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IL FESTIVAL CULTURALE DEI BORGHI RURALI DELLA LAGA NELLE FRAZIONI DI ACQUASANTA TERME PER LE GIORNATE EUROPEE DEI MULINI

Domenica 17 maggio appuntamento nelle frazioni di Acquasanta Terme (AP): Fornara, Torre di Sopra e Piedicava

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IL FESTIVAL CULTURALE DEI BORGHI RURALI DELLA LAGA NELLE FRAZIONI DI ACQUASANTA TERME PER LE GIORNATE EUROPEE DEI MULINI

Redazione-  Nel prossimo fine settimana si rinnova anche in Italia, grazie all’impegno dell’A.I.A.M.S. l’Associazione Amici dei Mulini Storici, l’importante appuntamento con le “Giornate Europee dei Mulini” dedicate alla scoperta di uno straordinario patrimonio ereditato dal passato, contraddistinto dai paesaggi modellati dall’acqua e dalla stupefacente capacità di ingegno dell’uomo.

L’occasione unica la offre domenica 17 maggio il corposo calendario annuale della nota quinta edizione del Festival Culturale dei Borghi Rurali della Laga, attraverso l’iniziativa “Acqua passata macina ancora e chi va al Mulino s’infarina”, promossa dall’Associazione Borghi e Sentieri della Laga OdV in collaborazione con le Associazioni FederTrek Escursionismo e Ambiente Aps, Amici del Mulino di Piedicava e Radici del Futuro: Ecomuseo della Via Salutaria, ideata per collegare con un percorso pedonale guidato le tre piccole frazioni rurali marchigiane di Fornara, Torre di Sopra e Piedicava, nel Comune di Acquasanta Terme (AP), fino a raggiungere l’Antico Mulino ad acqua da poco restaurato di proprietà della famiglia Angelini.

In questo luogo selvaggio dove le montagne della Laga lasciano lo spazio alle colline picene, le acque cristalline raccontano la loro storia.

L’opificio è posto infatti alla confluenza tra il Fosso di Arola e il Fosso di Cervara, in una verdissima e solitaria valle dove l’ultimo Mugnaio, Ernesto Angelini, continua con smisurata passione ad attivare all’occorrenza il mulino ad acqua ancora perfettamente funzionante, rimettendo così indietro l’orologio del tempo.

All’interno degli eventi è consuetudine per gli organizzatori, creare dei momenti giusti per stabilire dei contatti diretti con gli ultimi abitanti che mantengono ancora in vita i piccoli insediamenti rurali d’epoca medievale, in quanto custodi di un diverso modo di abitare i territori che finalmente è tornato oggetto di attenzioni anche oltre confine.

Chiude la giornata una doppia sorprendente rappresentazione teatrale curata dall’Associazione “Un Passo Avanti”.

Obbligatorio indossare le scarpe da trekking; per info e prenotazioni: 339 6675597; 371 1275077 (Ernesto).

Segreteria Organizzativa

Festival Culturale dei Borghi Rurali della Laga

333 3204171; 320 1612550

Sito Internet

https://www.borghiesentieridellalaga.it/

Pagine Facebook

https://www.facebook.com/groups/634144137475841?locale=it_IT

https://www.facebook.com/FestivalBorghiLaga?locale=it_IT

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Premio Letterario G. Belli – F. Lami 2026: omaggio a Rita Levi-Montalcini

Un grandissimo evento culturale illumina la Capitale! Al via la IV Edizione dell’attesissimo Premio Letterario Internazionale “G. Belli – F. Lami”. Un’edizione storica e densa di significato, che cade nell’anno del 40° anniversario dello storico Premio Nobel per la Medicina vinto dall’indimenticata scienziata Rita Levi-Montalcini! Per celebrarla, il concorso lancia un tema universale e meraviglioso per tutti gli autori italiani e stranieri: la “VITA”. Poeti, saggisti e scrittori (ma soprattutto i giovani dai 16 anni in su e le scuole superiori, per i quali l’iscrizione è totalmente gratuita!) sono chiamati a sfidarsi a colpi di penna! Una giuria d’eccellenza valuterà le opere inedite e i libri editi, mettendo in palio Targhe in Cristallo e i due ambìti “Premi Speciali Rita Levi-Montalcini”, oltre a prestigiose ospitate in radio! Le iscrizioni chiuderanno il 30 aprile 2027: scopri come partecipare, i contatti ufficiali e tutte le info sul nostro sito!👇

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Premio Letterario G. Belli - F. Lami 2026

Roma – In un’epoca storica caotica, frammentata e dominata da comunicazioni superficiali, veloci e spesso prive di un reale peso specifico, la forza rivoluzionaria, salvifica e aggregante della parola scritta rappresenta ancora oggi un faro inestimabile per la civiltà umana. Proprio con il nobile intento di custodire gelosamente e rilanciare con forza questo inestimabile patrimonio umano, si accendono ufficialmente i riflettori sulla Capitale per l’avvio tanto atteso della IV Edizione del prestigiosissimo Premio Letterario Internazionale di Eccellenza “G. Belli – F. Lami”. Questa straordinaria e consolidata iniziativa culturale, divenuta un appuntamento immancabile per autori emergenti e penne affermate, si pone il fondamentale obiettivo di valorizzare non solo la bella scrittura, ma soprattutto la dirompente forza dei nuovi, silenti e grandiosi talenti letterari che popolano il nostro panorama culturale, sia in Italia che oltre i confini nazionali. L’edizione del biennio 2026-2027, tuttavia, è destinata a lasciare un segno indelebile, poiché assume un valore simbolico, emotivo e storico di portata eccezionale: la manifestazione coincide orgogliosamente con la celebrazione del 40° anniversario dal memorabile conferimento del Premio Nobel per la Medicina alla straordinaria e indimenticata scienziata italiana Rita Levi-Montalcini. Proprio per omaggiare la sua colossale statura umana e scientifica, il Premio ha scelto come parola chiave assoluta, filo conduttore e faro illuminante di questa edizione un termine tanto semplice quanto abissale: “Vita”.

“Vita” come ricerca e memoria: l’eredità di Rita Levi-Montalcini

La scelta del tema “Vita” non è certamente una banale casualità stilistica, ma rappresenta un profondo, complesso e coraggioso invito rivolto agli autori e alle autrici di tutto il mondo.
La parola “Vita” viene intesa, in questo superbo contesto concorsuale, come una lente di ingrandimento attraverso cui osservare e raccontare le sfaccettature più recondite dell’esperienza umana: vita intesa come conoscenza inestinguibile, ricerca faticosa, memoria storica da preservare, ma anche come crescita dolorosa, speranza incrollabile, libertà di pensiero, solidarietà fraterna e pressante responsabilità morale verso le generazioni del futuro. Un tema vastissimo che richiama alla mente, in maniera limpida e ideale, l’imponente eredità culturale, etica e scientifica lasciata in dote all’umanità da Rita Levi-Montalcini. La scienziata torinese, infatti, ha fatto del suo costante, instancabile e appassionato invito a considerare la conoscenza come lo strumento più potente per l’emancipazione e la crescita (sia individuale che collettiva), il vero e proprio manifesto della sua straordinaria, lunghissima e luminosa esistenza terrena. Un messaggio che oggi, in un mondo in cerca di nuove e solide coordinate valoriali, risuona con un’attualità a dir poco dirompente.

Le sezioni del Concorso: poesia, narrativa e attenzione ai giovani

Il respiro internazionale del Premio “G. Belli – F. Lami” si riflette specularmente nella sua struttura organizzativa, aperta, inclusiva e pensata per accogliere ogni singola forma di espressione letteraria, senza steccati o pregiudizi stilistici.
Il concorso si articola in tre macro-categorie principali. La Sezione A – Poesia spazia liberamente dalla lirica a tema libero, passando per i componimenti strettamente legati al tema “Vita”, fino ad abbracciare la preziosissima, verace e musicale poesia in dialetto, autentico serbatoio dell’identità popolare. La Sezione B – Narrativa e Saggistica spalanca le porte a racconti vibranti, novelle e saggi brevi, lasciando anche qui agli autori la libertà di spaziare o di concentrarsi sul tema portante dell’edizione. Infine, la Sezione C – Libri editi e inediti rappresenta un vero e proprio melting pot letterario che accoglie narrativa, poesia, saggistica, biografie intime, memorie storiche, toccanti testimonianze e, in maniera encomiabile, persino la letteratura per ragazzi. Ma è proprio sulle nuove generazioni che il Premio scommette con forza e coraggio ammirevoli: particolare, fortissima attenzione è infatti rivolta ai giovani talenti. Il bando è ufficialmente aperto ai ragazzi dai 16 anni in su, ai quali, in un gesto di straordinario incoraggiamento culturale, non è richiesta alcuna quota economica di partecipazione. Una gratuità totale e lodevole che viene estesa anche a tutte le Scuole Secondarie di secondo grado del territorio, trasformando il concorso in un formidabile trampolino di lancio per gli studenti.

Giuria d’eccellenza, Premi Speciali e modalità di iscrizione

L’onere e l’onore di valutare e soppesare le opere giunte alla segreteria sarà affidato a una formidabile Giuria composta da eminenti esponenti del mondo culturale, tra cui scrittori pluripremiati, poeti, giornalisti di razza, severi docenti e brillanti critici letterari.
L’organigramma del Premio vanta nomi di assoluto rilievo: la Presidenza è saldamente affidata alla Prof.ssa Antonietta Micali (anche ideatrice del progetto), affiancata dalla Vicepresidente Dott.ssa Sabrina Morelli, mentre la carica di Presidente Onorario spetta al Cav. Dott. Franco Antonio Pinardi, Presidente dell’Accademia Tiberina. A tirare le fila delle delicate valutazioni sarà la Presidente di Giuria, Dott.ssa Venera Torrisi. I criteri di giudizio saranno rigorosissimi: originalità assoluta, qualità stilistica ed espressiva, valore letterario e aderenza totale al tema. I riconoscimenti saranno all’altezza dell’evento, con la consegna di Targhe in Cristallo e Pergamene di Benemerenza Accademica per i vincitori. Il fiore all’occhiello di quest’anno, tuttavia, è rappresentato dall’istituzione dei due Premi Speciali “Rita Levi-Montalcini”: una targa speciale destinata agli illustri ospiti d’onore e una preziosissima medaglia coniata per il vincitore assoluto o la vincitrice assoluta. Un ulteriore, ghiotto traguardo per i premiati sarà l’esclusivo invito a partecipare a seguitissime interviste radiofoniche su Radio Studio 107 Milano, garantendo una massiccia visibilità mediatica. Le iscrizioni sono ufficialmente aperte (fino all’imperativo termine del 30 aprile 2027) e le opere andranno inviate ai referenti ufficiali: Angela Kosta (kostaangela078@gmail.com) per la Poesia, Maria Concetta Borgese (marico.borgese@gmail.com) per la Narrativa, e Maura Matacchioni (mauramatacchioni@gmail.com) per i Libri. Per ogni chiarimento, la segreteria risponde al numero WhatsApp 344 139 3795. La cerimonia conclusiva di questa memorabile festa della parola scritta si terrà a Roma, per omaggiare nel migliore dei modi una scienziata che ha insegnato all’Italia intera l’arte meravigliosa di “costruire attraverso il sapere”.

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San Francesco: iniziativa d’oro con l’emissione filatelica mondiale per l’ottocentesimo anniversario

Poste Italiane celebra l’ottocentesimo anniversario della scomparsa di San Francesco con un’emissione filatelica mondiale congiunta con Vaticano, San Marino e Ordine di Malta. Due francobolli straordinari dedicati al Santo e al Cantico delle Creature che riproducono i capolavori di Giotto. Scopri dove trovare i pezzi da collezione 👇

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Francobollo San Francesco

Roma – Immaginate di tenere tra le dita un frammento di carta millimetrico e di accorgervi che in quello spazio minuscolo è racchiuso il respiro immenso di una storia spirituale che da otto secoli scuote e ispira l’umanità intera. Esiste un fascino senza tempo nella filatelia d’autore, un’arte raffinata capace di trasformare un oggetto d’uso quotidiano in un custode della memoria collettiva e in un veicolo di messaggi universali. Quando il mondo intero si ferma per ricordare un uomo che ha fatto della povertà, della fratellanza e dell’amore per la natura la sua unica ragione di vita, anche un piccolo rettangolo dentellato cessa di essere un semplice strumento postale per farsi opera d’arte viva, capace di toccare le corde più intime dell’anima di collezionisti e fedeli.

Per celebrare degnamente un traguardo storico di così profonda rilevanza spirituale e culturale, Poste Italiane ha annunciato ufficialmente una mobilitazione filatelica di portata planetaria. In occasione dell’ottocentesimo anniversario della scomparsa del Poverello di Assisi, l’amministrazione postale ha dato il via all’emissione speciale di due francobolli commemorativi appartenenti alla tariffa B Zona 1, interamente dedicati alla figura di San Francesco d’Assisi e al suo immortale Cantico delle Creature. Questa straordinaria iniziativa d’oro non si limita ai confini nazionali, ma si sviluppa attraverso una prestigiosa e rara emissione congiunta internazionale che unisce quattro diverse entità sovrane in un unico abbraccio culturale.

I numeri di un’edizione da collezione e la magia dell’affresco di Giotto

La tiratura e la distribuzione dei nuovi valori bollati sono state pianificate nei minimi dettagli dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., che ha curato la stampa dei piccoli capolavori in rotocalcografia. Il francobollo espressamente dedicato a San Francesco d’Assisi vanta una tiratura di 225.025 esemplari, distribuiti in fogli da quarantasette pezzi ciascuno; la preziosa carta valore dedicata al Cantico delle Creature conta invece 327.027 esemplari, suddivisi in fogli da trentanove elementi. Il vero fiore all’occhiello della rassegna è però il foglietto celebrativo a quattro firme, realizzato in sinergia totale con lo Stato della Città del Vaticano, la Repubblica di San Marino e il Sovrano Militare Ordine di Malta, stampato in 100.000 copie per ciascun ente emittente.

Dal punto di vista prettamente visivo ed estetico, il francobollo del Santo riproduce con straordinaria nitidezza un dettaglio di uno dei più importanti capolavori della storia dell’arte mondiale: l’affresco di Giotto intitolato “Il commiato di Santa Chiara dalle spoglie di San Francesco”, gelosamente custodito e protetto all’interno della Basilica Superiore di Assisi. Nella scena, il maestro della pittura trecentesca rappresenta con una partecipazione emotiva struggente e drammatica il momento dell’ultimo, disperato saluto di Santa Chiara al corpo esanime del Santo, restituendo intatto ai posteri quel legame spirituale indissolubile e purissimo che ha unito le loro esistenze nella fede.

Il Cantico delle Creature unisce quattro Stati in un mosaico di parole

Il secondo francobollo, incentrato sul Cantico delle Creature e realizzato dal talento artistico di Giustina Milite, propone invece una rappresentazione contemporanea, pulita e fortemente simbolica del testo francescano del 1224, considerato dagli storici la genesi e la pietra miliare della letteratura italiana. Al centro della composizione geometrica si staglia un grande albero della vita che connette idealmente il cielo alla terra. Attorno alla pianta fluttuano il sole, la luna, il vento, l’acqua e il fuoco, gli elementi naturali che nel testo celebrano l’armonia perfetta e la sacralità del creato, inteso come un’unica, grande famiglia universale da proteggere dall’indifferenza degli uomini.

La vera e propria meraviglia tecnica del foglietto congiunto risiede nella sua struttura testuale interattiva e corale. Nella parte superiore di ciascuna emissione sono stati impressi alcuni versi del Cantico di Frate Sole, concessi per l’occasione dalle Fonti Francescane di Padova. La particolarità sta nel fatto che i foglietti stampati rispettivamente dall’Italia, dal Vaticano, da San Marino e dall’Ordine di Malta riportano sezioni differenti del testo sacro: solo collezionando e ricomponendo i quattro foglietti affiancati, l’appassionato potrà completare e leggere l’opera francescana nella sua interezza. Un invito poetico a fare rete e a collaborare per riscoprire il senso profondo dell’unità e del dialogo tra i popoli.

La caccia ai folder d’autore e l’annullo speciale nella città del Santo

Per i collezionisti più esigenti e per i devoti che desiderano custodire un ricordo indelebile di questo anniversario secolare, è stata confezionata una ricchissima cartella filatelica speciale. Il folder d’autore conterrà al suo interno due cartoline dedicate, un bollettino illustrativo approfondito, due quartine del francobollo italiano, i valori singoli e l’intera serie dei quattro foglietti emessi dalle autorità coinvolte. Tutti i prodotti correlati, comprese tessere e bollettini speciali, saranno messi in vendita capillarmente presso gli uffici postali dotati di sportello filatelico e negli esclusivi spazi dedicati sul territorio nazionale.

La macchina organizzativa ha infine predisposto l’irripetibile annullo speciale del primo giorno di emissione proprio nel luogo simbolo della predicazione francescana. Il timbro celebrativo sarà a disposizione di cittadini e turisti ad Assisi, presso l’Arcata dell’Amministrazione Comunale in Volta Pinta, in Piazza del Comune. Un’occasione straordinaria per fermare il tempo e imprimere sulla carta un sigillo di pace e speranza, dimostrando che a ottocento anni di distanza dal suo addio alla terra, il messaggio di umiltà e amore universale di San Francesco continua a risuonare limpido e necessario per illuminare il futuro della nostra civiltà.

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La Nave Palinuro a Spalato: l’eleganza del veliero sfida il gigante Norwegian Viva

Un’immagine destinata a entrare nella storia della marineria ha incantato nelle scorse ore il porto croato di Spalato! Il nostro storico e bellissimo veliero scuola “Palinuro”, autentico vanto della Marina Militare Italiana, ha fatto il suo ingresso trionfale in porto, trovandosi clamorosamente ormeggiato proprio sotto l’ombra titanica di un colossale grattacielo del mare: l’enorme nave da crociera “Norwegian Viva”! Un contrasto visivo pazzesco alla “Davide contro Golia”, dove l’eleganza senza tempo del legno e delle vele italiane ha sfidato la brutalità dell’acciaio moderno! Ma il Palinuro non è solo bello da vedere: in servizio dal lontano 1955, questo veliero di 69 metri, guidato dal Capitano di Fregata Francesco Carriero e dal suo formidabile equipaggio, è la durissima “palestra di vita” dove vengono forgiati i giovani cadetti della Scuola Sottufficiali! Un orgoglio tricolore che ci fa battere il cuore! Che ne pensate?👇

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La Nave Palinuro

Spalato (Croazia) – Ci sono istantanee, catturate quasi per caso dalla banchina di un porto affollato, che riescono a raccontare, con una potenza visiva superiore a mille trattati di ingegneria navale, lo scorrere inesorabile del tempo, l’evoluzione della tecnologia e, contemporaneamente, la resistenza tenace e orgogliosa delle tradizioni marinare più antiche. Nelle scorse ore, le placide e cristalline acque dell’affascinante porto croato di Spalato (Split) si sono trasformate in un palcoscenico d’eccezione, ospitando un incontro ravvicinato dai contorni quasi surreali. A fare il suo maestoso, silenzioso e trionfale ingresso nel porto è stato il celeberrimo veliero scuola Palinuro, autentico gioiello e vanto incontrastato della Marina Militare della Repubblica Italiana. Con le sue vele ripiegate, i possenti alberi di legno che svettano verso il cielo e quell’inconfondibile linea aerodinamica che profuma di salsedine e di imprese epiche del passato, la nave italiana ha attirato immediatamente gli sguardi ammirati di turisti e residenti. Eppure, a rendere la scena letteralmente memorabile, è stato il clamoroso contrasto visivo e dimensionale offerto dallo sfondo. Il nostro elegante veliero ha infatti dovuto gettare l’ancora, per uno scherzo del destino marittimo, proprio all’ombra titanica e inquietante della Norwegian Viva, un mastodontico e modernissimo “cruiser”, un grattacielo galleggiante di acciaio e vetro progettato per le crociere di lusso di massa. Un vero e proprio scontro visivo alla “Davide contro Golia”, dove la grazia senza tempo del legno e della tela italiana ha sfidato, uscendone paradossalmente vincitrice in termini di fascino, la brutalità ingegneristica dell’acciaio contemporaneo.

I numeri e l’anima del Palinuro: una nave forgiata dalla storia

Ma chi si ferma unicamente all’aspetto estetico o al romantico impatto visivo commette un grave errore di valutazione, ignorando il cuore pulsante e operativo che anima questa imbarcazione leggendaria.
La Nave Palinuro non è un semplice pezzo da museo galleggiante o una pittoresca attrazione turistica, ma una vera e propria macchina da guerra formativa, progettata per sfidare la furia degli oceani. I suoi numeri, pur scomparendo di fronte alle stazze delle moderne navi da crociera, raccontano una storia di proporzioni perfette per la navigazione a vela: la nave vanta una lunghezza fuori tutto di ben 69 metri, una larghezza massima di 16,6 metri e un pescaggio profondo di 4,8 metri che le garantisce un’eccellente stabilità anche nei mari più formidabili. A governare questo gioiello di ingegneria navale classica c’è un equipaggio altamente specializzato, affiatato e forgiato dalla rigida disciplina militare, composto da 89 membri. A guidare questi uomini con polso fermo, competenza assoluta e profondo rispetto per le tradizioni marinare tricolori, vi è l’attuale comandante, il Capitano di Fregata Francesco Carriero. Sotto il suo comando esperto, il veliero solca le acque del Mar Mediterraneo e oltre, portando non solo il tricolore nei porti stranieri, ma dimostrando al mondo intero l’altissimo livello di preparazione tecnica e operativa raggiunto dagli ufficiali e dai marinai italiani.

La vera missione: formare il carattere dei futuri Sottufficiali italiani

Il fascino estetico del Palinuro, tuttavia, è solo il meraviglioso involucro esterno di una missione istituzionale e umana di importanza capitale per la sicurezza e il futuro del nostro Paese.
Lo scopo primario, nobile e faticosissimo di questa imbarcazione storica è l’addestramento pratico, fisico e psicologico dei giovani cadetti provenienti dalla prestigiosa Scuola Sottufficiali della Marina Militare della Repubblica Italiana. Salire a bordo del Palinuro non è una passeggiata di piacere o una gita scolastica. Per questi giovanissimi allievi, il veliero si trasforma in una palestra di vita durissima e spietata, dove si impara a proprie spese il significato profondo della parola “sacrificio”. Tra le manovre alle vele eseguite a decine di metri di altezza in equilibrio precario, i turni di guardia massacranti nel cuore della notte sferzati dal vento gelido e la necessità assoluta di lavorare in squadra fidandosi ciecamente dei propri compagni, i cadetti vengono letteralmente forgiati. Abbandonano le comodità della vita moderna per abbracciare l’essenzialità della vita di mare. Non è un caso che questa nave svolga ininterrottamente il suo preziosissimo e vitale servizio come “Nave Scuola” fin dal lontano 1955. Intere generazioni di sottufficiali italiani, pilastri insostituibili della nostra Marina, hanno vissuto il loro “battesimo del mare” su quei ponti scricchiolanti in legno di teak, imparando a rispettare la forza devastante della natura e a dominare le proprie paure. Guardando il Palinuro ormeggiato oggi a Spalato, oscurato dall’ombra immensa della nave da crociera, non si può fare a meno di provare un brivido di commosso orgoglio: la vera grandezza di una nave, in fondo, non si misura in tonnellate di acciaio, ma nel coraggio degli uomini che la governano.

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