Rimani in contatto con noi
#

Politica

“Burgio Sindaco di Milano? Il centrodestra si unisca”. Sforzini sferza la politica: “I partiti hanno smesso di pensare”

“La politica ha smesso di pensare. Costruiamo una nuova Destra che abbia il coraggio delle idee!”. 🏛️ 💡 Intervento dirompente di Luca Sforzini (Centro Studi Rinascimento Nazionale) ai microfoni di Radio Cusano Campus. Dal forte appello a tutto il centrodestra per sostenere unitariamente il Generale Carmelo Burgio come Sindaco di Milano, fino alle sfide politiche per Futuro Nazionale: “Basta partiti ridotti a gestire interessi personali. Torniamo al vero federalismo di Gianfranco Miglio e diamo all’Italia una vera visione per il futuro”. Leggi l’intervista completa per capire dove sta andando la politica italiana. 👇 🇮🇹

Pubblicato

a

Sforzini

Roma / Milano – C’è un’esigenza prepotente che sta attraversando, in modo sempre meno sotterraneo, il tessuto politico e sociale italiano: il bisogno vitale di tornare a elaborare idee, visioni e strategie a lungo termine, smettendo di vivere nella perenne e asfissiante gabbia della propaganda quotidiana. A lanciare un vero e proprio manifesto per la ricostruzione di una nuova cultura politica di destra è Luca Sforzini, Presidente del dinamico Centro Studi Rinascimento Nazionale. Intervenendo ai microfoni di Radio Cusano Campus, Sforzini ha tracciato una rotta ambiziosa che tocca i nervi scoperti dell’attualità: dalle imminenti elezioni amministrative a Milano, fino all’identità profonda del nuovo movimento “Futuro Nazionale” legato al Generale Vannacci.

“Carmelo Burgio a Milano: l’uomo di Stato che può unire la coalizione”

L’attenzione di Sforzini si è concentrata immediatamente sulla delicatissima partita elettorale per la conquista di Palazzo Marino. Dopo l’annuncio della nascita di un comitato indipendente, il Presidente del Centro Studi non usa mezzi termini per blindare e rilanciare una candidatura di altissimo profilo istituzionale. «Il Generale Carmelo Burgio può e deve rappresentare la candidatura unitaria dell’intero schieramento di centrodestra a sindaco di Milano», ha affermato con nettezza. «Nelle sue recenti dichiarazioni ho ascoltato un enorme buonsenso, un profondo equilibrio e un sacro rispetto dello Stato e delle istituzioni. Stiamo parlando di un autentico uomo di Stato che si affaccia sulla scena politica italiana portando in dote una credibilità inscalfibile».

Le posizioni espresse da Burgio, in particolare sulla gestione dell’ordine pubblico e sulla necessaria sinergia istituzionale con la Prefettura, dimostrano la statura del candidato. «È il linguaggio rigoroso di chi conosce perfettamente lo Stato e ne rispetta le articolazioni. Amministrare una metropoli complessa come Milano significa prima di tutto assumersi responsabilità enormi, e una candidatura di questo altissimo spessore merita di essere valutata seriamente e sostenuta dall’intera coalizione», ha incalzato Sforzini, lanciando un appello diretto ai leader dei partiti moderati e conservatori.

La fine del pensiero nei partiti: “Ridotti a gestire piccoli interessi”

Ma l’intervento radiofonico si è spinto ben oltre le questioni territoriali, toccando la vera e propria “crisi d’identità” del sistema partitico italiano. Sforzini ha rivendicato con fierezza il ruolo del Centro Studi Rinascimento Nazionale come “motore intellettuale” di una nuova destra: «Noi lavoriamo per accompagnare la crescita di Futuro Nazionale attraverso una costante e faticosa elaborazione politica e culturale. Elaboriamo idee, provochiamo discussioni, spesso anche ruvide, e cerchiamo di costruire una cultura politica solida. Questo è esattamente ciò che i partiti tradizionali hanno colpevolmente smesso di fare».

La diagnosi è impietosa e condivisa da moltissimi elettori disillusi: «Il grande dramma dell’Italia del 2026 è che i partiti, indistintamente a destra come a sinistra, hanno rinunciato al pensiero. Sono fisicamente scomparse le vecchie sezioni in cui ci si confrontava aspramente e in cui le decisioni erano il frutto di una maturazione collettiva. Oggi, purtroppo, la politica si è tristemente ridotta alla mera gestione di piccolissimi interessi personali o, ben che vada, di enormi interessi eterodiretti». Un progressivo e inesorabile scollamento tra rappresentanza politica e popolo, aggravato, secondo Sforzini, da una legge elettorale che continua sfacciatamente a negare agli elettori il diritto di esprimere le proprie preferenze, lasciando lo scettro decisionale in mano a ristrette segreterie romane.

Le tre sfide culturali: provocazioni, federalismo e visione nazionale

Per dimostrare la vitalità del pensiero che ruota attorno a Futuro Nazionale, Sforzini ha citato tre esempi concreti del lavoro svolto dal Centro Studi, che sta scuotendo dalle fondamenta il dibattito interno alla destra.

In primo luogo, il coraggio della provocazione intellettuale: «Nei giorni scorsi abbiamo invitato a riflettere sulle innegabili e affascinanti coincidenze tra alcune istanze di Futuro Nazionale e i temi fondanti del grillismo delle origini. Apriti cielo! La nostra iniziativa ha generato scandalo e un acceso dibattito. Ma questo è un bene assoluto: la politica cresce solo quando si ha il fegato di mettere sul tavolo temi che gli altri, per pavidità, preferiscono nascondere».

In secondo luogo, la riscoperta del vero federalismo. Sforzini ha ricordato che oggi, 10 agosto, ricorre il venticinquesimo anniversario della scomparsa di un gigante del pensiero politico, il professor Gianfranco Miglio. «Abbiamo affidato allo studioso Paolo Luca Bernardini una profonda riflessione sull’eredità di Miglio, a cui dedicheremo una giornata di studi. Recuperare il suo pensiero significa avere il coraggio di interrogarsi senza sconti sull’organizzazione dello Stato e sulle autonomie. Una sfida cruciale per l’intero centrodestra».

Infine, l’orizzonte di Futuro Nazionale, che non può accontentarsi di essere un partito monotematico. «La sicurezza e l’immigrazione sono urgenze fondamentali. Nessuno deve avere paura di uscire di casa. Ma se questo movimento vuole consolidare il suo consenso, deve proporsi come un vero e proprio Partito della Nazione», ha ammonito Sforzini. «Significa avere risposte forti sull’economia, sul fisco, sul sociale, sulla politica estera. Significa ridisegnare gli equilibri culturali dando voce a tutte le grandi anime della destra: quella liberale, sociale, sovranista, federalista e tradizionalista».

Insomma, una nuova destra che non si limiti ad “amministrare l’esistente”, ma che abbia finalmente l’ambizione e il coraggio intellettuale di tornare a “pensare politicamente l’Italia”.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Politica

Milano, la rete del Generale Vannacci cresce nei quartieri: la storia di Stefano Schermini, il militante solitario tra banchetti e territorio

Dalle periferie al centro di Milano, cresce la rete territoriale di Futuro Nazionale a sostegno del Generale Roberto Vannacci. Spicca la figura di Stefano Schermini, ex pilota e laureato alla Statale, ribattezzato “macchina da guerra” per la sua presenza quotidiana con i banchetti tra residenti e commercianti. Gli elogi del comitato e del “Barone Nero” Jonghi Lavarini. E per approfondire le tesi e il fenomeno politico del Generale, scoprite il bestseller “Il mondo al contrario” in offerta su Amazon. Leggete il reportage completo sul nostro giornale 👇

Pubblicato

a

Collage fotografico con Vannacci

Milano – Dalle periferie industriali ai mercati rionali fino agli angoli più affollati del centro storico all’ombra della Madonnina. Nel capoluogo lombardo la costruzione della rete territoriale legata al nuovo progetto politico di Futuro Nazionale, il movimento fondato dal Generale Roberto Vannacci, passa attraverso volti, storie e un’attività di presidio dal basso che ricorda i fasti della militanza politica della prima repubblica. Tra i protagonisti più visibili di questa presenza costante per le strade milanesi c’è Stefano Schermini, classe 1967, diventato in poco tempo un autentico punto di riferimento per simpatizzanti e curiosi grazie a un’incessante attività di propaganda a contatto diretto con la cittadinanza.

Dal motorsport alla militanza politica sul marciapiede

Laureato in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Milano, con alle spalle un lungo passato agonistico come pilota professionista sui circuiti automobilistici e motociclistici, Schermini incarna la figura del militante atipico. Con trascorsi di simpatia per la Lega delle origini e per il primo Movimento 5 Stelle, è stato tra i primi ad accogliere con entusiasmo la discesa in campo del Generale Vannacci, decidendo di mettersi immediatamente a disposizione del progetto non dalle stanze dei vertici di partito, ma direttamente sui marciapiedi della città.

Ogni giorno, con meticolosa puntualità, Schermini allestisce un banchetto informativo in un quartiere diverso di Milano. Spesso è affiancato da altri militanti, ma non di rado si trova a presidiare la postazione da solo, senza timore di contestazioni o provocazioni, affrontando il confronto dialettico con residenti e commercianti con cordialità e piglio pacato. Un attivismo quotidiano che non si ferma di fronte al maltempo e che mira a raccogliere firme, contatti e nuove adesioni per radicare il movimento in una delle piazze elettorali più competitive e complesse del Paese.

I riconoscimenti dei comitati: «Una macchina da guerra sul territorio»

L’impegno capillare di Schermini ha raccolto l’apprezzamento unanime dei quadri dirigenti locali del movimento vannacciano. Tra i suoi più convinti estimatori c’è l’avvocato Renato Maturo, presidente del Comitato 421 di Futuro Nazionale a Milano: «Stefano è una vera e propria macchina da guerra organizzativa. Non lo ferma nessuno, tantomeno la pioggia o il freddo. Lui vive e presidia la strada, incontra la gente comune, dialoga con i negozianti di quartiere, ascolta i problemi reali della città e porta a casa centinaia di contatti utili per la crescita della nostra comunità politica».

A fargli eco è una figura storica e discussa della destra sociale e identitaria milanese, Roberto Jonghi Lavarini, noto negli ambienti politici come il “Barone Nero”: «La figura di Stefano Schermini rappresenta un limpido esempio di disinteressata militanza patriottica. È una persona che spende energie, tempo e risorse personali senza chiedere prebende o poltrone in cambio, agendo unicamente per spirito di servizio. È esattamente questo il profilo di militante che un movimento giovane e identitario dovrebbe valorizzare per costruire una classe dirigente solida e credibile».

Attualità politica e dibattito culturale

Per comprendere l’ascesa politica e le tesi che hanno alimentato il fenomeno del Generale Roberto Vannacci, scoprite il bestseller da record «Il mondo al contrario» e i saggi di politologia e analisi elettorale più discussi del momento su Amazon.

👉 Scopri i libri del Generale Vannacci e i saggi di attualità politica in offerta su Amazon

La visione di Schermini: «Ridare sicurezza e speranza»

Di fronte all’attenzione mediatica e agli elogi dei compagni di percorso, il diretto interessato mantiene un profilo asciutto ed essenziale, privo di enfasi retorica: «Faccio semplicemente ciò che ritengo giusto e doveroso fare per il mio Paese. Milano vive una stagione di forti contraddizioni, con problemi crescenti di insicurezza urbana, degrado nelle periferie e un diffuso senso di smarrimento tra i ceti produttivi. La nostra presenza per strada serve proprio a questo: ascoltare i cittadini, farli sentire meno soli e dimostrare che esiste un’alternativa per ridare sicurezza, identità e speranza agli italiani».

Il radicamento di Futuro Nazionale verso le prossime sfide elettorali

L’esperienza dei banchetti itineranti a Milano dimostra come la transizione del movimento di Vannacci da fenomeno editoriale e social a forza politica strutturata sul territorio sia ormai avviata. Al di là dei vertici e delle dichiarazioni di principio, la partita del consenso in vista dei prossimi appuntamenti elettorali si giocherà sulla capacità di presidiare le sezioni, i quartieri e i mercati rionali. E a Milano, la sfida della destra vannacciana cammina sulle gambe di militanti instancabili che hanno scelto la strada come prima frontiera di dialogo civile.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Politica

Caos nel Centrodestra a Milano. Jonghi Lavarini (Futuro Nazionale) provoca Cruciani: “Senza di noi vince la sinistra arcobaleno

La corsa per la poltrona di Sindaco di Milano si trasforma in una rissa politica furibonda all’interno del centrodestra! Roberto Jonghi Lavarini, esponente di spicco di “Futuro Nazionale” (il movimento legato a Roberto Vannacci), ha lanciato una pesantissima provocazione in una lettera aperta indirizzata a Giuseppe Cruciani (conduttore de La Zanzara). Lavarini ha denunciato l’atteggiamento dei partiti di governo (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia) che continuano a “sbattergli la porta in faccia”, rifiutando ogni accordo per pura sete di potere e paura della concorrenza interna! “I numeri parlano chiaro: se il centrodestra va da solo a Milano, andrà a sbattere contro un muro e regalerà la città alla sinistra mondialista arcobaleno!”, ha tuonato Lavarini. Ma Futuro Nazionale non arretra e lancia la sfida: il loro candidato sindaco, il Generale Carmelo Burgio, è già in piena campagna elettorale tra le strade di Milano! Lavarini accetta inoltre la sfida di Matteo Salvini sulle primarie: “Non abbiamo paura di nulla, vogliamo un centrodestra unito e rinnovato. Noi ci siamo!”. Leggete l’articolo per tutti i retroscena di questa rottura shock! E per gli uomini che non si fermano mai, dominate il vostro tempo e le vostre sfide quotidiane con lo Smartwatch High-Tech più resistente e ambito del mercato, oggi in super sconto su Amazon! 👇

Pubblicato

a

Lavarini , Cruciani

Milano – La corsa per la conquista di Palazzo Marino si preannuncia come una delle sfide politiche più accese, frammentate e imprevedibili dei prossimi anni. Mentre il centrosinistra cerca di blindare la propria storica roccaforte meneghina, nel campo del centrodestra è in corso una vera e propria guerra di logoramento e posizionamento. Il nodo centrale, che rischia di far implodere le ambizioni della coalizione governativa, è la gestione dell’ingombrante presenza di “Futuro Nazionale”, il movimento che fa capo al generale Roberto Vannacci. Dopo il netto “no” incassato dai vertici nazionali (tra cui Ignazio La Russa), la battaglia si sposta ora sul piano locale, precisamente a Milano. A lanciare un durissimo atto d’accusa contro i veti imposti dalla maggioranza, e a provocare direttamente il noto conduttore radiofonico Giuseppe Cruciani affinché intervenga nel dibattito, è Roberto Jonghi Lavarini, figura di spicco di Futuro Nazionale sulla piazza milanese, che con una nota al vetriolo ha smascherato le contraddizioni del centrodestra lombardo e nazionale.

[IL COMPAGNO PERFETTO PER LE TUE SFIDE QUOTIDIANE E SPORTIVE]
Sei sempre in movimento tra lavoro, impegni e allenamenti, e vuoi avere il controllo totale sulla tua salute e sulle tue notifiche? Affidati all’eccellenza assoluta! CLICCA QUI per scoprire su Amazon le incredibili offerte sul Garmin Fenix (Smartwatch GPS Premium). Orologio ultra-resistente, cassa in titanio, monitoraggio avanzato della frequenza cardiaca e un’autonomia della batteria che non teme rivali. Il lusso tecnologico al tuo polso!

“Ci sbattono la porta in faccia per non dividere il potere”

Il messaggio di Jonghi Lavarini (indirizzato direttamente al microfono de La Zanzara con l’incipit “Caro Cruciani…”) è un mix di sfida e amara constatazione. «Futuro Nazionale è ampiamente pronto a confrontarsi, seriamente e serenamente, con l’attuale centrodestra di governo, mettendo sul tavolo idee e programmi», esordisce l’esponente politico. «Ma questa ragionevole e costruttiva disponibilità, più e più volte espressa pubblicamente, sia dal Generale Vannacci a livello nazionale, quanto da me a livello milanese, è stata finora sempre e categoricamente respinta dai nostri interlocutori, a volte anche in maniera sgarbata e supponente». Jonghi Lavarini non usa mezzi termini per spiegare il motivo di questa perdurante ostilità: «Noi ci siamo, ma se bussiamo e non ci aprono, o addirittura ci sbattono pesantemente la porta in faccia, cosa dovremmo fare? Non presentarci alle elezioni per non far loro un torto? Gli accordi politici, esattamente come i matrimoni, si fanno rigorosamente in due, e alla base serve rispetto reciproco. La verità è che i ‘governisti’ non vogliono spartire il loro consolidato potere con nessuno e, soprattutto, non vogliono concorrenti politici forti sulla loro stessa fascia elettorale».

L’avvertimento: “Andando da soli farete vincere la sinistra mondialista”

L’analisi di Futuro Nazionale prosegue evidenziando il drammatico rischio matematico che il centrodestra corre isolando le frange più identitarie. «I numeri elettorali sono freddi e inequivocabili: se il centrodestra si ostina ad andare da solo, andrà a sbattere violentemente contro un muro, facendo vincere, di fatto, la sinistra mondialista arcobaleno», avverte Jonghi Lavarini. La soluzione proposta passa per il pragmatismo. Pur riconoscendo le marcate differenze a livello nazionale (soprattutto in materia di politica estera, con Futuro Nazionale molto critico su NATO e Russia), Jonghi Lavarini lancia l’idea di una “alleanza tecnica elettorale” a livello governativo, sottolineando però come sul piano locale la convergenza sia estremamente più facile: «Nei Comuni, anche in quelli grandi e strategici come Milano, trovare accordi politico-programmatici su un buon e solido governo civico è cosa assai più semplice e naturale».

La sfida a Salvini: “Sì alle primarie, avanti con il Generale Burgio”

Ma chi sarà il volto a sfidare la sinistra a Milano? Per Futuro Nazionale non ci sono dubbi, ed è qui che scatta la provocazione finale a Cruciani e a Matteo Salvini. «Perché non organizzi proprio tu, Cruciani, un bel dibattito infuocato fra tutti i candidati sindaci del centrodestra a Milano?», chiede Lavarini. «Al netto del fatto che, per ora, l’unico candidato ufficialmente già in campo e in piena campagna elettorale è il nostro Generale Carmelo Burgio». L’alto ufficiale, schierato dal movimento, sta già battendo palmo a palmo il capoluogo lombardo da un mese, incontrando associazioni, cittadini e categorie produttive. E di fronte all’ipotesi di consultazioni popolari avanzata dal leader della Lega, Futuro Nazionale non si tira indietro: «Non abbiamo paura di nulla, figuriamoci delle primarie proposte da Matteo Salvini per la scelta del candidato sindaco di centrodestra. Noi vogliamo una coalizione radicalmente rinnovata, allargata a destra e alle liste civiche vere, con un programma serio e una squadra fortissima. Per far tornare il centrodestra a governare Milano serve unità. Noi ci siamo, con o senza primarie».

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Politica

Caos Legge Elettorale, Mazzocchi (Cristiano Riformisti): “Riforma incostituzionale, il prestito dei deputati è uno schiaffo alla democrazia”

La nuova legge elettorale fa scoppiare il caos nei palazzi della politica romana e l’Onorevole Antonio Mazzocchi (Presidente dei Cristiano Riformisti) ha deciso di vuotare il sacco con un durissimo attacco frontale! Al centro dello scandalo ci sono le assurde manovre dei partiti per raggiungere il quorum del 42%. Pur di arrivare a quella soglia matematica, le segreterie politiche stanno ricorrendo al “prestito dei deputati”, creando finte liste e partitini dell’ultima ora solo per superare gli sbarramenti. Mazzocchi non usa mezzi termini e definisce la riforma “assolutamente incostituzionale” e un “fallimento morale”. “Stiamo assistendo a un mercato delle istituzioni”, ha tuonato l’Onorevole. I deputati, eletti per rappresentare un territorio e una linea politica, vengono cinicamente usati come merce di scambio, allontanando sempre di più i cittadini disgustati dalla politica. I Cristiano Riformisti promettono battaglia dura in ogni sede per fermare questa deriva! Leggete l’articolo per capire tutti i retroscena shock della nuova legge elettorale! E per chi ama l’eleganza assoluta sul posto di lavoro e nei palazzi del potere, scoprite su Amazon l’incredibile Borsa in vera pelle Piquadro in offerta… il lusso che meritate! 👇

Pubblicato

a

antonio-mazzocchi

Roma – Le aule parlamentari tornano a trasformarsi in un vero e proprio campo di battaglia politico, e ancora una volta il casus belli è rappresentato dalle regole del gioco democratico: la nuova e discussissima riforma elettorale. Mentre le forze di maggioranza spingono a tappe forzate per l’approvazione del testo, le polemiche si infiammano in merito ai complessi e spesso opachi meccanismi numerici necessari per la formazione delle liste e delle coalizioni. Al centro del ciclone, questa volta, ci sono le spregiudicate manovre parlamentari e le alchimie di palazzo finalizzate al raggiungimento del fatidico e proibitivo quorum del 42%. A lanciare un durissimo atto d’accusa, smascherando senza filtri le dinamiche interne ai palazzi romani, è l’Onorevole Antonio Mazzocchi, Presidente nazionale del movimento dei Cristiano Riformisti, che non esita a bollare l’intero impianto normativo come un insulto palese ai principi fondamentali della Costituzione Italiana.

[LO STILE E L’ELEGANZA DEL VERO PROFESSIONISTA]
Sei un professionista, un dirigente o un libero professionista e vuoi presentarti ai tuoi appuntamenti di lavoro con il massimo dello stile e dell’autorevolezza? CLICCA QUI per scoprire su Amazon le incredibili offerte di lusso sulla Borsa da Lavoro in Vera Pelle Piquadro. Un accessorio iconico, indistruttibile e di altissima rappresentanza, dotato di scomparti imbottiti per PC e tablet. Il vero biglietto da visita per chi non accetta compromessi sul lavoro!

Il mercato delle istituzioni e il “prestito” dei deputati

L’affondo del leader dei Cristiano Riformisti si concentra su una pratica parlamentare che, sebbene non inedita nella storia repubblicana, sembra aver ormai superato i livelli di guardia del pudore istituzionale. «Come Cristiano Riformisti torniamo ad esprimere, con voce ancora più forte, la nostra netta e ferma contrarietà alla nuova riforma elettorale, ribadendone l’evidente e macroscopica incostituzionalità», tuona Mazzocchi in una nota infuocata. «Siamo davanti a un vero e proprio mercanteggiare delle istituzioni, una compravendita inaccettabile che svilisce il ruolo stesso del Parlamento». Il riferimento esplicito dell’Onorevole è al proliferare improvviso di nuove (e spesso fantomatiche) sigle di partito nate dall’oggi al domani. Queste formazioni dell’ultima ora non nascono da reali movimenti di opinione nel Paese, ma unicamente attraverso il famigerato meccanismo del “prestito” di alcuni deputati, ceduti temporaneamente da altre formazioni per permettere alle nuove liste di presentarsi alle elezioni aggirando gli ostacoli burocratici. «Questo espediente squisitamente speculativo è la prova provata del fallimento morale, prima ancora che politico, di questa operazione», incalza Mazzocchi.

La caccia cieca al quorum del 42%

L’obiettivo di queste spericolate acrobazie parlamentari è puramente matematico. Secondo la lettura dei Cristiano Riformisti, pur di centrare la soglia di sbarramento e assicurarsi il famigerato premio di maggioranza al 42%, le segreterie di partito stanno rinnegando i fondamenti stessi del patto elettorale con i cittadini. «I fautori della nuova riforma, pur di raggiungere a qualsiasi costo il quorum del 42%, sono ormai disposti a calpestare e annientare qualsiasi principio basilare di democrazia». È l’ennesimo trionfo di quello che gli analisti politici definiscono “trasformismo istituzionale”, una prassi che contribuisce quotidianamente ad allontanare l’elettorato dalle urne. «Sottolineiamo con profonda amarezza come queste oscure manovre di palazzo allontanino sempre di più i cittadini onesti dalla politica attiva, ignorando deliberatamente e sfacciatamente la volontà popolare che si era espressa liberamente alle urne».

Lo strappo istituzionale e la mortificazione dei territori

L’aspetto più grave evidenziato da Mazzocchi, tuttavia, riguarda la completa perdita di rappresentanza territoriale. I parlamentari “prestati” per formare nuovi gruppi tradiscono inevitabilmente il mandato ricevuto dai propri elettori nei collegi di appartenenza. «Si sta consumando sotto i nostri occhi un gravissimo strappo istituzionale che azzera, di fatto, la salvaguardia dei reali rappresentanti del territorio», spiega il Presidente dei Cristiano Riformisti. «Chi è stato eletto dagli italiani per rappresentare una specifica comunità locale e per portare avanti una precisa linea politica, non può e non deve essere usato come cinica merce di scambio per meri calcoli matematici e per superare cervellotici sbarramenti elettorali». Di fronte a questa preoccupante deriva, il movimento non intende arretrare di un millimetro, promettendo battaglia in ogni sede (politica e possibilmente giuridica) per arginare l’avanzata della riforma. «Noi continueremo a batterci in ogni sede per fermare questa scellerata deriva anticostituzionale, che rischia seriamente di indebolire e frammentare l’Italia proprio in un momento storico in cui il Paese avrebbe disperatamente bisogno di essere più solido e coeso nelle sue fondamentali radici democratiche», ha concluso Mazzocchi.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza