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Economia

L’EFFETTO MOLTIPLICATORE DI POSTE ITALIANE: NEL 2025 L’ABRUZZO E IL CENTRO ITALIA CORRONO CON UN PIL DA 950 MILIONI

Dallo sviluppo del Progetto Polis alla rivoluzione dei passaporti: ecco come l’azienda trasforma ogni euro investito in tre euro di ricchezza per il territorio

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L’EFFETTO MOLTIPLICATORE DI POSTE ITALIANE: NEL 2025 L’ABRUZZO E IL CENTRO ITALIA CORRONO CON UN PIL DA 950 MILIONI

Redazione-  Non è solo una questione di francobolli o pacchi consegnati. Poste Italiane si conferma, dati alla mano, come uno dei motori più potenti dell’economia nazionale, capace di generare ricchezza, occupazione e innovazione con una capillarità che non ha eguali. Il bilancio consuntivo del 2025 per l’Area Centro – la macroarea che comprende Abruzzo, Molise, Lazio e Sardegna – disegna il profilo di un colosso che non si limita a erogare servizi, ma crea un vero e proprio ecosistema economico.

I numeri del successo: la regola del tre

Il dato più sorprendente emerso dalle analisi presentate a Roma è il cosiddetto “effetto moltiplicatore”: ogni singolo euro speso da Poste Italiane per l’acquisto di beni e servizi genera un impatto sul Prodotto Interno Lordo (PIL) pari a tre euro. È una reazione a catena che, nel solo 2025 e limitatamente all’Area Centro, ha prodotto un valore complessivo di 950 milioni di euro di PIL.

Questa ricchezza si traduce in benessere reale per le famiglie: oltre 13.500 posti di lavoro sostenuti e circa 408 milioni di euro distribuiti come reddito ai lavoratori impiegati nel sistema economico della macroarea. Un circolo virtuoso che vede l’Abruzzo come protagonista indiscusso di questa crescita.

Abruzzo: il cuore pulsante del Progetto Polis

L’Abruzzo rappresenta un modello di riferimento per l’efficacia degli investimenti sul territorio. Il 2025 è stato l’anno dell’accelerazione per il Progetto “Polis”, l’ambiziosa iniziativa nata per trasformare gli uffici postali nella “casa dei servizi digitali” della Pubblica Amministrazione, specialmente nei piccoli comuni. Solo in Abruzzo sono stati attivati ben 66 cantieri in un solo anno, un impegno massiccio finalizzato a combattere il “digital divide” e lo spopolamento delle aree interne.

L’impatto è tangibile nella vita quotidiana. Un esempio su tutti? La richiesta dei passaporti. Grazie alla rete dei 288 uffici postali abruzzesi abilitati, i cittadini hanno potuto evitare lunghe code e trasferte nei capoluoghi: sono già circa 8.000 le richieste effettuate allo sportello sotto casa, un servizio che ha ridato ossigeno e tempo alle comunità locali.

Logistica verde e presenza capillare

La fotografia di Poste in Abruzzo scattata alla fine del 2025 mostra una corazzata al servizio del cittadino: oltre 3.000 dipendenti, 472 uffici postali, 345 ATM Postamat per il prelievo h24 e una rete logistica che vanta 17 centri di distribuzione. La flotta aziendale, composta da 755 mezzi, riflette anche l’impegno green del Gruppo: 162 veicoli sono completamente elettrici, supportati da nuovi impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica installate presso le sedi aziendali.

A completare l’offerta contribuisce la rete dei 654 “Punto Poste” e “PuntoLis” (tabaccherie e bar), che estendono i servizi tradizionali ben oltre gli orari degli uffici, rendendo il sistema integrato e sempre accessibile.

Uno sguardo al Paese: un pilastro da 104 miliardi

Se l’Abruzzo ride, l’Italia intera beneficia del “Sistema Poste”. A livello nazionale, nel 2025 il Gruppo ha generato un impatto totale di 14 miliardi di euro di PIL, sostenendo 182.000 posti di lavoro e garantendo allo Stato un gettito fiscale di 2,6 miliardi di euro.

È la conferma di un percorso strategico iniziato nel 2018. In sette anni, Poste Italiane ha contribuito al sistema Paese con un valore complessivo di 104 miliardi di euro di PIL e 58 miliardi di redditi da lavoro. Cifre che raccontano non solo la storia di un’azienda solida, ma quella di una istituzione capace di tradurre l’innovazione tecnologica in valore sociale, restando il punto di riferimento imprescindibile per le imprese e le famiglie italiane.

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Economia

Salerno ospita il ventiduesimo forum nazionale dei giovani commercialisti per celebrare i sessant’anni dell’unione

🚨 I GIOVANI COMMERCIALISTI A SALERNO! Venerdì 10 luglio al Lloyd’s Baia Hotel si celebra il XXII Forum Nazionale per i 60 anni dell’UNGDCEC. Il presidente dell’ODCEC Salerno Sergio Cairone e i vertici della categoria si riuniscono con il sindaco Vincenzo De Luca e il presidente nazionale Francesco Cataldi per discutere il futuro dei professionisti under 43 e la tutela delle nuove generazioni. Tutti i dettagli del convegno economico nell’articolo 👇#salerno #giovanicommercialisti #ungdcec #odcecsalerno #sergiocairone #francescocataldi #carlodeluca #economia #professionisti #pagineutili

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foto Sergio Cairone

Il prestigioso convegno economico al Lloyds Baia Hotel con il presidente Sergio Cairone e i vertici della categoria

Salerno – Il panorama dell’associazionismo economico nazionale, della tutela previdenziale delle nuove generazioni di professionisti e delle riforme fiscali in Italia si apprestano a celebrare un traguardo storico e sindacale di primissimo piano all’interno della splendida cornice della costiera campana. Nella giornata di venerdì prossimo, dieci luglio, a partire dalle ore quindici, le sale del celebre Lloyd’s Baia Hotel di Salerno ospiteranno lo svolgimento dei lavori del ventiduesimo Forum dei Giovani Commercialisti. L’attesissima manifestazione nazionale, promossa dai quadri direttivi dell’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, si svilupperà attorno al titolo programmatico Sessant’anni di Unione e cambiaMenti, celebrando l’anniversario della principale associazione sindacale e di categoria italiana che rappresenta e tutela i professionisti under quarantatré.
Il sodalizio economico nazionale riunisce oggi circa diecimila soci attivi dislocati all’interno di oltre cento unioni locali della penisola, operando con l’obiettivo istituzionale di promuovere la formazione professionale continua, tutelare gli interessi dei giovani iscritti all’albo e facilitare l’inserimento dei praticanti nel mondo del lavoro e delle consulenze aziendali. Il forum di Salerno costituirà una preziosa occasione per ripercorrere oltre mezzo secolo di battaglie sindacali e riforme fiscali, riunendo allo stesso tavolo le massime autorità di governo, i rappresentanti delle istituzioni previdenziali e i past president che hanno guidato il movimento dal millenovecento sessantasei fino ai giorni nostri. 

Il compleanno dell’unione locale di Salerno e il ruolo strategico del segretario Carlo De Luca

Il presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Salerno, Sergio Cairone, ha espresso profonda soddisfazione e grande orgoglio per la scelta della città come capitale economica della categoria professionale, sottolineando come l’appuntamento torni nel territorio salernitano dopo oltre dieci anni di assenza. Cairone ha rivolto un ringraziamento speciale al presidente nazionale Francesco Cataldi, ai membri della giunta esecutiva, al Presidente della Fondazione Centro Studi Francesco Savio e in modo particolare al collega salernitano Carlo De Luca, segretario nazionale dell’unione, per l’instancabile e identitario lavoro che portano avanti a tutela dello spirito di appartenenza della categoria. 
L’evento assume un valore ancora più emblematico in quanto coincide con i primi cinquanta anni di attività della sezione sindacale locale dell’unione salernitana, attualmente guidata con successo dal presidente Francesco Diana. Sergio Cairone, forte della sua esperienza di associato e di ex presidente locale, ha evidenziato come la forza dell’aggregazione e il coordinamento tra colleghi rappresentino lo strumento più attuale ed efficace per affrontare le sfide della digitalizzazione aziendale e per garantire un futuro solido alle giovani generazioni di professionisti.

I saluti delle casse di previdenza con Ferdinando Boccia e la gestione della bacheca web

Il tavolo dei relatori del Lloyd’s Baia Hotel sarà di altissimo profilo istituzionale. Oltre al presidente dell’ordine Sergio Cairone, la platea ascolterà gli indirizzi di saluto del sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, del presidente del Consiglio Nazionale della categoria Elbano de Nuccio e dei vertici delle casse previdenziali private, tra i quali spiccano il presidente della Cassa Dottori Commercialisti Ferdinando Boccia e il presidente della Cassa Ragionieri Luigi Pagliuca, affiancati dal presidente della fondazione locale Gianvito Morretta e da Marco Natali per Confprofessioni.
L’introduzione dei lavori scientifici e delle tavole rotonde sarà curata dal segretario Carlo De Luca, mentre la relazione di apertura verrà esposta dal presidente nazionale Francesco Cataldi. La redazione del giornale continuerà a monitorare lo svolgimento dei forum economici nazionali e le successive riforme previdenziali del lavoro autonomo, offrendo un servizio informativo utile, puntuale e neutrale per tutti i lettori della Marsica e dell’Abruzzo attenti alle guide fiscali e allo sviluppo del tessuto produttivo in Italia.

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Economia

Rottamazione cartelle esattoriali: l’agenzia delle entrate modifica il calendario delle scadenze e dei pagamenti

🚨 Novità importanti sulle cartelle esattoriali! L’Agenzia delle Entrate modifica ufficialmente il calendario delle scadenze per la Rottamazione Quater. C’è una nuova possibilità per saldare le rate e mettersi in regola evitando i pignoramenti. Ecco la guida con tutte le nuove date 👇#rottamazionequater #agenziadelleentrate #cartelleesattoriali #tasse #welfare #pagineutili

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Rottamazione cartelle

La rimessione in termini per i contribuenti e il piano di tregua fiscale dello Stato

Roma – Si riapre inaspettatamente una partita decisiva per milioni di contribuenti italiani che rischiavano di decadere definitivamente dai benefici della definizione agevolata dei carichi esattoriali. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha emanato le direttive aggiornate riguardanti la Rottamazione Quater delle cartelle esattoriali, ufficializzando una nuova e attesissima rimessione in termini che modifica in modo sostanziale il calendario dei pagamenti precedentemente stabilito. Questa misura straordinaria di tregua fiscale consente a chi ha saltato le precedenti scadenze di mettersi in regola con i debiti pregressi accumulati con l’erario, evitando l’avvio delle procedure esecutive di pignoramento o il blocco amministrativo dei veicoli aziendali e personali.
La decisione del ministero dell’economia di rimodulare le scadenze risponde alla necessità di assecondare le difficoltà di liquidità temporanea manifestate da famiglie e imprese, aggravate dalla complessa congiuntura economica nazionale. Gli sportelli territoriali della riscossione e i centri di assistenza fiscale stanno registrando un volume straordinario di accessi telematici da parte di cittadini desiderosi di verificare la propria posizione debitoria aggiornata. La normativa stabilisce paletti molto rigidi per chi intende usufruire di questa seconda opportunità, confermando che l’abbattimento totale delle sanzioni, degli interessi di mora e delle sanzioni civili rimane valido solo a patto di rispettare al millimetro le nuove date perentorie di versamento indicate nelle cartelle esecutive.

Le nuove date per i versamenti e il calcolo delle rate residue

Il nuovo cronoprogramma dei pagamenti prevede una distribuzione delle scadenze pensata per alleggerire la pressione finanziaria sui bilanci domestici nel corso della stagione estiva. Il saldo delle rate scadute o il versamento delle nuove quote correnti dovrà essere effettuato rispettando i termini tassativi fissati dal legislatore, i quali includono anche i canonici cinque giorni di tolleranza concessi per legge dall’amministrazione finanziaria. Il mancato rispetto di queste finestre temporali, anche per un solo giorno di ritardo o per un importo parziale, comporterà la perdita immediata e irreversibile della rottamazione, con il conseguente ritorno al debito originario comprensivo di tutte le sanzioni piene applicate in precedenza.
Per agevolare il calcolo delle somme dovute, i contribuenti possono accedere al proprio cassetto fiscale telematico e scaricare i nuovi moduli di pagamento precompilati, contenenti i codici a barre e i riferimenti PagoPa aggiornati. Il piano di ammortamento generale consente di ripartire il debito residuo in un numero massimo di rate trimestrali distribuite su un arco temporale pluriennale, applicando un tasso di interesse legale minimo sulle quote successive alla prima. Gli esperti consigliano di monitorare con attenzione la sezione del portale istituzionale chiamata “SeMiMettoInRegola” per verificare che l’accredito dei pagamenti precedenti sia stato registrato correttamente dai sistemi centrali e che non vi siano anomalie pendenti nel proprio fascicolo personale.

I canali digitali per effettuare il pagamento e la conservazione delle ricevute

Le modalità di versamento dei moduli della rottamazione sono state notevolmente semplificate grazie all’integrazione dei sistemi di pagamento digitali e dei canali bancari collegati alla rete nazionale. I contribuenti possono saldare le proprie rate direttamente online sul portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione tramite carta di credito o addebito sul conto corrente bancario, oppure utilizzando l’applicazione ufficiale installata sul proprio smartphone. Rimane attiva la possibilità di recarsi fisicamente presso gli sportelli postali, le tabaccherie convenzionate e i punti vendita della rete bancaria, esibendo il modulo cartaceo munito di codice QR per l’acquisizione automatica dei dati finanziari da parte dell’operatore.
Al termine di ogni operazione, l’utente è tenuto a conservare con cura la ricevuta telematica o cartacea di avvenuto pagamento per un periodo minimo di cinque anni, in modo da poter dimostrare la regolarità della propria posizione in caso di futuri controlli automatizzati o contestazioni formali. L’avvenuta ricezione dei flussi finanziari da parte della tesoreria di Stato blocca sul nascere qualsiasi azione di recupero coattivo da parte degli agenti della riscossione, garantendo la serenità patrimoniale del contribuente. La macchina del fisco prosegue intanto le attività di digitalizzazione per incrociare in tempo reale i versamenti con l’anagrafe dei rapporti finanziari, garantendo una trasparenza assoluta nella gestione del debito pubblico nazionale.

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Economia

Il fatturato dell’industria italiana tiene nonostante le crisi: il commento di Fabio Rampelli sui dati Istat

📈 Gli ultimi dati Istat sul fatturato industriale confermano la resilienza del nostro sistema produttivo, capace di sfidare le tensioni geopolitiche internazionali attraverso la stabilità politica. È il momento di completare la riforma fiscale per dare slancio agli investimenti.

Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#Economia #Istat #MadeInItaly #GovernoMeloni

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Investimenti

 Redazione-  Il sistema industriale italiano conferma la propria capacità di adattamento in una fase storica segnata da profonda incertezza geopolitica. I recenti dati diffusi dall’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) evidenziano una tenuta del fatturato delle imprese che non passa inosservata a Montecitorio. A intervenire sul tema è Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera dei deputati ed esponente di spicco di Fratelli d’Italia, che legge nelle cifre dell’ente statistico nazionale il riflesso di una stabilità politica ritrovata e di una crescente fiducia degli investitori nel tessuto economico del Paese.

Stabilità politica e fiducia dei mercati

La lettura fornita da Rampelli è netta: il quadro macroeconomico attuale risente pesantemente dei conflitti che attraversano il continente europeo e delle instabilità che interessano le rotte commerciali mondiali. In questo scenario, il fatto che l’industria nazionale riesca a mantenere livelli di fatturato incoraggianti viene interpretato come una metrica di salute del sistema produttivo. Secondo il vicepresidente della Camera, la condizione di stabilità che caratterizza l’attuale esecutivo guidato da Giorgia Meloni agisce da parafulmine contro le turbolenze esterne. La continuità amministrativa è vista come la precondizione necessaria affinché gli imprenditori, dal polo industriale di via Tiburtina a Roma fino ai distretti produttivi del Nord Italia, possano programmare investimenti a lungo termine senza il timore di improvvise virate nelle politiche economiche o fiscali.

Oltre i numeri: una visione per il futuro del Paese

Per Rampelli, i dati Istat rappresentano molto più di una semplice rilevazione contabile. Il sistema produttivo non deve essere inteso come un meccanismo asettico o una sovrastruttura burocratica, ma come l’ossatura su cui poggia il benessere sociale dell’intera Nazione. Il ragionamento dell’esponente di Fratelli d’Italia si sposta quindi sulla capacità delle aziende di generare ricchezza reale, garantendo occupazione e stabilità alle famiglie italiane. La competitività, in questo senso, diventa uno strumento di difesa degli interessi nazionali all’interno del mercato unico europeo e nel più ampio panorama globale. Il Governo, attraverso il suo operato in questi primi anni di legislatura, avrebbe fornito al sistema economico la credibilità internazionale necessaria per attrarre capitali, in un momento in cui molti partner europei vedono il proprio volume produttivo subire contrazioni preoccupanti.

La riforma fiscale come volano per la crescita

Il punto centrale della strategia economica del Governo, secondo la prospettiva espressa da Rampelli, risiede nel completamento del percorso di riforma fiscale. L’idea di fondo è che la semplificazione del rapporto tra contribuente e Stato sia la chiave di volta per liberare le energie imprenditoriali rimaste finora imbrigliate in una selva di norme complesse e carico tributario eccessivo. Una volta che l’assetto fiscale sarà pienamente operativo, il settore industriale potrà contare su una leva competitiva maggiore. L’obiettivo dichiarato è quello di permettere a ogni singola realtà produttiva, sia essa una grande impresa o una piccola media azienda radicata nel territorio, di aumentare la propria capacità di proiezione internazionale.

Il ritorno alla fiducia, certificato dai numeri dell’Istat, viene quindi incardinato in un disegno più ampio che mira ad affrancare l’economia italiana dalla dipendenza costante dalle congiunture mondiali. Rampelli sottolinea come la resilienza dimostrata dalle imprese sia il segnale che il tessuto produttivo ha risposto positivamente agli stimoli e al clima di rinnovato ottimismo, trasformando le sfide poste dai mercati globali in una spinta propulsiva verso l’innovazione. La sfida per i prossimi mesi rimane quella di consolidare questi risultati, mantenendo alta la guardia sul fronte della competitività e della difesa della qualità manifatturiera italiana, pilastro imprescindibile per la crescita del Prodotto Interno Lordo nazionale. Il Governo si definisce dunque pronto a proseguire in questa direzione, con l’ambizione di vedere l’intero comparto industriale spiccare il volo appena saranno rimosse le ultime barriere che ne frenano il potenziale di sviluppo.

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