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Il respiro segreto del borgo fantasma che torna a battere: a Laturo un trekking dell’anima tra passi, i canti maccaronici di Dante e la musica dei Mikorizo

Nel cuore segreto dei Monti della Laga c’è un borgo fantasma che si prepara a risorgere per un giorno! ⛰️🌲 Domenica 20 settembre non perdetevi lo straordinario trekking esperienziale a Laturo di Valle Castellana (TE): un viaggio a piedi di 5,5 km tra natura incontaminata, i versi immortali di Dante Alighieri letti ad alta voce e il concerto ancestrale del duo Mikorizo. Un evento magico a posti limitati arricchito da un grande cuore solidale, con parte del ricavato devoluto alla tutela della salute mentale. Preparate gli scarponi e il pranzo al sacco, scoprite come prenotare nell’articolo! 👇❤️✨

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Borgo di Laturo

Valle Castellana (TE) – Ci sono luoghi dimenticati dagli uomini ma protetti dagli dèi, angoli di mondo dove il silenzio delle pietre e il fruscio delle foglie portano dentro la memoria intatta di antichi sacrifici, amori consumati e fatiche contadine. Laturo, una perla di pietra nascosta tra i boschi fitti e selvaggi di Valle Castellana, nel cuore monumentale dei Monti della Laga, è il borgo fantasma per eccellenza. Un paese progressivamente abbandonato dai suoi abitanti nel Dopoguerra, ma che oggi rifiuta di morire, trasformandosi in una trincea di cultura, solidarietà e pura catarsi interiore. Domenica 20 settembre 2026 prenderà vita “Laturo – Borgo fantasma. Passi, parole, musica”, uno straordinario trekking esperienziale concepito per chiunque voglia spogliarsi delle nevrosi cittadine e ritrovare la propria identità più autentica.

La natura accoglie, le parole uniscono, la comunità si prende cura. Questa splendida iniziativa è il frutto del lavoro viscerale e ininterrotto dell’Associazione Amici di Laturo, che da anni combatte lo spopolamento e l’oblio attraverso il recupero filologico delle antiche abitazioni e la salvaguardia della memoria storica del territorio. Il viaggio a piedi partirà alle ore 9:00 dalla suggestiva frazione di Olmeto, guidato con sapiente maestria da Domenico Cornacchia, stimata guida ambientale escursionistica e autore, che lungo il sentiero taccuino alla mano svelerà i segreti, gli aneddoti e le vicende umane che hanno segnato il destino di questa fiera comunità montana.

Dante ad alta voce nel cuore del bosco: l’urlo di Ulisse contro l’oblio

Una volta superato il cammino e raggiunto il borgo, le rovine di pietra si trasformeranno in un teatro naturale di sconvolgente impatto emotivo. Tra le case rinate prenderà vita l’incontro culturale “Di selve, di amori e di mari – Dante ad alta voce”, un momento sacro incentrato sulla lettura e sull’interpretazione viscerale del XXVI canto dell’Inferno. La figura monumentale di Ulisse, il suo folle volo e il celeberrimo monito «Fatti non foste a viver come bruti…» risuoneranno tra i boschi della Laga grazie alla voce profonda di Federico Cornacchia dell’Associazione Note a Margine ODV, creando un cortocircuito perfetto tra la letteratura immortale e la solitudine fiera del luogo.

Ma l’evento a Laturo porta dentro anche un profondo e nobile intento di solidarietà e salute pubblica. Parte del ricavato della quota di iscrizione sarà infatti direttamente devoluta a sostenere i progetti dell’associazione De Rerum Natura ODV, un pilastro territoriale dedicato alla tutela della salute mentale e al supporto delle famiglie più fragili. L’arte e il cammino si fanno così terapia dell’anima, un promemoria essenziale per ricordare che nessuna persona deve essere lasciata indietro, proprio come questo borgo che la determinazione dei volontari sta strappando al baratro del tempo.

I ritmi ancestrali del duo Mikorizo: un banchetto di note e convivialità

A completare questo affresco sensoriale totale sarà il concerto acustico del duo Mikorizo. Il loro progetto musicale, intimo e travolgente, si fonda sull’armonia delle voci e su un dialogo serrato tra tradizioni differenti che attraversa i confini del mondo. Il repertorio proporrà una serie di riletture emozionanti di canti tradizionali del Centro-Sud Italia, fondendoli felicemente a melodie provenienti dalla tradizione greca, balcanica, armena, gaelica e a ipnotiche canzoni arabe. Al termine delle note, i partecipanti potranno stendere i propri plaid sul prato per visitare il paese e condividere un momento conviviale con un pranzo al sacco autogestito, prima di riprendere il sentiero del ritorno verso Olmeto.

L’esperienza si svolge interamente a piedi in quanto Laturo non è in alcun modo raggiungibile in automobile. Il percorso, di difficoltà E (Escursionistica), si sviluppa su una lunghezza complessiva di 5,5 chilometri con un dislivello di 300 metri e una durata stimata di circa 6 ore comprese le pause. È assolutamente obbligatorio indossare scarponcini da trekking e l’organizzazione consiglia di portare con sé acqua, snack, una giacca impermeabile e un cambio asciutto da lasciare in auto. I cani sono i benvenuti, purché condotti al guinzaglio. La quota di partecipazione è di 30 euro: la prenotazione è obbligatoria e i posti sono limitati per garantire il rispetto del delicato ecosistema del borgo. Per informazioni e per assicurarvi un posto in questo viaggio nel tempo, potete contattare Cristina al numero 327.0126831. Lasciate a casa gli schermi degli smartphone, allacciate gli scarponi e venite a respirare la storia: Laturo vi aspetta per dimostrare che finché c’è una voce che canta, nessun luogo è veramente abbandonato.

Informazioni sull’escursione

  • Ritrovo: ore 9.00, presso la chiesa di Valzo-Olmeto, Valle Castellana (TE).
  • Lunghezza: 5,5 km.
  • Dislivello: +300 m / −300 m.
  • Difficoltà: E – Escursionistica.
  • Durata complessiva: circa 6 ore, comprese le attività e la pausa pranzo.
  • Pranzo al sacco a cura dei partecipanti.

È obbligatorio indossare scarponcini da trekking. L’esperienza si svolge interamente a piedi in quanto Laturo non è raggiungibile in automobile.

Si consiglia di portare acqua, snack, pranzo al sacco, abbigliamento adeguato alla stagione, giacca impermeabile e un telo o plaid da utilizzare durante il concerto e la pausa pranzo.

È inoltre consigliato lasciare in auto un cambio completo e asciutto da utilizzare al rientro.

I cani sono ammessi, purché condotti al guinzaglio per l’intera durata dell’escursione.

La quota di partecipazione è di 30 euro. La prenotazione è obbligatoria e i posti sono limitati.

Per informazioni e prenotazioni: Cristina 327 012 6831.

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La musica classica che abbatte i muri e unisce i condomini: a Francavilla al Mare il “Quartetto del Baccano” trasforma la piazzetta nel salotto del buon vicinato

La grande musica classica scende in piazza per unire i cuori del quartiere! 🎻✨ Sabato 12 settembre non perdetevi nella splendida Piazzetta Masci di Francavilla al Mare (CH) lo straordinario appuntamento con “Classica da Cortile. Concerti di buon vicinato”. I giovani talenti del Quartetto del Baccano vi travolgeranno con il progetto “Made in Abruzzo”: un viaggio acustico ed emotivo gratuito tra le melodie di Bartók e i canti popolari abruzzesi rivisitati in chiave classica. Un evento unico ed emozionante promosso da Identità Musicali ETS, la prima orchestra giovanile abruzzese sostenuta dal Ministero della Cultura. Scoprite tutti i dettagli nel nostro articolo! 👇❤️🎶

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Quartetto del Baccano

Francavilla al Mare (CH) – Ci sono angoli segreti nelle nostre città, piccoli cortili interni e piazzette nascoste tra l’intonaco dei palazzi, che custodiscono l’anima più autentica, silenziosa e vera di un intero quartiere. Spazi intimi che di giorno vedono scorrere la fretta della routine e che di notte possono trasformarsi in veri e propri teatri sotto le stelle, dove la comunità si ritrova per riscoprire il valore terapeutico della condivisione e dello stare insieme. Sabato 12 settembre 2026, a partire dalle ore 20:30, la suggestiva cornice di Piazzetta Masci nel cuore del Paese Alto di Francavilla al Mare si trasformerà in un salotto acustico a cielo aperto. Prenderà infatti il via il secondo, attesissimo appuntamento di “Classica da Cortile. Concerti di buon vicinato”, un format rivoluzionario nato per dimostrare che la grande musica può abitare la quotidianità di ognuno di noi.

Il progetto, che torna trionfalmente sulla scia dello straordinario successo di pubblico registrato nel primo incontro di luglio, è ideato e promosso con viscerale passione dai giovani musicisti di Identità Musicali ETS, in stretta e fruttuosa collaborazione con il Comitato di Quartiere Paese Alto. L’iniziativa, a ingresso completamente libero e gratuito, punta a scardinare la storica e polverosa liturgia dei grandi teatri tradizionali per restituire alla musica live la sua originaria funzione sociale e di aggregazione popolare. Gli spettatori saranno guidati in un percorso sensoriale ed esplorativo unico, capace di intrecciare le note del pentagramma alle dinamiche semplici degli spazi domestici, evocando il ritmo lento, rassicurante e familiare del focolare di casa.

Dalle danze di Bartók all’anima d’Abruzzo: il viaggio sonoro del Quartetto del Baccano

Il grande protagonista di questa notte magica sarà il Quartetto del Baccano, una formazione d’élite e dal carisma travolgente composta da quattro talenti purissimi under 35 del territorio: Federico Di Luciano e Margherita Palmieri ai violini, Paolo Capanna alla viola e Mehdi Chbary al violoncello. Il quartetto presenterà l’ambizioso e profondo progetto intitolato “Made in Abruzzo”, un itinerario acustico mozzafiato che abbatte i confini geografici fondendo con disarmante naturalezza il linguaggio severo della musica classica alle vibrazioni ancestrali dei canti popolari e delle folk songs internazionali. Il programma spazierà dal genio ungherese di Béla Bartók alle mistiche sonorità nordiche rielaborate dai celebri Danish String Quartet.

Ma il momento di più alta e straziante intensità emotiva della serata sarà l’esecuzione della suite di canti popolari abruzzesi, interamente firmata, arrangiata e cesellata proprio dal violista del gruppo, Paolo Capanna. Le melodie della tradizione contadina e pastorale abruzzese si spoglieranno della loro veste folkloristica per rivestirsi di un’architettura classica monumentale, capace di colpire dritto allo stomaco degli ascoltatori e di risvegliare l’orgoglio profondo delle proprie radici territoriali. Un’opera di squadra eccezionale, resa possibile solo grazie al grande cuore dei residenti del Paese Alto, che hanno aperto le porte del proprio quartiere accettando di condividere con i viandanti e i turisti il proprio tesoro di accoglienza.

Il miracolo di Identità Musicali: i giovani del territorio conquistano il Ministero

Dietro la bellezza di questo concerto dal vivo pulsa la storia straordinaria di un’associazione che sta cambiando le regole del gioco nel panorama culturale del Centro-Sud. Identità Musicali ETS è nata nel dicembre del 2021 dalla folle e lucida idea di riunire i migliori giovani musicisti abruzzesi per diffondere il concetto rivoluzionario di una “classica quotidiana”, creando al contempo opportunità di lavoro concrete e stabili in ambito artistico per contrastare la fuga dei cervelli dalla regione. Giunta al suo quarto anno di attività ininterrotta, la realtà ha raggiunto un traguardo storico ed epocale: da giugno 2025 è stata ufficialmente ammessa al prestigioso Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo del Ministero della Cultura, diventando il primo e unico complesso strumentale giovanile abruzzese sostenuto dallo Stato.

L’Ensemble Baccano, la cui orchestra è magnificamente rappresentata dal germano reale — simbolo di comunità fluide capaci di muoversi in piccoli o grandi stormi a seconda delle esigenze del territorio —, continua a raccogliere successi lavorando al fianco di solisti mondiali del calibro di Filippo Lama, Angelo Di Ianni, Luca Vignali, Cosimo Carovani e avvalendosi del tutoraggio d’eccezione di Beatrice Rana. Sabato sera la piazzetta di Francavilla si riempirà di sguardi, di note e di una spensieratezza pulita, dimostrando che anche la musica classica, se presentata con l’innovazione, l’onestà e lo storytelling dei giovani, può fare un meraviglioso “baccano”. Lasciate a casa gli schermi digitali degli smartphone e venite a riempire le sedia di Piazzetta Masci: c’è un quartiere che vi aspetta a braccia aperte per ricordarvi che la bellezza del domani si costruisce ancora così, ascoltando una canzone fianco a fianco con il proprio vicino.

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Il trionfo della bellezza silenziosa che cura l’anima: oltre 18 mila cuori per Pedro Cano a Villa Torlonia, gli ultimi giorni del viaggio d’amore per Roma

Ultimi giorni per lasciarsi travolgere dalla bellezza e dalla poesia del Maestro Pedro Cano! 🎨🏛️ Fino a domenica 13 settembre, il Casino dei Principi di Villa Torlonia ospita “Siete e Roma”, la straordinaria mostra che ha già commosso oltre 18 mila visitatori. Un viaggio sensoriale unico tra i trittici in bianco e nero sul dramma delle migrazioni e i meravigliosi, intimi acquerelli dedicati alla Città Eterna visti dalle finestre di casa sua. L’ingresso è GRATUITO per tutti i residenti di Roma e provincia! Non lasciatevi sfuggire questa oasi di pura emozione, scoprite tutti i dettagli nell’articolo! 👇❤️✨

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Pedro Cano, Ponte Rotto, 2023. Acquerello su carta, 38x57cm. Foto José Luis Montero

Roma – Ci sono mostre che non si limitano a riempire le pareti di una sala espositiva, ma che si trasformano in veri e propri diari intimi dell’anima, capaci di sussurrare al cuore del visitatore e di connetterlo con le corde più profonde dell’esperienza umana. Il legame tra la Città Eterna e i grandi artisti internazionali è una storia d’amore antica, fatta di luce, silenzi e improvvisi bagliori di meraviglia. Da mesi, questa sintesi perfetta sta incantando migliaia di romani e turisti all’interno di uno dei parchi storici più suggestivi della Capitale. Mancano infatti pochissimi giorni per ammirare “Pedro Cano. Siete e Roma”, lo straordinario e acclamato percorso espositivo ospitato fino a domenica 13 settembre 2026 negli spazi monumentali del Casino dei Principi di Villa Torlonia. Un successo di pubblico travolgente, che ha già registrato oltre 18 mila presenze dal suo debutto ad aprile ad oggi, confermandosi come un’oasi di autenticità e pura catarsi visiva.

La mostra, promossa con orgoglio da Roma Capitale (Assessorato alla Cultura, Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria e Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali), è stata ideata e organizzata con cura filologica dalla Fundación Pedro Cano. L’esposizione si avvale dell’importante collaborazione dell’Instituto de las Industrias Culturales y las Artes di Murcia e del prezioso sostegno della Fundación Cajamurcia, dell’Instituto Cervantes e di Nostrum Simul, con i servizi museali impeccabilmente affidati a Zètema Progetto Cultura. Curata con sensibilità da Giorgio Pellegrini e con il coordinamento attento di Raquel Vázquez-Dodero Fontes, la rassegna riunisce oltre cento opere del Maestro spagnolo, celebrando i suoi 75 anni e un legame viscerale con Roma, sua patria elettiva per oltre mezzo secolo.

I sette trittici del dolore e della speranza: il monumentale ciclo “Siete”

Il viaggio sensoriale all’interno del Casino dei Principi si articola su due livelli distinti, capaci di scuotere e accarezzare la mente del pubblico. Al primo piano dell’edificio, il visitatore si trova faccia a faccia con la potenza drammatica del ciclo pittorico Siete, una pietra miliare della produzione matura di Cano. Nato da appunti, riflessioni e sguardi raccolti dall’artista nel corso di molti anni, il ciclo si articola in sette monumentali trittici realizzati rigorosamente in bianco e nero su grandi pannelli orizzontali di 120 x 180 cm. Attraverso ventuno opere a olio su tela, affiancate da disegni e schizzi preparatori, Cano affronta temi universali e drammaticamente attuali quali la migrazione forzata, l’ingiustizia sociale, il duro lavoro quotidiano e la sofferenza umana.

Le tele raffigurano corpi a grandezza quasi naturale di uomini e donne colti in posture sospese, sagome dense di dignità che si muovono all’interno dei capitoli: Gioco, Lavoro, Biciclette, Interno, Salto, Attesa e Carico. Non c’è spazio per il pietismo o la retorica, ma solo per un confronto diretto e silenzioso con la vulnerabilità della condizione umana. Eppure, proprio nelle pieghe del carboncino e dell’olio, emerge il valore salvifico della solidarietà, dell’aiuto reciproco e del coraggio civile. Un’iniezione di pura speranza che contrasta il torpore materialista del presente, dimostrando che l’arte può essere la più potente risorsa terapeutica per la nostra società ferita.

Roma dipinta dalle finestre di casa: la magia degli acquerelli e i taccuini di viaggio

Scendendo al piano terra dello spazio museale, l’atmosfera cambia improvvisamente registro, facendosi intima, contemplativa e soffusa di una luce dorata. Qui sono esposte 48 opere interamente dedicate a Roma, prevalentemente acquerelli su carta di straordinaria trasparenza, molti dei quali totalmente inediti per il grande pubblico. Accanto alle vedute classiche e monumentali del Pantheon, del Colosseo e dei Fori Imperiali, Cano apre al pubblico le finestre della sua abitazione affacciata sulle Terme di Diocleziano, regalando scorci segreti, tetti baciati dal sole e prospettive intime. È uno sguardo innamorato che intreccia la memoria all’architettura antica, testimoniando un legame indissolubile durato cinquant’anni.

Il vero valore aggiunto di questa sezione è la presenza di sette storici taccuini di viaggio originali, scritti e disegnati a mano dall’artista. Sfogliare idealmente queste pagine significa entrare nel laboratorio segreto del Maestro, rivelando studi di luce, annotazioni a margine e schizzi d’impulso che restituiscono la continuità del suo sguardo sulla Città Eterna. Per i residenti a Roma e nella Città Metropolitana, l’ingresso alla mostra è completamente gratuito (a tariffazione ordinaria per i non residenti), un regalo immenso che l’amministrazione fa alla cittadinanza per gli ultimi giorni di apertura. Il Casino dei Principi di Via Nomentana 70 vi aspetta dal martedì alla domenica (ore 9:00-19:00, la biglietteria chiude alle 18:00) per farvi vivere un’emozione pulita e indimenticabile: andate ad ascoltare il silenzio di Pedro Cano, perché la vera bellezza sa ancora come salvare il mondo.

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Il riscatto sul ring infiamma il Lido di Venezia: “La Nobile Arte” commuove la Mostra del Cinema tra pugni, lacrime e 110 anni di storie di vita

I pugni che curano l’anima e il riscatto sociale conquistano la Mostra del Cinema di Venezia! 🥊🇮🇹 Presentato in anteprima ufficiale all’83ª Mostra del Cinema il documentario “La Nobile Arte”, un viaggio viscerale in 10 round attraverso 110 anni di pugilato italiano. Prodotto da NEXTING con Rai Documentari, il film unisce le voci di leggende come Patrizio Oliva ai racconti di attori del calibro di Vinicio Marchioni e Giorgio Pasotti per mostrare come la boxe salvi le vite nelle carceri e nelle periferie. Una storia corale e commovente sulla capacità umana di rialzarsi sempre dopo ogni caduta. Scoprite tutti i dettagli e i retroscena nell’articolo! 👇❤️✨

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Michela Pellegrini, Antonio Palmieri, Pietrangelo Buttafuoco, Stefano Buttafuoco, Vincenso Lamagna e Luigi Dal Plevignano

Venezia – Ci sono stanze, nel grande labirinto della memoria collettiva, in cui il dolore e la gloria si fondono fino a diventare la stessa identica cosa. Il ring è una di queste: un perimetro di corde e sudore dove l’essere umano si spoglia di ogni finzione e corazza per guardare in faccia le proprie paure, i propri demoni e, soprattutto, il proprio avversario. La boxe non è mai stata un semplice scambio di colpi, ma la metafora più cruda, trasparente e straziante dell’esistenza stessa. Ieri, martedì 8 settembre, questa epopea di carne e riscatto ha travolto il Lido, conquistando la Biennale Match Point Arena nell’ambito del programma ufficiale del Venice Production Bridge della 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Sotto i riflettori è stato presentato in anteprima “La Nobile Arte”, il monumentale e attesissimo documentario che racconta l’evoluzione del pugilato italiano.

Diretto con sensibilità cinematografica dal regista Vincenzo Lamagna, il docufilm nasce da un’idea profonda e viscerale di Michela Pellegrini e Stefano Buttafuoco. Prodotto da Antonio Palmieri per NEXTING, in prestigiosa e strategica collaborazione con Rai Documentari e con il fiero supporto della Federazione Pugilistica Italiana (FPI), il progetto ha ricevuto un battesimo di fuoco istituzionale d’eccezione, aperto dal saluto accorato di Pietrangelo Buttafuoco, Presidente della Biennale di Venezia. Diviso simbolicamente in dieci round, l’opera attraversa ben centodieci anni di storia patria, trasformando la boxe in una lente d’ingrandimento per radiografare le trasformazioni sociali, i sogni e le ferite dell’Italia dal Dopoguerra a oggi.

Dieci round contro il destino: la voce di Stefano Buttafuoco emoziona la platea

La narrazione è affidata al flow dritto e confidenziale del giornalista e conduttore televisivo Stefano Buttafuoco, che del documentario è anche il volto e la voce narrante. Per lui, salire sul ring della memoria ha avuto il sapore di un debito d’amore da saldare. «Il pugilato è probabilmente uno degli sport che più hanno ispirato il cinema», spiega Buttafuoco con gli occhi lucidi davanti alla platea veneziana. «Dentro un ring non c’è mai soltanto un combattimento: ci sono sacrifici immani, paura, riscatto, sconfitta e la capacità di rialzarsi oltre ogni limite umano. La boxe mi ha dato moltissimo nella vita, sentivo da tempo il profondo desiderio di restituire il bene ricevuto e questo docufilm è il mio personale omaggio alla sua magia».

Il regista Vincenzo Lamagna ha dovuto raccogliere una sfida tecnica enorme, confrontandosi con un immaginario iconografico immenso, già solcato dai più grandi registi della storia del cinema mondiale. La scelta vincente è stata quella di abbattere la barriera della cronaca puramente sportiva per aprire le immagini alla dimensione dell’inclusione e del sociale. Non una sequenza di interviste statiche e polverose, ma un montaggio serrato, organico e dal ritmo sincopato che restituisce la tensione emotiva di un vero incontro. Un risultato straordinario arricchito da rari e preziosi filmati di repertorio provenienti direttamente dai tesori storici delle Teche Rai e dall’Archivio ufficiale della FPI.

Dalle carceri alle scuole: il pugilato come cura per le anime fragili

La struttura narrativa, illustrata dall’autrice Michela Pellegrini, svela l’anima terapeutica e formativa di una disciplina che troppo spesso i non addetti ai lavori bollano erroneamente come violenta. “La Nobile Arte” mostra il volto umano del pugilato, quello che entra con coraggio all’interno degli istituti penitenziari, nelle scuole di periferia e nei progetti di recupero per i giovani a rischio. Insegna il rispetto delle regole dello Stato, la disciplina del corpo e la dignità di guardarsi dentro. Un concetto condiviso dal produttore Antonio Palmieri, che attraverso il progetto Sportface combatte per dare voce agli sport minori: «In questi dieci round ho ritrovato le storie di tanti campioni andati al tappeto e poi rimasti in piedi. Nella vita di ognuno di noi c’è stato un momento in cui potevamo crollare o scegliere di resistere», confessa Palmieri.

A dare forza e carne a questo racconto corale è una galassia di testimonianze d’eccezione che unisce campioni leggendari e volti noti dello spettacolo. Davanti alla telecamera sfilano il Presidente della FPI Flavio D’Ambrosi e miti assoluti del ring come Patrizio Oliva e Francesco Damiani, accanto a guerrieri del presente del calibro di Giovanni De Carolis, Emanuele Blandamura, Vincenzo Mangiacapre, Alessio Lorusso, il pugile disabile Simone Dessì, la campionessa e infermiera Pamela Noutcho Sawa e il talento emergente Jonathan Kogasso. A impreziosire il documentario sono le riflessioni intime di grandi attori appassionati di boxe come Giorgio Pasotti, Vinicio Marchioni e Giacomo Ferrara, e le firme del giornalismo sportivo Fausto Narducci, Luigi Panella, Luigi Dal Plevignano (Direttore di Rai Documentari), Mariangela Verna, Gianluca Guida, Attilio Volpe e Carmela Chiacchio. Un’opera d’arte collettiva che ricorda al Paese una verità elementare: non importa quante volte la vita ti sbatte al tappeto, l’unica cosa che conta è trovare la forza di rialzarsi al prossimo ciak.

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