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PRIMA EDIZIONE DELL’AI TECHNOLOGY DAY ALL’ISTITUTO “ALESSANDRINI” DI TERAMO

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Nei giorni scorsi, presso l’Auditorium dell’Istituto di Istruzione Superiore “Alessandrini-Marino” di Teramo, si è svolta la prima edizione dell’AI Technology DAY, Cybersecurity e AI, organizzato dal Dipartimento Informatica e Telecomunicazioni del Polo Tecnologico Economico “Alessandrini-Marino-Pascal-Comi-Forti”.

Sono intervenuti professionisti del mondo del lavoro ed ex studenti dell’Istituto che hanno raggiunto il successo mettendo in pratica le competenze acquisite a scuola.

Dopo una breve introduzione all’evento a cura del prof. Settimio Acciaio, ha preso la parola la dirigente scolastica Maria Letizia Fatigati che ha sottolineato «quanto sia di grande responsabilità per la Scuola l’intero processo di orientamento al mondo dello studio e del lavoro dei propri studenti, che possono costruire un futuro solido proprio sulla base della conoscenza delle opportunità del proprio territorio».

Successivamente è intervenuto di Daniele Primavera, formatore dell’azienda IP Telecom srl, esperto di cybersecurity. «Come Ip Telecom siamo stati lieti di partecipare alla giornata organizzata dal Polo Tecnologico Economico di Teramo per l’AI Technology Day del 3 marzo 2026. Riteniamo che eventi come questo consentano, nel rispetto dei rispettivi ambiti, di avvicinare i percorsi formativi alle realtà aziendali del territorio ed a potenziare i percorsi d’orientamento rivolti agli studenti. Abbiamo trovato molto interessante l’esperienza sul campo raccontata dagli ex studenti dell’Istituto che con un linguaggio diretto e concreto hanno potuto raccontare come hanno declinato le competenze acquisite nel loro percorso professionale. L’obiettivo che ci siamo prefissati era quello di raccontare la realtà aziendale e il lavoro quotidiano svolto dai nostri tecnici contestualizzandolo in un’epoca di profonde trasformazioni tecnologiche, sociali, economiche e professionali. Ci auguriamo che il nostro contributo sia stato apprezzato e di poter continuare a costruire una relazione continua tra mondo delle imprese e scuole, a beneficio del territorio teramano e piceno».

A seguire ha preso la parola l’ex studente Alessandro Foglia, attualmente affermato senior software engineer con utilizzo di AI, ideatore di una propria start-up. «Un’emozione e un immenso piacere tornare all’Istituto “Alessandrini” a dieci anni dal diploma: per me significa restituire qualcosa al territorio e alla scuola dove tutto è iniziato. Incontrare gli studenti è stato fondamentale per aiutarli a decifrare il futuro. Conoscere in anticipo le complessità del post-diploma e le reali dinamiche del lavoro permette loro di fare scelte consapevoli, dettate dalla testa e non dall’inerzia. Capire le difficoltà è il primo passo per superarle e costruire un percorso solido, sia che si decida di crescere in aziende strutturate, sia che si scelga la sfida dell’innovazione nelle start-up o nel mondo accademico».

Molto apprezzata è stata la sessione pratica proposta dall’ex allievo Emanuele Firmani, insegnante tecnico pratico dell’I.I.S.  A. D’Aosta dell’Aquila e vincitore del dottorato sull’AI all’Istituto “Braga” di Teramo. «L’AI Technology Day è stato un evento formativo e stimolante, un’occasione preziosa per gli studenti dell’Istituto “Alessandrini” di entrare in contatto diretto con il mondo dell’intelligenza artificiale e della cybersecurity. Tornare nella mia ex scuola come relatore — a pochi anni dal mio diploma — mi ha confermato quanto, momenti come questi, contino davvero per chi li vive da studente. Gli interventi sono stati interessanti e ricchi di spunti e poter condividere il mio percorso e il progetto che sto sviluppando per il dottorato con i ragazzi, che siedono sugli stessi banchi dove sedevo io, è qualcosa che porterò sempre con me. Iniziative come questa sono il segno di professori che tengono davvero ai propri studenti».

Un quadro della situazione aggiornata dei rischi sulla CyberSecurity, anche in ambito militare, è stato fornito dai collaboratori dell’azienda Elite Software House di Teramo, Danilo Pichilli e Antonella Trulli.

L’evento si è concluso con l’intervento di Claudio Boffa, project manager della Cisia Progetti srl, che ha stimolato gli alunni sul corretto utilizzo delle moderne tecnologie con l’ausilio dell’AI, anche per lo studio del territorio e delle malattie. «Vorrei congratularmi con l’Istituto per aver contestualizzato un tema tanto importante quanto attuale e che sia rivolto ai giovani affinché determini opportunità di lavoro».

Hanno partecipato all’iniziativa più di 120 studenti e studentesse del triennio dell’Indirizzo Informatica e Telecomunicazioni e una classe di quello di Chimica dell’I.T.T. “Alessandrini”, che hanno avuto l’occasione di assistere ad un convegno di altissimo livello su CyberSecurity e AI. Nel corso dell’evento sono stati stimolati dal prof. Acciaio con dinamiche che li hanno resi partecipi e protagonisti. Numerosi sono stati i feedback raccolti su un padlet on-line, in particolare eccone un paio. «Incontro molto interessante perché, oltre alla parte teorica, abbiamo parlato anche di quella pratica ed è quello di cui vogliamo parlare noi studenti, capire le varie problematiche che possiamo incontrare nel nostro percorso e sentire diversi consigli da parte di chi ci è passato prima di noi». «Secondo me questo evento è stato molto interessante, utile ed istruttivo sia per la cybersecurity che per l’utilizzo in futuro dell’IA nel mondo del lavoro».

La dirigente scolastica Fatigati ringrazia il Dipartimento di Informatica e Telecomunicazioni, in particolare il prof. Settimio Acciaio promotore dell’evento, e tutte le aziende che hanno collaborato alla buona riuscita del convegno. «Sicuramente si andrà avanti in questa direzione e si organizzerà una nuova edizione» – ha dichiarato.

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IL PRIMO EVENTO DEDICATO A BIODIVERSITÀ ED APICOLTURA A PERETO RISCUOTE UN GRANDE SUCCESSO!

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Redazione-  Complice un bel sole primaverile ad illuminare la piazza Salvo D’Acquisto di Pereto,  si è svolta la prima edizione di “Ronzio di festa: bee happy!”. L’evento, unico nel suo genere nel territorio marsicano, ha regalato due giorni di festa in piazza, tra mercatini di prodotti locali di agricoltura ed apicoltura, artigianato, laboratori per bambini, osservazioni delle api in arnie didattiche e ben due conferenze. La conferenza di sabato, coordinata dal Dott. Giovanni Meuti, ha visto la partecipazione di Mario Petrella, apicoltore che ha coinvolto i presenti trattando il tema “Uomo, api e biodiversità”; è intervenuto a seguire Vittorio Di Girolamo, presidente ARAL e consigliere del Gruppo paritetico VOLAPE che rappresenta le regioni Abruzzo, Molise e Campania, illustrando le “Politiche di tutela del settore apistico”. Domenica invece, circondati dal clima vivace dei festeggiamenti in onore di San Giorgio Martire, patrono di Pereto e guidati dalla Prof.ssa Licia Ippoliti, ci si è immersi nell’apicoltura trattando il tema de “Il superorganismo alveare”. Curiosità e grande interesse per quanto illustrato dall’apicoltore Mario Petrella che ha svelato i segreti della vita nell’alveare e a cui sono seguiti gli interventi di Corrado Martinelli, dell’associazione Arnia Onlus, “L’alveare come modello di rete per le associazioni” e di Vincenzo Panettieri, Responsabile scientifico della Rete “Comuni amici delle api” a cui Pereto ha aderito dallo scorso settembre 2025 e Presidente APIMED, sul tema “Come la rete Comuni amici delle api può tutelare e sostenere apicoltura e ambiente”.

Ad entrambe le conferenze hanno partecipato i Carabinieri forestali di Pereto e il Nucleo Tutela Biodiversità di Magliano dei Marsi portando testimonianza dell’attività che svolgono e del Museo dell’uomo e della Natura – MUN – nel Centro Visita di Magliano dei Marsi ai piedi del Velino.

Non solo cultura e formazione per i più grandi, ma anche laboratori per i più piccoli che hanno potuto scoprire il mondo delle api attraverso l’osservazione delle api nelle arnie didattiche, divertendosi a riconoscere l’ape regina, i fuchi e le api operaie; nel laboratorio di sabato “Bambini ed api amici per la Terra” i piccoli si sono cimentati nella realizzazione di candele utilizzando i fogli cerei, mentre domenica con “Mani in terra con I Semi Magici” hanno portato a casa delle “bombe” di terra e semi di piante particolarmente gradite alle api.

Due giorni in cui l’analogia tra l’organizzazione dell’evento e l’alveare viene spontanea! Un grazie all’amministrazione comunale, alle associazioni di Pereto, ai commercianti, alle singole persone e a tutti  coloro che con le loro azioni, piccole o grandi, la partecipazione, il sostegno, hanno reso possibile la riuscita dell’evento, un po’ quello che succede nell’alveare, dove il singolo contribuisce al benessere collettivo. Concludiamo quindi con una frase che speriamo rimanga un promemoria per tutti: “L’alveare ci insegna che il vero successo è il prodotto di un impegno collettivo”.

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SAN BERARDO E SANTA ROSALIA PARENTI DI FAMIGLIA E DI FEDE

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Redazione-  Secondo la tradizione agiografica, Santa Rosalia e San Berardo dei Marsi erano legati da parentela, appartenendo entrambi alla nobile e influente famiglia dei Berardi (o Sinibaldi/Berardi) nel XII secolo. San Berardo è noto come il patrono della Marsica, mentre Santa Rosalia è la patrona di Palermo.
Ecco alcuni dettagli sul loro legame e la loro storia:
  • Parentela: Le fonti storiche e la tradizione evidenziano un “filo parentale” che unisce San Berardo, Santa Rosalia e anche Santa Filippa Mareri (patrona del Cicolano).
  • Origini di Santa Rosalia: Rosalia de’ Sinibaldi (1130-1170) è descritta come figlia di Sinibaldo, signore della Quisquina e delle Rose, un nobile normanno. Si diceva fosse imparentata con la corte di re Ruggero II.
  • San Berardo dei Marsi: Berardo (morto nel 1130) fu un cardinale e vescovo dei Marsi, noto per la sua opera di riforma del clero.
  • Contesto familiare: Entrambi i santi provenivano da importanti stirpi feudali normanne che hanno avuto un ruolo significativo nell’Italia meridionale del XII secolo

Inoltre, ricerche genealogiche evidenziano come le famiglie nobili dell’epoca, come i Sinibaldi e i Berardi, fossero intrecciate, sottolineando il forte legame religioso e familiare che unisce queste figure di santità, spesso collegate anche ad altri beati e santi dell’Italia centrale e meridionale, come evidenziato in pubblicazioni sulla storia dei Mareri e della Marsica.

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GRANDI FESTEGGIAMENTI PER SAN BERARDO VESCOVO DEI MARSI

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Redazione-  Domani 1° Maggio si festeggia SAN BERARDO, vescovo dei Marsi, e santo protettore della Marsica. Due comunità unite nella fede, grazie al loro Santo, Colli di Monte Bove, luogo di nascita, e Pescina, dove sono custodite le spoglie. Le celebrazioni eucaristiche, in presenza di Mons Massaro vescovo dei Marsi, si svolgeranno secondo il seguente calendario ufficiale. Venerdì 1° Maggio alle ore 10:30 il Vescovo presiederà la Santa Messa a Colli di Monte Bove (frazione di Carsoli), paese natale del Santo. Sabato 2 Maggio alle ore 10:30 è prevista la Solenne Celebrazione Eucaristica nella Basilica Concattedrale di Pescina, dove riposano le spoglie del Santo Patrono.

Nato a Colli di Monte Bove nel 1079 da Berardo Berardi, conte dei Marsi, e da sua moglie Teodosia, venne avviato sin dall’infanzia alla carriera ecclesiastica ed all’età di sette anni fu affidato ai canonici della cattedrale di Santa Sabina che ne curarono l’educazione. Dal vescovo dei Marsi Pandolfo ricevette gli ordini minori fino all’accolitato[1].

Completò la sua formazione presso l’abbazia di Montecassino, dove soggiornò tra il 1095 circa e il 1102. Il papa Pasquale II lo ordinò suddiacono e lo scelse quale governatore della provincia pontificia di Campagna . A causa di contrasti con l’aristocrazia locale, e particolarmente con Pietro Colonnasignore di CavePreneste e Zagarolo ed acerrimo nemico del papato, che giunse addirittura ad imprigionarlo, poco tempo dopo il pontefice lo richiamò a Roma e nel 1099 lo innalzò alla dignità cardinalizia, assegnandolo prima alla diaconia di Sant’Angelo in Pescheria e circa un anno dopo, promossolo all’ordine dei cardinali presbiteri, al titolo di San Crisogono.

Nel 1109 venne eletto vescovo dei Marsi e tornò nella sua terra: il suo episcopato fu segnato dall’impegno nella moralizzazione del clero (lottò contro la pratica della simonia e del nicolaismo concubinato dei chierici) e dalla sollecitudine verso i poveri. Nel 1115 grazie a papa Pasquale II riunì i confini della diocesi dei Marsi mettendo fine ai tentativi di divisione del clero locale.

Resse la diocesi fino alla morte, che lo colse il 3 novembre 1130: venne sepolto nel chiostro della chiesa di Santa Sabina della Civitas Marsorum (la contemporanea San Benedetto dei Marsi) e, in data incerta, la salma fu traslata dentro le mura del vescovado. Poi nel 1361 la salma del santo fu trasferita presso la chiesa di Santa Maria del Popolo, a Pescina, ribattezzata da questo momento chiesa di San Berardo . Infine nel 1631 fu trasferita definitivamente presso la basilica di Santa Maria delle Grazie.

La venerazione popolare del vescovo Berardo cominciò subito dopo la sua morte: il suo culto fu approvato e confermato da papa Pio VII il 20 maggio 1802.

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