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TREVISO, UN MAGGIO ALL’INSEGNA DELLA CULTURA: DAL PRESTIGIOSO PREMIO PEROSA AI GIOVANI TALENTI MUSICALI

Treviso in fermento con una settimana culturale imperdibile! Dal prestigioso Premio Perosa che celebra l’anglistica ai concerti di giovani talenti e incontri letterari, la Casa dei Carraresi offre un programma ricco e variegato. Non mancate!

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TREVISO, UN MAGGIO ALL'INSEGNA DELLA CULTURA: DAL PRESTIGIOSO PREMIO PEROSA AI GIOVANI TALENTI MUSICALI

Redazione-  Treviso si prepara a vivere una settimana di maggio straordinariamente ricca e variegata, con un calendario fitto di eventi culturali che spaziano dalla letteratura classica e contemporanea alla musica, dalla filosofia alla medicina olistica. La Casa dei Carraresi si conferma ancora una volta fulcro pulsante di intelletto e arte, ospitando presentazioni, seminari e cerimonie di premiazione di alto profilo.

Il catalogo di appuntamenti prenderà il via lunedì 18 maggio con una doppia proposta. Alle ore 18, nella Sala Brittoni, la Società Dante Alighieri di Treviso curerà le “Conversazioni tragiche” dedicate all’Alcesti di Euripide, con un focus sull’immagine e l’incarnazione del sacrificio, introdotte da Cristina Favaro. Mezz’ora più tardi, alle 18.30, al piano terra della stessa Casa dei Carraresi, Domenico Basso presenterà il suo libro “Gocce di benessere. Le parole in cammino”, un invito alla riflessione e alla crescita personale.

Il Prestigio del Premio di Anglistica Sergio Perosa

Il baricentro della settimana sarà senza dubbio martedì 19 maggio, alle ore 18, con la cerimonia di premiazione della seconda edizione del prestigioso “Premio di Anglistica Sergio Perosa”. Un riconoscimento biennale di 5000 euro, quest’anno assegnato ex aequo a due studi di eccezionale valore. La giuria, composta da Sergio Perosa stesso, Pierluigi Panza e Luigi Garofalo, ha conferito 2500 euro ciascuno a Sara Antonelli per “Domani correremo più forte. Vita letteraria di F. Scott Fitzgerald” (Feltrinelli) e a Milena Romero Allué per “Cultura ermetica e nuova scienza nella letteratura inglese del Rinascimento” (Cleup).

Sara Antonelli ha conquistato la giuria con una nuova e profonda “vita letteraria” di Fitzgerald, capace di analizzare la complessità delle opere e il loro sviluppo artistico, svelando come vita e arte, sofferenze e distensione, si riflettano l’una nell’altra, trasformando lo scrittore in un “maestro di vita trasformata in letteratura”. Milena Romero Allué, invece, ha esplorato un filone di studi affascinante, dimostrando come il sapere magico ed ermetico del Seicento abbia preparato il terreno per il pensiero di Francis Bacon e l’affermarsi della scienza moderna, il tutto con una scrittura sicura e un’argomentazione persuasiva.

Non solo vincitori: la giuria ha voluto segnalare con menzioni di merito anche Domenico Lovascio per la curatela del testo teatrale “Thierry and Theodoret” e Paola Tonussi per “Rupert Brooke. Lo splendore delle ombre”. Un omaggio doveroso va al Professor Sergio Perosa (classe 1933), emerito dell’Università Ca’ Foscari, figura di spicco della cultura italiana, collaboratore del «Corriere della Sera» per decenni e donatore alla Fondazione Cassamarca della sua immensa biblioteca di circa 20.000 volumi.

Benessere, Tradizione Cinese e Un Semianrio su Antigone

Il programma proseguirà mercoledì 20 maggio alle 17.30, nella Sala Brittoni, con la presentazione del volume “Medicina tradizionale Cinese” di Laura Coletto, che dialogherà con la psicologa e psicoterapeuta Brienza Zanella. Sarà un’occasione per esplorare antiche pratiche di benessere e salute.

Giovedì 21 maggio sarà la volta di un appuntamento dedicato agli studenti delle scuole superiori, con un seminario sull’Antigone di Sofocle (ore 14.30). Interventi di Luigi Garofalo e Massimo Cacciari, con le letture di Paola De Crescenzo e Claudio Puglisi, promettono un’analisi profonda e stimolante di uno dei massimi capolavori della tragedia greca. La stessa giornata, alle 18.00, l’Auditorium ex Chiesa di Santa Croce ospiterà “Sconfinamenti ecumenici: l’ascolto come terra di mezzo”, a cura del Festival Biblico 2026.

Giovani Talenti in Concerto e Riflessioni Bibliche

Il gran finale della settimana vedrà protagonisti i giovani talenti e spunti di riflessione spirituale. Venerdì 22 maggio, alle ore 18, l’antica Chiesa di Santa Croce aprirà le sue porte al secondo concerto del ciclo #ProgettoGenerazioniFuture: un appuntamento imperdibile per gli amanti della musica classica. La giovanissima Chiara Ghirardello, classe 2007, prodigio all’oboe e già vincitrice di numerosi concorsi nazionali e internazionali, si esibirà accompagnata dalla talentuosa pianista Mizuho Furukubo. In programma musiche di Benjamin Britten, Richard Rodney Bennett, Francis Poulenc e Camille Saint-Saëns. Questo progetto, promosso da Fondazione Cassamarca, mira a valorizzare le eccellenze dei Conservatori del territorio, quest’anno con un focus sul Conservatorio A. Steffani di Castelfranco Veneto.

La settimana si concluderà sabato 23 maggio, alle ore 19, sempre all’Auditorium ex Chiesa di Santa Croce, con “Una voce di silenzio sottile”, un altro evento a cura del Festival Biblico 2026, che invita alla meditazione e all’ascolto interiore.

Un programma che testimonia la vivacità culturale di Treviso e la ricchezza delle proposte offerte dalla Casa dei Carraresi, luogo d’incontro per idee, arte e conoscenza.

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Bugnara si prepara ad accogliere la cultura con la quinta edizione di Libri sotto le Stelle

✨ Bugnara si accende con la quinta edizione di “Libri sotto le stelle”: tra mostre fotografiche sulla Valle Peligna e il ricordo del grande Ivan Graziani, il borgo si conferma capitale della cultura.

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#Bugnara #VallePeligna #LibriSottoLeStelle #IvanGraziani

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Locandina Evento

Redazione-  Bugnara si prepara ad accendere i riflettori sulla quinta edizione di “Libri sotto le stelle”, un appuntamento consolidato che trasforma il cuore pulsante del paese in un salotto letterario a cielo aperto. La rassegna, promossa dal Centro Studi e Ricerche Nino Ruscitti, punta ancora una volta a valorizzare il patrimonio immateriale del territorio, inserendosi organicamente tra le azioni del Patto della Lettura di un comune, quello di Bugnara, che ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di “Città che legge” dal Centro per il libro e la lettura per il triennio 2024-2026. L’evento vanta il sostegno della BCC di Pratola Peligna, solidale con una proposta culturale capace di unire diverse espressioni artistiche.

L’inaugurazione tra fotografia e identità territoriale

Il taglio del nastro è previsto per venerdì 10 luglio 2026 alle ore 18.30 presso le eleganti sale di Palazzo Alesi, edificio storico che rappresenta uno degli emblemi architettonici del borgo. L’avvio della kermesse è affidato all’inaugurazione della mostra fotografica “Attraverso i paesi della Valle Peligna”, un progetto nato dalla collaborazione tra la società cooperativa Il Bosso e il fotografo Andrea Calvano. L’esposizione non è solo una collezione di scatti, ma una rassegna visiva che intende mappare la ricchezza antropologica e architettonica dell’intera area peligna, da sempre crocevia di storie e tradizioni montane. Alla presentazione interverranno Paolo Setta, Direttore delle Attività Turistiche de Il Bosso, il curatore Jacopo Santostefano e lo stesso autore delle immagini, Andrea Calvano.

La mostra resterà fruibile al pubblico con un calendario articolato su più giornate: venerdì 10 dalle 18.30 alle 22.30, sabato 11 dalle 18.00 alle 20.00, per poi riprendere venerdì 17 e sabato 18 luglio sempre dalle 18.30 alle 22.30. Il legame scelto tra la mostra e la rassegna letteraria sottolinea la volontà degli organizzatori di fondere la narrazione visiva con quella scritta, offrendo ai visitatori che giungono in piazza o si muovono tra i vicoli del borgo una chiave di lettura diversa del contesto in cui vivono.

Un omaggio a Ivan Graziani sotto le stelle

Il primo appuntamento letterario vero e proprio si terrà alle 21.30, spostandosi nel cortile di Palazzo Alesi per accogliere il pubblico sotto il cielo estivo. Protagonista della serata sarà Federico Falcone, autore del volume “Ivan Graziani”, dato alle stampe da Ianieri Edizioni. Il libro ricostruisce la parabola artistica di un genio poliedrico: chitarrista, cantante, autore, ma anche disegnatore e stilista. Graziani ha saputo narrare con una sensibilità rock la vita quotidiana, le piccole e grandi dinamiche della provincia italiana e le sue inquietudini, riuscendo a imporsi nel panorama nazionale con uno stile graffiante e originale.

A moderare l’incontro sarà il giornalista Antonio Ranalli, che dialogherà con l’autore esplorando i passaggi meno noti della biografia del cantautore. La serata si avvale della collaborazione dell’associazione LaborAutorio e sarà impreziosita dagli interventi musicali di Adriano Tarullo, che riproporrà alcuni dei brani più significativi dell’artista teramano. Un mix tra musica e parole che rappresenta la cifra stilistica dell’intera iniziativa bugnarese.

Il legame con il territorio e il programma estivo

La rassegna prosegue ben oltre l’inaugurazione. Dopo il 10 luglio, gli organizzatori hanno predisposto un calendario che valorizza non solo il centro di Bugnara ma anche le sue frazioni, come Torre dei Nolfi. Le date successive vedranno la presenza di Christian Raimo, il 17 luglio, seguita dall’incontro con Alessio De Stefano programmato per il 3 agosto. Il gran finale si sposterà a Torre dei Nolfi il 12 agosto, con la presentazione del volume di Valentina Di Cesare, a conferma della volontà del Centro Studi e Ricerche Nino Ruscitti di rendere la cultura un bene diffuso e accessibile.

L’imponente rete di partner che sostiene l’evento dimostra la vitalità associativa della zona: dalla libreria Ubik “Fuori di Penna” di Sulmona all’Associazione Culturale Studium, passando per il Circolo Nolfese e la Comunità dei Lettori. L’impegno corale mira a mantenere alta l’attenzione su un territorio che, nonostante le sfide demografiche delle aree interne, continua a puntare sulla qualità dell’offerta culturale per attrarre visitatori e stimolare la riflessione critica dei residenti.

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Duecentottantanove nuovi alpini ricevono il cappello dopo il modulo addestrativo

🏔️ Duecentottantanove nuovi soldati entrano a far parte della grande famiglia degli Alpini dopo aver superato con successo il duro addestramento del corso “Monte Marrone III”. Un traguardo raggiunto tra le vette valdostane e la storica caserma Pasquali-Campomizzi dell’Aquila.

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#Alpini #EsercitoItaliano #Aosta #LAquila

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Consegna Cappello Alpino

Redazione- Aosta e L’Aquila sono state le sedi di una giornata memorabile per duecentottantanove giovani militari. I Volontari in Ferma Iniziale dell’Esercito, inseriti nel corso denominato “Monte Marrone III”, hanno ufficialmente ricevuto il tanto ambito Cappello Alpino, simbolo distintivo di appartenenza alle Truppe Alpine. Questo solenne passaggio segna il completamento del Modulo Integrativo Truppe Alpine, noto come MITALP, un percorso formativo specialistico che abilita i soldati al servizio operativo in contesti montani complessi. La giornata è stata contraddistinta da una doppia cerimonia che ha unito idealmente il nord e il centro Italia.

Il battesimo alpino tra le montagne di Aosta e l’Abruzzo

Le celebrazioni si sono articolate su due poli addestrativi principali. Presso il Centro Addestramento Alpino di Aosta, cuore pulsante della formazione montana dell’Esercito, ben duecentoquaranta volontari hanno indossato il cappello con la penna nera. L’evento ha visto la partecipazione del Generale di Divisione Alberto Vezzoli, Comandante delle Truppe Alpine, affiancato dal Presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, Renzo Testolin, e dal Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini, Sebastiano Favero. Una cornice istituzionale che ha dato lustro al traguardo raggiunto dai giovani militari, alla presenza dei familiari accorsi per celebrare il momento.

Parallelamente, la caserma “Pasquali-Campomizzi” dell’Aquila ha ospitato la cerimonia per gli altri quarantanove volontari del corso. Questa struttura, pilastro storico della presenza militare nel capoluogo abruzzese, rappresenta un punto di riferimento strategico per il 9° Reggimento Alpini. Anche in terra d’Abruzzo, l’atmosfera è stata dominata dall’orgoglio dei commilitoni e dall’emozione dei parenti, che hanno assistito alla consegna dei copricapi davanti alle autorità civili e militari della provincia, sottolineando lo stretto legame tra la cittadinanza e le truppe di montagna.

Dodici settimane di addestramento ai limiti della resistenza

Il percorso che ha condotto alla consegna del cappello non è stato affatto semplice. Il MITALP, della durata complessiva di dodici settimane, è studiato per trasformare i volontari in professionisti in grado di operare in condizioni ambientali proibitive. Il programma didattico, supervisionato dal Centro Addestramento Alpino di Aosta, ha imposto ritmi serrati. I frequentatori hanno dovuto affrontare il corso basico di alpinismo, imparando le tecniche di movimento su roccia e ghiaccio, unite a sessioni intensive di addestramento al combattimento in ambiente montano.

Vivere, muovere, combattere e soccorrere: sono questi i quattro pilastri che ogni alpino deve padroneggiare per poter operare in alta quota. Oltre alle competenze classiche, il corso di quest’anno ha integrato metodologie moderne, tra cui la formazione per operatori di Aeromobili a Pilotaggio Remoto. L’impiego dei droni diventa dunque una risorsa primaria anche per le truppe da montagna, permettendo di ottenere ricognizioni tattiche in vallate impervie dove la visibilità è limitata. La prova finale ha visto i militari impegnati in una simbolica e impegnativa ascensione verso le vette del Monte Emilius, toccando quota 3.559 metri, e della Becca di Nona, a 3.142 metri. Queste scalate non hanno rappresentato solo un test fisico estremo, ma hanno permesso di applicare concretamente il protocollo di sicurezza appreso nei mesi precedenti.

Il futuro professionale dei nuovi alpini

Con la consegna del cappello, i duecentottantanove giovani completano la fase di specializzazione pura. Da questo momento, le loro strade si divideranno verso i reparti operativi distribuiti su tutto il territorio nazionale. La loro formazione, tuttavia, non si fermerà qui. Il bagaglio di conoscenze acquisito nelle sedi di Aosta e dell’Aquila sarà la base sulla quale innestare esperienze future in teatri operativi o durante le attività di soccorso in caso di calamità naturali. Gli alpini, storicamente, rappresentano un braccio operativo fondamentale per la Protezione Civile nelle aree appenniniche come in quelle alpine.

Per il 9° Reggimento Alpini aquilano, questa sessione addestrativa conferma la capacità di mantenere standard di eccellenza elevati, operando in perfetta sinergia con i comandi valdostani. La tradizione della penna nera continua così a rigenerarsi attraverso l’ingresso di nuove leve, pronte a servire il Paese con la preparazione tecnica e la determinazione che da oltre un secolo caratterizzano le truppe da montagna italiane. I volontari del “Monte Marrone III” sono ora pronti a entrare a pieno titolo nei ranghi, pronti a confrontarsi con le sfide che il loro ruolo di difensori delle vette imporrà nel prossimo futuro.

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Il cielo dipinto da Van Gogh sbarca a Technotown tra scienza e aperitivi

🎨 L’arte di van Gogh incontra l’astronomia a Villa Torlonia: Gianluca Masi racconta i segreti della “Notte Stellata sul Rodano” in un evento imperdibile a Technotown.

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#Astronomia #VanGogh #Technotown #RomaCapitale

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Aperitivi scientifici - Gianluca Masi in sala teatro

Roma – Nel cuore verde del quartiere Nomentano, all’interno della storica cornice di Villa Torlonia, l’innovazione tecnologica e la divulgazione scientifica si intrecciano nuovamente in un evento pensato per coniugare rigore accademico e convivialità. Domenica 5 luglio, Technotown, l’hub della scienza creativa capitolino, torna a ospitare il format degli aperitivi scientifici, un’iniziativa che negli anni ha saputo trasformare il modo in cui il pubblico romano si approccia alle discipline astronomiche. Protagonisti del pomeriggio saranno gli esperti del Planetario di Roma, pronti a guidare i visitatori in un percorso che fonde la volta celeste con le espressioni più alte dell’arte figurativa europea del diciannovesimo secolo.

L’incontro tra genio artistico e precisione astronomica

Il titolo scelto per l’appuntamento, “Van Gogh e l’esperienza del cielo: quando le stelle illuminano l’arte”, chiarisce fin da subito l’intento della giornata: superare la semplice osservazione estetica per calarsi nei meccanismi fisici che hanno ispirato Vincent van Gogh. A condurre la serata sarà Gianluca Masi, noto astronomo e divulgatore scientifico, figura di riferimento per la ricerca astronomica in Italia. Masi guiderà il pubblico attraverso una rilettura tecnica e poetica della celebre opera “Notte stellata sul Rodano”, uno dei quadri più iconici del pittore olandese.

La scelta di analizzare proprio questo dipinto non è casuale. L’opera, realizzata nel 1888 ad Arles, rappresenta una visione notturna di estrema precisione, in cui il riflesso dei lampioni a gas sulle acque del Rodano compete con la luminosità naturale degli astri. Gli studi di Masi mirano a svelare come il pittore abbia saputo interpretare la disposizione reale delle costellazioni, unendo la percezione soggettiva del colore a una conoscenza geomorfologica del cielo che, a distanza di oltre un secolo, continua a interrogare gli scienziati. Il pubblico avrà modo di comprendere dettagli tecnici e curiosità storiche che solitamente restano nascoste allo sguardo meno allenato, scoprendo come l’osservazione dal vero sia stata la bussola fondamentale dell’intero corpus creativo dell’artista.

Una serata tra sala teatro e limonaia

L’evento si articola in due fasi, pensate per bilanciare l’approfondimento didattico con il piacere della socialità. Dalle ore 18.00, la sala teatro di Technotown diverrà lo spazio dove Gianluca Masi esporrà la sua tesi, proiettando immagini ad alta risoluzione che metteranno a confronto la tela del Museo d’Orsay di Parigi con la mappa del cielo dell’epoca. La struttura di Villa Torlonia, nota per la sua architettura che spazia dal Casino Nobile ai giardini curati, offre una cornice ideale per questa commistione tra sapere scientifico e bellezza classica.

A partire dalle 19.00, il momento istituzionale cederà il passo a un formato più informale. La Limonaia della villa, affacciata sui sentieri alberati del complesso, ospiterà l’aperitivo. In questa fase, il muro tra relatore e pubblico verrà abbattuto: gli appassionati avranno la possibilità di dialogare liberamente con l’astronomo, ponendo domande sul lavoro di van Gogh o più in generale sulle dinamiche del Planetario di Roma. L’iniziativa si inserisce nel più ampio programma di valorizzazione del patrimonio scientifico di Roma Capitale, che vede in Technotown un presidio culturale d’eccellenza per la zona di via Nomentana.

Per partecipare all’incontro, data l’elevata richiesta e la capienza limitata degli spazi museali, è vivamente consigliato procedere con il preacquisto del biglietto. Il servizio di prenotazione è attivo tramite il call center dedicato chiamando il numero 060608, operativo tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 19.00. Questo appuntamento rappresenta una occasione rara per chi desidera guardare con occhi nuovi le opere di un maestro del colore, comprendendo finalmente le dinamiche celesti che hanno dato forma ai sogni di Van Gogh. La serata si conferma, ancora una volta, una tappa fondamentale per cittadini e turisti che desiderano scoprire il lato meno noto di Villa Torlonia, lontano dalla solita routine capitolina e immersi in una atmosfera che mescola la grande pittura con il fascino intramontabile delle stelle.

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