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Piana del Cavaliere

Il giuramento di Elvino Marzolini segna l’inizio della nuova amministrazione a Rocca di Botte

🤝 Rocca di Botte volta pagina: si è insediato ufficialmente il sindaco Elvino Marzolini insieme alla sua nuova squadra di governo. Un patto di lealtà e trasparenza per costruire insieme il futuro del territorio.

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Redazione-  In una giornata carica di significato per la comunitĂ  locale, si è svolta la cerimonia ufficiale di insediamento della nuova amministrazione comunale, un momento che segna formalmente l’inizio del mandato guidato dal sindaco Elvino Marzolini. All’interno della sala consiliare, che ha accolto numerosi cittadini desiderosi di assistere all’avvio di questa esperienza amministrativa, il primo cittadino ha prestato giuramento, indossando la fascia tricolore, simbolo dell’autoritĂ  e della responsabilitĂ  assunta verso il territorio e i suoi abitanti.

La cerimonia, intrisa di un clima di solennitĂ  e partecipazione, ha sancito il passaggio di consegne e ha definito l’assetto interno dell’esecutivo che guiderĂ  il comune per i prossimi anni. Al fianco di Marzolini, nel ruolo di vicesindaco, è stata nominata Francesca Marzolini. La scelta, condivisa con l’intero gruppo di maggioranza, punta a coniugare l’esperienza gestionale con una visione rinnovata, mirata alla risoluzione delle criticitĂ  storiche del territorio e all’implementazione di progetti che diano nuovo slancio allo sviluppo del borgo abruzzese.

Un patto di trasparenza per la comunitĂ 

Il primo discorso di Elvino Marzolini dopo il giuramento ha posto l’accento sulla necessitĂ  di instaurare un rapporto autentico e costante con la cittadinanza. Il programma dell’amministrazione si fonda su pilastri chiari: vicinanza alle fasce sociali piĂą fragili, miglioramento dei servizi essenziali per chi vive nel centro storico e nelle frazioni, e una pianificazione urbanistica che rispetti la vocazione paesaggistica di Rocca di Botte.

Il sindaco ha espresso la propria consapevolezza rispetto all’importanza del ruolo ricoperto, definendolo un impegno quotidiano basato sulla lealtĂ . La nuova Giunta, presentata contestualmente, si pone come una compagine coesa, caratterizzata dalla volontĂ  di superare le logiche del passato per abbracciare un metodo di lavoro orientato al pragmatismo. La trasparenza amministrativa sarĂ  il registro principale di questo mandato, con l’obiettivo di rendere il cittadino parte attiva e informata di ogni scelta rilevante presa dal consiglio comunale.

Le prioritĂ  per il mandato amministrativo

Il territorio di Rocca di Botte, situato in una posizione strategica tra il Lazio e l’Abruzzo, necessita di una gestione oculata che sappia valorizzare le sue potenzialitĂ  turistiche e ambientali. La squadra guidata da Marzolini parte da un’analisi dettagliata dello stato infrastrutturale del comune: la messa in sicurezza del patrimonio pubblico, il potenziamento della connettivitĂ  e il rilancio delle attivitĂ  culturali rappresentano i primi dossier aperti sul tavolo del nuovo esecutivo.

La vicesindaco Francesca Marzolini, nel suo primo intervento ufficiale, ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra le istituzioni e le associazioni locali. Il lavoro di squadra viene indicato come l’unica via possibile per affrontare le sfide che le piccole comunitĂ  montane devono gestire in un contesto di risorse spesso limitate. L’obiettivo della nuova amministrazione è quello di intercettare fondi regionali ed europei necessari per avviare opere di riqualificazione strutturale, garantendo al contempo che ogni intervento sia sostenibile e pensato per accrescere la qualitĂ  della vita dei residenti.

L’insediamento non è visto solo come un atto formale, ma come un punto di svolta. La comunitĂ , presente numerosa durante l’evento, ha manifestato speranza per questo nuovo corso, sottolineando, attraverso i saluti e gli auguri rivolti alla giunta, la fiducia in una gestione orientata all’ascolto. La sfida che attende Elvino Marzolini e la sua squadra è quella di trasformare le promesse elettorali in azioni concrete che lascino un segno tangibile nel tempo, garantendo che Rocca di Botte continui a rappresentare un punto di riferimento solido e accogliente nel panorama della Marsica e della provincia dell’Aquila.

Conclusa la cerimonia, il sindaco ha giĂ  annunciato i primi sopralluoghi previsti nei prossimi giorni per verificare le necessitĂ  prioritarie, dichiarando che il tempo delle parole ha lasciato spazio a quello del fare. La stagione amministrativa che si apre oggi vuole essere, secondo le intenzioni del primo cittadino, quella del rilancio, dell’unione e della costruzione di un futuro condiviso per tutte le famiglie di Rocca di Botte.

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Piana del Cavaliere

Addio a Rinaldo Laurenti: il ricordo dell’imprenditore che ha segnato la storia di Oricola

🕊️ La comunitĂ  di Oricola saluta Rinaldo Laurenti, figura storica dell’imprenditoria locale e custode delle proprie radici. Il suo contributo allo sviluppo della Piana del Cavaliere resterĂ  per sempre nella memoria di tutti noi.
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#Oricola #RinaldoLaurenti #PianaDelCavaliere #StoriaLocale

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Redazione-  Oricola piange la scomparsa di una delle sue figure più rappresentative e influenti: Rinaldo Laurenti. L’imprenditore, punto di riferimento per l’intero tessuto socio-economico della Piana del Cavaliere, si è spento ieri 14 giugno 2026 all’interno delle mura del Castello di Oricola, circondato dall’affetto dei propri cari. Con la sua dipartita, la comunità locale perde non solo un uomo d’impresa lungimirante, ma un custode della memoria storica e delle radici più autentiche del territorio marsicano.

Un protagonista dello sviluppo economico locale

La figura di Rinaldo Laurenti non può essere scissa dall’evoluzione industriale e produttiva che ha caratterizzato la Piana del Cavaliere negli ultimi decenni. In un’epoca di grandi trasformazioni, Laurenti ha saputo interpretare le sfide del mercato, trasformando le potenzialità della zona in opportunità concrete di benessere e occupazione. Il suo operato ha sostenuto numerose famiglie del comprensorio, agendo da traino per un indotto che ha permesso al territorio di crescere, passando da una vocazione prettamente agricola a una realtà capace di dialogare con il panorama regionale e nazionale.

La sua visione imprenditoriale era intrisa di un profondo senso di responsabilitĂ  verso la terra di origine. Non si limitava a gestire attivitĂ , ma investiva nel valore umano, riconoscendo nell’appartenenza al luogo un elemento di forza per qualsiasi progetto economico. Chi lo ha conosciuto descrive un uomo riservato ma instancabile, capace di coniugare il rigore tipico della gestione d’impresa con un costante impegno volto a mantenere saldi i legami sociali. La sua presenza è stata costante, discreta ma determinante in molti dei passaggi chiave che hanno segnato la modernizzazione di Oricola e dei centri limitrofi.

Il legame con le radici della famiglia Laurenti

Il cognome Laurenti non è nuovo agli annali della storiografia locale; al contrario, rappresenta un pilastro della memoria scritta di questi luoghi. La storia della famiglia è indissolubilmente legata all’identitĂ  culturale della Piana del Cavaliere. Un tributo fondamentale a questo legame è rappresentato dall’opera scritta da Achille Laurenti, intitolata “Oricola e contrada Carseolana nella storia di nostra gente”, pubblicata nel lontano 1933. Questo testo, ancora oggi considerato un punto di riferimento per studiosi e appassionati di storia locale, narra le vicende, le usanze e la determinazione delle genti che hanno popolato e costruito la civiltĂ  della zona.

Rinaldo Laurenti ha fatto propria questa ereditĂ , mantenendo viva la consapevolezza di far parte di un percorso storico che parte da lontano. Vivere all’interno del Castello di Oricola, simbolo di una storia secolare che domina il paesaggio, ha rappresentato per lui una scelta di continuitĂ . Non si trattava soltanto di una residenza, ma di un presidio culturale in cui la famiglia ha continuato a custodire la memoria storica, facendosi garante di un passaggio di testimone tra le generazioni passate e quelle future. La scomparsa di Rinaldo segna la fine di un’epoca, lasciando però un vuoto incolmabile in chiunque abbia avuto modo di incrociare il suo cammino personale e professionale.

Il dolore di una comunitĂ  nel lutto

La notizia del decesso di Rinaldo Laurenti ha scosso profondamente il clima di serenitĂ  della Piana del Cavaliere, suscitando un’ondata di cordoglio che ha travalicato i confini comunali. Esponenti del mondo delle istituzioni, colleghi imprenditori e semplici cittadini si sono uniti nel ricordo di un uomo che ha saputo lasciare un segno tangibile nel tempo. Le esequie rappresentano, in questo momento, l’ultimo saluto a un uomo che ha lavorato silenziosamente per il progresso comune, anteponendo sempre la dignitĂ  del lavoro e il rispetto per i valori tradizionali.

Oricola si prepara ora a onorare il suo illustre concittadino, riflettendo sulla portata del suo operato. Se il progresso economico è stato il suo campo di battaglia principale, la sua ereditĂ  piĂą duratura risiede probabilmente nella capacitĂ  di aver mantenuto saldo, nonostante i cambiamenti radicali della modernitĂ , il legame con la propria identitĂ . La storia della famiglia Laurenti, testimoniata dagli scritti del 1933, trova in Rinaldo l’ultimo, coerente capitolo di una narrazione corale che ha dato dignitĂ  e valore alla piana, rendendola un luogo di lavoro, di vita e di memoria collettiva.

I funerali si svolgeranno oggi alle ore 17: 00 presso la Chiesa Parrocchiale di San Salvatore in Oricola

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Piana del Cavaliere

Medicina narrativa e cultura a Pereto: chiude l’anno accademico dell’UniversitĂ  della Terza EtĂ  Piana del Cavaliere

🎓 Un finale di anno accademico all’insegna della riflessione profonda a Pereto. Il professor Vincenzo Maria Saraceni ha illustrato il potere della medicina narrativa tra impegno scientifico e ascolto umano.

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#Pereto #PianaDelCavaliere #UniversitĂ TerzaEtĂ  #MedicinaNarrativa

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Redazione- Pereto, borgo incastonato tra le montagne abruzzesi al confine con il Lazio, è stato teatro, nella giornata di sabato 13 giugno 2026, di un momento di riflessione culturale di alto profilo. La sala polifunzionale situata nell’ex chiesa di S. Antonio ha ospitato l’atto conclusivo dell’anno accademico dell’UniversitĂ  della Terza EtĂ  Piana del Cavaliere, un’istituzione che da tempo funge da collante sociale e intellettuale per i comuni dell’intera area. L’evento di chiusura ha superato le aspettative degli organizzatori, offrendo ai presenti una lezione magistrale che ha intrecciato rigore scientifico e sensibilitĂ  umana.

L’arte di ascoltare nel rapporto tra medico e paziente

Ospite d’eccezione dell’incontro è stato il professor Vincenzo Maria Saraceni, giĂ  ordinario di Medicina Riabilitativa presso l’UniversitĂ  La Sapienza di Roma e past president dell’Associazione Medici Cattolici Italiani. Il docente ha scelto di dedicare il suo intervento a un tema di grande attualitĂ : la medicina narrativa. Attraverso il supporto di contenuti multimediali, Saraceni ha spiegato come la clinica moderna non debba limitarsi al dato puramente strumentale o biochimico, ma debba recuperare la dimensione del racconto.

La medicina narrativa non si propone di sostituire i protocolli basati sulle evidenze scientifiche, ma agisce come un complemento necessario. Il paziente, secondo il docente, non è un semplice contenitore di sintomi, ma una persona portatrice di una storia unica che influenza il decorso stesso della patologia. L’ascolto attivo diventa così un presidio terapeutico in grado di instaurare una solida alleanza tra medico e assistito, favorendo nel paziente una migliore accettazione della condizione clinica e una visione piĂą serena del proprio percorso di cura. Il pubblico, composto da soci attenti e cittadini, ha partecipato con vivo interesse alla discussione, incalzando lo studioso con numerose domande sull’applicabilitĂ  pratica di tale metodo nel sistema sanitario contemporaneo.

Bilancio di un anno ricco di iniziative sul territorio

A chiudere i lavori è stata la professoressa Giulia Rossi, presidente dell’UniversitĂ  della Terza EtĂ  Piana del Cavaliere. Nel suo discorso, la docente ha tracciato un bilancio estremamente positivo di quanto realizzato nei mesi scorsi. L’anno accademico in fase di chiusura si è contraddistinto per una programmazione intensa, che ha visto lo svolgimento di ventuno lezioni accademiche su tematiche multidisciplinari, spaziando dalla storia alla scienza, fino alla letteratura e all’arte.

Il punto di forza dell’offerta formativa 2026 è stato, senza ombra di dubbio, il progetto celebrativo intitolato “S. Francesco il Cantore del Creato”. L’iniziativa, organizzata per ricordare gli ottocento anni dalla scomparsa del poverello di Assisi, è stata strutturata in un lungo arco temporale, dall’11 aprile al 7 giugno, coinvolgendo non solo i frequentatori dell’universitĂ , ma l’intera comunitĂ  locale. Attraverso conferenze tematiche, esposizioni d’arte e visite guidate, il programma ha favorito un dialogo intergenerazionale prezioso. Di particolare rilievo è stata la sezione dedicata ai piĂą giovani: gli alunni delle scuole del territorio hanno preso parte a laboratori creativi guidati da artisti locali, producendo opere grafiche che sono state successivamente valorizzate e pubblicate sulla piattaforma digitale ufficiale dell’istituzione.

La presidente Rossi ha espresso parole di profonda gratitudine verso tutti coloro che hanno reso possibile il raggiungimento di tali obiettivi: dai relatori che hanno donato il proprio tempo e la propria competenza, ai soci, fino agli sponsor e alle amministrazioni comunali che hanno concesso il patrocinio. Il merito di questo successo è da attribuire in gran parte alla capacitĂ  organizzativa della presidenza, che ha saputo gestire la complessitĂ  delle attivitĂ  con dedizione. Con la conclusione di questo ciclo, l’UniversitĂ  della Terza EtĂ  Piana del Cavaliere si conferma un presidio di cultura e consapevolezza, capace di radicare il sapere accademico nel cuore pulsante dei piccoli centri, trasformando ogni lezione in una tappa fondamentale per la crescita collettiva della comunitĂ . Prima del commiato, l’assemblea ha espresso un ringraziamento corale per l’impegno profuso, dando appuntamento al prossimo anno per una nuova stagione di incontri.

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Territorio

Il punto sulla situazione fognaria di via Mameli a Carsoli

đź’§ La rete fognaria di via Mameli a Carsoli verso una svolta definitiva: il progetto di risanamento, sviluppato in piena sinergia con il Cam, punta a eliminare gli sversamenti nel Fosso Sant’Antonio e a modernizzare l’intera rete della zona.

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#Carsoli #Ambiente #LavoriPubblici #CronacaLocale

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Redazione-  Carsoli è il centro nevralgico di una complessa questione infrastrutturale che negli ultimi tempi ha sollevato dibattiti accesi tra la cittadinanza e la classe politica locale. Al centro delle cronache cittadine si trova la criticità fognaria che interessa il tratto di via Mameli, dove da tempo si registra lo sversamento di liquami nell’alveo del Fosso Sant’Antonio. Un problema di carattere ambientale e sanitario che l’attuale amministrazione comunale ha deciso di affrontare con un approccio basato puramente su rilievi tecnici e ingegneristici, allontanandosi dalle polemiche per concentrarsi sulla risoluzione definitiva.

L’analisi tecnica dietro l’intervento

Il nodo del problema, emerso solo recentemente, risiede in una rete fognaria obsoleta che non riesce più a garantire il corretto deflusso dei carichi domestici. La condotta di via Mameli si trova infatti a gestire una mole di reflui eccessiva, aggravata in modo determinante dal carico proveniente da via dei Marsi, un’arteria densamente popolata dove risiedono centinaia di nuclei familiari. Il sistema esistente, progettato per volumi differenti rispetto a quelli attuali, non è più in grado di sopportare tale pressione, portando inevitabilmente a rotture e sversamenti.

La strategia individuata dai tecnici non prevede dunque un semplice intervento di rattoppo superficiale, ma una riforma strutturale del sistema di raccolta delle acque reflue. Il progetto elaborato prevede il distacco del carico fognario di via dei Marsi, che sarĂ  convogliato su una linea indipendente. Tale manovra permetterĂ  di alleggerire drasticamente la pressione sulla condotta di via Mameli, isolando e risolvendo le perdite nel punto critico identificato. Questa diagnosi è stata raggiunta solo a seguito dell’utilizzo di tecnologie diagnostiche all’avanguardia e del supporto di personale altamente specializzato, che ha permesso di mappare il sottosuolo con una precisione finora inedita.

La collaborazione tra il comune e il Cam

Per giungere alla definizione di un quadro così chiaro, è stata determinante la sinergia instaurata con il Consorzio Acquedottistico Marsicano (CAM). Fin dai primi mesi successivi all’insediamento della nuova amministrazione, il dialogo con l’ente gestore è stato costante. Il presidente del CAM, Ernani Ornello, ha fornito risposte tempestive, mettendo a disposizione del territorio di Carsoli e del suo importante nucleo industriale professionalitĂ  in grado di operare con strumenti di alta precisione.

Proprio questa collaborazione ha smentito le ricostruzioni di chi, nel passato, sosteneva di avere giĂ  la soluzione in tasca. L’amministrazione attuale sottolinea come, senza un lavoro di indagine così approfondito, il problema sarebbe rimasto invisibile ai piĂą, celato sotto l’asfalto senza alcuna possibilitĂ  d’intervento mirato. La politica del fare, promossa dagli attuali vertici comunali, si contrappone alle semplici ipotesi formulate nel decennio precedente, che non hanno mai prodotto un progetto cantierabile o risolutivo.

Verso la risoluzione definitiva del problema

Attualmente, il progetto definitivo è al vaglio della Conferenza dei Servizi, organo tecnico preposto a valutare la fattibilitĂ  e la regolaritĂ  di opere pubbliche di questa entitĂ . Il cronoprogramma prevede che, superata questa fase burocratica, le ruspe possano entrare in azione nei prossimi mesi. L’obiettivo rimane quello di restituire decoro e sicurezza all’area del Fosso Sant’Antonio, ponendo fine ai disagi lamentati dai residenti.

Le critiche avanzate dall’ex sindaco sono state respinte dall’attuale giunta, che le ha definite sterili nel contesto di un’amministrazione che predilige i cantieri alle parole. La gestione della rete fognaria rappresenta per il comune un impegno che non ammette ritardi, soprattutto in un’ottica di tutela del territorio e della salute pubblica. La separazione delle linee fognarie, che comporterĂ  un impegno economico e progettuale non indifferente, segna un cambio di passo nella gestione delle infrastrutture sotterranee del comune. La cittadinanza attende ora l’apertura effettiva del cantiere, che rappresenterĂ  il punto di svolta finale per una vicenda che per troppo tempo ha rappresentato un peso per la comunitĂ . I prossimi mesi saranno decisivi per vedere come la pianificazione tecnica si trasformerĂ  in cantiere operativo.

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