Spettacolo
RASSEGNA DI TEATRO AMATORIALE 2026 DEL TEATRO MARRUCINO: È IN SCENA LA COMMEDIA “CHE SCE BENEDETTE STI BADANTE” DELLA COMPAGNIA ATRIANA
Redazione- La Rassegna di Teatro Amatoriale “Premio Marrucino” 2026 prosegue venerdì 8 maggio 2026 alle ore 21.00 con la commedia brillante “Che sce benedette sti badante”, scritta e diretta da Giancarlo Verdecchia.
Sul palcoscenico del Teatro Marrucino salirà la Compagnia Atriana di Atri (Te), realtà di riferimento del panorama del teatro amatoriale abruzzese, impegnata da anni nella diffusione della cultura teatrale attraverso spettacoli capaci di coniugare tradizione e contemporaneità, con una particolare attenzione alla valorizzazione del dialetto e delle dinamiche sociali del territorio. Costituitasi nel 2009, la Compagnia affonda però le sue radici nel 1978, raccogliendo l’eredità della storica Compagnia Filodrammatica Atriana. In oltre quattro decenni di attività, ha portato in scena con continuità una nuova commedia ogni anno, ottenendo numerosi riconoscimenti in rassegne regionali e nazionali e calcando importanti palcoscenici in Abruzzo e fuori regione. Nel 2021, inoltre, si è distinta a livello nazionale rappresentando l’Abruzzo al Gran Premio del Teatro Amatoriale promosso dalla F.I.T.A., classificandosi tra le migliori dodici compagnie italiane.
“Che sce benedette sti badante” è una commedia brillante e attuale che rappresenta un vero e proprio cavallo di battaglia, con cui la Compagnia Atriana debuttò nella stagione 2009/2010, ottenendo sin da subito un grande successo. Oggi la pièce viene riproposta per incontrare nuove platee e far riscoprire al pubblico una storia che, negli anni, è stata rappresentata in tutta Italia.
Lo spettacolo affonta con leggerezza e ironia un tema profondamente attuale e radicato nella società contemporanea: quello dell’assistenza familiare e del rapporto, spesso complesso, con le badanti. La vicenda è ambientata in una tipica famiglia abruzzese, con riferimenti diretti alla cultura, alle abitudini e al linguaggio del territorio, che contribuiscono a rendere ancora più riconoscibile e coinvolgente l’intreccio scenico. Tra equivoci, contrasti generazionali e momenti di tenera umanità, lo spettacolo costruisce un racconto vivace e coinvolgente, capace di divertire il pubblico senza rinunciare a spunti di riflessione.
Si tratta dell’utimo spettacolo in gara per il “Premio Marrucino”, che rappresenta un momento particolarmente significativo per la Rassegna, che anche quest’anno ha offerto una proposta varia e di qualità, valorizzando il teatro amatoriale come spazio di espressione, incontro e crescita culturale.
In scena Carmela Ranalli, Fausto Verdecchia, Giulia Di Giacomantonio, Dante Fortuna, Giancarlo Verdecchia, Pasquale Forcella, Maria Del Sole, Lucia Pisciella e Annamaria Ginestra.
La Rassegna “Premio Marrucino” 2026 si concluderà sabato 23 maggio 2026 con lo spettacolo della Compagnia “I Marrucini”, che chiuderà ufficialmente questa edizione, suggellando un percorso ricco di partecipazione e successo di pubblico.
Spettacolo
Pamela D’Amico protagonista del cortometraggio Angustia tra musica e rinascita
🎶 Pamela D’Amico porta sul grande schermo la forza della rinascita in “Angustia”, un cortometraggio che usa la musica per denunciare la violenza di genere. Da domenica 21 giugno su RaiPlay e Rai Cinema Channel.
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Redazione- Chieti diventa il palcoscenico ideale per riflettere su un tema di urgente attualità sociale attraverso il linguaggio del cinema e della musica. In occasione della Festa della Musica, prevista per domenica 21 giugno, il panorama audiovisivo italiano si arricchisce di un nuovo titolo dal forte impatto emotivo: il cortometraggio intitolato “Angustia”. L’opera, diretta dal regista Alessio Taranto su sceneggiatura di Sara Paterniani, sarà accessibile al grande pubblico tramite le piattaforme RaiPlay e Rai Cinema Channel, segnando un passaggio rilevante nel circuito del cortometraggio d’autore. Il progetto nasce da un soggetto originale di Pamela D’Amico, artista di origine abruzzese che incarna il ruolo della protagonista, portando in scena una vicenda che intreccia narrazione cinematografica e impegno civile.
Una narrazione tra violenza e riscatto artistico
Il fulcro drammaturgico di “Angustia” risiede nel percorso di una donna, Pamela, cantante dotata di talento, costretta a vivere sotto la costante pressione di una relazione segnata da dinamiche tossiche. La trama si sviluppa su un doppio binario: quello pubblico, caratterizzato dall’attività artistica e dal palcoscenico che funge da unico spazio di libertà, e quello privato, dove la protagonista deve occultare i segni fisici e psicologici della violenza subìta dal compagno. La gelosia ossessiva e il tentativo, da parte dell’uomo, di annullare l’identità stessa di Pamela, rappresentano il cuore del conflitto attorno al quale ruota l’intera produzione.
Il punto di svolta del racconto avviene attraverso un incontro inaspettato con un inserviente del teatro, figura enigmatica che funge da catalizzatore per il risveglio della protagonista. La musica, in questo contesto, non si limita a fare da sfondo sonoro, bensì si trasforma in una componente viva della narrazione. Ogni brano interpretato sullo schermo dall’artista teatina rispecchia il dolore, la resistenza e la ricerca di una nuova autonomia. La scelta di debuttare proprio nel giorno dedicato alla musica sottolinea quanto l’arte possa fungere da strumento di denuncia e, simultaneamente, di cura per chi ha vissuto tra le mura domestiche condizioni di oppressione.
Eccellenze abruzzesi e produzione d’autore
Il progetto “Angustia” si avvale di un cast corale che supporta la performance di Pamela D’Amico. Accanto a lei spiccano le interpretazioni di Carlo Belmondo e Costantino Comito, impreziosite dalla partecipazione straordinaria di Gegia. La produzione è affidata a Diego Righini per la casa di produzione Dream On, realtà nata dall’unione tra l’esperienza artistica di Pino Insegno e una visione produttiva attenta ai fenomeni sociali. Il lavoro di post-produzione è stato curato dal team di Altara Video, collettivo formato da professionisti under 30 che conferma la vivacità del comparto produttivo italiano, capace di coniugare sensibilità sociale e innovazione tecnica.
Il cortometraggio ha beneficiato del contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo, un sostegno statale volto a favorire la diffusione di opere che affrontano tematiche complesse con linguaggio contemporaneo. Per il regista Alessio Taranto, giunto alla sua opera prima, la sfida è stata quella di raccontare la violenza nelle sue pieghe più subdole, evitando la spettacolarizzazione del dolore e puntando invece sulla potenza della speranza.
L’impegno di Pamela D’Amico non si esaurisce con questo corto. Il suo contributo artistico all’interno dell’opera funge da apripista per il suo imminente impegno discografico. Tre dei brani inediti presenti nel cortometraggio faranno parte di “Encanto Latino”, l’album di debutto della cantante, la cui uscita è programmata per il 15 ottobre prossimo sotto la produzione di Diego Righini e Carlo Avarello per Isola degli Artisti. Il progetto cinematografico, dunque, si configura come una sintesi tra carriera musicale e sensibilità civica. La scelta di affidare a una voce abruzzese il compito di narrare una battaglia per la dignità femminile, ancora oggi al centro del dibattito pubblico, conferma il ruolo dei talenti locali nel promuovere messaggi di portata universale attraverso i media nazionali.
Spettacolo
Il classico incontra il jazz tra le acque del lago d’Iseo
🎵 Una serata indimenticabile vi attende a Monte Isola tra le note di Morricone e l’energia del jazz. Non perdere l’opportunità di vivere la musica nella cornice esclusiva della Rocca Martinengo.
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Redazione- Monte Isola si prepara a vivere una serata di musica d’alto profilo, incastonata in uno degli scenari più suggestivi della Lombardia. Il festival “Onde musicali sul Lago d’Iseo”, giunto alla sua nona edizione, propone per sabato 27 giugno un appuntamento d’eccezione presso la Rocca Martinengo. Il concerto, intitolato “Il classico incontra il jazz”, vedrà protagonisti quattro musicisti di chiara fama, pronti a confrontarsi con un repertorio che intreccia la raffinatezza della tradizione accademica con le improvvisazioni e i ritmi del jazz contemporaneo.
Un palcoscenico d’eccezione sospeso tra storia e natura
La Rocca Martinengo rappresenta un valore aggiunto per l’offerta culturale del Sebino. Questa costruzione di origini trecentesche, situata in una posizione dominante sopra il golfo di Sensole, offre una vista panoramica che toglie il fiato. Spesso chiusa al pubblico in quanto proprietà privata, la rocca apre le proprie porte in occasioni rare, trasformandosi in una sala da concerto a cielo aperto. Il programma della serata, previsto per le ore 21:00, promette di abbracciare generi differenti, spaziando dalle colonne sonore di Ennio Morricone, come il tema di “C’era una volta il West” e l’intensa “Gabriel’s Oboe”, fino alle atmosfere sudamericane di Astor Piazzolla con “Oblivion”. Il repertorio toccherà anche il jazz d’autore di Paul Desmond con il celebre “Take Five” e il virtuosismo strutturato di Claude Bolling.
L’organizzazione ha curato ogni dettaglio logistico per garantire un’esperienza immersiva. Il biglietto, dal costo di 80 euro, include non solo l’accesso al concerto, ma anche il servizio di trasporto dedicato tramite imbarcazione privata dal porto commerciale di Sale Marasino, oltre al parcheggio riservato e a un momento conviviale conclusivo.
Protagonisti internazionali per una rassegna che cresce
Il quartetto d’eccezione che si esibirà sull’isola rispecchia la qualità artistica che il festival “Onde musicali” persegue fin dalla sua nascita nel 2017. Claudio Piastra, direttore artistico della rassegna e chitarrista di spessore internazionale, guiderà l’ensemble mettendo a frutto la sua esperienza pluridecennale. Al suo fianco, il contrabbassista Luca Garlaschelli, veterano della scena jazzistica italiana con collaborazioni che spaziano da Franco Cerri a Paolo Fresu, porterà il suo bagaglio di sonorità profonde e vibranti.
La sezione ritmica sarà arricchita dalla batteria di Massimo Melillo, musicista capace di muoversi agilmente tra il repertorio sinfonico dei grandi teatri italiani – dal Maggio Musicale Fiorentino al Teatro Regio di Torino – e le dinamiche del jazz. A completare il gruppo, il giovane pianista e compositore Andrea Servidio, premiato nel 2024 come miglior talento jazz presso il Conservatorio di Milano. La sua presenza sottolinea la volontà del festival di offrire una vetrina importante ai giovani talenti, mettendoli a confronto con maestri di comprovata esperienza.
Il festival come motore turistico e culturale
La nona edizione del festival, promossa dall’Associazione Luigi Tadini di Lovere in stretta collaborazione con Visit Lake Iseo, conta oltre 200 artisti coinvolti in 66 appuntamenti. Fino al 5 settembre, il territorio bresciano e bergamasco diventerà il centro di una vivace proposta che spazia dalla musica antica alla lirica, fino al crossover. Oltre all’evento a Monte Isola, il cartellone celebra quest’anno un anniversario particolare: il centenario della Motonave Capitanio 1926. Questo storico battello, autentico monumento navigante del Sebino, ospiterà sette concerti itineranti nei principali comuni del lago, creando un ponte ideale tra la storia della navigazione e l’evoluzione dei linguaggi musicali.
Il sostegno istituzionale di Regione Lombardia e quello della Fondazione della Comunità Bergamasca hanno permesso di mantenere la quasi totalità degli eventi a ingresso gratuito, rendendo la musica accessibile a un pubblico eterogeneo. Soltanto tre concerti speciali – quello del 27 giugno a Monte Isola e i due appuntamenti conclusivi previsti per il 5 settembre sull’Isola di Loreto – richiedono un contributo economico. Per chi desidera partecipare alla serata di sabato 27 giugno o consultare il programma completo degli eventi, il portale di riferimento ufficiale rimane visitlakeiseo.info, dove sono disponibili tutte le informazioni aggiornate sulle modalità di prenotazione e sui dettagli logistici.
Spettacolo
I Folkstone annunciano il ricco calendario estivo e il debutto nei teatri
🐺 I Folkstone annunciano il loro tour estivo e il debutto nei teatri: 30 e 31 ottobre al Teatro Filodrammatici di Treviglio. Un viaggio unico che unisce energia rock e suggestioni antiche.
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Redazione- Treviglio è la meta scelta dai Folkstone per chiudere in modo solenne una stagione estiva che si preannuncia densa di appuntamenti. Dopo i primi riscontri positivi ottenuti nei mesi scorsi, la formazione bergamasca conferma la propria vocazione: il palco rimane lo spazio dove la loro proposta artistica trova la massima espressione. Il gruppo, nato nel 2004 da un’idea di Lorenzo “Lore” Marchesi, ha trasformato la dimensione dal vivo in un marchio di fabbrica, costruendo negli anni un legame solido con un pubblico trasversale, capace di apprezzare sonorità che fondono il rock metal contemporaneo con l’eredità degli strumenti acustici antichi.
Un tour estivo tra festival e rievocazioni storiche
Il calendario estivo 2026 porterà il gruppo in diverse località italiane, alternando la partecipazione a festival musicali di rilievo a presenze in contesti legati alla rievocazione storica. Il percorso inizierà il 27 giugno al Monza Folk Fest, proseguendo poi l’11 luglio presso l’Ambria Music Festival, in provincia di Bergamo. Agosto sarà un mese particolarmente intenso, con la tappa al Montelago di Macerata, dove il gruppo si esibirà per due giornate consecutive, proponendo il 7 agosto il set elettrico e l’8 agosto un particolare format acustico.
Il tour proseguirà il 9 agosto a Verbania in occasione del Festival Allegro con Brio, per poi spostarsi il 16 agosto a Borghetto di Valeggio sul Mincio per il Summer Crock Fest. Particolarmente atteso è l’impegno tra il 20 e il 23 agosto a Finale Ligure, nel corso della celebre manifestazione “Viaggio nel Medioevo”, dove la band presenterà di nuovo una rilettura acustica del proprio repertorio. La routine estiva si concluderà il 27 agosto al Beat Festival di Empoli, per poi lasciare spazio ai concerti di settembre a Vigo Cavedine, in Trentino, e a ottobre in Romagna e a Brescia, con la chiusura prevista al Castello di Brescia.
La nuova dimensione teatrale a Treviglio
Al termine di questa lunga corsa estiva, i musicisti si preparano per una sfida inedita: il debutto nei circuiti teatrali. Le date fissate per il 30 e il 31 ottobre 2026 presso il Teatro Filodrammatici di Treviglio rappresentano per la band un obiettivo inseguito da tempo. Non si tratterà di un concerto convenzionale, bensì di una rielaborazione profonda del loro materiale sonoro. Gli strumenti che solitamente dominano le scene dei festival — cornamuse, arpe, ghironde e bouzuki — verranno inseriti in un contesto acustico e spaziale differente, permettendo al pubblico di cogliere dettagli e sfumature che in un ambiente aperto tendono talvolta a perdersi.
Il frontman della band ha espresso grande entusiasmo per questa occasione: “Si tratta di un sogno che si realizza grazie al supporto dei nostri fan in tutti questi anni. Siamo pronti a farvi scoprire nuove sfumature della nostra musica, con il desiderio di ampliare l’universo creativo che abbiamo costruito dal 2004”. I biglietti per le serate di Treviglio sono già disponibili sul portale ufficiale del teatro, e l’attesa attorno a questo evento è alta, considerando la particolarità della location scelta rispetto agli standard abituali del gruppo.
L’identità artistica dopo la reunion
La parabola dei Folkstone ha vissuto una fase di rinnovamento importante dopo la reunion del 2023, ufficializzata in occasione del MetalItalia Festival al Live Club di Trezzo sull’Adda. La risposta del pubblico, che ha gremito la struttura, ha dato ai membri la certezza di dover proseguire un cammino che sembrava essersi interrotto qualche anno prima. La pubblicazione del doppio album “Natura Morta”, presentato con tre sold out al Legend Club di Milano nel marzo 2025, ha confermato la validità della scelta artistica di marciare ancora insieme.
Oltre ai nuovi brani, la band continua a curare la propria eredità discografica, come dimostra la recente operazione di rimasterizzazione dell’album “Il Confine” del 2012, ora disponibile in una versione in doppio vinile in edizione limitata e numerata. Il riconoscimento del Premio alla Carriera, ricevuto al Mei di Faenza nell’ottobre 2025, ha certificato ulteriormente il peso specifico che i Folkstone ricoprono nel panorama indipendente italiano. Con sette album all’attivo e due Dvd live, il gruppo si conferma una realtà capace di evolversi senza scendere a compromessi con la propria missione: raccontare storie attraverso un linguaggio che unisce la durezza del metallo alla tradizione popolare.
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