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CATANZARO LIDO SI PREPARA ALL’OBLIO HORROR CIRCUS: DUE SERATE DI SHOW IMMERSIVO TRA THRILLER E GRANDI ILLUSIONI

Preparatevi a un’esperienza senza precedenti a Catanzaro Lido. L’Oblio Horror Circus vi attende il 10 e 11 giugno per un viaggio sensoriale tra brivido, arte e follia. #OblioHorrorCircus #CatanzaroLido #SpettacoloHorror #CircoTeatro

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CATANZARO LIDO SI PREPARA ALL'OBLIO HORROR CIRCUS: DUE SERATE DI SHOW IMMERSIVO TRA THRILLER E GRANDI ILLUSIONI

Redazione-  Catanzaro Lido sarà teatro di un’esperienza scenica unica con l’arrivo dell’Oblio Horror Circus, un’esclusiva produzione in chiave horror-thriller che promette brividi e forti emozioni. Lo spettacolo, ideato e diretto dall’impresario Eusanio Martino, si terrà per due serate, il 10 e l’11 giugno, nell’area adiacente al centro commerciale Le Fontane. Il pubblico è atteso per un viaggio che fonde circo, teatro, humor e sensualità, attraverso esibizioni estreme, grandi illusioni e un’atmosfera volutamente macabra, narrando la profonda storia di Mister Oblio.

L’Oblio Horror Circus non è un semplice spettacolo circense; si presenta come un’immersione completa in un mondo dove la sofferenza e la follia danzano al ritmo di acrobazie e teatralità. Eusanio Martino, mente dietro questa produzione, lo descrive come “uno show dinamico e tenebroso con un cast di artisti specializzati nel settore, pronti ad acrobazie e pura follia”. Questa visione si traduce in uno spettacolo che intende distaccarsi dalle tradizionali rappresentazioni per offrire qualcosa di più stratificato e psicologicamente coinvolgente, mirando a risvegliare sensazioni profonde e talvolta perturbanti nel pubblico.

Il genere “horror circus” ha radici storiche che affondano nelle fiere e nei freak show del passato, evolvendosi nel tempo in forme artistiche più complesse e meno voyeuristiche. L’Oblio Horror Circus si inserisce in questa tradizione, ma la reinterpreta con un’estetica moderna e una narrazione coesa. Non si tratta solo di mostrare imprese fisiche, ma di inserirle in un contesto narrativo che esplora temi universali come la perdita, l’isolamento e la trasformazione subita dalla psiche umana quando affronta il limite della disperazione.

Al centro della narrazione vi è la figura iconica di Mister Oblio. Questo personaggio non è soltanto un presentatore o un antagonista, ma l’incarnazione del destino che decide di “catapultare i personaggi dello show nell’oscurità, nella dimenticanza.” La trama si sviluppa attorno al tema della sofferenza che degenera in follia, animando l’intero cast. Gli artisti, attraverso le loro performance, interpretano un calvario che li porta dal successo all’indifferenza, cadendo metaforicamente nelle mani di Oblio. Questa caduta è messa in scena con grande cura, utilizzando l’arte mimica e acrobatica per esprimere la vulnerabilità e la disperazione dei personaggi, che si ritrovano a danzare tra la luce e l’ombra.

La sceneggiatura e le coreografie sono pensate per guidare il pubblico in un percorso emotivo. Ogni dettaglio, dalle espressioni facciali degli artisti ai movimenti più complessi, è studiato per travolgere gli spettatori. L’interazione tra fasci di luce e oscurità non è un mero effetto scenico, ma un elemento narrativo essenziale che sottolinea i momenti di rivelazione e quelli di smarrimento, immergendo lo spettatore nella psiche tormentata dei protagonisti.

L’esperienza inizia ben prima dell’ingresso nella sala principale. Gli spettatori verranno accolti da personaggi che fin da subito instaurano un’atmosfera di frenesia e inquietudine. Questo pre-show ha il compito di rompere la barriera tra il mondo reale e quello dello spettacolo, introducendo il pubblico in un “tunnel oscuro” dove l’emozione e la tensione iniziano a crescere. L’arrivo in sala, quindi, non è un semplice sedersi, ma un culmine di questo percorso immersivo. Qui, tra le fila degli spettatori, si alterneranno “clown killer e umani pervasi ad estrema follia”, creando una sensazione di vicinanza e imprevedibilità che mantiene alta la suspense.

Il cast, definito “internazionale” e composto da “eccellenze artistiche”, è il cuore pulsante dello show. Questi artisti specializzati non si limitano a eseguire numeri di destrezza; diventano veicoli per la narrazione, trasformando ogni acrobazia in un frammento della storia. Le “esibizioni estreme” non sono fini a se stesse, ma espressioni della lotta interiore dei personaggi, della loro caduta e della loro resilienza. Le “grandi illusioni” servono a confondere i confini della realtà, rispecchiando la perdita di lucidità dei personaggi e del pubblico stesso.

La sinergia tra circo, teatro, humor e sensualità è un tratto distintivo dell’Oblio Horror Circus. Il circo apporta la fisicità e lo stupore delle acrobazie aeree e terrene; il teatro fornisce la struttura narrativa, il pathos e l’interpretazione dei personaggi; l’humor, spesso nero e grottesco, offre momenti di respiro o di ulteriore disturbo, giocando con le aspettative del pubblico; la sensualità, presente con “sfumature sexy” in alcune performance, aggiunge un tocco di mistero e attrazione, elevando lo spettacolo oltre il puro terrore. Questa combinazione mira a creare un’esperienza multisensoriale e profondamente coinvolgente, capace di lasciare un segno duraturo nella memoria degli spettatori.

L’organizzatore, Eusanio Martino, con questa produzione, porta a Catanzaro Lido non solo un evento di intrattenimento, ma una proposta culturale che sfida le convenzioni e stimola la riflessione. In un panorama di offerta culturale talvolta ripetitivo, l’Oblio Horror Circus si propone come un’alternativa audace, un appuntamento che intercetta la curiosità del pubblico verso forme d’arte più innovative e audaci. È l’opportunità di vivere la tensione del genere horror attraverso la vivacità del palco, unendo la maestria degli artisti alla forza di una storia che parla di fragilità umana e destino ineluttabile.

Per chi desidera assicurarsi un posto in questa singolare avventura, le prenotazioni sono fortemente consigliate, vista la natura esclusiva dell’evento e il successo di precedenti repliche. È possibile ottenere maggiori informazioni visitando la pagina Facebook dedicata all’Oblio Horror Circus o chiamando il numero 3478988192. I biglietti sono disponibili per l’acquisto tramite la piattaforma www.primafilaticket.it, un passaggio essenziale per garantirsi l’accesso a queste serate che promettono di essere indimenticabili per intensità e originalità.

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L’incanto indomabile della donna oltre i confini del patriarcato: Anastasia Anniemore24 lancia “Sirena” e trasforma la lingua italiana in un coro universale

La mitologia si fa rock, elettronica e riscatto femminile contro ogni barriera! 🧜‍♀️🔮 È fuori da oggi “Un bacio di fortuna – Volume 3”, lo straordinario ed eclettico nuovo EP della produttrice italo-bielorussa Anastasia Anniemore24. Il singolo di punta “SIRENA” (in radio dal 18 settembre con la voce di Vanessa Berni) è un capolavoro pop-ambient e cinematografico che distrugge i cliché patriarcali sulle donne, unendo arpe celtiche, flauti etnici e sussurri poliglotti in russo e italiano. Una storia pazzesca di accoglienza che vede collaborare artisti da tutta Italia e persino uno studente siriano per dimostrare che la nostra lingua può unire il mondo. Scoprite la recensione e la tracklist nell’articolo! 👇❤️✨

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UN BACIO DI FORTUNA

Milano – Ci sono canzoni che non nascono semplicemente per scalare le classifiche di gradimento digitale o per fare da sottofondo effimero nei palinsesti radiofonici, ma che erompono sulla scena musicale come veri e propri manifesti di riscatto civile, catarsi interiore e decostruzione culturale. La figura della donna, per millenni imprigionata dalle maglie della cultura patriarcale all’interno di cliché punitivi e bidimensionali — ora additata come “strega” da perseguitare, ora demonizzata come pericolosa “femme fatale” —, reclama oggi la propria totale, incondizionata e trasparente libertà espressiva. Da oggi, venerdì 11 settembre 2026, questo affascinante viaggio antropologico si trasforma in una colonna sonora di devastante impatto emotivo: sulle piattaforme digitali di streaming debutta “Un bacio di fortuna – Volume 3”, il nuovo e attesissimo EP della produttrice e autrice italo-bielorussa Anastasia Anniemore24, dal quale è estratto il magnetico singolo “Sirena” (feat. Vanessa Berni), in rotazione radiofonica da venerdì 18 settembre.

Il brano si inserisce come gemma preziosa nel monumentale e ambizioso progetto indipendente battezzato “30 brani per 30 voci”, un laboratorio d’avanguardia che mette la vulnerabilità e la ricchezza della lingua italiana al centro della sperimentazione sonora contemporanea. Con “Sirena”, l’autrice compie un vero e proprio atto di ribellione intellettuale, dialogando apertamente con una monumentale tradizione iconografica e letteraria — che spazia dai dipinti dorati di Gustav Klimt e Marc Chagall fino alle opere liriche di Antonín Dvořák e Richard Wagner, senza dimenticare le pagine immortali di Hans Christian Andersen e Vladimir Nabokov. Tuttavia, la traccia ribalta radicalmente la prospettiva storica: al centro della narrazione non vi è più l’ossessione o la paura del marinaio maschio, ma la piena consapevolezza femminile di una creatura fiera, complessa e assoluta padrona del proprio destino.

Dalla Siria all’Abruzzo: la geografia umana di un coro poliglotto senza confini

Sul piano prettamente musicale, “Sirena” è un sofisticato e accattivante ibrido acustico che fonde con disarmante naturalezza l’ambient elettronico, la scrittura cantautorale classica e le suggestioni mistiche della world music. La voce ipnotica e viscerale di Vanessa Berni viene magnificamente sorretta dall’arrangiamento cesellato da Anastasia e dalla produzione in studio curata al Pocketstudio dal produttore Fabio Vaccaro. Il sound design si rivela un capolavoro cinematografico e fiabesco, capace di colpire dritto allo stomaco grazie alla fusione di flauti etnici, riverberi profondi e il tocco rituale dell’arpa celtica. La vera e propria magia del pezzo risiede però nella scelta controcorrente di inserire frammenti parlati e sussurrati in diverse lingue (compreso il russo, lingua madre dell’autrice), trasformando la canzone in un coro universale di anime che abbatte ogni barriera geopolitica.

«Sirena è un punto di incontro tra biografia, caso e mito», racconta visibilmente emozionata Anastasia Anniemore24, svelando un incredibile retroscena legato al destino. «Quando Vanessa Berni ha ricevuto la mia mail con la demo e i riferimenti artistici, stava leggendo proprio un libro sulle sirene. Nonostante il lavoro a distanza, tra noi si è creata un’intesa immediata. Gestire le energie, i tempi e gli umori di tanti artisti è stata la parte più difficile, ma sapevo che il risultato ne valeva la pena. Questo volume è la dimostrazione che si può cercare un sound moderno e, allo stesso tempo, difendere la lingua italiana come luogo d’incontro e di futuro». Una scelta coraggiosa che lancia una sfida aperta a quei musicisti italiani che abusano dell’inglese alla ricerca di una facile modernità artificiale.

Dalla censura televisiva di Minsk al riscatto a Milano: la storia di Anastasia

L’assoluta solidità etica e la profondità narrativa di questo progetto affondano le radici nella drammatica, coraggiosa e toccante biografia della sua creatrice. Anastasia Anniemore24 ha costruito il proprio background culturale studiando con rigore presso la Facoltà di Giornalismo dell’Università Statale di Minsk, muovendo i primi passi professionali all’interno della redazione musicale della televisione di Stato bielorussa. Tuttavia, la soffocante e pericolosa situazione politica del suo Paese d’origine l’ha costretta a compiere una scelta dolorosa: fuggire in Italia, spogliarsi del passato e ricominciare interamente da zero come operaia e commerciante, prima di trovare la forza civile di tornare alla sua vera, intramontabile vocazione creativa per la parola scritta.

Lo studio del pianoforte coltivato fin dall’infanzia ha fatto il resto. L’autrice ha edificato una vera e propria geografia umana all’interno della tracklist di “Un bacio di fortuna – Volume 3” — che comprende tracce intense come “QUESTA NOTTE” (synth pop con la toscana Cecilia Quad), “IL CREPUSCOLO” (pop ambient con il punk lombardo Bone), “MAPPAMONDO” (feat. Biko) e “IL POSTINO”, quest’ultima interpretata da Arthurium, un giovane studente siriano residente a Milano. La partecipazione di un interprete non madrelingua in un brano pop cantautorale classico ma moderno incarna l’anima stessa dell’EP: dimostrare al mondo che l’italiano può e deve diventare una lingua internazionale di accoglienza, una risorsa terapeutica in grado di dare voce all’inespresso. Il videoclip ufficiale, già disponibile su YouTube, evoca le acque profonde e il mito di Odisseo attraverso primi piani emotivi mozzafiato. Lasciate da parte gli schermi degli smartphone e mettetevi le cuffie: la sirena di Anastasia è pronta a cantare, e questa volta non per farvi naufragare, ma per insegnarvi a restare liberi.

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Il grido rock dei ragazzi di Verona conquista il Lido di Venezia: il “prof-cantante” Alex Fusaro lancia “GIOVANE HOLDEN” per curare il disagio adolescenziale

La scuola si fa rock e l’urlo dei ragazzi contro l’ansia e la solitudine conquista la Mostra del Cinema di Venezia! 🎒🎸 Da oggi, venerdì 11 settembre, arriva in radio e nei digital store “GIOVANE HOLDEN”, lo straordinario nuovo singolo de I Fuori Classe insieme al “prof-cantante” Alex Fusaro (The Saifam Group / Rock And Love). Un mix pazzesco di rap e melodie rock nato tra i banchi del Don Bosco di Verona per lanciare un messaggio universale a tutti i giovani: “Non abbiate paura di chiedere aiuto”. Un progetto etico, intimo ed emozionante che ha già incantato il Lido. Scoprite la storia di questo prof da 9 milioni di clic e guardate il video nell’articolo! 👇❤️✨

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I Fuori Classe & Alex Fusaro

Verona – Ci sono stanze, all’interno dei nostri istituti scolastici, in cui il silenzio degli studenti non è sinonimo di attenzione o di disciplina ferrea, ma la maschera spaventosa di un isolamento interiore, di un senso di inadeguatezza e smarrimento che logora l’anima delle nuove generazioni. L’adolescenza, oggi più che mai, si configura come una linea d’ombra instabile, una trincea quotidiana dove i ragazzi si sentono drammaticamente invisibili, schiacciati dal peso delle aspettative sociali e dall’asfissia degli schermi digitali. Ma quando in quelle stesse aule entra la forza terapeutica, viscerale e dirompente della musica, le corazze si frantumano. Da oggi, venerdì 11 settembre 2026, entra ufficialmente in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming “GIOVANE HOLDEN”, il travolgente nuovo singolo firmato dal collettivo I Fuori Classe & Alex Fusaro, rilasciato per l’etichetta The Saifam Group in preziosa collaborazione con la neonata realtà artistica Rock And Love. Un brano-manifesto che non si limita a intrattenere, ma che lancia un esplicito e accorato appello civile: non chiudetevi nel silenzio, chiedete aiuto.

Il pezzo è una scarica di pura adrenalina acustica che fonde con disarmante naturalezza le metriche serrate del rap alle aperture monumentali e sfolgoranti del rock melodico. Ispirata al capolavoro letterario immortale di J.D. Salinger, la traccia mette in scena un serrato, intimo e commovente dialogo intergenerazionale tra le mura di un’ambientazione urbana. A dare voce e carne a questa sfida contro il torpore della solitudine sono due studenti dell’istituto, Anna Ferrari e Federico Micheloni, che incrociano le loro strofe ritmiche con i ritornelli evocativi guidati dallo stesso Professor Alex Fusaro. La canzone si trasforma così in una risorsa terapeutica di portata universale, un faro di speranza che usa il sound design per dimostrare ai ragazzi che nessuna ferita è un vicolo cieco, e che errare è semplicemente una tappa necessaria del percorso di crescita personale.

Dalle cattedre del Conservatorio al Senato: il profilo del “prof-cantante” da 9 milioni di clic

Dietro la straordinaria forza d’urto di questo progetto pedagogico e artistico pulsa l’anima di un autentico artigiano della cultura. Alex Fusaro non è un improvvisatore, ma un musicista totale dal curriculum accademico monumentale. Dopo la maturità scientifica conseguita proprio al Liceo Don Bosco di Verona, ha collezionato ben sei lauree di Conservatorio (spaziando dalla Composizione alla Direzione di Coro, fino alle Nuove Tecnologie), diventando il primo laureato in Italia in Popular Music con il massimo dei voti e la lode. Già docente di Elettroacustica al Conservatorio di Trento, dal 2017 è professore di ruolo presso l’Istituto Statale “Medici” di Verona, dove ha rivoluzionato il concetto di didattica capovolta, trasformando gli studenti da spettatori passivi a protagonisti di videoclip virali come “Maturità”, un cult assoluto che ha superato la cifra astronomica di 9,6 milioni di visualizzazioni sul web.

La sua figura di “prof-cantante”, capace di combinare il rigore scientifico della saggistica (è autore dei manuali “Il solfeggio Pop” e “Teoria, analisi e composizione” adottati nei licei musicali) alla passione della strada, lo ha portato a presentare i suoi progetti di sensibilizzazione e contrasto alla dispersione scolastica davanti alle massime cariche dello Stato presso il Senato della Repubblica. «Ho incontrato tante volte, nel mio percorso di insegnante, ragazzi che si sentivano persi», confessa Alex Fusaro, svelando la genesi del pezzo. «Il giovane Holden è un personaggio che, a distanza di decenni, continua a parlare proprio a loro. Con questo brano abbiamo voluto raccontare quella fragilità, ma senza fermarci al disagio: il messaggio che vogliamo lasciare è che ogni scelta conta, che si può sbagliare e che non bisogna avere paura di chiedere aiuto. La musica può far sentire i ragazzi meno soli».

Il trionfo al Lido: il videoclip dei Fuori Classe incanta la Mostra del Cinema di Venezia

Il valore artistico e l’altissimo spessore civile di “Giovane Holden” hanno già varcato i confini della provincia veneta per conquistare una platea planetaria. Il videoclip ufficiale del brano ha infatti vissuto un prestigioso ed emozionante debutto in anteprima assoluta all’interno della cornice monumentale della 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. La clip, girata interamente tra i corridoi e i cortili storici dell’Istituto Don Bosco di Verona con la produzione impeccabile firmata da James D. Dawson (Dawson Films) in sinergia con Rock And Love, è stata proiettata nello spazio istituzionale della Regione del Veneto dedicato alle eccellenze scolastiche, scuotendo le coscienze dei critici e dei giurati presenti al Lido.

Insieme al video musicale, a Venezia è stata svelata la correlata e innovativa web serie intitolata “I Fuori Classe”: un diario di bordo a puntate che racconta con uno stile cinematografico e trasparente il dietro le quinte, il sudore dei casting, i momenti di crisi e la genesi di un’opera collettiva che unisce la scuola, la famiglia e il mondo del lavoro. Oggi, Fusaro continua a difendere il talento giovanile come Presidente dell’associazione no profit Vox Generation e come Direttore Artistico di Rock And Love, dimostrando che l’educazione permanente e l’onestà intellettuale sono le uniche armi rimaste per sconfiggere il cinismo contemporaneo. Sintonizzatevi sulle frequenze del cuore, allacciate le cuffie e lasciatevi travolgere dal flow dei Fuori Classe: la campanella è suonata, la chitarra è pronta e la scuola del futuro ha finalmente trovato la sua voce più pulita e indimenticabile.

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L’urlo dei filosofi del garage che sfida l’omologazione sociale: i tuttotace pubblicano “Periferie 1”, l’EP-manifesto che scava sotto la nostra coscienza

La filosofia sposa il rock e la verità dei sentimenti si prende il presente! 🎸🎓 Da venerdì 11 settembre è fuori su tutte le piattaforme digitali “Periferie 1”, lo straordinario ed eterogeneo EP di debutto dei tuttotace (distribuito da ADA Music Italy). Cinque tracce viscerali nate in un garage tra libri di filosofia, chitarre shoegaze e ritmi progressive per raccontare una presa di coscienza contro l’omologazione della società moderna. Una scelta controcorrente e coraggiosa che vi colpirà dritto allo stomaco. Scoprite la tracklist completa e la bellissima storia della band nell’articolo! 👇❤️✨

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tuttotace

Roma – Ci sono dischi che non nascono per inseguire le tendenze passeggere dettate dagli algoritmi delle piattaforme digitali o per riempire di vuota retorica i palinsesti radiofonici, ma che erompono nella scena musicale come un vero e proprio atto di ribellione intellettuale, un taccuino di appunti intimi necessari per comprendere chi siamo. La musica, quando torna a riappropriarsi della sua funzione filosofica e terapeutica, diventa l’unico specchio trasparente capace di mostrarci le nostre nevrosi e i condizionamenti invisibili che guidano le scelte di ogni giorno. Da venerdì 11 settembre 2026, questo affascinante viaggio antropologico si trasforma in realtà acustica. Debutta infatti su tutte le piattaforme di streaming “Periferie 1”, il primo e attesissimo EP dei tuttotace, rilasciato per l’etichetta Red&Blue Music Relations e distribuito capillarmente da ADA Music Italy. Un’opera densa, stratificata e ricca di contrasti, concepita per chiunque senta il bisogno di verbalizzare ciò che nel quotidiano non si riesce a dire.

I tuttotace sono un collettivo unico nel panorama indipendente italiano, un quartetto nato nel 2019 dall’incontro fortuito tra Massimo Rusi (voce e chitarra) e Riccardo Quell de Riso Paparo (batteria), all’epoca studenti di filosofia all’Università di Roma. L’ingresso successivo di Federico Bentivoglio (basso e cori) e Andrea El Khaloufi (chitarra e cori), conosciuti tra le aule della facoltà, ha trasformato definitivamente il garage in cui si “giocava” con gli strumenti in una vera e propria officina di composizione e improvvisazione. Nel corso di cinque anni di prove ininterrotte, lottando con il tempo sottratto al lavoro quotidiano, la band ha edificato un’identità solida e totalizzante, registrando nell’estate 2025 l’album d’esordio “un’altra grande città” e stringendo un sodalizio artistico fraterno che oggi si espone senza filtri protettivi.

Dall’emo d’oltreoceano al post-rock: la materia sonora di quattro polistrumentisti

La vera e straordinaria unicità di “Periferie 1” risiede nella sua architettura sonora, un ordito perfetto in cui convergono le influenze — apparentemente incompatibili — dei quattro membri, tutti eclettici polistrumentisti. Massimo suona la chitarra fingerpicking con la purezza del country folk alla Bill Monroe, fondendolo all’emo intimista dei Pinegrove, agli intrecci dei Genesis e alla profondità cantautorale di De André e De Gregori. Riccardo risponde con una batteria tecnica, geometrica ma profondamente emotiva, ispirata alle bacchette di Carter Beauford e Vinnie Colaiuta, tanto da spingere i fan a ribattezzare ironicamente il gruppo “Ricky e i tuttotace”. Federico, il “signore dell’armonia”, tesse le trame melodiche guardando ai Beatles, agli Arctic Monkeys e ai Verdena, mentre Andrea spezza la linearità del pop iniettando nel sound la furia metal di Metallica e Tool, sfumata nelle atmosfere dilatate dello shoegaze alla Alcest e del post-rock dei Mogwai.

Il risultato di questa splendida contaminazione è un sound coerente, riconoscibile e viscerale, dove le prime quattro tracce mescolano folk e progressive per dare forma a emozioni intense, vissute come luoghi fisici da abitare e non da fuggire. L’ultima traccia rompe l’equilibrio preesistente, portando alla luce qualcosa che era presente sottotraccia fin dal primo accordo, regalando all’ascoltatore l’impressione di essere giunto a destinazione dopo aver attraversato sentieri periferici e impliciti. I testi e la musica si equivalgono e si confondono, trasformando ogni canzone in una quinta persona virtuale capace di lanciare un urlo liberatorio, come in preda alla gioia o alla sorpresa di essere al mondo.

La scelta controcorrente del gruppo: «Pubblichiamo in ordine cronologico come atto di rispetto»

I brani che compongono la tracklist — a partire dal celebre singolo d’apertura “Signori”, passando per l’intensità di “A cena”, “Forse noi”, “S2/Linea” fino al gran finale di “Questo suono” — sono stati composti tra il 2020 e il 2022. Una scelta di pubblicazione che rappresenta una vera e propria lezione di onestà intellettuale e rigore etico nel mercato discografico contemporaneo. «“Periferie 1” è la prima metà di un lavoro che condensa i nostri primi due anni di vita insieme», spiega calorosamente la band, svelando i retroscena del progetto. «Da allora abbiamo composto altri due album, ma abbiamo fatto la scelta di pubblicare le canzoni in ordine cronologico, senza farci prendere dall’entusiasmo per le novità. È stato un atto di rispetto verso ciò che siamo stati, la testimonianza trasparente di una crescita».

Le canzoni si configurano come una risorsa terapeutica per sconfiggere l’isolamento e il torpore della società moderna, affrontando la consapevolezza più destabilizzante raggiunta dal gruppo durante gli studi. «Le lune teste sono piene di parole già dette, discorsi già fatti e ambizioni altrui», confessano i tuttotace, invitando il pubblico ad abbandonare per un attimo gli schermi digitali degli smartphone per lasciarsi cullare dalle cuffie. «L’unica cosa che ci resta da fare, allora, è partire da questa consapevolezza non per provare a creare un percorso nuovo, ma per interpretare a nostro modo quelli che abbiamo ereditato». Il viaggio dei filosofi del garage è appena cominciato: le prime cinque tracce sono fuori, i videoclip curati dal regista Riccardo Baiocco (della rivista Sentieri Selvaggi) sono pronti a bucare lo schermo, e la seconda tappa del cammino è già cerchiata sul calendario per gennaio 2027 con l’uscita di “Periferie 2”. La spensieratezza e la verità hanno trovato una nuova, intramontabile via d’accesso.

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