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LUCI E OMBRE IN “SCIALACCA”: IL VIAGGIO LETTERARIO DI KRISTINE MARIA RAPINO FA TAPPA A MOSCUFO

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Redazione-  Il Frantoio delle Idee a Moscufo (Pe), si prepara ad accogliere un importante appuntamento culturale con la presentazione ufficiale del libro “Scialacca”, opera della scrittrice abruzzese Kristine Maria Rapino per la Sperling & Kupfer.

L’incontro è fissato per sabato 14 marzo alle ore 17:30 e rappresenta un’occasione preziosa per approfondire i temi del volume in uno spazio dedicato alla condivisione e allo scambio intellettuale.

L’evento sarà aperto dai saluti di Mimmo Ferri, Presidente dell’Associazione locale Cultour Moscufo che promuove l’iniziativa. “Crediamo fermamente che la cultura debba essere un’esperienza viva e partecipata – ha dichiarato Ferri. – Trasformare uno spazio fisico in un laboratorio di pensiero significa offrire alla comunità gli strumenti per incontrarsi e crescere insieme. Ospitare autrici come Kristine Maria Rapino è per noi un modo per alimentare questo dialogo costante, convinti che la bellezza e la conoscenza siano un patrimonio da far circolare senza sosta”.

Il Presidente ha inoltre ribadito l’impegno dell’associazione nel proseguire su questa strada, sottolineando l’intenzione di mantenere una linea programmatica costante e di alta qualità. L’obiettivo è quello di portare nel territorio comunale eventi e personalità di rilievo che possano stimolare il tessuto sociale, facendo di Moscufo un polo d’attrazione culturale sempre più dinamico e propositivo per l’intera area vestina.

“Scialacca”, il romanzo al centro dell’incontro, si presenta come un’opera intensa che esplora i legami familiari e le radici profonde che uniscono le persone ai propri luoghi d’origine. Nelle pagine del libro si alternano magistralmente luci e ombre, un fluire continuo tra gioie e dolori che rispecchia l’essenza stessa dell’esistenza umana.

Attraverso una scrittura vivida, l’autrice conduce il lettore in un viaggio emotivo dove il passato e il presente si intrecciano, invitando a riflettere sul valore della memoria e sulla forza dei sentimenti che resistono al tempo.

Modera la giornalista Alessandra Renzetti; il programma prevede inoltre un intervento di Don Fulvio Di Fulvio, che per molti anni è stato il parroco di Moscufo, e sarà arricchito dalle letture dell’attrice Chiara Colangelo, della compagnia di Arotron di Pianella, che darà voce ad alcuni dei passaggi più significativi dell’opera.

L’evento, patrocinato dal Comune di Moscufo e supportato dalla Mondadori di Pescara, si preannuncia come un momento di grande intensità per tutti gli appassionati di letteratura. L’iniziativa conferma la volontà degli organizzatori di mantenere vivo il dibattito culturale locale, puntando sulla qualità delle proposte e sulla partecipazione attiva della cittadinanza.

News al tag @cultourmoscufo.

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PREMIO PAX ED VIRTUS: TANTE PERSONALITÀ PREMIATE PER IL LORO RIGOROSO LAVORO ETICO E DI ALTO IMPATTO SOCIALE E PROMOZIONE DI VALORI, UMANITÀ, PACE E PROGRESSO

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Redazione-  Prima edizione del Premio Pax ed Virtus, il riconoscimento ideato e presieduto da Ester Campese si è svolto, lo scorso 29 aprile, nel prestigioso Palazzetto Mattei in villa Celimontana a Roma anche sede della Società Geografica Italiana, tra le più antiche e prestigiose istituzioni geografiche in Italia. Ad affiancare la Presidente nella consegna dei premi l’avvocato cassazionista Patrizia Valeri molto attiva anche nel sociale e membro della commissione del Premio assieme al Prof. Antonino Battiati. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di celebrare le personalità che si sono adoperate nella direzione della pace e della virtù, fornendo attraverso la loro opera, spesso silenziosa, a volte invece esponendosi in prima persona, un fulgido modello per tutti. Persone che, attraverso il loro rigoroso lavoro, etico, di alto impatto sociale e pubblico, hanno saputo esprimere, nella loro azione quotidiana, la complessità contemporanea, distinguendosi attraverso il proprio operato ed esprimendo grandi valori non disgiunti da umanità. I saluti istituzionali sono stati portati dal Segretario Generale della Società Geografica Italiana, Dott.ssa Rossella Belluso, che ha applaudito l’iniziativa e contestualmente riassunto la pregiata storia dell’istituto.
Tra i premiati di questa edizione figurano tantissime eccellenze, tra cui Monsignor Francisco Javier Froján Madero, dalle doti umane rimaste scolpite dalla sua evoluzione da sacerdote galiziano e figura chiave della diplomazia vaticana contemporanea. E’ tra i principali architetti del dialogo tra Santa Sede e Stati d’America Centrale. Il tributo gli è stato riconosciuto per aver saputo promuovere alti valori umani e sociali di pace e dialogo attraverso il suo impegno nel campo della diplomazia umanitaria e per il coordinamento degli aiuti sociali e umanitari della Santa Sede a livello internazionale.
Premiata anche Caterina Chinnici Europarlamentare e magistrata italiana, figlia del magistrato Rocco Chinnici, si è sempre spesa per la pace manifestatasi non solo nella lotta alla criminalità, ma anche nella promozione della giustizia, protezione dei minori, della legalità e solidarietà.
A Giancarlo Abete, imprenditore, politico e dirigente sportivo italiano, attualmente Presidente della Lega Nazionale Dilettanti il premio gli è stato assegnato per la promozione di valori sociali e umani in tutte le sue attività e in particolare nello sport come strumento di dialogo rispettoso e pacifico.
Voce Autorevole dell’Agricoltura Italiana e Ambasciatore Globale del Made in Italy, Ettore Prandini Presidente di Coldiretti, il cui Premio gli è stato riconosciuto per la promozione di un’agricoltura equilibrata tra progresso tecnologico e tutela dell’ambiente e sicurezza alimentare, ed aver saputo elevare l’agricoltura italiana a settore strategico di eccellenza nazionale.
Claudia Eccher, avvocata cassazionista e membro laico del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), ha ricevuto il riconoscimento per essersi distinta per il l’impegno sociale e civile in favore di una società più equa attraverso una giustizia che porti una “pace sociale”.
Roberto Verna, professore, medico e accademico di rilievo internazionale, attualmente Presidente della World Association of Societies of Pathology and Laboratory Medicine per l’Università Guglielmo Marconi, ha ricevuto il riconoscimento per il suo inestimabile contributo al progresso medico scientifico e formazione di nuove generazioni di medici.
Il Tributo è stato conferito anche ad Incoronata Boccia, già Vicedirettrice del Tg1 ed attualmente Direttrice dell’Ufficio Stampa Rai, per aver espresso un giornalismo di qualità, con grande professionalità, caparbio piglio energico ed etico, sempre ai massimi livelli.
Alla deputata Gabriella Carlucci, conduttrice TV, attrice, promotrice cinematografica è stato consegnato il premio per essersi distinta attraverso il suo operato, nella promozione di valori culturali, sociali ed umani, tra cui le adozioni Internazionali.
Il premi è stato assegnato anche al regista, attore, sceneggiatore e scrittore italiano Rosario Errico per aver saputo sensibilizzare l’opinione pubblica, attraverso il cinema, su temi delicati come disabilità, migrazione, giustizia e diritti civili.
Gabriele Lavia, tra i più autorevoli esponenti del teatro italiano contemporaneo, attivo da oltre sessant’anni come attore, regista e doppiatore, il tributo è stato riconosciuto per la dedizione al cinema e teatro e per il suo stile rigoroso e visionario.
Un tributo è stato assegnato ancora allo spettacolo rappresentato dal regista, attore e sceneggiatore Francesco Branchetti profondo conoscitore del teatro e della sua storia che ha spesso trattato con sapienza i malesseri della società.
Fabio Filocamo, imprenditore, manager, autore italiano ed esperto di organizzazioni complesse, strategie di innovazione ed investimenti, il premio gli è stato consegnato per la sua visione e il contributo al progresso della nostra società, attraverso le sue idee innovative.
Premiato inoltre Alberto Piovesan, per un più che promettente futuro e la sua profonda etica, già manifestata grandemente nonostante la giovane età, rivestendo tra l’altro il ruolo di Consigliere nell’ente benefico – Fondazione «Il sorriso di Cristiana».
“Il Premio Pax ed Virtus non è solo un momento celebrativo delle personalità talentuose espressione della più luminosa società, ma un ponte culturale e messaggero di pace in un momento storico trai i più bui e disorientati” ha dichiarato la fondatrice e Presidente Ester Campese“In un momento storico come questo abbiamo voluto cogliere ispirazione dalle parole di Papa Leone XIV, che fa della Pace tema centrale del suo pontificato. Siamo sempre più convinti che attraverso il dialogo pacato, armonioso, costruttivo, basato sul rispetto reciproco si possa mettere in campo l’espressione viva di “pace disarmata e disarmante” con giustizia, laboriosità, valori e rispettosa umanità.

L’evento ha saputo confermare la valorizzazione del merito, dell’impegno di chi, con dedizione attraverso il proprio operato ha dato spazio e significato al valore umano, dimostrando nobili ideali, con il privilegio di trasferire alti valori ed esempio integerrimo per il bene della società di cui siamo tutti parte.

Credito Ph Mario Giannini

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L’OMAGGIO A EDUARDO DE FILIPPO È IL GRAN FINALE A LAMA DEI PELIGNI PER LA RASSEGNA DI PERROTTA

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Redazione-  La rassegna curata da Federico Perrotta giunge al suo atto conclusivo con l’ultimo appuntamento in programma, suggellando il successo del progetto culturale che ha visto i comuni di Lama dei Peligni (Ch) e Civitella Messer Raimondo (Ch) unire le proprie forze.

Per celebrare la chiusura di questo percorso condiviso, domenica 3 maggio alle ore 18:00 la Sala Polivalente A. Del Pizzo di Lama dei Peligni ospiterà la Compagnia CAST nella celebre opera di Eduardo De Filippo, “Diciamogli di sì”.

La trama segue il ritorno a casa di Michele Murri dopo un anno trascorso in manicomio. In sua assenza, la sorella Teresa ha affittato la sua camera a Luigi Strada, uno scapestrato attore in cerca di fortuna, e per tutelare la reputazione del fratello decide di nascondere la verità agli amici, fingendo che Michele sia reduce da un lungo viaggio. Sebbene l’uomo sembri inizialmente guarito, il suo rigore logico nel prendere ogni parola alla lettera scatena una serie di equivoci paradossali.

In merito alla messa in scena, il regista Salvatore Mincione Guarino ha dichiarato: «La regia fa in modo tale da esaltare la componente comica e, dopo una serie di colpi di scena e fraintendimenti, si apre a un momento più intimo in cui tutti i personaggi vengono trascinati nella follia da Michele, il protagonista».

Lo spettacolo vedrà salire sul palco un cast numeroso e affiatato: Vittoria Izzi, Asia Franceschelli, Mattia Rodi, Pasquale Marcucci, Giorgia Petrecca, Silvio Di Sandro, Miriam Zullo, Dario Palumbo, lo stesso Salvatore Mincione Guarino e Giovanni Gazzanni. Le scene, curate da Mattia Rodi, faranno da cornice a questo evento finale che porta a termine una programmazione volta alla valorizzazione artistica del territorio. Per partecipare è possibile richiedere informazioni o prenotare chiamando il numero 3335001699 o acquistare i biglietti tramite Ciaotickets.

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“LA VITA COME UN’OPERA D’ARTE”: ALLA CAMERA DEI DEPUTATI UNA PRESENTAZIONE TRA CULTURA, SCUOLA E IDENTITÀ

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Redazione-  Nella prestigiosa cornice della Camera dei Deputati si è svolta la presentazione del libro “La vita come un’opera d’arte” di Diego Palma, un evento che ha saputo coniugare riflessione culturale, esperienza personale e impegno civile. A moderare l’incontro è stata la giornalista professionista Cristina Benenati de La Stampa, che ha guidato il dibattito con competenza e sensibilità.

L’apertura è stata affidata ai saluti istituzionali dell’onorevole Paola Frassinetti, sottosegretario al Ministero dell’Istruzione e del Merito, seguiti dall’intervento dell’editore Alessandro Cocco del Gruppo editoriale La Zattera. Entrambi hanno sottolineato il valore culturale dell’opera e l’importanza di iniziative editoriali capaci di stimolare riflessioni profonde nella società contemporanea.

A introdurre ufficialmente la presentazione è stato l’onorevole Gimmi Cangiano, promotore dell’evento, che ha espresso un sentito apprezzamento per l’autore. Cangiano ha evidenziato non solo le qualità di scrittore di Diego Palma, ma anche il suo ruolo di giornalista e direttore de La Voce della Scuola, capace di dare voce alle istanze del mondo scolastico. Forte anche il richiamo alle comuni origini campane, vissute come elemento identitario e come spinta a migliorare la realtà non solo per sé stessi, ma per l’intera collettività.

Particolarmente significativo è stato il riferimento agli studenti genovesi del professor Palma presenti in sala, testimonianza concreta dell’impronta lasciata dall’autore nel suo percorso di docente precario. Un segno tangibile di quella passione educativa che attraversa anche le pagine del libro.

Nel corso dell’incontro, Cristina Benenati ha dato spazio alle riflessioni dell’autore. Palma ha chiarito come il testo non sia autobiografico, pur contenendo elementi vissuti personalmente. Ha posto l’accento sull’orgoglio per le proprie radici napoletane, vissute però anche attraverso il peso di pregiudizi incontrati lungo il cammino. Un’identità rivendicata con fierezza, accompagnata dalla capacità di affrontare le difficoltà con ironia e leggerezza, trasformando le esperienze di vita in occasioni di crescita.

A queste riflessioni si è collegato l’intervento di Trifone, che ha messo in luce la qualità narrativa dell’opera e la forte tensione emotiva che la attraversa. Il libro emerge così come un invito al riscatto personale e collettivo, ma soprattutto come un messaggio rivolto ai giovani: la vita può essere considerata un’opera d’arte, in cui la felicità si trova nelle piccole cose. Centrale, in questo senso, il concetto del “lasciare andare”, inteso come capacità di liberarsi da legami eccessivi con persone o situazioni che impediscono di vivere pienamente.

In chiusura, l’onorevole Cangiano ha annunciato due importanti iniziative legate alla valorizzazione della cultura partenopea: una proposta di legge, già approvata all’unanimità, per candidare la musica napoletana a patrimonio dell’umanità, e la volontà di rilanciare lo storico Festival della Canzone Napoletana, antesignano del celebre Festival di Sanremo.

L’evento si è distinto per l’alto valore culturale e per la qualità degli interventi. La moderazione di Cristina Benenati è stata particolarmente apprezzata, anche per l’invito finale alla lettura del libro, definito scorrevole ma allo stesso tempo essenziale nella società contemporanea.

A suggellare la conclusione, l’auspicio di Trifone di poter presto leggere una nuova opera di Diego Palma e, soprattutto, di vedere una scuola animata da docenti capaci di trasmettere passione e autenticità, proprio come l’autore. Un messaggio che, al di là della presentazione, si configura come un invito a ripensare il ruolo educativo e culturale dell’insegnante nella società di oggi.

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