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PRIMA DI SEPARARE LE FAMIGLIE, EDUCARE – “LA PEDAGOGIA COME PRESIDIO DI TUTELA NEI PERCORSI TRA GENITORI E FIGLI”

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PRIMA DI SEPARARE LE FAMIGLIE, EDUCARE - “LA PEDAGOGIA COME PRESIDIO DI TUTELA NEI PERCORSI TRA GENITORI E FIGLI”

Redazione-  Prima di arrivare alla separazione, è stato realmente tentato tutto ciò che l’educazione, la pedagogia e il sostegno alla genitorialità potevano offrire?Nel tempo presente, il fenomeno delle separazioni tra genitori e figli impone una riflessione profonda, prudente e responsabile. Non si tratta di negare la complessità di alcune situazioni familiari, né di minimizzare i casi in cui la protezione del minore richiede interventi urgenti e necessari. Si tratta, piuttosto, di riportare al centro una domanda essenziale: prima di arrivare alla separazione, è stato realmente tentato tutto ciò che l’educazione, la pedagogia e il sostegno alla genitorialità potevano offrire?

Ogni bambino nasce dentro una storia. Prima ancora di essere destinatario di provvedimenti, relazioni, osservazioni e decisioni, è figlio. Porta con sé legami, appartenenze, memorie, abitudini, affetti, fragilità e bisogni profondi. Per questo, ogni intervento che incide sulla relazione genitore-figlio dovrebbe essere costruito con estrema cautela, con competenza multidisciplinare e con una visione educativa capace di distinguere tra rischio reale, fragilità familiare, povertà educativa, difficoltà relazionale e temporanea incapacità organizzativa o emotiva.

Non tutte le famiglie fragili sono famiglie da separare.
Alcune sono famiglie da sostenere.
Alcune sono famiglie da educare alla relazione.
Alcune sono famiglie da accompagnare nella riorganizzazione delle proprie funzioni genitoriali.
Altre, certamente, possono richiedere misure più incisive quando la sicurezza del minore risulti concretamente compromessa.

La pedagogia non nega il rischio. Non lo banalizza. Non trasforma la famiglia in un luogo sempre e comunque adeguato. Tuttavia, la pedagogia ricorda che il primo compito di una società educativa non dovrebbe essere quello di spezzare, ma quello di comprendere, sostenere, correggere e prevenire.

Quando una famiglia manifesta difficoltà, la domanda non dovrebbe essere immediatamente: “Questo genitore è idoneo o non idoneo?”. La domanda più corretta, da un punto di vista pedagogico, dovrebbe essere: “Di quale intervento educativo ha bisogno questa famiglia per poter recuperare, migliorare o rendere più adeguata la propria funzione genitoriale?”

La genitorialità non è una condizione statica. È un processo che può indebolirsi, disorganizzarsi, impoverirsi, ma che, in molti casi, può anche essere sostenuto, rieducato e rafforzato. Esistono genitori che sbagliano perché non hanno strumenti. Esistono genitori che faticano perché vivono solitudine, povertà, conflitti, disorientamento, mancanza di reti, fragilità personali o carenze educative apprese nel tempo. Non sempre l’errore coincide con l’impossibilità di cambiamento.

Per questo, prima di ogni scelta separativa, quando non vi siano condizioni di pericolo immediato e grave, sarebbe necessario attivare piani educativi domiciliari supervisionati da pedagogisti, educatori professionali e figure competenti dell’area socio-educativa. La casa, infatti, non deve essere osservata soltanto come luogo della criticità, ma anche come spazio possibile di riparazione, trasformazione e verifica reale delle competenze genitoriali.

Un piano educativo domiciliare non è una visita occasionale. Non è un controllo punitivo. Non è una presenza formale. È un percorso strutturato, con obiettivi chiari, tempi definiti, osservazioni documentate, indicatori verificabili e momenti periodici di restituzione. Serve a comprendere come il genitore si relaziona al figlio nella quotidianità: come ascolta, come contiene, come risponde ai bisogni, come gestisce i conflitti, come organizza tempi e routine, come protegge, come comunica, come ripara dopo un errore.

Il pedagogista, in tale prospettiva, assume un ruolo fondamentale di supervisione metodologica. Non sostituisce il giudice, non emette sentenze, non formula diagnosi cliniche quando non di sua competenza, non invade il campo di altre professionalità. Il pedagogista osserva il processo educativo, legge i bisogni evolutivi, individua risorse e criticità, costruisce strategie di sostegno, orienta la famiglia verso modalità relazionali più adeguate e verifica se il cambiamento sia possibile.

È proprio questa la funzione alta della pedagogia: trasformare la fragilità in progetto, l’osservazione in intervento, il limite in percorso, la crisi in possibilità educativa.

Il monitoraggio domiciliare dovrebbe essere pensato come un presidio di tutela per il minore, ma anche come una possibilità concreta per la famiglia. Non dovrebbe essere costruito per cercare soltanto ciò che non funziona, ma anche per riconoscere ciò che può essere recuperato. Una famiglia non si valuta solo nei suoi cedimenti, ma anche nella sua capacità di apprendere, modificarsi, accettare indicazioni, collaborare e proteggere il figlio.

Naturalmente, vi sono casi in cui il permanere del minore nel contesto familiare non è possibile. Vi sono situazioni in cui la protezione richiede distanza, contenimento, intervento immediato. In questi casi, la separazione può diventare necessaria. Tuttavia, anche quando la separazione risulta inevitabile, essa non dovrebbe mai avvenire come atto freddo, improvviso, privo di accompagnamento emotivo ed educativo.

Quando non vi sono le condizioni per mantenere il minore in famiglia, occorre predisporre un piano educativo di preparazione alla separazione. Separare un figlio da un genitore non significa soltanto spostarlo da un luogo a un altro. Significa incidere sulla sua identità, sulla sua sicurezza affettiva, sulla sua percezione di sé, sulla sua fiducia negli adulti e sul suo modo di interpretare l’amore, l’abbandono, la colpa e la protezione.

Un bambino o un adolescente che viene allontanato deve essere accompagnato a comprendere ciò che accade, secondo la sua età, il suo linguaggio e la sua capacità emotiva. Deve poter ricevere parole adeguate, non traumatiche, non colpevolizzanti. Deve essere aiutato a non vivere la separazione come punizione, come rifiuto o come cancellazione del proprio legame familiare.

Il piano educativo di preparazione dovrebbe prevedere una gradualità, quando possibile; una narrazione protetta dell’evento; il sostegno emotivo del minore; l’accompagnamento del genitore; la tutela della continuità affettiva, laddove non vi siano controindicazioni; la salvaguardia dei legami fraterni; la cura degli oggetti personali, della memoria familiare, delle abitudini e dei riferimenti significativi del bambino.

La separazione, se è necessaria, deve proteggere senza distruggere. Deve interrompere il rischio, non l’identità. Deve mettere in sicurezza, non produrre ulteriore smarrimento. Deve essere un passaggio educativo e protettivo, non una frattura muta.

In questa prospettiva, anche gli incontri tra genitori e figli dovrebbero essere gestiti con competenza pedagogica, sensibilità emotiva e proporzione. Un abbraccio, una parola, una lacrima, un momento di vicinanza non possono essere letti automaticamente come pericolo. Devono essere osservati, compresi, eventualmente regolati, ma sempre con delicatezza. Il contatto affettivo, quando non dannoso, rappresenta per il minore un elemento di continuità, appartenenza e rassicurazione.

La tutela non dovrebbe mai coincidere con la cancellazione del legame. La vera tutela sa distinguere tra un legame nocivo e un legame fragile. Il primo va contenuto e, se necessario, interrotto; il secondo va sostenuto, educato e accompagnato.

Occorre, inoltre, interrogarsi sulla qualità reale dei progetti educativi. Se un progetto esiste solo sulla carta, non è un progetto: è un adempimento. Un vero progetto educativo deve produrre osservazioni, cambiamenti, verifiche, obiettivi, responsabilità e restituzioni. Deve dire cosa si sta facendo, perché lo si sta facendo, con quali strumenti, con quali tempi e con quali criteri si valuta l’evoluzione della situazione.

Non basta scrivere che si lavora per il benessere del minore. Bisogna dimostrare, nella pratica quotidiana, che quel benessere viene ascoltato, custodito e verificato. Il minore deve essere considerato nella sua interezza: corpo, emozioni, storia, legami, bisogni, paure, desideri, appartenenze. Non può diventare soltanto oggetto di collocamento o destinatario passivo di decisioni adulte.

Per questo, nei percorsi più delicati, sarebbe opportuno prevedere strumenti di verifica trasparenti e proporzionati: supervisione pedagogica esterna, monitoraggio degli interventi, tracciabilità degli obiettivi, ascolto periodico del minore, valutazione del vissuto familiare, osservazione degli incontri e controllo della qualità relazionale degli operatori coinvolti.

La trasparenza è una garanzia per tutti: per il bambino, per la famiglia, per i professionisti seri e per le istituzioni. Dove c’è trasparenza, si riduce il rischio di interpretazioni parziali. Dove c’è supervisione, si rafforza la qualità dell’intervento. Dove c’è documentazione educativa, si protegge anche chi lavora correttamente.

Sia chiaro, non si tratta di accusare strutture, servizi o operatori. Sarebbe ingiusto generalizzare. Esistono professionisti competenti, realtà attente e percorsi condotti con serietà. Ma proprio per rispetto di chi lavora bene, occorre chiedere che ogni intervento sia verificabile, proporzionato e realmente orientato al bene del minore.

La pedagogia chiede una cultura nuova: non una cultura della sottrazione immediata, ma una cultura della prevenzione educativa. Non una cultura del sospetto generalizzato, ma una cultura dell’osservazione competente. Non una cultura della famiglia idealizzata, ma una cultura della famiglia accompagnata, sostenuta e valutata con rigore.

Separare un figlio da un genitore deve essere l’ultima possibilità, non la prima risposta. Prima della separazione devono esserci ascolto, sostegno, progetto, monitoraggio, verifica, accompagnamento. E quando la separazione diventa inevitabile, deve esserci preparazione, cura, gradualità e protezione del mondo interno del minore.

Una società veramente matura non abbandona i bambini nei contesti di rischio, ma non abbandona nemmeno le famiglie fragili al loro fallimento. Una società matura costruisce ponti prima di alzare muri. Offre strumenti prima di dichiarare impossibilità. Verifica prima di concludere. Accompagna prima di separare.

La domanda pedagogica resta, dunque, centrale: abbiamo fatto tutto ciò che era possibile per sostenere quella famiglia prima di spezzare il legame? Abbiamo preparato quel bambino prima di allontanarlo? Abbiamo verificato gli effetti emotivi, educativi e relazionali della separazione? Abbiamo costruito un progetto reale o soltanto una procedura?

Perché un figlio non è una pratica.
Un genitore fragile non è automaticamente un genitore perduto.
Una famiglia in difficoltà non è sempre una famiglia irrecuperabile.
Un progetto educativo non può essere solo una formalità.
Una separazione non può essere priva di accompagnamento.

Dove c’è una famiglia recuperabile, deve esserci sostegno.
Dove c’è fragilità, deve esserci educazione.
Dove c’è rischio, deve esserci protezione.
Dove c’è separazione, deve esserci preparazione.
Dove c’è un minore, deve esserci ascolto vero.

La vera tutela non è quella che divide con rapidità, ma quella che protegge con competenza. Non è quella che cancella i legami, ma quella che distingue quali legami possono essere curati e quali, invece, devono essere contenuti. Non è quella che interviene solo quando tutto è compromesso, ma quella che sa prevenire, accompagnare e riparare.

Perché il compito più alto dell’educazione non è separare, ma comprendere quando un legame può essere salvato, quando deve essere trasformato e quando, solo in ultima istanza, deve essere temporaneamente sospeso per proteggere la vita, la dignità e la sicurezza del bambino.

Dott.ssa Assunta Di Basilico
Educatrice – Pedagogista – Psicologa
Mediatrice Familiare e Scolastica
Presidente Associazione Essere Oltre ETS                                                                                                      Cell. 3387310128

Email: info@essereoltre.it

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Attualità

Filorosso su Rai 3, puntata di fuoco: scontro Bertolaso-Cartabellotta sulla sanità, i grandi gialli e il caso OnlyFans

Martedì 13 ottobre alle 21:15 su Rai 3 torna Filorosso con Antonino Monteleone: attesissimo faccia a faccia sulla sanità pubblica tra Guido Bertolaso e Nino Cartabellotta (GIMBE), seguito dal duello sull’immigrazione tra Karima Moual e Filippo Facci. Nel corso della serata riflettori accesi sui gialli di Yara Gambirasio e Garlasco, fino al dibattito sul caso dell’insegnante su OnlyFans con Francesca Pascale, Malena e Paolo Brosio. Tutti i dettagli e le anticipazioni: 👇

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Grossi, Monteleone

Roma – Dalla tenuta del Servizio Sanitario Nazionale alle tensioni sociali legate ai flussi migratori e alla scuola multietnica, fino ai grandi misteri giudiziari della cronaca nera italiana e ai confini della moralità digitale. Torna con una puntata densa di inchieste e confronti serrati Filorosso, il programma di approfondimento giornalistico in prima serata su Rai 3 e in diretta streaming su RaiPlay condotto da Antonino Monteleone, in onda martedì 13 ottobre 2026 alle ore 21:15.

Il format investigativo della terza rete Rai mette a fuoco le contraddizioni e le fratture che attraversano il Paese, chiamando a confronto esponenti istituzionali, magistrati, analisti ed esperti forensi su dossier ad altissimo tasso di dibattito pubblico.

Sanità pubblica al bivio: il duello tra Guido Bertolaso e Nino Cartabellotta

Ad aprire la serata sarà un’ampia e dettagliata inchiesta dedicata allo stato di salute della sanità pubblica italiana, partendo da un viaggio senza sconti tra le corsie e i pronto soccorso della Calabria. Tra liste d’attesa interminabili, fuga dei medici verso il privato, carenza drammatica di infermieri e disparità territoriali tra Nord e Sud, la trasmissione porrà una domanda cruciale: il Servizio Sanitario Nazionale è ancora universale e accessibile a tutti o rischia il definitivo tracollo finanziario?

In studio si consumerà un atteso faccia a faccia tra due visioni autorevoli e contrapposte della gestione sanitaria: da un lato Guido Bertolaso, medico chirurgo e assessore al Welfare della Regione Lombardia, fautore di modelli integrati pubblico-privato e riforme organizzative mirate; dall’altro Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, da anni in prima linea nella denuncia del sottofinanziamento cronico del fondo sanitario e dei rischi legati all’autonomia differenziata.

Audio Cinema e Talk Show: La Soundbar Dolby Atmos di Riferimento

Per seguire i grandi dibattiti televisivi, le inchieste giornalistiche e i film con dialoghi cristallini e bassi profondi grazie ai canali vocali dedicati con intelligenza artificiale per l’enfatizzazione della voce, il sistema audio home cinema più premiato al mondo è la soundbar Samsung Serie Q (HW-Q990D) con subwoofer e satelliti wireless (o l’iconica Sonos Arc):

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Configurazione a 11.1.4 canali con Dolby Atmos wireless, calibrazione ambientale automatica SpaceFit Sound Pro e connettività HDMI eARC.

Immigrazione e integrazione scolastica: il modello Monfalcone

I riflettori si sposteranno poi su un altro tema divisivo dell’agenda politica: l’integrazione e la gestione dei flussi migratori. Al centro del dibattito ci sarà il cosiddetto “caso Monfalcone” e la realtà delle aule scolastiche sul territorio nazionale composte a maggioranza da alunni con background migratorio.

La sfida educativa, l’apprendimento della lingua italiana, il rischio di ghettizzazione e la salvaguardia dell’identità culturale saranno gli assi portanti del vivace confronto in studio tra la giornalista e scrittrice Karima Moual e la penna sferzante del giornalista Filippo Facci, pronti a delineare due letture radicalmente opposte dell’impatto dell’immigrazione sul tessuto civile italiano.

I grandi misteri della cronaca: da Yara Gambirasio al delitto di Garlasco

La parte centrale di Filorosso scaverà a fondo nei capitoli più complessi e discussi della cronaca giudiziaria italiana. Ampio spazio sarà riservato al caso dell’omicidio di Yara Gambirasio, ripercorrendo le anomalie genetiche, i percorsi investigativi e i dubbi procedurali che continuano a polarizzare l’opinione pubblica anche a distanza di anni dalle sentenze definitive.

A seguire, un doloroso approfondimento sul femminicidio Guidi e sull’emergenza della violenza contro le donne, analizzata sotto il profilo legislativo, psicologico e processuale con gli interventi dell’avvocata penalista Solange Marchignoli, del magistrato Valerio De Gioia e della criminologa forense Flaminia Bolzan. Non mancherà infine una finestra sul delitto di Chiara Poggi e sul caso di Garlasco, vicenda che continua ad alimentare tesi alternative e perizie difensive.

Moralità, cattedre e OnlyFans: il caso Elena Maraga con Pascale e Brosio

A chiudere la puntata sarà una riflessione tagliente sul costume contemporaneo e sui nuovi confini della vita privata nell’era dei social network. Protagonista del blocco finale è Elena Maraga, l’insegnante finita al centro del clamore mediatico e delle polemiche scolastiche per la sua attività parallela di creator sulla piattaforma per adulti OnlyFans.

Il tema della libertà individuale contrapposto al decoro professionale dell’insegnamento pubblico sarà sviscerato in un insolito e scoppiettante confronto che vedrà intervenire in studio l’attivista Francesca Pascale, l’attrice e opinionista Malena e il giornalista Paolo Brosio, promettendo un epilogo di puntata imprevedibile e ricco di scintille.

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Economia

Poste Italiane lancia i nuovi webinar nazionali di educazione finanziaria: come gestire i conti di casa, investimenti e credito con esperti online

Tornano su scala nazionale i webinar gratuiti di educazione finanziaria promossi da Poste Italiane per tutti i cittadini: martedì 13 e giovedì 15 ottobre sessioni online su conti di casa, gestione del credito, protezione della famiglia e investimenti (con interprete LIS per non udenti). Consigli pratici per difendere il bilancio familiare e la nuova serie podcast “Generazione EF”. E per imparare a gestire le entrate e tagliare le spese quotidiane, scoprite il metodo Kakebo e i manuali di finanza personale in offerta su Amazon. Leggete la guida completa con il link di registrazione sul nostro giornale 👇

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Webinar finanziario poste

Roma – In una congiuntura economica complessa, contrassegnata dalle oscillazioni dei mercati e dalla necessità di difendere il potere d’acquisto dei salari e delle pensioni, la consapevolezza nella gestione del denaro si conferma il primo e più efficace strumento di tutela per le famiglie italiane. Poste Italiane rinnova e potenzia il proprio impegno capillare su scala nazionale a favore della cittadinanza, promuovendo un nuovo ciclo di webinar interattivi gratuiti dedicati all’Educazione Finanziaria, Assicurativa e Previdenziale. Una serie di appuntamenti digitali aperti a tutti i risparmiatori da Nord a Sud del Paese, fruibili comodamente da computer, tablet o smartphone, ideati per fornire nozioni pratiche e strumenti operativi per pianificare con serenità il bilancio domestico e gli investimenti futuri.

Il calendario degli incontri: quattro appuntamenti per le famiglie

Il nuovo programma formativo si articola in due giornate strategiche, con una formula snella e accessibile che prevede sessioni mattutine e pomeridiane guidate da docenti ed esperti di pianificazione economica di Poste Italiane.

Si parte martedì 13 ottobre 2026 con una doppia sessione:

  • Ore 10:00 – «I conti di casa»: un modulo fondamentale per imparare a monitorare entrate e uscite, tagliare gli sprechi invisibili e costruire un fondo di riserva per le spese impreviste. La sessione mattutina sarà pienamente accessibile e inclusiva, arricchita dalla presenza di sottotitoli in tempo reale e dal servizio di traduzione con interprete LIS (Lingua dei Segni Italiana).
  • Ore 16:00 – «La gestione del credito»: un focus dedicato a come valutare con giudizio l’accensione di prestiti personali, finanziamenti e mutui per l’acquisto della casa, evitando i rischi del sovraindebitamento e individuando le soluzioni più sostenibili per i propri progetti di vita.

Il secondo ciclo di webinar si terrà giovedì 15 ottobre 2026:

  • Ore 10:00 – «La protezione»: sessione incentrata sul valore delle coperture assicurative per tutelare la salute, l’abitazione e il futuro dei propri cari dagli eventi avversi o accidentali della vita (anch’essa provvista di sottotitoli e interprete LIS).
  • Ore 16:00 – «Il risparmio e gli investimenti»: l’appuntamento pomeridiano offrirà una panoramica chiara sulle differenze tra risparmio liquido e investimento a medio-lungo termine, guidando i partecipanti alla scoperta degli strumenti per far fruttare il capitale nel rispetto del proprio profilo di rischio.

Gestione del denaro e risparmio quotidiano

Per mettere in pratica subito i consigli degli esperti e tenere sotto controllo le spese di casa senza stress, scoprite il celebre Kakebo (Il libro dei conti di casa giapponese per imparare a risparmiare) e i manuali bestseller di Finanza Personale e Pianificazione del Patrimonio in promozione su Amazon.

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Come partecipare gratuitamente e le nuove risorse multimediali

Partecipare agli incontri online è estremamente semplice e non comporta alcun costo né vincolo contrattuale. Per registrarsi è sufficiente collegarsi al portale ufficiale di Poste Italiane nella sezione dedicata: www.posteitaliane.it/educazione-finanziaria/eventi, selezionare la tematica di proprio interesse e compilare il modulo di iscrizione per ricevere via email il link di accesso diretto alla stanza virtuale.

All’interno della medesima sezione web i cittadini possono accedere a una vasta libreria di materiali didattici, guide scaricabili, glossari sui termini bancari e contenuti multimediali sempre fruibili. Tra le novità più apprezzate figura la serie podcast «Generazione EF – Una vita di benessere»: attraverso le vicende quotidiane di quattro protagonisti di età diverse, il podcast racconta come affrontare con lucidità le scelte finanziarie che contraddistinguono le tappe dell’esistenza, dal primo impiego all’acquisto della prima casa, dalla nascita dei figli fino alla previdenza integrativa per la terza età.

La responsabilità sociale d’impresa e i criteri ESG

Il programma nazionale di educazione finanziaria risponde alla storica missione sociale di Poste Italiane, radicata da oltre centosessanta anni al servizio del tessuto produttivo e delle famiglie del Paese. L’iniziativa si inserisce coerentemente negli obiettivi di sostenibilità e di inclusione economica definiti dai criteri internazionali ESG (Environmental, Social and Governance) promossi dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, confermando il ruolo dell’azienda come pilastro fondamentale per la coesione e l’emancipazione civica ed economica della comunità nazionale.

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Attualità

Maurizio Ferrini a Rai 3, confessione a cuore aperto: «Unito civilmente a Sara per proteggere suo figlio Jacopo, l’autismo è amore puro»

Emozionante confessione di Maurizio Ferrini a “Il Cacciatore di Sogni” su Rai 3: l’attore rivela l’unione civile con la manager Sara Guglielmi, non per motivi sentimentali ma per garantire tutela legale ed economica al figlio Jacopo, ragazzo nello spettro autistico. Il racconto del legame speciale e l’appello per superare ogni pregiudizio: «La disabilità è una diversa abilità, impari dal diverso». E per comprendere e sostenere la neurodiversità, scoprite i migliori libri e saggi sull’autismo in offerta su Amazon. Leggete l’articolo completo sul nostro giornale 👇

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Buttafuoco Ferrini

Roma – Dietro la maschera esilarante della Signora Coriandoli e la verve comica che ha fatto la storia della televisione italiana da Quelli della notte fino alle serate di Che tempo che fa, batte il cuore generoso di un uomo che ha saputo trasformare l’amicizia e la solidarietà in un atto supremo di responsabilità civile e d’amore. Maurizio Ferrini si racconta a cuore aperto nella toccante puntata de «Il Cacciatore di Sogni», il format condotto da Stefano Buttafuoco su Rai 3 e disponibile su RaiPlay, realizzato da Rai Approfondimento in stretta sinergia con la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità. Ai microfoni della terza rete della Tv di Stato, l’attore e comico romagnolo ha rivelato la scelta profonda che lo ha portato a unirsi civilmente con Sara Guglielmi, sua storica manager e madre di due figli, per fare da scudo legale ed economico a Jacopo, ragazzo nello spettro autistico.

Un’unione civile nata per proteggere il “Dopo di Noi”

«Io e Sara non siamo una coppia sentimentale. La nostra unione è nata per tutelare i diritti di Jacopo e garantirgli anche una sicurezza economica», ha confessato Ferrini con disarmante limpidezza. Un gesto che l’artista definisce senza esitazioni «una scelta d’amore, di legalità e di tutela». In un Paese in cui il tema del “Dopo di Noi” angoscia quotidianamente migliaia di famiglie con figli con disabilità o neurodivergenze, la decisione di Ferrini si configura come una lezione concreta di cittadinanza e altruismo.

L’attore ha spiegato come la scelta di formalizzare l’unione civile non sia scaturita da un’attrazione romantica, ma dalla precisa volontà di affiancare concretamente Sara nella tutela genitoriale e patrimoniale del ragazzo: «Soprattutto per garantirgli una sicurezza economica», ha ribadito Ferrini, sottolineando come l’istituto giuridico dell’unione civile rappresenti lo strumento più efficace per assicurare a Jacopo serenità, assistenza e protezione negli anni a venire, scongiurando qualsiasi vuoto di tutela futura.

Il legame speciale con Jacopo: «Sbrodola amore da ogni poro»

Nel corso della lunga e commovente intervista, Maurizio Ferrini ha aperto una finestra intima sul rapporto quotidiano che lo lega a Jacopo, fatto di intese silenziose, gesti spontanei, musica e sguardi che vanno ben oltre le parole convenzionali. «Quando vede me sbrodola amore da ogni poro. Mi guarda, mi fissa e mi abbraccia ogni volta che ci rivediamo», ha raccontato l’attore con gli occhi lucidi di commozione.

Un’alchimia autentica, costruita giorno dopo giorno con rispetto e infinita tenerezza. «Ultimamente cammino più piano — ha confidato Ferrini — e Sara mi ha fatto notare un dettaglio bellissimo: anche Jacopo rallenta il passo, mi aspetta e cerca con dolcezza di prendere il mio ritmo. È una sintonia speciale che ti riempie la vita e ti fa comprendere quali siano le cose che contano davvero».

Comprensione, empatia e inclusione della disabilità

Per abbattere i pregiudizi e comprendere la ricchezza dello spettro autistico e della neurodivergenza attraverso storie toccanti e saggi scientifici, scoprite i migliori Libri sull’Autismo e sulla Genitorialità Consapevole e i grandi romanzi di sensibilizzazione più letti su Amazon.

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La disabilità come ricchezza: «È una diversa abilità, impari dal diverso»

Dalla vicenda personale, Ferrini ha allargato lo sguardo a una riflessione etica e sociale sull’inclusione che interroga l’intera collettività. «La gente deve finalmente accettare che la disabilità è una diversa abilità», ha ammonito con fermezza. «Si pensa sempre, con un atteggiamento paternalistico, che una persona con disabilità debba unicamente essere aiutata. Va aiutata, certo, ma molto spesso ne sa più di te su tantissime cose della vita».

Per il comico romagnolo, la vera sfida culturale dell’Italia contemporanea risiede nel superamento radicale di etichette, pietismi e barriere invisibili. «Più diversità ci sono, più ti piacerebbe includerle, perché la diversità ti insegna. Nel momento in cui vuoi bene agli altri trovi da solo la strada. Impari dal diverso: ogni fragilità racchiude un talento unico che merita di essere scoperto, accolto e valorizzato».

Il valore dell’esempio pubblico

La testimonianza di Maurizio Ferrini a Il Cacciatore di Sogni va ben oltre la cronaca televisiva o il gossip patinato. Racconta la generosità disinteressata di un artista che, lontano dalle luci della ribalta, sceglie di mettere la propria vita e il proprio patrimonio al servizio di un ragazzo speciale. Un messaggio potente di civiltà, che dimostra come l’amore non abbia bisogno di schemi tradizionali per farsi protezione, famiglia e futuro.

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