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Economia

L’Abruzzo e la piaga dei lavoratori fantasma, lo studio della Uil svela stipendi bassi e precarietà

🚨 ALLARME LAVORO IN ABRUZZO: SALARI DA FAME E BOOM DI “LAVORATORI FANTASMA” NELLO STUDIO CHOC DELLA UIL! 📉🛠️ Non bastano i numeri assoluti per cantare vittoria, bisogna guardare la realtà dei fatti. Il Rapporto INPS e l’Ispettorato del Lavoro svelano un quadro drammatico h24 nella nostra regione: la retribuzione media pro capite è bloccata a poco più di 20.000 euro all’anno, ben al di sotto della media nazionale e lontanissima dalla Lombardia. Il Segretario UIL Michele Lombardo e Massimo Longaretti lanciano la campagna “NO AI LAVORATORI FANTASMA” per difendere migliaia di giovani e donne intrappolati nel part-time involontario e nella precarietà strutturale, mentre la carenza di nidi e servizi costringe le madri alle dimissioni. Una denuncia forte, scritta con il cuore e con l’anima per la dignità dei lavoratori del territorio. Il focus completo del dossier 👇#uilabruzzo | #michelelombardo | #lavoratorifantasma | #precariatolavoro | #rapportoinps | #genderpaygap | #stipendibassi | #pescaracronaca | #pagineutili

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Michele Lombardo

I dati Inps sulle retribuzioni pro capite ed il gap con la Lombardia

Pescara – Ci sono analisi statistiche capaci di sollevare il velo di ottimismo che spesso accompagna i bollettini governativi sull’occupazione, svelando le ferite profonde e le disparità materiali che colpiscono quotidianamente migliaia di famiglie all’interno del circuito produttivo regionale. Il Servizio Uil Lavoro, Coesione e Territorio, in stretta sinergia con la segreteria della Uil Abruzzo, ha diffuso un dossier basato sui dati ufficiali del venticinquesimo Rapporto annuale dell’Inps e sulle ultime ispezioni dell’Ispettorato nazionale del lavoro. Lo studio fotografa una precarietà strutturale in cui la retribuzione media annua pro capite dei dipendenti privati abruzzesi si attesta ad appena ventimila novecentosessantasei euro. Questo dato posiziona il territorio significativamente al di sotto della media nazionale, pari a venticinquemila trecentottantasette euro, evidenziando una distanza siderale rispetto ai trentunomila ottocentosessantasette euro censiti nei distretti della Lombardia.

La frammentazione dei contratti e la contrazione delle giornate effettivamente pagate riducono il potere d’acquisto dei salariati, i cui parametri contrattuali e le cui tabelle previdenziali scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili.

Il part-time involontario delle donne ed la campagna contro i contratti frammentati

Il report evidenzia che all’interno dei confini regionali solo il sessantotto virgola nove per cento dei lavoratori privati extra-agricoli beneficia di un contratto a tempo indeterminato, mentre il restante tessuto sociale si ritrova incastrato nelle maglie del part-time involontario, escludendo l’uso di formule fisse o della parola faldone nei paragrafi. Il segretario generale della Uil Abruzzo, Michele Lombardo, ha spiegato come la nuova mobilitazione battezzata No ai lavoratori fantasma nasca proprio per restituire voce alla stanchezza di chi affronta un’esistenza lavorativa discontinua, priva di garanzie per la futura copertura pensionistica. I giovani under trenta costituiscono appena il venti virgola uno per cento della forza lavoro attiva, subendo una penalizzazione nei giorni di impiego che a livello nazionale si ferma a una media di centonovantotto giornate all’anno, un dato che frena i consumi della provincia.

I divari retributivi colpiscono duramente anche la componente femminile, che rappresenta il quarantuno virgola sei per cento degli occupati nel settore privato, proiettando le disparità di genere sui display dei telefoni dei nuclei familiari del distretto abruzzese.

Le dimissioni delle madri lavoratrici e la crisi dei servizi per l’infanzia

L’esame della segreteria sindacale, arricchito dalle valutazioni del dirigente Massimo Longaretti, mette in luce un gap salariale di genere che nel comparto privato sfiora il ventinove per cento, traducendosi in un assegno pensionistico lordo inferiore di oltre cinquecento euro rispetto a quello percepito dagli uomini. A questa disparità si aggiunge il dramma delle madri lavoratrici: nel corso dell’ultimo anno si sono registrate circa sessantamila convalide di dimissioni nei primi tre anni di vita dei bambini, un fenomeno che per il sessantotto per cento dei casi ha riguardato le donne, costrette ad abbandonare l’impiego a causa delle rigidità aziendali e della carenza strutturale dei servizi di supporto all’infanzia. Il sindacato esige risposte celeri per invertire una rotta che impoverisce le aree interne, affinché la stabilità contrattuale e l’adeguatezza dei salari tornino a essere le vere priorità per lo sviluppo e per il riscatto sociale della comunità.

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Economia

La mossa finale di Poste per conquistare TIM: rilancio clamoroso sul prezzo e “sconto” sulle condizioni. Ecco cosa cambia per i piccoli azionisti

Il Colpo Finale di Poste Italiane per comprarsi la TIM! 📈 💶 Soldi in contanti aggiuntivi, dividendi sicuri e garanzie d’acquisto: ecco cosa cambia da oggi per migliaia di piccoli e grandi risparmiatori italiani! La Storia dell’Economia del nostro Paese si sta scrivendo proprio in queste ore! La titanica “Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio” (OPAS) lanciata da Poste Italiane per acquisire la totalità della storica azienda Telecom Italia (TIM) è giunta al suo clamoroso capitolo finale. E Poste ha deciso di sferrare un “attacco” impossibile da rifiutare! Nelle scorse ore, il Consiglio di Amministrazione ha infatti deliberato un pesantissimo RILANCIO a sorpresa: a tutti gli azionisti di TIM che cederanno le loro azioni, verrà riconosciuto un “Bonus” aggiuntivo in contanti di 30 centesimi per ogni azione! In totale, chi aderisce all’offerta si porterà a casa 0,218 nuove Azioni di Poste + quasi 2 EURO in contanti per ogni singola azione TIM! Un premio altissimo che valorizza le azioni TIM molto di più rispetto alle vecchie quotazioni di Borsa! Ma c’è di più: Poste ha rinunciato alla “Condizione Soglia”, annunciando che acquisterà le azioni anche se non dovesse raggiungere la maggioranza assoluta del 66% dei voti. E chi accetta l’offerta, riceverà direttamente sul proprio conto corrente il ricchissimo acconto sui DIVIDENDI di Poste il prossimo 25 Novembre! Insomma, un’operazione colossale finanziata in parte anche da Mediobanca e BNP Paribas. C’è tempo fino a fine settembre per aderire a questa occasione d’oro. Leggi tutte le cifre esatte, i calcoli e le scadenze nel nostro approfondimento finanziario completo! 👇 🏦 Voi possedete azioni TIM o Poste Italiane nei vostri portafogli di risparmio? Cosa ne pensate di questa fusione gigantesca tra due colossi storici che hanno fatto la storia della comunicazione e dei servizi in Italia? Diteci la vostra opinione nei commenti e condividete la notizia con chi investe in Borsa!

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Poste-Italiane

Roma – Ci sono momenti nella storia economica di una Nazione in cui i destini di due grandissimi colossi si incrociano, ridisegnando per sempre il futuro industriale di un intero Paese. In Italia, questo momento è arrivato. Da settimane i mercati finanziari, i grandi investitori e le migliaia di piccoli risparmiatori italiani trattengono il fiato seguendo le audaci mosse di Poste Italiane S.p.A., determinata a portare a termine un’epica Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (OPAS) per acquisire il controllo totale di Telecom Italia S.p.A. (TIM).
Quando la partita sembrava ormai arrivata alle sue battute conclusive, nella giornata di ieri (7 settembre 2026), il Consiglio di Amministrazione di Poste ha calato sul tavolo delle trattative un vero e proprio asso nella manica, un rilancio a sorpresa destinato a spiazzare il mercato e a convincere anche gli azionisti più scettici.

Il colpo a sorpresa: l’aumento clamoroso del Corrispettivo

L’offerta originaria era già imponente, ma Poste Italiane ha deciso di spingere l’acceleratore al massimo per chiudere definitivamente la partita, dimostrando di credere ciecamente nella rilevanza strategica di questa fusione. L’azienda guidata dal management romano ha infatti deliberato di incrementare il corrispettivo offerto per ogni singola azione TIM, mettendo sul piatto una “Componente Aggiuntiva in Denaro” pari a 0,30 Euro in contanti.
Questo significa che il premio per chi decide di cedere le proprie azioni TIM diventa oggi estremamente allettante e impossibile da ignorare. Poste ha però chiarito un dettaglio fondamentale, parlando con l’assoluta fermezza di chi sa di aver fatto il massimo: questa è l’offerta finale. Non ci saranno ulteriori rilanci o trattative al rialzo.

Cosa riceveranno esattamente gli azionisti TIM?

Traducendo i complessi calcoli finanziari in vantaggi reali e tangibili per i risparmiatori, il nuovo e definitivo “Corrispettivo Unitario Incrementato” sarà così composto: per ogni singola azione TIM portata in adesione, l’azionista riceverà 0,218 azioni ordinarie di Poste (di nuova emissione) a cui si aggiungeranno ben 1,97 Euro in contanti (frutto della somma tra l’offerta originale di 1,67 Euro e i nuovi 30 centesimi di bonus).
Facendo i conti in tasca agli investitori, basandosi sull’incredibile volata in Borsa delle azioni di Poste Italiane (che il 4 settembre 2026 hanno toccato i 26,90 Euro), questa nuova offerta esprime una valorizzazione monetaria implicita di ben 7,83 Euro per ciascuna azione TIM. Un premio gigantesco e ricchissimo rispetto alle vecchie quotazioni di mercato.

La “Rinuncia alla Soglia”: Poste compra in ogni caso

Ma le sorprese di questa storica operazione finanziaria non finiscono qui. Oltre ad aver alzato vertiginosamente la posta in gioco a livello economico, Poste Italiane ha fatto una mossa tattica di altissima scuola: ha comunicato la rinuncia ufficiale alla “Condizione Soglia”.
Cosa significa questo in parole povere? Inizialmente, Poste si era riservata il diritto di annullare l’acquisto se non avesse raggiunto almeno il 66,67% dei diritti di voto di TIM. Oggi, forte della sua solidità (garantita anche da un nuovo maxi-finanziamento da 512 milioni di euro concesso da BNP Paribas e Mediobanca), Poste dichiara che comprerà tutte le azioni che le verranno offerte, anche se non dovesse raggiungere la maggioranza assoluta. Una prova di forza e di determinazione assoluta.

Promesse mantenute: dividendi sicuri per chi accetta

Il messaggio finale del management di Poste è rassicurante e guarda dritto al portafoglio degli italiani. L’azienda ha infatti confermato la sua generosissima politica di dividendi. Tutti gli azionisti di TIM che decideranno di aderire a questa offerta storica riceveranno l’ambito acconto sul dividendo di Poste relativo all’anno 2026, che verrà comodamente accreditato sui loro conti correnti il prossimo 25 novembre 2026.
L’Offerta regolare scadrà alle 17:30 di venerdì 11 settembre, ma grazie alla rinuncia della Condizione Soglia, ci sarà una provvidenziale “Riapertura dei Termini” straordinaria dal 21 al 25 settembre 2026. Il dado è tratto: l’unione tra Poste e TIM è destinata a cambiare per sempre il volto dell’economia italiana.

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Economia

Perché benzina e diesel costano un occhio della testa se il petrolio scende? La dura verità sul “salasso” che sta svuotando le tasche degli italiani

Ti sei mai chiesto perché al telegiornale dicono che “il prezzo del petrolio scende”, ma quando vai a fare il pieno paghi sempre la Benzina e il Diesel quasi DUE EURO al litro?! 💸 ⛽ Vi siete accorti di questo insopportabile scherzo che ci svuota il portafoglio ogni volta che andiamo dal benzinaio? Le tensioni internazionali hanno fatto abbassare il prezzo al barile del petrolio grezzo, ma sulle nostre strade il conto è sempre salatissimo! La benzina viaggia intorno a 1,95 € al litro, e il diesel supera i 2,04 €! Ma di chi è la colpa? Degli “sconti sulle accise” inefficaci o c’è dell’altro? Gli analisti economici europei hanno finalmente svelato la triste verità: non manca il petrolio grezzo, ma in Europa mancano gli “impianti di raffinazione” per trasformarlo in carburante finito! Si è creato un assurdo “collo di bottiglia” industriale, e indovinate chi ne paga le conseguenze? Noi cittadini! E attenzione, il danno è doppio! Anche chi non possiede un’auto a diesel, sta subendo una gravissima perdita di denaro a causa di questi rincari! Perché? Perché i tir, i trattori agricoli e i mezzi per l’edilizia vanno tutti a gasolio. Se i costi dei trasporti aumentano, schizza automaticamente alle stelle anche il prezzo del pane, della pasta, della carne e della verdura che compriamo tutti i giorni al supermercato (non a caso l’inflazione di agosto ha toccato il 3,3%). Leggi i dati ufficiali di questa ingiustizia economica nel nostro articolo completo! 👇 🛒 Quante volte vi siete arrabbiati nel vedere i prezzi dei cartelloni dei benzinai che salgono come missili ma non scendono mai, anche quando il petrolio cala in borsa? Siete d’accordo sul fatto che questo meccanismo della raffinazione sia una vera e propria ingiustizia contro i cittadini e i lavoratori? Diteci la vostra nei commenti e condividete questa inchiesta per far sapere a tutti la verità!

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Raffineria

Redazione – È una scena che purtroppo tutti gli automobilisti italiani ed europei conoscono a memoria. Si accende la televisione, si ascoltano i telegiornali economici e si sente annunciare con grande enfasi che il prezzo internazionale del petrolio è finalmente in calo. Poi, carichi di speranza, si va alla stazione di servizio sotto casa per fare il pieno e si scopre l’amara, amarissima verità: i prezzi della benzina e del diesel sono rimasti bloccati alle stelle, quasi ai massimi storici.
Come è possibile questa clamorosa e frustrante ingiustizia? Come può il “sangue” dei nostri motori costare così tanto se la materia prima scende? Nelle ultime settimane, le voci su una clamorosa prospettiva di pace in Medioriente tra Iran e Stati Uniti hanno fatto oscillare bruscamente il Brent (il greggio di riferimento internazionale), che dalla fine di febbraio ha viaggiato tra i 73 e i 126 dollari al barile, assestandosi recentemente a circa 95 dollari. Eppure, nonostante il petrolio grezzo non sia assolutamente ai suoi massimi storici, i nostri portafogli continuano a piangere ogni volta che afferriamo la pistola del distributore.

Il paradosso del “collo di bottiglia” della raffinazione

La risposta a questo odioso salasso non risiede nell’estrazione del petrolio, bensì in quello che accade dopo. I listini dei carburanti non riflettono soltanto il prezzo del greggio, ma nascondono i costi vertiginosi e la scarsa disponibilità della raffinazione.
A spiegare il tragico meccanismo che ci sta impoverendo è stato Sumit Ritolia, autorevole analista per l’offerta di raffinazione presso Kpler, in una recente intervista a Euronews Business: «Il motivo principale del crescente e inaccettabile divario tra il greggio grezzo e i prezzi dei carburanti finali in Europa è che si tratta sempre più di un problema di raffinazione e di offerta di prodotti finiti, molto più che di un semplice problema di estrazione. In poche parole: il greggio può anche essere disponibile e abbondante, ma la capacità industriale di trasformarlo nei prodotti giusti (in particolar modo il vitale diesel) è diventata molto, ma molto più limitata».

La favola dell’elettrico e la schiacciante realtà del gasolio

Ad aggravare la situazione c’è la narrazione “green” europea, che si scontra violentemente con la dura realtà dell’asfalto. Sebbene le auto elettriche rappresentino una quota indubbiamente crescente (e iper-pubblicizzata) delle nuove immatricolazioni, i dati ufficiali smascherano una verità innegabile: le nostre vite dipendono ancora totalmente dai combustibili fossili.
Secondo gli ultimissimi dati stilati da ACEA sul parco circolante europeo, quasi nove automobili passeggeri su dieci si muovono ancora grazie alla benzina (49,2%) e al gasolio (38,4%), per una schiacciante quota complessiva dell’87,6%. L’Europa va a motore termico, e la morsa del caro carburante stritola le famiglie senza pietà: nella settimana iniziata il 31 agosto, la benzina è costata in media 1,95 euro al litro, e il diesel ben 2,04 euro al litro (appena un misero 3% in meno rispetto al picco drammatico e disastroso toccato nell’aprile del 2026).

Il nemico invisibile: perché il diesel ci impoverisce al supermercato

Ma il dramma più grande di questo “caro carburanti” è che colpisce con ferocia inaudita anche quelle famiglie che un’auto diesel non l’hanno mai posseduta. Perché se è vero che si può decidere di prendere l’autobus per risparmiare sul pieno, è altrettanto vero che il gasolio rappresenta il cuore pulsante e inarrestabile di gran parte del trasporto stradale europeo, dalla logistica delle merci all’agricoltura, fino all’edilizia.
Quando il prezzo del diesel rimane perversamente alto per mesi, i costi di trasporto per i camionisti e gli agricoltori esplodono. E questi rincari vengono automaticamente (e inevitabilmente) scaricati sul prezzo finale del cibo che compriamo al supermercato, dalla pasta alla carne, fino alla verdura fresca. Non a caso, gli ultimi allarmanti dati sull’inflazione nell’area euro di agosto mostrano un rialzo al 3,3%, trascinato in alto proprio dal costo folle dell’energia. I governi europei continuano a tamponare con timidi “sconti sulle accise”, ma la realtà è che milioni di cittadini continuano a essere dissanguati da un sistema di raffinazione che fa profitti d’oro, mentre a noi non resta che stringere, ancora una volta, la cinghia.

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Economia

Bilancio familiare e investimenti senza segreti: tornano in tutta Italia i Webinar gratuiti di Poste per imparare a gestire i risparmi

I mutui, la spesa, le bollette: gestire i soldi della famiglia è sempre più difficile! Ma da oggi arrivano i WEBINAR GRATUITI di Poste Italiane per svelarci tutti i trucchi del risparmio! 💶 💻 Arrivare sereni alla fine del mese o riuscire a mettere da parte un gruzzoletto per il futuro dei propri figli sembra un’impresa impossibile? Spesso ci manca solo un po’ di preziosa “Educazione Finanziaria” per imparare a gestire al meglio il nostro denaro! Per aiutare tutti i cittadini italiani in questo momento di difficoltà economica, Poste Italiane ha organizzato un ricchissimo (e totalmente GRATUITO!) calendario di incontri in formato Webinar da seguire comodamente sul cellulare o sul computer! Si parte Martedì 8 settembre: alle 10:00 si parlerà de “I conti di Casa” (per imparare a gestire il bilancio familiare) e alle 16:00 de “La gestione del credito”. Giovedì 10 settembre si parlerà invece di “Protezione” (per tutelare la famiglia dagli imprevisti) e alle 16:00 di “Risparmio e Investimenti” (per far fruttare i propri soldi senza correre rischi)! Un’iniziativa meravigliosa (che sarà dotata anche di interprete nella Lingua dei Segni per le persone sorde). Inoltre, sul sito di Poste c’è anche la bellissima sezione “A scuola di Economia”, per spiegare in modo divertente ai nostri bambini il valore dei soldi e l’importanza del risparmio! Leggi tutti i dettagli e scopri il link per partecipare gratis nel nostro articolo! 👇 👨‍👩‍👧‍👦 Trovi che a scuola si parli troppo poco di Economia Domestica e di come gestire i risparmi? Parteciperai a questi interessanti corsi online gratuiti? Ditecelo nei commenti, taggate amici e parenti e condividete questo post per diffondere la notizia a tutte le famiglie!

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Webinar Poste

Redazione  – Gestire il bilancio di una famiglia, specialmente di questi tempi, assomiglia sempre di più a un difficilissimo gioco di equilibrismo. Tra il rincaro della spesa quotidiana, le bollette, i tassi dei mutui e l’inflazione che erode silenziosamente il potere d’acquisto, arrivare alla fine del mese con serenità è diventata una vera e propria sfida. Per vincerla, non basta stringere la cinghia: serve consapevolezza. Serve imparare le basi della gestione economica per non commettere errori fatali.
È proprio per rispondere a questa urgente necessità sociale che Poste Italiane ha annunciato una bellissima iniziativa, accessibile gratuitamente a tutti i cittadini su tutto il territorio nazionale: dopo la meritata pausa estiva, riprendono ufficialmente i preziosissimi Webinar online di Educazione Finanziaria.
La prossima settimana, infatti, è in programma un fitto e utilissimo calendario composto da due giornate di incontro (con quattro appuntamenti totali) dedicate alla corretta pianificazione delle finanze personali e familiari.

Martedì 8 settembre: I conti di casa e il Credito

Il percorso formativo per imparare a gestire il proprio portafoglio inizierà martedì 8 settembre 2026, con un fondamentale doppio appuntamento. Si parte alle ore 10:00 con una tematica che riguarda letteralmente chiunque: “I conti di casa”. A seguire, nel pomeriggio, alle ore 16:00 si affronterà il delicato argomento de “La gestione del credito”.
Durante questi due seguitissimi webinar, gli esperti e i relatori condivideranno con i partecipanti collegati da casa suggerimenti pratici e trucchi utilissimi per amministrare al meglio il bilancio familiare mese per mese. L’obiettivo è insegnare agli italiani come pianificare i propri progetti di vita (come l’acquisto di un’auto, la ristrutturazione della casa o lo studio dei figli) attraverso un uso intelligente e consapevole del proprio risparmio, evitando le pericolose trappole del sovraindebitamento quando si scelgono soluzioni di finanziamento.

Giovedì 10 settembre: Protezione e Investimenti

La seconda giornata di studi è fissata per giovedì 10 settembre 2026. Alle ore 10:00 il focus sarà incentrato su un bisogno primordiale dell’essere umano: “La protezione”. Verranno fornite indicazioni preziose su come tutelare economicamente se stessi e i propri cari dagli eventi accidentali e dagli imprevisti che, purtroppo, possono verificarsi nel corso della vita. Alle ore 16:00, invece, si parlerà di “Risparmio e investimenti”: una guida sicura per capire come far fruttare il proprio gruzzoletto, sconfiggendo l’inflazione e raggiungendo un duraturo benessere finanziario.
Tutti questi incontri, fortemente promossi da Poste Italiane, hanno il nobile scopo di diffondere una cultura finanziaria, assicurativa e previdenziale per permettere a ogni cittadino di compiere scelte adatte ai propri obiettivi personali. E c’è di più: per garantire la totale inclusione, i webinar delle ore 10:00 (sia del martedì che del giovedì) saranno resi perfettamente accessibili anche alle persone sorde, grazie alla presenza dei sottotitoli e di un interprete LIS (Lingua Italiana dei Segni).

Come partecipare e l’iniziativa per i bambini

Partecipare a questi incontri è totalmente gratuito e semplicissimo. Basta avere uno smartphone o un computer e collegarsi alla pagina web di Educazione Finanziaria sul sito istituzionale (www.posteitaliane.it/educazione-finanziaria/eventi), scegliere la tematica di interesse e registrarsi in pochi clic.
Inoltre, navigando all’interno del sito, è possibile scoprire un’altra fantastica risorsa: la sezione “A scuola di economia”. Si tratta di un’area interamente dedicata ai bambini della scuola primaria e ai ragazzi delle medie: attraverso storie a fumetti, video divertenti e guide scaricabili, i più piccoli vengono introdotti in modo semplice ai concetti base della finanza (il valore del denaro, il risparmio, l’impegno). Un modo eccellente per crescere generazioni di adulti più consapevoli, in coerenza con la storica vocazione di Poste Italiane come azienda socialmente responsabile e attenta ai bisogni concreti delle famiglie.

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