Rimani in contatto con noi
#

Cronaca

“Svegliati di soprassalto, sembrava una guerra!”: caccia aperta, esplode la rabbia dei cittadini ad Ancona. Spari vicino alle case e terrore nel canile

“Svegliati all’alba dai colpi di fucile vicino alle finestre, sembrava di essere in un campo di battaglia!”. Esplode la rabbia dei residenti per l’apertura della Caccia: centralini del 112 intasati e terrore per gli animali nel canile! 🚨 🐕 Una domenica mattina che doveva essere dedicata al riposo si è trasformata in un incubo sonoro per migliaia di famiglie della provincia di Ancona (da Senigallia a Jesi, fino a Osimo). La “preapertura” della Stagione Venatoria ha scatenato il caos: i cittadini, terrorizzati dagli spari dei fucili che sembravano provenire da sotto le finestre di casa, hanno intasato i centralini delle Forze dell’Ordine. I Carabinieri Forestali hanno schierato 35 pattuglie, controllato 160 cacciatori, elevato multe salatissime per oltre 1.300 euro e sequestrato attrezzature illegali. Ma la situazione più drammatica si è vissuta vicino al Canile “Cuori Pelosi” sull’Arceviese! La Presidente dell’Associazione, Francesca Libardi, ha lanciato un grido di allarme disperato: “Per noi è stato come subire un vero e proprio bombardamento. Sentivamo i proiettili partire a pochissimi metri di distanza. Oltre allo stress e al terrore puro provato dai nostri poveri animali nei recinti, per noi volontari è diventato impossibile e pericolosissimo persino lavorare! Chiediamo dialogo e rispetto!”. I cittadini sui social network sono sul piede di guerra e chiedono ai Sindaci di allontanare i cacciatori e di modificare il limite legale (che attualmente vieta di sparare a meno di 150 metri dalle case). Le Forze dell’Ordine raccomandano a tutti massima prudenza e invitano i cittadini a segnalare ogni abuso al 112! Leggi tutta la cronaca della mattinata di fuoco nel nostro articolo! 👇 🦌 Voi cosa ne pensate di questo storico e duro scontro? Siete a favore dell’attività venatoria rispettando rigidamente le attuali leggi dello Stato, o pensate (come i residenti infuriati) che i cacciatori si avvicinino troppo pericolosamente alle nostre case e che il limite dei 150 metri vada assolutamente aumentato per garantire la sicurezza delle famiglie e degli animali? Diteci la vostra nei commenti e condividete questo post per accendere il dibattito!

Pubblicato

a

Cacciatore

Ancona – Una domenica mattina di fine estate che doveva essere all’insegna del riposo e della tranquillità si è trasformata, per migliaia di cittadini, in un vero e proprio incubo sonoro. Fin dalle primissime e fredde luci dell’alba di ieri, i centralini delle Forze dell’Ordine sono stati letteralmente intasati da centinaia di chiamate e segnalazioni disperate.
La miccia che ha acceso questa polveriera sociale in tutto il territorio provinciale dorico è stata la cosiddetta “preapertura” della stagione venatoria. Per gestire l’allarme e il nervosismo della popolazione, i Carabinieri Forestali hanno dovuto mettere in campo un dispiegamento di forze a dir poco massiccio: ben 35 pattuglie schierate a pettine da Ancona fino a Senigallia, passando per Osimo, Jesi e Fabriano. L’obiettivo? Rispondere agli allarmi terrorizzati dei cittadini (svegliati di soprassalto dai colpi di fucile) ed effettuare tutti i rigorosissimi controlli di sicurezza sui cacciatori.

Il bilancio dei Forestali: sequestri e sanzioni

I numeri dell’operazione descrivono una situazione complessa, ma fortunatamente priva di tragedie. Nel corso dei serrati controlli, i militari dell’Arma hanno fermato e ispezionato ben 160 cacciatori. Le divise verdi hanno elevato 13 pesanti sanzioni amministrative (per un importo complessivo di oltre 1.300 euro) ed eseguito il sequestro immediato di 5 richiami vivi non consentiti dalla legge.
Nonostante questi illeciti (legati principalmente all’abbattimento di specie in deroga non autorizzate, come la tortora dal collare e il piccione), i Forestali hanno registrato con sollievo un calo sensibile delle infrazioni rispetto allo scorso anno. La stragrande maggioranza delle doppiette, infatti, ha rispettato diligentemente il corretto posizionamento e le distanze legali dalle abitazioni, e per fortuna non è stato rilevato nessun illecito penale o incidente mortale.

“Clima da bombardamento”: l’incubo dei volontari e dei cani

Se la legge formale sembra aver tenuto, lo stesso non si può assolutamente dire per la pace sociale. Il continuo e ossessivo abbaiare dei cani da caccia e le deflagrazioni continue dei fucili hanno generato una rabbia cieca e una tensione fortissima tra i residenti delle zone periferiche. A Senigallia, in frazioni storiche come Scapezzano, San Silvestro e Marzocca, i residenti hanno descritto sui social network un vero e proprio “clima da guerra e da bombardamento”.
Ma il racconto più drammatico e straziante arriva dalla strada Arceviese, proprio nei pressi dell’oasi felina e del canile gestito dalla coraggiosa associazione ‘Cuori Pelosi’. «Per noi è stato come vivere un bombardamento vero e proprio, avevamo la percezione netta, fisica, che i colpi partissero a pochissimi metri dalle nostre teste», ha spiegato disperata la presidente Francesca Libardi. «Oltre al fortissimo e crudele stress vissuto dagli animali impauriti dentro il rifugio, va considerato anche il benessere di noi persone impegnate nel volontariato. Questi spari continui, violenti e martellanti ti entrano direttamente nel cervello e rendono letteralmente impossibile e pericoloso operare. Noi chiediamo solo di ripristinare il dialogo e di usare un po’ di sano buon senso per trovare un punto d’incontro civile».

La rivolta sui social network e il limite dei 150 metri

Il dibattito ora si è spostato furiosamente online. La legge attuale parla chiaro: non si può assolutamente sparare a meno di 150 metri in linea d’aria dalle civili abitazioni. Eppure, per migliaia di cittadini esasperati, questa norma è ormai obsoleta e va riscritta per aumentare le distanze di sicurezza, tanto che in queste ore i centralini dei Sindaci sono presi d’assalto per chiedere ordinanze comunali restrittive.
Nel frattempo, per evitare che la tensione sociale degeneri in scontri fisici nelle campagne, dai Carabinieri Forestali arriva un fermo richiamo alla responsabilità assoluta: i cacciatori devono rispettare maniacalmente le distanze, scaricare sempre le armi al di fuori degli appostamenti e riporle chiuse nel fodero durante i trasferimenti. I cittadini, dal canto loro, sono invitati a non farsi giustizia da soli, ma a segnalare immediatamente qualsiasi abuso chiamando i numeri gratuiti di emergenza 1515 o 112. La sicurezza pubblica, prima di ogni altra cosa.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cronaca

Vogliono cacciare le api ma fanno esplodere l’intera stanza: terrore e crolli a Pietralata. “Sembrava una bomba!”

Dovevano cacciare le api da una stanza, ma saturano l’aria di Insetticida: quando alzano la serranda elettrica l’appartamento SALTA IN ARIA! Il botto fa crollare il muro, feriti i due operai. E il nido? Rimane intatto tra le macerie! 💣 🐝 A volte la realtà supera l’immaginazione dei film più grotteschi! Nel quartiere Pietralata di ROMA, un semplicissimo intervento di disinfestazione per rimuovere un piccolo nido d’api si è trasformato in un incubo devastante! Due operai di una ditta specializzata sono andati in un appartamento in via Gismondi per togliere il nido e hanno spruzzato un quantitativo massiccio ed esagerato di SPRAY insetticida nella camera da letto. Senza rendersene conto, hanno riempito la stanza di un gas chimico altamente infiammabile! Il disastro è avvenuto un secondo dopo: quando uno degli operai ha schiacciato il bottone per attivare la “Serranda Elettrica” della finestra, la piccola scintilla del motorino ha innescato il gas… e la stanza è clamorosamente ESPLOSA! 💥 Un boato spaventoso ha terrorizzato il palazzo! L’esplosione ha sbriciolato letteralmente un intero muro e fatto saltare in aria tutti i vetri! I due operai sono rimasti feriti sotto i calcinacci (soccorsi dal 118), mentre i proprietari si sono salvati per miracolo. La stanza è stata dichiarata inagibile dai Vigili del Fuoco. Il dettaglio più pazzesco di tutta questa assurda storia? Nonostante l’esplosione, i crolli e il muro distrutto… il nido d’api è rimasto intatto e PERFETTAMENTE AL SUO POSTO! Le api sono solo volate via impazzite per lo spavento. Leggi tutta l’assurda cronaca di questa giornata di follia e panico nel nostro articolo completo! 👇 ⚠️ Attenzione a usare spray, insetticidi e gas in casa vicino alle prese di corrente! Poteva essere una strage! Voi avevate mai pensato che la semplice scintilla di una serranda elettrica (o della luce) potesse far esplodere una stanza piena di insetticida? Diteci la vostra nei commenti e condividete questo post per mettere in guardia tutti i vostri amici da questi pericolosissimi incidenti domestici!

Pubblicato

a

Alveare di api

Roma – Ci sono incidenti domestici e di lavoro che sembrano usciti direttamente dalla sceneggiatura grottesca e surreale di un film di Hollywood, ma che purtroppo nascondono rischi letali e conseguenze devastanti per la sicurezza delle persone. Quello che doveva essere un semplicissimo e normalissimo intervento di rimozione di un innocuo nido d’api, si è clamorosamente trasformato in un pomeriggio di puro terrore e distruzione.
La follia si è consumata venerdì pomeriggio in via Carlo Giuseppe Gismondi, nel cuore del popoloso quartiere romano di Pietralata. Due operai professionisti di una ditta specializzata in disinfestazioni, chiamati dai proprietari di casa per risolvere il problema degli insetti, hanno letteralmente e inavvertitamente fatto esplodere l’appartamento che avrebbero dovuto mettere in sicurezza. Un boato assordante, udito a centinaia di metri di distanza, ha sbriciolato un intero muro e scatenato il panico nell’intero condominio.

La micidiale trappola di gas e la scintilla della serranda

Ma com’è stato possibile innescare una simile e potentissima esplosione semplicemente cercando di allontanare delle api? La ricostruzione effettuata minuziosamente dai Vigili del Fuoco accorsi sul posto (aiutati dai racconti sotto shock dei proprietari e degli stessi specialisti feriti) ha chiarito una dinamica tanto banale quanto letale.
I due tecnici della ditta avrebbero spruzzato un quantitativo massiccio ed esagerato di spray chimico insetticida sia all’esterno che all’interno della camera da letto interessata. Senza rendersene conto, hanno saturato l’aria della stanza di gas altamente infiammabile, trasformandola in una vera e propria bomba inesplosa. A innescare il disastro è stata l’attivazione della serranda elettrica della finestra. L’invisibile scintilla elettrica generata dal motorino dell’avvolgibile ha fatto da innesco al gas nell’aria, scatenando una deflagrazione spaventosa e violentissima che ha squarciato l’abitazione.

Il nido intatto tra i calcinacci: la grottesca ironia della sorte

La potenza dell’urto è stata devastante. I vetri delle finestre sono esplosi proiettando schegge ovunque, i calcinacci sono volati per aria e un’intera parete della stanza è letteralmente crollata sotto la pressione dell’esplosione. I due operai specializzati, investiti in pieno dallo scoppio, sono rimasti feriti (fortunatamente in modo non critico) e sono stati immediatamente soccorsi e medicati dal personale del 118, giunto a sirene spiegate. Miracolosamente illesi, invece, i proprietari dell’appartamento, sfuggiti per un soffio alla morte.
Ma il dettaglio più surreale e cinematografico di questa assurda vicenda riguarda proprio l’obiettivo dell’operazione. Nonostante l’esplosione catastrofica, i crolli e la nube di fuoco, il nido d’api è rimasto incredibilmente e imperturbabilmente lì, intatto e perfettamente attaccato al suo posto, circondato solo da rovine e macerie. Le api, infastidite dal botto, sono volate via impazzite in ogni direzione, creando ulteriore scompiglio e panico tra i soccorritori.

Il panico del palazzo: “Sembrava scoppiata una bomba!”

La paura vissuta dagli altri inquilini del palazzo è stata indescrivibile. «Abbiamo sentito un grandissimo botto, ci ha tremato il pavimento sotto i piedi», hanno raccontato i residenti ancora tremanti, scesi per strada temendo un crollo strutturale. «Sembrava che fosse esplosa una bomba, un rumore incredibile, abbiamo pensato subito a una fuga di gas o peggio».
Per fortuna, dopo l’immediato e tempestivo intervento della Polizia di Stato e le attente verifiche strutturali dei Vigili del Fuoco, è stato accertato che l’edificio di via Gismondi e le fondamenta non hanno subito danni, dichiarando il palazzo in sicurezza. Tuttavia, la camera da letto dell’esplosione è stata ovviamente dichiarata del tutto inagibile, priva ormai di un’intera parete. Una giornata di follia che ci ricorda un monito fondamentale: in casa non bisogna mai, per nessuna ragione, sottovalutare i composti chimici e i gas compressi, perché la scintilla per una tragedia è sempre a portata di clic.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Cronaca

“Vi imploriamo perdono, nostro figlio è un malato”. Il pianto del padre del killer di Maria e lo scandalo sulle armi in Svizzera

“Vi imploriamo PERDONO per quello che ha fatto nostro figlio, il nostro pensiero va alla povera Maria!”. L’intervista disperata al padre del Killer Svizzero svela un inquietante scandalo sulle Armi che fa tremare le istituzioni! ⚠️ 😔 Esistono drammi capaci di distruggere per sempre due famiglie in un colpo solo. Dopo l’assurda sparatoria di Aarau, in cui ha perso la vita la 22enne abruzzese Maria Spinelli (originaria di Città Sant’Angelo), a rompere il silenzio oggi è stato proprio il PADRE DEL KILLER svizzero! L’uomo, 43 anni, è in stato d’arresto per aver sparato 40 colpi nel mucchio al rave party. Concedendo un’intervista disperata a un giornale locale, i genitori del mostro hanno chiesto umilmente perdono alla mamma di Maria: “Il nostro pensiero e le nostre lacrime vanno solo a quella giovane donna deceduta, siamo sconvolti e vi chiediamo umilmente scusa per nostro figlio!”. Ma dalle parole del padre emerge una verità SCANDALOSA che accusa direttamente la Svizzera: “Mio figlio era un malato psichiatrico gravissimo, rifiutava le medicine, non usciva di casa e lo Stato gli passava una pensione di invalidità totale al 100%. Come è possibile che un malato psichiatrico abbia potuto possedere e collezionare legalmente un arsenale di armi in casa senza che le autorità se ne accorgessero?! Non ha mai fatto il militare!”. Parole gravissime, che gettano un’ombra scurissima sul fallimento del sistema svizzero. Intanto a Città Sant’Angelo è stata aperta l’affollatissima camera ardente per permettere alla gente di portare un fiore a Maria. I funerali si svolgeranno domani, domenica, alle 15 nella Collegiata di San Michele. Leggi tutta la drammatica intervista nel nostro articolo! 👇 🌹 Davanti alle falle spaventose dei governi (che permettono ai folli di girare armati) l’unica cosa che resta è il pianto inconsolabile di una madre per la figlia perduta. Lasciate un cuore rosso per salutare per l’ultima volta Maria e stringiamoci in un grandissimo abbraccio attorno alla famiglia Spinelli!

Pubblicato

a

Maria Spinelli

Aarau / Città Sant’Angelo (PE) – Esistono tragedie così devastanti e insensate che non distruggono soltanto la vita della vittima innocente e della sua famiglia, ma riescono ad annientare, in un macabro effetto domino, anche l’esistenza dei familiari dell’assassino. È esattamente quello che sta accadendo dopo la terribile mattanza del rave party di Aarau, in Svizzera, dove la giovanissima e dolcissima Maria Spinelli (22enne abruzzese originaria di Città Sant’Angelo) è stata barbaramente trucidata a colpi di arma da fuoco.
Oggi, a rompere per la prima volta quel pesantissimo muro di silenzio, non è la giustizia, bensì il padre dell’assassino, il 43enne cittadino elvetico attualmente in stato di arresto. Con la voce rotta dal dolore e dall’imbarazzo per un crimine inqualificabile, l’anziano genitore ha deciso di concedere un’intervista esclusiva e straziante al giornale Le Quotidien Jurassien. «Noi vi chiediamo umilmente scusa per quello che ha fatto nostro figlio», sono state le primissime parole dell’uomo. «Il nostro pensiero in queste ore va prima di tutto e soprattutto alle povere vittime, alla giovane donna deceduta, alla sua povera famiglia in Italia e ai feriti. Quello che è successo è assolutamente terribile, un incubo».

L’inganno nella notte: “Dovevamo vederci in Italia”

La disperazione di questa famiglia svizzera è iniziata nella drammatica notte tra il 30 e il 31 agosto, quando la Polizia ha bussato furiosamente alla loro porta, svegliandoli di soprassalto per perquisire la stanza del figlio 43enne.
Solo in un secondo momento hanno capito che i poliziotti stavano cercando le tracce di una strage. Il padre ha raccontato di aver visto il figlio l’ultima volta il venerdì precedente, poco prima che l’uomo partisse a bordo del suo furgone personale: «Dovevamo ritrovarci noi tre direttamente in Italia all’inizio di questa settimana. Lui ci aveva persino scritto un messaggio per dirci che era arrivato, ma in realtà non sapevamo assolutamente dove fosse andato a cacciarsi», ha spiegato il genitore, ancora sotto shock.

Il cortocircuito sulle armi: “Invalidità al 100%, come faceva a comprarle?”

Ma il passaggio più inquietante (e che farà sicuramente scoppiare un violentissimo caso diplomatico e politico in Svizzera) riguarda lo stato mentale del killer. Il padre ha confessato che l’assassino di Maria soffriva da anni di gravissimi e certificati disturbi psichici. Era stato persino ricoverato in psichiatria nella clinica di Delémont e percepiva stabilmente una pensione di invalidità statale al 100%. Un uomo cupo, sprofondato nella totale alienazione sociale (frequentava unicamente i genitori) e che da lunghissimo tempo si rifiutava categoricamente di assumere i farmaci e le terapie prescritte, ignorando le suppliche della famiglia.
Ma com’è possibile che un uomo in tali disperate condizioni psichiatriche possedesse fucili e pistole? Le autorità svizzere, in un primo momento, avevano ipotizzato che l’assassino avesse tenuto con sé l’arma di ordinanza militare, ma il padre smentisce rabbiosamente questa ipotesi, svelando una falla paurosa nel sistema statale: «Mio figlio non ha MAI prestato servizio militare in vita sua! Sapevamo che gli piacevano le armi, ma ignoravamo avesse un simile e spaventoso arsenale in camera. Ma io mi chiedo e vi chiedo: percepiva una pensione di invalidità psichiatrica al 100%… eppure lo Stato gli ha permesso di possedere e comprare legalmente tutte quelle armi da fuoco? Mi domando davvero come sia stata possibile una mostruosità del genere!». Un atto d’accusa durissimo: se il rigido sistema svizzero avesse controllato, Maria oggi sarebbe ancora viva a sorridere.

L’ultimo abbraccio di Città Sant’Angelo a Maria

Mentre in Svizzera divampa lo scandalo e il dolore, in Abruzzo è il giorno delle lacrime silenziose. Maria si era trasferita oltralpe da soli sei mesi, piena di sogni e felice di aver trovato un lavoro dignitoso, ignara che la follia di un estraneo l’avrebbe attesa al varco.
Nella giornata di oggi (dalle ore 14:00) è stata aperta l’affollatissima camera ardente nella casa funeraria De Bonis (in Viale D’Annunzio) a Città Sant’Angelo. Il feretro, giunto in Italia scortato a bordo di un mezzo fornito dal Consolato Italiano a Basilea, è stato costantemente vegliato dalla mamma e dai due fratelli della 22enne, pietrificati da un dolore che toglie il fiato. I solenni funerali si svolgeranno domenica 6 settembre, alle ore 15:00, nella bellissima Collegiata di San Michele Arcangelo (con conseguenti e necessarie modifiche alla viabilità cittadina per gestire la folla). Un intero paese, un’intera regione e un’intera nazione si stringeranno domani attorno al feretro di Maria, vittima innocente della follia umana e, tragicamente, dell’inefficienza di uno Stato che non ha saputo togliere le armi dalle mani di un folle.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Cronaca

Terrore all’alba ad Accumoli, la terra torna a tremare: tre scosse sismiche in poche ore. Il fantasma del 2016 spaventa i cittadini, interviene il Sindaco

Torna l’incubo del Terremoto in Centro Italia! Tre scosse in rapida successione hanno svegliato di soprassalto i cittadini di Accumoli all’alba! Il Sindaco interviene per rassicurare la popolazione. ⚠️ 🏚️ Per chi ha vissuto l’inferno e la devastazione dell’agosto 2016, il rumore sordo della terra che trema non è mai e non sarà mai “solo” un semplice terremoto: è il ritorno improvviso di un trauma e di un terrore indescrivibile! Ecco perché questa mattina la paura è tornata a bussare con prepotenza alle porte del reatino. A partire dall’alba, la Sala Sismica dell’INGV ha registrato un vero e proprio “sciame” con tre scosse in poco più di un’ora ad ACCUMOLI (Rieti). La più forte ha fatto sobbalzare i letti alle 6:02 in punto: una Magnitudo di 2.9, sprigionata a soli 9 chilometri di profondità (quindi molto superficiale e molto avvertita da tutti!). Sono seguite altre due repliche alle 7:12 e alle 7:21! Molti cittadini si sono svegliati col cuore in gola, temendo il peggio. A riportare la calma, per fortuna, è intervenuto tempestivamente il Sindaco di Accumoli Mauro Tolomei: “La scossa è stata sentita distintamente dai cittadini, ma per fortuna non ci sono danni e non sono serviti interventi di soccorso dei Vigili del Fuoco!”. Tanto spavento, ma nessuna tragedia materiale. Leggi tutti i dettagli sismici diffusi dall’INGV nel nostro articolo completo! 👇 🌍 Un abbraccio forte a tutti i cittadini di Accumoli e delle zone terremotate. Voi avete sentito queste scosse stamattina all’alba o stavate dormendo profondamente? Scrivetelo nei commenti, vi leggiamo tutti!

Pubblicato

a

sismografo

Accumoli (RI) – Ci sono ferite dell’anima che il tempo, per quanto possa trascorrere inesorabile, non riuscirà mai a rimarginare del tutto. Per chi vive nel Centro Italia, e in particolar modo nel cuore del reatino, il rumore sordo della terra che trema non sarà mai percepito come un semplice fenomeno geologico passeggero. Ogni minima vibrazione del pavimento, ogni sussulto anomalo nel cuore della notte o alle prime luci dell’alba, è in grado di riattivare all’istante un trauma psicologico incancellabile: il ricordo spaventoso della strage dell’agosto 2016.
Ecco perché, questa mattina, in tutto il territorio di Accumoli (in provincia di Rieti), la paura è tornata improvvisamente a bussare alle porte dei cittadini. A partire dalle primissime ore dell’alba, un vero e proprio e inaspettato sciame sismico ha fatto sobbalzare i residenti, risvegliando antichi e mai sopiti terrori. La Sala Sismica dell’INGV di Roma (L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) ha infatti registrato in rapida successione ben tre scosse di terremoto, tutte con epicentro localizzato proprio nei pressi del comune reatino.

Il risveglio nel panico: la sequenza sismica dell’INGV

La terra ha iniziato a fare sentire il suo respiro inquieto quando il sole stava per sorgere, nel momento in cui le case sono avvolte nel silenzio e ogni rumore viene amplificato in modo spaventoso.
La prima scossa, che è risultata essere anche la più forte e avvertibile dell’intera sequenza, è stata registrata dai sismografi alle ore 6:02 in punto, sprigionando una magnitudo di 2.9. Come riportato ufficialmente sui profili social dell’INGV, questo primo e più intenso evento sismico si è sprigionato a una profondità (ipocentro) di appena 9 chilometri, risultando quindi molto superficiale e, per questo motivo, distintamente percepibile dalla popolazione locale.
Ma la terra non si è fermata lì. A distanza di poco più di un’ora, per la precisione alle 7:12, si è verificata una seconda scossa (più lieve, di magnitudo 2.1), seguita quasi immediatamente da un terzo tremore alle 7:21 (di magnitudo 2.4). Tre scossoni in appena un’ora e venti minuti: un avvertimento sufficiente a far balzare dal letto moltissime persone.

Il trauma del 2016: perché la paura non passa mai

Per chi legge queste cifre da lontano, una magnitudo 2.9 può sembrare irrilevante. Ma ad Accumoli le cose funzionano diversamente. Questo comune, insieme alla vicina Amatrice, è stato il ground-zero del devastante sisma che distrusse il Centro Italia mietendo centinaia di vittime.
Qui le persone convivono con il PTSD (il Disturbo da Stress Post-Traumatico): basta il rombo di un grosso camion che passa per strada a far riaffiorare il terrore di veder crollare il soffitto sopra la propria testa. Quando la terra trema per tre volte all’alba, l’istinto primordiale di prendere una giacca e scappare fuori casa in preda al panico diventa irrefrenabile per moltissime famiglie.

Le parole rassicuranti del Sindaco: “Nessun allarme e nessun danno”

Fortunatamente, al grandissimo e comprensibile spavento psicologico non è corrisposta, questa volta, alcuna tragedia materiale. A gettare acqua sul fuoco e a tranquillizzare l’intera cittadinanza è intervenuto prontamente il Sindaco di Accumoli, Mauro Tolomei.
Raggiunto telefonicamente dall’agenzia stampa Adnkronos per fare il punto della situazione, il primo cittadino ha voluto diffondere un messaggio di totale serenità: «La prima scossa delle 6:02 è stata chiaramente sentita da alcuni cittadini, che si sono allarmati, ma per fortuna non ha provocato vere situazioni di emergenza». Il Sindaco ha poi precisato l’assenza di criticità strutturali, rassicurando chi temeva per l’incolumità delle abitazioni in fase di ricostruzione: «Al momento non sono in corso verifiche particolari da parte dei Vigili del Fuoco sul nostro territorio». La giornata ad Accumoli può quindi riprendere, ma con la consapevolezza agrodolce che l’Appennino Centrale è una terra bellissima, fragile, e che non smetterà mai di ricordarci la potenza incontenibile della natura.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza