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Spettacolo

“Bugia” è il nuovo singolo estivo dei Ctrl+Z tra rock e contraddizioni sentimentali

☀️ I CTRL+Z tornano con “Bugia”, il nuovo singolo che racconta le fragilità e le contraddizioni dei legami estivi tra ironia e rock melodico. Scopri il sound della band barese che sfida le etichette.

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#ctrlz #bugia #nuovamusica #indierockitalia

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Redazione-  La musica indipendente italiana si arricchisce di una nuova proposta che punta a segnare l’estate 2026. Da venerdì 26 giugno, il panorama radiofonico e le principali piattaforme di streaming vedono l’ingresso di “Bugia”, il nuovo singolo della band pugliese CTRL+Z. Pubblicato per Red&Blue Music Relations e distribuito da ADA Music Italy, il brano rappresenta una virata stilistica per il gruppo, che sceglie di ammorbidire le proprie sonorità rock senza rinunciare alla cifra stilistica che li contraddistingue fin dal loro esordio.

Una riflessione pop sulle relazioni estive

Il brano si inserisce in un filone narrativo che esplora la natura effimera delle passioni nate sotto il sole, un tema classico ma riletto attraverso una lente contemporanea. La canzone analizza le contraddizioni tipiche dei mesi caldi, dove il confine tra il desiderio genuino di un legame solido e le frasi fatte tipiche delle canzoni d’amore diventa labile. Il cuore del testo risiede nella consapevolezza ciclica di molte promesse estive, destinate a sciogliersi con l’arrivo dell’autunno, venendo percepite, a posteriori, come una grande bugia.

Attraverso immagini quotidiane e riferimenti culturali vicini alle nuove generazioni, i CTRL+Z alternano ironia e vulnerabilità. Nonostante il tema possa apparire leggero, la scrittura del brano nasconde l’aspirazione profonda di trasformare un incontro stagionale in qualcosa capace di superare la prova del tempo. A livello sonoro, la produzione punta su atmosfere calde e una melodia immediata, che lavora in sintonia con un ritornello studiato per rimanere impresso dopo pochi ascolti.

La visione artistica dei ctrl+z

La band, nata a Bari nel 2019, ha sempre fatto della versatilità il proprio marchio di fabbrica. Il collettivo, composto da Claudio Salvucci (voce e testi), Massimiliano Santamato (basso), Giulio Chirico (chitarra), Fabio Zampetta (batteria) e Claudio Lacalamita (chitarra), non gradisce le etichette di genere. Il loro percorso artistico si muove agilmente tra alternative rock, sfumature hard, venature grunge e influenze che arrivano fino al rap hardcore e al rock progressivo, citando riferimenti internazionali di peso come Tool, Incubus e King Crimson.

«Abbiamo sempre rifiutato di imporci confini stilistici che accompagnino ogni nostra canzone», spiegano i membri del gruppo. «La vita alterna momenti di serietà introspettiva a fasi più spensierate. Raccontare la realtà significa accettare entrambi questi fronti. Per noi, cimentarci in un pezzo dall’aria più solare è stata una sfida, ma la natura del brano ci ha permesso di non prenderci troppo sul serio». Questa consapevolezza ha permesso al gruppo di approcciarsi a “Bugia” con una spontaneità che traspare chiaramente nei quasi tre minuti di durata del pezzo.

Oltre il singolo: una strategia digitale mirata

A supporto dell’uscita, la band ha scelto di puntare su un videoclip essenziale, un lyric video che sposa una narrazione minimale. La scelta estetica punta a valorizzare esclusivamente il messaggio testuale, invitando l’ascoltatore a concentrarsi sulle parole e sulla struttura melodica del brano. Questa strategia riflette la cura che il progetto, composto oltre che dai musicisti da un solido team di produttori e grafici, dedica alla propria immagine.

Il pubblico di riferimento dei CTRL+Z, individuato nella fascia demografica tra i 18 e i 40 anni, si dimostra sempre più ricettivo verso un approccio che fonde la tecnica della formazione accademica con la freschezza dell’indie rock italiano. Dopo il riscontro ottenuto con il precedente lavoro, “Solo amore”, il gruppo punta ora a consolidare la propria presenza nazionale, con l’obiettivo dichiarato di calcare i palchi dei principali festival italiani nei prossimi anni. La pubblicazione di “Bugia” rappresenta pertanto un tassello determinante per la crescita del progetto, che continua a coniugare la complessità della ricerca sonora con l’immediatezza richiesta dal mercato digitale contemporaneo. Il singolo è disponibile da oggi in tutte le rotazioni radiofoniche e nei cataloghi dei principali store digitali.

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Spettacolo

Atelier Musicale a Milano: il duo Bini-Rota in un viaggio nel Novecento italiano

Sabato 10 ottobre, alle ore 17.30, la splendida e acusticamente perfetta Camera del Lavoro di Milano si prepara a ospitare un imperdibile e particolarissimo concerto per gli amanti della grande musica eurocolta. Il talento formidabile del Duo Bini-Rota (composto dalla flautista Antonella Bini e dal virtuoso pianista Gabriele Rota) guiderà il pubblico dell’Atelier Musicale in un lungo e affascinante viaggio intellettuale attraverso le complesse composizioni del Novecento italiano. Nel ricchissimo programma, oltre alla Toccata dell’immenso Goffredo Petrassi, spiccano anche la genialità di Bruno Bettinelli, la tensione emotiva di Flavio Testi, il lirismo di Vittorio Fellegara e l’arte purissima di Mario Pilati👇

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BiniRota Duo

Milano – Il vastissimo, sfaccettato e spesso incompreso panorama della musica d’autore colta italiana del secolo scorso torna finalmente e meritatamente a risplendere in tutto il suo immenso fascino intellettuale e tecnico grazie a un appuntamento musicale di altissimo profilo artistico. Il collaudatissimo, affiatato e celebrato duo cameristico composto dalla talentuosa flautista Antonella Bini e dal virtuoso pianista Gabriele Rota si prepara infatti ad aprire ufficialmente, in maniera solenne e raffinata, la tanto attesa tranche autunnale dell’Atelier Musicale. L’importante e storica rassegna (giunta orgogliosamente alla sua trentaduesima e brillante edizione e curata minuziosamente dalla dedizione dell’associazione culturale “Secondo Maggio”) si pone da sempre il nobile e arduo obiettivo di promuovere, diffondere e valorizzare la complessa musica eurocolta contemporanea, portandola fisicamente a diretto contatto con il grande pubblico cittadino. L’appuntamento imperdibile per tutti gli amanti della grande musica è fissato per il tardo pomeriggio di sabato 10 ottobre (con inizio rigoroso e puntuale delle esecuzioni dal vivo previsto per le ore 17.30) all’interno degli storici, accoglienti ed eleganti spazi della Camera del Lavoro di Milano. Durante questo affascinante evento dal vivo, i due eccezionali musicisti proporranno alla vasta platea un complesso, emozionante e ragionato percorso stilistico in grado di attraversare trasversalmente e cronologicamente le migliori anime compositive del magmatico Novecento italiano, eseguendo magistralmente e intensamente alcune storiche e difficili pagine scritte dai più grandi compositori nazionali del periodo, tra cui spiccano i nomi intramontabili di Petrassi, Bettinelli, Fellegara, Testi e Pilati.

Petrassi, Bettinelli e Fellegara: il cuore pulsante del concerto

La gigantesca, fondamentale e imponente figura centrale e carismatica attorno alla quale ruota interamente questa meravigliosa e complessa proposta musicale dal vivo è, ovviamente, quella del sommo Goffredo Petrassi, il Maestro indiscusso che ha storicamente rappresentato e incarnato al massimo livello qualitativo la genialità della musica italiana nel corso del secolo scorso.
Esplorando fluidamente ed ecletticamente dal rigido neoclassicismo all’estro visionario di Stravinsky, e passando magistralmente dalla rigida dodecafonia astratta fino alla composizione di memorabile musica per film, la vastissima, eterogenea e sterminata produzione di Petrassi ha sempre evidenziato un’assoluta, rara e inarrivabile originalità di tratto. La complessa “Toccata” inserita appositamente in programma riunisce genialmente e stilisticamente la classica scrittura polifonica seicentesca alla stridente armonia contemporanea e moderna, evidenziando in modo cristallino lo spirito stesso e profondo del complesso mondo petrassiano. Musicalmente e idealmente seduto accanto a lui troviamo l’immenso Bruno Bettinelli, del quale si condivide appieno l’enorme varietà di tratto compositivo e l’innata curiosità intellettuale per le mille e diverse anime pulsanti del tormentato Novecento musicale. Queste complesse dinamiche vengono affrontate dal compositore in maniera personalissima, senza mai cadere in banali plagi o in rigorose e asfissianti appartenenze di corrente: lo dimostra ampiamente, splendidamente e tecnicamente la celebre “Sonatina da concerto per flauto e pianoforte”, una pagina brillante, estremamente raffinata e virtuosistica che avrà il grande onore tecnico di aprire trionfalmente il concerto milanese. Delle geniali composizioni di Vittorio Fellegara (che sarà rappresentato in sala dalla dolcissima e melanconica “Berceuse per flauto e pianoforte”) si potrà invece apprezzare appieno la fortissima e poetica componente lirica, oltre al costante e ricercato rapporto costruttivo, empatico ed equilibrato tra una dirompente modernità strutturale e il doveroso rispetto per la tradizione classica europea.

Il genio ritrovato di Pilati e la tensione sociale di Testi

La seconda, interessantissima e affascinante parte del programma concertistico getterà invece una luce abbagliante e doverosa su altri due fondamentali, geniali ma talvolta ingiustamente dimenticati o sottovalutati protagonisti assoluti della musica italiana contemporanea e passata.
Il primo nome a spiccare è indubbiamente quello di Flavio Testi, il quale (grazie all’esecuzione della difficilissima e meravigliosa opera “Cielo op.29 per flauto solo”) porterà magicamente e prepotentemente all’interno della sala concertistica tutta la sua proverbiale, viscerale e nota tensione etica e civile. Assolutamente immaginifica, astratta e tecnicamente complessa è questa splendida pagina scritta e pensata esclusivamente per esaltare le doti solistiche del flauto. Infine, il colto pubblico milanese potrà riascoltare e riabbracciare idealmente l’arte purissima di Mario Pilati: purtroppo poco noto alle grandissime masse a causa della sua prematura scomparsa terrena, durante la sua pur breve vita fu innegabilmente uno dei personaggi artistici di maggior spicco, carisma e influenza dell’intera scena nazionale. Pilati fu un grandissimo autore che guardava con enorme rispetto formale alla solida tradizione classica ottocentesca, ma sempre e ostinatamente senza mai chiudere colpevolmente gli occhi di fronte alle idee più moderne, audaci e avanzate del caotico e turbolento tempo storico in cui visse. L’importante “Sonata per flauto e pianoforte op.38” che verrà presentata in sala vinse meritatamente, nel lontano 1927, l’ambito e prestigiosissimo Premio Coolidge, riconoscimento che diede enorme e immediata notorietà internazionale al suo giovane e brillante autore.

I protagonisti del palco: la flautista Bini e il pianista Rota

Questo difficilissimo, lungo ed esigente repertorio tecnico ed emotivo verrà eseguito magistralmente, come anticipato in apertura, da un duo cameristico considerato a ragion veduta come tra i più apprezzati, solidi e rispettati dell’intero panorama concertistico italiano: il sodalizio musicale composto da Antonella Bini e Gabriele Rota.
Formatosi artisticamente e saldamente nel lontano 2011, il duo ha accumulato al suo attivo innumerevoli, prestigiose e trionfali esibizioni pubbliche in importanti rassegne nazionali e festival internazionali, dove ha costantemente e regolarmente ricevuto il pieno, caloroso e sincero consenso da parte dell’esigente pubblico e della severa critica di settore. Il loro incredibile e vasto raggio d’azione interpretativo spazia con totale naturalezza tecnica dal repertorio classico più antico a quello prettamente contemporaneo (quest’ultimo spesso sviluppato in fruttuosa collaborazione diretta e attiva con grandissimi compositori viventi del calibro di Anzaghi, Pinelli e Sonia Bo). Antonella Bini, già trionfatrice e vincitrice assoluta dell’ambitissimo Premio Stockhausen nel recente 2025, vanta una sfolgorante, solidissima e prestigiosa carriera internazionale, ed è unanimemente considerata dalla critica come una strumentista a fiato dotata di uno straordinario e rarissimo controllo tecnico, dinamico ed emotivo. Gabriele Rota, parimenti impegnato in un’articolata e brillantissima carriera solistica internazionale da fare invidia, possiede (come dichiarò pubblicamente in passato il leggendario pianista Aldo Ciccolini in persona) la facoltà quasi miracolosa, geniale e innata di riuscire ad assimilare perfettamente, rapidamente e intimamente stili musicali tra loro diversissimi, riuscendo a imprimere fluidamente e mnemonicamente nelle proprie dita lavori tecnici di inaudita e oggettiva difficoltà strutturale.

Il programma completo del concerto a Milano

Per permettere a tutti i numerosissimi appassionati di musica classica di prepararsi adeguatamente e approfonditamente all’ascolto (ricordiamo che l’ingresso richiede un modesto contributo di 10 euro, comprensivo di tessera associativa annuale, e che l’introduzione critica sarà curata direttamente dall’esperto Maurizio Franco), ecco di seguito l’esatta scaletta dei difficili e bellissimi brani scelti e che verranno magistralmente eseguiti dal vivo dal Duo Bini-Rota per il pubblico milanese:

  • B. Bettinelli: Sonatina da concerto per flauto e pianoforte (Allegretto sereno / Recitativo arioso / Rondò: Allegro vivo);
  • G. Petrassi: Toccata per pianoforte solo;
  • V. Fellegara: Berceuse per flauto e pianoforte;
  • F. Testi: Cielo op.29 per flauto solo;
  • M. Pilati: Sonata per flauto e pianoforte op.38 (Allegro moderato / Lento e sostenuto / Lievemente mosso).

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Spettacolo

Il dialogo onirico tra la bambina e la donna pirata squarcia i silenzi della routine: Jude Menegardi lancia in radio la vertigine indie pop di “Parco immagine”

La forza dell’indie pop abbatte le barriere della paura e il domani della musica d’autore festeggia un travolgente inno alla libertà dell’anima! Entra ufficialmente in rotazione radiofonica da venerdì 2 ottobre 2026 “Parco immagine”, lo straordinario nuovo singolo della cantautrice e chitarrista Jude Menegardi, elargito dall’etichetta Qanto Records. Un viaggio specchio iper-emotivo e gratuito nei digital store (dove è già attivo in streaming) nato nei silenzi del primo lockdown dello Stato per radiografare in totale trasparenza il dualismo intimo tra la sensibilità di Giulia e l’energia rock della “Donna Pirata”, celebre nei rioni per la sua sfrontata ribellione agli schiamazzi notturni. Con un sound design perfetto fatto di chitarre ariose e synth sofisticati, il brano blinda il welfare interiore di ventenni e famiglie per sconfiggere l’isolamento da smartphone. Scoprite la recensione completa nel nostro articolo! 👇

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Parco immagine cover

Roma – Un’onda di accesa freschezza indie pop, misticismo sintetico e fiera introspezione generazionale si propaga dai laboratori della musica indipendente per invadere l’etere dello Stato, offrendo alle famiglie e alle nuove generazioni la risorsa terapeutica ed etica più potente per curare lo scollamento emotivo e l’asfissia dei nostri giorni. La canzone d’autore e le trame dell’elettronica pop, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché della finzione commerciale di plastica e dei filtri digitali degli smartphone, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di radiografare i soft skill e le risposte flessibili dei ventenni, regalando al pubblico un’oasi di spensieratezza colta. Da venerdì 2 ottobre 2026, questo brivido di pura e saggia rinascita sbarca ufficialmente nella rotazione radiofonica nazionale: entra in programmazione “Parco immagine”, il dirompente e attesissimo nuovo singolo della chitarrista e cantautrice Jude Menegardi, elargito al mercato sotto l’egida protetta della scuderia Qanto Records.

Il progetto discografico, già sbloccato con merito nei database digitali dallo scorso 25 settembre, si articola come un vero e proprio manifesto d’avanguardia incentrato sulla coesione sociale e sull’onestà delle idee, sintonizzando i monitor dei server musicali sui canali di un interplay perfetto. “Parco Immagine” si sviluppa come un viaggio onirico e iper-emotivo attraverso un fitto e rigoroso cammino di crescita personale, in totale trasparenza e priva di filtri protettivi. Il testo mette a nudo le fragilità biologiche dell’artista e la paura ancestrale del domani, trasformandole millimetricamente in un canto spavaldo di liberazione e in una ritrovata leggerezza esistenziale, concepita per garantire un comfort funzionale perfetto alle aule dell’ascolto rionale, taccuino alla mano e passioni calde.

Dall’isolamento del primo lockdown al dualismo dell’anima: la giostra della vita

La genesi e l’ordito di “Parco immagine” affondano le radici storiche nei mesi complessi e silenziosi del primo lockdown nazionale, una trincea temporale in cui l’asfissia protettiva delle case ha costretto l’essere umano a spegnere il torpore per avviarsi verso un ascolto intimo e privo di ipocrisie interpretative. Sul leggio della partitura prende forma un cortocirquito e un dualismo psicologico spaventoso e mozzafiato: da una parte si erge **Giulia**, l’anima sensibile e introspettiva che ha bisogno di rifugiarsi nei ricordi d’infanzia e nei rioni della memoria per non temere l’ignoto; dall’altra ruggisce **Jude**, la “donna pirata” esuberante, assetata di palcoscenico, libertà civile e spazi aperti nel futuro, scacciando le nevrosi causate dagli schermi.

I dati della lavorazione armonica parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi: sul piano del sound design, l’opera fa collidere chitarre ariose e arpeggiatori di synth sofisticati a una ritmica leggera e priva di finzioni commerciali, edificando un’atmosfera itinerante dal grande impatto emotivo andata già rubata nei sogni dei primi collezionisti della rete. «Questa canzone rappresenta il dialogo necessario tra le mie due anime», confessa visibilmente commossa ed emozionata Jude Menegardi, pianificando il ruolino delle scadenze autunnali del 2026. «È il mio modo trasparente di accettare che la felicità rionale e il dolore profondo possano biologicamente convivere. Questo disco vuole essere un promemoria per me e per chi ascolta: fermati, rifiuta il materialismo quotidiano e colora la tua esistenza sopra la tua giostra personale, senza chiedere il permesso».

La denuncia per “schiamazzi notturni” e il network social: la biografia della Donna Pirata

Jude Menegardi si impone nel panorama della musica dello Stato come una chitarrista di immenso merito e portfolio di soft skill d’avanguardia, il cui ruolino di marcia unisce il rigore accademico dei master alla ricerca costante di una voce autentica e priva di barriere economiche. Sul palco dei festival la cantautrice compie una metamorfosi totale, elargendo alla platea una presenza volumetrica e una grinta interpretativa che non passano inosservate. A raccontare la sua postura etica e spavalda meglio di qualsiasi registro burocratico è una reale denuncia per “schiamazzi notturni” rimediata durante i laboratori della sua giovinezza: un aneddoto andato trasformato quasi per gioco nel simbolo supremo della sua indipendenza artistica, scudo contro l’intolleranza e i silenzi imposti dal mercato.

La direzione logistica di Qanto Records comunica che i canali di Spotify, Apple Music e Amazon Music sono caldi e i controlli sui flussi di streaming ultimati per il fine settimana d’ottobre, garantendo risposte flessibili e un’accessibilità universale a tutta la cittadinanza della provincia italiana. Le clip ufficiali sono già stanziali sui monitor di **YouTube** e i link informativi attivi sui profili social di Facebook e Instagram, per limitare al massimo lo spopolamento culturale dei nostri rioni. Questo weekend spegnete gli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e alzate il volume dell’autoradio: la musica e le canzoni di Jude vi aspettano a braccia aperte per ricordarvi che finché la giovinezza saprà cantare le proprie fragilità per trasformarle in una bandiera di libertà, il domani della nostra terra sarà per sempre un posto protetto, fiero e profondamente umano.

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Spettacolo

Il potere dell’elettronica emotiva che spegne il caos delle città per curare l’anima: la band La Tempesta Gentile lancia l’album “Assenza e Rumore”

I riverberi metallici dello shoegaze incontrano l’oro dell’elettronica trip-hop e il tomorrow della musica indipendente lancia uno scudo sonoro contro lo stress delle metropoli! Debutta domani, martedì 29 settembre 2026, in streaming, CD e vinile “Assenza e Rumore”, lo straordinario nuovo album della band emiliana La Tempesta Gentile, elargito dall’etichetta Overdub Recordings. Un viaggio specchio iper-emotivo e privo di filtri digitali che vede il basso distorto di Luca Canei far squadra con l’handpan ancestrale di Giovanni Artioli e i synth d’avanguardia di Ilaria Past. Con 10 tracce bomba nate nei concerti di strada, il power-trio di Reggio Emilia mette a terra un manifesto politico e musicale per sconfiggere l’isolamento da smartphone e difendere il merito del tempo lento. Scoprite la tracklist completa nel nostro articolo! 👇

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La Tempesta Gentile, cover album

Reggio Emilia – Una scossa di dirompente misticismo acustico, contrasti sonori e fiera introspezione esistenziale erompe dai laboratori della musica sotterranea per invadere l’intero Paese, offrendo alla platea la risorsa terapeutica ed etica più potente per contrastare lo scollamento emotivo e l’asfissia della vita metropolitana quotidiana. Le melodie e le architetture ritmiche, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché dell’industria discografica di plastica e dei filtri digitali degli smartphone, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di radiografare le fragilità biologiche dell’io, regalando alle famiglie e ai giovani under 30 un’oasi di spensieratezza colta. Da domani, martedì 29 settembre 2026, questo viaggio onirico e iper-emotivo diventa realtà fisica e digitale: debutta ufficialmente su tutte le piattaforme di streaming, in formato CD e in vinile da collezione “ASSENZA E RUMORE”, il colossale nuovo disco della band emiliana La Tempesta Gentile, elargito al mercato dall’autorevole etichetta Overdub Recordings.

Il progetto discografico, composto da dieci tracce originali di immenso merito esecutivo, si configura come un vero e proprio manifesto d’avanguardia incentrato sulla coesione sociale e sull’onestà delle idee, sintonizzando i monitor dei server musicali sui canali di un interplay perfetto. Per forgiare l’ordito delle canzoni, la band ha scelto consapevolmente di non barricarsi in uno studio asettico, ma di testare gran parte del repertorio sul campo attraverso una fitta e duratura carovana di concerti dal vivo nei rioni e nei festival della provincia. Questo ruolino di marcia serrato ha permesso di affinare i brani e consolidare la nuova postura della scuderia, nel frattempo evolutasi in totale trasparenza verso una programmazione strategica e pluriennale a tre elementi, taccuino alla mano e passioni calde.

Dalle distorsioni dello shoegaze ai riverberi caldi dell’handpan: il sound design

All’interno di “Assenza e Rumore”, le sonorità sognanti dello shoegaze — che avevano rappresentato il punto d’approdo del fortunato disco d’esordio — si tramutano nel solenne fischio d’inizio per un’inedita e spietata esplorazione ingegneristica. Al basso stanziale dello Stato, costantemente processato da montagne di pedali d’effetto, stratificato e privo di filtri protettivi, si affiancano elementi ritmici inospitali derivanti dalla meccatronica dei campionatori. Questo muro sonoro viene ammorbidito dal timbro ancestrale e denso di riverberi biologici dell’handpan, un ufo d’acciaio armonicamente puro capace di regalare un comfort funzionale perfetto alle aule dell’ascolto, scacciando il torpore, l’isolamento sociale e le nevrosi causate dagli schermi digitali soliti nei quartieri della movida.

Il concept filosofico del disco fa collidere due termini solo in apparenza inconciliabili, rielaborandoli a partire dai testi del taccuino privato dei tre musicisti. «L’assenza può fare moltissimo rumore», confessa visibilmente emozionata la band, pianificando i prossimi festival autunnali del 2026. «Allo stesso tempo, il rumore dei mercati globali può tramutarsi in un sottofondo indistinguibile: quando il tuo corpo si adegua alla sua asfissia, la sua efficacia crolla fino a farsi totale assenza di stimoli. In 10 tracce abbiamo scavato nella relazione profonda tra queste due polarità, utilizzando le armi più incisive del nostro portfolio: vuoti e pieni volumetrici, dolcezza e rabbia pulita, illusione e disillusione, realtà e sogno elettrico». Una requisitoria in note contro la fretta contemporanea, per un’accessibilità universale alla bellezza.

Il ruolino di marcia della tracklist blinda una parata di brani andati già rubati nei sogni dei collezionisti della rete:

  • 1-Pianeta Interno: L’apertura strumentale, un viaggio specchio dentro la biosfera dell’anima.
  • 2-FANTASMA: Il fortunato singolo apripista, un ordito perfetto di suspense e trip-hop.
  • 3-Aral: Una requisitoria sonora contro i disastri ecologici dei mari prosciugati.
  • 4-Fuori Dai Guai: Risposte flessibili e linee di basso serrate contro le nevrosi metropolitane.
  • 5-Linea Unica: Un legame contrattuale e melodico a ridosso del ritmo electroclash.
  • 6-Invisibile: Lo scudo delle tute blu della periferia dimenticata.
  • 7-Le Sfere Di Cavendish: Una ballata ingegneristica sulla forza di gravità dei sentimenti.
  • 8-Vertigine I (Fragilità): Lo sblocco acustico delle paure umane under 30.
  • 9-Vertigine II (El Capitan): L’arrampicata rock e spavalda oltre il perimetro del limite.
  • 10-Sogno Elettrico: Il sigillo finale, una cattedra di riverberi che lascia spazio al silenzio.

Dallo storico debutto a due al power-trio di Reggio Emilia: la biografia

La Tempesta Gentile nasce nei laboratori creativi di Reggio Emilia nel 2021, unita da un’onestà d’intenti specchiata. La corazzata schiera in trincea il talento di Luca Canei (basso e voce) e i soft skill percussivi di Giovanni Artioli (batteria e handpan). Nei primi anni di vita, la band ha mosso i primi passi con una particolare e accattivante formazione a duo, nata con l’idea di rivoluzionare il genere shoegaze senza l’ausilio delle chitarre elettriche tradizionali, elargendo alle stampe nell’aprile 2024 il primo omonimo LP intitolato “LTG”. Successivamente, la scuderia ha ampliato il proprio network facendo squadra con l’ingresso stanziale di Ilaria Past ai synth e all’elettronica, trasformandosi in un micidiale power-trio capace di far collidere le ritmiche del trip-hop alle scadenze dell’electroclash.

La direzione logistica di Overdub Recordings comunica che i controlli tecnici sui master e sulle lacche dei vinili sono ultimati per assicurare una dinamica volumetrica eccellente per gli impianti stereo delle famiglie e dei collezionisti. I canali social di Instagram, Facebook e le clip ufficiali su YouTube sono sintonizzati per lo sblocco di domani. Questo fine settimana spegnete gli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e andate a comprare il vinile nei negozi della vostra provincia: la musica della Tempesta Gentile vi aspetta a braccia aperte per ricordarvi che finché ci saranno ragazzi capaci di trasformare il rumore in un canto di libertà, il domani della nostra terra sarà per sempre un posto protetto, fiero e profondamente umano.

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