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FEBBRAIO 2026: TEMPERATURE SOPRA LE MEDIE STORICHE E PRECIPITAZIONI ECCEZIONALI IN ABRUZZO SECONDO OSSERVATE

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FEBBRAIO 2026: TEMPERATURE SOPRA LE MEDIE STORICHE E PRECIPITAZIONI ECCEZIONALI IN ABRUZZO SECONDO OSSERVATE

Redazione-  Febbraio 2026 si è concluso con temperature sensibilmente superiori alle medie storiche su tutto il territorio abruzzese e con precipitazioni particolarmente intense. È quanto emerge dal bollettino climatologico mensile pubblicato dalla rubrica OsservaTE, progetto dedicato all’analisi e alla divulgazione dei dati ambientali e climatici relativi alla regione Abruzzo.

Nel mese appena trascorso, la temperatura media regionale è stata pari a 5,92°C, con anomalie positive rispetto ai principali periodi di riferimento storici:

  • + 3,75°C rispetto alla media del trentennio 1961–1990
  • + 3,38°C rispetto alla media del periodo 1991–2020

Valori che confermano come anche i mesi invernali siano ormai interessati da scostamenti termici rilevanti rispetto al clima di riferimento, indicando una progressiva tendenza verso inverni più miti.

L’analisi di dettaglio mostra che tutte le province abruzzesi hanno registrato anomalie termiche positive rispetto alla media regionale sul periodo 1991–2020. Le deviazioni, ordinate dalla più alla meno marcata, sono state:

  • Chieti: + 4,36°C
  • Pescara: +3,69°C
  • Teramo: +3,65°C
  • L’Aquila: +2,33°C

I dati utilizzati da OsservaTE provengono dal programma europeo Copernicus e da fonti istituzionali italiane. L’elaborazione ha l’obiettivo di offrire una rappresentazione chiara, accessibile e scientificamente solida delle dinamiche climatiche che interessano il territorio regionale.

Il bollettino mensile ora contiene anche una analisi più approfondita delle precipitazioni e di indicatori climatici stagionali.

Particolarmente significativo è il valore dell’indice SDII (Simple Daily Intensity Index), che misura l’intensità media delle precipitazioni nei giorni piovosi. Nel febbraio 2026 questo indice ha raggiunto 66,30 mm/giorno, un valore notevolmente superiore alle medie storiche, segnalando precipitazioni più intense e concentrate in pochi eventi. Questa dinamica può avere implicazioni rilevanti per il rischio idrogeologico, soprattutto in contesti territoriali vulnerabili.

Tra i nuovi parametri analizzati figurano anche i giorni di gelo, ossia le giornate in cui la temperatura minima scende sotto gli 0°C. Nel mese di febbraio 2026 non è stato registrato alcun giorno di gelo, con una riduzione di 2 giorni rispetto alle medie climatiche, ulteriore indicatore di un inverno complessivamente più mite rispetto al passato.

“I dati di febbraio 2026 mostrano segnali significativi per quanto riguarda le anomalie termiche: il mese appena trascorso è stato circa 2,7 volte più caldo rispetto al valore medio dello stesso mese nel periodo 1961–1990” spiega Andrea Di Antonio, fisico dell’atmosfera e curatore della rubrica OsservaTE. “Questo dato è coerente anche con l’assenza di giorni di gelo. Inoltre, l’intensità delle precipitazioni osservata nel mese sembra indicare una crescente variabilità climatica e una maggiore frequenza di eventi intensi.”

Il bollettino completo di febbraio 2026, corredato di grafici, tabelle e confronti con gli anni precedenti, è disponibile al seguente link: https://osservate.com/temperature-abruzzo-febbraio-2026/.

OsservaTE prosegue così il proprio impegno nel monitoraggio continuo del clima regionale, offrendo strumenti informativi utili a cittadini, amministratori e operatori del territorio per comprendere meglio i cambiamenti climatici in atto.

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Attualità

Allerta Meteo sull’Italia: in arrivo nubifragi e temporali violenti. Scatta l’allarme arancione e giallo, ecco le Regioni colpite

La tregua estiva è finita e l’autunno mostra il suo volto più feroce! La Protezione Civile ha diramato per la giornata di oggi un pesante bollettino di allerta meteo che divide l’Italia tra allarmi di colore arancione e giallo. Una profonda e insidiosa perturbazione atlantica sta attraversando la Penisola carica di piogge torrenziali, fulmini e venti burrascosi. La situazione di massima criticità si registra in Toscana, dove è in vigore l’Allerta Arancione per l’elevato rischio di frane, smottamenti ed esondazioni di fiumi a causa dei continui nubifragi. Situazione difficile anche sul resto del Centro-Nord e in Campania, coperte da Allerta Gialla: si registrano già pesanti disagi alla circolazione stradale, sottopassi allagati e decine di interventi dei Vigili del Fuoco. Si raccomanda la massima prudenza negli spostamenti! Leggete il nostro articolo per scoprire nel dettaglio tutte le zone colpite dal maltempo e le previsioni per le prossime ore. Il maltempo non vi dà tregua? Non fatevi trovare impreparati dai nubifragi improvvisi: scoprite il nostro consiglio per proteggervi dalla pioggia in totale sicurezza!

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nubifraggio

Roma – L’autunno italiano sembra aver definitivamente premuto sull’acceleratore, spazzando via in un colpo solo gli ultimi scampoli di tepore estivo e catapultando la nostra Penisola in una fase meteorologica estremamente turbolenta, umida e potenzialmente molto pericolosa. La Protezione Civile Nazionale, in stretto coordinamento con le agenzie meteorologiche regionali, ha infatti lanciato nelle scorse ore un bollettino di grave allerta meteo per l’intera giornata di oggi, giovedì 8 ottobre 2026. L’Italia intera si trova attualmente sotto la pesante morsa di una vasta, profonda e insidiosa perturbazione di origine atlantica, un fronte nuvoloso carico di pioggia e venti burrascosi che sta attraversando rapidamente il Paese da Nord verso Sud. Questo severo quadro meteorologico, caratterizzato da una marcata e violenta instabilità atmosferica, ha spinto le autorità competenti a diramare allerte ufficiali di colore arancione e giallo su gran parte del territorio nazionale. L’obiettivo primario è quello di prevenire i gravissimi disagi e i danni strutturali che temporali di forte intensità, raffiche di vento ciclonico e improvvisi nubifragi localizzati potrebbero causare alle infrastrutture stradali, alle abitazioni e, soprattutto, all’incolumità dei cittadini che si trovano costretti a viaggiare o a lavorare all’aperto.

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Allerta Arancione in Toscana: massima attenzione per fiumi e frane

La situazione di maggiore e più pressante criticità, secondo l’ultimo bollettino meteorologico diramato dalle autorità, si registra attualmente in Toscana.
In questa specifica Regione, il Dipartimento della Protezione Civile ha innalzato il livello di guardia diramando ufficialmente un’allerta meteo di colore arancione per rischio idrogeologico e temporali di forte intensità. Le province toscane sono infatti sferzate da precipitazioni copiose e persistenti, che in alcuni frangenti assumono il pericolosissimo carattere di nubifragio. L’accumulo rapido e massiccio di millimetri d’acqua sul terreno sta innalzando repentinamente il livello dei corsi d’acqua minori e dei torrenti, creando un rischio tangibile di esondazioni localizzate. Inoltre, i terreni resi fragili e saturi dalle piogge continue delle settimane precedenti destano non poche preoccupazioni per il rischio concreto di frane, smottamenti e cedimenti del manto stradale, specialmente nelle zone collinari e montuose dell’Appennino. I sindaci di numerosi comuni toscani hanno già provveduto ad attivare preventivamente i Centri Operativi Comunali (COC) per monitorare la situazione in tempo reale, tenendosi pronti a intervenire con idrovore, sacchi di sabbia e mezzi di soccorso in caso di emergenza strutturale. Le autorità raccomandano vivamente ai cittadini residenti nelle zone a rischio di limitare al massimo gli spostamenti non strettamente necessari, di non sostare nei pressi di fiumi, argini o sottopassi e di seguire scrupolosamente gli aggiornamenti forniti dai canali ufficiali della Regione.

Allerta Gialla tra Centro-Nord e Campania: disagi e allagamenti

Se la Toscana rappresenta in questo momento l’epicentro della criticità meteorologica, il resto del Centro-Nord e parte del Sud Italia non sono certo risparmiati dall’assalto della perturbazione atlantica.
La Protezione Civile ha infatti diramato un’estesa allerta meteo di colore giallo per numerose altre regioni italiane, in particolare su gran parte del settentrione, sui settori tirrenici centrali e, scendendo verso sud, su tutta la fascia costiera e interna della Campania. In queste vaste aree, i cieli sono solcati da imponenti sistemi temporaleschi accompagnati da intense, e a tratti violente, raffiche di vento e da frequenti scariche elettriche. I disagi logistici per la popolazione sono già significativi e in continuo aumento: si registrano pesanti rallentamenti alla circolazione stradale, causati dalla visibilità ridotta a causa degli scrosci di pioggia, e ritardi sui nodi ferroviari principali. Diversi allagamenti localizzati di scantinati, garage, sottopassaggi stradali e piani terra sono stati segnalati sia nei grandi centri urbani del Nord Italia, dove i sistemi di smaltimento delle acque piovane sono andati rapidamente in tilt sotto la furia della pioggia, sia in Campania, dove i Vigili del Fuoco sono impegnati in decine di interventi di messa in sicurezza fin dalle prime ore dell’alba. Inoltre, le forti raffiche di vento che spazzano le coste stanno rendendo i mari agitati o molto agitati, provocando forti mareggiate sulle coste esposte e costringendo alla cancellazione di numerosi collegamenti marittimi con le isole minori. Il quadro meteorologico generale si manterrà fortemente perturbato per tutta la durata della giornata odierna e anche per le primissime ore di domani, quando il fronte freddo atlantico inizierà finalmente a spostarsi verso est, concedendo una timida, graduale e temporanea tregua all’Italia in vista del fine settimana. È dunque richiesto il massimo senso di responsabilità e prudenza da parte di tutti i cittadini.

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Meteo

Cambiamento climatico, l’estate non finisce più: settembre 2026 da record in Abruzzo secondo OsservaTE

L’estate non finisce mai, ma non è affatto una buona notizia! Il nuovo bollettino climatico di “OsservaTE” fotografa un settembre 2026 letteralmente da incubo per la regione Abruzzo. Le temperature sono impazzite, registrando un tremendo +3,30°C rispetto alla media storica. Chieti si conferma la provincia più rovente (seguita da Pescara e Teramo), con un mese caratterizzato da 13 giorni con temperature oltre i 25 gradi, 4 giorni oltre i 30 gradi e ben 11 “notti tropicali” afose! Al caldo anomalo si aggiunge il dramma della siccità: rispetto alle medie storiche, mancano all’appello oltre 60 millimetri di pioggia. “Le condizioni dell’estate sono proseguite ben oltre agosto, il clima sta cambiando a una velocità impressionante”, spiega il fisico dell’atmosfera Andrea Di Antonio. Leggete tutti i dati sconvolgenti nel nostro articolo completo e non dimenticate di controllare il nostro consiglio tecnologico per monitorare il meteo direttamente a casa vostra! 👇

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Settembre_2026_anomalia_province

Teramo – La distinzione netta tra le stagioni dell’anno, così come l’abbiamo studiata nei libri di scuola e vissuta per decenni, sembra ormai essersi definitivamente dissolta sotto il peso inesorabile del riscaldamento globale. Il caldo soffocante, infatti, non sembra assolutamente più essere una prerogativa e una caratteristica esclusiva dei tradizionali mesi estivi. Anche il mese di settembre 2026, appena andato in archivio, si è concluso nella regione Abruzzo con temperature medie che definire allarmanti sarebbe un eufemismo: i dati registrati sono decisamente e costantemente superiori alle storiche medie climatiche, accompagnati di pari passo da precipitazioni piovose drammaticamente inferiori ai normali valori di riferimento autunnali. È questo il preoccupante quadro generale che emerge con forza dal nuovo e dettagliato bollettino climatologico mensile pubblicato ufficialmente dalla rubrica OsservaTE, l’ambizioso progetto scientifico dedicato all’analisi rigorosa e alla divulgazione pubblica dei dati ambientali e climatici relativi all’intero territorio della regione Abruzzo. Nel mese appena trascorso, i termometri hanno fatto registrare numeri che lasciano poco spazio alle interpretazioni. La temperatura media regionale si è infatti attestata sui 19,36°C, con anomalie termiche positive spaventose se paragonate ai due principali periodi di riferimento storici utilizzati dagli scienziati: parliamo di un sonoro +3,40°C rispetto alla media registrata nel trentennio 1961–1990, e di un +3,30°C rispetto alla media, già più calda, del periodo 1991–2020. Si tratta, a tutti gli effetti, di uno scostamento termico particolarmente rilevante e anomalo, che evidenzia in modo incontrovertibile quanto il settembre del 2026 si sia violentemente discostato dalle condizioni climatiche considerate fisiologiche e normali per il delicato ecosistema del territorio regionale.

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Chieti la provincia più rovente, siccità e notti tropicali

L’analisi scientifica di dettaglio, suddivisa per aree geografiche, ci mostra che assolutamente tutte le province abruzzesi, senza alcuna eccezione, hanno registrato anomalie termiche nettamente positive rispetto alla media regionale calcolata sul periodo 1991–2020.
La geografia di questo caldo anomalo vede le deviazioni (ordinate dalla più intensa alla meno marcata) distribuirsi in questo modo: la provincia di Chieti ha toccato il picco assoluto con un drammatico +4,03°C; seguita a ruota dalla provincia di Pescara con +3,91°C; al terzo posto troviamo Teramo con un’anomalia di +3,55°C; e infine L’Aquila, che pur beneficiando delle sue altitudini montane ha comunque registrato un preoccupante +2,66°C. È fondamentale precisare che l’assoluta affidabilità dei dati utilizzati dal team di OsservaTE proviene dal prestigioso programma europeo Copernicus e da fonti istituzionali italiane certificate. L’elaborazione minuziosa di questi numeri ha il nobile obiettivo di offrire alla cittadinanza una rappresentazione chiara, accessibile a tutti ma scientificamente inattaccabile delle dinamiche climatiche repentine che stanno alterando il territorio regionale. Entrando nello specifico della quotidianità vissuta dai cittadini, nel corso dell’intero mese si sono registrati ben 13 “giorni estivi”, vale a dire giornate piene nelle quali la temperatura massima ha agevolmente superato la soglia critica dei 25°C. Questo specifico dato risulta essere superiore di ben 9 giorni sia rispetto alla vecchia media del 1961–1990, sia a quella più recente del 1991–2020. Estremamente significativo, per non dire allarmante, è anche il numero totale di giorni in cui la colonnina di mercurio (la temperatura massima) ha addirittura superato la torrida soglia dei 30°C: ben 4 giorni in totale, un’anomalia positiva di 4 giorni rispetto a entrambe le medie climatiche storiche (in cui giornate simili a settembre erano praticamente assenti). Alle temperature diabolicamente elevate e alle afose notti insonni, si è purtroppo aggiunto un quadro pluviometrico disastroso per l’agricoltura e per le riserve idriche regionali, caratterizzato da una drammatica riduzione delle precipitazioni piovose. Si calcola infatti una differenza passiva di -54 millimetri di pioggia rispetto alla media 1961–1990 e un pesante -60 millimetri rispetto alla media del trentennio 1991–2020.

Le conclusioni di Di Antonio e l’allarme per il futuro

Per comprendere appieno la gravità di questo stravolgimento atmosferico, basta ascoltare le parole degli esperti del settore.
“Il dato scientifico che colpisce maggiormente noi studiosi non è soltanto la temperatura media elevata di settembre, ma la diabolica persistenza del caldo torrido anche al di fuori di quello che un tempo era il cuore dell’estate. Tredici lunghi giorni estivi, quattro intere giornate oltre i 30°C e ben undici notti cosiddette ‘tropicali’ (in cui le temperature non scendono permettendo il riposo) ci raccontano di un mese nel quale le condizioni atmosferiche tipicamente associate alla stagione estiva di luglio e agosto sono proseguite ininterrottamente ben oltre la fine del calendario turistico”, spiega con estrema lucidità Andrea Di Antonio, noto fisico dell’atmosfera e meticoloso curatore della seguitissima rubrica OsservaTE. “È unicamente attraverso lo studio e l’analisi scientifica di questi dati che diventa oggi possibile quantificare con esattezza come e, soprattutto, quanto velocemente le condizioni climatiche del pianeta stiano cambiando irreparabilmente all’interno del nostro stesso territorio”. Il bollettino completo delle anomalie di settembre 2026, riccamente corredato di grafici esplicativi, tabelle scientifiche e crudi confronti con gli anni precedenti, è attualmente disponibile per la consultazione pubblica online. OsservaTE ha garantito che proseguirà senza sosta, con ferrea cadenza mensile, con la pubblicazione di questi preziosi bollettini contenenti gli indicatori aggiornati relativi a temperatura, precipitazioni nevose o piovose ed estremi climatici (ondate di calore o gelate anomale). L’obiettivo primario e irrinunciabile del progetto è quello di rendere i dati scientifici crudi facilmente accessibili, comprensibili e fruibili a normali cittadini, amministratori locali, professionisti del settore e operatori del territorio, affinché tutti possano prendere coscienza, dati alla mano, della gravissima emergenza climatica in corso.

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Meteo

Meteo, l’Anticiclone delle Azzorre ha le ore contate: in arrivo il primo gelo dalla Scandinavia

Preparate gli ombrelli e i giubbotti, ma non mettete ancora via le magliette a maniche corte: il meteo di questi giorni in Italia sarà delle vere e proprie “montagne russe” atmosferiche! La breve e calda parentesi soleggiata garantita dall’Anticiclone delle Azzorre ha infatti le ore contate. A partire da venerdì 25 settembre un potente e minaccioso fronte gelido proveniente direttamente dalla Scandinavia spazzerà via il tepore estivo, portando un brusco calo termico e violenti temporali soprattutto al Sud, sul versante Adriatico e sulle isole maggiori. Sarà un vero e proprio assaggio di crudo autunno. Ma le sorprese non sono finite: l’alta pressione non si arrende. Già tra il 28 settembre e l’inizio del mese di ottobre l’Italia assisterà a un nuovo e clamoroso ribaltamento climatico, con il ritorno in pompa magna di cieli sereni e un nuovo rialzo termico che riporterà le temperature fino ai 28 gradi al Centro-Nord (seppur con temporali isolati al Sud). E l’autunno vero? Le proiezioni a lungo termine (fino al 7 ottobre) prevedono un nuovo, vasto e turbolento peggioramento, confermando una stagione instabile in cui l’estate combatte con le unghie per non andarsene. Scopri tutte le previsioni dettagliate per la tua regione nel nostro articolo completo 👇

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Primo freddo

Roma – La gradevole, dolce e mite parentesi atmosferica stabile e soleggiata che sta attualmente e piacevolmente interessando la stragrande maggioranza delle regioni della nostra penisola ha ormai, purtroppo, le ore decisamente contate. Secondo quanto emerge prepotentemente dalla rigorosa lettura e dall’attenta analisi degli ultimi, precisissimi aggiornamenti elaborati dai principali e più autorevoli modelli meteorologici internazionali, la complessa e turbolenta fase di naturale transizione climatica e stagionale tra l’estate e l’autunno si appresta a subire un’inaspettata, brusca e violentissima accelerazione termica.
Nella giornata di giovedì 24 settembre 2026, gli italiani potranno ancora godere, per un lasso di tempo estremamente limitato, di una dolcissima e breve pausa meteorologica, pienamente e generosamente garantita dalla residua, benefica ma debole influenza del famoso Anticiclone delle Azzorre. Questa debole e precaria configurazione di alta pressione barica regalerà un’atmosfera prevalentemente e diffusamente soleggiata da Nord a Sud, accompagnata da temperature massime decisamente miti e gradevolissime, con valori termici diffusamente compresi tra i 24 e i 26 gradi centigradi. In alcune specifiche aree e conche geografiche, il soleggiamento e la compressione atmosferica produrranno addirittura delle sorprendenti e piacevoli punte termiche vicinissime ai 27-28 gradi: un tepore che si farà sentire in particolar modo sulle calde pianure dell’Emilia-Romagna, nelle valli della Toscana interna, sul soleggiato tavoliere foggiano, nel materano in Basilicata e, non da ultimo, sulle calde aree interne e protette delle nostre due grandi isole maggiori (Sicilia e Sardegna). Si tratterà, però, del classico, illusorio e proverbiale canto del cigno stagionale, prima che i burrascosi venti provenienti dal lontano Nord Europa irrompano prepotentemente nello scacchiere atmosferico del Mar Mediterraneo per spazzare via il caldo.

Il peggioramento balcanico e il drastico crollo termico nel weekend

L’illusione di trovarsi in una sorta di perenne fine estate si sgretolerà infatti molto rapidamente non appena il sole calerà oltre la linea dell’orizzonte.
Già nel corso della tarda e buia serata di giovedì, l’atmosfera italiana inizierà a lanciare severi e inequivocabili segnali di insofferenza barica. Lungo le coste orientali e, nello specifico, sull’intero e delicato versante del medio mare Adriatico, si farà prepotentemente e rumorosamente sentire l’avanguardia nuvolosa di un denso, scuro e minaccioso ammasso piovoso e temporalesco di origine balcanica. Questo primo, umido assalto perturbato rappresenterà soltanto l’innocuo e debole preludio all’evento meteorologico di gran lunga più estremo, importante e impattante dell’intera settimana: l’atteso e temuto arrivo di un maestoso, imponente e gelido nucleo di aria instabile e fredda, proveniente e scivolato direttamente dalle latitudini estreme della gelida Scandinavia. L’irruzione scandinava spalancherà brutalmente le porte, senza mezzi termini, a una lunga, profonda e intensa fase di gravissima instabilità atmosferica lungo tutto lo Stivale. Il repentino peggioramento delle condizioni del cielo sarà immediatamente e inesorabilmente accompagnato da un deciso, spietato e percepibile calo generale delle temperature massime e minime, unito alla violenta formazione di fulmini, rovesci e burrascosi temporali pomeridiani, attesi localmente con particolare e preoccupante intensità soprattutto sulle regioni centro-tirreniche, colpendo con forti e isolati nubifragi la Toscana, le coste del Lazio e i settori nord-occidentali dell’isola di Sardegna.
La giornata di venerdì 25 settembre 2026 segnerà il vero e proprio, inequivocabile e doloroso spartiacque stagionale. L’ingresso definitivo del possente e vorticoso impulso freddo scandinavo darà infatti il via ufficiale a una fase climatica tipicamente, prettamente e rigorosamente autunnale. I fenomeni meteorologici più estremi, violenti, intensi e insistenti colpiranno senza tregua, spazzando violentemente soprattutto i litorali del medio Adriatico, flagellando pesantemente la totalità delle regioni meridionali e accanendosi sui settori ionici della Sicilia. L’intero quadro termico peninsulare subirà di conseguenza una flessione sensibile, repentina e a tratti persino fastidiosa, spazzando via definitivamente l’afa stagnante estiva e riportando il Paese sotto una morsa d’aria decisamente fresca, pungente e turbolenta, con nevicate attese sulle più alte cime alpine e appenniniche. Sarà un vero e proprio sgradevole “assaggio d’autunno”, un colpo di coda del gelo destinato fisiologicamente a imprimere una fortissima e brusca accelerazione a tutto il complesso ciclo della transizione stagionale in corso sull’Europa mediterranea.

Il ribaltamento di fine settembre: torna a sorpresa l’alta pressione estiva

Nel folle e mutevole gioco atmosferico delle stagioni intermedie, tuttavia, il brutto tempo, la pioggia e il freddo sferzante non sono affatto intenzionati a piantare le tende per molto tempo.
Non appena la perturbazione scandinava avrà esaurito la sua enorme carica di energia cinetica allontanandosi verso i Balcani orientali, le dettagliatissime e ultimissime proiezioni dei modelli matematici a medio raggio delineano un nuovo, imprevedibile e clamoroso ribaltamento di fronte barico. Tra la fine del mese, precisamente dal 28 settembre, e i primissimi giorni del nuovo mese, fino a circa il 2 di ottobre, il potente anticiclone, spinto da deboli ma costanti correnti subtropicali, tornerà timidamente ma inesorabilmente a farsi strada e a impadronirsi nuovamente dello spazio aereo dell’intera Penisola italiana. L’alta pressione spodesterà le nubi, regalando agli italiani una nuova, splendida e prolungata sequenza di luminose giornate stabili, garantendo la presenza fissa di ampi cieli sereni o poco nuvolosi su gran parte del territorio nazionale e, soprattutto, innescando un nuovo e percepibile rialzo termico generalizzato. Al centro-nord della Penisola, i valori massimi pomeridiani torneranno clamorosamente ad alzarsi, e i termometri potrebbero spingersi di nuovo, e in maniera alquanto anomala per il periodo autunnale, fino alla piacevole ma eccessiva soglia dei 28 gradi centigradi. Assisteremo quindi alla configurazione meteorologica di una vera, classica e splendida “ottobrata”, una parentesi climatica così mite e luminosa da possedere uno stampo quasi sfacciatamente e prepotentemente estivo.
Nonostante questa diffusa e apprezzatissima tregua anticiclonica, che farà sorridere i vacanzieri ritardatari e gli operatori turistici del centro-nord, il meridione del nostro Paese conserverà invece, a causa delle deboli ma persistenti infiltrazioni fresche in quota, una certa e fastidiosa vivacità atmosferica latente. Le calde ore pomeridiane favoriranno infatti l’accumulo di energia e la possibilità assai concreta e frequente dello sviluppo di improvvisi, brevi ma violenti temporali di calore isolati, rovesci improvvisi e acquazzoni che continueranno inesorabilmente a bagnare a macchia di leopardo i rilievi appenninici e le coste tirreniche, colpendo in particolar modo la punta della Calabria e i settori orientali della Sicilia.

Il lungo termine fino a inizio ottobre: l’autunno è pronto a combattere

Ma quando potremo dichiarare ufficialmente, e senza alcun timore di repentine smentite meteorologiche, di essere finalmente e stabilmente entrati nel vero cuore grigio e uggioso della tipica stagione autunnale italiana?
Spingendo cautamente lo sguardo previsionale ancora più avanti, le tendenze estese a lungo termine, che si spingono probabilisticamente fino alla delicata data del 7 ottobre prossimo, tratteggiano per la nostra penisola uno scenario atmosferico a dir poco caotico, fluido e fortemente dinamico. Non appena la gloriosa e calda parentesi soleggiata di inizio mese avrà esaurito la sua spinta africana, l’immensa macchina atmosferica continentale è infatti fatalmente destinata a rimettersi di nuovo in rapido e violento moto, spalancando le porte dell’Oceano Atlantico e aprendo così la strada perturbata a una nuova, vasta e organizzata sequenza di abbondanti e insistenti precipitazioni piovose cicliche. Secondo gli esperti analisti del meteo, questi nuovi e densi ammassi nuvolosi colpiranno inizialmente e in modo decisamente molto più marcato e severo tutte le regioni settentrionali e le Alpi, per poi scivolare inesorabilmente, rapidamente e con insistenza e persistenza sempre maggiore verso le calde regioni del sud, portando preziosissimi accumuli di pioggia in terre da troppo tempo assetate dalla grave e atavica siccità estiva.
Il travagliato finale del mese di settembre e il dinamico, incerto e scoppiettante avvio del freddo mese di ottobre confermano così un quadro e una tendenza meteorologica che potremmo tranquillamente definire come una vera e propria staffetta serrata, turbolenta e tutt’altro che pacifica e lineare. Da un lato abbiamo un’estate testarda, torrida e persistente, che non intende assolutamente arrendersi e cedere il passo climatico senza prima aver combattuto con le unghie e con i denti a suon di fiammate anticicloniche e colpi di calore; dall’altro lato del ring meteorologico c’è però un autunno freddo, umido e vigoroso, ormai pronto, maturo e impaziente di prendersi definitivamente, stabilmente e prepotentemente la scena atmosferica dell’intero continente europeo.

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