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La magia della musica al tramonto: a Silvi Marina sbarca il “Diorama Festival” con uno spettacolare palco sulla sabbia

Nessuna scenografia finta, solo l’infinito del Mare Adriatico al tramonto! A Silvi Marina sbarca il “Diorama Festival” con un palco direttamente sulla sabbia. 🌅 🎶 Siete pronti a ballare a piedi nudi in uno scenario da sogno? Venerdì 28 agosto, dalle ore 18:00 (con ingresso totalmente gratuito), la bellissima Spiaggia “Le Dune” di Silvi Marina (TE) ospiterà una magica tappa del Diorama Festival 2026! Per la prima volta nella storia, il palco sarà montato sulla sabbia, senza alcun fondale alle spalle: gli artisti suoneranno avendo come unica scenografia le onde del mare e la luce del tramonto! Ad animare la line-up musicale ci penseranno i live caldi e l’elettronica d’autore di Atabasca, TYTO, Jolly Mare e Riviera Dancing. Ma non solo: ci saranno magnifiche performance di arti visive contemporanee (in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila) e gustosissimo cibo, birre e vini 100% abruzzesi da gustare sotto le stelle. “Non c’è bisogno di costruire una scenografia, perché la bellezza è già lì”, ha spiegato il Direttore Paolo Cicalini. Leggi tutto il programma dell’evento nel nostro articolo! 👇 🌊 E a voi piacerebbe assistere a un concerto ballando direttamente sulla sabbia?

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ATABASCA

Silvi Marina – Ci sono serate estive destinate a rimanere impresse nella memoria, in cui la magia della grande musica dal vivo, il fascino dell’elettronica d’autore e la bellezza mozzafiato della natura si fondono in un unico, irripetibile spettacolo. È esattamente quello che accadrà venerdì 28 agosto (a partire dalle ore 18:00, con ingresso totalmente gratuito) sulla splendida Spiaggia “Le Dune” di Silvi Marina, in provincia di Teramo.
Il viaggio itinerante del Diorama Festival 2026, giunto con enorme successo alla sua sesta edizione, fa finalmente tappa sulla costa abruzzese. E per la primissima volta nella sua affascinante storia, decide di fare le cose in grande: nessun edificio, nessuna piazza e nessun monumento a chiudere la vista. Il palco verrà montato direttamente sulla sabbia, senza alcun fondale artificiale, lasciando che sia l’orizzonte infinito del Mare Adriatico a fare da scenografia naturale alle spalle degli artisti.

Dalle montagne al mare: la filosofia del Diorama

Questa scelta scenografica così coraggiosa e suggestiva rappresenta in pieno l’anima e la filosofia fondante di Diorama: adattare maniacalmente ogni singolo appuntamento al luogo fisico che lo accoglie, evitando asettici format prestabiliti e costruendo, al contrario, esperienze sensoriali in cui il territorio e la programmazione culturale diventano esattamente la stessa cosa.
Dopo aver portato la cultura contemporanea all’interno di borghi medievali, musei silenziosi, parchi archeologici e paesaggi montani, il festival arriva così a bagnarsi i piedi nel mare, trasformando per una notte un meraviglioso tratto della costa di Silvi in uno spazio dedicato all’arte. Un risultato prestigioso reso possibile grazie al fondamentale sostegno e patrocinio del Comune di Silvi (Assessorato agli Eventi), del Ministero della Cultura, all’Alto Patrocinio della Regione Abruzzo e alla visione lungimirante della Fondazione Tercas.

Le parole del Direttore Cicalini: “Il mare è la nostra scenografia”

A spiegare l’emozione di questa “prima volta” balneare è Paolo Cicalini, brillante Direttore artistico e ideatore storico del Festival: «In sei anni Diorama ha attraversato l’Abruzzo in tantissimi modi. Ci mancava una cosa che, per una regione come la nostra, era quasi inevitabile: arrivare fino al mare. A Silvi lo faremo nel modo più semplice, romantico e potente possibile: mettendo il palco sulla sabbia e lasciando l’Adriatico completamente libero alle spalle degli artisti. Non abbiamo bisogno di costruire una scenografia artificiale, perché la bellezza è già lì. È un’immagine che racconta molto bene quello che proviamo a fare: partire sempre dal luogo e immaginare cosa possa accadere proprio lì, e non altrove».

La line-up musicale: dal tramonto fino a notte fonda

A far ballare ed emozionare il pubblico dal pomeriggio fino a notte fonda ci saranno ben quattro progetti musicali di altissimo livello. Ad aprire le danze sarà Atabasca, con un live caldo, fisico e ipnotico, costruito attraverso groove e ritmi contaminati che sembrano nati apposta per inaugurare questo nuovo legame col mare.
A seguire, salirà sul palco TYTO (il progetto solista di Beppe Scardino, talentuoso polistrumentista già noto per il suo percorso al fianco dei C’mon Tigre), che mescolerà sapientemente i suoni dei sassofoni con la ricerca elettronica d’avanguardia. Il delicatissimo passaggio cromatico dal tramonto alla notte sarà invece affidato alle sapienti mani di Jolly Mare (producer e selector affermato a livello internazionale), che incanterà la spiaggia con un dj set a cavallo tra l’italo-disco, i sintetizzatori e le magiche suggestioni afro-cosmic. A chiudere in bellezza la line-up ci penserà Riviera Dancing, il progetto resident del Diorama Festival, con una scatenata selezione musicale senza confini pensata per far ballare il pubblico a piedi nudi sulla sabbia.

Non solo musica: arti visive, performance e sapori d’Abruzzo

Ma Diorama non è solo musica da ascoltare. Anche sulla spiaggia di Silvi proseguirà l’affascinante percorso di arti visive sviluppato insieme all’ABAQ (Accademia di Belle Arti dell’Aquila). Il pubblico assisterà a “Cugine delle lucertole, parenti dell’argilla”, una performance artistica contemporanea (a cura di Maurizio Coccia e con la Direzione di Gioia Di Girolamo) che vedrà Patrizia Cianforlini, Francesca Perniola e Alice Tonelli relazionarsi direttamente con l’elemento della sabbia e del paesaggio marino. Continuerà inoltre la Residenza Artistica Itinerante di Stefano Ventilii, che raccoglierà le tracce del viaggio.
Infine, per nutrire non solo lo spirito ma anche il corpo, la serata (la cui luce cambierà gradualmente seguendo il ritmo naturale del sole) sarà accompagnata dal miglior cibo, vini, birre artigianali e bevande rigorosamente Made in Abruzzo. Un’esperienza totale, gratuita e aperta a tutti: la magia dell’estate abruzzese vi aspetta.

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«Allora mi sono fatta sasso» di Manuela Scannavini: alla Galleria Pian dei Giullari l’arte del silenzio per la Rome Art Week 2026

Martedì 20 ottobre alle 18:00 alla Galleria Pian dei Giullari di Roma inaugura ‘Allora mi sono fatta sasso’, la personale di Manuela Scannavini per Rome Art Week 2026 a cura di Diana Daneluz con testi di Eugenia Querci. In mostra dipinti materici, libri d’artista e le opere sonore ispirate alle musiche di Carmelo Travia e ai testi di Giulio Marzaioli. Tutti i dettagli su orari, catalogo e programma nell’articolo completo 👇

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Manuela Scannavini

Roma – Farsi sasso per ritrovare il centro perduto dell’anima, sottrarsi al frastuono dell’effimero, ascoltare il respiro segreto della materia e permettere alle risonanze del mondo di vibrare dentro di sé. Da questa folgorante suggestione estetica e filosofica prende forma “Allora mi sono fatta sasso”, la nuova e attesa mostra personale dell’artista romana Manuela Scannavini, ospitata negli spazi carichi di memoria della Galleria Pian dei Giullari – Laboratorio di Andrea Bottai, in via dei Cappellari 49 a Roma. L’esposizione, inserita ufficialmente nel cartellone diffuso della prestigiosa Rome Art Week 2026, sarà inaugurata martedì 20 ottobre alle ore 18:00 e rimarrà aperta al pubblico fino al 31 ottobre, offrendo un percorso intimo e meditativo nel cuore del rione Parione, a due passi da Campo de’ Fiori.

Il segno, la materia e il suono: le opere e la musica del Maestro Travia

Curata con sensibilità critica da Diana Daneluz e accompagnata dai testi analitici di Eugenia Querci, storica dell’arte che segue l’evoluzione creativa di Scannavini fin dagli esordi, la rassegna presenta un corpus organico di opere eterogenee ma intimamente connesse: tele a pittura stratificata, incisioni calcografiche su linoleum e tetrapak, raffinati lavori a puntasecca, monotipi, taccuini di studio e un prezioso libro d’artista. Ciascun manufatto testimonia un’incessante ricerca formale volta a tradurre gli stati emotivi, i silenzi della natura e le stratificazioni dell’esperienza umana in geometrie organiche, ritmi segnici e campiture cromatiche dense di luce.

Uno dei cardini visivi e sensoriali del percorso è rappresentato dagli otto pannelli monumentali che compongono l’opera “Quando il suono si fa segno”. Il ciclo nasce dal dialogo fecondo tra il gesto pittorico di Scannavini e le composizioni musicali del Maestro Carmelo Travia: una trascrizione sinestetica in cui la vibrazione sonora guida l’andamento del tratto e la modulazione dell’inchiostro. In corrispondenza dell’installazione, i visitatori potranno inquadrare un QR code dedicato con il proprio smartphone per ascoltare la traccia musicale originale che ha accompagnato la genesi delle opere, vivendo un’esperienza immersiva totale in cui l’udito e la vista si fondono. Accanto a questo nucleo spiccano dipinti carichi di lirismo come “La farfalla” e “Colgo un fiore per ogni nota spesa”, nei quali la fragilità dell’esistenza trova una forma solida di resistenza poetica.

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Il dialogo con Giulio Marzaioli e la metafora del sasso come dimora

Il titolo stesso della mostra trae origine da una profonda affinità elettiva con l’opera letteraria dello scrittore Giulio Marzaioli, autore del volume “I Sassi” (Tic Edizioni, 2021). Nelle pagine dello scrittore, Manuela Scannavini ha riconosciuto un’eco immediata della propria urgenza espressiva: «L’ammirazione provata da Marzaioli verso qualche cosa che è di per sé inanimato mi ha affascinato a tal punto che alla fine mi sono fatta sasso, il sasso come elemento dentro il quale stare, come rifugio», spiega l’artista romana. Questa corrispondenza poetica si è concretizzata nella produzione del suo primo libro d’artista: uno splendido leporello stampato a mano con linoleografie su preziosa carta giapponese, che sarà svelato durante il vernissage, affiancato dalla serie dei “Libricini in tasca: Sassi tra i sassi”.

Nel grande dipinto eponimo “Allora mi sono fatta sasso”, la pittura si fa scultura bidimensionale: sagome ovoidali, campiture materiche e contorni nitidi dialogano con toni bruni, grigi minerali e terre d’ombra, che improvvisamente si aprono a un campo giallo vibrante di luce solare. Come osserva Eugenia Querci nel testo critico, i paesaggi interiori di Scannavini non si chiudono mai in un solipsismo sterile, ma si aprono costantemente alla relazione con l’altro, trasformando l’inerzia apparente del sasso in uno spazio accogliente di ascolto e quiete mentale.

Il profilo di Manuela Scannavini: dalla sociologia all’astrazione

Nata a Roma nel 1970, Manuela Scannavini ha intrapreso il cammino artistico forte di un solido percorso accademico culminato nella laurea in Sociologia dell’organizzazione aziendale. Questa formazione interdisciplinare ha alimentato una visione analitica delle dinamiche relazionali, traducendosi a partire dal 2007 in una ricerca plastica e pittorica che spazia tra astrazione lirica e concettuale. Dopo aver affinato le tecniche dell’incisione, della stampa d’arte e del disegno presso la Rome University of Fine Arts (RUFA) e botteghe storiche capitoline, l’artista è approdata nel 2024 allo Spazio Sferocromia come ospite dello studio di Umberto Ippoliti, dove ha presentato la sua prima personale.

Con questa nuova tappa alla Rome Art Week, Scannavini conferma una maturità compositiva capace di interrogare i grandi nodi dell’esistenza contemporanea, offrendo al pubblico una via di fuga dall’iperstimolazione visiva per ritrovare il valore sacro della contemplazione.

La Galleria Pian dei Giullari e le coordinate dell’evento

La cornice scelta per l’esposizione amplifica il fascino del progetto. La Galleria Pian dei Giullari, animata dal Laboratorio di Andrea Bottai e sede dell’Associazione per la regolarità, è uno storico crocevia di scambi artistici e filosofici situato in via dei Cappellari, suggestivo vicolo capitolino ribattezzato popolarmente “Via della Poesia”. Gemellata con la Rome Art Week fin dal 2021, la galleria accoglie la mostra con un allestimento curato da Eugenio Marcella (Costruzioni Generali Edilizia 4.0 srls).

La mostra “Allora mi sono fatta sasso” sarà visitabile dal 19 al 31 ottobre 2026, dal lunedì al sabato dalle ore 16:00 alle 20:00 (oppure su appuntamento telefonico contattando i numeri 339 5785378 o 366 3988603). Il vernissage inaugurale si terrà martedì 20 ottobre alle ore 18:00 presso la sede di via dei Cappellari 49 a Roma.

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Emozioni e transculturalità al Teatro Palladium: ricerca, corpo e biomeccanica meyerholdiana con l’Università Roma Tre

Venerdì 16 ottobre alle 18:00 il Teatro Palladium di Roma ospita la performance a ingresso gratuito ‘Emozioni e transculturalità nella pratica scenica’ con il Teatro tascabile di Bergamo e la Scuola Meyerhold. L’evento chiude il convegno dell’Università Roma Tre dedicato alle teorie e storie delle emozioni, unendo la ricerca scientifica alla biomeccanica teatrale nel centenario dello storico teatro. Tutti i dettagli e il programma completo nell’articolo 👇

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Teatro tascabile di Bergamo_L eta divina degli scherzi 2026_ foto realizzate dalla Kalatharangini Kathakali School 2

Roma – Il palcoscenico storico della Garbatella si trasforma in un crocevia privilegiato dove l’indagine accademica, l’antropologia teatrale e la corporeità viva dell’attore si fondono in un unico atto performativo. Venerdì 16 ottobre 2026, alle ore 18:00, il Teatro Palladium dell’Università Roma Tre (in piazza Bartolomeo Romano 8 a Roma) apre gratuitamente le proprie porte al pubblico per l’evento “Emozioni e transculturalità nella pratica scenica”. La performance costituisce il vertice espressivo e conclusivo del secondo convegno internazionale promosso dal Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’ateneo capitolino, offrendo una potente dimostrazione di come gli affetti, le pulsioni e le memorie corporee possano travalicare i confini geografici e linguistici per farsi linguaggio universale.

Il dialogo tra maestri: dal Teatro tascabile alla Biomeccanica di Meyerhold

A rendere straordinario l’appuntamento sul palco del Palladium è l’incontro tra alcune delle più prestigiose esperienze di pedagogia e ricerca teatrale europea. Protagonisti della dimostrazione di lavoro saranno Alessandro Rigoletti, figura cardine del Teatro tascabile di Bergamo – Accademia delle Forme Sceniche, e Claudio Massimo Paternò, direttore del Centro Internazionale Studi di Biomeccanica Teatrale, affiancati dagli allievi della Scuola Internazionale Meyerhold. La cura scientifica e drammaturgica dell’evento è affidata a Raffaella Di Tizio, Samantha Marenzi e Gabriele Sofia, docenti e studiosi da anni impegnati nello scavo teorico ed etico delle arti della scena.

Al centro dell’esplorazione vi è il corpo dell’attore, concepito non come semplice strumento mimetico o esecutore di battute testuali, ma come spazio vivo di trasmutazione, trasmissione e codificazione delle emozioni umane. Attraverso gli esercizi rigorosi della biomeccanica teatrale formulata da Vsevolod Mejerchol’d e le tecniche millenarie mutuate dal teatro classico orientale (tradizione custodita e rielaborata da decenni dal Teatro tascabile di Bergamo), la performance svela allo spettatore i meccanismi nascosti dell’organicità scenica. Il movimento, il ritmo respiratorio, la tensione muscolare e l’equilibrio dinamico diventano le chiavi d’accesso a una sfera emotiva che precede e oltrepassa la parola parlata.

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Il convegno di Roma Tre: teorie, storie e pratiche degli affetti

La messa in scena al Palladium rappresenta la naturale e feconda traduzione pratica del secondo convegno annuale del Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo, intitolato “Emozioni. Storie, teorie, pratiche”, che si tiene giovedì 15 e venerdì 16 ottobre. Sotto la presidenza del comitato scientifico guidata da Veronica Pravadelli, l’iniziativa accademica coinvolge docenti ordinari, ricercatori, dottorandi e studenti in un dibattito serrato che attraversa le scienze umane, i visual studies, l’estetica e la sociologia dei media.

Il simposio si sviluppa lungo quattro direttrici tematiche che indagano la genesi storica delle passioni, la loro teorizzazione filosofica e le modalità concrete con cui i sentimenti strutturano le relazioni interpersonali, la costruzione delle identità comunitarie e le dinamiche della sfera pubblica contemporanea. In questo quadro, il passaggio dall’aula universitaria al palcoscenico del Palladium ribadisce la funzione insostituibile del teatro come laboratorio gnoseologico: la ricerca cessa di essere pura astrazione concettuale e si fa esperienza fisica palpabile, dove lo spettatore è chiamato a riscoprire la radice biologica e culturale del proprio sentire.

Il centenario del Palladium e il cartellone della stagione artistica

L’evento si inserisce armoniosamente nella stagione artistica 2026/2027 del Teatro Palladium, intitolata emblematicamente “accordi. Linguaggi, culture, generazioni”. La programmazione assume quest’anno un significato simbolico eccezionale, cadendo a cento anni esatti dalla posa della prima pietra dello storico edificio nel rione Garbatella, fondato come cinema-teatro di quartiere nel 1926 e rinato sotto l’egida dell’Università Roma Tre come polo di eccellenza per la produzione teatrale, coreutica e cinematografica contemporanea.

La missione del Palladium risiede proprio nella capacità di costruire ponti stabili tra l’eccellenza della ricerca accademica e il tessuto vivo della cittadinanza romana. Coniugando musica colta, danza contemporanea, teatro di ricerca e rassegne filmiche, la Fondazione Roma Tre Teatro Palladium continua a formare nuovo pubblico e a offrire ai giovani talenti uno spazio aperto al confronto internazionale. L’ingresso gratuito alla serata del 16 ottobre ribadisce questa vocazione democratica alla bellezza e alla condivisione della conoscenza.

Informazioni pratiche e dettagli della serata

La performance “Emozioni e transculturalità nella pratica scenica” avrà luogo venerdì 16 ottobre 2026 alle ore 18:00 presso il Teatro Palladium dell’Università Roma Tre, in Piazza Bartolomeo Romano 8 a Roma. L’accesso in sala è a ingresso libero e gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili. L’evento vedrà la partecipazione straordinaria di Alessandro Rigoletti, Claudio Massimo Paternò e degli allievi attori della Scuola Internazionale Meyerhold, con la guida curatoriale di Raffaella Di Tizio, Samantha Marenzi e Gabriele Sofia.

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Roma d’autunno tra arte e meraviglia: da Keith Haring all’Ara Pacis immersiva, tutti gli eventi della Sovrintendenza Capitolina

Dal 16 al 22 ottobre la Sovrintendenza Capitolina propone un ricchissimo programma culturale: visite guidate alle mostre di Keith Haring e Diego Rivera, l’Ara Pacis illuminata dal videomapping serale e la riapertura di Sant’Urbano alla Caffarella. Spazio anche all’archeologia per famiglie e agli spettacoli astronomici al Planetario di Roma. Tutti gli appuntamenti, le date e le info per prenotare nell’articolo completo 👇

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L_Ara si rivela_Sovrintendenza capitolina. WPS

Roma – La stagione autunnale nella Capitale entra nel vivo con un palinsesto straordinario di iniziative che abbraccia millenni di storia, archeologia classica, sperimentazioni contemporanee e divulgazione scientifica per tutte le età. Dal 16 al 22 ottobre 2026, la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e l’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale promuovono un ricco calendario di mostre, aperture straordinarie, percorsi guidati sul territorio e spettacoli immersivi. Dalle grandi retrospettive nei musei civici alle passeggiate archeologiche nei rioni storici, fino alle esplorazioni celesti sotto la cupola del Planetario, la città eterna offre a cittadini e turisti un viaggio culturale senza precedenti.

I grandi maestri nei musei: Keith Haring, Diego Rivera e il secolo della GAM

Il fine settimana capitolino si caratterizza per una serie di visite guidate speciali dedicate ad alcune delle esposizioni temporanee più amate della stagione. Presso il Museo di Roma a Palazzo Braschi, sabato 17 ottobre alle ore 17:00 e domenica 18 ottobre alle 12:00, proseguono gli itinerari guidati alla monumentale mostra dedicata a Keith Haring, icona universale della pop art newyorkese. Contemporaneamente, negli spazi di Villa Caffarelli ai Musei Capitolini, sabato alle 17:30 e domenica alle 11:30 il pubblico potrà immergersi nell’universo del muralismo messicano grazie alle visite guidate all’esposizione “Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo”. Entrambe le iniziative consentono di approfondire il contesto sociale e stilistico di due autentici giganti del Novecento.

Grande attenzione merita inoltre la Galleria d’Arte Moderna (GAM) di via Crispi, dove è stata ufficialmente prorogata fino al 7 febbraio 2027 la rassegna celebrativa “GAM 100. Un secolo di Galleria comunale 1925-2025”. Con un corpus espositivo di oltre 120 capolavori tra sculture, dipinti e opere di grafica, il percorso museale ripercorre l’evoluzione delle collezioni civiche romane, testimoniando un secolo di acquisizioni prestigiose e dibattiti estetici che hanno segnato la modernità della Capitale.

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Lo strumento d’eccellenza per gli amanti dello spazio, dell’astronomia e delle serate al Planetario. Ottica leggendaria da 203 mm ad altissima luminosità e montatura altazimutale motorizzata con database automatico di oltre 40.000 oggetti celesti.

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L’Ara Pacis immersiva e le scoperte archeologiche tra Caffarella ed Esquilino

Tra le esperienze più suggestive del cartellone spicca il ritorno delle aperture serali al Museo dell’Ara Pacis con “L’Ara si rivela”. Dal venerdì alla domenica (in tre turni orari: 20:00, 21:00 e 22:00), i maestosi rilievi marmorei dell’altare augusteo prendono vita grazie a una sofisticata tecnologia di videomapping dinamico. La luce digitale restituisce i colori originari e la volumetria dei pannelli raffiguranti il sacrificio di Enea, il Lupercale, la dea Tellus e la dea Roma, accompagnando i visitatori in cuffia attraverso una narrazione multilingue in quattro lingue lungo il perimetro del monumento.

Sul versante della riscoperta del territorio, il ciclo “Archeologia in Comune” riserva autentiche perle: martedì 17 ottobre alle ore 11:30 riapre le porte la Chiesa di Sant’Urbano alla Caffarella, originariamente tempio romano di Cerere fatto erigere da Erode Attico in memoria della consorte Annia Regilla, recentemente restaurata grazie ai fondi del PNRR. Giovedì 22 ottobre alle 11:00 sarà invece la volta di un itinerario urbano nell’Esquilino settentrionale, alla scoperta di tratti nascosti delle mura serviane e monumentali manufatti idraulici dell’antica Roma. A queste si aggiungono le visite esclusive per i possessori di Roma MIC Card, come il focus politico “Architettura e potere: Cesare e Augusto nei loro Fori a confronto” (venerdì 16 ottobre ai Fori Imperiali) e l’approfondimento “Volti del potere” sui ritratti imperiali a Palazzo Nuovo (giovedì 22 ottobre).

Didattica, laboratori per famiglie e le meraviglie celesti al Planetario

Ampio spazio è riservato alle giovani generazioni e alle famiglie con attività educative interattive. Sabato 17 ottobre alle 17:00 l’Ara Pacis accoglie bambini dagli 8 ai 10 anni per il laboratorio “Ara Pacis. Le voci di una storia” con l’autrice Cristiana Pezzetta e l’illustratrice Gioia Marchegiani. Martedì 20 ottobre alle 17:00, alla Centrale Montemartini, i piccoli esploratori potranno indagare il mistero della giovane Crepereia Triphaena attraverso il laboratorio “Il taccuino dell’archeologo”, ammirando la leggendaria bambola snodabile in avorio rinvenuta nel 1889.

Per gli appassionati del cosmo, il Planetario di Roma offre un cartellone spettacolare. Per gli adulti sono in programma proiezioni a tema astronomico come “Interstellari – il viaggio delle sonde Voyager”, “Ritorno alle Stelle”, “La magia dell’aurora boreale” e “Il cielo degli innamorati”. I bambini potranno invece divertirsi con gli appuntamenti del fine settimana insieme allo stravagante Dottor Stellarium (Gabriele Catanzaro) alla scoperta della Luna e con “Girotondo tra i Pianeti”. Per tutte le informazioni sulle modalità di prenotazione e l’acquisto dei biglietti è attivo il contact center 060608 e il portale ufficiale dei Musei in Comune.

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