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LE DONNE SCROLLANO IL DOPPIO PRIMA DI DORMIRE: 70% VS 30% DEGLI UOMINI | IL SONDAGGIO DI MCO REPORT

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Redazione-  70% contro 30%. È il divario tra donne e uomini italiani che passano più di un’ora sul cellulare prima di addormentarsi. Un’abitudine che costa cara: il 56% delle donne dichiara che lo smartphone peggiora la qualità del sonno, contro il 44% degli uomini. Lo rivela il sondaggio esclusivo Selvitys per MCO Report su 1.000 italiani, in occasione del World Sleep Day.

Un gap che inizia con uno scroll notturno e si trasforma in notti insonni, stanchezza cronica e un debito di stanchezza che si accumula giorno dopo giorno. Ma dietro questo comportamento digitale si nasconde una causa più profonda: il carico mentale femminile, quel peso invisibile fatto di liste, organizzazione familiare e preoccupazioni che non si fermano mai, nemmeno quando si spegne la luce.

Non è solo questione di ore: il 62% delle donne dorme “molto male”

Il problema del sonno femminile non si misura tanto in minuti persi quanto in qualità del riposo. I dati del sondaggio hanno rivelato un dato allarmante: il 62% delle donne dichiara una qualità del sonno “molto scarsa”, con gravi problemi costanti, contro il 36% degli uomini. Quasi due donne su tre non riescono a riposare adeguatamente, notte dopo notte.

I numeri raccontano una storia ancora più preoccupante quando si analizza il comportamento notturno. Il 76% delle donne che dichiarano di controllare il telefono “più volte ogni notte”, dopo essere già andate a letto e aver tentato di addormentarsi, rappresenta un dato quattro volte superiore rispetto al 19% degli uomini. Non si tratta di un singolo check notturno sporadico: sono interruzioni multiple, ripetute, che frammentano il sonno e ne distruggono la qualità.

In aggiunta il 58% impiega più di 30 minuti per addormentarsi una volta a letto. In quella mezz’ora (o spesso più di un’ora) di attesa nel buio della camera, con la mente che ancora gira a vuoto, il 70% scorre lo smartphone.

Si crea così un circolo vizioso perfetto: lo schermo dovrebbe “ammazzare il tempo”, ma in realtà peggiora l’insonnia. E più si fatica ad addormentarsi, più si cerca rifugio nello smartphone, alimentando un loop che rende il sonno sempre più sfuggente.

A validare i dati, si aggiunge anche uno studio congiunto dell’Università Bocconi, dell’Istituto Superiore di Sanità e Oxford Academic pubblicato nel 2025 che conferma scientificamente questo paradosso: anche quando le donne dormono lo stesso numero di ore degli uomini, la qualità del loro riposo risulta significativamente peggiore. Le donne mostrano maggiore sonnolenza diurna, più fatica, livelli più alti di ansia e stress. Il sonno c’è ma il corpo e la mente non riposano davvero.

Mental load: il carico mentale che non si spegne mai

Ma perché le donne scrollano così tanto più degli uomini prima di dormire? E perché continuano a controllare il telefono multiple volte durante la notte? La risposta non sta nel telefono in sé, ma in quello che rappresenta: uno strumento per gestire il carico mentale.

Il termine “mental load” fu coniato dalla sociologa francese Monique Haicault nel 1984 per descrivere il peso invisibile di dover bilanciare costantemente vita privata, lavoro e gestione domestica. Non si tratta solo di fare le cose, ma di doverle ricordare, organizzare, pianificare e coordinare.

Secondo una ricerca Spontex, il 73% delle donne italiane considera il carico mentale domestico come un peso che genera un forte impatto nella quotidianità e che non scompare neanche la notte.

I dati del nostro sondaggio hanno fotografato una realtà che conferma tutto ciò. Il 59% delle donne passa più di 6 ore al giorno sul telefono (per uso non lavorativo), contro il 40% degli uomini. Questo uso intensivo non è casuale: il 58% delle donne controlla il telefono immediatamente al risveglio (entro 5 minuti), contro il 42% degli uomini. La giornata inizia e finisce con lo smartphone, in un ciclo continuo di organizzazione e controllo.

A questo si aggiunge il 54% delle donne che usano “sempre” uno schermo durante la cena; il momento del pasto, che dovrebbe essere di condivisione e stacco, diventa invece un’altra occasione di gestione operativa.

Lo smartphone peggiora il sonno e non è solo una percezione soggettiva

Il 56% delle donne nel nostro sondaggio dichiara che lo smartphone ha un effetto negativo o leggermente negativo sul proprio sonno. C’è consapevolezza del problema. Eppure, nonostante ciò, il 70% continua a usarlo per oltre un’ora prima di dormire.

Non è solo una percezione soggettiva; la scienza ha identificato due meccanismi principali che spiegano perché lo smartphone disturba il sonno, e perché le donne sono biologicamente più vulnerabili a questo effetto.

Il primo meccanismo è biologico e immediato. Uno studio dell’Università di Bratislava, pubblicato nel 2025, ha dimostrato che anche solo 30 minuti di uso del telefono prima di dormire riducono significativamente la fase N3 (sonno profondo) e il sonno REM. Allo stesso tempo, la Harvard Medical School ha confermato che l’esposizione alla luce blu degli schermi ha un effetto di soppressione della melatonina doppio rispetto a quello prodotto dalla luce verde, alterando profondamente i ritmi circadiani.

Il secondo meccanismo è fisiologico e di genere. Uno studio congiunto delle Università di Southampton e Stanford del 2024 ha rilevato che il periodo circadiano femminile è circa 6 minuti più corto di quello maschile, e la melatonina viene secreta prima nelle donne. Questa differenza biologica apparentemente minima crea un disallineamento 5 volte maggiore nelle donne rispetto agli uomini, rendendo il loro sonno più fragile e più sensibile alle interferenze esterne.

Cosa ci dicono le ricerche online? L’Italia e la crisi dell’insonnia

Anche i dati Google Trends mostrano un aumento del 7% nelle ricerche legate all’insonnia negli ultimi 20 anni, con termini come “non riesco a dormire”, “non riesco a dormire la notte” e “come dormire” in costante crescita. Il picco massimo è stato registrato proprio a gennaio-febbraio 2026, con un valore di 93 sulla scala 0-100, il più alto mai registrato dal 2004. Un segnale inequivocabile che il problema del sonno in Italia sta diventando sempre più critico, e che l’era digitale sta amplificando una crisi già esistente.

Debito di sonno: servono 4 giorni per recuperare 1 ora

C’è un concetto che la maggior parte delle persone ignora: il “debito di sonno” o sleep debt. Si tratta dell’accumulo di ore di sonno mancato che diventano progressivamente difficili da recuperare, con effetti biologici devastanti che si accumulano nel tempo.

I Centers for Disease Control and Prevention (CDC) americani hanno calcolato che sono necessari in media 4 giorni per recuperare anche solo 1 ora di debito di sonno. Questo significa che perdere un’ora di sonno ogni notte durante la settimana lavorativa crea un deficit di 5 ore che non può essere compensato dormendo di più nel fine settimana. Il corpo non funziona come un conto in banca: non si può “prelevare” sonno durante la settimana e “depositarlo” nel weekend.

Per le donne che passano più di 30 minuti a cercare di addormentarsi (58%), che si svegliano multiple volte durante la notte per controllare il telefono (76%), e che alla fine dichiarano una qualità del sonno “molto scarsa” (62%), il debito si accumula notte dopo notte.

Le conseguenze sulla salute

Le conseguenze a lungo termine del debito di sonno cronico sono gravi e documentate scientificamente:

  • Sul piano cardiovascolare, aumenta il rischio di ipertensione e infarto. La privazione cronica del sonno mantiene il sistema cardiovascolare in uno stato di stress costante, con livelli elevati di cortisolo e infiammazione sistemica.
  • Sul piano metabolico, cresce la probabilità di sviluppare diabete di tipo 2 e obesità, perché la privazione del sonno altera gli ormoni che regolano la fame e il metabolismo del glucosio.
  • Il sistema immunitariosi indebolisce progressivamente, rendendo più vulnerabili alle infezioni e alle malattie.
  • A livello neurologico, studi recenti hanno dimostrato che la privazione cronica di sonno favorisce l’accumulo di beta-amiloide nel cervello, una proteina associata all’Alzheimer.
  • Sul piano della salute mentale, il legame è diretto e bidirezionale: l’ansia disturba il sonno, e la mancanza di sonno aumenta l’ansia. Per le donne, che già partono da livelli più alti di disturbi d’ansia e depressione secondo l’OMS, il debito di sonno diventa un fattore aggravante in un quadro già complesso.

Un paragone efficace viene sempre dal CDC: una notte completamente insonne equivale a guidare con un tasso alcolemico di 0,10%, ben oltre il limite legale. Eppure milioni di persone (soprattutto donne) vivono in uno stato di privazione cronica del sonno considerato “normale”, “parte della vita”, “inevitabile con i ritmi moderni”. Non lo è. È una crisi sanitaria silenziosa che merita attenzione urgente.

Metodologia

Questo report si basa su uno studio realizzato da Selvitys per MCO Report dall’11 al 13 febbraio 2026 tramite questionario auto-somministrato su un campione di 1.000 persone dai 18 anni in su, rappresentativo della popolazione italiana.

Fonte: MCO report

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POSTE ITALIANE: APP “P” DA RECORD A NAVELLI, LA USANO DUE CITTADINI SU TRE

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App Poste Italiane

Navelli è il primo comune in Abruzzo nel rapporto tra abitanti e utilizzatori.

In tutta la provincia già 92mila utenti usano la nuova app

Redazione – Sono i cittadini di Navelli quelli più “smart” con l’app “P” di Poste Italiane in Abruzzo. Con una media di circa due utilizzatori ogni tre cittadini, il comune aquilano è infatti il primo in tutta la regione nel rapporto tra numero di residenti e fruitori dell’applicazione, che rappresenta il punto di accesso digitale a tutti i prodotti e servizi di Poste Italiane.
In tutta la provincia dell’Aquila gli utenti che usano la nuova app “P” sono 92mila: in media un abitante su tre, in linea con la media regionale. In tutta Italia, gli utenti attivi giornalieri sono oltre 4 milioni.
Tra gli altri comuni della provincia, percentuali di utilizzo superiori uguali o superiori al 50% a Castelvecchio Calvisio (il 54,5% della popolazione utilizza la nuova app di Poste Italiane), Castelvecchio Subequo (52,5%), Carapelle Calvisio (50%). Appena sotto, Scurcola Marsicana (48,2%) e San Demetrio ne’ Vestini (45,1%).
I servizi della nuova App “P”. Grazie all’app “P” è possibile prenotare il turno all’ufficio postale e velocizzare le operazioni allo sportello, amministrare il conto BancoPosta, le carte di pagamento Postepay e i prodotti di risparmio. Con lo stesso applicativo è possibile, inoltre, gestire le polizze assicurative, controllare le linee telefoniche, sottoscrivere un contratto luce e gas con Poste Energia, seguire le spedizioni di pacchi e corrispondenza. Basta un tocco sullo smartphone per fare ricariche e ordinare bonifici, inviare e ricevere denaro, prelevare contanti senza carte ai Postamat e domiciliare le bollette, pagare bollettini, bolli auto e moto.
Poste Italiane punta a consolidare il ruolo dell’app “P” come principale strumento commerciale basato sulla personalizzazione dell’esperienza cliente. L’obiettivo è incrementare le vendite digitali e sviluppare un ingaggio sempre più qualificato con la rete degli uffici postali della provincia dell’Aquila, rafforzando l’integrazione tra canali digitali e presenza territoriale, nel pieno rispetto dei valori e della missione del Gruppo.
La forza dei numeri e l’uso intuitivo dell’app “P” confermano l’efficacia della strategia digitale del Gruppo che fa della sua piattaforma omnicanale di relazione e connessione il gate per dialogare con i cittadini. L’applicazione alimentata dall’intelligenza artificiale, infatti, consente di accedere in modo semplice e integrato a prodotti e servizi, offrendo un’esperienza digitale sempre più evoluta e personalizzata.
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I GENERATORI VIDEO BASATI SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE POTENZIANO I VIDEO DI INFORMAZIONE: MIGLIORAMENTI IN TERMINI DI EFFICIENZA E SFIDE ETICHE COESISTONO

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Introduzione

Redazione-  Il settore dell’informazione sta attraversando una trasformazione senza precedenti a causa della rapida introduzione della tecnologia di generazione video basata sull IA. Ora è possibile per redattori e sceneggiatori creare servizi video completi in poche ore, poiché l’IA combina rapidamente testo, immagini e clip video preesistenti per produrre video di notizie ben strutturati e dall’aspetto professionale.

L’aumento di efficienza derivante dall’utilizzo dell’IA nella produzione video solleva nuove preoccupazioni riguardo alla continuità lavorativa dei giornalisti tradizionali e alla credibilità dei servizi giornalistici basati su algoritmi. Inoltre, ci si interroga se l’IA creerà nuovi rischi e sfide per il pubblico.

Questo articolo esaminerà sia i vantaggi che gli svantaggi offerti dai AI video generators nel settore dell’informazione. Esplorerà inoltre le possibili implicazioni per il futuro della produzione di notizie tramite IA.

Definizione e principio del generatore video basato sull’intelligenza artificiale

Sono stati sviluppati strumenti per la creazione di video che utilizzano l’intelligenza artificiale e tecnologie di integrazione. Questi strumenti sono in grado di eseguire analisi semantiche di testi, immagini e persino filmati preesistenti per creare video con una struttura narrativa e una logica complete. Hanno inoltre completamente rivoluzionato il tradizionale processo di produzione, riorganizzando algoritmicamente le fasi di montaggio e organizzazione del materiale video, originariamente svolte manualmente, in modo molto più sistematico, riducendo la soglia di creatività e consentendo una maggiore efficienza nella produzione di massa di contenuti video.

Viddo AI e altre piattaforme simili stanno cambiando il modo in cui vengono diffusi i contenuti informativi. Utilizzano diverse tecnologie, come la conversione da immagine a video e da testo a video, per trasformare report testuali e immagini statiche in formati multimediali più dinamici e coinvolgenti. L’applicazione di questi strumenti, caratterizzati da elevata efficienza e scalabilità, ha permesso alle organizzazioni mediatiche di incrementare rapidamente le proprie capacità di produzione di contenuti.

Perché i generatori video basati sull’intelligenza artificiale stanno dominando il processo di produzione delle notizie?

I generatori video basati sull’intelligenza artificiale hanno cambiato il modo in cui le aziende producono e fruiscono delle notizie. L’analisi che segue esplorerà come i generatori video basati sull’IA siano diventati un elemento chiave del modo in cui le aziende creano notizie oggi.

Generazione e distribuzione in tempo reale di video di notizie

Grazie ai progressi nella tecnologia di generazione video basata sull’intelligenza artificiale, che permette di fornire contenuti giornalistici in tempi brevissimi, dalla stesura del report alla produzione video, le nuove modalità di utilizzo della conversione da testo a video e dell’elaborazione multimodale consentono ora l’organizzazione automatizzata dei materiali di sceneggiatura, l’abbinamento delle immagini e il montaggio di base, il tutto una volta ricevuti i report/materiali originali, garantendo così una produzione di video giornalistici quasi in tempo reale. Queste capacità migliorano notevolmente la velocità di pubblicazione delle notizie, trasformando la produzione giornalistica da un modello tradizionale di “post-produzione” a un modello di aggiornamento dinamico, in grado di fornire informazioni aggiornate in modo più tempestivo che mai.

Adattamento dei contenuti multipiattaforma

Il generatore video basato sull’intelligenza artificiale modifica automaticamente le proporzioni, la durata e il formato di visualizzazione dei tuoi video, in base alle linee guida sui contenuti della piattaforma di distribuzione o alle preferenze dell’utente. In altre parole, offre un modo semplice e immediato per distribuire i tuoi video su più dispositivi. Il sistema crea in modo efficiente una versione verticale/orizzontale e una versione più lunga/più corta di ogni video, adattandole ai diversi canali.

Riduzione significativa dei costi di produzione dei contenuti

Il generatore video basato sull’intelligenza artificiale utilizza la tecnologia di automazione per modificare, doppiare e confezionare contenuti video che in precedenza venivano realizzati manualmente, riducendo significativamente la quantità di lavoro e il tempo necessari per questi processi. Grazie alla possibilità di creare prodotti finali di alta qualità, le organizzazioni mediatiche possono distribuire i propri contenuti al pubblico senza dover impiegare grandi team di produzione, il che consentirà loro di ridurre notevolmente i budget di produzione e aumentare l’efficienza operativa.

Coerenza nell’espressione del marchio e nel controllo qualità

L’utilizzo di strumenti di creazione video basati sull’intelligenza artificiale garantisce un aspetto coerente da un contenuto all’altro, standardizzando l’uso di loghi, font e palette di colori del marchio. Con questo metodo, è possibile creare un’immagine di marca forte e stabile, eliminando qualsiasi incoerenza qualitativa dovuta alle differenze tra i vari metodi di produzione manuale.

Scalabilità del giornalismo globale

Grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, i media sono in grado di generare reportage video multilingue e multi-contenuto, consentendo un significativo aumento del volume di notizie prodotte e una distribuzione efficiente a un vasto pubblico in tutto il mondo.

In che modo l’intelligenza artificiale sta trasformando il sistema di produzione delle notizie?

I generatori di video basati sull’intelligenza artificiale non solo velocizzano la produzione di notiziari, ma stanno anche trasformando il settore stesso. Grazie alla tecnologia di conversione da testo a video, è possibile generare video di notizie all’istante. Ecco come l’IA sta rivoluzionando la produzione di notizie:

Generazione automatizzata di sceneggiature in video

Le attività di doppiaggio e montaggio, un tempo svolte manualmente, possono ora essere automatizzate grazie all’intelligenza artificiale, che converte il testo in formato video. Questo cambiamento nella produzione di notizie ha ridotto drasticamente i tempi di realizzazione, passando da ore a pochi secondi.

L’informazione è entrata nell’era degli “aggiornamenti in tempo reale”

Grazie alla sua capacità di elaborare rapidamente i dati in tempo reale, l’intelligenza artificiale può creare e distribuire tempestivamente contenuti come brevi video di notizie, ampliando così la frequenza dei vari aggiornamenti.

Divulgazione e accessibilità delle notizie

La tecnologia di Text-to-video AI può creare sottotitoli senza intervento umano e fornire un doppiaggio multilingue, consentendo così anche a chi non parla la lingua originale di accedere alle notizie. In questo modo, i contenuti risulteranno più accessibili e il pubblico potenziale maggiore, senza costi aggiuntivi per le traduzioni.

Generazione e distribuzione di contenuti giornalistici di precisione

L’intelligenza artificiale utilizza l’analisi dei dati per personalizzare i video di notizie in base alle preferenze dei singoli utenti e del pubblico. Ciò consente una migliore distribuzione dei contenuti, in linea con i loro interessi, il che a sua volta favorisce un maggiore coinvolgimento e una maggiore fidelizzazione degli utenti che guardano il video.

Intelligenza artificiale e informazione: una svolta o una minaccia?

Ritenete che la tecnologia IA rappresenti una seria rivoluzione per il nostro modo tradizionale di diffondere le notizie?

I vantaggi delle notizie generate dall’IA includono maggiore produttività ed efficienza, oltre a velocità e quantità. Grazie alla disponibilità di servizi 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e a costi di manodopera e produzione inferiori, le notizie basate sull’IA potrebbero aiutare anche le più piccole testate giornalistiche a competere ad armi pari con le grandi organizzazioni consolidate. Purtroppo, sebbene l’automazione della produzione di notizie offra numerosi vantaggi, la mancanza di giudizio, esperienza, conoscenza del contesto o considerazioni etiche elimina gran parte di ciò che rende i bravi giornalisti capaci di produrre contenuti imparziali e non controversi.

Al contrario, i metodi tradizionali di produzione di notizie si basano su persone (giornalisti, redattori, operatori di ripresa) che attingono alla propria esperienza professionale, formazione e valori per filtrare e interpretare diverse forme di informazione, al fine di creare contenuti accurati, affidabili e completi. Sebbene questo processo produca contenuti di qualità e credibilità nettamente superiori rispetto al metodo basato sull’intelligenza artificiale, gli elevati costi di produzione, i lunghi tempi di pubblicazione e la velocità limitata di produzione ne riducono la quantità complessiva disponibile.

In definitiva, la soluzione non è semplicemente “sostituire” o “contrastare”, ma piuttosto lavorare per trovare un punto d’incontro che sfrutti sia i vantaggi in termini di efficienza offerti dall’IA sia la competenza professionale delle persone, al fine di creare una combinazione ottimale tra velocità di produzione e qualità/valore dei contenuti, mantenendo al contempo il massimo livello di qualità possibile nelle notizie che offriamo al nostro pubblico.

Le sfide dei video di notizie generati dall’intelligenza artificiale

Responsabilità etica irrisolta: la responsabilità etica per i contenuti mediatici generati dall’IA è ambigua e si colloca in una zona grigia, dove non è chiaro chi sia responsabile: il fornitore della tecnologia che la crea, la persona che utilizza il prodotto creato o l’organizzazione mediatica che lo pubblica, qualora si tratti di diffondere notizie fuorvianti o inesatte.

Aumento dei rischi di deepfake: le immagini e i video generati dall’IA possono essere facilmente manipolati, consentendo la creazione di informazioni false che rischiano di amplificare i rischi di manipolazione dell’informazione e di inganno dell’opinione pubblica.

Mancanza di consapevolezza emotiva e contestuale nei video generati dall’IA: sebbene l’IA possa creare contenuti video rapidamente, non è in grado di esprimere emozioni, non comprende il contesto e non sviluppa profondità narrativa, elementi essenziali per l’esperienza umana. Pertanto, l’IA non può sostituire completamente l’intuizione o l’empatia umana.

Struttura del lavoro – Potenziali cambiamenti nelle strutture occupazionali: Con l’intelligenza artificiale che assume il controllo di posizioni lavorative tradizionali, è probabile che si verifichino pressioni per cambiamenti all’interno delle strutture occupazionali convenzionali del settore della produzione di contenuti.

Rischio di inesattezza delle informazioni: Quando un modello di intelligenza artificiale viene addestrato utilizzando dati distorti o errati, aumenta la probabilità che il suo output venga interpretato erroneamente o generi informazioni inaccurate, compromettendo l’affidabilità e la qualità delle informazioni pubblicate nel settore dell’informazione.

Conclusione

L’intelligenza artificiale sta rapidamente trasformando il mondo del giornalismo in modo profondo, modificandone praticamente ogni aspetto, dall’efficienza nella produzione di contenuti alla loro diffusione a livello globale. Se da un lato l’evoluzione tecnologica offre maggiori possibilità, dall’altro solleva questioni etiche relative a chi dovrebbe produrre notizie e alla loro attendibilità.

In futuro, le macchine non domineranno completamente il settore giornalistico; allo stesso modo, il giornalismo non tornerà interamente a un modello di produzione di notizie guidato dall’uomo. Il vantaggio competitivo deriverà dalla capacità di sfruttare la scalabilità e il potenziale di automazione dell’IA, combinandoli con il giudizio esperto, l’estetica del design e la responsabilità sociale del giornalista. Sebbene la capacità di produrre notizie in rapida successione sia notevolmente agevolata dall’uso della tecnologia, solo il giornalista può dare significato alle informazioni prodotte.

Pertanto, in un contesto in cui la “generazione” di notizie diventa istantanea, il vero vuoto che si creerà nel giornalismo non sarà necessariamente legato alla quantità fisica di produzione, ma piuttosto all’impegno verso i fatti, l’accuratezza e il valore.

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KTS FINANCE, 150 INTERMEDIARI GIÀ A BORDO: IN ARRIVO NOVITÀ LEGATE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

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Redazione-  Dal luglio 2025 a oggi sono già 150 gli intermediari assicurativi italiani – agenti e broker – che hanno scelto di operare attraverso la piattaforma digitale di KTS Finance. Un risultato che conferma il crescente interesse del mercato verso modelli “phygital” capaci di integrare la distribuzione tradizionale con soluzioni digitali.

La piattaforma è stata sviluppata per semplificare l’attività degli intermediari, riducendo i tempi di gestione e ampliando il portafoglio prodotti. Oltre ai servizi nativi digitali, infatti, KTS Finance propone anche polizze tradizionali ridisegnate in chiave tecnologica. L’obiettivo è rafforzare l’intermediazione fisica, aumentandone efficienza e competitività.

Gli intermediari che hanno già aderito appartengono prevalentemente a realtà di piccole e medie dimensioni, distribuite in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale. Tra le funzionalità più apprezzate figurano la possibilità di gestire i processi interamente in digitale e l’utilizzo di strumenti di comunicazione integrata per intensificare le interazioni con i clienti.

KTS Finance guarda ora ai prossimi passi. L’azienda ha annunciato l’imminente introduzione di nuove funzionalità basate sull’intelligenza artificiale, che saranno messe a disposizione sia degli intermediari sia dei clienti finali. Le applicazioni dell’AI andranno dalla personalizzazione delle offerte al supporto operativo, con l’obiettivo di rendere più immediata ed efficace l’esperienza di intermediazione.

“L’avvio del network ha superato le aspettative iniziali – sottolinea il management di KTS Finance – e rappresenta soltanto la prima tappa di un percorso di crescita che vedrà la piattaforma arricchirsi progressivamente di nuove soluzioni.

 L’intelligenza artificiale avrà un ruolo chiave nello sviluppo futuro, consentendo agli intermediari di lavorare in maniera ancora più efficiente e ai clienti di accedere a servizi innovativi e personalizzati”

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