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A ROMA NUOVA SEDE PER LE PROFESSIONI SANITARIE

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Redazione-  Uno spazio istituzionale pensato come luogo di confronto tra salute, cultura e società, destinato a ospitare eventi, incontri e iniziative rivolte al pubblico: la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Fno Tsrm e Pstrp) ha inaugurato la sua nuova sede a Palazzo Balestra, in piazza Santi Apostoli a Roma. Si tratta di un patrimonio architettonico di grande pregio che si integra con la missione della Federazione, rappresentativa di 165mila professionisti, che operano su tutto il territorio nazionale.
“Con il recupero di questo luogo, ci sentiamo parte attiva nella valorizzazione del patrimonio artistico”, ha sottolineato il presidente Diego Catania. “Si tratta di una dimora storica dal valore inestimabile”, da cui “abbiamo portato alla luce e restaurato gli affreschi, i dipinti e le opere d’arte al suo interno”. Un luogo che si trova al centro della città, nel cuore delle Istituzioni. “Da oggi – continua Catania – i nostri professionisti saranno più vicini ai luoghi in cui si assumono le decisioni, una vicinanza che è insieme fisica e istituzionale e che ne rafforza la rappresentanza, affinché il loro impegno sia sempre visibile, ovunque e da chiunque. In quest’ottica auspichiamo che le nostre professioni abbiano il giusto riconoscimento e maggiore autonomia: questa è la missione che ci accompagnerà per il prossimo futuro”, ha concluso.
Al taglio del nastro, preceduto dall’esecuzione dell’Inno di Mameli, hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, autorità civili, militari e religiose, oltre a esponenti del mondo sanitario e culturale. La senatrice Beatrice Lorenzin, promotrice della legge 3/2018, che ha istituito la Federazione e ordinato le professioni afferenti, ha ricordato il “percorso cominciato insieme ormai tanti anni fa e che va avanti. Questa è la soddisfazione massima: siete diventati grandi e spero che possiate dare sempre un contributo costruttivo e operativo alle evoluzioni di cui noi abbiamo bisogno nel Servizio sanitario nazionale, per farlo essere sempre resiliente rispetto alle tante trasformazioni che abbiamo”.
Il taglio del nastro è stato accompagnato dalla benedizione dei locali, impartita da Don Massimo Angelelli, Direttore dell’Ufficio nazionale per la Pastorale della salute della Conferenza episcopale italiana (CEI), che ha ricordato come questa sede sia la casa di chi ha scelto di prendersi cura dell’altro, richiamando la vocazione dei professionisti della salute a essere, nel loro operare quotidiano, autentici costruttori di pace. La nuova sede si propone come luogo aperto per iniziative culturali, momenti di incontro e condivisione con la cittadinanza. In questa prospettiva si inserisce anche la collaborazione con il panorama artistico romano, con l’obiettivo di ospitare eventi e mostre negli spazi della Fno Tsrm e Pstrp, rafforzando il legame tra le professioni sanitarie e il mondo della cultura.
L’edificio, restituito alla collettività grazie a un attento lavoro di restauro, rinasce valorizzando decorazioni, tonalità e ambienti rimasti nascosti per molti anni.  La storia di Palazzo Balestra inizia nel ‘400 come dimora della famiglia Muti Papazzurri, ma negli anni divenne dimora di Jacques Francis Stuart, il re cattolico d’Inghilterra in esilio. A curare il restauro Susanna Sarmati, restauratrice e curatrice di beni culturali. “L’appartamento è stato abbandonato per anni, c’erano state infiltrazioni d’acqua che ne ha compromesso lo stato, il soffitto a ligneo era nascosto da un’ulteriore copertura in legno. Il restauro ha però portato alla luce le decorazioni dei soffitti, dai raffinati toni pastello originali, permettendo di leggere correttamente le figure e gli ornamenti che rendono unico questo edificio storico” ha concluso la restauratrice.

La nuova sede della Federazione nazionale, dunque, si pone come ponte tra la cura della persona e la cura del patrimonio, tra benessere e bellezza.

Una cerimonia inaugurale, voluta nel giorno dei Natali di Roma, giornata che è stata insieme celebrazione, visione e dichiarazione d’intenti: abitare la storia per costruire il futuro della salute.

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TREVISO, UN MAGGIO ALL’INSEGNA DELLA CULTURA: DAL PRESTIGIOSO PREMIO PEROSA AI GIOVANI TALENTI MUSICALI

Treviso in fermento con una settimana culturale imperdibile! Dal prestigioso Premio Perosa che celebra l’anglistica ai concerti di giovani talenti e incontri letterari, la Casa dei Carraresi offre un programma ricco e variegato. Non mancate!

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Redazione-  Treviso si prepara a vivere una settimana di maggio straordinariamente ricca e variegata, con un calendario fitto di eventi culturali che spaziano dalla letteratura classica e contemporanea alla musica, dalla filosofia alla medicina olistica. La Casa dei Carraresi si conferma ancora una volta fulcro pulsante di intelletto e arte, ospitando presentazioni, seminari e cerimonie di premiazione di alto profilo.

Il catalogo di appuntamenti prenderà il via lunedì 18 maggio con una doppia proposta. Alle ore 18, nella Sala Brittoni, la Società Dante Alighieri di Treviso curerà le “Conversazioni tragiche” dedicate all’Alcesti di Euripide, con un focus sull’immagine e l’incarnazione del sacrificio, introdotte da Cristina Favaro. Mezz’ora più tardi, alle 18.30, al piano terra della stessa Casa dei Carraresi, Domenico Basso presenterà il suo libro “Gocce di benessere. Le parole in cammino”, un invito alla riflessione e alla crescita personale.

Il Prestigio del Premio di Anglistica Sergio Perosa

Il baricentro della settimana sarà senza dubbio martedì 19 maggio, alle ore 18, con la cerimonia di premiazione della seconda edizione del prestigioso “Premio di Anglistica Sergio Perosa”. Un riconoscimento biennale di 5000 euro, quest’anno assegnato ex aequo a due studi di eccezionale valore. La giuria, composta da Sergio Perosa stesso, Pierluigi Panza e Luigi Garofalo, ha conferito 2500 euro ciascuno a Sara Antonelli per “Domani correremo più forte. Vita letteraria di F. Scott Fitzgerald” (Feltrinelli) e a Milena Romero Allué per “Cultura ermetica e nuova scienza nella letteratura inglese del Rinascimento” (Cleup).

Sara Antonelli ha conquistato la giuria con una nuova e profonda “vita letteraria” di Fitzgerald, capace di analizzare la complessità delle opere e il loro sviluppo artistico, svelando come vita e arte, sofferenze e distensione, si riflettano l’una nell’altra, trasformando lo scrittore in un “maestro di vita trasformata in letteratura”. Milena Romero Allué, invece, ha esplorato un filone di studi affascinante, dimostrando come il sapere magico ed ermetico del Seicento abbia preparato il terreno per il pensiero di Francis Bacon e l’affermarsi della scienza moderna, il tutto con una scrittura sicura e un’argomentazione persuasiva.

Non solo vincitori: la giuria ha voluto segnalare con menzioni di merito anche Domenico Lovascio per la curatela del testo teatrale “Thierry and Theodoret” e Paola Tonussi per “Rupert Brooke. Lo splendore delle ombre”. Un omaggio doveroso va al Professor Sergio Perosa (classe 1933), emerito dell’Università Ca’ Foscari, figura di spicco della cultura italiana, collaboratore del «Corriere della Sera» per decenni e donatore alla Fondazione Cassamarca della sua immensa biblioteca di circa 20.000 volumi.

Benessere, Tradizione Cinese e Un Semianrio su Antigone

Il programma proseguirà mercoledì 20 maggio alle 17.30, nella Sala Brittoni, con la presentazione del volume “Medicina tradizionale Cinese” di Laura Coletto, che dialogherà con la psicologa e psicoterapeuta Brienza Zanella. Sarà un’occasione per esplorare antiche pratiche di benessere e salute.

Giovedì 21 maggio sarà la volta di un appuntamento dedicato agli studenti delle scuole superiori, con un seminario sull’Antigone di Sofocle (ore 14.30). Interventi di Luigi Garofalo e Massimo Cacciari, con le letture di Paola De Crescenzo e Claudio Puglisi, promettono un’analisi profonda e stimolante di uno dei massimi capolavori della tragedia greca. La stessa giornata, alle 18.00, l’Auditorium ex Chiesa di Santa Croce ospiterà “Sconfinamenti ecumenici: l’ascolto come terra di mezzo”, a cura del Festival Biblico 2026.

Giovani Talenti in Concerto e Riflessioni Bibliche

Il gran finale della settimana vedrà protagonisti i giovani talenti e spunti di riflessione spirituale. Venerdì 22 maggio, alle ore 18, l’antica Chiesa di Santa Croce aprirà le sue porte al secondo concerto del ciclo #ProgettoGenerazioniFuture: un appuntamento imperdibile per gli amanti della musica classica. La giovanissima Chiara Ghirardello, classe 2007, prodigio all’oboe e già vincitrice di numerosi concorsi nazionali e internazionali, si esibirà accompagnata dalla talentuosa pianista Mizuho Furukubo. In programma musiche di Benjamin Britten, Richard Rodney Bennett, Francis Poulenc e Camille Saint-Saëns. Questo progetto, promosso da Fondazione Cassamarca, mira a valorizzare le eccellenze dei Conservatori del territorio, quest’anno con un focus sul Conservatorio A. Steffani di Castelfranco Veneto.

La settimana si concluderà sabato 23 maggio, alle ore 19, sempre all’Auditorium ex Chiesa di Santa Croce, con “Una voce di silenzio sottile”, un altro evento a cura del Festival Biblico 2026, che invita alla meditazione e all’ascolto interiore.

Un programma che testimonia la vivacità culturale di Treviso e la ricchezza delle proposte offerte dalla Casa dei Carraresi, luogo d’incontro per idee, arte e conoscenza.

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OLTRE LA PAGINA: QUANDO LA LETTERATURA DIVENTA PROVOCAZIONE CON IL PROGETTO “READYMADE”

Non chiamateli semplici “libri”. Il progetto ReadyMade trasforma la letteratura in un’esperienza surreale e provocatoria tra Chieti e Pescara. Scopri come la parola scritta si fa distopia e indagine dell’anima

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Il libro smette di essere un oggetto inerte per trasformarsi in un’esperienza viva e multiforme. A Chieti Scalo, il ciclo di conversazioni letterarie indaga i confini tra realtà, memoria e distopia.

Redazione-  Cosa succede quando un libro smette di essere solo carta e inchiostro per diventare un dispositivo di pensiero critico, una provocazione esistenziale? È questa la sfida lanciata da “ReadyMade: Questo non è un libro, è?”, un ambizioso progetto di conversazioni letterarie che sta animando l’area metropolitana tra Chieti e Pescara. Ispirato al genio dissacrante di Marcel Duchamp e all’enigmatico surrealismo di René Magritte, l’iniziativa mira a decostruire il concetto di “lettura” per trasformarlo in un atto di riuso creativo e simbolico.

La Distopia Esistenziale al centro del dibattito

Giovedì 21 maggio 2026, alle ore 18:00, la Biblioteca sociale “Marilia Bonincontro” di Chieti Scalo ospiterà il secondo appuntamento del ciclo, intitolato “Distopia esistenziale”. Protagonista della serata sarà lo scrittore e neuropsichiatra Gianfranco Contini, che prenderà le mosse dal suo romanzo “Squilibrio” (Edizioni il Viandante).

La riflessione di Contini scava profondo: “La memoria è strana, non sempre consente di documentare con precisione i fatti che rievoca. I ricordi sono diversi dalla realtà che raccontano, e la realtà ha sempre ben poco a che fare con i fatti”. Partendo da questa premessa, l’autore invita a una riflessione necessaria sulla tolleranza e sulla pazienza richieste dal nostro tempo, terreno fertile per interrogativi sulla deriva umana. Insieme a lui, il palco sarà arricchito dalla sensibilità poetica di Manuela Di Dalmazi, Mara Motta e Annarita Pasquinelli, chiamate a offrire “provocazioni” e prospettive inattese, dando concretezza al quesito fondante dell’intera rassegna: se questo non è un libro, allora che cos’è?

Un progetto Corale

Ideato e diretto artisticamente da Beniamino Cardines, con il coordinamento di Fabiola Nucci e Annarita Pasquinelli Michetti, il progetto rappresenta una rete virtuosa che unisce realtà diverse, tra cui Bibliodrammatica aps, la Biblioteca “Marilia Bonincontro”, I luoghi del buon incontro e la rivista letteraria SU/SintassiUrbane. Il valore dell’iniziativa è testimoniato dai prestigiosi patrocini della Presidenza del Consiglio Regionale, dei Comuni di Chieti e Pescara e dalla Provincia di Pescara, oltre al supporto del CEPELL del Ministero della Cultura nell’ambito del “Maggio dei libri”.

L’arte di reinventare il reale

“Da Duchamp rubiamo il concetto di ready-made, di ri_uso; da Magritte l’immaginazione che guarda oltre la forma”, spiega Cardines. La letteratura diventa così un pretesto antropologico e sociale, un’impalcatura che sostiene il dibattito su temi cruciali. Dopo l’esordio dedicato al “mondo che cambia”, e dopo la tappa sulla distopia, il viaggio continuerà fino a giugno toccando temi come l’inno alla vita, il manuale di sopravvivenza e le eterne risposte alle domande umane, alternando incontri tra la sede di Chieti Scalo e lo spazio #pasquinellicasacultura di Pescara.

Con un programma fitto di nomi di spicco – da Paolo Di Bartolomeo ad Antonio Di Loreto, fino a Marco De Salvo – il progetto si configura come un evento di rottura. Non semplici presentazioni letterarie, ma una vera e propria officina di idee. Perché in un’epoca di informazioni istantanee, ReadyMade ci ricorda che, dietro ogni copertina, non c’è solo una storia, ma un’urgenza di comunicare che attende solo di essere svelata.

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OLTRE LO SGUARDO: “SCIALACCA” DI KRISTINE MARIA RAPINO DIVENTA UN ROMANZO PARLATO PER L’UICI

“Scialacca” abbatte ogni barriera: il toccante romanzo di Kristine Maria Rapino diventa un audiolibro per l’UICI, donando voce e accessibilità a una storia dove l’inclusione non è solo un tema, ma una realtà concreta.

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KRISTINE AL SALONE 2

Redazione-  Il potere delle storie risiede nella loro capacità di viaggiare, superare confini e, soprattutto, abbattere barriere. In questi giorni vibranti di cultura e incontri al Salone Internazionale del Libro di Torino, il panorama letterario italiano celebra un traguardo che profuma di civiltà e vera inclusione. Il romanzo “Scialacca”, firmato dall’autrice abruzzese Kristine Maria Rapino ed edito da Sperling & Kupfer, ha ufficialmente varcato una nuova frontiera: l’opera è stata inserita nella piattaforma dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI) in formato di romanzo parlato.

Non si tratta di una semplice trasposizione tecnica, ma di un atto di restituzione emotiva. La notizia, accolta con estremo favore dai vertici dell’associazione, segna un punto di svolta per un’opera che fa dell’empatia e della percezione sensoriale il proprio cuore pulsante.

Una storia che “sente” il mondo

“Scialacca” non è un titolo scelto a caso per questo progetto di accessibilità. Al centro della narrazione troviamo una storia potente e coraggiosa, un viaggio intimo che vede protagonista una ragazza albina che convive con gravi problemi alla vista. Attraverso i suoi occhi — o meglio, attraverso la sua particolare sensibilità — il lettore viene condotto in un’esplorazione profonda delle radici dell’identità, del valore dei legami familiari e della capacità di riscatto.

Proprio per l’accuratezza e la delicatezza con cui tratta temi così complessi, il romanzo si avvale della collaborazione con l’associazione Albinit, realtà in prima linea nella sensibilizzazione sull’albinismo. L’approdo sulla piattaforma UICI chiude idealmente un cerchio: una storia che parla di una disabilità visiva diventa ora pienamente fruibile da chi quella realtà la vive quotidianamente, permettendo a ciechi e ipovedenti di immergersi senza ostacoli nelle atmosfere evocative create dalla Rapino.

Le parole dell’autrice: “La letteratura come luogo democratico”

Visibilmente commossa durante le giornate torinesi, Kristine Maria Rapino ha commentato questo traguardo con parole cariche di significato: “Sapere che Scialacca è ora accessibile sulla piattaforma UICI mi riempie il cuore di gioia. La letteratura deve essere un luogo senza barriere, un’esperienza democratica e inclusiva. Incontrare i responsabili allo stand e percepire il loro entusiasmo è stato un momento indimenticabile, che dà un significato ancora più profondo al mio lavoro di scrittrice”.

Per l’autrice, la scrittura non è solo un atto creativo solitario, ma un ponte gettato verso l’altro. Vedere quel ponte diventare solido e percorribile per tutti è la conferma che il messaggio di “Scialacca” ha colpito nel segno, trasformando la fragilità in una forza narrativa universale.

Prossima fermata: Il Circolo dei Lettori

Il cammino di “Scialacca”, però, non si esaurisce tra i padiglioni del Lingotto o nelle cuffie degli utenti UICI. Il romanzo si prepara a conquistare uno dei palcoscenici culturali più prestigiosi e affascinanti d’Italia. Il prossimo 26 maggio, Kristine Maria Rapino tornerà infatti a Torino per una presentazione d’eccezione presso lo storico Circolo dei Lettori.

L’autrice descrive questo appuntamento come un traguardo quasi inaspettato, un’occasione preziosa per raccontare la genesi e l’anima di un libro che sta dimostrando di avere “gambe” forti per camminare lontano. In un tempio della cultura come il Circolo, la storia di riscatto della protagonista di “Scialacca” troverà la platea ideale di appassionati pronti a scoprire come la bellezza possa manifestarsi anche quando non passa esclusivamente attraverso la vista.

In un’epoca che spesso si ferma alla superficie delle immagini, il successo di “Scialacca” ci ricorda che le storie più belle sono quelle capaci di farsi ascoltare, toccare e sentire, rendendo il mondo della lettura un posto finalmente aperto a tutti.

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