Tagliacozzo – Ci sono pomeriggi d’estate in cui il cielo sopra l’Appennino si oscura all’improvviso, scaricando in pochi minuti una quantità d’acqua impressionante, capace di trasformare i vicoli storici in fiumi di fango e detriti e di far ripiombare intere comunità nell’incubo del dissesto idrogeologico. La Marsica si trova a fare i conti con le ferite devastanti lasciate da un violento ed eccezionale nubifragio che ha colpito con particolare ferocia il territorio di Tagliacozzo, mettendo a durissima prova la rete viaria, le abitazioni private e i servizi pubblici. Davanti a questa ennesima emergenza climatica, che ha visto i cittadini rimboccarti le maniche nel fango per difendere le proprie case, si leva un grido d’allarme corale da parte delle istituzioni locali. Angelo Radica, presidente dell’associazione di Comuni ALI Abruzzo, ha espresso la massima e totale solidarietà alla popolazione e al sindaco Vincenzo Giovagnorio, chiedendo alla Regione Abruzzo un intervento economico e strutturale immediato e non più rinviabile.
“Ancora una volta sono i Comuni a trovarsi da soli in prima linea, sulla linea del fuoco, ad affrontare criticità ed emergenze di portata catastrofica, nonostante i bilanci e i fondi a disposizione delle amministrazioni locali siano drammaticamente limitati”, denuncia con fermezza Angelo Radica nella sua nota ufficiale. Il presidente di ALI ha voluto rivolgere un plauso carico di gratitudine alla macchina dei soccorsi comunale, ai dipendenti, ai tecnici e a tutti i volontari della Protezione Civile che hanno dimostrato una prontezza, un’efficienza e una competenza esemplari nel contenere i disagi e ripristinare la sicurezza nelle ore immediatamente successive alla tempesta. Ora che la fase acuta è superata, si entra nella delicata ricognizione dei danni subiti dalle infrastrutture pubbliche e dai privati, una conta che si preannuncia pesantissima e per la quale ALI assicura il pieno sostegno sindacale.
La Regione esca dai palazzi: serve un tavolo istituzionale e risorse immediate
Per affrontare le conseguenze di questo disastro, ALI Abruzzo chiede con urgenza al Presidente della Regione la convocazione straordinaria di un Tavolo istituzionale permanente che veda la partecipazione di tutti gli enti competenti in materia di difesa del suolo. L’obiettivo deve essere chiaro e concreto: definire un piano straordinario di interventi strutturali sul territorio di Tagliacozzo e della Marsica, con l’indicazione tassativa di tempi, responsabilità e, soprattutto, con l’erogazione immediata di risorse finanziarie straordinarie. Come il Comune è stato rapido nell’intervenire per liberare le strade dal fango, così l’ente regionale ha il dovere morale di dimostrare la stessa celerità burocratica per non lasciare i cittadini in balia dell’incertezza.
L’analisi di Radica si sposta poi su una riflessione di medio e lungo periodo riguardante la crisi climatica globale, che non può più essere trattata come una variabile passeggera. “Dopo i disastri che hanno messo in ginocchio il teramano il mese scorso, oggi tocca alla Marsica subire la furia del maltempo. È evidente a chiunque abbia onestà intellettuale che i cosiddetti eventi meteorologici estremi non sono più eccezioni straordinarie, ma rappresentano ormai la nuova e preoccupante norma climatica con cui dobbiamo confrontarci”, sottolinea il presidente di ALI. Diventa quindi vitale rafforzare la resilienza dei Comuni attraverso l’istituzione regionale di un fondo dedicato specificamente alla prevenzione del dissesto idrogeologico, a cui i sindaci possano attingere con procedure rapide, snelle e prive di lacci burocratici ogni volta che il territorio lo richieda.
Il grido del Sindaco Giovagnorio: “I Comuni non possono essere lasciati soli”
Il sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, ha accolto con profonda gratitudine l’appoggio dei colleghi, rilanciando un appello accorato che tocca l’anima profonda della dignità degli amministratori locali: “Ringrazio il presidente Angelo Radica e tutti i sindaci di ALI Abruzzo per la vicinanza e per questa importante sollecitazione istituzionale, di cui gli organismi sovracomunali non possono e non devono fare finta di nulla. I Comuni fanno quotidianamente tutto quanto è nelle loro umane e finanziarie possibilità per garantire i servizi essenziali, ma dinanzi a bombe d’acqua di questa portata eccezionale non possiamo essere lasciati soli sul ciglio della strada”.
Secondo Giovagnorio, per proteggere la vita delle famiglie e la stabilità delle case ai piedi delle montagne, occorre una leale, tempestiva e concreta collaborazione istituzionale che veda uniti la Regione, la Provincia e, laddove necessario, lo Stato centrale. Non servono piccoli contributi tampone o promesse da spendere in campagna取 elettorale, ma investimenti strutturali e opere di ingegneria naturalistica capaci di mettere in sicurezza i versanti montuosi e i canali di scolo prima che arrivi l’autunno. Tagliacozzo ha dimostrato la fierezza e l’orgoglio del suo popolo spalando il fango con il sorriso e la determinazione delle aree interne; ora spetta alla politica regionale dimostrare di avere lo stesso amore e lo stesso rispetto per questa terra straordinaria che non vuole arrendersi alla paura del cielo.