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Univium, il gioco di Mario Vespasiani arriva al Salesi per sostenere la degenza dei piccoli pazienti

🎨 L’arte entra in corsia: Mario Vespasiani dona ‘Univium’ alla Fondazione Ospedale Salesi di Ancona. Un progetto educativo per sostenere il benessere dei piccoli pazienti attraverso il gioco e la creatività.

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Univium, il gioco di Mario Vespasiani arriva al Salesi per sostenere la degenza dei piccoli pazienti

Redazione-  Ancona si conferma punto di riferimento per l’integrazione tra alta specializzazione medica e attenzione al benessere psicologico dei piccoli pazienti. L’ospedale pediatrico Salesi, cuore dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, ha accolto una nuova iniziativa che vede protagonista l’arte come strumento di cura e sollievo. Il noto artista marchigiano Mario Vespasiani ha scelto di donare alla Fondazione Ospedale Salesi ETS la sua ultima creazione ludico-didattica: “Univium – L’unione dei quattro regni”. Si tratta di un progetto che va oltre il semplice intrattenimento, configurandosi come un dispositivo pedagogico capace di stimolare l’immaginazione e la creatività in contesti dove la routine ospedaliera impone ritmi e restrizioni particolari.

L’arte come strumento terapeutico nelle corsie dell’ospedale

Il gioco, caratterizzato da immagini artistiche ad alto contrasto, è stato progettato per guidare i bambini nella costruzione di narrazioni sempre più articolate. L’obiettivo primario è quello di offrire ai piccoli ricoverati momenti di distrazione e condivisione, elementi necessari per mitigare l’impatto emotivo di un ricovero. La donazione, che si concretizzerà ufficialmente a settembre, non è un atto isolato, ma si inserisce in un tessuto di solidarietà territoriale che coinvolge attivamente il Lions Club Ancona Colle Guasco. Grazie al supporto del presidente, l’avvocato Massimo Spinozzi, il progetto ha trovato la spinta necessaria per essere implementato all’interno delle attività ludico-ricreative gestite dagli operatori della Fondazione.

La presidente della Fondazione Ospedale Salesi ETS, Cinzia Cocco, sottolinea come queste iniziative siano integrate stabilmente nei percorsi di coterapia. Il lavoro quotidiano svolto nelle corsie non si limita al supporto medico, ma punta a rendere l’esperienza di cura più umana, attenta ai bisogni emotivi dei bambini e delle loro famiglie. In una fase delicata come quella della malattia, trasformare la stanza di ospedale in un luogo di relazione e normalità rappresenta un passaggio fondamentale per il percorso di guarigione psicologica.

Il gioco come ponte verso la quotidianità e lo sviluppo cognitivo

Paola Cingolani, giocoterapeuta presso la struttura, spiega che l’attività ludica in ambito ospedaliero non deve essere considerata un semplice riempitivo del tempo libero. Al contrario, il gioco funge da ponte verso la vita esterna, favorendo lo sviluppo del linguaggio, delle capacità logiche e del pensiero simbolico. Attraverso “Univium”, il bambino è incoraggiato a esplorare dimensioni narrative che gli permettono di riprendere possesso della propria quotidianità, socializzando con i propri coetanei e con gli operatori.

Mario Vespasiani, artista visivo e intellettuale di lungo corso, ha concepito questo strumento basandosi sulla convinzione che la cultura debba essere un mezzo di crescita accessibile a tutti, indipendentemente dalla condizione fisica o temporanea. La sua carriera, segnata da un approccio multidisciplinare che spazia dalla teologia alla scienza, dalla letteratura alla matematica, trova in questo progetto una sintesi coerente. Vespasiani esprime la volontà di restituire al territorio parte di quanto ricevuto, promuovendo una cultura dell’attenzione e della solidarietà. “Fare del bene fa bene” non è per l’artista solo un motto, ma una linea guida che invita chiunque a mettere le proprie competenze a disposizione della collettività per dare vita a una comunità più consapevole.

La Fondazione Ospedale Salesi ETS continua così a consolidare la sua rete di collaborazioni, trasformando le stanze del Dipartimento Materno Infantile in spazi dove l’estetica dell’arte e il rigore scientifico della terapia si incontrano. L’arrivo di “Univium” rappresenta un tassello di un mosaico più ampio, volto a tutelare il diritto del bambino a non smettere mai di giocare e, soprattutto, a non smettere mai di sognare, anche quando si trova ad affrontare una prova difficile come la degenza ospedaliera. Questa sinergia tra creativi e istituzioni sanitarie marchigiane dimostra come il supporto sociale possa diventare, a tutti gli effetti, una componente essenziale della cura globale del paziente, capace di lasciare tracce positive ben oltre il periodo di permanenza in ospedale.

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Monica Setta festeggia in Puglia: compleanno vip a Torre Maizza

Serata di gala in Puglia per il compleanno di Monica Setta a Masseria Torre Maizza: parterre esclusivo di ospiti e un misterioso arrivo a sorpresa. 🎂 ✨

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MONICA SETTA

Ostuni – Il suggestivo triangolo geografico compreso tra i comuni di Fasano, Ostuni e Savelletri si conferma l’epicentro d’elezione per i grandi eventi del jet set e dell’imprenditorialità nazionale. Dopo l’eco mediatica suscitata dalle fastose nozze del portiere della Nazionale Gianluigi Donnarumma con Alessia Elefante, celebrate proprio tra le spiagge e le storiche masserie della costa adriatica, la Puglia torna al centro dei riflettori della cronaca rosa e culturale. Mercoledì 5 agosto 2026, la prestigiosa cornice di Masseria Torre Maizza ospiterà il tradizionale e attesissimo gala per il compleanno della giornalista e nota conduttrice della Rai Monica Setta. L’evento si preannuncia come un momento di forte richiamo per personalità del mondo economico, istituzionale e dello spettacolo, consolidando il legame profondo tra la professionista e la sua terra d’origine.

L’eleganza Salento chic tra gli ulivi secolari e l’aranceto

La macchina organizzativa della serata, curata all’interno del resort di lusso della Rocco Forte Collection diretto dal top manager Franco Girasoli, ha pianificato ogni dettaglio nel segno dell’eccellenza e della valorizzazione del territorio. I festeggiamenti prenderanno il via al tramonto, un momento magico in cui gli ospiti si ritroveranno per un aperitivo all’aperto, immersi nella quiete degli ulivi secolari e del profumato aranceto della struttura. Successivamente, la serata si sposterà negli spazi interni per una cena placée riservata a una quarantina di invitati selezionati con cura. L’allestimento scenografico e floreale sarà firmato dal noto maestro d’arte Michele Zaurino, pronto a stupire i presenti con uno stile ribattezzato “Salento chic”, un’esplosione cromatica e olfattiva dominata dall’accostamento tra peonie rosa e mandarini freschi.

Il concerto dal vivo di Angelo Trane e il tributo a Fred Bongusto

Ad accompagnare il banchetto e a scandire i tempi dell’evento sarà una colonna sonora raffinata e interamente eseguita dal vivo. La direzione musicale è stata affidata al musicista brindisino Angelo Trane, un artista di grande talento lanciato originariamente da Carlo Conti e consacrato al grande pubblico televisivo grazie alle sue eccellenti interpretazioni all’interno della trasmissione di Rai 1 “Tale e Quale Show”. Trane proporrà alla platea un viaggio intimo ed emozionante nella storia della canzone italiana, alternando i suoi nuovi brani inediti a un accorato e personale tributo ai grandi successi di Fred Bongusto, le cui melodie senza tempo si sposano perfettamente con l’atmosfera calda e rilassata delle notti d’estate in Puglia.

Il menu a base di pesce e il taglio della torta a bordo piscina

Sotto il profilo gastronomico, lo chef del resort ha ideato un percorso culinario interamente dedicato alle eccellenze del mare Adriatico, esaltando la freschezza delle materie prime locali e la tracciabilità della filiera corta. Le portate di pesce saranno abbinate a una selezione di champagne di grande pregio, celebrando la convivialità in un clima di sobria raffinatezza. Il momento più atteso si consumerà intorno alla mezzanotte a bordo piscina, dove Monica Setta procederà al tradizionale taglio della torta monumentale, realizzata per l’occasione dai maestri pasticceri di Gourmandise. I festeggiamenti proseguiranno nelle prime ore della notte con l’apertura di un ricco buffet di dolci artigianali e con nuovi momenti di intrattenimento musicale per gli amici presenti.

Una lista di invitati top secret e il mistero dell’ospite a sorpresa

L’elenco definitivo dei partecipanti rimane custodito nel massimo riserbo per tutelare la tranquillità degli ospiti, ma le indiscrezioni trapelate nelle ultime ore delineano un parterre di altissimo livello istituzionale e manageriale. Tra i nomi dei presenti si registrano Matteo Colamussi, amministratore delegato di Sistemi Urbani del Gruppo FS, il giovane imprenditore Marco Di Venuto, inserito da Forbes tra le cento promesse del futuro, Gabriele Menotti Lippolis, past president di Confindustria Brindisi, e l’industriale del settore ricettivo Fernando Nazaro, esponente di Confindustria Puglia. A loro si uniranno gli storici affetti della conduttrice, come Anna Cinti, direttrice del Museo di Brindisi, l’architetta Isabella Altamura, Stefania Rengo ed Enzo Visentin. Ma a accendere la curiosità dei residenti è la notizia di un misterioso arrivo a sorpresa, la cui identità segreta promette di regalare un grande colpo di scena alla serata.

L’impatto economico del turismo d’élite sul territorio pugliese

In ultima analisi, il ripetersi di appuntamenti di così alto profilo all’interno del distretto compreso tra Fasano e Savelletri riapre una riflessione importante sulle ricadute economiche stabili che il turismo d’élite e la presenza dei volti noti generano sull’indotto locale. Permettere al territorio di accogliere manifestazioni e soggiorni esclusivi costituisce una potente dinamo per le attività commerciali di vicinato, per le aziende di artigianato locale e per le imprese di servizi, creando nuove opportunità di impiego e di stabilità per i giovani professionisti della zona. La cooperazione strategica tra l’amministrazione, i grandi marchi dell’ospitalità alberghiera e il capitale umano dei residenti rimane la via maestra per difendere l’incolumità e la bellezza del paesaggio, dimostrando che il futuro della Puglia passa dalla capacità di unire l’accoglienza di qualità al rispetto profondo delle proprie radici storiche.

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Gioisci poiché ti dimenticarono

Nella poesia “Gioisci poiché ti dimenticarono…!” dell’autore albanese Odise Kote, la parola “gioisci” è forse la parola più assurda e allo stesso tempo più dolorosa. Ella, suona come un invito all’allegria, ma in realtà è un sorriso amaro, quel sorriso che appare quando l’uomo non vuole mostrare la propria piaga. È quell’istante in cui “ridiamo per non piangere”.

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Timo Mërkuri

Redazione-  Nella poesia “Gioisci poiché ti dimenticarono…!” dell’autore albanese Odise Kote, la parola “gioisci” è forse la parola più assurda e allo stesso tempo più dolorosa. Ella, suona come un invito all’allegria, ma in realtà è un sorriso amaro, quel sorriso che appare quando l’uomo non vuole mostrare la propria piaga. È quell’istante in cui “ridiamo per non piangere”.

Questa poesia è una meditazione culturale e filosofica sul destino dell’uomo in un tempo che non sa fermarsi e non sa ricordare.

L’epoca si presenta come uno spazio in cui l’oblio è diventato uno stile di vita e dove il vuoto ha sostituito la profondità. In questo nuovo ordine, essere dimenticati non è solo una questione emotiva. È uno spostamento dal centro alla periferia, un allontanamento taciturno dallo spazio attivo, dove la parola pesa e dove la presenza ha senso. È stare in disparte!

Essere dimenticati significa restare ai margini, là dove la tua voce non è né richiesta né autorizzata a farsi sentire. Soprattutto quando sei capace e ricco di valori e di coraggio civile, quando la tua conoscenza e il tuo coraggio disturbano la falsa tranquillità del tempo. Perché essere ascoltati significa essere al centro dell’attenzione, mettere in discussione, guidare e dare una direzione; ma questo è un tempo in cui al centro emergono spesso voci forti nei toni, ma superficiali nel sapere, mentre i pensieri giusti restano nell’ombra. Così può accadere di essere una luce in un angolo dimenticato della città, mentre il centro è illuminato da nuove e vuote pubblicità.

Quando il poeta dice che l’epoca è “fissata a dimenticare”, non parla solo di ricordi personali. Parla di una cultura che consuma l’uomo e lo mette da parte non appena passa l’istante dell’utilità e della necessità della sua presenza e del suo contributo. Qui l’oblio non è solo mancanza di memoria. È una divisione, disparte inflitta all’uomo, un’interruzione del dialogo tra l’individuo e la società. È un silenzio che cala tra l’uomo e il mondo.

In questo senso, il verso:
“Gioisci poiché ti dimenticarono!”
assume un suono duplice. In superficie è consolazione. In profondità è un’ironia amara, non tanto verso di te quanto verso il tempo stesso. Perché gioire dell’oblio è un’assurdità. Ed è proprio questa assurdità a rendere l’ironia più forte della protesta. Il poeta non sceglie di gridare. Sceglie il rovesciamento. L’ironia è come un coltello avvolto nella seta: non lo vedi quando colpisce, ma ne senti profondamente il colpo.

Se il poeta avesse gridato: opponiti, lotta, rivendica il tuo posto, la poesia sarebbe stata più diretta. Ma sarebbe stata anche più ordinaria. Dicendo “gioisci”, egli spoglia l’emarginazione della sua gravità. Trasforma l’oblio in uno specchio del tempo.

È una forma di protesta silenziosa, un atteggiamento stoico che afferma: se il mio posto non mi viene dato, non lo chiederò.

Eppure, sotto questa quiete si cela un dolore profondo. Perché l’oblio continuo conduce l’uomo verso un pericolo ancora più grande: non solo essere dimenticato dagli altri, ma dimenticare se stesso. E i versi finali sono taglienti nella loro semplicità:

“Respiri profondamente,
e così lo dimentichi facilmente te stesso…”

Qui la poesia diventa esistenziale. Dimenticare se stessi significa rinunciare alla propria dignità, alle proprie capacità, al proprio sapere e al proprio coraggio. È come spegnere la luce nella propria casa perché nessuno bussa alla porta. All’inizio è un’oscurità quieta. Poi diventa vuoto.

La metafora della “sciarpa dell’amnesia” approfondisce questa idea:
“avvolgiti con la sciarpa dolce,
calda dell’amnesia.”

Questa sciarpa ti protegge dal freddo dell’emarginazione, ma ti chiude anche l’orizzonte. Ti offre conforto, ma ti sottrae la possibilità di agire. È come una stanza calda in cui resti al sicuro, ma con le finestre chiuse e tu sei isolato. L’amnesia ti calma, ma ti priva della memoria che mantiene viva l’identità.

ODISE KOTE – GIOISCI POICHÉ TI DIMENTICARONO

La nostra epoca si è arresa
al demone della velocità.

Quando le cose accadono troppo in fretta,
nessuno è sicuro di nulla,
proprio di nulla, neppure per se stesso.

La nostra epoca è fissata per dimenticare,
si sente esausta da se stessa,
schifata e cerca di spegnere
quella scintilla di memoria.

Amico caro, non tormentare te stesso!

Esci dalla fanghiglia della sofferenza, del sacrificio,
non pensare alle risate che ti ferirono,
avvolgiti con la sciarpa dolce,
calda dell’amnesia.

Gioisci poiché ti dimenticarono!

Respiri profondamente,
e così
lo dimentichi facilmente te stesso…

Traduzione: Angela Kosta

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Steve La Chance trionfa all’Olimpico: Claudio David entra nel team

Grande successo del Lachance Ballet al Teatro Olimpico di Roma: il maestro Steve La Chance nomina Claudio David producer ufficiale del team. 💃 🎶

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Lachance Ballet

Roma – Nel panorama delle arti performative, dello sviluppo delle industrie creative e delle produzioni di spettacolo dal vivo in Italia, l’interazione sinergica tra la composizione musicale e l’espressione coreutica costituisce una variabile fondamentale per determinare il successo dei grandi eventi teatrali. Nei primi giorni di luglio 2026, lo storico e monumentale palcoscenico del Teatro Olimpico di Roma ha ospitato lo spettacolo di fine anno accademico del Lachance Ballet. La manifestazione, ideata, strutturata e diretta con rigore e passione dal maestro Steve La Chance — figura di assoluto riferimento e tra i più stimati professionisti della danza jazz e contemporanea a livello nazionale —, ha registrato il tutto esaurito, offrendo alla platea una sequenza di esibizioni di altissimo livello tecnico e sancendo la maturità espressiva dei giovani allievi dell’accademia.

La presenza delle istituzioni e il parterre di ospiti del mondo dello spettacolo

Il valore artistico e il rilievo culturale dell’evento sono stati confermati dalla presenza in sala di un folto pubblico composto da autorità istituzionali, volti noti del piccolo schermo e professionisti del settore dell’intrattenimento. Tra le poltrone del Teatro Olimpico si è registrata la partecipazione del noto conduttore e artista musicale Marcello Cirillo, del sindaco Gian Filippo Santi, affiancato da una delegazione di rappresentanti dell’amministrazione comunale del territorio, del producer discografico MPulse, dell’attore Angelo Costabile e di Eleonora Spinosa, vincitrice di un prestigioso titolo di Miss. Questa massiccia presenza di ospiti testimonia l’importanza di investire sulla didattica dello sviluppo giovanile attraverso la danza, trasformando il saggio accademico in un reale momento di aggregazione e valorizzazione del capitale umano artistico del Paese.

Le coreografie di Aladdin e la scomposizione della favola in chiave moderna

La seconda parte del programma ha trasportato il pubblico all’interno di un viaggio immersivo e suggestivo incentrato sulla rilettura e sulla scomposizione coreografica della celebre favola di Aladdin. Le linee di movimento progettate da Steve La Chance hanno superato i cliché dell’animazione tradizionale per restituire una messinscena vibrante, caratterizzata da costumi di raffinata fattura e scenografie flessibili capaci di valorizzare le volumetrie del palco dell’Olimpico. I giovani interpreti hanno affrontato le difficoltà tecniche dei salti, dei passi a due e delle prese con una fluidità e una presenza scenica eccellenti, trasmettendo alla platea la forza emotiva e l’adrenalina di un’opera senza tempo, capace di parlare a un pubblico trasversale composto da bambini, famiglie e adulti.

Il ruolo di Claudio David nella creazione delle basi musicali per la danza

Il fattore determinante per l’eccezionale resa acustica e il ritmo delle singole esibizioni risiede nell’accurata architettura della produzione musicale e sonora che ha accompagnato i corpi di ballo. Le basi audio sono state interamente realizzate dal compositore e arrangiatore Claudio David, il quale ha strutturato un ordito sonoro su misura per assecondare l’intensità e l’impatto emotivo dei passi ideati dal coreografo. Lontano dall’adottare soluzioni sonore commerciali e ripetitive, David ha sviluppato un metodo di scrittura musicale istintivo e raffinato, inserendo accenti elettronici e dinamiche sinfoniche flessibili, indispensabili per guidare i danzatori nelle frazioni di secondo e garantire la perfetta sincronia tra il gesto atletico e l’ascolto della traccia in sala.

L’annuncio ufficiale all’Olimpico: Claudio David nominato producer del team

Il momento di massimo rilievo istituzionale della serata si è consumato sul proscenio al termine dei ringraziamenti finali. Davanti alla folta platea plaudente, il maestro Steve La Chance ha voluto richiamare sul palco Claudio David per tributargli un ringraziamento pubblico per l’eccezionale lavoro svolto, ufficializzando davanti ai cittadini e alle autorità il suo ingresso formale e stabile all’interno del proprio team artistico con la carica di producer ufficiale. Questo importante riconoscimento sancisce la nascita di un sodalizio professionale di lungo periodo tra due grandi firme dello spettacolo italiano, la cui cooperazione strategica promette di dare vita a nuovi e ambiziosi progetti multidisciplinari volti a innovare i codici della danza e del linguaggio corporeo contemporaneo.

L’impatto economico della formazione artistica per le giovani generazioni

In ultima analisi, il successo della serata del Lachance Ballet riapre la discussione sui benefici e sulle ricadute economiche che l’investimento nell’alta formazione dei giovani genera sui mercati culturali delle province e delle aree metropolitane della penisola. Permettere ai ragazzi di formarsi all’interno di accademie improntate sul merito, sul rispetto delle regole, sulla disciplina quotidiana e sul rispetto reciproco costituisce un pilastro fondamentale per la crescita personale dei minori e per la prevenzione del disagio giovanile. La cooperazione tra grandi maestri, uffici comunali e professionisti del suono rimane l’unica via per trasformare la passione in una solida opportunità di impiego, offrendo alle future generazioni una valida alternativa contro i rischi di isolamento e valorizzando la bellezza e l’arte come beni comuni.

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