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Il punto sulla situazione fognaria di via Mameli a Carsoli

💧 La rete fognaria di via Mameli a Carsoli verso una svolta definitiva: il progetto di risanamento, sviluppato in piena sinergia con il Cam, punta a eliminare gli sversamenti nel Fosso Sant’Antonio e a modernizzare l’intera rete della zona.

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#Carsoli #Ambiente #LavoriPubblici #CronacaLocale

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Il punto sulla situazione fognaria di via Mameli a Carsoli

Redazione-  Carsoli è il centro nevralgico di una complessa questione infrastrutturale che negli ultimi tempi ha sollevato dibattiti accesi tra la cittadinanza e la classe politica locale. Al centro delle cronache cittadine si trova la criticità fognaria che interessa il tratto di via Mameli, dove da tempo si registra lo sversamento di liquami nell’alveo del Fosso Sant’Antonio. Un problema di carattere ambientale e sanitario che l’attuale amministrazione comunale ha deciso di affrontare con un approccio basato puramente su rilievi tecnici e ingegneristici, allontanandosi dalle polemiche per concentrarsi sulla risoluzione definitiva.

L’analisi tecnica dietro l’intervento

Il nodo del problema, emerso solo recentemente, risiede in una rete fognaria obsoleta che non riesce più a garantire il corretto deflusso dei carichi domestici. La condotta di via Mameli si trova infatti a gestire una mole di reflui eccessiva, aggravata in modo determinante dal carico proveniente da via dei Marsi, un’arteria densamente popolata dove risiedono centinaia di nuclei familiari. Il sistema esistente, progettato per volumi differenti rispetto a quelli attuali, non è più in grado di sopportare tale pressione, portando inevitabilmente a rotture e sversamenti.

La strategia individuata dai tecnici non prevede dunque un semplice intervento di rattoppo superficiale, ma una riforma strutturale del sistema di raccolta delle acque reflue. Il progetto elaborato prevede il distacco del carico fognario di via dei Marsi, che sarà convogliato su una linea indipendente. Tale manovra permetterà di alleggerire drasticamente la pressione sulla condotta di via Mameli, isolando e risolvendo le perdite nel punto critico identificato. Questa diagnosi è stata raggiunta solo a seguito dell’utilizzo di tecnologie diagnostiche all’avanguardia e del supporto di personale altamente specializzato, che ha permesso di mappare il sottosuolo con una precisione finora inedita.

La collaborazione tra il comune e il Cam

Per giungere alla definizione di un quadro così chiaro, è stata determinante la sinergia instaurata con il Consorzio Acquedottistico Marsicano (CAM). Fin dai primi mesi successivi all’insediamento della nuova amministrazione, il dialogo con l’ente gestore è stato costante. Il presidente del CAM, Ernani Ornello, ha fornito risposte tempestive, mettendo a disposizione del territorio di Carsoli e del suo importante nucleo industriale professionalità in grado di operare con strumenti di alta precisione.

Proprio questa collaborazione ha smentito le ricostruzioni di chi, nel passato, sosteneva di avere già la soluzione in tasca. L’amministrazione attuale sottolinea come, senza un lavoro di indagine così approfondito, il problema sarebbe rimasto invisibile ai più, celato sotto l’asfalto senza alcuna possibilità d’intervento mirato. La politica del fare, promossa dagli attuali vertici comunali, si contrappone alle semplici ipotesi formulate nel decennio precedente, che non hanno mai prodotto un progetto cantierabile o risolutivo.

Verso la risoluzione definitiva del problema

Attualmente, il progetto definitivo è al vaglio della Conferenza dei Servizi, organo tecnico preposto a valutare la fattibilità e la regolarità di opere pubbliche di questa entità. Il cronoprogramma prevede che, superata questa fase burocratica, le ruspe possano entrare in azione nei prossimi mesi. L’obiettivo rimane quello di restituire decoro e sicurezza all’area del Fosso Sant’Antonio, ponendo fine ai disagi lamentati dai residenti.

Le critiche avanzate dall’ex sindaco sono state respinte dall’attuale giunta, che le ha definite sterili nel contesto di un’amministrazione che predilige i cantieri alle parole. La gestione della rete fognaria rappresenta per il comune un impegno che non ammette ritardi, soprattutto in un’ottica di tutela del territorio e della salute pubblica. La separazione delle linee fognarie, che comporterà un impegno economico e progettuale non indifferente, segna un cambio di passo nella gestione delle infrastrutture sotterranee del comune. La cittadinanza attende ora l’apertura effettiva del cantiere, che rappresenterà il punto di svolta finale per una vicenda che per troppo tempo ha rappresentato un peso per la comunità. I prossimi mesi saranno decisivi per vedere come la pianificazione tecnica si trasformerà in cantiere operativo.

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Spoltore rende onore a Emilio Zampacorta eroe della Grande Guerra: cerimonia a Villa Raspa con la sindaca Chiara Trulli

Spoltore celebra con commozione la figura di Emilio Zampacorta, classe 1897, giovane cavalleggero del 17° reggimento Cavalleggeri di Caserta distintosi come eroico portaordini durante la battaglia di Vittorio Veneto nel 1918.

A Villa Raspa la consegna solenne delle pergamene dell’Ordine di Vittorio Veneto e della cittadinanza onoraria alla nuora Giovanna Scurti alla presenza della sindaca Chiara Trulli e delle autorità abruzzesi.

La memoria storica di chi ha sacrificato la propria giovinezza per il Paese resta un patrimonio prezioso da tramandare con orgoglio alle nuove generazioni.

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Spoltore rende onore a Emilio Zampacorta

Spoltore – Una pagina di profonda commozione civile e riscoperta delle radici storiche ha unito l’intera cittadinanza abruzzese in un tributo solenne al sacrificio dei propri giovani al fronte. Nella cornice istituzionale di Villa Raspa si è svolta una sentita cerimonia pubblica per rendere il doveroso omaggio alla memoria di Emilio Zampacorta, classe 1897, indomito protagonista della prima guerra mondiale e simbolo del coraggio silenzioso di un’intera generazione. L’iniziativa ha richiamato una folta rappresentanza della cittadinanza e delle autorità, inserendosi a pieno titolo nelle cronache dedicate al nostro territorio e alle comunità locali, custodi di valori identitari irrinunciabili.

Ci sono vicende umane che l’inesorabile scorrere dei decenni non riesce a scalfire, ma che al contrario riemergono con una forza morale ancora più limpida ed esemplare. La parabola esistenziale e militare del giovane cavalleggero spoltorese rappresenta una di queste luminose testimonianze. Arruolato nel glorioso diciassettesimo reggimento Cavalleggeri di Caserta – leggendario reparto dell’arma di cavalleria contrassegnato dal fiero motto “ad erta volgo”, costituito nel 1863 e sciolto all’indomani del conflitto nel 1919 dopo aver servito la nazione dall’Isonzo fino al Piave – Zampacorta venne designato per il delicatissimo e rischioso incarico di portaordini di prima linea, operando nelle sezioni più avanzate e incandescenti della zona di combattimento.

La battaglia di Vittorio Veneto e l’eroismo del cavalleggero Emilio Zampacorta

Il momento culminante del servizio prestato dal militare abruzzese si colloca nell’ottobre del 1918, durante le concitate e decisive manovre della storica battaglia di Vittorio Veneto, scontro campale che determinò la resa definitiva delle armate austro-ungariche e la conclusione vittoriosa della guerra. Mentre il Regio Esercito avanzava riuscendo a infrangere le linee nemiche, il settore situato sulla sinistra del fiume Piave rimase sottoposto a un furioso e incessante martellamento da parte delle artiglierie pesanti avversarie, che battevano la terra senza concedere alcuna tregua ai reparti isolati.

In quel teatro drammatico di fango, esplosioni e pericoli costanti, Emilio Zampacorta mantenne una fermezza d’animo straordinaria. Per una notte e una giornata intera, esponendosi senza esitazione al fuoco incrociato nemico, si spostò incessantemente a piedi e al galoppo del suo destriero per recapitare ordini operativi capitali tra i vari comandi di battaglione e di brigata. Quella titanica prova di ardimento gli valse sul campo, il 4 novembre 1918, il conferimento di un encomio solenne con motivazione ufficiale e numerose decorazioni al valor militare, un patrimonio di coraggio tramandato nelle pagine di storia e cronaca.

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La consegna dell’onorificenza alla nuora Giovanna Scurti e la memoria di Spoltore

A distanza di oltre un secolo da quegli eventi bellici, la riconoscenza verso il cavalleggero si è tramutata in un riconoscimento ufficiale della Repubblica grazie alla tenacia e all’impegno profuso dall’Associazione Nazionale Cavalieri dell’Ordine di Vittorio Veneto, guidata dal presidente nazionale Gabriele Prodomo. Il fulcro della cerimonia è coinciso con la solenne attribuzione delle pergamene attestanti il titolo di Cavaliere di Vittorio Veneto e il conferimento della prestigiosa cittadinanza onoraria tributata dalla municipalità di Spoltore.

A ricevere con viva emozione i documenti ufficiali è stata la nuora del veterano, la signora Giovanna Scurti, figura esemplare che ha accudito con infinito affetto e dedizione Emilio Zampacorta fino agli ultimi istanti della sua veneranda esistenza terrena. Il momento della consegna è stato scandito da un applauso interminabile e caloroso da parte della cittadinanza e dei familiari, tra cui i figli Francesco – già stimato consigliere comunale di Spoltore –, Emilio e Carmelita, ideatori e promotori della lodevole iniziativa civica celebrata tra i principali eventi del comprensorio.

Le parole della sindaca Chiara Trulli e l’omaggio delle autorita regionali abruzzesi

A suggellare l’alto valore della ricorrenza è stato l’intervento istituzionale pronunciato dalla prima cittadina di Spoltore, Chiara Trulli, affiancata dall’assessore Stefano Burrani, dal consigliere regionale Vincenzo D’Incecco, dal presidente dell’Agbe Achille Di Paolo Emilio, da Tommaso Lancione e dall’ex consigliera comunale di Pescara Lola Berardi. La sindaca ha rimarcato l’importanza vitale della memoria per edificare una comunità consapevole dei propri doveri di pace: «Custodire la memoria di chi ha servito la patria con estremo coraggio e spirito di sacrificio è un dovere morale primario per le nostre istituzioni e per l’intera comunità».

«Con questo riconoscimento solenne intendiamo saldare un debito d’onore e trasmettere alle nuove generazioni l’esempio e il valore profondo nel ricordo di Emilio Zampacorta, eroe semplice della nostra terra. Ringrazio di cuore i figli e tutta la famiglia per aver voluto condividere questo traguardo con l’intera collettività», ha concluso la sindaca Trulli. La cerimonia si è conclusa con il caloroso e commosso abbraccio delle istituzioni alla signora Giovanna, rinnovando l’impegno civile affrontato costantemente nelle nostre analisi di politica e attualità affinché il sacrificio dei nostri avi non vada mai disperso.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Terelle, apre il nuovo dispensario farmaceutico e convegno sulla montagna: il plauso di Gianluca Quadrini alla sindaca Gazzellone

Terelle fa festa: apre il nuovo dispensario farmaceutico comunale e si tiene il convegno sulle professioni montane. Il plauso del Consigliere Provinciale Gianluca Quadrini alla Sindaca Fiorella Gazzellone per la tutela dei servizi essenziali contro lo spopolamento. Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Inaugurazione a Terelle

Terelle – Una giornata densa di significato istituzionale, visione strategica e risposte concrete per i bisogni primari dei cittadini ha visto protagonista la suggestiva comunità montana della Ciociaria, confermando l’importanza della salvaguardia dei presidi pubblici nelle aree interne. Nella mattinata odierna, la Sala Consiliare del Comune di Terelle ha fatto da cornice al prestigioso convegno intitolato «Le professioni della montagna», alla presenza qualificata del Consigliere Provinciale di Frosinone e Dirigente di ANCI Lazio, Gianluca Quadrini, una tappa fondamentale per il rilancio socio-economico del nostro territorio laziale.

I lavori dell’assise, aperti dal saluto caloroso della Sindaca di Terelle Fiorella Gazzellone, hanno riunito amministratori locali, docenti universitari e figure regionali per tracciare nuove traiettorie occupazionali legate alla valorizzazione del patrimonio boschivo, ambientale e agro-pastorale. Al tavolo dei relatori hanno offerto preziosi contributi il Presidente dell’Unione Cinquecittà Gioacchino Ferdinandi e la Sindaca di Colle San Magno Valentina Cambone, evidenziando il valore della cooperazione intercomunale, mentre l’analisi economica è stata curata dal professor Raffaele Trequattrini dell’Università di Cassino con la partecipazione del Consigliere Regionale Daniele Maura, aprendo una riflessione simile alla mobilitazione civica documentata nel nostro focus sulla tutela dei presidi del territorio a Roma e Ostia.

Il momento culminante della giornata si è svolto con la solenne cerimonia del taglio del nastro per l’apertura del nuovo dispensario farmaceutico comunale: un’opera pubblica di altissimo valore civile che ripristina finalmente nel borgo montano il servizio essenziale di erogazione e somministrazione dei medicinali, colmando un vuoto logistico che costringeva gli utenti a faticosi spostamenti verso i centri maggiori, tematica centrale nella nostra rubrica di salute e prevenzione medica.

Un successo amministrativo che dimostra l’efficacia delle buone pratiche di governo locale, alimentando il confronto costruttivo nella nostra sezione di politica amministrativa e sviluppo dei piccoli comuni.

Il convegno sulle professioni della montagna a Terelle: sinergia tra borghi, università e Regione Lazio

Il simposio ospitato nella Sala Consiliare ha acceso i riflettori sulle straordinarie potenzialità occupazionali custodite dalle terre alte del Lazio Meridionale. L’intervento scientifico del professor Raffaele Trequattrini, Direttore del Dipartimento di Economia e Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Cassino, ha delineato le nuove competenze green e digitali richieste dalla transizione ecologica, dimostrando come la gestione forestale sostenibile, il turismo esperienziale e la filiera delle tipicità possano generare lavoro qualificato per i giovani.

La presenza dell’onorevole Daniele Maura ha confermato l’impegno della Regione Lazio a sostenere con bandi mirati e risorse infrastrutturali la resilienza dei borghi montani, favorendo patti di comunità tra municipi vicini come testimoniato dall’intesa siglata tra Fiorella Gazzellone, Gioacchino Ferdinandi e Valentina Cambone.

Fare rete tra enti locali e atenei rappresenta la chiave vincente per superare l’isolamento geografico e attrarre investimenti nelle vallate ciociare, trasformando la montagna da terra di confine a laboratorio di innovazione sociale.

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Taglio del nastro per il nuovo dispensario farmaceutico: farmaci salvavita e assistenza per le aree interne

La vera svolta pratica per la vita quotidiana dei residenti di Terelle è rappresentata dall’attivazione del nuovo dispensario farmaceutico. La struttura garantisce la continuità assistenziale per l’approvvigionamento dei farmaci salvavita, dei dispositivi medici e delle terapie continuative, eliminando i disagi dei lunghi tragitti stradali verso Cassino o Piedimonte San Germano, particolarmente gravosi durante i mesi invernali.

L’opera tutela in primo luogo la popolazione anziana e le fasce fragili, permettendo ai pazienti cronici di ricevere i trattamenti prescritti dal medico curante direttamente sotto casa, con orari certi e assistenza qualificata. La disponibilità immediata dei presidi farmaceutici di base riduce le barriere d’accesso alla salute, restituendo dignità e sicurezza sociale alla comunità locale.

L’inaugurazione è stata accolta con visibile entusiasmo e commozione dai cittadini di Terelle, che vedono finalmente ripristinato un diritto costituzionale irrinunciabile troppo spesso penalizzato dai tagli alla spesa pubblica.

Le parole di Gianluca Quadrini: la difesa della salute e dei servizi essenziali contro lo spopolamento

A tracciare il bilancio politico e istituzionale dell’evento è stato il Consigliere Provinciale e Dirigente di ANCI Lazio Gianluca Quadrini: «Desidero esprimere il mio più vivo compiacimento e un profondo plauso alla Sindaca Fiorella Gazzellone e a tutta la sua Amministrazione Comunale per lo straordinario risultato conseguito. Garantire la somministrazione dei farmaci in un piccolo comune montano significa interpretare il mandato pubblico con altissimo senso di responsabilità, affrontando con determinazione le complessità geografiche e i disagi logistici delle aree interne».

«La tutela del diritto alla salute e la salvaguardia dei servizi di prossimità», ha rimarcato con forza Gianluca Quadrini, «costituiscono i pilastri imprescindibili su cui poggiare qualsiasi seria strategia di contrasto allo spopolamento e di rilancio dei borghi. L’azione della Sindaca Gazzellone dimostra concretamente come una governance virtuosa, capace di fare rete tra istituzioni, sappia tradurre la programmazione politica in opere e servizi di straordinario valore sociale e civile per tutta la Provincia di Frosinone».

Un modello amministrativo virtuoso che indica la strada maestra da seguire per preservare l’identità e il futuro delle comunità dell’Appennino laziale.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Nuova Pescara, la dura presa di posizione di Marco Di Marzio: stop ai balletti sul referendum contro la paura del futuro

Nuova Pescara, l’affondo di Marco Di Marzio: basta con i balletti sul referendum e le difese delle poltrone. La fusione tra Pescara, Spoltore e Montesilvano è l’unica via per contrastare l’emigrazione giovanile e dare peso all’Abruzzo. Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Nuova Pescara

Pescara – Il dibattito istituzionale e civico attorno alla nascita della grande conurbazione metropolitana adriatica si arricchisce di una presa di posizione decisa, destinata a scuotere le aule consiliari e i vertici dei comitati politici locali. Con una lucida e vibrante analisi, il Presidente del comitato Spoltore per la Nuova Pescara, Marco Di Marzio, è intervenuto per denunciare le continue manovre dilatorie che rischiano di frenare il processo di fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore, confermando la centralità dello scontro politico per il futuro del nostro territorio abruzzese.

Nel mirino dell’intervento vi è l’incessante e contraddittorio balletto andato in scena nelle ultime settimane tra consigli comunali e schieramenti partitici sulla proposta di una nuova consultazione referendaria confermativa. Secondo Marco Di Marzio, il continuo ondeggiare tra posizioni favorevoli e contrarie cela il tentativo strumentale di quegli impaludatori della democrazia che mirano unicamente ad affossare il progetto unitario per conservare rendite di posizione, gettando sabbia negli ingranaggi di una riforma storica che seguiamo costantemente nella nostra rubrica di politica e riforme amministrative.

La riflessione proposta dal presidente del sodalizio spoltorese sposta tuttavia l’attenzione dai tatticismi di palazzo al piano delle necessità concrete: la nascita della Nuova Pescara non costituisce un capriccio ideologico o un vezzo burocratico, bensì una necessità economica e sociale ineludibile per garantire competitività e sviluppo all’intera regione, aprendo una visione strategica paragonabile ai grandi progetti di rilancio culturale come la diciannovesima edizione del L’Aquila Film Festival tra cinema e territorio.

In un contesto geopolitico globale sempre più competitivo e multipolare, la frammentazione amministrativa rappresenta una zavorra letale per la capacità attrattiva della costa, come evidenziato nelle nostre inchieste dedicate allo sviluppo della nostra economia regionale.

Il balletto sul referendum e l’attacco agli impaludatori: la denuncia del Comitato Spoltore per la Nuova Pescara

Nel suo intervento accorato, Marco Di Marzio ribadisce senza mezzi termini l’inutilità democratica di un referendum bis: «È chiaro che riteniamo questa consultazione una strumentalizzazione ad uso e consumo di chi vuole difendere privilegi personali e poltrone, promuovendo un voto che non ha i presupposti giuridici per essere celebrato. Ma oggi vorrei condividere una riflessione diversa: perché la Nuova Pescara è una necessità vitale e non un vezzo? Perché noi cittadini abruzzesi abbiamo bisogno che questa nuova realtà nasca il prima possibile?».

La risposta risiede nell’esigenza irrinunciabile di raggiungere una massa critica demografica ed economica in grado di dialogare alla pari con i grandi mercati nazionali ed europei. Con oltre duecentomila residenti effettivi, la città unica diventerebbe il polo metropolitano trainante dell’intero versante medio-adriatico, capace di intercettare direttamente i fondi strutturali comunitari e di attrarre investimenti privati che oggi bypassano sistematicamente l’Abruzzo a causa dell’eccessiva parcellizzazione istituzionale.

Rimanere divisi in piccoli feudi municipali significa condannare l’area urbana a un declino programmato, sacrificando le legittime aspirazioni di sviluppo sull’altare di miopi campanilismi elettorali.

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Massa critica ed economia adriatica: perché la fusione con Montesilvano e Spoltore è una necessità vitale

La perdita di competitività del sistema pescarese è certificata da fatti concreti richiamati dall’analisi di Marco Di Marzio, a cominciare dalla perdita dell’autonomia portuale che vede oggi i bacini abruzzesi subordinati alle decisioni dell’Autorità di Sistema Portuale di Ancona. Pur trovandosi al centro della macroregione adriatico-ionica, l’area metropolitana non dispone attualmente del peso politico ed economico necessario per imporre le proprie priorità infrastrutturali nei corridoi di trasporto europei.

Questa debolezza si riflette in modo drammatico sul tessuto sociale: l’Abruzzo continua a essere tra le regioni italiane maggiormente colpite dall’emorragia migratoria giovanile, costringendo migliaia di laureati e giovani qualificati ad abbandonare la propria terra d’origine per cercare opportunità dignitose nel Nord Italia o nei Paesi esteri. La fusione rappresenta il primo e più potente strumento per invertire questa rotta, creando un ecosistema urbano moderno e attrattivo per nuove imprese ad alto valore aggiunto.

Nei fatti, ricorda il presidente del comitato, la città unica esiste già nelle consuetudini quotidiane, nei flussi lavorativi, nei servizi scolastici e commerciali che legano indissolubilmente i cittadini di Spoltore, Pescara e Montesilvano; manca soltanto il coraggio politico di sancirne il riconoscimento giuridico.

Dall’emigrazione giovanile al porto di Ancona: l’appello di Marco Di Marzio per non frenare il futuro dell’Abruzzo

L’appello conclusivo è rivolto direttamente alla coscienza civica di tutti gli abruzzesi affinché non si facciano intimidire dalle resistenze corporative: «Non possiamo e non dobbiamo permettere che i campanilismi, la paura del cambiamento e l’egoismo di alcuni politici impediscano di realizzare qualcosa di grandioso per il nostro territorio. Dobbiamo far sentire la nostra voce di cittadini e impedire agli impaludatori di trascinarci nel fango insieme a loro».

Le comprensibili complessità burocratiche e logistiche legate all’unificazione dei bilanci e delle piante organiche non possono fungere da alibi per bloccare il processo: esistono tutti gli strumenti economici, normativi e istituzionali per superare le difficoltà di transizione, come avvenuto in tutte le grandi fusioni municipali europee.

«Andiamo avanti senza paura», conclude con forza Marco Di Marzio, «non permettiamo che siano gli interessi di pochi a decidere il futuro di tutti. Il nostro domani dobbiamo costruirlo noi con le nostre mani». Un messaggio che richiama la comunità abruzzese alla responsabilità della scelta e alla dignità del progresso.

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