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CALLMAT, UGL MATERA: “CONVOCATO IL TAVOLO AL MIMIT IL 26 MAGGIO, APPUNTAMENTO DECISIVO PER IMPEGNI E OCCUPAZIONE”
Redazione- “Alla vigilia dell’incontro convocato per il 26 maggio 2026 alle ore 11.00 presso la Sala delle Ceramiche del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in via Molise n. 2 a Roma, la vertenza CallMat giunge a un passaggio dirimente, successivo al confronto del 13 aprile tra azienda, organizzazioni sindacali e RSU. Il prossimo tavolo ministeriale non può configurarsi come un momento meramente ricognitivo: dovrà invece accertare, in termini puntuali e verificabili, il grado di attuazione degli impegni assunti dalla Regione Basilicata e dal Governo, con particolare riferimento alle misure di salvaguardia occupazionale per i lavoratori della sede di Matera”.
È quanto dichiarano la segretaria provinciale UGL Telecomunicazioni Matera, Mina Saracino, e il segretario provinciale UGL Matera, Pino Giordano.
“L’UGL rileva come le linee di intervento presentate dalla Regione nel precedente incontro, pur formalmente confermate, risultino modificate sotto il profilo attuativo rispetto agli indirizzi precedentemente comunicati. Tale scostamento impone l’introduzione di elementi di certezza procedurale, vincoli temporali stringenti e meccanismi di monitoraggio trasparente:
• Progetto IPZS (Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato): l’intervento, pari a 6 milioni di euro (4 milioni a valere su risorse regionali e 2 milioni su fondi nazionali), finalizzato alla dematerializzazione dei fascicoli sanitari, prevede un fabbisogno occupazionale stimato tra 100 e 120 FTE per una durata compresa tra 12 e 18 mesi. Permangono tuttavia rilevanti criticità in ordine alla tracciabilità della spesa, all’incidenza dei costi indiretti e alla possibile frammentazione in subaffidamenti. È necessario definire un sistema di governance dell’intervento che garantisca la destinazione prevalente delle risorse al costo del lavoro, evitando dispersioni lungo la filiera esecutiva.
• Bando per il ricollocamento: la misura, pari a 6 milioni di euro, rivolta al sistema delle PMI per l’assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori in esubero, richiede una rigorosa valutazione ex ante ed ex post in termini di efficacia occupazionale. In assenza di un coordinamento centrale, il rischio è quello di una polverizzazione degli interventi, con conseguente inefficacia sistemica e deresponsabilizzazione dei livelli decisionali nazionali.
UGL evidenzia come l’attuale impianto degli interventi non offra, allo stato, garanzie sufficienti di stabilità occupazionale, esponendo i lavoratori al rischio di transizioni temporanee prive di continuità. In sede di prossimo confronto sarà pertanto indispensabile definire in modo vincolante criteri di selezione, modalità di trasferimento e tempistiche di attuazione.
La crisi CallMat si inserisce in un contesto di trasformazione strutturale del settore delle telecomunicazioni, caratterizzato da contrazione dei volumi, saturazione del mercato dei contact center e progressiva sostituzione di attività labour intensive con processi automatizzati e soluzioni basate su intelligenza artificiale. In tale quadro, la posizione di TIM appare limitata a una gestione contingente, correlata alla scadenza degli ammortizzatori sociali al 30 giugno 2026, in assenza di un piano industriale di medio-lungo periodo. La riduzione dei volumi di traffico tradizionale e la migrazione verso canali digitali determinano una progressiva obsolescenza del modello operativo dei call center. Tale dinamica comporterà una ulteriore internalizzazione dei processi da parte del committente principale, con conseguente contrazione dei volumi affidati agli outsourcer, tra cui CallMat, già a decorrere dal secondo semestre 2026. In assenza di una strategia industriale coordinata e dell’individuazione di nuove linee di attività, le misure attualmente in discussione rischiano di configurarsi come interventi meramente compensativi, privi di sostenibilità nel medio periodo. La scadenza del 30 giugno 2026 costituisce un vincolo temporale non prorogabile. Il cronoprogramma definito in sede ministeriale impone che, entro l’incontro del 26 maggio, siano formalizzati risultati concreti, corredati da atti amministrativi e impegni finanziari certi. UGL ritiene imprescindibile la definizione di un piano operativo dettagliato, comprensivo di milestone, indicatori di risultato e strumenti di verifica. Si ribadisce la necessità inderogabile di applicare la clausola sociale nell’ambito dei lotti IPZS, garantendo priorità assoluta ai lavoratori CallMat. Qualsiasi deroga a tale principio determinerebbe un utilizzo distorto delle risorse pubbliche. Il periodo di 45 giorni previsto per l’attivazione del bando regionale dovrà essere oggetto di un monitoraggio continuo, con reportistica periodica finalizzata a verificare il tasso di adesione delle imprese, la qualità delle offerte contrattuali e la coerenza con gli obiettivi occupazionali dichiarati. L’UGL ritiene non più sostenibile una gestione frammentata e non coordinata della crisi del comparto. La vertenza CallMat richiede l’attivazione di strumenti di governance multilivello, in grado di integrare politiche industriali, del lavoro e dell’innovazione.
In tale prospettiva, si considera non più rinviabile l’istituzione di una Cabina di Regia nazionale con funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo, coinvolgendo amministrazioni centrali, Regioni e principali committenze pubbliche e private. L’assenza di un presidio unitario determina, infatti, disomogeneità territoriale e inefficienza nell’allocazione delle risorse. È necessario definire un quadro regolatorio che introduca obblighi di responsabilità sociale per le grandi aziende committenti, prevedendo meccanismi di salvaguardia occupazionale e continuità dei volumi, in coerenza con i processi di riqualificazione professionale. UGL Matera e UGL Telecomunicazioni – concludono Giordano e Saracino – si presenteranno al tavolo del 26 maggio con una posizione formalmente definita: in assenza di atti vincolanti, coperture finanziarie certe e strumenti attuativi immediatamente esigibili, non potrà essere condiviso alcun percorso. La tutela occupazionale dei lavoratori CallMat deve essere garantita attraverso misure strutturali, verificabili e permanenti, non suscettibili di interpretazioni o rinvii”.
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Orgoglio operaio a Melfi: la nuova Lancia Gamma premia il talento e i sacrifici dei lavoratori lucani
FINALMENTE UNA GIOIA E UN ENORME ORGOGLIO PER IL NOSTRO SUD! LA NUOVA E PRESTIGIOSA “LANCIA GAMMA” VERRÀ PRODOTTA PROPRIO DAGLI OPERAI DI MELFI! 🚗 🏭 🇮🇹 In un momento in cui si parla solo di fabbriche che chiudono, arriva una notizia meravigliosa per il Mezzogiorno! Il colosso “Stellantis” ha annunciato ufficialmente che la nuovissima e bellissima auto “Lancia Gamma” verrà costruita nello storico stabilimento di MELFI (in Basilicata)! Un premio meritato e sacrosanto per il talento, il sudore e la bravura delle nostre gloriose “Tute Blu”! A esultare ci sono anche i vertici del sindacato UGL Metalmeccanici, Antonio Spera e Giuseppe Palumbo: “Melfi non è solo una fabbrica, è il polo d’eccellenza in cui si costruisce il futuro dell’automotive italiano!”. Siete curiosi di scoprire le dichiarazioni integrali del sindacato e l’importanza vitale di questa scelta per l’indotto? Cliccate e leggete il nostro articolo! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche voi siete fieri dei Lavoratori Lucani e credete che lo Stato e le aziende debbano tornare a investire pesantemente al SUD Italia per difendere le famiglie e l’industria? Diteci la Vostra nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura per fare un grandissimo applauso a tutti gli Operai di Melfi!!
Melfi (Potenza) – In un momento storico in cui si parla purtroppo in continuazione di crisi industriale, di fabbriche che chiudono i battenti, di delocalizzazioni selvagge verso l’estero e di spaventose incertezze per il futuro di migliaia di operai italiani, ogni tanto arriva un raggio di sole capace di scaldare il cuore e ridare speranza a interi territori. E questa bellissima luce, oggi, illumina orgogliosamente il Sud Italia, e più precisamente lo storico e fondamentale polo industriale di Melfi, in Basilicata.
La grandiosa e attesissima notizia è arrivata direttamente dalle ovattate stanze del MIMIT (il Ministero delle Imprese e del Made in Italy), dove il colosso Stellantis ha ufficialmente annunciato che la produzione della nuovissima, elegante e prestigiosa Lancia Gamma è stata assegnata proprio al sito lucano. Una decisione dal peso specifico enorme, che suona come una splendida e sacrosanta medaglia al valore per il sudore, la competenza e il grandissimo senso del dovere delle nostre infaticabili “tute blu” del Mezzogiorno.
Il trionfo della UGL: Spera e Palumbo esaltano gli operai
A raccogliere immediatamente l’entusiasmo e la profonda commozione dei lavoratori per questa insperata boccata d’ossigeno sono intervenuti i massimi vertici del sindacato UGL Metalmeccanici. Le parole pronunciate dal segretario nazionale, Antonio Spera, e dal segretario provinciale di Potenza, Giuseppe Palumbo, trasudano una fiera e incondizionata vicinanza alla propria gente.
«La nuova Lancia Gamma rappresenta una conferma concreta, vitale e potentissima del ruolo assolutamente strategico di Melfi. È una notizia che accogliamo con immensa soddisfazione», hanno dichiarato a caldo i due sindacalisti. «Il fatto che Stellantis scelga ancora una volta il nostro sito lucano per affidargli un prodotto destinato a rappresentare uno dei marchi più eleganti e importanti dell’intera storia automobilistica italiana, è uno straordinario riconoscimento alla qualità industriale del nostro stabilimento e, soprattutto, alle eccezionali professionalità che vi operano duramente ogni giorno».
Melfi non è solo una fabbrica, è il cuore del Sud
Il messaggio lanciato dall’assegnazione della Lancia Gamma è chiarissimo: il Sud Italia non è e non deve essere un serbatoio di disoccupazione, ma una terra ricca di maestranze specializzate, capaci di competere ai massimi livelli europei e mondiali.
«Melfi non è soltanto un freddo stabilimento che si limita a ricevere un nuovo modello di auto: è un grande e glorioso polo industriale che continua, a testa altissima, a essere il vero protagonista della strategia produttiva italiana», ribadiscono con fermezza Spera e Palumbo. La nuova vettura apre finalmente una fase inedita in cui le competenze tecniche, la grande innovazione tecnologica e la leggendaria capacità manifatturiera italiana possono tornare, senza timori reverenziali, a esprimere tutto il loro infinito potenziale.
Un futuro che profuma di dignità e lavoro
Il ritorno in grande stile del mito “Lancia” sulle linee di montaggio di Melfi dà un valore immenso a tutto il percorso fatto in questi anni bui, consolidando decine di posti di lavoro, proteggendo il reddito di tantissime famiglie e rafforzando a dismisura l’intero indotto (la filiera automotive lucana) che vive letteralmente attorno allo stabilimento.
«Siamo profondamente convinti che l’intero futuro dell’automotive italiano passi obbligatoriamente da stabilimenti moderni e capaci come quello di Melfi. La nuova Lancia Gamma è la dimostrazione palese che qui in Basilicata esistono competenze, capacità produttive e condizioni umane per continuare a creare immenso valore per l’Italia. Melfi ha un grande futuro industriale davanti a sé», hanno concluso i sindacalisti. Un applauso gigante e meritato ai lavoratori lucani: il rombo del futuro riparte da voi!
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Esplode la rabbia operaia a Matera, scatta lo stato di agitazione alla CallMat: i sindacati proclamano la mobilitazione totale contro i 350 licenziamenti
La pazienza dei lavoratori è finita e a Matera scatta la mobilitazione totale contro i licenziamenti della CallMat! 🛑📞 I sindacati SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILFPC-UIL e UGL Telecomunicazioni hanno proclamato ufficialmente lo stato di agitazione per difendere le 350 famiglie lucane colpite dall’avvio della procedura di licenziamento collettivo. I segretari regionali Russelli, Piccinni, Letterelli e Giordano lanciano un monito durissimo a MIMIT, TIM e Regione Basilicata: “L’Intelligenza Artificiale non sia una scusa per tagliare il personale, 350 licenziamenti sono 350 di troppo. Vogliamo atti concreti, non tabelle Excel”. Scoprite tutti i dettagli del piano di lotta operaia nel nostro articolo! 👇❤️✨
Matera – Ci sono momenti in cui la pazienza dei lavoratori si esaurisce davanti al muro di gomma delle promesse mancate, trasformando l’angoscia delle famiglie in un’imponente e fiera onestà intellettuale di piazza. Quando i cancelli di una fabbrica rischiano di sbarrarsi definitivamente, trascinando nel baratro della disoccupazione centinaia di professionisti, il sindacato ha il dovere etico e civile di alzare uno scudo protettivo impenetrabile, portando la trincea della resistenza operaia direttamente davanti ai palazzi dello Stato. La Basilicata calcistica e operaia si appresta a vivere l’autunno più caldo della sua storia recente: a poche ore dall’annuncio shock dell’avvio delle lettere di licenziamento collettivo per 350 dipendenti della CallMat di Matera, le sigle sindacali hanno formalmente rotto gli indugi, proclamando lo stato di agitazione immediato e avviando la mobilitazione totale del comparto.
I segretari regionali lucani Anna Russelli (SLC-CGIL), Vincenzo Piccinni (FISTEL-CISL), Giovanni Letterelli (UILFPC-UIL) e Pino Giordano (UGL Telecomunicazioni) sono intervenuti con spavalda fermezza attraverso un monumentale manifesto unitario, blindando la linea di difesa attorno a ogni singola postazione con le cuffie. Le quattro sigle confederali hanno già provveduto a sollecitare con massima urgenza formale il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e la giunta della Regione Basilicata, pretendendo l’immediata convocazione di un tavolo di crisi vincolante e privo di filtri burocratici. Un’opera di squadra eccezionale nata per intimare ai grandi committenti nazionali, a partire dal colosso delle telecomunicazioni TIM, di bloccare una procedura spietata che colpirebbe al cuore l’economia della provincia di Matera.
L’intelligenza artificiale non sia un paravento: il taccuino delle rivendicazioni operaie
La postura dei segretari confederali squarcia il velo dei cliché contemporanei sulla transizione digitale, rifiutando che l’avanzata delle nuove tecnologie e della robotica si traduca nell’ennesimo macello sociale per i rioni popolari del Mezzogiorno. «La riduzione dei volumi, l’automazione e l’intelligenza artificiale non possono diventare il paravento dietro il quale scaricare sui lavoratori il costo delle scelte industriali fallimentari e delle inefficienze del sistema», tuonano con orgoglio Russelli, Piccinni, Letterelli e Giordano, delineando un programma chiaro e privo di ipocrisie. «Non accetteremo che un intero presidio occupazionale venga sacrificato senza aver prima verificato e utilizzato ogni possibile alternativa di ammortizzatore sociale o di ricollocamento protetto».
La piattaforma di lotta impone ai ministeri romani e a Potenza una radiografia spietata e trasparente di tutti gli strumenti di welfare disponibili prima della fatidica e spaventosa scadenza del 31 dicembre 2026. I sindacati esigono un piano pluriennale di riconversione professionale in grado di intercettare le commesse pubbliche e la logistica della sanità digitale del PNRR, convertendo le competenze storiche delle 350 tute blu in risorse stabili per lo sviluppo e la qualità della vita sul territorio. La linea d’azione è netta: l’UGL e le sigle sorelle non siederanno a nessun salotto interlocutorio che serva solo a prendere tempo o a sintonizzare annunci finti sul palcoscenico dei media.
Nessuno verrà lasciato solo: «Adesso basta parole, 350 licenziamenti sono 350 di troppo»
L’onestà intellettuale dei rappresentanti sindacali della Basilicata lancia un monito limpido e severo alle istituzioni centrali e alla dirigenza aziendale di CallMat, avvertendo che l’epoca dei rinvii e delle formule di rito è terminata questa mattina alle prime luci dell’alba. I dati d’altronde parlano chiaro: la perdita di 350 posti di lavoro a tempo indeterminato non costituisce una semplice e asettica pratica amministrativa da chiudere su un foglio Excel, ma una ferita antropologica che distruggerebbe 350 progetti di vita, mutui familiari, affitti e sogni di stabilità di centinaia di giovani lucani, costringendoli all’ennesimo esodo forzato verso l’esterno della propria terra d’origine.
«Siamo pronti alla mobilitazione e a mettere in campo tutte le iniziative di sciopero necessarie per difendere ogni singolo posto di lavoro», concludono duramente i leader sindacali della Basilicata Anna Russelli, Vincenzo Piccinni, Giovanni Letterelli e Pino Giordano, blindando la tenuta sociale dei rioni materani contro le nevrosi causate dalle gare al massimo ribasso e dallo scaricabarile delle multinazionali. «Nessuno verrà lasciato solo in questa trincea. Adesso basta parole. Adesso servono unicamente i fatti». I telefoni della centrale operativa sono pronti a tacere, le assemblee nei reparti sono convocate a ciclo continuo e la città dei Sassi alza la testa: la battaglia della CallMat è appena cominciata, e i lavoratori non faranno un solo passo indietro di fronte al baratro del licenziamento.
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Disastro CallMat a Matera, tutti i lavoratori verso il licenziamento! L’UGL dichiara lo stato di agitazione contro i tagli di Tim e l’Intelligenza Artificiale
“È UNA VERA E PROPRIA MACELLERIA SOCIALE!! IL ‘MOSTRO’ DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE STA RUBANDO IL LAVORO E IL FUTURO AI NOSTRI GIOVANI! BASTA!!!”. 😡 💼 🛑 Notizia drammatica, Pesantissima e Disperata che Rovina Inesorabilmente il Futuro (E il Natale prossimo) a Centinaia di padri e Madri di Famiglia del nostro Sud Italia! Arriva da Matera un Allarme Occupazionale Spaventoso: la dirigenza dell’azienda CallMat, durante l’ultima e tesissima riunione Sindacale, ha ufficialmente annunciato di Voler Avviare le Procedure di LICENZIAMENTO COLLETTIVO per TUTTI i lavoratori della Storica sede Lucana! Nessuno sarà risparmiato dalla Mannaia, finiranno tutti in mezzo a una Strada! La colpa di questo Bagno di Sangue Assurdo? Il drastico, spietato e inesorabile “Taglio” dei Volumi di Lavoro imposto dal gigantesco committente TIM, che diventerà Definitivo Mortale il prossimo 31 Dicembre! Ma dietro a questa “Catastrofe”, c’è un’ombra inquietante (e Vergognosa) che il sindacato “UGL Telecomunicazioni” ha giustamente denunciato Alzando la Voce! Le Multinazionali stanno Infatti Riducendo i Lavoratori in carne ed ossa per Sostituirli (Risparmiando un sacco di Milioni) con i freddi e Cinici Software della nuovissima “INTELLIGENZA ARTIFICIALE”! I famosi Bot informatici rubano il Lavoro e il pane alle Nostre Famiglie nel Silenzio e nell’Ipocrisia Totale dello Stato e della Politica Italiana, che fino ad oggi (Denuncia L’UGL) è Stata sorda e non ha mai regolamentato questa Pericolosissima Invasione dei “Robot”!! A fronte dell’Inefficienza delle Istituzioni e dei tavoli Governativi Falliti, L’UGL Ha appena Dichiarato Lo STATO DI AGITAZIONE TOTALE a Matera per lottare in Piazza e Difendere La Dignità di Lavoratori Onesti che rischiano la Fame per Arricchire le Multinazionali e la Tecnologia! Leggi la Durissima Denuncia e i dettagli del “Taglio Inumano” nel Nostro Articolo di Cronaca Sindacale! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche Voi Vi Sentite “Ribollire di Rabbia” nel Leggere che Centinaia di Italiani perderanno Onestamente il Lavoro Sotto Natale (Magari avendo ancora Mutui e Figli a Carico da sfamare!) solo perché le Grandi e Ricchissime “Multinazionali” vogliono usare la finta “Intelligenza Artificiale” dei Computer per non pagare e risparmiare sugli stipendi degli Operatori? Siete d’Accordo col Fatto che il “Governo e i Ministri” dovrebbero Immediatamente Intervenire per Tassare Pesantemente Chi licenzia gli Esseri Umani in Favore Dei Robot? Diteci la Vostra Sviscerando a fondo tutta La Vostra Indignazione nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo Formidabile Articolo Sulle Vostre Bacheche per Fare “Rete” ed Esprimere la Massima e Forte Solidarietà ai Lavoratori Lucani Licenziati! NON MOLLATE!!!
Matera – C’è un incubo gelido, oscuro e disperato che sta per abbattersi come una scure spietata sulla testa e, soprattutto, sul fragile bilancio economico di centinaia di famiglie lucane. Quella che doveva essere una normale riunione sindacale si è improvvisamente e drammaticamente trasformata nell’annuncio di un vero e proprio “bagno di sangue” occupazionale. Durante l’ultimo tesissimo incontro ufficiale con la dirigenza aziendale di CallMat, è giunta la peggiore delle notizie: i vertici hanno comunicato la gelida e irrevocabile intenzione di voler avviare a brevissimo le procedure di licenziamento collettivo per TUTTI i lavoratori della storica sede di Matera.
Nessuno sarà risparmiato dalla “mannaia”. La motivazione tecnica che si nasconde dietro a questa immensa e insopportabile “Macelleria Sociale”? Il drastico, spietato e netto taglio dei volumi di traffico telefonico deciso a tavolino dal grande committente nazionale, ovvero TIM. Un taglio mortale che, stando ai freddi calcoli aziendali, diventerà irrimediabilmente definitivo proprio il prossimo 31 dicembre, regalando a questi poveri lavoratori lucani il peggiore e il più disperato dei “regali” sotto l’albero di Natale.
Il Mostro dell’Intelligenza Artificiale ruba il lavoro
Ma cosa ha spinto un colosso come TIM a svuotare le commesse umane, condannando alla disoccupazione i padri e le madri di famiglia di Matera? A puntare il dito e a denunciare ad altissima voce i colpevoli di questa immane crisi è stato il sindacato UGL Telecomunicazioni. Le cause che hanno generato questo baratro sono molteplici, ma una su tutte fa tremare i polsi: siamo di fronte a un nuovo scenario tecnologico e lavorativo dominato in modo spietato dall’Intelligenza Artificiale.
I grandi gruppi industriali stanno sostituendo gli operatori umani con dei “software” senza stipendio, il tutto all’interno di un aberrante vuoto normativo privo di qualsiasi regolamentazione etica. Le macchine e gli algoritmi stanno letteralmente “rubando” il lavoro alle persone in carne ed ossa, in nome del massimo profitto e del risparmio aziendale. E chi dovrebbe tutelare i cittadini di fronte a questo disastro, purtroppo, dorme o volta lo sguardo dall’altra parte.
Istituzioni sorde e bandi inutili: l’atto di accusa
L’atto d’accusa formulato dall’UGL contro la cecità colpevole della Politica è infatti durissimo. Il sindacato denuncia apertamente «il mancato e irresponsabile coordinamento tra i vari soggetti istituzionali, che fino ad oggi ha prodotto solamente dei ridicoli bandi di gara rivelatisi totalmente inutili per la vera soluzione della crisi».
Nonostante gli allarmi continui e le piazze in subbuglio, la Politica non è stata in grado di far partire un serio Tavolo Settoriale con la presenza di tutti i Ministri e gli attori in grado di creare uno scenario di sostenibilità per i call center. Oltre al danno dell’IA, si sommano inoltre delle dinamiche sui volumi di lavoro non del tutto chiare e trasparenti, che penalizzano le sedi del Sud.
“Stato di Agitazione” contro il Baratro del 31 Dicembre
Ma i lavoratori e il sindacato non hanno alcuna intenzione di arrendersi e di farsi portare docilmente al macello. Il tempo scorre inesorabile, l’orologio dell’apocalisse occupazionale segna la scadenza fatale di dicembre, e l’intervallo temporale rimasto per salvare centinaia di stipendi è ormai ridotto al lumicino. «Questa crisi mortale deve essere affrontata in maniera decisa e risoluta, pena un impatto sociale ed economico estremamente grave per la città di Matera!», avvertono dall’UGL.
È disperatamente e urgentemente necessario intervenire sul settore delle telecomunicazioni con una strategia seria, ben pianificata e ampiamente condivisa, che punti ai fondi per la riconversione professionale e imponga la massima trasparenza sulla torbida gestione dei volumi di lavoro. Per queste ragioni, UGL Telecomunicazioni richiama ufficialmente la dirigenza, la committenza (TIM) e soprattutto le sorde Istituzioni al proprio dovere e senso di responsabilità, annunciando l’avvio immediato dello Stato di Agitazione totale per tutta la sede di Matera.
La lotta per la sopravvivenza e per la dignità del Lavoro in Basilicata è appena cominciata.
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