Cultura & Spettacolo
IMMAGINA, FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL TEATRO DI FIGURA DI ROMA: IN PALIO IL PREMIO IMMAGINA PER IL MIGLIOR SPETTACOLO
Redazione- Da venerdì 17 a lunedì 20 aprile 2026 torna IMMAGINA – Festival Internazionale del Teatro di Figura di Roma, sesta edizione di un festival diffuso che mette al centro marionette, burattini, ombre, teatro d’oggetti e figure animate: un universo poetico e sorprendente capace di parlare a tutte le età.
I Teatri in Comune – Teatro Biblioteca Quarticciolo, Teatro Villa Pamphilj, Teatro Tor Bella Monaca, Teatro del Lido di Ostia – insieme al MUCIV-Museo delle Civiltà, all’ICPI-Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale e allo Spazio Rossellini (Polo Culturale Multidisciplinare della Regione Lazio), ospiteranno 10 compagnie con oltre 25 artisti provenienti da 6 Paesi (Argentina, Francia, Uruguay, Estonia, Grecia e Italia) che si alterneranno con spettacoli dal vivo, mostre, laboratori, incontri, oltre ad alcuni appuntamenti di approfondimento legati al festival che si terranno anche all’Università Roma Tre – DAMS e alla Biblioteca Museo Teatrale SIAE.
Quattro giorni interamente dedicati al teatro di figura e alle sue molteplici espressioni all’insegna dell’immaginazione e della creatività, per grandi e piccoli, con una direzione artistica condivisa tra i 7 partner promotori, 8 spazi della città con 11 spettacoli – per un totale di 28 repliche – 4 laboratori, 4 incontri, 1 performance e 1 mostra.
Il festival si concluderà lunedì 20 aprile con la proclamazione del vincitore del Premio IMMAGINA, destinato allo spettacolo più meritevole: la giuria, presieduta da Gabriella Manna e composta dal comitato scientifico insieme al pubblico (adulti e bambini), assegnerà un premio di 1.000 euro a sostegno di una nuova produzione dell’artista/compagnia vincitrice.
Come sottolinea l’Assessore alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale Massimiliano Smeriglio: “La cultura non è un elemento accessorio della vita urbana, è ciò che determina l’identità di una città, è ciò che costruisce partecipazione reale fra le persone. In questo senso, un festival come Immagina rappresenta un presidio diffuso, prezioso ed esemplare. Roma è una città vasta e plurale, i suoi quartieri non sono margini, ma mondi da riconoscere e valorizzare. Nelle periferie si possono costruire nuove forme di produzione culturale, di conoscenza collettiva e di relazione. Ecco perché siamo particolarmente felici di aver sostenuto Immagina: perché si inserisce pienamente in questa nostra visione ampia e contemporanea di città. Una Roma in movimento, accessibile e abitabile ovunque, in cui le connessioni fra l’arte, il territorio e le persone possano essere sempre più naturali, frequenti e nutrienti. Ringrazio Teatri in Comune, il Museo delle Civiltà, lo Spazio Rossellini e le Istituzioni culturali che hanno partecipato alla realizzazione del festival; gli organizzatori e le organizzatrici, le artiste e gli artisti coinvolti”.
GLI SPETTACOLI
VENERDI’ 17
Cappuccetto Rosso. Nella pancia del lupo della Compagnia Altri posti in piedi (Italia) – tecnica attore e ombre, dai 6 anni – apre il festival venerdì 17 aprile alle ore 10 al Teatro Biblioteca Quarticciolo. La storia parte dalla piccola Elsbet che, spinta dalla curiosità, si ritrova chiusa in un armadio e sente la voce inquietante di Testa Grigia, il grande lupo: Elsbet accetta l’invito del lupo, ma dentro l’armadio compare Coscienza, un piccolo lupetto, e rivela la verità: sono dentro la pancia del lupo. Testa Grigia, con l’inganno, ha inghiottito Elsbet e ora, con la scusa di accompagnarla, vuole inghiottire la nonna e tutto l’universo; mentre avanza e man mano mangia pezzi di foreste, pollai, massi, Elsbet insieme a Coscienza tentano di trovare il modo di uscire e fermare il grande lupo, fino a svelare l’antico mistero per sconfiggere il lupo cattivo. Il progetto nasce dal desiderio di raccontare una delle fiabe più conosciute al mondo in una chiave completamente nuova, concentrandosi sul momento in cui Cappuccetto viene divorata e intraprende un viaggio all’interno della pancia del lupo, partendo bambina per uscirne donna, cacciatrice e protettrice della foresta. Repliche: sabato 18 ore 11 Teatro Villa Pamphilj.
Hop Signor arriva dalla Grecia con due spettacoli Giraffe e Blue. Giraffe, il primo, è un lavoro di teatro d’oggetto, (dai 6 anni) va in scena alle ore 10.30 al MUCIV-Museo delle Civiltà. Un salvadanaio a forma di giraffa cambia proprietari e prende vita nelle loro menti. Senza di esso un bambino perderebbe il suo unico amico e un amante del cielo non arriverebbe mai così in alto. Fondendo l’animato con l’inanimato, la storia esplora la vita che esiste in ogni oggetto che porta con sé emozioni e sentimenti. Movimento, musica e luce si combinano in un’opera visiva e poetica in cui esseri umani, pupazzi e oggetti interagiscono ed esplorano la loro relazione reciproca. Lo spettacolo è completamente non verbale ed è stato rappresentato in più di 20 paesi diversi in Europa e nel mondo. Repliche: sabato 18 ore 17.30 Teatro del Lido di Ostia; lunedì 20 ore 11 Teatro Villa Pamphilj.
Dall’Argentina arriva Luciano Mansur con Proyecto Frankenstein, tecnica pupazzi e attore, dai 12 anni, in scena sempre alle ore 10.30 al Teatro del Lido di Ostia. Di fronte al fallimento dei tentativi di portare a termine il suo esperimento, il Dr. Victor Frankenstein si rivolge supplichevolmente ai culti popolari per ottenere il potere di dare vita alla sua creatura, mentre si scatena una serie di crimini che lo conducono all’incontro con la sua prole. Nel rapporto tra Victor e la Creatura (creatore-creazione) diventa evidente la tensione della premessa: il burattino come doppio dell’umano. Lo spettacolo è un adattamento del romanzo classico di Mary Shelley, ambientato nella regione costiera dell’Argentina, un one-man show di teatro di figura contemporaneo in cui l’artista, in qualità di attore, “incarna” un personaggio e, allo stesso tempo, ne interpreta un altro con un burattino. Repliche: sabato 18 aprile ore 17 Teatro Biblioteca Quarticciolo; domenica 19 ore 17 Teatro Tor Bella Monaca.
Il trittico senza parole di Cie L’Alinéa (Francia), SPQRT – Petites Histoires sans paroles, porta in scena burattini a guanto e contrabbasso jazz per mettere in dialogo cultura teatrale e cultura sportiva, ed è in programma alle ore 11 al Teatro Villa Pamphilj. Un ring che prende vita, un campione da allenare, una baracca di burattini che si apre mostrando il suo rovescio:
tre storie senza parole per burattini a guanto e contrabbasso jazz. Un trittico brillante e sorprendente che intreccia sport e teatro, ritmo e virtuosismo, svelando con ironia l’energia fisica e la precisione del gesto scenico. Repliche sabato 18 ore 17 Spazio Rossellini; domenica 19 ore 17.30 Teatro del Lido; lunedì 20 ore 11 Teatro Biblioteca Quarticciolo.
SABATO 18
Per la primissima infanzia, Teatro di Terra (Italia) propone Carta Canta, tecnica pittura in scena, figure bidimensionali, ombre, età 1–5 anni, in scena sabato alle ore 11 al MUCIV-Museo delle Civiltà. Un uovo si rompe e nasce qualcuno, poi comincia il viaggio alla ricerca della mamma nella terra, nell’acqua, nell’aria: in scena c’è un grandissimo foglio che viene dipinto e scorre sotto gli occhi meravigliati dei bambini, con una pittrice, un’attrice, una musicista e tanta, tantissima carta che rotola come una palla, che nevica in mille pezzettini, che diventa ali e prende vita disegnata. Alla fine il grandissimo foglio viene srotolato per terra e i piccoli spettatori lo disegnano e lo colorano liberamente. Replica: domenica 19 ore 11 Teatro Villa Pamphilj.
Tra ingranaggi improbabili e oggetti reinventati, Quando gli uomini avranno le ali della francese Compagnia La Malette (tecnica teatro d’oggetti, tout public dai 4 anni) racconta il grande sogno umano di conquistare il cielo ed è in scena alle ore 11 al Teatro del Lido di Ostia. Un uomo e la sua incredibile macchina trasformano scarti e meccanismi in poesia, attraversando epoche e visioni in un laboratorio di invenzioni dove oggetti abbandonati diventano scintille creative: li osserva, li smonta, li alleggerisce, li scompone e poi li ricompone, fino a far nascere un’estetica giocosa, apparentemente semplice ma capace di effetti sorprendenti, a tratti persino magici. Repliche: sabato 18 ore 17 Teatro Villa Pamphilj; domenica 19 ore 10.30 MUCIV-Museo delle Civiltà.
Nel segno dell’intimità e della visione “uno spettatore alla volta” si colloca Nautilus del Collettivo Lambe Lambe (Italia), una performance di teatri in miniatura, della durata di 4’, in scena alle ore 16 al MUCIV-Museo delle Civiltà. Un insieme di storie che sembra si siano perse nel tempo ma con pazienza sono state ricostruite e tessute: storie cadute dalla luna, storie nascoste nei tronchi degli alberi, storie che brillano come una stella, storie d’ombre e luci, storie che fanno paura da ridere. Tutte insieme diventano un Nautilus, un immergersi nella profondità e un invito alla curiosità e alla bellezza: gli spettatori entrano nello spazio della performance e, attraverso la visione di ogni micro spettacolo animato dal vivo, viaggiano nell’immaginario risvegliando i sensi ed esplorano differenti emozioni. Replica: domenica 19 ore 17 Spazio Rossellini.
Un castello medievale vivo e pulsante prende forma in Kuthi di Tricktrek Theatre (Estonia), teatro meccanico in legno – senza parole, tout public dai 6 anni – in scena alle ore 17 al MUCIV-Museo delle Civiltà. Nel giorno delle nozze della principessa, il castello si anima e viene assediato dai misteriosi guerrieri-corvo Kuthi: tra catapulte, astuzie e tradimenti, nulla andrà come previsto. Pareti scorrevoli, elementi mobili e stanze segrete costruiscono un mondo gotico-medievale intenso, amplificato da una colonna sonora incalzante, dove arte, ingegneria e meccanica si intrecciano in colpi di scena improvvisi. Repliche: domenica 19 ore 11 Teatro del Lido di Ostia; domenica 19 ore 17 Teatro Villa Pamphilj.
DOMENICA 19
Dall’Uruguay, Coriolis Teatro de Objectos porta Trapos – tre anziani e un cane contro la morte, (tecnica teatro d’oggetti, senza parole, tout public dai 4 anni), in scena alle ore 11.30 al MUCIV-Museo delle Civiltà. Nel volgere delle stagioni, attorno a una panchina di piazza, tre anziani e un cane irrequieto condividono piccoli riti quotidiani e tengono testa, con ironia e complicità, a una Morte sempre in agguato. Un delicato teatro d’oggetti senza parole che, con immagini semplici e profonde, celebra la vitalità, l’amicizia e il coraggio di vivere fino all’ultimo istante, trasformando una riflessione universale in un’esperienza poetica e condivisa. Repliche: domenica 19 ore 17 Teatro Biblioteca Quarticciolo; lunedì 20 ore 10.30 Teatro del Lido di Ostia.
Tra disegno e ombre, Les Creatures, compagnia francese, porta CASES (tecnica teatro disegnato, ombre e musica, tout public dai 4 anni), in scena alle ore 16 al MUCIV-Museo delle Civiltà. Qual è il posto per un bambino sognatore che passa il tempo a disegnare? Attraverso due semplici processi, il disegno con il gesso e il teatro delle ombre, in un’ambientazione in bianco e nero, seguiamo la storia di un bambino che fugge dal mondo reale disegnando, con piccole lavagne rettangolari e lo sfregamento del gesso sulla superficie, lasciando una traccia fragile ed effimera. CASES è uno spettacolo quasi silenzioso: a volte emergono alcune parole, sparse tra i suoni dei cortili scolastici o sommerse dalla musica, mentre amici, genitori e insegnanti – a volte comprensivi, spesso dubbiosi – circondano il suo mondo; senza giudizi o pregiudizi, le scatole da cui cerca di uscire diventano un teatro poetico contemplativo che ricorda a tutti le raffinate strategie sviluppate per continuare ad amare il nostro mondo. Replica: lunedì 20 ore 10.30 Teatro Tor Bella Monaca.
A uno sguardo più adulto (dai 12 anni in su), invece, si rivolge il secondo spettacolo portato in scena dalla compagnia greca Hop Signor, Blue, tecnica teatro d’oggetto, in scena alle ore 17 allo Spazio Rossellini che chiude il programma degli spettacoli di Immagina Festival. Blue è una serie di sketch brevi e dal ritmo serrato in cui i personaggi principali sono poliziotti: gli episodi sono interconnessi, ma anche autonomi, e formano un mosaico di osservazioni, domande, pensieri, sussurri e desideri sulle forze dell’ordine. Non è un tentativo di trarre conclusioni, ma piuttosto di porre domande e far luce sui dilemmi, i conflitti e gli incidenti tragicomici che sorgono quando si deve obbedire agli ordini: gli stereotipi vengono esplorati e messi in discussione, la mascolinità viene messa sotto la lente d’ingrandimento, e l’umorismo è un elemento indispensabile che spesso permette alla tragedia di affondare più profondamente. Lo spettacolo non prevede repliche.
PREMIO IMMAGINA. In occasione di questa edizione torna il Premio Immagina, destinato allo spettacolo più meritevole del festival. La giuria, presieduta da Gabriella Manna, unisce il comitato di esperti e il pubblico (adulti e bambini): al termine di ogni spettacolo gli spettatori saranno invitati a compilare una scheda per esprimere il proprio giudizio. La proclamazione avverrà lunedì 20 aprile, dopo l’ultima replica: il premio di 1.000 euro, sarà assegnato come contributo a sostegno di una nuova produzione futura dell’artista/compagnia vincitrice.
I LABORATORI E INCONTRI.
Si parte venerdì alle ore 10 al Teatro Villa Pamphilj con BURATTINI POP-UP e la compagnia Teatro Verde, (con replica nello stesso teatro lunedì 20 alle ore 10). Immaginate un burattino che appare e scompare tra le vostre mani: un laboratorio prima dello spettacolo per costruire burattini pop-up con materiali di recupero, carta e colori; con pochi passaggi e i giusti suggerimenti, si dà vita a un gioco infinito.
Il LABORATORIO CARTAPESTA, con Roberto Capone (Perfareungioco), si svolge sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 17 al Teatro Villa Pamphilj ed è rivolto ad adulti e operatori (max 10 partecipanti – costo 20€): un percorso di ricerca plastica che trasforma la carta in materia viva, esplorando la realizzazione di piccole e medie sculture a partire da strutture in cartone, modellate e rivestite con la tecnica della cartapesta a strappo, accompagnando i partecipanti dalla nascita dell’idea alla costruzione del volume, in un dialogo continuo tra gesto, materia e immaginazione.
L’ATELIER, con Adrian Giovinatti della compagnia La Malette, è proposto domenica 19 ore 11.30 al MUCIV-Museo delle Civiltà: un’esperienza per 30 persone a partire da 6 anni (durata 30’) in cui, attraverso i meccanismi poetici dell’artista, si esplorano in modo giocoso i principi dell’aerodinamica e il volo degli uccelli, e il pubblico è chiamato a decifrare il funzionamento di un’installazione di sculture meccaniche, ludica e interattiva, messa in movimento dalla mano dello spettatore.
MURALES DI GESSO, con la compagnia Les Creatures, si svolge domenica alle ore 17 al MUCIV-Museo delle Civiltà: un laboratorio di gesso all’aperto per creare un murale di gesso sulla Terrazza del Museo, insieme agli artisti dello spettacolo Cases, in cui verranno realizzati uno o più disegni effimeri su superfici verticali o orizzontali.
Nell’ambito di “TRADIZIONI, MESTIERI, TEATRO VIVO” (corso della Prof.ssa Valentina Venturini dell’Università Roma Tre, Dams) si svolgono tre incontri con ingresso libero per studenti e uditori: venerdì 17 al DAMS, aula 8, dalle ore 17 alle ore 20, con Alfonso Cipolla e “Shakespeare, Verdi e le marionette. Storie di rimandi e tradimenti”; sabato 18, al Teatro Villa Pamphilj, dalle ore 14 alle ore 17, con Valter Broggini e “Burattini della Tradizione”; domenica 19 al Teatro Villa Pamphilj, dalle ore 15 alle ore 17, con Maurizio Gioco e “Burattini e disabilità – Il Burattino che cura”.
LA PERFORMANCE. Domenica 19 alle ore 15.30 al Teatro Villa Pamphilj è in programma Oppure. Coreografia del fracasso, una performance che restituisce al pubblico il lavoro svolto nel percorso di Danza il tuo clown, lo storico laboratorio di Gianluigi Capone, che invita a sperimentarsi sulla scena attraverso l’improvvisazione e la relazione autentica con il pubblico, e si sviluppa attraverso tre strumenti fondamentali: il gioco, la danza e il teatro fisico
LA MOSTRA. Accanto agli spettacoli e ai momenti di formazione, domenica 19 e lunedì 20 aprile, al Teatro Villa Pamphilj, Immagina 2026 dedica spazio anche alla mostra “Il burattino che cura – un percorso dal silenzio interiore all’apertura al mondo – con opere di Maurizio Gioco, a ingresso libero e gratuito. Un’esposizione che indaga l’essenza del legno e del silenzio, lontano dal grottesco tradizionale dove i burattini di Maurizio Gioco, figure frammentate e vibranti di colore, diventano specchi dell’incomunicabilità moderna e ponti verso l’autenticità delle passioni. Una mostra che celebra il teatro di figura come cura, capace di colmare distanze e trasformare il dolore in soffio vitale.
LIBRI. (ANTEPRIMA FESTIVAL). Il festival si apre con un’anteprima: giovedì 16 alle ore 15, presso la Biblioteca teatrale della SIAE, è in programma la presentazione del nuovo libro di Alfonso Cipolla, “Metamorfosi della rappresentazione” (edizioni SEB27). Ingresso libero su prenotazione (posti limitati).
IMMAGINA – Festival Internazionale del Teatro di Figura di Roma è promosso da Teatro Biblioteca Quarticciolo, Teatro del Lido di Ostia, Teatro Tor Bella Monaca e Teatro Villa Pamphilj (Rete dei Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura) in collaborazione con il MUCIV-Museo delle Civiltà, I’ICPI-Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale e ATCL (Spazio Rossellini, Polo Culturale Multidisciplinare della Regione Lazio) e con istituzioni del Ministero della Cultura (MIC), Teatro Verde, Università Roma Tre Dams, SIAE (Biblioteca Museo Teatrale) e con il patrocinio di UNIMA Italia – Unione Internazionale della Marionetta.
INFO PRATICHE
www.immaginafestivalroma.it
Biglietti: 7 € intero • 5 € ridotto
MUCIV-Museo delle Civiltà – ICPI-Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale: ingresso 5 € (over 18) e attività all’interno gratuite
Mostre, incontri, presentazione libri: ingresso gratuito
Laboratori: gratuiti o pagamento (alcuni con prenotazione obbligatoria)
Contatti, indirizzi e biglietterie
– Teatro Biblioteca Quarticciolo – Via Ostuni, 8 (Roma) – tel. 06 69426222 – biglietteria@teatrobibliotecaquarticciolo.it
– Teatro del Lido di Ostia – Via delle Sirene, 22 (Ostia) – tel. 06 5646962 – promozione@teatrodellido.it
– Teatro Tor Bella Monaca – Via Bruno Cirino (Roma) – tel. 06 2010579 – promozione@teatrotorbellamonaca.it
– Teatro Villa Pamphilj – Via di S. Pancrazio, 10 (Roma) – tel. 06 5814176 – scuderieteatrali@gmail.com
– MUCIV-Museo delle Civiltà – ICPI-Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale – Piazza Guglielmo Marconi, 8 (Roma)
tel. 335 7310064 – mu-civ.info@cultura.gov.it
– Spazio Rossellini – Via della Vasca Navale, 58 (Roma) – tel. 345 2978091 – info@spaziorossellini.it
– Biblioteca Museo Teatrale Siae v.le della Letteratura, 30 (Roma)
– DAMS (Università Roma Tre) “Via Ostiense, 163 – Aula 8 (Roma)
Siti spazi: teatriincomune.roma.it • museodellecivilta.it • icpi.cultura.gov.it • spaziorossellini.it
Social: Instagram: immaginafestival • Facebook: Immagina, Festival Internazionale di Teatro di Figura di Roma
Cultura
Gustavo Vélez e le dimensioni dell’equilibrio: trent’anni di scultura in mostra a Pietrasanta
🎨 Pietrasanta si trasforma in un museo a cielo aperto per i trent’anni di carriera di Gustavo Vélez: la mostra “Le dimensioni dell’equilibrio” esplora il rapporto tra marmo, geometria e spazio urbano tra le Alpi Apuane e il mare.
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#GustavoVelez #Pietrasanta #SculturaContemporanea #ArteVersilia
Redazione- Pietrasanta si prepara a celebrare un traguardo significativo per il panorama artistico internazionale: il trentennale della carriera di Gustavo Vélez. Dall’11 giugno al 20 settembre 2026, la città del marmo, celebre hub per la lavorazione artistica tra le Alpi Apuane e la costa tirrenica, ospita “Le dimensioni dell’equilibrio”, una mostra diffusa curata da Francesca Sborgi con il contributo di Eike Schmidt. L’evento trasforma il tessuto urbano in un museo a cielo aperto, coinvolgendo luoghi iconici come Piazza Duomo, il Complesso di Sant’Agostino, Piazza Carducci, Piazza Statuto, Piazza XXIV Maggio e il Pontile di Marina di Pietrasanta.
un legame profondo tra artista e territorio
L’esposizione non rappresenta soltanto una celebrazione formale, ma sancisce un legame indissolubile nato nel 1996, anno in cui l’artista colombiano scelse Pietrasanta come sua base operativa. In questi tre decenni, Vélez ha integrato la propria visione creativa con il sapere secolare delle maestranze locali. Il marmo e il bronzo, materiali che definiscono l’identità storica del distretto versiliese, diventano nelle mani dello scultore strumenti per sfidare le leggi della fisica. Le sue opere, spesso monumentali, sembrano sottrarsi alla forza di gravità, creando un cortocircuito percettivo tra la solidità della materia e la leggerezza di forme che paiono fluttuare nell’aria.
Il cuore pulsante del percorso espositivo è rappresentato da Piazza Duomo. Qui, il dialogo tra la pietra scolpita e l’architettura storica del territorio genera una tensione visiva che invita il pubblico a mutare continuamente i propri punti di vista. Il rigore geometrico del marmo, la lucentezza dell’acciaio e la matericità del bronzo si fondono, trasformando lo spazio pubblico in un ambiente dove la simmetria diventa linguaggio universale. Come sottolinea lo stesso artista, l’obiettivo è far sì che ogni scultura stabilisca un rapporto dialettico con il contesto circostante, offrendo ai visitatori un’esperienza che unisce libertà espressiva e precisione costruttiva.
oltre la forma: il percorso verso l’astrazione
Il viaggio artistico di Vélez, nato in Colombia a Medellín nel 1975 e forgiato dagli anni giovanili trascorsi a Firenze, ha visto una netta evoluzione. Partito da una matrice figurativa, l’artista si è spostato progressivamente verso l’astrazione geometrica, pur mantenendo intatto il rispetto per la tradizione plastica. Le opere in mostra non si impongono con aggressività, ma cercano un equilibrio meditativo, spogliando la materia di ogni sovrastruttura per rivelarne l’essenza.
Il Complesso di Sant’Agostino, con i suoi spazi più raccolti, offre una dimensione di silenzio e raccoglimento, permettendo al visitatore di analizzare i dettagli tecnici e la purezza delle linee di Vélez. Al contrario, la sezione di Marina di Pietrasanta, che si estende fino al Pontile, proietta le sculture verso l’orizzonte marino, mettendole in relazione diretta con la luce naturale e l’apertura del paesaggio. Questa dicotomia tra lo spazio chiuso, intimo, e quello aperto, monumentale, definisce l’ampiezza della ricerca condotta in questi trent’anni di attività.
La carriera di Gustavo Vélez ha superato ampiamente i confini toscani, consolidandosi in America, Asia ed Europa. Con la partecipazione alla Triennale di Scultura di Bad Ragaz e Vaduz nel 2023, l’artista ha confermato il proprio ruolo di protagonista nella scultura monumentale contemporanea. Il riconoscimento ottenuto in Italia nel 2024, con il Premio Fratelli Rosselli, testimonia l’importanza della sua figura come ambasciatore dell’eccellenza artistica di Pietrasanta nel mondo. Il fatto che un bozzetto della sua opera monumentale “Hipercúbicos” faccia parte delle collezioni del Museo dei Bozzetti è un ulteriore segno della stretta interconnessione tra il percorso di Vélez e la storia culturale della città.
L’esposizione, visitabile con orari variabili a seconda del periodo estivo, rappresenta un’occasione unica per osservare come la geometria possa farsi veicolo di poesia visiva. La mostra sarà aperta dal martedì alla domenica, con orari estesi durante le serate estive, garantendo una fruizione che spazia dalla luce del mattino fino alle atmosfere suggestive del tramonto. L’accesso ai luoghi pubblici della città permetterà a cittadini e turisti di vivere la scultura non come un elemento statico, ma come una componente dinamica della vita urbana, capace di cambiare volto alla città di Pietrasanta per tutta la durata dell’estate 2026.
Spettacolo
Traindeville porta la magia di Can Giovanni e le leggende delle streghe nel cuore di Montesacro
🌙 La magia della notte di San Giovanni rivive a Roma: musica tradizionale, poesie e leggende popolari si incontrano in un concerto unico con i Traindeville.
Non perdere una serata dedicata alla cultura romana più autentica alla Salagnini, tra racconti di streghe e omaggi ai grandi maestri della canzone.
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#Roma #MusicaPopolare #Traindeville #SanGiovanni
Redazione- Roma, e in particolare il quartiere di Montesacro, si prepara a vivere un appuntamento che fonde cultura popolare, musica d’autore e il fascino arcano delle tradizioni solstiziali. Mercoledì 24 giugno 2026, lo spazio della Salagnini in Viale Adriatico diventerà il palcoscenico per un omaggio alla notte di San Giovanni, un momento dell’anno storicamente avvolto da misteri, credenze contadine e rituali esoterici. A guidare il pubblico in questo viaggio sonoro e narrativo saranno i Traindeville, il gruppo folk attivo da anni nel lavoro di recupero e riattualizzazione della musica tradizionale romana.
il legame tra musica popolare e narrazioni magiche
La serata non si configura come un semplice concerto, ma come un intreccio di linguaggi. La musica dei Traindeville, nota per la cura filologica unita a un piglio contemporaneo, farà da colonna sonora a un racconto che attraversa i secoli. Il repertorio del gruppo, che alterna brani originali in dialetto romanesco a rivisitazioni di classici della canzone capitolina, si sposerà con la lettura di poesie e curiosità legate proprio alla notte delle streghe.
La narrazione si spinge lontano nel tempo, richiamando figure mitologiche come Canidia, la potente maga descritta dal poeta Orazio nelle sue opere, per poi arrivare a icone più vicine alla letteratura romanesca, come la nota figura della “vecchiaccia” protagonista di un celebre sonetto di Giuseppe Gioacchino Belli. Questo collegamento tra la letteratura alta e il folklore popolare permette di osservare come l’immaginario collettivo romano abbia da sempre cercato di dare un volto e un nome alle forze misteriose che, secondo la tradizione, si scatenano proprio in coincidenza con il solstizio d’estate.
l’eredità dei grandi maestri di roma
Sul palco di Viale Adriatico saliranno Ludovica Valori, impegnata alla voce, fisarmonica e trombone, Paolo Camerini al contrabbasso e Fabio Gammone, che si alternerà tra chitarra, clarinetto, armonica e kazoo. La formazione, attiva da tempo sulla scena musicale cittadina, ha costruito un percorso artistico mirato a non disperdere la memoria storica della città. Durante lo spettacolo, il pubblico potrà ascoltare omaggi sentiti a pilastri della cultura romana come Ettore Petrolini, il volto dell’ironia graffiante, e Gabriella Ferri, che con la sua voce ha dato dignità artistica ai canti di strada e del popolo.
Non mancherà un pensiero a Pier Paolo Pasolini, figura sempre centrale quando si parla di ricerca antropologica nel sottoproletariato romano e di valorizzazione delle lingue locali. I Traindeville dimostrano, attraverso i loro brani inediti, che il dialetto romanesco non è un rudere linguistico, ma una forma comunicativa viva, capace di descrivere la modernità, le ansie del presente e le contraddizioni di una metropoli in continuo mutamento. La sfida del gruppo consiste nel mantenere intatta l’anima di questi pezzi, pur contaminandoli con sonorità che attingono al folk internazionale e alla canzone d’autore.
un solstizio tra tradizione e modernità
L’evento presso la Salagnini rappresenta una tappa interessante nel panorama culturale cittadino, proponendo uno sguardo diverso sulla periferia storica di Montesacro. La scelta di collocare il concerto proprio nella notte di San Giovanni non è casuale: il 24 giugno è da sempre considerato il momento in cui le erbe officinali sprigionano il massimo potere e le streghe, secondo i racconti del passato, si radunavano per celebrare i loro rituali. In questo contesto, il concerto diventa un ponte tra la “stregoneria” dei tempi antichi e il fermento culturale di una città che cerca ancora oggi le sue radici profonde.
Per chi volesse partecipare, l’appuntamento è fissato per le ore 21. Si consiglia la prenotazione, dato il numero limitato di posti in uno spazio intimo come quello della Salagnini. Informazioni dettagliate sono reperibili contattando il numero 3381201904 oppure scrivendo all’indirizzo salagnini@gmail.com. La serata si preannuncia come un’occasione dedicata agli appassionati di storia romana, musica dal vivo e curiosità legate a un folklore che, nonostante il passare dei secoli, continua a esercitare una forza attrattiva persistente nell’animo di chi abita la Capitale.
Spettacolo
Cronika, il nuovo singolo di Titta racconta burnout, fragilità e stanchezza emotiva
🎧 Con Cronika, Titta porta nella musica il peso del burnout, della stanchezza cronica e della fragilita emotiva, trasformandoli in un racconto diretto e intenso.
Il nuovo singolo apre il progetto Fuori asse e segna un passaggio importante nel suo percorso artistico: leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇
#Titta #Cronika #NuovaMusica #MusicaItaliana
Redazione- Roma accoglie una nuova uscita musicale che mette al centro uno dei temi piu sentiti del presente: il rapporto tra corpo, stress e fragilita emotiva. Dal 12 giugno 2026 sara disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica “Cronika”, il nuovo singolo di Titta, pubblicato da Red&Blue Music Relations e distribuito da ADA Music Italy. Il brano apre il percorso di Fuori asse e si presenta come una dichiarazione artistica netta, costruita attorno all’esperienza della stanchezza cronica e del burnout, senza retorica e senza semplificazioni.
La canzone nasce da una condizione fisica e psicologica vissuta come limite reale, non come immagine astratta. Nel racconto che accompagna l’uscita, Cronika viene presentata come una traccia che prova a dare forma a quel momento in cui il corpo smette di reggere il ritmo imposto dall’esterno e la fragilita non puo piu essere nascosta. Il titolo richiama apertamente una condizione di durata, una fatica che non si esaurisce in un episodio e che entra nella vita quotidiana, nelle relazioni e nella percezione di se. In questo senso il singolo si colloca in una linea espressiva molto presente nella musica contemporanea, ma sceglie una scrittura diretta e poetica che punta piu sulla verita emotiva che sull’effetto.
un brano che trasforma il burnout in racconto musicale
Secondo la presentazione del singolo, Cronika intreccia stanchezza cronica, sopravvivenza emotiva e vulnerabilita in una forma sonora intensa, costruendo un pezzo che non cerca la reazione spettacolare ma una presa di coscienza. Titta racconta il corpo come un luogo che a un certo punto non riesce piu a sostenere il passo del mondo, mentre tutto attorno continua a chiedere prestazione, lucidita, velocita e continuita. Da qui nasce una canzone che non propone una narrazione eroica della sofferenza, ma sceglie di restare nella sua verita concreta.
Le parole dell’artista chiariscono bene il cuore del progetto. Titta spiega di aver scritto Cronika in un momento in cui si sentiva sfinita e svuotata, mentre il mondo sembrava continuare a pretendere corsa e resistenza. La fragilita, nella sua lettura, non viene presentata come un ostacolo da vincere o un difetto da nascondere, ma come una presenza con cui imparare a convivere. Questa impostazione da al brano una precisa identita narrativa e lo rende il manifesto iniziale di Fuori asse, progetto che gia dal titolo lascia intuire uno spostamento rispetto agli equilibri sociali e personali considerati normali.
La registrazione e stata realizzata al Mad Records, studio che segue Titta nel suo percorso artistico dal 2018. Anche questo elemento suggerisce continuita e maturazione, in un lavoro che sembra inserirsi in una traiettoria gia definita ma ora piu consapevole e riconoscibile. Non si tratta quindi di un singolo isolato, ma del primo tassello di una costruzione piu ampia, musicale e narrativa.
Titta tra musica, teatro e ricerca artistica sulla vulnerabilita
La figura di Titta si distingue per un profilo multidisciplinare che tiene insieme musica, teatro e formazione. Artista, attrice, cantautrice e formatrice teatrale, negli anni ha costruito un’identita espressiva che utilizza la scrittura come strumento centrale, portando nella canzone temi come salute mentale, corpo, identita, relazioni e fatica del lavoro artistico. La sua produzione si muove tra autobiografia e osservazione sociale, con una forte attenzione per cio che normalmente viene rimosso o semplificato nel discorso pubblico.
Alla base del suo percorso c’e una formazione teatrale e vocale ampia, accompagnata da studi nelle artiterapie espressive e da collaborazioni in ambito educativo e performativo. Il suo lavoro non si limita quindi al palco o alla pubblicazione musicale, ma si estende a un ragionamento piu ampio sul valore terapeutico dell’arte, tema che l’ha portata anche a intervenire come relatrice alla Camera dei Deputati. Attualmente sta completando il proprio percorso didattico per il conseguimento del Diploma in Canto Moderno, dettaglio che conferma la volonta di consolidare ulteriormente il proprio strumento espressivo.
Dal punto di vista sonoro, Titta attinge a influenze diverse: cantautorato italiano contemporaneo, teatro-canzone, alternative pop e repertorio del musical anglo-americano. Questa pluralita si riflette anche nei brani gia pubblicati, come “Ostaggi”, “Mimma” e “Perfetta”, tracce che hanno definito una linea autoriale fondata su scrittura personale e attenzione ai temi dell’unicita e dell’imperfezione.
Con Fuori asse – carta celeste per stelle inclinate, sostenuto da un team di professionisti del settore musicale e audiovisivo, Titta apre ora una fase nuova del suo percorso. A rafforzare il progetto arriva anche il videoclip di Cronika, diretto da Armando Di Lillo ed editato da Ilaria Tonali, ambientato in un teatro vuoto e caratterizzato da un’estetica psico-punk. La coreografia contemporanea, firmata e interpretata da Anna Bucci, accompagna il senso del brano raccontando non la sfida frontale al dolore, ma la ricerca di una possibile convivenza con esso.
Nel panorama della nuova musica italiana, Cronika si segnala cosi come un’uscita che prova a nominare con chiarezza un disagio diffuso, trasformandolo in forma artistica. Non una confessione privata chiusa in se stessa, ma una canzone che intercetta stanchezze condivise e le restituisce con voce, corpo e presenza.
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