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Pubblicati i risultati del bando per le residenze artistiche del Centro Pugliese Trac

🎭 Il Centro di Residenza TRAC ha selezionato otto progetti d’eccellenza che animeranno la scena pugliese tra il 2026 e il 2027. Dalla danza contemporanea alla drammaturgia civile, un percorso di innovazione che valorizza il legame tra artisti e territorio.

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#Puglia #Teatro #ResidenzeArtistiche #TRAC #CulturaPugliese

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Trac

Bari – Il panorama culturale pugliese si prepara a un nuovo triennio di fervente attivitΓ  creativa. TRAC, il Centro di Residenza Artistica della Regione Puglia, ha ufficialmente reso noti gli esiti del bando rivolto a compagnie e artisti radicati sul territorio regionale. Il progetto, che coprirΓ  il triennio 2025-2027, segna un passaggio di rilievo per la politica culturale locale, consolidando un modello di supporto che mette al centro non solo il prodotto finito, ma l’intero percorso di ideazione e sperimentazione. Sono stati selezionati otto nomi di spicco del panorama contemporaneo: NicolΓ² Abbattista, Carlotta Campobasso, Michele Correra, Vera Di Lecce, Anna Piscopo, Sara Sicuro, Valerio Tambone e Francesco Cortese. Questi artisti saranno protagonisti di un articolato calendario di residenze distribuite nei diversi poli del network TRAC, che avranno luogo tra il mese di luglio 2026 e la fine di dicembre 2027.

Il valore della residenza tra ricerca e territorio

Le residenze artistiche si confermano dispositivi necessari per la nascita di nuove opere. In un settore spesso influenzato da ritmi produttivi serrati, il TRAC sceglie di offrire uno spazio di decompressione, dove il tempo viene dedicato alla ricerca pura. Ogni progetto selezionato ha superato una rigorosa valutazione, basata sulla soliditΓ  della proposta artistica e sulla capacitΓ  di tessere un legame autentico con il contesto sociale. Non si tratta soltanto di occupare spazi urbani o sale prove, ma di innescare processi di coinvolgimento del pubblico, trasformando il momento della creazione in un rito collettivo. La scelta dei candidati riflette l’ampiezza geografica della Puglia: da Molfetta a Taranto, da Foggia a Grottaglie, fino al Salento, le istanze artistiche che emergono sono specchio di una vitalitΓ  che attraversa tutta la regione.

Protagonisti e visioni artistiche per il biennio 2026-2027

Il cartellone dei progetti vincitori si presenta estremamente variegato. NicolΓ² Abbattista, con la compagnia Lost Movement, porta in scenaΒ musicALL, un lavoro che trasforma gli spazi urbani in una performance ispirata ai musical e al cinema popolare, con l’obiettivo di abbattere il confine tra performer e spettatore. La regista tarantina Carlotta Campobasso, conΒ Icaro: frammenti di un volo, rilegge il mito classico attraverso una lente contemporanea, utilizzando un linguaggio ibrido che spazia tra teatro d’ombre, video e musica dal vivo. Anche la riflessione civile trova spazio, come inΒ Caino e AbeleΒ dell’attore foggiano Michele Correra, che interroga la memoria e il dubbio partendo da una vicenda autobiografica.

La musica Γ¨ al centro del percorso di Vera Di Lecce, che nel Salento lavorerΓ  allo sviluppo di un progetto sonoro che fonde la tradizione mediterranea con l’elettronica e le pratiche vocali. Parallelamente, l’attrice e drammaturga barese Anna Piscopo indaga il mondo del lavoro contemporaneo inΒ SONO CONTRO!, una conferenza performativa che analizza il fenomeno delle Grandi Dimissioni con ironia e spirito critico. Sara Sicuro, coreografa salentina, continua la sua esplorazione antropologica studiando il corpo come archivio di memorie, mentre Valerio Tambone, da Grottaglie, presentaΒ Luis e Gerome, uno sguardo intimo sulla libertΓ  individuale e le convenzioni sociali. Chiude la selezioneΒ E.T., progetto presentato da Francesco Cortese con ZeroMeccanico Teatro, che riflette sulla fragilitΓ  umana e il concetto di normalitΓ  attraverso l’immaginario pop.

Un laboratorio di innovazione per il Sud Italia

Il lavoro del TRAC non si ferma alla mera ospitalitΓ . Il Centro di Residenza intende configurarsi come un vero motore di innovazione. Attraverso il sostegno a questi otto progetti, la Puglia ribadisce il proprio ruolo di avanguardia nell’ambito dello spettacolo dal vivo a livello nazionale. L’integrazione tra le pratiche artistiche e le comunitΓ  che popolano le piazze, i teatri e i centri storici della regione rappresenta l’elemento distintivo di questo piano triennale. Il supporto fornito agli artisti non Γ¨ solo economico, ma si traduce in un accompagnamento critico e tecnico che ha l’ambizione di elevare la qualitΓ  del teatro pugliese, rendendolo competitivo e capace di parlare a platee sempre piΓΉ vaste, valorizzando le specifiche identitΓ  locali attraverso un linguaggio universale.

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Il “Caos” come genesi dell’anima: la nuova raccolta poetica di Marco Petrilli

πŸŒ€ La vita non Γ¨ una linea dritta, ma un caos che ci rigenera. Marco Petrilli esplora il disordine dell’animo umano nella sua nuova silloge β€œΞ§Ξ‘ΞŸΞ£ (caos)”. Scopri come la poesia possa diventare una forma di resistenza contro l’apparenza.

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#Poesia #Letteratura #MarcoPetrilli #LibriDaLeggere

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Copertina_Ξ§Ξ‘ΞŸΞ£

Redazione – Castiglione del Lago, borgo incastonato tra le placide acque del lago Trasimeno e i profili collinari dell’Umbria, diventa oggi il centro di una riflessione letteraria che varca i confini regionali per interrogare l’essenza stessa dell’essere umano. È qui, tra scorci storici che evocano memorie medievali e una natura che detta ritmi lenti, che Marco Petrilli ha dato forma alla sua ultima opera, la silloge intitolata β€œΞ§Ξ‘ΞŸΞ£ (caos)”, pubblicata nella prestigiosa collana β€œI Diamanti della Poesia” di Aletti Editore. L’autore, figura poliedrica con radici romane e sarde, ha scelto di stabilirsi in questa nota localitΓ  umbra, trovando nell’atmosfera sospesa del lago la dimensione ideale per far maturare un progetto editoriale che ora approda anche nei principali circuiti nazionali, inclusa la vetrina del Salone Internazionale del Libro di Torino.

Una visione ancestrale del disordine necessario

Il termine greco che dΓ  il titolo al volume non Γ¨ casuale. Petrilli attinge a piene mani dalla sua formazione umanistica, riprendendo il significato originale di “caos”. Non si tratta di una forza nichilista, volta alla mera distruzione dei cardini esistenziali, ma di un principio cosmogonico, la materia oscura e indistinta da cui scaturisce ogni forma di vita. In un mondo moderno ossessionato dalla ricerca di una stabilitΓ  esteriore, spesso artefatta, la poesia di Petrilli rivendica il diritto alla frammentazione.

Il maestro Giuseppe Aletti, nella prefazione che accompagna i versi, sottolinea come l’opera sia un invito a rinunciare alla pretesa di un ordine rigido. Secondo Aletti, il tentativo di allineare i fatti della vita Γ¨ destinato al fallimento; al contrario, il valore risiede nel seguire l’esistenza mentre muta direzione, si spezza e, nei momenti piΓΉ inattesi, trova un nuovo punto di equilibrio. Questa dicotomia tra rottura e ricomposizione attraversa le pagine con una tensione emotiva costante, trasformando la lettura in un processo di auto-analisi collettiva.

La scrittura come atto di cura e resistenza

Per l’autore, la poesia ha una funzione catartica che trascende l’esercizio stilistico. Egli definisce il suo lavoro di stesura come un atto di purificazione, un modo per esternare i sentimenti piΓΉ crudi che, se repressi, logorerebbero lo spirito. In un’epoca segnata dal predominio dell’apparenza, specialmente sui social media, Petrilli propone un ritorno all’essenzialitΓ . Raccontare il proprio tumulto interiore, i traumi e i timori, diventa un gesto di coraggio, se non addirittura di resistenza civile contro l’omologazione imperante.

La poetica di Petrilli non si chiude nel perimetro del sΓ©. Al contrario, essa si apre a una dimensione politica e sociale in cui il dolore individuale si fonde con quello del mondo. Le ingiustizie che l’autore osserva nel contesto globale vengono assorbite, metabolizzate e rielaborate attraverso i versi. Egli non opera una distinzione netta tra ciΓ² che accade nel privato del proprio studio umbro e ciΓ² che percepisce nelle dinamiche sociali contemporanee. Ogni parola diventa dunque un tentativo di fermare il tempo, una fotografia dell’anima che si propone di scuotere la coscienza di chi legge.

L’impatto emotivo tra ereditΓ  classica e modernitΓ 

La silloge non Γ¨ pensata solo per un pubblico di addetti ai lavori, ma aspira a raggiungere chiunque senta l’esigenza di confrontarsi con la propria vulnerabilitΓ . L’autore confida che il suo obiettivo primario sia quello di generare quel tipo di melanconia consapevole che si prova osservando un’immagine del passato. È un ponte tra la mitologia greca e le sfide del presente, un dialogo costante tra l’insegnamento degli antichi e la precarietΓ  del ventunesimo secolo.

La presenza del volume al Salone Internazionale del Libro di Torino certifica l’importanza di un’opera che riesce a conciliare la profonditΓ  del pensiero accademico con l’immediatezza del vissuto quotidiano. Mentre le acque del lago Trasimeno riflettono i colori cangianti delle stagioni, Marco Petrilli porta avanti il suo lavoro di scavo interiore, ricordandoci che la veritΓ  non si nasconde nei binari della perfezione, ma proprio in quella zona d’ombra, in quel caos creativo in cui impariamo, giorno dopo giorno, a restare umani. La raccolta Γ¨ disponibile sia in formato cartaceo che in e-book, pronta a trasformarsi in uno strumento di riflessione per chiunque abbia il coraggio di guardare oltre le apparenze.

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L’ultimo incarico a Parigi: il ritorno di Rhys Bowen tra i misteri della seconda guerra mondiale

πŸ“š Una donna, un amore spezzato e una missione clandestina nel cuore della Francia occupata: Rhys Bowen torna con un romanzo potente sulla Resistenza e sul coraggio femminile.

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#RhysBowen #NarrativaStorica #LibriDaLeggere #SecondaGuerraMondiale

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Milano – Il panorama editoriale italiano accoglie una nuova perla della narrativa storica internazionale, capace di mescolare con maestria il rigore della ricerca d’archivio alla tensione del romanzo di spionaggio. Arriva in libreria, pubblicato da Indomitus Publishing, β€œL’ultimo incarico a Parigi”, l’opera piΓΉ recente di Rhys Bowen, autrice che ha scalato le classifiche mondiali superando i dieci milioni di copie vendute. Il volume, traduzione dell’originale β€œThe Paris Assignment”, si propone come un viaggio emotivo che si snoda tra le ferite di una Francia occupata e il coraggio di una donna pronta a sfidare le convenzioni e il pericolo per ritrovare i propri affetti.

Il dramma di una madre nel cuore del conflitto

La narrazione si apre nella Parigi del 1939, una cittΓ  sospesa tra la bellezza eterna dei suoi boulevard e la minaccia silenziosa di un conflitto imminente. Qui incontriamo Madeleine Grant, una giovane donna londinese che pare aver trovato la stabilitΓ  sentimentale accanto a Giles Martin, un carismatico giornalista francese. La loro esistenza, vissuta insieme al piccolo figlio Olivier, subisce una frattura insanabile quando le truppe naziste varcano i confini della nazione, stravolgendo i destini di milioni di persone.

Mentre Giles sceglie la via della Resistenza, restando nel cuore della patria per combattere contro l’oppressore, Madeleine si trova costretta a ripiegare verso l’Inghilterra per mettere al sicuro il bambino. Tuttavia, la salvezza cercata oltremanica si rivela illusoria: un evento traumatico priva Madeleine di Olivier, trascinandola in un baratro di dolore che avrebbe piegato chiunque. Eppure, proprio nel momento di massima fragilitΓ , la protagonista trova la forza di trasformare la sofferenza in una spinta propulsiva verso l’ignoto. Il ministero britannico le propone un’operazione clandestina: tornare nella Francia occupata con il compito di infiltrarsi nelle maglie del regime nazista.

Tra Parigi e Londra: una ricerca storica meticolosa

Il valore aggiunto di questo romanzo risiede nella capacitΓ  dell’autrice di ricostruire lo spirito del tempo, evitando le semplificazioni tipiche della narrativa di genere. Rhys Bowen non si limita a costruire una trama movimentata; scava nel contesto sociale e politico di quegli anni, utilizzando le vie di Parigi come mappe di una sofferenza condivisa. L’attenzione ai dettagli storici, sempre accurata e mai invasiva, permette al lettore di percepire l’odore della paura che aleggiava nelle strade presidiate dai soldati in grigioverde e la tensione che si celava dietro ogni incontro di fortuna nei caffΓ¨ o nelle stazioni ferroviarie.

La scrittrice, giΓ  vincitrice di prestigiosi riconoscimenti come i premi Agatha, Anthony e Macavity, conferma la propria abilitΓ  nel delineare profili femminili complessi, lontani dagli stereotipi della vittima o dell’eroina senza macchia. Madeleine Γ¨ un personaggio che respira, sbaglia, cade e si rialza, guidata da un obiettivo che trascende la semplice missione militare: la ricongiunzione con i propri cari e la difesa di una vita che la Storia ha cercato di cancellare. La narrazione si sposta strategicamente tra Londra, la Francia e scenari australiani, offrendo un respiro internazionale all’opera che soddisfa le aspettative dei lettori piΓΉ esigenti.

PerchΓ© leggere il nuovo romanzo di Rhys Bowen

Non Γ¨ un caso che Rhys Bowen sia celebrata da colleghe di fama mondiale come Jacqueline Winspear e Deborah Crombie. La sua scrittura elegante possiede la rara dote di mantenere alta la soglia di attenzione, intrecciando i fili del genere giallo con la profonditΓ  del romanzo di formazione. In un mercato saturo di titoli dedicati alla Seconda Guerra Mondiale, questo nuovo lavoro si distingue per l’intensitΓ  drammatica e la verosimiglianza dei dialoghi, rendendolo un’opzione di lettura pregevole per chiunque cerchi una storia capace di unire l’intrattenimento al ricordo storico.

La decisione di Indomitus Publishing di puntare su questa autrice, giΓ  molto amata dal pubblico italiano con oltre 100 mila copie vendute nel nostro Paese, conferma l’interesse del mercato per storie di resilienza al femminile. Le pagine del volume non si limitano a raccontare una trama di spionaggio, ma mettono a nudo il peso insostenibile della memoria, interrogando il lettore sul prezzo della libertΓ  e sulla capacitΓ  di resistenza dell’animo umano quando viene messo alle strette dai grandi eventi del Novecento. Chi si avvicina a questo libro troverΓ  molto piΓΉ di una semplice trama bellica: scoprirΓ  il ritratto di una donna che, pur privata di tutto, decide di non smettere mai di lottare.

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Vittorio Sgarbi e I falsari mistificatori: anche i Social oggi danno ragione alla figlia Evelina Sgarbi

Oscurati i commenti che invocavano humanitas e pietas per Vittorio Sgarbi e che attaccavano la sorella e l’aspirante moglie perche’ continuano ad esporre imperterrite al pubblico un uomo visibilmente esausto, distrutto dalla malattia, dal caldo e dalla fatica di dover rimanere fisicamente in quel cortile

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Vittorio Sgarbi

Redazione- I Social sono il terreno di battaglia su cui spesso si incontrano gli odiatori seriali, che a volte scrivono pure cose fuori luogo, esageratamente ciniche e violente. E che spesso vengono per questo – si dice in gergo – bannati. Viene cosΓ¬ impedito loro di proseguire oltre ad insultare e scrivere cose gratuitamente sadiche e offensive.
Nel caso di Vittorio Sgarbi, perΓ², sta stranamente accadendo un fenomeno molto curioso.
Con grande sorpresa ho notato che dal profilo Fb di Elisabetta Sgarbi sono stati infatti cancellati dai commenti alla foto di Vittorio Sgarbi seduto a fianco di Sabrina Colle nel cortile della Milanesiana, le prese di posizione affettuose verso Sgarbi, quelle cioΓ¨ che invocavano humanitas e pietas per il Vittorio emotivamente devastato e che attaccavano sorella e aspirante moglie perche’ insistono nell’ esporre al pubblico un uomo visibilmente malato e distrutto dal caldo e dalla fatica di dover essere fisicamente in quel cortile.
La prova provata che Vittorio Sgarbi, personaggio da sempre divisivo, ma istrionico e vitale, in realtΓ  faccia simpatia e oggi anche tenerezza alla maggior parte del pubblico sta nel fatto che molti si preoccupano sinceramente del suo stato di salute, lo ascoltano confuso e contorto nei ragionamenti, ansimante e con un filo di voce, lui che sapeva incantare col suo eloquio colto ma chiaro, limpido, lineare e diretto ma soprattutto comprensibile a tutti, caratteristica che lo ha fatto amare anche dalla gente comune.
β€œPur non stimandolo credo che non andrebbe esposto così”, β€œma sta male, fate qualcosa!”, β€œElisabetta … lascialo in paceee..”, β€œLasciate riposare Vittorio!! Che crudeltΓ  terribile”, β€œContinuano ad esibirlo come un fenomeno da baraccone”, β€œma in che brutte condizioni e’ Sgarbi, dove e’ finito tutto il suo brio???”, β€œMa perche’ questa foto? Stento a credere che la sorella voglia esporre la fragilitΓ  di un uomo malato allo sguardo di tutti. Lui non credo lo avrebbe apprezzato”, β€œpurtroppo condivido la sua supposizione, forse se chi gli sta appresso gli avesse voluto bene (davvero e non per finta) e lo avesse distolto da questa azione autodistruttiva sarebbe ancora lui… vederlo cosΓ¬ strazia il cuore”.
Sono solo alcuni dei commenti piΓΉ clementi che sono stati ovviamente prontamente censurati e cancellati dal profilo della sorella Elisabetta.
Poi c’è un ardito, Andrea Battantier, che ha avuto il coraggio di postare questo commento che riportiamo qui sotto per intero sul profilo di Elisabetta Sgarbi e poi – vedendosi evidentemente censurato – l’ha ripubblicato sul proprio profilo personale taggando di nuovo la sorella di Vittorio con gli screen shot censurati per dimostrare al mondo la sua cancellazione.

β€œVITTORIO SGARBI E LA DIABOLICA LEGGE DEL CONTRAPPASSO

Pur non stimandolo affatto, credo che Vittorio Sgarbi non andrebbe esposto così. Probabilmente Elisabetta (la quale lo espone di continuo) prova immenso sadico piacere nel farci godere di un personaggio così profondo e impegnato nella cultura italiana.
Forse non tutti sanno che la sorella pubblica sovente suo fratello sofferente.
A quale scopo questa continua esposizione sui social?
Una vendetta celata?
O una sottile e diabolica legge del contrappasso dopo decenni di iper esposizione?
Lasciatelo riposare, non sia mai che si risvegli.
E invece continua ad esibirlo come il fenomeno da baraccone che fu.
(Italien NΓ©andertalien)
#italienneandertalien”
E poi ripubblica tutta una serie di commenti che ore dopo sono β€œspariti” come a dire che non solo lui e’ stato oscurato.
La domanda sorge spontanea: come mai tutto questo affannarsi nel voler dimostrare al mondo che Vittorio Sgarbi sta benissimo, ha ripreso a lavorare e sa perfettamente cosa vuole e cosa e’ il meglio per sΓ© stesso?
A cosa e’ finalizzata questa evidente messa in scena che non sfugge nemmeno a chi Vittorio Sgarbi non lo ha conosciuto personalmente, non lo ha frequentato per anni, condividendone punti di vista, opinioni politiche, stile di vita e passioni?
Come mai non si leva la voce di nessun medico a riguardo?
Eppure: e’ malato da anni di tumore – per il quale continua la cura – e’ cardiopatico – e speriamo che la situazione sia sotto controllo visto che la depressione non si cura con l’effetto placebo ma con farmaci che possono incidere sul cuore come effetti collaterali.
Ha piΓΉ di 70 anni (74 giΓ  compiuti) e non credo che esporlo alla temperatura esterna di questi giorni gli faccia bene…
Forse tutto questo teatrino e’ stato creato per confondere i magistrati ? Forse qualcuno e’ convinto che esporlo e portarlo in giro come la mummia di Lenin o il Breznev che fu, servirΓ  a nascondere la veritΓ  dei fatti ?
ServirΓ  a convincere qualcuno che Γ¨ un uomo libero e innamorato e non manipolato?
Al di lΓ  delle campagne che periodicamente si fanno contro la magistratura e la sua politicizzazione, io sono pienamente convinta del fatto che in Italia – dove, nonostante i tentativi della Politica di affossarla, ancora vige la Costituzione piΓΉ bella del mondo – la maggior parte dei magistrati siano seri, capaci e super partes.
E che la maggior parte di loro non sia affatto influenzabile da ciΓ² che legge sui giornali.
Dispiace dirlo, ma c’è qualcuno che sta da mesi lavorando a vuoto, non tenendo conto delle sofferenze di un uomo malato che Γ¨ stato per decenni esempio di intelligenza, amore per la cultura, per l’arte, per la LibertΓ  e per la Vita e sta inutilmente esibendo una immagine distorta di lui, che egli stesso avrebbe disapprovato energicamente, avendo avuto da sempre il mito di D’Annunzio e del superamento del limite.
I fatti, si sa, alla fine hanno la testa dura.
Sauro Moretti, suo manager storico e amico sincero, per primo ha detto che il suo, il nostro Vittorio non c’è piΓΉ dall’estate del 2023.
E oggi anche i Social danno pienamente ragione alla figlia Evelina Sgarbi: le fa onore aver avuto il coraggio, sola contro tutti, alla sua giovane età aver intrapreso una battaglia così importante e a prima vista impopolare.

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