Lifestyle
IL CORPO CHE ASCOLTA LA CITTÀ: INTERCETTAZIONI DI MANDALA DANCE COMPANY NEGLI SPAZI DI VILLA LAIS
Redazione- Nell’architettura simbolica di Villa Lais, uno dei luoghi più carichi di bellezza del tessuto urbano romano, Mandala Dance Company, compagnia di danza contemporanea diretta da Paola Sorressa, darà vita a IntercettAzioni, una performance site specific nata da un percorso di creazione collettiva che trasformerà gli spazi della villa in un palcoscenico vivo.
Il debutto romano — atteso per l’8 maggio alle ore 17:30 nell’ambito del progetto Corpo mobile — rappresenta l’approdo di un lungo e rigoroso processo di ricerca coreografica, in cui i danzatori sono stati chiamati a reinventare il proprio rapporto con la città. Attraverso pratiche di danza contemporanea, improvvisazione e composizione istantanea, il gruppo ha attraversato e interrogato gli ambienti architettonici della villa non come scenografia, ma come interlocutore: un organismo vivo da ascoltare, attraversare e attivare.
La performance restituisce al pubblico un’immagine potente e al tempo stesso profondamente poetica: corpi che si muovono tra le colonne e i giardini della villa, entrando in dialogo con la pietra, la luce e il silenzio. Il lavoro rispecchia a pieno la cifra stilistica che contraddistingue il linguaggio coreografico di Paola Sorressa: un intreccio di destrutturazione corporea, floor work, flying low, contact e improvvisazione, che genera un’intesa tra i danzatori fluida, dinamica e fisicamente intensa.
Pluridiplomata presso l’Accademia Nazionale di Danza di Roma, Paola Sorressa guida la compagnia con una visione d’autrice che trova nella ricerca continua e nell’integrazione di diversi linguaggi i propri fondamenti. IntercettAzioni è la dimostrazione che la danza può essere atto politico, esperienza sensoriale e incontro autentico con il patrimonio architettonico della città
Per info e prenotazioni: info.corpomobile@gmail.com.
Lifestyle
Ildije Xhemali: la poesia come voce di pace e umanità
Oggi presentiamo ai nostri lettori Ildije Xhemali, scrittrice e poetessa albanese che vive attualmente nella città di Elbasan. Sebbene sia in pensione, il suo spirito si rinnova ogni giorno attraverso i versi intensi e delicati che continua a comporre con inesauribile passione.
Redazione- Oggi presentiamo ai nostri lettori Ildije Xhemali, scrittrice e poetessa albanese che vive attualmente nella città di Elbasan. Sebbene sia in pensione, il suo spirito si rinnova ogni giorno attraverso i versi intensi e delicati che continua a comporre con inesauribile passione.
Nata nel 1952 a Lushnjë, in Albania, nel 1973 ha intrapreso gli studi presso l’Università “Aleksandër Xhuvani” di Elbasan, conseguendo la laurea in Lingua e Letteratura Albanese. Per quasi quarant’anni ha esercitato con dedizione la professione di insegnante nelle città di Lushnjë ed Elbasan. Finora ha pubblicato dieci libri e numerose sue poesie sono apparse in diverse antologie edite in Albania e Kosovo.
Nella prosa e nei testi poetici di Ildije Xhemali emerge una profonda riflessione sull’esistenza umana. La sua voce si leva con forza contro le guerre ingiuste, le sofferenze e le devastazioni che esse provocano. La poetessa affida a Dio una preghiera intensa: quando giungerà il momento di lasciare questa vita, desidera essere condotta in un luogo dove possa continuare a seminare pace e amore.
Vorrebbe allattare due bambini appartenenti a fronti opposti, donare il velo nuziale a due giovani spose di schieramenti diversi e riconciliare due nemici che si sono combattuti, facendoli sedere alla stessa tavola per condividere il medesimo pane. Chiede inoltre a Dio la grazia di poter alleviare il dolore di due madri accomunate dalla perdita dei propri figli in guerra.
In queste immagini si manifesta tutta la nobiltà d’animo e la profonda missione umanitaria dell’autrice. Attraverso una ricca allegoria e una raffinata maestria poetica, Ildije Xhemali trasmette un messaggio universale di fraternità, mettendo simbolicamente in scena protagonisti, registi e spettatori della tragedia umana.
Con straordinario dinamismo l’autrice conduce il lettore al cuore delle grandi contraddizioni del nostro tempo, esprimendo una ferma condanna contro ogni forma di ingiustizia. Nel verso: «Dal nostro stesso sangue fummo annegati, ma siamo rinati», richiama l’attenzione su una delle più gravi tragedie contemporanee: la distruzione di massa degli innocenti.
«Il mondo tace», scrive la poetessa, denunciando l’indifferenza davanti alla sofferenza di bambini, anziani e di tutte le vittime innocenti, costrette a portare su di sé il peso della violenza, della menzogna e delle decisioni prese ai tavoli del potere, dove spesso viene deciso il destino dell’umanità.
Con il verso «Governanti, chiedete perdono, lasciando in pace i popoli», l’autrice si rivolge a coloro che, accecati dall’avidità e dal desiderio di potere, sacrificano milioni di vite umane per alimentare il proprio egoismo e la propria ipocrisia.
La poesia di Ildije Xhemali rappresenta una voce limpida e coraggiosa che invita alla pace, alla riconciliazione e alla solidarietà. Attraverso i suoi scritti e i suoi versi, la poetessa dona ai lettori una straordinaria ricchezza spirituale e testimonia quei valori umani autentici di cui il nostro tempo ha oggi più che mai bisogno.
Preghiera al Padre Eterno
Mio Signore,
Creatore dell’Universo!
Se fosse possibile,
esaudisci un mio desiderio.
Quando mi porterai con Te, al di là,
trovami una dimora presso gli innocenti,
le cui vite sono state distrutte dalla guerra
e dai suoi strumenti di morte.
Se ci sono bambini,
Ti prego,
ridonami un po’ di latte materno al seno,
affinché io possa nutrire due bambini appartenenti a campi opposti.
Se ci sono due giovani fanciulle di fronti opposti, donami i loro veli,
affinché possa vederle spose.
Se ci fossero due guerrieri che si sono uccisi a vicenda,
Ti prego, donami un tavolo di mogano
attorno al quale possano sedersi
e condividere lo stesso pasto.
Se ci sono due madri che hanno perso i loro figli, concedimi la grazia di alleviare il loro dolore.
Se ci sono due comandanti avversari
(che raramente muoiono sul campo di battaglia), giudicateli Voi stesso.
Le guerre iniziano dalle teste cocciute,
da coloro che smarriscono la ragione nelle tenebre e si accecano con la propria avidità.
Il dolore galleggia in fiumi di sangue versati
da figli cresciuti lontano dal lusso,
mentre la carneficina si conclude con firme apposte attorno ai tavoli del potere.
Ciò che oggi dicono e interpretano gli attori della storia
sarà giudicato domani,
con maggiore lucidità, dagli spettatori.
Ma alla Giustizia non è mai concesso di sedersi al posto che le spetta,
perché quel posto è sempre occupato dagli ingiusti.
Io, oggi,
non riesco più a distinguere la finzione dalla verità
nei pensieri dello “sceneggiatore”,
né ciò che si cela dietro le quinte e le intenzioni del “regista”
di questa tragedia,
che costringe due o più popoli
a combattersi come gladiatori,
spargendo il proprio sangue
sui palcoscenici teatrali della nostra epoca.
Caro Dio, il vero giudizio finale,
appartiene giustamente a Te…
e solo a Te!
GOVERNANTI, FERMATE LA GUERRA
Dall’Estremo Oriente gridano i morti,
i bambini innocenti si disperano con forza:
«Smettete di combattere!
Non siete ancora sazi
del nostro sangue?
Ci avete uccisi, ci avete distrutti:
non vi basta tutto questo?
Quando ci avete strappato la vita,
il mondo intero taceva.»
Su di noi sono cadute soltanto
fuliggine e menzogne,
che non si sono arrese
neppure per un istante.
Dal nostro stesso sangue
fummo annegati,
ma siamo rinati.
Il “Terzo Mondo”, ieri come oggi,
non lo avete mai considerato.
A nessuno auguriamo
la nostra sorte.
In un unico Dio crediamo.
Non è mai troppo tardi.
Chiedete perdono,
lasciando in pace i popoli.
Voi, potenti:
«Fermate la guerra.
Allontanatevi dalle armi!»
(Traduzione: Angela Kosta)
Lifestyle
L’epica quotidiana nell’arte di Mario Vespasiani: a Grottammare il mito classico torna per curare le ferite dell’uomo moderno
Il mito classico non è morto, vive e respira dentro le battaglie della nostra quotidianità! A Grottammare la mostra “Cantami o Musa” dell’artista Mario Vespasiani ci ricorda che ognuno di noi nasconde una dimensione epica. Un viaggio meraviglioso tra pittura, amore, femminilità sacra e ricerca della verità. 🎨 ✨ 🏺
Grottammare – Viviamo, nostro malgrado, in un’epoca frettolosa, distratta, ferocemente schiacciata dalla tirannia dell’immediatezza. Un tempo in cui la produzione bulimica e superficiale di immagini usa e getta sembra aver definitivamente relegato il mito, l’epica e il senso del sacro negli scaffali più polverosi delle biblioteche, come se fossero reperti di un passato prestigioso ma irrimediabilmente distante dalla nostra caotica quotidianità. Eppure, proprio da questa apparente lontananza siderale, si leva oggi una voce potente, antica e al tempo stesso modernissima. È la voce silenziosa ma dirompente del progetto artistico “Cantami o Musa”, che il visionario artista Mario Vespasiani ha magistralmente sviluppato in ben tre sedi museali a Grottammare, nelle Marche. Non stiamo parlando di una semplice e canonica mostra d’arte figurativa da sfogliare con gli occhi, ma di una vera e propria epifania visiva. Un percorso dell’anima che ci dimostra con prepotenza come gli archetipi immortali della cultura classica non siano affatto morti, ma offrano ancora oggi le uniche, preziose chiavi di lettura in grado di decifrare il dolore, l’amore e l’insondabile mistero del nostro turbolento presente.
“Cantami o Musa”: quando gli eroi dell’epica quotidiana siamo noi
L’incipit omerico, preso orgogliosamente in prestito dal celebre canto dell’Iliade, non viene affatto usato da Vespasiani come una sterile citazione erudita o come un nostalgico e passivo richiamo all’antichità per pochi addetti ai lavori. Al contrario, diventa uno specchio ustionante in cui costringerci a rifletterci. Nel linguaggio corrente siamo stati tristemente abituati a pensare che l’epica appartenga solo agli eroi con la spada, ai semidei del passato remoto. Vespasiani compie qui un miracolo puramente concettuale: recupera il significato originario dell’epica e lo spalma con dolcezza sulla pelle stanca dell’uomo contemporaneo. Attraverso la forza simbolica, vibrante e magnetica della sua pittura, ogni singolo volto ritratto sembra custodire una vicenda che supera l’identità individuale per abbracciare l’universo. Nei lineamenti tracciati, nei solchi della pelle, negli sguardi profondi e nella magistrale costruzione della luce riaffiorano i grandi, immensi temi che accompagnano il respiro dell’uomo da millenni: il viaggio faticoso, la prova da superare, la fedeltà incrollabile a un ideale, il desiderio bruciante di conoscenza, il lutto insopportabile della perdita, la vertigine dell’amore e la luce salvifica della rinascita. Vespasiani ci urla silenziosamente che la Musa continua a parlare a ciascuno di noi, suggerendoci che la vita di ogni singola persona normale nasconde una dimensione eroica, profonda e del tutto inaspettata. L’antico e il contemporaneo smettono così, finalmente, di farsi la guerra e ritrovano una continuità culturale commovente.
Mara, immensamente più di una musa: il grembo universale dell’ispirazione
In questo vertiginoso viaggio nei meandri del cuore umano, una figura attraversa la mostra ergendosi a baricentro emotivo assoluto dell’opera: Mara. Tuttavia, sarebbe gravemente ingiusto e intellettualmente riduttivo relegarla al banale ruolo di semplice “musa” iconografica. Nelle mani e nell’anima dell’artista, Mara si trasforma nel principio ispiratore per eccellenza, nella rappresentazione fisica ed emotiva di un’energia generatrice assoluta e pura. È la capacità, tutta umana e dolcissima, di far nascere la bellezza assoluta attraverso la relazione sincera, l’ascolto intimo e l’amore incondizionato. Ci troviamo di fronte a un’immagine della femminilità potentissima, distante anni luce sia dagli stereotipi vuoti e degradanti della società dell’immagine, sia dalle sterili e rumorose contrapposizioni ideologiche moderne. La donna assume qui il ruolo ancestrale di origine sacra della creazione, una gravità spirituale che orienta il pensiero e restituisce significato all’atto artistico stesso. In questo altissimo senso, Mara smette di essere soltanto una donna in carne ed ossa per assurgere a simbolo universale: l’ispirazione intesa come fondamento stesso della nostra cultura.
Oltre i confini della tela: la ribellione silenziosa di un artista poliedrico
Il grande insegnamento di Mario Vespasiani passa inevitabilmente anche attraverso il suo modo personalissimo di intendere il mestiere (o meglio, la vocazione spirituale) dell’artista. Negli anni, il suo inconfondibile linguaggio visivo ha continuato a evolvere su vari e complessi livelli. La sua celebre “luce” è stata capace di modificare costantemente il rapporto con il colore, rivelando un processo di sperimentazione permanente che rifugge dalla noia e dalla ripetitività. Ma la sua vera ribellione intellettuale sta nel dimostrarci che l’innovazione tecnica non interrompe quasi mai la tradizione: al contrario, la vivifica e le dona nuovo respiro. Pittura, letteratura e musica, per Vespasiani, non costituiscono gelidi compartimenti stagni da esplorare separatamente in modo settoriale, ma aspetti fortemente complementari di una medesima, estenuante ricerca della verità. I libri dialogano apertamente con le immagini dipinte, la profonda riflessione teorica alimenta le setole del pennello, la struttura musicale detta il ritmo invisibile all’opera pittorica. È una splendida figura di artista rinascimentale prestata al Terzo Millennio, capace di unire organicamente molteplici linguaggi in una visione rigorosamente e ostinatamente coerente.
Le grandi domande ineludibili dell’anima: a cosa serve davvero la bellezza oggi?
Quando le luci calde delle sale museali di Grottammare si spegneranno, l’eco di “Cantami o Musa” lascerà nel cuore di chi l’ha vissuta una testimonianza pesantissima, che supera di gran lunga la consueta portata di una normale esposizione temporanea. Il progetto di Vespasiani non ci chiede passivamente di ammirare la sua perizia tecnica sulle tele, ma ci prende per il bavero e ci costringe a fare i conti con alcune domande fondamentali e ineludibili per la nostra esistenza: quale posto occupa ancora il mito nella formazione delle nostre coscienze di individui moderni? Quale tremenda e meravigliosa responsabilità etica e morale possiede oggi chi si definisce artista? Quale ruolo salvifico può ancora svolgere la bellezza pura nella costruzione di una società collettiva migliore e più giusta? Sono interrogativi vertiginosi che, purtroppo, raramente trovano asilo nel dibattito artistico contemporaneo, ormai tragicamente e unicamente concentrato sulle ciniche dinamiche del mercato, sulle aste milionarie, sull’ossessione per le tecnologie digitali o sull’effimero sensazionalismo delle mode espositive passeggere.
Un balsamo prezioso per la coscienza civile: l’insegnamento immortale dell’arte
In un panorama dominato dal vuoto autoreferenziale, Vespasiani ha scelto con orgoglio la strada più impervia e coraggiosa: riaffermare con forza la funzione educativa, pedagogica e curativa dell’arte, senza mai per questo rinunciare alla complessità della ricerca formale. Non ha la folle ambizione di proporci a tutti i costi nuove mitologie, ma ha la rara maestria di dimostrarci che i grandi archetipi classici continuano a vivere e sanguinare nelle nostre strade, che la tecnica pittorica è ancora il più potente strumento di conoscenza dell’anima umana, e che le arti, quando sanno dialogare amorevolmente tra loro, ci restituiscono il senso più alto dell’essere civiltà. L’opera di Mario Vespasiani si distingue nel mondo per la volontà ferrea di tenere insieme, in una magnifica sintesi, la ricerca formale, la memoria classica intoccabile, l’innovazione e una spiccata responsabilità civile. Un capolavoro intellettuale che ci ricorda, a voce bassa, una verità assoluta: per quanto la vita di tutti i giorni ci sembri cinica, stancante o ordinaria, è proprio attraverso gli occhi dell’arte che riusciamo, ancora oggi, a riconoscere il carattere straordinario, eroico ed epico della nostra esperienza umana.
Lifestyle
Silvi Marina, sbarca l’Imperial Royal Circus: cento animali e show da record
L’Imperial Royal Circus sbarca a Silvi Marina dal 13 al 30 agosto: uno show da record con 100 animali, la Donna Laser e sconti online su Biglietto Prenotato. 🎪 🦒
Silvi Marina – Nel dinamico e affascinante universo dello spettacolo dal vivo e delle grandi produzioni itineranti che caratterizzano la stagione estiva lungo il litorale adriatico, l’arte della pista circolare si conferma una leva strategica fondamentale per il turismo di prossimità e l’intrattenimento delle famiglie. La splendida cornice costiera abruzzese si appresta ad accogliere uno degli eventi più imponenti, celebrati e attesi dell’anno. Da giovedì 13 a domenica 30 agosto 2026, la città di Silvi Marina ospiterà le monumentali strutture dell’Imperial Royal Circus, reduce da un Summer Tour straordinario contrassegnato da sold-out da record. Considerato dalla critica internazionale tra i complessi circensi più grandi e importanti d’Europa, lo show allestirà la sua imponente tensostruttura lungo la Strada Statale 16 Adriatica, in un’area posizionata esattamente di fronte al punto vendita Lidl, offrendo ai residenti e ai numerosi villeggianti oltre due ore di pura meraviglia, adrenalina e divertimento pulito all’aria aperta.
La tradizione della famiglia Dell’Acqua e lo zoo viaggiante
L’architettura dello spettacolo poggia sulla solida e secolare tradizione della famiglia Dell’Acqua, una delle dinastie più illustri e autorevoli della saggistica e della storia circense italiana, capace di fondere il rigore delle vecchie discipline a una costante e trasparente ricerca di innovazione tecnologica. Il colosso itinerante porta con sé una monumentale carovana composta da oltre cento esemplari di animali provenienti da ogni angolo del pianeta, accuditi nel pieno rispetto e nell’amore quotidiano da addestratori professionisti. Durante l’intervallo dello show, i cittadini e le scolaresche avranno l’opportunità unica di visitare quello che è a tutti gli effetti il parco zoo viaggiante più grande d’Italia, deostruendo la distanza con la natura per ammirare da vicino la maestosa giraffa reale, il grande ippopotamo, bisonti americani, leoni, tigri reali e i magnifici cavalli dell’alta cavalleria araba.
Dalla donna laser di Las Vegas al Transformers Bumblebee
Sotto la direzione artistica di Rodolfo Dell’Acqua, il palinsesto dell’Imperial Royal Circus si sviluppa come un affresco corale in cui le esibizioni tradizionali dialogano con scenografie ed effetti di ultima generazione. In esclusiva assoluta per la platea italiana, la pista ospiterà attrazioni mai viste prima nella penisola: direttamente dagli Stati Uniti e da Las Vegas arriverà la spettacolare performance visiva della Donna Laser, accompagnata dalle evoluzioni estreme e mozzafiato degli acrobati alla Doppia Ruota della Morte del Team Tabares. Per la gioia dei bambini e dei minori, lo show riserverà la strabiliante apparizione del Transformer Bumblebee, un’autentica e gigantesca macchina robotica capace di trasformarsi dal vivo davanti agli occhi del pubblico, affiancata dalle spericolate incursioni dei motociclisti sudamericani nel Globo di Metallo.
I campioni di Monte Carlo e la comicità del Clown Ridolini
Il valore transnazionale della produzione, applaudita nel corso delle ultime stagioni da oltre due milioni di spettatori in diverse nazioni europee, è avallato da un parterre di artisti d’eccellenza, vincitori di dieci record mondiali e pluripremiati nei più prestigiosi festival del mondo, compreso il celebre Festival Internazionale del Circo di Monte Carlo. Sul proscenio si alterneranno i volteggi aerei alle cinghie e al trapezio di Liana ed Etel Biasini, i lanci dei giocolieri di Arnaldo Sibilla e i grandi felini guidati in pista dal domatore Carlos Gaona e da Denny Montico. Il ritmo della serata e la spensieratezza delle famiglie saranno invece garantiti dall’irresistibile carisma dello showman più amato della pista, il celebre Elder, noto al pubblico come il mitico Clown Ridolini, impeccabile nel regalare sorrisi e risate senza tempo.
I biglietti su Biglietto Prenotato ed il calendario dei riposi h24
Sotto il profilo strettamente logistico e operativo, l’ufficio tecnico ha predisposto un calendario di spettacoli flessibile per andare incontro alle esigenze del pubblico balneare. Nelle giornate di giovedì e venerdì, e nei turni feriali intermedi, l’appuntamento unico è fissato per le ore 21:15, mentre il sabato, la domenica e i giorni festivi è previsto il doppio spettacolo alle ore 18:00 e alle 21:15, ricordando che mercoledì 19 e mercoledì 26 agosto la pista osserverà un turno di riposo per consentire la manutenzione h24 delle strutture. Per azzerare i labirinti delle code alle casse, la direzione ha attivato una collaborazione con il portale digitale www.bigliettoprenotato.it, dove i clienti possono bloccare online il coupon a tariffe agevolate — con ticket speciali da 7 euro per la prima del 13 agosto e da 9 euro per i giorni di Ferragosto —, saldando poi comodamente la quota restante direttamente ai botteghini.
Il circo come welfare culturale contro l’isolamento dei monitor
In ultima analisi, il trionfo stanziale dell’Imperial Royal Circus a Silvi Marina rappresenta una risorsa strategica per il turismo d’esperienza e genera ricadute felici sull’indotto del commercio di vicinato, dei ristoranti e delle attività della somministrazione della provincia teramana. Sradicare i giovani, i minori e le famiglie dall’isolamento indotto dall’abuso degli schermi digitali e delle reti virtuali, per ricondurli nella ritualità dell’incontro sotto la tenda a condividere la magia delle passioni reali, costituisce il pilastro più alto del moderno welfare culturale. L’impegno sociale della scuderia Dell’Acqua si concretizza inoltre attraverso il progetto di solidarietà “Un Sorriso per Tutti”, che porta spettacoli gratuiti e clown nei reparti pediatrici degli ospedali, dimostrando che il domani della nostra terra dipende dalla capacità di unire il merito del talento alla trasparenza della solidarietà umana.
-
Attualità6 giorni fa
Ceuta, l’allarme dei cittadini: l’esercito difenda i nostri confini
-
Attualità5 giorni fa
Filorosso su Rai 3, il caso Ceuta e il ddl anti maranza da Monteleone
-
Attualità7 giorni fa
Crisi migranti a Ceuta: l’Italia sospende il trattato di Schengen con la Spagna
-
Esteri4 giorni fa
Scontro Spagna-Italia su Ceuta: Albares accusa il governo Meloni
-
Ultim'ora7 giorni fa
Terrore ai Campi Flegrei, scosse di magnitudo 4.7: feriti, crolli a Pozzuoli e treni sospesi
-
Esteri3 giorni fa
L’incubo di Ceuta: l’allarme social che fa tremare la Spagna per un nuovo maxi assalto a Ferragosto
-
Territorio3 giorni fa
Ceuta al collasso, parlano due docenti spagnole che sono vissute a Teramo: «Bambini soli, città paralizzata e tanta paura»
-
Territorio6 giorni fa
Sora, inaugurata la sede di Evoluzione e Libertà: il piano di Quadrini
