomi, Paolo Schmidlin, Carlo Pasini e Nicola Samorì. Accanto a questo tesoro, la mostra documentaria “Istantanee di una rivoluzione culturale” ha ripercorso i vent’anni di storia della rassegna, mettendo in mostra i bozzetti originali che hanno reso grande il paese nel panorama internazionale.

Il sogno di Alfredo Paglione continua a volare verso il futuro

“Siamo profondamente felici e orgogliosi della risposta del pubblico e del calore umano registrato in questo ventennale”, dichiara con commozione Elsa Betti, presidente dell’associazione Amici del Mosaico Artistico. “Vent’anni dopo la fulgida e profetica intuizione del grande mecenate Alfredo Paglione, possiamo dire che il mosaico è diventato carne e sangue dell’identità stessa di Tornareccio. Questa edizione ci conferma che il progetto è vivo, vegeto e capace di parlare al cuore dei giovani. Non ci fermiamo qui: stiamo già programmando le nuove attività invernali per garantire continuità a questo cammino di bellezza pulita”. Una soddisfazione condivisa appieno dal sindaco Nicola Iannone, che ha sottolineato come questa collezione diffusa sia diventata il principale e più trasparente volano di promozione turistica ed economica della cittadinanza nel mondo.

Il festival si chiude lasciando una scia di entusiasmo e coesione sociale che fa bene a tutto l’Abruzzo interno. Tornareccio dimostra che i piccoli borghi della provincia non sono territori rassegnati allo spopolamento o all’isolamento culturale, ma laboratori fecondi di modernità e di accoglienza, capaci di trasformare la materia dura della pietra in un linguaggio di pace e uguaglianza. La transizione artistica del paese continua il suo viaggio: ogni tessera incastonata sui muri è un presidio di legalità e un invito rivolto alle nuove generazioni affinché continuino a scommettere sul proprio territorio. Non lasciatevi raccontare questa favola dai social il giorno dopo: prendete il telefono, prenotate la vostra visita alla mostra entro il 27 settembre e lasciatevi spettinare l’anima dalla luce di un borgo che ha scelto l’arte come sua unica e splendida bandiera. 👇

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