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Lifestyle & Benessere

ROMA – VENERDI’ 17 APRILE MARTA FERRADINI PRESENTA IL LIBRO CD “TROPPO AMORE”

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Troppo Amore

L’OPERA PRIMA DELLA CANTAUTRICE E’ UNA “PASSEGGIATA” IRONICA IN SETTE TAPPE SUL DISAMORE

VENERDI’ 17 APRILE, ORE 18, ALLA DISCOTECA LAZIALE A ROMA

Redazione-  La cantautrice Marta Charlotte Ferradini si presenta a Roma con un progetto originale che unisce letteratura e musica: “Troppo Amore – Sette storie di AmorVeleno” (pubblicato da Azzurra Music), la sua opera prima, è una vera e propria passeggiata ironica in sette tappe sul disamore. Appuntamento venerdì 17 aprile, alle ore 18 alla Discoteca Laziale di Roma (Via Giovanni Giolitti 263). L’artista si racconterà al giornalista Antonio Ranalli e farà il firmacopie.

Il libro raccoglie sette racconti, ciascuno dedicato a un “tipo psicologico”, raccontati con l’ironia tipica della stand-up comedy, per esplorare l’AmorVeleno: quell’amore che ferisce e da cui è necessario imparare a proteggersi.

A completare la lettura, il progetto include un album di dieci tracce. Oltre al singolo inedito “Troppo Amore”, pubblicato lo scorso 23 gennaio, il CD propone nove brani del cantautorato italiano reinterpretati da Marta in chiave acustica, insieme ai musicisti Fabrizio Saullo (pianoforte), Piero Marras (chitarra classica e acustica) e Simone Rossetti Bazzaro (violino). Si tratta di brani come “La mia storia tra le dita” di Gianluca Grignani e “Quando” di Pino Daniele. Inoltre, spiccano alcune collaborazioni di rilievo come “Io voglio vivere” con la partecipazione di Beppe Carletti e Yuri Cilloni dei Nomadi, “Lontano Lontano” di Luigi Tenco con il pianista jazz Antonio Faraò e un duetto con il padre Marco Ferradini in “Misteri della vita”.

“‘Troppo Amore’ nasce dal desiderio di offrire al pubblico una sorta di guida per sviluppare maggiore consapevolezza sentimentale”, spiega Marta Charlotte Ferradini. “Ho scelto questo titolo per l’intero progetto perché credo che, in generale, le donne abbiano la tendenza a donare troppo amore, e volevo raccontare proprio questo aspetto”. Inoltre, l’artista presenterà il nuovo lavoro in un alcuni appuntamenti televisivi insieme a Marco Ferradini: venerdì 17 aprile, alle ore 11, sarà in diretta a “I Fatti Vostri” su Rai 2; sabato 18 aprile, alle ore 15.30, sarà ospite di Monica Setta nel programma “Storie al bivio” su Rai 2.

Marta Ferradini, diplomata in pianoforte pop e canto al Conservatorio Verdi di Milano, è una cantautrice e interprete di grande esperienza e versatilità. Laureata in lingue e interpretariato allo Iulm di Milano, è stata vincitrice dell’ottava edizione del Premio Bianca D’Aponte con un brano scritto a quattro mani con Bungaro, “Martarossa”. A oggi ha pubblicato quattro singoli: “Martarossa”, “Arcobaleno”, “Ai bordi delle strade” e “Rane nella pancia”, suo ultimo lavoro uscito a fine del 2024 che le ha regalato grandi consensi di pubblico e di critica. A inizio del 2025 Marta ha firmato un contratto di management con Maurizio Dinelli, manager storico dei Nomadi, di Franco Simone, Marcella Bella e Irene Fornaciari. Dall’estate 2025 l’artista stringe una collaborazione coi Nomadi che la invitano ad aprire i loro concerti nel tour estivo e invernale.

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Salute

“Che colpa ho io ” è il nuovo singolo che segna il ritorno di Sambiglion

🎵 Il nuovo singolo di Sambiglion, intitolato “Che colpa ho io”, esplora il dolore delle scelte non comprese in un viaggio intimo tra folk elettrico e cantautorato.
Guarda il videoclip su YouTube e ascolta il brano su tutte le piattaforme digitali. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇
#Sambiglion #NuovaMusica #CantautoratoItaliano #CheColpaHoIo

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Redazione- Milano segna il punto di partenza per il nuovo capitolo artistico di Ruben Caparrotta, in arte Sambiglion, che torna sulla scena musicale con il singolo intitolato Che colpa ho io. Il brano, che sarà disponibile sulle piattaforme digitali a partire da giovedì 11 giugno, approderà ufficialmente in rotazione radiofonica il giorno successivo, venerdì 12 giugno, sotto l’etichetta Maionese Project. La canzone si inserisce in un percorso di maturazione cantautorale che l’artista porta avanti da anni, fondendo narrazione intimista e sonorità ricercate.

Il brano affronta il tema complesso delle scelte e delle rinunce che segnano la vita di ogni individuo, specialmente durante quella fase in cui la consapevolezza non è ancora pienamente formata. Sambiglion descrive il processo creativo come una valvola di sfogo necessaria, dove le emozioni improvvise e talvolta dolorose si trasformano in musica. La penna, nelle sue parole, diventa uno strumento per gestire lo smarrimento, trasformandosi in un luogo dove è possibile dare sfogo ai propri vissuti, che si tratti di un pianto liberatorio o di una forma di resistenza emotiva.

le sonorità e la struttura della nuova produzione

Sotto il profilo tecnico, la produzione oscilla tra atmosfere delicate e aperture sonore più corpose. L’arrangiamento si basa su un impianto indie pop dalla trama morbida, dove le chitarre acustiche dominano la prima parte, tessendo una melodia intima che accompagna l’ascoltatore nelle fasi iniziali del racconto. Con il progredire della traccia, il sound subisce una metamorfosi, introducendo elementi elettrici che creano una tensione crescente fino a culminare in un assolo finale, pensato per dare forza emotiva all’intero messaggio del brano.

Il lavoro di arrangiamento è frutto di una collaborazione consolidata con Davide Maggioni. La sinergia tra i due professionisti permette di rifinire ogni dettaglio: mentre l’artista arriva in studio con testi e melodie già definiti, il lavoro condiviso sulla struttura si concentra sulla ricerca di un equilibrio armonico che soddisfi l’intento comunicativo originale. Questa attenzione alla cura del suono rispecchia l’obiettivo di Sambiglion di costruire un prodotto organico, capace di parlare a un pubblico eterogeneo che, secondo le rilevazioni algoritmiche, spazia dai 29 ai 45 anni, pur senza precludere un ascolto più ampio e trasversale.

il significato del videoclip e il percorso dell’artista

Ad accompagnare l’uscita del brano c’è un videoclip curato da Stefano Di Giovanni su idea di Ruben Caparrotta. Le riprese si sviluppano interamente all’interno di un’automobile, scelta non casuale che funge da metafora per uno spazio sospeso, simile a quello dei sogni. La vettura diventa il teatro di un viaggio interiore dove i personaggi che si alternano a bordo rappresentano allegorie di memorie, emozioni e tappe fondamentali dell’esistenza. Ogni elemento visivo è orientato a sottolineare il concetto di crescita personale, un tema centrale nella poetica di questo cantautore che cita influenze che vanno dai grandi della musica italiana, come Fabrizio De André e Rino Gaetano, fino a suggestioni internazionali.

Il percorso che ha portato a questa pubblicazione è frutto di una gavetta lunga oltre un decennio. Dai primi esperimenti autoprodotti nel 2010 con lo pseudonimo ispirato ai romanzi di Emilio Salgari, Sambiglion è passato attraverso diverse fasi: dai tributi d’autore alla produzione di album come Tu eri lì nel 2018. Il sodalizio con La Stanza Nascosta Records, che ha pubblicato i suoi lavori recenti, ha consolidato la sua presenza in un panorama dove la scrittura sincera rimane la priorità. Attualmente, l’artista guarda al futuro con la realizzazione del suo prossimo disco, il cui titolo provvisorio è Ozio, confermando la volontà di affermarsi nel circuito live italiano in modo naturale, senza forzature, portando sul palco quel mondo interiore che ha saputo costruire in questi anni di ricerca artistica costante e appassionata.

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Lifestyle

La valle del tempo: tra fisica quantistica e fragilità umana il nuovo romanzo di Andrea Dell’Orbo

⏳ La vita è un enigma quantistico in cui la genialità si scontra con la fragilità dell’anima. Andrea Dell’Orbo ci guida in un viaggio introspettivo dove il tempo non è solo una misura, ma l’essenza stessa della nostra instabile umana natura.
Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇
#LaValleDelTempo #AndreaDellOrbo #LetteraturaItaliana #FisicaQuantistica

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Copertina La valle del Tempo

Redazione-  Roma è la città che ha dato i natali ad Andrea Dell’Orbo, autore poliedrico che alterna la passione per l’alpinismo e la musica cantautorale alla narrativa di spessore. La sua ultima fatica letteraria, intitolata “La valle del Tempo”, edita da Aletti Editore nella prestigiosa collana “Altre Frontiere – Britannia”, si propone come una sfida intellettuale che trascende i confini del genere letterario per addentrarsi nei territori della fisica teorica e della psicologia introspettiva. Il volume, presentato in anteprima durante l’ultima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, non è solo una storia di fantascienza, ma una riflessione lucida sulla condizione umana contemporanea, sospesa tra il desiderio di progresso tecnologico e la ricerca di un equilibrio interiore spesso precario.

la solitudine del genio tra spettri e realtà

Il fulcro narrativo si articola attorno a una figura complessa, quella di un fisico specializzato in teoria dei quanti e dinamiche dello spazio-tempo. Il protagonista, perseguitato dalla paranoia di poter essere vittima di un rapimento da parte di potenze straniere interessate a carpire i suoi segreti scientifici, decide di rifugiarsi in un bunker tecnologicamente impenetrabile. La reclusione, tuttavia, si rivela ben presto un bivio esistenziale: proprio all’interno di questo spazio isolato, lo scienziato comprende che le sue scoperte, lungi dall’essere mere astrazioni matematiche, sono intrinsecamente connesse alla quotidianità che credeva di aver abbandonato.

Dell’Orbo costruisce il racconto su un doppio binario narrativo dove il tempo non scorre in maniera lineare. Il ricorso ai flashback non rappresenta un semplice riempitivo di trama, ma assume le vesti di una necessità vitale. Per il protagonista, tornare sui propri passi attraverso la memoria diventa l’unico modo per comprendere il presente e tentare di sopravvivere alle contraddizioni che egli stesso ha contribuito ad alimentare. L’autore sottolinea come il genio sia una condanna tanto quanto un dono: la capacità di vedere oltre le leggi note della fisica comporta inevitabilmente una vulnerabilità emotiva profonda, una lacerazione che rende difficile il contatto con la normalità che le persone comuni vivono ogni giorno.

una riflessione filosofica sullo spazio-tempo

Il messaggio sotteso al libro solleva interrogativi che superano il perno della vicenda biografica. Secondo Dell’Orbo, la natura stessa del tempo non può essere considerata una costante assoluta, né tantomeno un elemento puramente soggettivo. Essa risiede nel delicato equilibrio tra lo spazio occupato nell’universo fisico e la stabilità dell’anima. Nel testo emerge con forza la convinzione che la bellezza, spesso associata alla perfezione esteriore o intellettuale, non sia affatto una garanzia di felicità. Artisti, scienziati e menti brillanti sono chiamati a confrontarsi con una costante contraddizione: quella tra l’elevatezza del pensiero e la fragilità dei sentimenti.

La sensibilità dell’autore, forgiata dalle esperienze di vita vissuta tra le vette alpine e le note di una chitarra, si traduce in una prosa che evita tecnicismi sterili, cercando invece di mantenere un filo diretto con il vissuto del lettore. Il libro non intende offrire risposte risolutive – in linea con l’umiltà dell’autore – ma mira a creare un ponte empatico, un momento di conforto per chiunque si senta smarrito nel percorrere la propria personale “valle” esistenziale. La consapevolezza che la solitudine possa essere mitigata dalla condivisione di una narrazione è, in ultima istanza, il cuore pulsante del libro.

Per facilitare la circolazione internazionale delle idee contenute nell’opera, la casa editrice ha previsto una versione bilingue, realizzata grazie alla collaborazione con l’Istituto di Alti Studi Linguistici Carlo Bo. Questo impegno verso la traduzione inglese permette al racconto di superare i confini nazionali, in linea con una visione globale dell’invenzione letteraria. L’opera è disponibile anche in formato e-book, garantendo una fruizione moderna che si affianca al prestigio della carta stampata, confermando l’importanza del contatto diretto tra l’autore e il suo pubblico, elemento centrale anche durante le giornate di fiera a Torino. In un mondo dominato dalla velocità dell’informazione, il romanzo offre una sosta necessaria, una boccata d’aria pura simile a quella che si respira in alta quota, dove la prospettiva cambia e le certezze, per quanto radicate, subiscono il fascino dell’ignoto.

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Salute

Ini Canistro: il 18 giugno open day per la prevenzione delle patologie reumatiche e dell’osteoporosi

🏥 La prevenzione è lo strumento più potente a nostra disposizione per contrastare le malattie reumatiche e l’osteoporosi. Il 18 giugno, presso la clinica Ini di Canistro, una mattinata dedicata a visite gratuite per tutelare il benessere delle ossa e delle articolazioni. Non perdere l’opportunità di monitorare la tua salute con il dottor Mauro Ranieri.
Prenota subito il tuo posto chiamando il numero verde 800951595 o scrivendo su WhatsApp al 348.2322841. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇
#prevenzione #osteoporosi #reumatologia #iniCanistro

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ini canistro open day patologie reumatiche osteoporosi

Redazione- Canistro, in provincia dell’Aquila, si prepara a ospitare una nuova giornata dedicata interamente alla salute della cittadinanza. Il prossimo 18 giugno, presso la clinica Ini, si terrà un open day finalizzato alla prevenzione e alla diagnosi precoce delle patologie reumatiche e dell’osteoporosi. L’iniziativa, che si svolgerà dalle ore 9.00 alle ore 13.00, segue il successo dei precedenti appuntamenti dedicati all’ortopedia e all’urologia, confermando l’impegno costante della struttura sanitaria nel promuovere la cultura della prevenzione sul territorio abruzzese.

La clinica Ini di Canistro, parte di un gruppo nazionale con oltre settant’anni di attività nel settore sanitario tra Abruzzo, Lazio e centro-sud Italia, rappresenta un presidio di eccellenza. La struttura conta dieci sedi, dispone di oltre 1.200 posti letto e impiega circa 2mila dipendenti, distinguendosi come punto di riferimento per l’ortopedia e la traumatologia in regime di convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale. L’evento del 18 giugno vedrà protagonista il dottor Mauro Ranieri, reumatologo che ha rafforzato recentemente l’equipe medica del centro.

l’importanza della diagnosi precoce per le malattie reumatiche

Il dottor Ranieri pone l’accento sulla necessità di intervenire tempestivamente di fronte ai primi segnali di malessere articolare o muscolare. Le malattie infiammatorie reumatologiche, tra cui l’artrite, tendono a generare le conseguenze più serie proprio durante la fase iniziale, ovvero nel primo anno di insorgenza. Intervenire in questa finestra temporale permette di limitare in modo significativo i danni permanenti a carico dell’apparato osteoarticolare.

Il quadro clinico che rientra nell’ambito reumatologico si presenta spesso eterogeneo e complesso. Spazia infatti da problematiche tendinee ad alterazioni articolari, fino a coinvolgere muscoli e, in alcuni casi, distretti neurologici. Grazie all’avvento di opzioni terapeutiche moderne, come i farmaci biologici — la cui prescrizione rimane vincolata ai centri autorizzati — è possibile oggi gestire queste patologie con una precisione superiore rispetto al passato. Tuttavia, il punto cardine rimane la visita specialistica, integrata da una serie di esami di laboratorio mirati, che verranno offerti gratuitamente durante l’open day previa prenotazione.

come combattere l’osteoporosi e monitorare la salute delle ossa

Oltre alle patologie di natura strettamente infiammatoria, lo screening si concentra sulla fragilità ossea. L’osteoporosi è una condizione che interessa un’ampia fetta della popolazione, specialmente con l’avanzare dell’età. In Italia, si stima che siano circa 5 milioni le persone colpite da queste problematiche, un numero equivalente al 10% della popolazione totale. Il progressivo invecchiamento demografico rende l’attività di monitoraggio un pilastro per la tenuta del sistema salute.

Il dottor Ranieri spiega che la combinazione tra un’indagine anamnestica approfondita e l’esecuzione di una mineralometria ossea consente di inquadrare correttamente il paziente. Identificare la predisposizione all’osteoporosi o uno stato di fragilità già conclamato consente di instaurare percorsi terapeutici mirati. Prevenire il peggioramento della malattia significa, di fatto, ridurre drasticamente il rischio di fratture ossee, che possono verificarsi anche in assenza di traumi violenti, compromettendo gravemente la qualità della vita quotidiana, specialmente negli anziani.

Per partecipare all’iniziativa, è necessaria la prenotazione obbligatoria, valida fino a esaurimento dei posti disponibili. Gli interessati possono contattare il numero verde 800951595 o inviare un messaggio WhatsApp al numero 348.2322841. Informazioni dettagliate sono anche reperibili consultando la pagina dedicata sul portale ufficiale del gruppo Ini. L’evento rappresenta un’occasione preziosa per i cittadini per sottoporsi a uno screening specialistico in un ambiente altamente qualificato, contribuendo attivamente alla tutela della propria salute a lungo termine.

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