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Attualità

Naso all’insù per l’Eclissi Solare del 12 agosto: lo spettacolo astronomico del decennio bacia l’Italia. Ecco orari e consigli

Domani tutti con il naso all’insù: arriva l’evento astronomico del decennio! 🌑 ☀️ L’eclissi solare del 12 agosto bacerà anche l’Italia con uno spettacolo pazzesco: il Sole verrà “mangiato” dalla Luna proprio mentre si avvia verso il tramonto. Da Torino a Roma, lo spettacolo inizierà intorno alle 19:30 per raggiungere il culmine verso le 20:15. Scopri nel nostro articolo tutti gli orari esatti, come trovare il punto di osservazione perfetto verso Ovest e, soprattutto, le regole d’oro (e gli occhiali certificati) per proteggere i tuoi occhi! E non finisce qui: la sera stessa ci sarà il picco delle stelle cadenti. Pronti a sognare? Leggi la nostra guida! 👇 🔭

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Eclissi solare

Roma – Ci sono momenti in cui l’Universo decide di ricordarci quanto siamo piccoli, meravigliosamente fragili e immersi in un ingranaggio cosmico di una perfezione sconvolgente. E domani, mercoledì 12 agosto 2026, il cielo ha preparato per noi uno di quegli spettacoli destinati a rimanere impressi per sempre nella memoria collettiva. Il Sole, la nostra stella madre, darà appuntamento alla Luna per una clamorosa e attesissima eclissi solare. Un evento astronomico di rara potenza suggestiva che terrà con il naso all’insù milioni di persone e che, per una fortunata coincidenza di traiettorie, sfiorerà con la sua ombra magica anche la nostra penisola, regalandoci uno dei tramonti più incredibili e romantici degli ultimi decenni.

Dalla Groenlandia alla Spagna: il sentiero del “sole nero”

Per i puristi dell’astronomia, quella di domani sarà un’eclissi solare totale. La fascia di oscuramento completo (il cosiddetto “cono d’ombra”, dove la Luna riuscirà a coprire il 100% del disco solare trasformando improvvisamente il giorno in notte) attraverserà i ghiacci sconfinati della Groenlandia, le terre vulcaniche dell’Islanda per poi tuffarsi nel Vecchio Continente, attraversando la Spagna settentrionale proprio in prossimità del tramonto. Ma anche per chi non si trova lungo questa ristretta striscia di totalità, lo spettacolo sarà comunque mozzafiato. In Italia, infatti, potremo ammirare il fenomeno sotto forma di eclissi parziale, con una percentuale di oscuramento che sarà massima nelle regioni del Nord-Ovest (in Piemonte e Valle d’Aosta si sfiorerà il 90%) per poi decrescere dolcemente scendendo verso il Sud della Penisola.

Come e a che ora vederla in Italia: l’abbraccio col tramonto

La particolarità assoluta di questa eclissi vista dall’Italia risiede nell’orario. Il morso della Luna sul disco solare inizierà infatti nel tardo pomeriggio, in un momento in cui il Sole sarà già molto basso sull’orizzonte, preparandosi a calare. Questo creerà un effetto ottico e fotografico senza precedenti: vedremo una falce di Sole rosso fuoco scendere lentamente verso il tramonto.

Gli orari esatti variano di qualche minuto in base alla latitudine e alla longitudine, ma in linea generale la magia avrà inizio tra le 19:27 e le 19:32. Il picco massimo dell’oscuramento (il momento in cui la Luna coprirà la porzione maggiore del Sole) si verificherà tra le 19:50 e le 20:22. In moltissime città italiane, il Sole tramonterà proprio mentre l’eclissi starà raggiungendo il suo culmine. Qualche esempio? A Torino l’inizio è previsto per le 19:28 con picco alle 20:21. A Roma il fenomeno inizierà alle 19:32 per toccare il massimo alle 20:11 (con il tramonto previsto pochissimi minuti dopo, alle 20:14).

Orizzonte libero e occhi protetti: le regole d’oro per godersi lo spettacolo

Proprio perché l’eclissi avverrà poco prima del tramonto, il primissimo consiglio per non perdersi lo spettacolo è quello di cercare un punto di osservazione con l’orizzonte totalmente libero e sgombro verso Ovest / Nord-Ovest. L’ideale sarebbe guardare verso il mare aperto, oppure salire su un’alta collina o una montagna per evitare che edifici, palazzi o rilievi coprano il Sole prima del previsto.

Ma la regola aurea, su cui medici e scienziati non transigono, riguarda la sicurezza dei nostri occhi. Mai, per nessuna ragione al mondo, bisogna guardare il Sole a occhio nudo. Anche se coperto per gran parte dalla Luna e apparentemente indebolito dalla luce del tramonto, i raggi solari possono causare danni permanenti e irreversibili alla retina. Dimenticate i rimedi casalinghi (come vetri affumicati, vecchie pellicole fotografiche o radiografie): per ammirare l’eclissi servono esclusivamente gli appositi occhialini certificati per l’osservazione solare (reperibili nei negozi di ottica o di materiale astronomico) o filtri professionali in Mylar. Se non li avete, potete ricorrere a metodi di proiezione indiretta (come il foro stenopeico), ma non puntate mai gli occhi direttamente verso la stella.

Un tramonto con l’eclissi e una notte con le stelle cadenti

L’eclissi del 12 agosto 2026 porta con sé un’ultima, meravigliosa coincidenza cosmica. Quando il Sole eclissato sparirà oltre l’orizzonte, lasciando il posto al buio della notte, il cielo continuerà a dare spettacolo. Questa data coincide infatti con i giorni clou delle Perseidi, il celebre sciame meteorico delle “Lacrime di San Lorenzo”. Dopo essersi emozionati davanti al “Sole nero” del tramonto, basterà aspettare il buio e sdraiarsi a terra per continuare a sognare ammirando una pioggia di stelle cadenti. Come a dirci che, per quanto la nostra vita possa essere frenetica e complicata, basta alzare gli occhi al cielo per ritrovare, intatta, la magia del mondo.

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Esteri

Alta tensione Italia-Spagna: Ceuta brucia ma Madrid attacca la Meloni. E Sanchez va in vacanza sui gommoni di Stato

Il confine esplode, i medici implorano aiuto, ma la colpa… è di Giorgia Meloni! 🇪🇸 ⚡ 🇮🇹 Nuovo, gravissimo attacco frontale della Spagna contro l’Italia sui fatti di Ceuta. Il ministro degli Esteri di Madrid accusa il nostro Governo di usare l’emergenza migranti “solo per biechi fini elettorali”. Peccato che l’Europa (Svezia in testa) stia isolando la Spagna bocciando le politiche socialiste. E mentre i territori africani di Madrid rischiano di collassare a Ferragosto, il leader Pedro Sanchez che fa? Consiglia canzoni pop sui social e si gode le vacanze facendo immersioni usando i motoscafi della Guardia Civil! Leggi tutto l’assurdo retroscena della crisi diplomatica nel nostro nuovo articolo. Tu da che parte stai? Ditecelo nei commenti! 👇 🛳️

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Pedro Sanchez

Madrid – Mentre le frontiere collassano e i medici lanciano disperati SOS umanitari, c’è chi preferisce voltarsi dall’altra parte e puntare il dito contro il vicino di casa pur di nascondere la polvere (o meglio, le proprie clamorose mancanze) sotto il tappeto. La gravissima crisi esplosa nell’enclave di Ceuta, unita alla minaccia sempre più realistica di una nuova ondata migratoria massiccia prevista per la giornata di Ferragosto, non è bastata a far suonare la sveglia nei palazzi del potere di Madrid. Invece di concentrarsi sui drammatici problemi interni di una nazione che rischia di perdere il controllo dei propri confini, il governo socialista di Pedro Sanchez ha scelto la strada più facile e politicamente scorretta: attaccare a testa bassa l’Italia e il Governo guidato da Giorgia Meloni.

Le pesanti accuse del ministro Albares: “Roma pensa solo alle elezioni”

L’offensiva mediatica e diplomatica iberica è stata affidata alle parole, dure e sferzanti, del ministro degli Esteri José Manuel Albares. Ignorando il grido di dolore dei sanitari operanti a Ceuta (che denunciano ormai una vera e propria “catastrofe sanitaria” con richieste disperate di aiuto verso la capitale), il capo della diplomazia spagnola ha preferito sprecare fiato per impartire lezioni di morale al nostro Paese.

«L’atteggiamento dell’Italia non è stato di solidarietà e di sostegno alla Spagna, come invece ha fatto la stragrande maggioranza dei Paesi dell’Unione Europea», ha dichiarato Albares, innescando l’incidente diplomatico. «Il comportamento di Roma è stato probabilmente dettato da meri interessi di parte: un tentativo cinico di sfruttare questa situazione, per noi senza precedenti, esclusivamente per rispondere alle esigenze elettorali interne del governo italiano».

Ma il ministro non si è fermato qui, rincarando la dose con dati volti a sminuire le preoccupazioni italiane: «Ciò che sorprende enormemente è che sia proprio il Paese con il maggior numero di ingressi irregolari in Europa – praticamente il doppio rispetto alla Spagna – ad aver proposto l’introduzione di rigidissimi controlli per i voli e le navi provenienti dal nostro territorio. Soprattutto considerando che quelli che a Bruxelles vengono definiti ‘movimenti secondari’ tra Spagna e Italia sono in realtà numeri minimi, che non arrivano a toccare neanche la soglia dell’1%».

Il trucco della sinistra europea: attaccare la Meloni per coprire i fallimenti

Leggendo tra le righe di queste dichiarazioni, appare ormai del tutto evidente la mossa disperata dell’esecutivo socialista spagnolo. Con un indice di gradimento popolare colato a picco e una crisi interna sempre più ingestibile, Pedro Sanchez sembra aver adottato in pieno la medesima, logora strategia della sinistra nostrana (sua storica alleata in Europa): quando non sai come risolvere un problema, punta il dito contro la “brutta e cattiva” Giorgia Meloni.

È un gioco di prestigio politico, utile a compattare l’elettorato radicale ma totalmente scollato dalla realtà internazionale. Madrid, infatti, ignora bellamente e colpevolmente il fatto che una larghissima parte dell’Unione Europea si sia ormai schierata nettamente, e senza mezzi termini, contro le scellerate politiche migratorie spagnole. L’ultima sonora bocciatura è arrivata, non a caso, dalla Svezia. Il Primo Ministro svedese, Ulf Kristersson, ha pubblicamente bollato l’idea di una maxi-regolarizzazione dei migranti avviata da Sanchez come una “pessima e pericolosissima idea”, lanciando un avvertimento pesantissimo ai partner europei: mosse del genere rischiano di far precipitare l’Europa in una crisi migratoria devastante, simile se non peggiore a quella vissuta nel 2015, mettendo definitivamente in discussione la sopravvivenza stessa della zona Schengen.

E mentre Ceuta affonda, Sanchez fa immersioni con la Guardia Civil

L’aspetto più grottesco e, per certi versi, offensivo di questa intera vicenda, riguarda però il clamoroso scollamento tra il leader spagnolo e la drammatica realtà dei confini. Mentre le enclave di Madrid in terra d’Africa bruciano sotto il peso dell’emergenza umanitaria e sanitaria, cosa fa il Premier spagnolo? All’evidenza dei fatti, per Pedro Sanchez sembra essere molto più urgente e prioritario consigliare ai propri follower letture estive e playlist musicali rilassanti.

O, peggio ancora, le cronache raccontano di un Presidente del Governo impegnato a godersi le vacanze spensierate, andando a fare immersioni in mare aperto a bordo dei costosissimi motoscafi in dotazione alla Guardia Civil. Imbarcazioni militari e mezzi di Stato che, forse, sarebbero stati impiegati molto meglio nel pattugliare le acque bollenti di Ceuta per difendere i confini, anziché scortare il leader socialista nelle sue scorribande turistiche subacquee. Una cartolina amara e surreale, che spiega alla perfezione le priorità di una certa sinistra europea: severissima e inflessibile contro l’Italia, ma drammaticamente cieca di fronte alle proprie catastrofi.

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Esteri

Afghanistan, cinque anni dopo: un Paese dimenticato tra fame, speranza e una crisi senza fine

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Afghanistan, cinque anni dopo: un Paese dimenticato tra fame, speranza e una crisi senza fine

Redazione- Cinque anni dopo il ritorno dei talebani al potere, l’Afghanistan continua a vivere una delle crisi più gravi della sua storia recente. Dietro i numeri e le statistiche ci sono milioni di persone che ogni giorno lottano per trovare cibo, una casa sicura e un futuro per i propri figli.

Il Consiglio Norvegese per i Rifugiati lancia un nuovo appello alla comunità internazionale: l’Afghanistan non può essere lasciato solo mentre le emergenze umanitarie, economiche e climatiche si aggravano.

Secondo l’organizzazione, il rientro di oltre sei milioni di afghani dai Paesi vicini negli ultimi anni ha aumentato la pressione su un sistema già fragile, dove servizi essenziali come sanità, acqua, istruzione e assistenza umanitaria sono sempre più sotto pressione.

«Il mondo ha promesso sostegno al popolo afghano, ma oggi molte di quelle promesse sembrano dimenticate», ha dichiarato Jan Egeland, segretario generale del Consiglio Norvegese per i Rifugiati, sottolineando che milioni di civili stanno pagando il prezzo di una crisi che non hanno scelto.

A soffrire maggiormente sono le famiglie più vulnerabili: donne, bambini, sfollati e persone rientrate dall’estero senza lavoro né risorse. Secondo il NRC, circa tre quarti dei rimpatriati non hanno un’occupazione stabile e molte famiglie non riescono nemmeno a garantire i bisogni fondamentali.

La diminuzione degli aiuti internazionali ha aggravato la situazione. Molte organizzazioni umanitarie sono state costrette a ridurre programmi essenziali di sostegno alimentare, sanitario e abitativo proprio nel momento in cui la popolazione ne ha più bisogno.

L’Afghanistan è inoltre sempre più esposto agli effetti del cambiamento climatico: siccità, crisi agricole e disastri naturali stanno rendendo ancora più difficile la vita delle comunità già colpite da decenni di guerra.

Il Consiglio Norvegese per i Rifugiati chiede un nuovo impegno globale, non solo attraverso gli aiuti d’emergenza, ma anche con investimenti di lungo periodo capaci di offrire stabilità e dignità al popolo afghano.

La crisi dell’Afghanistan non è soltanto una questione politica: è soprattutto una tragedia umana che riguarda milioni di persone che chiedono una cosa semplice — la possibilità di vivere con sicurezza, dignità e speranza.

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Politica

La dura replica del PD sui fatti di Ceuta. Morani a gamba tesa: “C’è un Vannacci in ogni Stato, l’emergenza migranti è creata ad arte per soffiare sulla paura”

Il PD passa al contrattacco e smonta la linea dura del Governo sui fatti di Ceuta! 🔴 🇪🇺 Scontro infuocato a “Filorosso” tra destra e sinistra. Alessia Morani punta il dito contro Meloni e l’estrema destra europea: “L’emergenza migranti? È tutta inventata ad arte per soffiare sulla paura della gente. Esiste un Vannacci in ogni Stato d’Europa (da Vox all’Afd) e il Governo fa la voce grossa con la Spagna solo per rincorrere l’elettorato estremista”. Leggi il duro attacco dell’esponente Dem e dicci da che parte stai nei commenti! 👇 📺

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Filorosso

Roma – La miccia accesa sui confini spagnoli di Ceuta continua a far esplodere la polemica politica all’interno dei confini italiani. Se da un lato il Governo Meloni, attraverso i suoi esponenti, rivendica con orgoglio la rigidità delle scelte prese per difendere l’interesse nazionale e scongiurare infiltrazioni terroristiche, dall’altro lato la trincea dell’opposizione risponde al fuoco con accuse pesantissime. A guidare la controffensiva mediatica e dialettica del centrosinistra è stata l’onorevole Alessia Morani. L’esponente di spicco del Partito Democratico, ospite nel salotto televisivo di Filorosso su Rai 3 (sotto l’attenta conduzione di Antonino Monteleone e Adele Grossi), ha offerto una chiave di lettura diametralmente opposta dello scontro diplomatico tra Roma e Madrid, spostando l’asse del problema dalla sicurezza dei confini alle presunte e ciniche strategie elettorali delle destre europee.

“Il fantasma di Vannacci aleggia sull’Europa”: l’accusa della Morani

Il cuore dell’intervento dell’esponente Dem non si è limitato a criticare la singola scelta del Governo italiano di richiedere la sospensione del trattato di Schengen, ma ha puntato il dito contro un’ideologia che, a suo dire, sta pericolosamente infettando l’intero Vecchio Continente. Per spiegare questa deriva, la Morani ha coniato un paragone fortissimo, utilizzando il nome del Generale più discusso d’Italia come vera e propria “unità di misura” dell’estremismo politico.

«Siamo di fronte a un fenomeno preoccupante: c’è un Vannacci in ogni singolo Stato europeo», ha attaccato la Morani in diretta tv, snocciolando i nomi dei partiti sovranisti che stanno cavalcando il malcontento popolare. «C’è un Vannacci spagnolo, che si incarna perfettamente nelle politiche di Vox. Esiste un Vannacci tedesco, e porta il nome di Alternative für Deutschland (AfD). E c’è persino un Vannacci danese. Qual è il filo rosso che li unisce? Ognuno di questi Paesi ha l’enorme problema di gestire un’estrema destra che ha la cinica e disperata necessità di creare dal nulla un’emergenza migranti, con l’unico scopo di soffiare incessantemente sul fuoco della paura dei cittadini».

La strategia di Giorgia Meloni: “Una faccia cattiva per contenere le destre”

Secondo la narrazione offerta dal Partito Democratico, la durissima presa di posizione dell’esecutivo italiano contro il premier spagnolo Pedro Sanchez (accusato dal centrodestra di effettuare respingimenti illegali) non sarebbe dettata da reali esigenze di sicurezza nazionale, ma si configurerebbe come una vera e propria mossa di “teatro politico”.

«Questo è l’esatto quadro clinico che lega indissolubilmente l’Italia al fenomeno Vannacci e alle mosse di Giorgia Meloni», ha incalzato l’ex sottosegretaria Morani. «La Presidente del Consiglio sta maldestramente provando a contenere questa gigantesca ondata di estrema destra facendo la voce grossa e la faccia cattiva, del tutto inutilmente, con il governo socialista della Spagna. È una prova muscolare che serve solo a rincorrere l’elettorato più radicale, ma che non ha alcuna reale giustificazione sul piano della politica internazionale».

I fatti di Ceuta minimizzati: “Un’invasione lampo risolta in 48 ore”

Infine, l’esponente Dem ha cercato di ridimensionare fortemente la portata drammatica di quanto accaduto nell’enclave spagnola, criticando aspramente la drastica decisione di Palazzo Chigi di blindare i confini richiedendo la procedura d’urgenza a Bruxelles.

«Vorrei ricordare a tutti, per onore di verità, che quella che è stata impropriamente chiamata ‘l’invasione Stella’ è un fenomeno che si è consumato nell’arco di appena 48 ore. E sempre in sole 48 ore si è totalmente risolto», ha concluso sferzante Alessia Morani. «L’Italia ha preteso e ottenuto di bloccare le frontiere di Schengen nonostante sul campo fossero stati rimpatriati praticamente tutti i soggetti coinvolti. E tutto questo senza che ci fosse, numeri alla mano, un reale, imminente e documentato pericolo di infiltrazioni, anche perché ricordiamo che Ceuta si trova in Marocco. La verità è una sola: ci troviamo di fronte a un’emergenza totalmente inventata e creata ad arte, unicamente per contenere questa travolgente ondata di estrema destra».

Le parole della Morani tracciano un solco profondissimo e insanabile tra le forze politiche italiane, trasformando la complessa gestione geopolitica dei flussi migratori nell’ennesimo, violentissimo terreno di scontro ideologico e pre-elettorale. E mentre i leader litigano nei salotti televisivi, la questione epocale dei confini europei resta drammaticamente aperta.

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