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Lifestyle

Fontanincanto 2026: il borgo che si accende di meraviglia

✨ Il borgo di Fontanellato si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto con Fontanincanto 2026: due giorni di circo contemporaneo, musica e teatro internazionale a ingresso gratuito. Un’occasione per scoprire il fascino del borgo attraverso le performance di artisti dai cinque continenti.

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#Fontanellato #FestivalIncredibile #CircoContemporaneo #EventiParma

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Teatro del fantastico - dimensioni grandi

Redazione-Β  FontanellatoΒ si prepara a vivere due giornate di trasformazione urbana e poetica. Il borgo, incastonato nella pianura parmense e celebre per la sua maestosa Rocca Sanvitale, diventa il teatro a cielo aperto di “Fontanincanto 2026”, evento centrale del piΓΉ ampio Festival Incredibile. Nelle date del 26 e 27 giugno, le piazze e le vie del centro storico accoglieranno un flusso ininterrotto di artisti internazionali, trasformando spazi quotidiani in percorsi di scoperta sensoriale. Dopo le tappe di Zibello, Traversetolo, Scandiano e Maranello, il festival prosegue la sua missione di rigenerazione culturale attraverso il circo contemporaneo, il teatro di strada e la musica dal vivo.

Un viaggio internazionale tra circo e teatro

La proposta artistica di quest’anno attinge a piene mani dal panorama globale, puntando su una qualitΓ  tecnica che evita la spettacolarizzazione fine a se stessa in favore di una connessione emotiva col pubblico. Tra gli appuntamenti di maggior richiamo figura il debutto italiano della compagnia tedesca Monsieur & Die Dame am Klavier. Con lo spettacolo “Humor in Black and White”, il duo porta la tradizione del cinema muto nel terzo millennio, unendo equilibrismo acrobatico e partiture originali eseguite su un pianoforte a coda in miniatura. La narrazione, priva di parola, gioca sulla complicitΓ  immediata, trasformando il gesto atletico in una forma di comunicazione universale.

Dalla Spagna giunge invece Ramiro Vergaz, interprete di “White Bottom”. L’artista rievoca l’estetica dei ruggenti anni Venti su un palcoscenico mobile, dove la giocoleria estrema si intreccia con il virtuosismo acrobatico. Il suo Γ¨ un lavoro di precisione, in cui il rischio controllato diventa metafora di una leggerezza ricercata. Sul fronte della ricerca poetica, il taiwanese Chien Hung Kuo presenta “Moving Zen”. La performance, caratterizzata dall’uso sapiente della manipolazione del cubo acrobatico e del fuoco, invita a una sospensione temporale. Il movimento qui non Γ¨ pura ostentazione di forza, ma si avvicina a una pratica meditativa, declinata in una cornice scenica che valorizza l’architettura storica del borgo.

Tecnologia, memoria e partecipazione collettiva

Il festival non si limita alle arti circensi tradizionali, ma esplora il confine tra uomo e macchina. La Compagnia Chilowatt, con lo spettacolo “Rex”, porta in scena un tributo stravagante a Nikola Tesla. Attraverso la figura di uno scienziato eccentrico, la tecnologia elettrica si trasforma in elemento drammaturgico, in un gioco dove l’inquietudine incontra la comicitΓ . Parallelamente, la dimensione storica e letteraria trova spazio in “Boato” di Andy Spigola, che omaggia il cinema italiano degli anni Settanta. Attraverso l’uso dei trampoli e il linguaggio del clown, Spigola tratteggia una parodia del latin lover, rileggendo con ironia le maschere sociali e le icone care alla commedia all’italiana di maestri come WertmΓΌller.

Il tessuto urbano viene ulteriormente animato dal Teatro del Fantastico, con l’incursione itinerante di Medoro e Malacoda. Ispirati dalle visioni di Hieronymus Bosch, i personaggi sembrano uscire letteralmente dai dipinti del Trittico del Giudizio per mescolarsi tra i passanti. Questo approccio esperienziale Γ¨ completato dai laboratori di Energia Ludica, che offrono giochi antichi aperti a ogni generazione, ribadendo l’importanza del gioco come mezzo per abbattere le barriere anagrafiche e sociali. La colonna sonora del festival Γ¨ infine affidata alla vitalitΓ  dei Culpable, band parmigiana capace di mescolare reggae, folk e ska, e al duo disco-punk-clown Wunder Tandem, che chiuderΓ  la manifestazione trasformando la piazza in una festa ritmica dal forte impatto scenico.

Una visione culturale per il territorio

Fontanincanto Γ¨ parte integrante di un progetto piΓΉ vasto, promosso da L’Ufficio Incredibile APS. Giunto alla quinta edizione, il circuito si avvale del sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Emilia-Romagna e della Fondazione Cariparma. Questa sinergia tra enti pubblici e realtΓ  associative locali permette di mantenere la gratuitΓ  degli spettacoli, democratizzando l’accesso alla cultura di alto profilo. L’obiettivo va oltre l’intrattenimento: si tratta di creare un dispositivo culturale stabile, capace di valorizzare il turismo sostenibile attraverso un’offerta che intreccia radici territoriali e linguaggi cosmopoliti. Il calendario, che si estenderΓ  fino a dicembre, conferma la soliditΓ  di un progetto che intende la pianura e l’Appennino non come zone di passaggio, ma come luoghi attivi di produzione artistica. Per informazioni aggiornate sui singoli orari e le modalitΓ  di accesso, Γ¨ disponibile il contatto telefonico 339 1907918.

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Lifestyle

Il circo teatro si apre alla lingua dei segni con il tour di Materiaviva

πŸŽͺ Il circo teatro incontra la Lingua dei Segni in un viaggio poetico fatto di corpo, acrobazie e inclusione. Scopri le date della tournΓ©e estiva di Materiaviva e lasciati trasportare da una narrazione unica che rompe ogni silenzio.

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#CircoTeatro #LIS #Materiaviva #CulturaInclusiva

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Materiaviva

Redazione-Β  Roma, e piΓΉ in generale l’intero panorama culturale nazionale, si appresta ad accogliere una stagione estiva all’insegna di una forma artistica che rompe le barriere della comunicazione tradizionale. La compagnia Materiaviva, realtΓ  di circo contemporaneo riconosciuta ufficialmente dal Ministero della Cultura, inaugura in questi giorni la tournΓ©e del suo spettacolo β€œStorie di Viaggio”. Non si tratta di una semplice sequenza di performance acrobatiche, ma di un articolato progetto di ricerca che mette al centro la Lingua dei Segni Italiana (LIS), trasformando il palcoscenico in un luogo di reale inclusione e poesia scenica.

La fusione tra corpo, segno e acrobazia

Il cuore pulsante di questo spettacolo risiede nella capacitΓ  degli interpreti di far convivere discipline fisiche differenti all’interno di una drammaturgia condivisa. La tecnica circense, che spazia dal contorsionismo all’acrobatica aerea fino al contact juggling, non rimane fine a se stessa. Al contrario, ogni movimento viene pensato per dialogare con la LIS, affidata alla sensibilitΓ  dell’interprete Benedetta Paris. Insieme a lei, sul palco, si muovono Roberta Castelluzzo, Fabiana Gargia, Alessandra Lanciotti – che cura anche la regia – e Filippo Porcari.

La scelta di integrare la Lingua dei Segni non Γ¨ una semplice aggiunta stilistica, ma un atto di coerenza artistica. La compagnia esplora la possibilitΓ  che il corpo sia la prima, vera parola, superando le difficoltΓ  di comprensione tipiche dei linguaggi verbali e abbracciando una forma comunicativa dove visibilitΓ  e presenza fisica coincidono. Il risultato Γ¨ un’opera in cui la narrazione si dipana attraverso immagini sospese, trasformando la scena in uno spazio dove il silenzio non Γ¨ vuoto, ma carico di significato.

Temi sociali e narrazione contemporanea

Sebbene la forma sia quella del circo teatro, le tematiche affrontate da β€œStorie di Viaggio” affondano le radici nel vissuto sociale odierno. Lo spettacolo si muove con la delicatezza della fiaba contemporanea, ma tocca corde profonde come la solitudine, il senso di spaesamento, il fenomeno complesso della migrazione e la lotta alla violenza sulle donne. La compagnia sceglie di raccontare queste storie non attraverso discorsi diretti, ma tramite una geografia emotiva fatta di metafore visive e momenti onirici.

Il baule, la corda, l’acqua o la luna diventano simboli attorno ai quali ruotano le vite dei personaggi, rappresentando il viaggio come una soglia, un passaggio necessario per la trasformazione individuale. È una ricerca che la compagnia Materiaviva persegue da tempo, intrecciando competenze eterogenee che spaziano dalla danza alla musica, fino al teatro di figura, per dare vita a una scrittura scenica che appare coesa e vibrante. La cura della scena, affidata a Giulia Simonetti, completa questo quadro, offrendo un supporto visivo che valorizza la gestualitΓ  dei performer e la fluiditΓ  della narrazione.

Un tour che attraversa l’italia

La tournΓ©e estiva rappresenta un momento di grande rilevanza per la compagnia, che porta la propria ricerca in contesti festivalieri di rilievo nazionale, pronti ad accogliere un pubblico diversificato. Le date previste coprono diverse aree geografiche, confermando l’impegno di Materiaviva nel promuovere la cultura del circo contemporaneo anche al di fuori dei grandi centri urbani. Il calendario si Γ¨ aperto il 27 e 28 giugno a MondovΓ¬, in Piemonte, per il Festival Piazza di Circo, seguito il 30 giugno da una tappa torinese nell’ambito della rassegna CIRCOndarIO 26.

Il percorso prosegue verso il centro Italia con l’appuntamento del 2 luglio presso la Cittadella della Musica di Civitavecchia, per poi spostarsi in Abruzzo, a Pineto, il 7 luglio, in occasione del Festival Fiabe al parco. Ogni tappa Γ¨ pensata come un’occasione per avvicinare nuovi spettatori a un linguaggio che, pur essendo complesso, mantiene una forza comunicativa immediata. La missione di Materiaviva si conferma dunque quella di superare la barriera tra spettatore e performazione, rendendo l’arte un bene accessibile dove la diversitΓ  non Γ¨ un ostacolo, ma una risorsa preziosa per arricchire il tessuto culturale del nostro Paese.

Le realtΓ  che scelgono di ospitare β€œStorie di Viaggio” non intercettano solo un prodotto artistico di qualitΓ , ma si fanno portatrici di un messaggio di inclusione attraverso le arti performative. In un momento in cui l’attenzione verso l’accessibilitΓ  culturale Γ¨ crescente, la proposta di Materiaviva si distingue per la sua profonditΓ  e per l’originalitΓ  con cui riesce a coniugare il rigore tecnico del circo con la sensibilitΓ  comunicativa della LIS.

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“Strano Γ¨ Raccontare di SΓ©”: la poesia diventa un diario per celebrare la vita

πŸ“– Marina Minardi torna in libreria con “Strano Γ¨ Raccontare di SΓ©”, un’opera intima e profonda che intreccia il ricordo di Kido Emiliani con il dono prezioso dell’esistenza. Un diario dell’anima che trasforma il dolore in un inno alla vita.

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#MarinaMinardi #PoesiaItaliana #AlettiEditore #LibriDaLeggere

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"Strano Γ¨ Raccontare di SΓ©": la poesia diventa un diario per celebrare la vita

Redazione- ImolaΒ Γ¨ il luogo in cui Marina Minardi, autrice e poetessa, ha dato forma definitiva a un progetto narrativo che affonda le radici nella sfera piΓΉ intima dell’essere umano. Il suo nuovo lavoro, intitolato β€œStrano Γ¨ Raccontare di SΓ©. Poesie per Continuare a Vivere”, edito da Aletti Editore all’interno della prestigiosa collana β€œI Diamanti della Poesia”, non Γ¨ soltanto una raccolta di versi, ma un tentativo di ricomporre i frammenti di un’esistenza complessa. L’opera, disponibile anche in formato digitale, rappresenta una sintesi coraggiosa di anni trascorsi tra gioie, dolori, riflessioni sulla solitudine e la necessitΓ , insopprimibile, di tradurre in parole ciΓ² che spesso rimane confinato nel silenzio del cuore.

Un viaggio tra memoria e dolore

Il nucleo centrale della silloge Γ¨ segnato dal ricordo di Kido Emiliani, figura di riferimento non solo per l’autrice, ma per l’intero panorama artistico locale e nazionale. Emiliani, celebre maestro di ceramica e pittura, viene celebrato attraverso versi che ne cristallizzano l’abilitΓ  nel maneggiare colori e forme, trasformandoli in testimonianze di una vita vissuta all’insegna della bellezza. La Minardi, nata a Pieve di Cento nel bolognese, traccia un parallelismo tra la malattia che ha segnato gli ultimi anni del compagno e la sua personale propensione alla scrittura.

La scrittura diventa, in questo contesto, un’indagine quasi tecnica del dolore. Quando la sofferenza minaccia di isolare l’individuo nel proprio “tunnel”, la parola scritta si trasforma in un ponte. L’autrice confessa come, fin dal manifestarsi del declino fisico del marito, sia scaturito in lei l’obbligo morale di testimoniare non solo l’arte di Kido, ma anche la profonditΓ  del legame che li univa. Questo processo di rielaborazione del lutto non si limita a fotografare il passato, ma scava nel vissuto, riportando alla luce dettagli che il tempo aveva offuscato, arricchendoli di nuove sfumature emotive. Il ricordo, filtrato attraverso la nostalgia, perde quella caratteristica di banalitΓ  quotidiana per elevarsi a forma di amore eterno.

La vita oltre il lutto e le stagioni del tempo

Sebbene gran parte della raccolta sia permeata dalla riflessione sulla perdita, essa non si chiude entro i confini del dolore. L’opera di Marina Minardi si apre, con una cifra stilistica schietta e priva di orpelli retorici, a capitoli nuovi dell’esistenza. La poetessa esplora il ritorno alla luce, la condivisione di nuovi affetti dopo lunghi periodi di isolamento e la scoperta di una resilienza del tutto inaspettata. Come sottolineato da Giuseppe Aletti, editore e formatore, la voce della Minardi si distingue per una linearitΓ  che rifiuta gli artifici letterari, preferendo la nuditΓ  dell’emozione pura.

L’ambizione dell’autrice non Γ¨ accademica. Il suo obiettivo primario risiede nella connessione umana. Il libro, che ha trovato spazio di visibilitΓ  anche durante le recenti edizioni del Salone Internazionale del Libro di Torino, si rivolge a chiunque cerchi, nelle pagine, non una lezione teorica, ma uno specchio della propria condizione. La vecchiaia, l’insonnia, la solitudine, ma anche lo stupore davanti alla vastitΓ  di un cielo stellato, diventano temi universali. La Minardi trasforma la propria esperienza soggettiva in un patrimonio collettivo, invitando il lettore a guardare alle asperitΓ  dell’esistenza con una rinnovata capacitΓ  di stupore.

Non Γ¨ raro che le sue parole sorprendano anche chi la conosce da una vita. Questa capacitΓ  di rivelare aspetti inediti del proprio io attraverso la poesia ha generato, fin dall’uscita delle prime opere, un riscontro positivo e inatteso da parte dei lettori. La Minardi descrive questo fenomeno con umiltΓ , riconoscendo come il successo della scrittura risieda, in ultima analisi, nella sua capacitΓ  di generare un senso di condivisione profonda.

β€œStrano Γ¨ Raccontare di Sé” Γ¨ un tributo costante alla vita stessa, celebrata con la maiuscola non come concetto astratto, ma come entitΓ  sovrana che resiste a ogni evento avverso. Attraverso questa opera, la poetessa non invita solamente ad abitare il presente, ma sprona a innamorarsi nuovamente di quel flusso inarrestabile fatto di incontri, addii e rinascite. Con questa pubblicazione, Marina Minardi si conferma una voce capace di trasformare la propria storia privata in un inno universale alla resilienza dello spirito umano.

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Nuovo allestimento alla galleria d’arte moderna di Roma per celebrare i cento anni di storia

πŸ–ΌοΈ La Galleria d’Arte Moderna di Roma rinnova la mostra per il suo centenario: venticinque nuove opere svelano i tesori nascosti dei depositi museali capitolini.

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#Roma #GalleriaArteModerna #ArteContemporanea #MostreRoma

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Mario Sironi - La famiglia (La famiglia del Pastore) - 1927-1928, Olio su tela

Redazione-Β  La Galleria d’Arte Moderna di via Crispi si prepara a un importante cambio di rotta. A partire dal 24 giugno, il percorso espositivo della mostra “GAM 100. Un secolo di Galleria Comunale 1925-2025” si rinnova profondamente, offrendo ai visitatori l’opportunitΓ  di ammirare venticinque nuove opere tra dipinti e sculture. L’esposizione, nata per celebrare il centenario dell’istituzione capitolina, rimarrΓ  aperta al pubblico fino all’11 ottobre 2026, confermandosi uno degli appuntamenti artistici di maggiore rilievo nel panorama museale della capitale.

L’iniziativa nasce dall’esigenza di far riemergere la ricchezza custodita nei depositi del museo, che spesso rimangono occultati al grande pubblico. Attraverso una rotazione sapiente dei lavori esposti, la direzione museale punta a offrire prospettive inedite su una vicenda storica complessa, che intreccia le ambizioni culturali dell’amministrazione comunale con l’evoluzione dei linguaggi artistici italiani tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo.

Il legame tra storia e collezionismo pubblico

La mostra, che conta complessivamente oltre centoventi opere, riflette la lungimirante politica di acquisizioni avviata dall’amministrazione romana giΓ  alla fine dell’Ottocento. Il progetto curatoriale Γ¨ affidato a Ilaria Miarelli Mariani e Arianna Angelelli, affiancate da un team di esperti composto da Paola Lagonigro, Ilaria Arcangeli, Antonio Ferrara e Vanda Lisanti. L’intero programma Γ¨ promosso da Roma Capitale, con il supporto operativo di ZΓ¨tema Progetto Cultura, a testimonianza di un impegno corale volto a valorizzare il patrimonio artistico civico.

La prima sezione del percorso si concentra sulle origini della collezione, legandola indissolubilmente alla nascita delle avanguardie storiche e al prestigio delle storiche Quadriennali. Tra i nuovi ingressi spiccano opere fondamentali di Giuseppe De Nittis, come il “Paesaggio invernale” del periodo 1867-74, e lavori di Alessandro Pigna e Augusto Bompiani, che testimoniano il gusto pittorico a cavallo tra i due secoli. Particolarmente rilevante Γ¨ l’aggiunta di pezzi legati alle Biennali romane e alle edizioni della Quadriennale degli anni Trenta, tra cui spicca lo scultoreo “Ragazzo che si tuffa” di Lorenzo Lorenzetti e l’opera “L’angelo rapitore” di Gino Severini, che dialogano ora con le ceramiche di NandΓΉ, creando un confronto dinamico con le correnti del Secondo Futurismo.

Dalla soppressione alla rinascita del museo

Il percorso prosegue analizzando la fase travagliata della soppressione della Galleria nel 1938 e il successivo, faticoso processo che ha condotto alla riapertura presso il Museo di Roma a Palazzo Braschi nel 1963. In questo segmento, il visitatore incontra opere degli anni Trenta che esprimono le tensioni e i cambiamenti sociali del periodo. La “Demolizione di via Giulia” di Mario Mafai rappresenta una testimonianza visiva della trasformazione urbanistica romana, affiancata dai lavori di Umberto Bottazzi e Nino CaffΓ¨.

Tra le novitΓ  assolute, il museo espone per la prima volta due capolavori finora rimasti lontani dagli occhi del pubblico: il paesaggio “Agitazione” di Onorato Carlandi, datato 1916, e l’encausto “Cantiere con figure” di Maria Immacolata Zaffuto, che arricchiscono il ventaglio di stili presenti in sala. La terza sezione, che copre il periodo dallo sbarco a Palazzo delle Esposizioni fino alla contemporaneitΓ , accoglie testimonianze di variegata matrice stilistica. Dai vedutisti come Pompeo Fabri, esponente di spicco dei “XXV della Campagna Romana”, si passa al linguaggio astratto di Luigi Montanarini e Primo Conti, arrivando fino alla curiosa produzione dei “tavolettisti”, un gruppo di artisti meno noto al grande pubblico ma di grande interesse storico, rappresentato da Maria Cortini Viviani e Arrigo Taggi.

Questo aggiornamento dell’allestimento comporta, come da prassi conservativa, il ritorno nei depositi di alcune opere che hanno caratterizzato la prima fase della mostra, tra cui lavori di Giorgio de Chirico, Carlo CarrΓ , ManzΓΉ ed Emilio Greco. La rotazione consente di mantenere viva l’interazione con la collezione permanente, garantendo che ogni visita alla Galleria d’Arte Moderna possa rivelare dettagli inediti sulla stratificazione culturale della cittΓ  di Roma, rendendo omaggio a un secolo di storia civica dedicata alla conservazione e alla diffusione dell’arte.

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