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Politica

Il Psi L’Aquila lancia il manifesto per il buon governo: più servizi e meno centri commerciali

🚂 Il PSI L’Aquila sceglie la via dei contenuti: meno centri commerciali, più cultura e un collegamento ferroviario degno con Roma. A un anno dalle elezioni, i socialisti aquilani chiamano a raccolta i riformisti. 👉 Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇 #LAquila #PSI #BuonGoverno #Abruzzo

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Redazione- L’Aquila si prepara a un anno di vigilia elettorale all’insegna della proposta. Il PSI Avanti – Unità Riformista ha presentato oggi, nella sala preconsiliare di Palazzo Margherita, le linee guida per il futuro amministrativo del capoluogo, puntando il dito contro gli “estremismi privi di senso” e invocando un ritorno alla “buona politica”.

Il ritorno alla buona politica

In un contesto politico nazionale e locale caratterizzato da continue contrapposizioni ideologiche e da slogan vuoti, il coordinatore provinciale del PSI, Lelio De Santis, ha voluto rimarcare la necessità di mettere da parte gli interessi di parte. “È auspicabile un ritorno alla buona politica,” ha dichiarato De Santis durante la conferenza stampa tenutasi questo pomeriggio, “quella che rimette al centro gli interessi generali, lo sviluppo della città e del territorio, il decoro urbano e la valorizzazione della sua bellezza.” Il leader socialista ha criticato chi è “abituato a cambiare schieramento per opportunismo”, definendo tale comportamento incompatibile con la gestione seria di una comunità.

Le proposte per il territorio

Il cuore del manifesto presentato riguarda le opere e i servizi per la città. Il PSI aquilano ha proposto una gestione più efficiente dei parcheggi e dei servizi ai cittadini, ma ha anche avanzato idee più ambiziose sul piano urbanistico e culturale. In particolare, il partito si è detto favorevole alla realizzazione di meno centri commerciali e di più centri sociali e culturali, evidenziando la necessità di ricostruire il tessuto connettivo della città non solo attraverso il commercio, ma soprattutto attraverso la socialità e la cultura.

Un punto cardine della proposta è rappresentato dalle infrastrutture. Il PSI ha rilanciato con forza il tema del collegamento ferroviario tra L’Aquila e Roma, considerato fondamentale per riavvicinare il capoluogo alla capitale e favorire lo sviluppo economico. “Senza collegamenti efficienti,” si legge nel documento presentato, “non può esserci crescita.”

Un appello per il futuro amministrativo

La conferenza si è tenuta a circa un anno dal rinnovo del Consiglio comunale. De Santis ha dipinto un quadro politico cittadino “incerto e poco definito”, criticando il rischio che la scelta dei candidati sindaco venga “decisa nei bar o imposta dall’alto”, senza un vero confronto programmatico. Per contrastare questo scenario, il PSI intende far sentire la propria voce proponendo “con trasparenza, idee, progetti e persone perbene”.

L’appello finale è stato chiaro e diretto: “Riformisti aquilani, uniamoci per il buon governo della città!”. Un messaggio che vuole essere un invito all’unità di tutte le forze riformiste, in contrapposizione sia alla maggioranza uscente sia alle ali estreme dell’opposizione. Il partito ha ribadito la disponibilità a collaborare, affermando di saper riconoscere “gli atti amministrativi positivi dell’Amministrazione in carica”, pur riservandosi il ruolo di controllo e proposta costruttiva.

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Politica

Il fine settimana romano del Barone Nero: tra politica, diplomazia e tradizione

🌍 Roberto Jonghi Lavarini a Roma per un fitto calendario di incontri: dalla costituente di Vannacci alla remigrazione, fino al confronto con la nobiltà conservatrice. Il barone nero punta a ricompattare le forze identitarie in difesa della civiltà europea.

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#RobertoJonghiLavarini #Vannacci #PoliticaItaliana #Tradizione

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Redazione- Roma diventa in questi giorni il fulcro di un’intensa attività che vede protagonista Roberto Jonghi Lavarini, figura storica dell’area della destra sociale e identitaria italiana. Conosciuto nel mondo politico come il “barone nero”, Jonghi Lavarini si prepara a una serie di incontri che spaziano dal dibattito ideologico alla diplomazia informale, in un itinerario che tocca i temi della sovranità, dell’identità europea e della conservazione dei valori tradizionali. Questo calendario di appuntamenti, definito dallo stesso esponente come metapolitico e geopolitico, si articola su quattro pilastri che riflettono la galassia di interessi che ruotano attorno al movimento identitario italiano.

il sostegno al progetto di Roberto Vannacci

Il primo appuntamento in agenda riguarda l’assemblea costituente di Futuro Nazionale, la compagine che fa capo al generale Roberto Vannacci. Jonghi Lavarini non ha mai fatto mistero di essere un sostenitore convinto del militare, arrivando a definirsi un suo consigliere politico — pur ammettendo, con una nota di autoironia, che il suo contributo non sempre sia richiesto o apprezzato dal diretto interessato. La partecipazione a questo evento segna la volontà di consolidare un fronte che punta a scardinare il dibattito pubblico attuale, portando istanze legate alla difesa dell’identità nazionale al centro dell’agenda legislativa del Paese. La presenza di Jonghi Lavarini in questo contesto è indicativa di un tentativo di saldatura tra l’attivismo militante di vecchia data e le nuove dinamiche di consenso che stanno caratterizzando la figura di Vannacci.

tra remigrazione e dinamiche diplomatiche

Altro punto focale della trasferta romana è la partecipazione alla manifestazione di piazza promossa dal comitato Remigrazione. Per Jonghi Lavarini si tratta di una battaglia che definisce storica, ricordando di aver sollevato il tema in Italia già un quarto di secolo fa. La proposta di un ritorno controllato e strutturato degli immigrati nei paesi d’origine rimane per lui e per i collaboratori del comitato un pilastro imprescindibile. Tuttavia, la visione di Jonghi Lavarini non si ferma alla piazza: il suo fine settimana romano prevede anche colloqui riservati con rappresentanti diplomatici ed ambasciatori di nazioni extra-Unione Europea. Questi incontri, lontani dai riflettori, mirano a costruire ponti tra il mondo identitario italiano e le realtà geopolitiche eurasiatiche, in un’ottica di collaborazione tra nazioni che si oppongono all’egemonia politica e culturale di Bruxelles.

l’appello alla nobiltà e la difesa della civiltà

A chiudere il cerchio degli impegni è l’incontro promosso dal conte romano Fernando Crociani Baglioni, figura di riferimento per la nobiltà cattolica tradizionalista e fedelissimo del cardinale Raymond Burke. Questa riunione, riservata a esponenti del conservatorismo più intransigente, rappresenta la base valoriale dell’intero progetto: la difesa della civiltà europea, definita in termini di identità culturale, etnica e religiosa. Secondo Jonghi Lavarini, la storia sta entrando in una fase di rapido mutamento, in cui si rende necessario un nuovo protagonismo da parte di coloro che definisce patrioti, cavalieri e aristoi. L’obiettivo dichiarato è la protezione dell’eredità europea contro minacce che egli identifica, senza mezzi termini, in forze parassitarie interne e in processi migratori che considera destabilizzanti per il continente.

Il tono di queste dichiarazioni rivela una strategia precisa: il tentativo di unire, sotto un unico ombrello, mondi eterogenei — dai reduci della destra sociale agli ambienti nobiliari conservatori — per arginare quello che viene percepito come un inarrestabile declino della civiltà bianca e cristiana. Roma, città eterna e simbolo di questa continuità storica, diventa dunque il palcoscenico ideale per tentare di rimettere in moto una visione del mondo che punta a rimettere in discussione le fondamenta dell’ordine globale contemporaneo. Resta da vedere quale sarà l’impatto reale di queste manovre sul panorama politico italiano, notoriamente fluido e capace di assorbire o respingere spinte radicali a seconda delle contingenze elettorali e sociali. La sfida, per il barone nero, resta quella di tradurre questi incontri di alto profilo in un consenso duraturo e in una visione politica di largo respiro, capace di superare la dimensione della pura testimonianza identitaria.

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Politica

Voghera, la politica locale si riorganizza attorno al progetto di Roberto Vannacci

📢 La politica pavese cambia volto: il progetto del generale Vannacci si radica ufficialmente a Voghera con l’adesione di Miracca e Albini. Un nuovo laboratorio politico è nato per ridisegnare gli equilibri del territorio.

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#Voghera #Pavia #Vannacci #FuturoNazionale

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Redazione-  Voghera, città che da sempre riveste un ruolo strategico negli equilibri della provincia di Pavia, torna al centro dell’attenzione politica nazionale. Le recenti manovre che hanno visto l’adesione dei consiglieri comunali Francesca Miracca e Pier Felice Albini al progetto di Futuro Nazionale confermano una tendenza in atto nel territorio lombardo: la trasformazione del pavese in un vero laboratorio per le dinamiche della destra italiana, con una particolare attenzione verso le istanze sollevate dal generale Roberto Vannacci.

L’ufficializzazione di questo passaggio è avvenuta durante una conferenza stampa che ha segnato un punto di svolta per l’attività politica locale. A fare gli onori di casa, in senso politico, è stato Luca Sforzini, Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, che ha inquadrato l’operazione vogherese come il naturale proseguimento di un percorso iniziato con successo nella vicina Vigevano. Per Sforzini, quanto accaduto nelle ultime settimane non rappresenta un episodio isolato, ma la prova tangibile di una strategia che punta a radicarsi profondamente tra gli amministratori locali per poi proiettarsi verso scenari più ampi.

l’espansione del progetto politico nel pavese

Il consolidamento di Futuro Nazionale in provincia di Pavia segue una linea di pensiero che intende coniugare le istanze del territorio con le tematiche care all’elettorato che ha sostenuto il successo editoriale e politico di Vannacci. L’adesione di Miracca e Albini, eletti recentemente tra le fila di una lista civica, offre al movimento una presenza istituzionale solida in consiglio comunale. Questa mossa non è casuale: Voghera è sotto la lente d’ingrandimento delle segreterie nazionali da tempo, complice l’interesse manifestato verso la città anche da figure di primo piano dell’esecutivo.

Secondo l’analisi proposta da Sforzini, il territorio pavese sta dimostrando una vitalità inaspettata. Se Vigevano è servita da test per misurare il consenso reale attorno a programmi che spesso superano i confini del dibattito tradizionale, Voghera si inserisce ora nella mappa come un tassello di una rete che si estende rapidamente oltre i confini provinciali, raggiungendo diverse realtà in Lombardia e in Piemonte. L’obiettivo dichiarato dai promotori è quello di strutturare un movimento che non si limiti alla sola protesta, ma che sia capace di governare e di incidere concretamente sulle scelte amministrative dei comuni in cui riesce a radicarsi.

una nuova fase per gli equilibri tra i partiti

La scelta di Miracca e Albini di sposare il progetto di Futuro Nazionale solleva interrogativi circa il futuro della maggioranza e delle opposizioni in seno al consiglio comunale di Voghera. La politica cittadina, da sempre caratterizzata da una frammentazione tipica dei centri di medie dimensioni, si prepara a gestire una nuova forza che dichiara apertamente di non voler giocare un ruolo di secondo piano. La determinazione espressa da Sforzini durante l’incontro con la stampa non lascia spazio a dubbi: i due consiglieri rappresentano solo la punta di un iceberg.

La prospettiva di una crescita a macchia d’olio, che secondo i vertici del movimento dovrebbe presto toccare anche Mortara e il capoluogo, suggerisce che il panorama locale subirà scossoni. Il riferimento alla città di Pavia, vista come un obiettivo da affrontare con le dovute tempistiche, conferma una pianificazione meticolosa. Non si tratta di una sommatoria di adesioni sporadiche, quanto piuttosto di una tessitura politica che punta a pesare nelle dinamiche di coalizione future. Il messaggio inviato agli attuali partiti del centrodestra è chiaro: esiste un’area di consenso, quella che si riconosce negli ideali promossi dal generale Vannacci, che non intende accontentarsi di un ruolo subalterno, ma che reclama una propria rappresentanza definita e una linea politica autonoma, centrata su temi che spaziano dalla sovranità alle politiche valoriali.

Il futuro immediato di Voghera vedrà dunque una dialettica più tesa tra le diverse anime che compongono il fronte conservatore. La presenza di una sigla che si richiama esplicitamente al “Rinascimento Nazionale” obbligherà le forze storiche del territorio a confrontarsi con una base elettorale che, evidentemente, chiede maggiore radicalità e una rottura rispetto alle liturgie della politica tradizionale. Con il posizionamento dei primi due consiglieri, il dado è tratto: Voghera si prepara a essere, nei prossimi mesi, il palcoscenico di una sfida politica che, partendo dall’amministrazione locale, punta a pesare significativamente sui futuri scenari elettorali nazionali.

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Politica

Giuseppe Lembo alla guida della nuova sede di Evoluzione e Libertà a Fiuggi

📢 Giuseppe Lembo assume la guida di Evoluzione e Libertà a Fiuggi: via alla nuova sede in Via dei Villini 27 per un impegno politico vicino al territorio e ai bisogni dei cittadini.

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#Fiuggi #EvoluzioneELibertà #PoliticaLocale #Lazio

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Redazione-  Fiuggi segna un nuovo tassello nel panorama politico locale con una nomina destinata a riorganizzare gli equilibri sul territorio. Giuseppe Lembo è stato ufficialmente designato come Responsabile della nuova sede di Evoluzione e Libertà, una realtà politica in forte fermento che si prepara a consolidare la propria presenza nel basso Lazio. La decisione, maturata nelle scorse settimane, riflette la volontà del movimento di radicare il proprio operato all’interno del tessuto sociale e amministrativo ciociaro attraverso figure di comprovata esperienza.

Il neo-responsabile non è certamente un volto nuovo per i cittadini di Fiuggi. Lembo vanta un curriculum politico consolidato, segnato da un lungo impegno come coordinatore locale per la Lega di Matteo Salvini, partito all’interno del quale ha maturato una profonda conoscenza dei temi legati allo sviluppo urbano, al turismo termale e alle problematiche quotidiane di un comprensorio che deve affrontare sfide economiche di rilievo. La sua transizione verso Evoluzione e Libertà rappresenta un passaggio significativo, interpretato dagli osservatori locali come un segnale di rinnovamento strategico.

l’inaugurazione della nuova sede cittadina

Il presidio territoriale di Evoluzione e Libertà non rimarrà un’entità astratta, ma si concretizzerà a breve in uno spazio fisico dedicato all’incontro e al confronto. La sede, situata strategicamente in Via dei Villini 27, è pronta per essere inaugurata ufficialmente, diventando il nuovo punto di riferimento per iscritti, sostenitori e cittadini interessati a discutere le proposte del movimento. L’apertura di un ufficio di rappresentanza in una zona nevralgica di Fiuggi conferma l’intenzione del partito di mantenere un dialogo costante con il territorio, evitando la chiusura nei palazzi e favorendo invece lo scambio diretto con la popolazione.

La struttura di Via dei Villini intende proporsi come una casa aperta, dove le istanze provenienti dalla comunità potranno essere ascoltate e trasformate in proposte politiche concrete. Sarà compito di Giuseppe Lembo coordinare le attività, gestire l’agenda politica locale e guidare la squadra di volontari e militanti che animeranno la vita interna della sezione, in linea con le direttive del vertice nazionale.

il ringraziamento ai vertici del partito

La nomina è stata accolta con estremo favore sia dal Presidente di Evoluzione e Libertà, Mirko Greco, che dal Segretario Nazionale, Giuseppe Basile. Entrambi hanno espresso fiducia nelle capacità organizzative di Lembo, riconoscendogli la competenza necessaria per gestire le dinamiche di una piazza complessa come quella di Fiuggi. Da parte sua, il neo-responsabile ha espresso gratitudine per la fiducia ricevuta, sottolineando come la scelta di cambiare casacca politica sia dettata da una profonda sintonia con il programma del nuovo movimento.

“Ho scelto di aderire a Evoluzione e Libertà perché il suo statuto e i suoi valori rispondono perfettamente alle reali esigenze dei cittadini in questo momento così complesso”, ha dichiarato Lembo. Secondo il neo-responsabile, la visione politica del partito si sposa con la necessità di offrire risposte pragmatiche alle difficoltà che la città termale affronta, specialmente in un periodo di incertezza economica e sociale. La sua dichiarazione pone l’accento sulla trasparenza e sulla vicinanza alle persone, principi che intende declinare nell’attività della sede di Via dei Villini.

Con la prossima apertura, Fiuggi si prepara a una stagione politica in cui Evoluzione e Libertà cercherà di proporsi come alternativa credibile, puntando su una base solida e su una figura, quella di Lembo, che ha già dimostrato nel tempo di saper interpretare le istanze degli elettori. La sfida per i mesi a venire sarà quella di trasformare il consenso in una proposta politica innovativa, capace di attrarre non solo chi ha già militato in formazioni del centrodestra, ma anche i molti cittadini indecisi che chiedono una gestione del territorio all’insegna della concretezza e del buongoverno locale. Resta ora solo da attendere la data ufficiale del taglio del nastro, che sancirà l’inizio delle attività operative all’interno dello stabile di Via dei Villini 27.

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