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Calcio

Giovanni Malagò alla guida della Figc, Umberto Basile: una nuova stagione per il rilancio del calcio italiano

⚽ Il calcio italiano volta pagina con la presidenza di Giovanni Malagò alla FIGC. Umberto Basile evidenzia le priorità: rilancio dei vivai, stadi moderni e nuove strategie per riconquistare i giovani tifosi.

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Umberto Basile

Redazione-  Il mondo dello sport italiano vive una fase di profondo cambiamento dopo la nomina di Giovanni Malagò alla presidenza della Federazione Italiana Gioco Calcio (FIGC). Con un consenso netto, pari al 68% delle preferenze espresse, Malagò ha superato il candidato Giancarlo Abete, ottenendo un mandato chiaro per guidare la ristrutturazione di uno dei sistemi sportivi più complessi e seguiti del Paese. L’ex presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, figura di primo piano del panorama sportivo tricolore, si trova ora di fronte alla responsabilità di sanare le criticità che hanno caratterizzato l’ultimo decennio di attività calcistica nazionale.

Le reazioni nel panorama politico e sportivo non si sono fatte attendere, sottolineando la necessità di un cambio di rotta drastico. Tra le voci più attente alle dinamiche evolutive del settore figura quella di Umberto Basile, Responsabile Nazionale Dipartimento Sport di Evoluzione e Libertà, che ha accolto con favore l’investitura di Malagò, definendola una pietra miliare per il futuro del movimento pallonaro in Italia. Secondo Basile, la nomina rappresenta il momento ideale per avviare una seria riflessione sulle lacune strutturali che hanno frenato lo sviluppo del calcio nostrano, trasformando le difficoltà attuali in opportunità di crescita.

Le nuove sfide per la federazione italiana gioco calcio

Il punto di partenza del nuovo percorso federale è, secondo l’analisi di Basile, il dato allarmante relativo alle mancate qualificazioni della Nazionale maggiore ai Mondiali. Il trauma sportivo di tre assenze consecutive dal palcoscenico iridato non è solo un fatto statistico, ma una ferita aperta che ha intaccato il bacino d’utenza giovanile. La constatazione più amara riguarda le nuove generazioni: un adolescente di tredici o quattordici anni non ha mai avuto la possibilità di vedere l’Italia gareggiare nella competizione più prestigiosa al mondo.

Questo vuoto di rappresentanza ha generato un distacco emotivo pericoloso. Durante il Mondiale in corso in Nord America, sempre più giovani tifosi italiani rivolgono la propria attenzione e il proprio tifo verso altre nazioni, prive del legame identitario con il tricolore. Tale fenomeno impone una riflessione urgente sulla capacità del sistema calcio di trasmettere passione e appartenenza alle nuove leve, un compito che Malagò dovrà affrontare attraverso una strategia di marketing territoriale e di riavvicinamento al pubblico locale.

Valorizzazione dei giovani e ammodernamento degli impianti

Il programma auspicato da Umberto Basile per il nuovo corso della FIGC si articola su tre pilastri fondamentali: la valorizzazione radicale dei settori giovanili, una riforma incisiva dei campionati professionistici e, soprattutto, l’ammodernamento delle infrastrutture. L’Italia sconta da anni un ritardo cronico in termini di stadi di proprietà e centri sportivi all’avanguardia. Molte strutture, spesso risalenti a decenni passati e prive dei comfort moderni, non riescono a garantire quell’esperienza di intrattenimento che è ormai standard in gran parte d’Europa.

L’impegno richiesto a Giovanni Malagò è quindi di natura sistemica. La burocrazia che blocca i progetti di ristrutturazione degli impianti deve lasciare spazio a una normativa agile, capace di attrarre investimenti privati in un settore che ha fame di stabilità. Parallelamente, il reclutamento dei talenti deve abbandonare le logiche di corto respiro per puntare a una formazione di qualità, garantendo a ogni giovane calciatore un percorso di crescita che sia tutelato dalle istituzioni federali.

La sfida di Malagò, definita da Basile come una missione di proporzioni titaniche, richiede una visione che sappia coniugare la tradizione del calcio italiano con le esigenze di un mercato globale sempre più esigente. Se la FIGC saprà trasformare queste criticità in un piano operativo solido, il calcio italiano potrà tornare a occupare la posizione di vertice che la sua storia e la sua cultura sportiva gli impongono, restituendo ai giovani tifosi il sogno di una Nazionale competitiva e capace di entusiasmare ancora.

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Calcio

Serie A, i numeri sulle presenze dell’ultima stagione

La stagione 2025/2026 di Serie A ha confermato un trend ormai consolidato nel calcio italiano: la partecipazione del pubblico negli stadi resta elevata, con alcune piazze capaci di numeri da grandi eventi internazionali e altre ancora in difficoltà nel garantire una presenza

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tifosi allo stadio

Redazione-  La stagione 2025/2026 di Serie A ha confermato un trend ormai consolidato nel calcio italiano: la partecipazione del pubblico negli stadi resta elevata, con alcune piazze capaci di numeri da grandi eventi internazionali e altre ancora in difficoltà nel garantire una presenza costante sugli spalti. Il quadro complessivo evidenzia una media spettatori in crescita rispetto alle stagioni immediatamente successive alla pandemia, con un ritorno progressivo verso livelli comparabili ai primi anni 2000 in diverse realtà.

La passione per il calcio in Italia continua a rappresentare un fenomeno sociale diffuso e trasversale. In molte città lo stadio rimane un punto di riferimento identitario, con un seguito che coinvolge più generazioni. Per molte famiglie quello di andare allo stadio insieme è un vero e proprio rito, rappresenta una specie di tradizione tramandata magari dai tempi dei nonni. Al giorno d’oggi gli amanti del pallone vivono lo sport a tutto tondo e in ogni weekend sono in migliaia a dilettarsi magari tra schedine per le scommesse e fantacalcio, senza dimenticare i tornei ai videogiochi a tema. Questo insieme di abitudini contribuisce a mantenere alto l’interesse complessivo per il campionato, anche al di là della singola giornata di gara.

A guidare la classifica delle presenze si confermano le grandi città e i club con impianti di maggiore capienza. Il Milan e l’Inter, che condividono lo stadio di San Siro, hanno registrato ancora una volta i dati più alti del campionato. La media per entrambe le squadre si è attestata intorno ai 70.000 spettatori a partita considerando le gare casalinghe complessive, con picchi vicini al tutto esaurito nelle sfide di cartello e nelle competizioni europee.

Subito dietro si colloca la Roma, che allo Stadio Olimpico ha mantenuto una media stimata intorno ai 62.000-63.000 spettatori. Anche in questo caso l’andamento è stato influenzato dalla forte risposta del pubblico nelle partite di alta classifica, mentre qualche flessione si è registrata nelle gare contro avversari di medio-bassa posizione. Numeri importanti anche per il Napoli, che allo Stadio Diego Armando Maradona ha mantenuto una media di circa 50.000 presenze, confermando un legame particolarmente solido tra squadra e tifoseria.

Tra le altre piazze si registra una buona tenuta per la Juventus, che all’Allianz Stadium ha fatto segnare una media vicina ai 40.000 spettatori, con un tasso di riempimento elevato nonostante la capienza inferiore rispetto agli impianti fino ad ora nominati. Dati positivi anche per il Genoa, che al Luigi Ferraris ha mantenuto una media intorno ai 31.000 presenti, confermando una partecipazione stabile e costante nonostante una posizione di classifica non troppo elevata.

La Lazio formalmente conta 28.000 spettatori di media dovuto agli abbonamenti, ma la protesta del tifo nei confronti della proprietà di Claudio Lotito ha visto l’Olimpico quasi deserto in più occasioni, incluso il derby della penultima giornata del campionato appena concluso. Segue con 27.000 presenze circa il Bologna, nonostante un’annata disputata al di sotto delle aspettative. Il Lecce si attesta su un buon 25.000 spettatori in media, anche in questo caso a fronte di risultati non brillanti. Segue poi l’elenco delle compagini con un pubblico di poco sopra alle 20.000 presenze come Udinese, Hellas Verona, Atalanta e Fiorentina. Al di sotto di questa soglia si trovano Parma, Torino, Cagliari, Sassuolo, Cremonese, Como e Pisa.

Nel complesso, la Serie A 2025/2026 mostra una fotografia articolata: da un lato le grandi città con stadi quasi sempre pieni, dall’altro club che faticano a superare determinate soglie di affluenza ma in ogni caso buone. Il confronto con i principali campionati europei resta comunque significativo, soprattutto per quanto riguarda la partecipazione nelle gare di vertice e nei derby, che continuano a rappresentare i momenti di maggiore attrazione per il pubblico.

Le statistiche sugli spettatori evidenziano inoltre come la qualità delle infrastrutture e la capacità organizzativa dei club incidano in modo diretto sulla risposta del pubblico, con stadi moderni o rinnovati che tendono a registrare percentuali di riempimento più elevate rispetto agli impianti meno recenti o in fase di ristrutturazione.

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Il ricordo di Mattia Fracassi unisce oltre 400 giovani atleti nel Primo Memorial a San Benedetto dei Marsi

⚽ Oltre 400 atleti uniti dal ricordo di Mattia Fracassi a San Benedetto dei Marsi: due giornate indimenticabili tra sport, valori educativi e un forte abbraccio verso la famiglia e la comunità.

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Primo Memorial a San Benedetto dei Marsi

Redazione- San Benedetto dei Marsi ha vissuto due giornate di intensa commozione e aggregazione sociale in occasione del primo Memorial Mattia Fracassi. Lo stadio “Manfredo Profeta”, punto di riferimento per l’attività calcistica del territorio, ha ospitato il 20 e il 21 giugno scorsi una manifestazione che è andata ben oltre l’aspetto agonistico, trasformandosi in un abbraccio collettivo dell’intera comunità. L’evento è stato promosso dall’S.S. San Benedetto Venere, con il convinto sostegno del Centro Sportivo Italiano – Comitato Provinciale dell’Aquila e dell’amministrazione comunale locale.

Una festa dello sport dedicata ai più piccoli

La manifestazione ha coinvolto oltre 400 giovani promesse del calcio, divise nelle categorie Primi Calci, Piccoli Amici e Pulcini. Complessivamente, 14 società sportive provenienti dal comprensorio hanno risposto all’invito, scendendo in campo con l’obiettivo di onorare la memoria di Mattia. Il prato dell’impianto sportivo si è riempito di colori e dell’entusiasmo tipico di chi vive il gioco come puro momento di crescita. La presenza di un numero così elevato di partecipanti conferma quanto il tessuto sportivo abruzzese sia sensibile ai temi dell’inclusione e del ricordo, utilizzando il calcio come veicolo di messaggi positivi.

Il lavoro logistico dietro questa due giorni è stato imponente. Antonio Margiotta e Mario Percossi, in qualità di responsabili del settore giovanile, hanno coordinato una macchina organizzativa complessa, supportati dal prezioso contributo tecnico di Tullio Graziani. La riuscita della manifestazione è dipesa anche dall’opera silenziosa di decine di volontari, famiglie e dirigenti che hanno gestito l’accoglienza e i servizi necessari per garantire che ogni dettaglio, dal campo agli spazi di ristoro, fosse curato nei minimi particolari per accogliere al meglio atleti e accompagnatori.

Il legame tra territorio, istituzioni e valori umani

La cerimonia di commemorazione ha visto la partecipazione delle massime cariche istituzionali e dirigenziali. Per il CSI L’Aquila era presente il presidente Luca Tarquini, che ha sottolineato il valore di iniziative capaci di radicare lo sport nel suo significato sociale più profondo. L’amministrazione comunale di San Benedetto dei Marsi, guidata dal sindaco Antonio Cerasani, ha garantito il patrocinio e il supporto logistico, consapevole dell’importanza di mantenere vivo il ricordo di Mattia. La vicinanza tra i comuni del Fucino è stata testimoniata anche dalla presenza del sindaco di Pescina, Luigi Soricone, insieme ai rappresentanti dell’amministrazione pescinese, segno di una sinergia comprensoriale che va oltre i confini comunali in nome di un obiettivo solidale.

Un momento di profonda riflessione è arrivato con la vicinanza manifestata dalle figure religiose presenti. Don Francesco e Don Enzo hanno presenziato alle giornate portando un messaggio di speranza, ponendo l’accento sull’importanza della solidarietà e della vicinanza umana in momenti di dolore. Le loro parole hanno raggiunto i ragazzi e le loro famiglie, offrendo una prospettiva di riflessione sul senso della comunità. Per la società ospitante, l’S.S. San Benedetto Venere, hanno presenziato il presidente Beniamino Cerasani e il responsabile del settore giovanile Alessandro Ferzoco, i quali hanno ribadito quanto l’impegno verso i giovani sia un pilastro imprescindibile per garantire continuità alla memoria di chi non c’è più.

L’impegno per il futuro e il valore del ricordo

Il bilancio finale dell’evento non si misura solo in termini di partite giocate o di organizzazione logistica, ma nella capacità di aver stretto attorno alla famiglia di Mattia Fracassi una rete di affetto sincero. L’auspicio degli organizzatori e di tutti i partecipanti è quello di trasformare questo appuntamento in una ricorrenza annuale. L’obiettivo è quello di far crescere il Memorial affinché diventi un pilastro nel calendario sportivo regionale, mantenendo sempre intatti i principi di lealtà, divertimento e fratellanza che hanno caratterizzato questa prima edizione. Il sorriso condiviso dei centinaia di bambini scesi in campo resta l’immagine simbolo di questo percorso, a testimonianza che la memoria, quando viene coltivata attraverso il gioco e la partecipazione, diventa un motore per unire le generazioni e costruire legami duraturi.

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Il calcio giovanile celebra la vita nel ricordo di Mattia Fracassi a San Benedetto dei Marsi

⚽ San Benedetto dei Marsi si accende per il 1° Memorial “Mattia Fracassi”. Oltre 400 piccoli calciatori in campo per celebrare il ricordo attraverso lo sport e l’amicizia. Un appuntamento imperdibile per tutta la comunità.
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Il calcio giovanile celebra la vita nel ricordo di Mattia Fracassi a San Benedetto dei Marsi

Redazione-  San Benedetto dei Marsi si prepara a trasformarsi in un palcoscenico di pura energia e commozione. Nelle giornate del 20 e 21 giugno 2026, lo stadio comunale “Manfredo Profeta” ospiterà la prima edizione del Memorial “Mattia Fracassi”, un torneo di calcio giovanile che ha già superato ogni più rosea aspettativa in termini di partecipazione. L’evento, nato per onorare la memoria di un giovane concittadino prematuramente scomparso in un tragico incidente stradale, si propone di trasformare il dolore in una celebrazione collettiva basata sui valori dello sport e della condivisione.

L’adesione massiccia ricevuta dagli organizzatori ha spinto la società sportiva a operare un cambio di programma: inizialmente previsto su una singola giornata, il torneo si articolerà ora su due giorni, accogliendo oltre 400 giovani calciatori. Le categorie coinvolte, Piccoli Amici, Primi Calci e Pulcini, vedranno sfidarsi sul rettangolo verde piccoli talenti provenienti non solo dal territorio marsicano e dalla provincia dell’Aquila, ma da tutto l’Abruzzo e dalle regioni limitrofe, testimoniando quanto la figura di Mattia sia riuscita a unire le comunità sportive oltre i confini locali.

un impegno corale per il territorio

Il successo di questa manifestazione poggia su una solida rete di collaborazioni istituzionali e associative. Il torneo si fregia del patrocinio del Comune di San Benedetto dei Marsi, con il sindaco Antonio Cerasani e l’amministrazione comunale che hanno garantito il pieno sostegno logistico e morale all’iniziativa. Altrettanto fondamentale è il contributo del Centro Sportivo Italiano, comitato provinciale dell’Aquila, il cui presidente, Luca Tarquini, ha lavorato sinergicamente con gli organizzatori per garantire il rispetto degli standard e dello spirito educativo che devono animare ogni confronto sportivo tra giovanissimi.

Dietro le quinte di questo imponente sforzo organizzativo si muove la S.S. San Benedetto Venere. Il presidente della società, Beniamino Cerasani, insieme all’intera compagine di dirigenti, tecnici e volontari, ha dedicato mesi di lavoro alla cura dei dettagli, consapevole che un primo memorial porta con sé la responsabilità di diventare un punto di riferimento per le future stagioni calcistiche. La gestione tecnica è affidata al gruppo di allenatori del settore giovanile, guidato da mister Antonio Margiotta. È proprio questo spirito di squadra, tipico del calcio di base, a rendere possibile un evento in cui il risultato competitivo passa in secondo piano rispetto alla crescita umana degli atleti.

lo sport come veicolo di memoria e futuro

La testimonianza di mister Antonio Margiotta chiarisce lo spirito che animerà le due giornate: la gioia dei bambini in campo diventerà il miglior omaggio possibile per Mattia Fracassi. La decisione di ampliare il programma non è solo una necessità logistica dettata dal numero elevato di iscrizioni, ma rappresenta la volontà di dare a ognuno dei 400 piccoli atleti il tempo e lo spazio necessari per vivere questa esperienza in modo sereno e gioioso. Insegnare ai giovani che attraverso il calcio si può costruire un legame indelebile con la propria comunità è l’obiettivo ultimo degli organizzatori.

Il “Manfredo Profeta” si appresta dunque a diventare il centro pulsante di una rete solidale che va oltre il tifo calcistico. La presenza di famiglie, appassionati e rappresentanti del mondo sportivo regionale conferma quanto il territorio marsicano sia sensibile ai temi legati alla memoria e alla valorizzazione dei giovani. Il Memorial “Mattia Fracassi” non è solo una competizione calcistica, bensì un messaggio collettivo: la vita, anche quando viene interrotta tragicamente, continua a seminare ideali positivi, promuovendo il gioco, il rispetto reciproco e la lealtà. Per la comunità locale, questa data segna il primo passo di una tradizione destinata a tramandare i valori di Mattia alle generazioni che, crescendo sul manto erboso di San Benedetto dei Marsi, porteranno con sé, insieme al pallone, l’esempio di un amico che non sarà mai dimenticato.

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