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Cultura & Spettacolo

IMMAGINA, FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL TEATRO DI FIGURA DI ROMA: IN PALIO IL PREMIO IMMAGINA PER IL MIGLIOR SPETTACOLO

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IMMAGINA, FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL TEATRO DI FIGURA DI ROMA: IN PALIO IL PREMIO IMMAGINA PER IL MIGLIOR SPETTACOLO

Redazione-  Da venerdì 17 a lunedì 20 aprile 2026 torna IMMAGINA – Festival Internazionale del Teatro di Figura di Roma, sesta edizione di un festival diffuso che mette al centro marionette, burattini, ombre, teatro d’oggetti e figure animate: un universo poetico e sorprendente capace di parlare a tutte le età.

I Teatri in Comune – Teatro Biblioteca Quarticciolo, Teatro Villa Pamphilj, Teatro Tor Bella Monaca, Teatro del Lido di Ostia – insieme al MUCIV-Museo delle Civiltà, all’ICPI-Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale e allo Spazio Rossellini (Polo Culturale Multidisciplinare della Regione Lazio), ospiteranno 10 compagnie con oltre 25 artisti provenienti da 6 Paesi (Argentina, Francia, Uruguay, Estonia, Grecia e Italia) che si alterneranno con spettacoli dal vivo, mostre, laboratori, incontri, oltre ad alcuni appuntamenti di approfondimento legati al festival che si terranno anche all’Università Roma Tre – DAMS e alla Biblioteca Museo Teatrale SIAE.

Quattro giorni interamente dedicati al teatro di figura e alle sue molteplici espressioni all’insegna dell’immaginazione e della creatività, per grandi e piccoli, con una direzione artistica condivisa tra i 7 partner promotori, 8 spazi della città con 11 spettacoli – per un totale di 28 repliche – 4 laboratori, 4 incontri, 1 performance e 1 mostra.

Il festival si concluderà lunedì 20 aprile con la proclamazione del vincitore del Premio IMMAGINA, destinato allo spettacolo più meritevole: la giuria, presieduta da Gabriella Manna e composta dal comitato scientifico insieme al pubblico (adulti e bambini), assegnerà un premio di 1.000 euro a sostegno di una nuova produzione dell’artista/compagnia vincitrice.

Come sottolinea l’Assessore alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale Massimiliano Smeriglio: “La cultura non è un elemento accessorio della vita urbana, è ciò che determina l’identità di una città, è ciò che costruisce partecipazione reale fra le persone. In questo senso, un festival come Immagina rappresenta un presidio diffuso, prezioso ed esemplare. Roma è una città vasta e plurale, i suoi quartieri non sono margini, ma mondi da riconoscere e valorizzare. Nelle periferie si possono costruire nuove forme di produzione culturale, di conoscenza collettiva e di relazione. Ecco perché siamo particolarmente felici di aver sostenuto Immagina: perché si inserisce pienamente in questa nostra visione ampia e contemporanea di città. Una Roma in movimento, accessibile e abitabile ovunque, in cui le connessioni fra l’arte, il territorio e le persone possano essere sempre più naturali, frequenti e nutrienti. Ringrazio Teatri in Comune, il Museo delle Civiltà, lo Spazio Rossellini e le Istituzioni culturali che hanno partecipato alla realizzazione del festival; gli organizzatori e le organizzatrici, le artiste e gli artisti coinvolti”.

 

GLI SPETTACOLI

VENERDI’ 17

Cappuccetto Rosso. Nella pancia del lupo della Compagnia Altri posti in piedi (Italia) – tecnica attore e ombre, dai 6 anni – apre il festival venerdì 17 aprile alle ore 10 al Teatro Biblioteca Quarticciolo. La storia parte dalla piccola Elsbet che, spinta dalla curiosità, si ritrova chiusa in un armadio e sente la voce inquietante di Testa Grigia, il grande lupo: Elsbet accetta l’invito del lupo, ma dentro l’armadio compare Coscienza, un piccolo lupetto, e rivela la verità: sono dentro la pancia del lupo. Testa Grigia, con l’inganno, ha inghiottito Elsbet e ora, con la scusa di accompagnarla, vuole inghiottire la nonna e tutto l’universo; mentre avanza e man mano mangia pezzi di foreste, pollai, massi, Elsbet insieme a Coscienza tentano di trovare il modo di uscire e fermare il grande lupo, fino a svelare l’antico mistero per sconfiggere il lupo cattivo. Il progetto nasce dal desiderio di raccontare una delle fiabe più conosciute al mondo in una chiave completamente nuova, concentrandosi sul momento in cui Cappuccetto viene divorata e intraprende un viaggio all’interno della pancia del lupo, partendo bambina per uscirne donna, cacciatrice e protettrice della foresta. Repliche: sabato 18 ore 11 Teatro Villa Pamphilj.

 

Hop Signor arriva dalla Grecia con due spettacoli Giraffe e Blue. Giraffe, il primo, è un lavoro di teatro d’oggetto, (dai 6 anni) va in scena alle ore 10.30 al MUCIV-Museo delle Civiltà. Un salvadanaio a forma di giraffa cambia proprietari e prende vita nelle loro menti. Senza di esso un bambino perderebbe il suo unico amico e un amante del cielo non arriverebbe mai così in alto. Fondendo l’animato con l’inanimato, la storia esplora la vita che esiste in ogni oggetto che porta con sé emozioni e sentimenti. Movimento, musica e luce si combinano in un’opera visiva e poetica in cui esseri umani, pupazzi e oggetti interagiscono ed esplorano la loro relazione reciproca. Lo spettacolo è completamente non verbale ed è stato rappresentato in più di 20 paesi diversi in Europa e nel mondo. Repliche: sabato 18 ore 17.30 Teatro del Lido di Ostia; lunedì 20 ore 11 Teatro Villa Pamphilj.

 

Dall’Argentina arriva Luciano Mansur con Proyecto Frankenstein, tecnica pupazzi e attore, dai 12 anni, in scena sempre alle ore 10.30 al Teatro del Lido di Ostia. Di fronte al fallimento dei tentativi di portare a termine il suo esperimento, il Dr. Victor Frankenstein si rivolge supplichevolmente ai culti popolari per ottenere il potere di dare vita alla sua creatura, mentre si scatena una serie di crimini che lo conducono all’incontro con la sua prole. Nel rapporto tra Victor e la Creatura (creatore-creazione) diventa evidente la tensione della premessa: il burattino come doppio dell’umano. Lo spettacolo è un adattamento del romanzo classico di Mary Shelley, ambientato nella regione costiera dell’Argentina, un one-man show di teatro di figura contemporaneo in cui l’artista, in qualità di attore, “incarna” un personaggio e, allo stesso tempo, ne interpreta un altro con un burattino. Repliche: sabato 18 aprile ore 17 Teatro Biblioteca Quarticciolo; domenica 19 ore 17 Teatro Tor Bella Monaca.

Il trittico senza parole di Cie L’Alinéa (Francia), SPQRT – Petites Histoires sans paroles, porta in scena burattini a guanto e contrabbasso jazz per mettere in dialogo cultura teatrale e cultura sportiva, ed è in programma alle ore 11 al Teatro Villa Pamphilj. Un ring che prende vita, un campione da allenare, una baracca di burattini che si apre mostrando il suo rovescio:

tre storie senza parole per burattini a guanto e contrabbasso jazz. Un trittico brillante e sorprendente che intreccia sport e teatro, ritmo e virtuosismo, svelando con ironia l’energia fisica e la precisione del gesto scenico. Repliche sabato 18 ore 17 Spazio Rossellini; domenica 19 ore 17.30 Teatro del Lido; lunedì 20 ore 11 Teatro Biblioteca Quarticciolo.

SABATO 18

Per la primissima infanzia, Teatro di Terra (Italia) propone Carta Canta, tecnica pittura in scena, figure bidimensionali, ombre, età 1–5 anni, in scena sabato alle ore 11 al MUCIV-Museo delle Civiltà. Un uovo si rompe e nasce qualcuno, poi comincia il viaggio alla ricerca della mamma nella terra, nell’acqua, nell’aria: in scena c’è un grandissimo foglio che viene dipinto e scorre sotto gli occhi meravigliati dei bambini, con una pittrice, un’attrice, una musicista e tanta, tantissima carta che rotola come una palla, che nevica in mille pezzettini, che diventa ali e prende vita disegnata. Alla fine il grandissimo foglio viene srotolato per terra e i piccoli spettatori lo disegnano e lo colorano liberamente. Replica: domenica 19 ore 11 Teatro Villa Pamphilj.

Tra ingranaggi improbabili e oggetti reinventati, Quando gli uomini avranno le ali della francese Compagnia La Malette (tecnica teatro d’oggetti, tout public dai 4 anni) racconta il grande sogno umano di conquistare il cielo ed è in scena alle ore 11 al Teatro del Lido di Ostia. Un uomo e la sua incredibile macchina trasformano scarti e meccanismi in poesia, attraversando epoche e visioni in un laboratorio di invenzioni dove oggetti abbandonati diventano scintille creative: li osserva, li smonta, li alleggerisce, li scompone e poi li ricompone, fino a far nascere un’estetica giocosa, apparentemente semplice ma capace di effetti sorprendenti, a tratti persino magici. Repliche: sabato 18 ore 17 Teatro Villa Pamphilj; domenica 19 ore 10.30 MUCIV-Museo delle Civiltà.

Nel segno dell’intimità e della visione “uno spettatore alla volta” si colloca Nautilus del Collettivo Lambe Lambe (Italia), una performance di teatri in miniatura, della durata di 4’, in scena alle ore 16 al MUCIV-Museo delle Civiltà. Un insieme di storie che sembra si siano perse nel tempo ma con pazienza sono state ricostruite e tessute: storie cadute dalla luna, storie nascoste nei tronchi degli alberi, storie che brillano come una stella, storie d’ombre e luci, storie che fanno paura da ridere. Tutte insieme diventano un Nautilus, un immergersi nella profondità e un invito alla curiosità e alla bellezza: gli spettatori entrano nello spazio della performance e, attraverso la visione di ogni micro spettacolo animato dal vivo, viaggiano nell’immaginario risvegliando i sensi ed esplorano differenti emozioni. Replica: domenica 19 ore 17 Spazio Rossellini.

 

Un castello medievale vivo e pulsante prende forma in Kuthi di Tricktrek Theatre (Estonia), teatro meccanico in legno – senza parole, tout public dai 6 anni – in scena alle ore 17 al MUCIV-Museo delle Civiltà. Nel giorno delle nozze della principessa, il castello si anima e viene assediato dai misteriosi guerrieri-corvo Kuthi: tra catapulte, astuzie e tradimenti, nulla andrà come previsto. Pareti scorrevoli, elementi mobili e stanze segrete costruiscono un mondo gotico-medievale intenso, amplificato da una colonna sonora incalzante, dove arte, ingegneria e meccanica si intrecciano in colpi di scena improvvisi. Repliche: domenica 19 ore 11 Teatro del Lido di Ostia; domenica 19 ore 17 Teatro Villa Pamphilj.

DOMENICA 19

Dall’Uruguay, Coriolis Teatro de Objectos porta Trapos – tre anziani e un cane contro la morte, (tecnica teatro d’oggetti, senza parole, tout public dai 4 anni), in scena alle ore 11.30 al MUCIV-Museo delle Civiltà. Nel volgere delle stagioni, attorno a una panchina di piazza, tre anziani e un cane irrequieto condividono piccoli riti quotidiani e tengono testa, con ironia e complicità, a una Morte sempre in agguato. Un delicato teatro d’oggetti senza parole che, con immagini semplici e profonde, celebra la vitalità, l’amicizia e il coraggio di vivere fino all’ultimo istante, trasformando una riflessione universale in un’esperienza poetica e condivisa. Repliche: domenica 19 ore 17 Teatro Biblioteca Quarticciolo; lunedì 20 ore 10.30 Teatro del Lido di Ostia.

Tra disegno e ombre, Les Creatures, compagnia francese, porta CASES (tecnica teatro disegnato, ombre e musica, tout public dai 4 anni), in scena alle ore 16 al MUCIV-Museo delle Civiltà. Qual è il posto per un bambino sognatore che passa il tempo a disegnare? Attraverso due semplici processi, il disegno con il gesso e il teatro delle ombre, in un’ambientazione in bianco e nero, seguiamo la storia di un bambino che fugge dal mondo reale disegnando, con piccole lavagne rettangolari e lo sfregamento del gesso sulla superficie, lasciando una traccia fragile ed effimera. CASES è uno spettacolo quasi silenzioso: a volte emergono alcune parole, sparse tra i suoni dei cortili scolastici o sommerse dalla musica, mentre amici, genitori e insegnanti – a volte comprensivi, spesso dubbiosi – circondano il suo mondo; senza giudizi o pregiudizi, le scatole da cui cerca di uscire diventano un teatro poetico contemplativo che ricorda a tutti le raffinate strategie sviluppate per continuare ad amare il nostro mondo. Replica: lunedì 20 ore 10.30 Teatro Tor Bella Monaca.

A uno sguardo più adulto (dai 12 anni in su), invece, si rivolge il secondo spettacolo portato in scena dalla compagnia greca Hop Signor, Blue, tecnica teatro d’oggetto, in scena alle ore 17 allo Spazio Rossellini che chiude il programma degli spettacoli di Immagina Festival. Blue è una serie di sketch brevi e dal ritmo serrato in cui i personaggi principali sono poliziotti: gli episodi sono interconnessi, ma anche autonomi, e formano un mosaico di osservazioni, domande, pensieri, sussurri e desideri sulle forze dell’ordine. Non è un tentativo di trarre conclusioni, ma piuttosto di porre domande e far luce sui dilemmi, i conflitti e gli incidenti tragicomici che sorgono quando si deve obbedire agli ordini: gli stereotipi vengono esplorati e messi in discussione, la mascolinità viene messa sotto la lente d’ingrandimento, e l’umorismo è un elemento indispensabile che spesso permette alla tragedia di affondare più profondamente. Lo spettacolo non prevede repliche.

PREMIO IMMAGINA. In occasione di questa edizione torna il Premio Immagina, destinato allo spettacolo più meritevole del festival. La giuria, presieduta da Gabriella Manna, unisce il comitato di esperti e il pubblico (adulti e bambini): al termine di ogni spettacolo gli spettatori saranno invitati a compilare una scheda per esprimere il proprio giudizio. La proclamazione avverrà lunedì 20 aprile, dopo l’ultima replica: il premio di 1.000 euro, sarà assegnato come contributo a sostegno di una nuova produzione futura dell’artista/compagnia vincitrice.

I LABORATORI E INCONTRI.

Si parte venerdì alle ore 10 al Teatro Villa Pamphilj con BURATTINI POP-UP e la compagnia Teatro Verde, (con replica nello stesso teatro lunedì 20 alle ore 10). Immaginate un burattino che appare e scompare tra le vostre mani: un laboratorio prima dello spettacolo per costruire burattini pop-up con materiali di recupero, carta e colori; con pochi passaggi e i giusti suggerimenti, si dà vita a un gioco infinito.

Il LABORATORIO CARTAPESTA, con Roberto Capone (Perfareungioco), si svolge sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 17 al Teatro Villa Pamphilj ed è rivolto ad adulti e operatori (max 10 partecipanti – costo 20€): un percorso di ricerca plastica che trasforma la carta in materia viva, esplorando la realizzazione di piccole e medie sculture a partire da strutture in cartone, modellate e rivestite con la tecnica della cartapesta a strappo, accompagnando i partecipanti dalla nascita dell’idea alla costruzione del volume, in un dialogo continuo tra gesto, materia e immaginazione.

L’ATELIER, con Adrian Giovinatti della compagnia La Malette, è proposto domenica 19 ore 11.30 al MUCIV-Museo delle Civiltà: un’esperienza per 30 persone a partire da 6 anni (durata 30’) in cui, attraverso i meccanismi poetici dell’artista, si esplorano in modo giocoso i principi dell’aerodinamica e il volo degli uccelli, e il pubblico è chiamato a decifrare il funzionamento di un’installazione di sculture meccaniche, ludica e interattiva, messa in movimento dalla mano dello spettatore.

MURALES DI GESSO, con la compagnia Les Creatures, si svolge domenica alle ore 17 al MUCIV-Museo delle Civiltà: un laboratorio di gesso all’aperto per creare un murale di gesso sulla Terrazza del Museo, insieme agli artisti dello spettacolo Cases, in cui verranno realizzati uno o più disegni effimeri su superfici verticali o orizzontali.

Nell’ambito di “TRADIZIONI, MESTIERI, TEATRO VIVO” (corso della Prof.ssa Valentina Venturini dell’Università Roma Tre, Dams) si svolgono tre incontri con ingresso libero per studenti e uditori: venerdì 17 al DAMS, aula 8, dalle ore 17 alle ore 20, con Alfonso Cipolla e “Shakespeare, Verdi e le marionette. Storie di rimandi e tradimenti”; sabato 18, al Teatro Villa Pamphilj, dalle ore 14 alle ore 17, con Valter Broggini e “Burattini della Tradizione”; domenica 19 al Teatro Villa Pamphilj, dalle ore 15 alle ore 17, con Maurizio Gioco e “Burattini e disabilità – Il Burattino che cura”.

LA PERFORMANCE. Domenica 19 alle ore 15.30 al Teatro Villa Pamphilj è in programma Oppure. Coreografia del fracasso, una performance che restituisce al pubblico il lavoro svolto nel percorso di Danza il tuo clown, lo storico laboratorio di Gianluigi Capone, che invita a sperimentarsi sulla scena attraverso l’improvvisazione e la relazione autentica con il pubblico, e si sviluppa attraverso tre strumenti fondamentali: il gioco, la danza e il teatro fisico

LA MOSTRA. Accanto agli spettacoli e ai momenti di formazione, domenica 19 e lunedì 20 aprile, al Teatro Villa Pamphilj, Immagina 2026 dedica spazio anche alla mostra “Il burattino che cura – un percorso dal silenzio interiore all’apertura al mondo – con opere di Maurizio Gioco, a ingresso libero e gratuito. Un’esposizione che indaga l’essenza del legno e del silenzio, lontano dal grottesco tradizionale dove i burattini di Maurizio Gioco, figure frammentate e vibranti di colore, diventano specchi dell’incomunicabilità moderna e ponti verso l’autenticità delle passioni. Una mostra che celebra il teatro di figura come cura, capace di colmare distanze e trasformare il dolore in soffio vitale.

LIBRI. (ANTEPRIMA FESTIVAL). Il festival si apre con un’anteprima: giovedì 16 alle ore 15, presso la Biblioteca teatrale della SIAE, è in programma la presentazione del nuovo libro di Alfonso Cipolla, “Metamorfosi della rappresentazione” (edizioni SEB27). Ingresso libero su prenotazione (posti limitati).

IMMAGINA – Festival Internazionale del Teatro di Figura di Roma è promosso da Teatro Biblioteca Quarticciolo, Teatro del Lido di Ostia, Teatro Tor Bella Monaca e Teatro Villa Pamphilj (Rete dei Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura) in collaborazione con il MUCIV-Museo delle Civiltà, I’ICPI-Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale e ATCL (Spazio Rossellini, Polo Culturale Multidisciplinare della Regione Lazio) e con istituzioni del Ministero della Cultura (MIC), Teatro Verde, Università Roma Tre Dams, SIAE (Biblioteca Museo Teatrale) e con il patrocinio di UNIMA Italia – Unione Internazionale della Marionetta.

INFO PRATICHE

www.immaginafestivalroma.it

Biglietti: 7 € intero • 5 € ridotto

MUCIV-Museo delle Civiltà – ICPI-Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale: ingresso 5 € (over 18) e attività all’interno gratuite

Mostre, incontri, presentazione libri: ingresso gratuito

Laboratori: gratuiti o pagamento (alcuni con prenotazione obbligatoria)

Contatti, indirizzi e biglietterie

– Teatro Biblioteca Quarticciolo – Via Ostuni, 8 (Roma) – tel. 06 69426222 – biglietteria@teatrobibliotecaquarticciolo.it

– Teatro del Lido di Ostia – Via delle Sirene, 22 (Ostia) – tel. 06 5646962 – promozione@teatrodellido.it

– Teatro Tor Bella Monaca – Via Bruno Cirino (Roma) – tel. 06 2010579 – promozione@teatrotorbellamonaca.it

– Teatro Villa Pamphilj – Via di S. Pancrazio, 10 (Roma) – tel. 06 5814176 – scuderieteatrali@gmail.com

– MUCIV-Museo delle Civiltà – ICPI-Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale – Piazza Guglielmo Marconi, 8 (Roma)

tel. 335 7310064 – mu-civ.info@cultura.gov.it

– Spazio Rossellini – Via della Vasca Navale, 58 (Roma) – tel. 345 2978091 – info@spaziorossellini.it

– Biblioteca Museo Teatrale Siae v.le della Letteratura, 30 (Roma)

– DAMS (Università Roma Tre) “Via Ostiense, 163 – Aula 8 (Roma)

Siti spazi: teatriincomune.roma.it • museodellecivilta.it • icpi.cultura.gov.it • spaziorossellini.it

Social: Instagram: immaginafestival   • Facebook: Immagina, Festival Internazionale di Teatro di Figura di Roma

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Cultura

Intervista a Tzemin Ition Tsai: il poeta taiwanese premiato in Italia si racconta in esclusiva

La nostra Angela Kosta ha intervistato in esclusiva per Cavaliere News il celebre poeta, professore e romanziere taiwanese Tzemin Ition Tsai, fresco vincitore in Italia del Premio Galateo! In una conversazione profonda e stimolante, l’autore (che vanta oltre 2000 pubblicazioni in 50 Paesi) si è raccontato a tutto tondo: dalla bellezza della poesia antica cinese, alla sua passione per le motociclette e la matematica, fino ad arrivare a un’interessante riflessione sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nella scrittura dei romanzi contemporanei. L’IA sostituirà davvero la mente umana? Leggete l’intervista integrale nel nostro articolo per scoprire la sua sagace risposta e date un’occhiata al nostro consiglio di lettura dedicato all’antica cultura orientale! 👇

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Tzemin Ition Tsai:

Cultura – La redazione di Cavaliere News è orgogliosa di ospitare un’esclusiva e profonda intervista curata dalla nostra collaboratrice Angela Kosta. Protagonista di questo incontro letterario e filosofico è il Dr. Tzemin Ition Tsai, illustre poeta, romanziere e saggista originario di Taiwan. Recentemente insignito in Italia dell’ambito Premio Galateo, l’autore si racconta a cuore aperto: dalla sua visione sull’uso dell’Intelligenza Artificiale nella letteratura moderna, fino alla passione per la matematica, la natura e l’antica poesia cinese.

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Intervista con l’editore Dr. Tzemin Ition Tsai (Da Angela Kosta)

Dr. Tzemin, benvenuto su Cavaliere News. Chi è Tzemin Ition Tsai, oltre il nome e la sua attività letteraria?
Sono nato nel 1957 in un piccolo villaggio di pescatori sulla costa meridionale di Taiwan. Sono stato professore universitario e oggi sono in pensione. La mia attività continua però in ambito culturale: sono Ambasciatore Culturale per la Grande Cina presso Inner Child International (USA), redattore internazionale della rivista macedone Contemporary Dialogues e collaboratore della rivista taiwanese Monthly Chinese Language. Scrivo romanzi, saggi e poesie, cercando soprattutto di esplorare il rapporto tra l’essere umano e la natura. La scrittura, per me, è una luce che accompagna il cammino dentro il labirinto dell’esistenza.

Recentemente ha ricevuto in Italia il prestigioso Premio Galateo, nella sezione dedicata agli autori stranieri, per una poesia scritta in italiano. Che significato ha per lei questo riconoscimento?
Il premio è stato assegnato alla mia poesia Un’ode al Trekker delle Cime. È un testo nato dal desiderio di raccontare il viaggio interiore di un uomo che abbandona la civiltà e si confronta con la natura, con le montagne, i torrenti, il silenzio e il mistero. Di fronte all’immensità del paesaggio, l’essere umano riscopre la propria fragilità. Ma proprio questa consapevolezza lo conduce a una ricerca più profonda del senso della vita, del tempo e dell’evoluzione. Il riconoscimento italiano rappresenta quindi per me anche un incontro tra culture e sensibilità diverse.

Qual è la fonte principale della sua ispirazione?
L’amore per la vita. Le mie opere nascono dalle esperienze, dalle relazioni, dagli incontri e dall’osservazione della natura. Non desidero imporre al lettore una sola interpretazione. Mi interessa piuttosto che ogni persona possa trovare nei miei testi una propria riflessione sulla vita, sull’uomo e sul mondo.

Come guarda alla letteratura contemporanea? È davvero così diversa da quella del passato?
La letteratura contemporanea è certamente più libera e diversificata. Ha superato molti confini formali e affronta con maggiore apertura questioni legate all’identità, alle disuguaglianze, alla tecnologia, alla globalizzazione e alla trasformazione della società. Lo scrittore contemporaneo si confronta anche con la frammentazione, l’indifferenza e l’alienazione. Per questo la letteratura appare sempre più come uno strumento filosofico, capace di interrogare la natura dell’uomo, la verità e la bellezza.

È favorevole all’uso dell’intelligenza artificiale nella scrittura?
Sì, se viene utilizzata come strumento e non come sostituto della creatività umana. L’intelligenza artificiale può aiutare con il vocabolario, la correzione linguistica, la ricerca e alcuni stimoli creativi. Può aprire nuove possibilità e permettere di risparmiare tempo. Ma la vera ispirazione nasce dall’esperienza umana: da un caffè, dalla solitudine durante la stagione delle piogge, da un sogno, da un’alba. Un algoritmo può elaborare parole, ma non può vivere quelle emozioni. Per questo vedo l’intelligenza artificiale come una collaborazione, non come una forma di dominio.

Quanti libri ha pubblicato e quale messaggio desidera lasciare attraverso la sua produzione?
Non ho mai voluto legare la mia produzione a un unico messaggio. Preferisco che ogni opera apra nuove prospettive. Tra i miei lavori figurano Il cuore dell’angelo, Kiki Ki im, Il vento attraverso il bosco di bambù diventa memoria, Lo specchio del cuore, la nebbia riempie il cielo!, I nuovi colori delle montagne, l’antico mare della patria e La rubrica letteraria di Tzemin Ition Tsai, composta da 100 episodi. Ho inoltre tradotto opere poetiche dall’inglese e dal francese al cinese. La mia attività comprende anche studi e lavori accademici dedicati alla logica, alla matematica, alla creazione letteraria e alla vita. Complessivamente ho pubblicato oltre 2.000 testi tra poesia, prosa e altre forme letterarie.

La scrittura occupa gran parte della sua vita. Che cosa fa quando non scrive?
Esploro molto Internet e ho tanti interessi. Mi piace scherzare dicendo che una giornata dovrebbe avere più di 25 ore! Fin da bambino amo il cubo di Rubik. Mi piace cantare, comporre melodie e viaggiare. Ho conseguito un dottorato in biochimica e un master in matematica applicata. Oggi mi piace anche andare in motocicletta sulle montagne. Mi sento come un cavaliere senza età. Se mi incontrate su una strada di montagna, probabilmente sono semplicemente in viaggio verso una nuova avventura.

Ha avuto occasione di conoscere autori o artisti albanesi?
Purtroppo no. Mi scuso, ma non ho avuto questa opportunità. In passato Albania e Cina avevano rapporti, mentre successivamente il Paese è diventato per noi quasi irraggiungibile, come un altro pianeta. Mi piacerebbe molto visitarlo.

Quali sono i suoi grandi riferimenti letterari?
Li Bai e Du Fu, due straordinari poeti dell’antica Cina. Uno dei miei desideri è contribuire a far conoscere le loro opere nel mondo.

Che cosa si aspetta dal futuro?
Non penso soltanto a scrivere nuovi libri. Vorrei continuare a vivere la creatività con leggerezza, magari fischiettando ogni bella canzone sotto il sole e unendo letteratura e musica. Forse un giorno mi vedrete anche online mentre fischietto. E, naturalmente, non dimenticate di premere “Mi piace”!

Grazie per questa conversazione e per il suo spirito ironico e vivace.
Grazie a lei, Angela, e a Cavaliere News.

Biografia dell’autore

Nato nel 1957 nel sud di Taiwan, il Dr. Tzemin Ition Tsai è stato professore universitario ed è oggi in pensione. È Ambasciatore Culturale per la Grande Cina presso Inner Child International (USA), redattore internazionale di Contemporary Dialogues e collaboratore di Monthly Chinese Language. Romanziere, saggista e poeta, ha sviluppato una produzione centrata sul rapporto tra uomo, natura ed esistenza. Le sue opere hanno ricevuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali e oltre 2.000 suoi testi sono stati pubblicati su piattaforme letterarie internazionali, tradotte in numerose lingue e pubblicate in oltre 50 Paesi.

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Cultura

La poesia senza confini di Lyudmila Bogoslovova: l’Ambasciatrice della Luce tra umiltà e amore

La letteratura dell’Est Europa continua a regalare al mondo voci di inestimabile valore e profondità. Oggi vi portiamo alla scoperta della straordinaria poetessa bulgara Lyudmila Bogoslovova. Nata a Varna, dove esercita rigorosamente la professione di notaio, la Bogoslovova ha saputo unire il pragmatismo della legge a una sensibilità spirituale e lirica fuori dal comune, pubblicando ben sette raccolte poetiche (l’ultima, acclamatissima, nel 2024). Il 2026 si sta confermando per lei come l’anno della consacrazione globale: durante il Festival “Spiritualità senza Confini” di Plovdiv, in Bulgaria, è stata solennemente insignita dell’altissimo titolo di “Ambasciatrice della Luce” per il suo contributo alla Pace e all’umanità. Pochi mesi dopo, l’Unione degli Scrittori del Perù le ha conferito il premio “Aquila d’Oro 2026”. Con poesie tradotte in russo, inglese, cinese e in molte altre lingue, la sua voce ha raggiunto persino il 45° Congresso Mondiale dei Poeti in Kosovo. Abbiamo analizzato per voi tre delle sue opere più intense (“Quando bussa”, “Lucciola” e “Questa brezza”), che esplorano con maestria la lotta contro la vanità terrena, i ricordi dolorosi e il potere salvifico dell’amore e dell’umiltà. Scoprite l’arte raffinata di questa autrice internazionale leggendo i suoi testi integrali nel nostro articolo dedicato, e lasciatevi ispirare dal nostro consiglio d’acquisto per iniziare a scrivere i vostri personali capolavori! 👇

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Il 2026: l’anno dei trionfi internazionali e dell’Aquila d’Oro

Membro autorevole e rispettato dell’Unione degli Scrittori Bulgari di Sofia, Lyudmila Bogoslovova ha trasceso i confini della propria patria, affermandosi con prepotenza sulla scena letteraria globale.
Il 2026, in particolare, si sta rivelando un anno di trionfi assoluti, costellato da riconoscimenti di altissimo prestigio internazionale. Durante l’importante e suggestivo Festival “Spiritualità senza Confini” tenutosi a Plovdiv (in Bulgaria), la poetessa è stata solennemente insignita dell’altisonante e meritatissimo titolo di “Ambasciatrice della Luce” per la Poesia, la Pace e il Contributo all’Umanità. Nello stesso fruttuoso anno, a migliaia di chilometri di distanza, l’Unione degli Scrittori di Lingua Spagnola (UHE) del Perù ha voluto omaggiarla conferendole il prestigioso Certificato “Aquila d’Oro 2026” per il suo inestimabile contributo alla letteratura mondiale. La diffusione globale dei suoi versi sembra inarrestabile: a partire da maggio 2026, le sue opere liriche sono state pubblicate sull’importante sito letterario internazionale Atunis Galaxy Poetry e incluse nell’omonima Antologia. La sua presenza è inoltre richiesta nei massimi consessi intellettuali: ha partecipato al 45° Congresso Mondiale dei Poeti (WCP) svoltosi in Kosovo, venendo inserita nell’antologia Voices from the World under One Sky, e i suoi testi figurano nella raccolta 50 Voices from Bulgaria, pubblicata in Bangladesh. A conferma della profonda universalità del suo messaggio lirico, le sue poesie sono state tradotte con successo in russo, inglese, greco, rumeno, azero, cinese, coreano e polacco.

L’analisi e la lettura di tre capolavori: Umiltà, Luce e Ricordo

Per comprendere appieno la profondità d’animo della Bogoslovova, vi proponiamo tre dei suoi testi più intensi e rappresentativi.
Nella prima poesia, intitolata “Quando bussa”, la poetessa affronta il tema universale della tentazione, della vanità e della lotta interiore contro l’oscurità (il “Maligno”). Attraverso immagini di potentissima umiltà, l’autrice invoca il perdono per le ambizioni terrene, paragonando se stessa a un’ape laboriosa in contrapposizione al canto solitario dell’usignolo.

Quando il Maligno bussa alla mia porta
e infierisce sulla mia sorte benedetta…

Recido la mia vanità
come una cerva colpita alla schiena.

Chiedo perdono! Forse, inavvertitamente,
ho colpito l’ala di qualcuno?!
E porgo la mano non per caso
a tutti quelli della mia orgogliosa stirpe.

L’umiltà, come una nuvola,
pende sopra di me con le piume protese —
aspetta soltanto un forte grido
per sbarrare le ambizioni in una caverna…

E dietro la tenda il Maligno ride
e aspetta — fino a quando resisterò —
sola, senza il canto dell’usignolo…
ronzando come un’ape nel giardino!

Nel secondo testo, “Lucciola”, la Bogoslovova declina il tema dell’amore sfuggente e del sacrificio. Si fa metafora di un’onda estiva, un riparo momentaneo, chiedendo all’interlocutore di accettare il dolore dell’assenza per poi riapparire, nel momento del bisogno (la mietitura), come una flebile ma indomabile luce guida.

Sono un’onda di luglio,
silenziosa e calda:
in una conchiglia abbandonata
ti darò riparo
e dalle tue braccia
scomparirò.

No, non gridare!
Non chiedere!
Impreca!
Piangi!

Ma, nello stupore del pensiero,
senza risposta —
raddrizza le spalle
sopra la tua disgrazia,

e allora, come
una traccia d’aria,
io — durante la mietitura —

brillerò come una lucciola.

Infine, ne “Questa brezza”, l’elemento naturale diventa il crudele e malinconico portatore di memorie e delusioni. Il vento tagliente e invernale spazzerà via le illusioni di un entusiasmo perpetuo, ma, paradossalmente, si trasformerà esso stesso nell’ultimo veicolo capace di riportare a galla i frammenti dell’amore perduto, sublimandoli in una preghiera finale.

Questa brezza mi ha tagliato la gola
e mi brucia come un amore bruciato.

Cerco nella sabbia i momenti d’oro
e le stelle d’argento del cielo dagli occhi scuri

A lungo ho pensato che mi avrebbero portata le onde
solo sulla cresta del mio entusiasmo.

Contavo le ore, poi i giorni
e sostenevo che sarebbe durata fino alla tomba,
questa brezza notturna e invernale
che ha riempito di vita la sabbia sotto di me.

Di tutte le parole che ho sillabato
ho tessuto le vele per un veliero.

Questa brezza che mi ha tagliato la gola
e mi riporta al mio primo amore
porta i momenti più intimi
come una preghiera e una benedizione.

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Spettacolo

VINZØ: la magia del nuovo singolo tra synthwave e nostalgia anni Ottanta

VINZØ debutta in radio e nei digital store venerdì 9 ottobre con il nuovo singolo “Loudest Silence”, pubblicato da Red&Blue Music Relations. Un brano profondo ed emozionante che fonde le sonorità synthwave anni Ottanta con un testo intimo sulla forza interiore di lasciar andare i conflitti del passato 👇

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LOUDEST SILENCE,cover

Roma – Immaginate di camminare da soli sotto la pioggia battente, nel silenzio surreale di una notte metropolitana, trascinando con voi il peso invisibile di un conflitto interiore che vi logora la mente da mesi interi. Nella frenesia della vita contemporanea si consuma continuamente un dramma intimo fatto di parole mai dette, in cui si tende a confondere la paura della solitudine con l’amore autentico e la testarda resistenza con la speranza. Quando la mente è satura e il cuore non ce la fa più, l’atto di arrendersi e lasciar andare il passato non coincide affatto con una sconfitta personale, ma rappresenta un gesto d’amore e di profonda liberazione interiore, l’unico varco possibile attraverso cui far respirare l’anima e ritrovare la pace.

Per dare una veste sonora a questo delicato e affascinante processo di metamorfosi psicologica, una delle realtà più originali e sorprendenti del panorama indipendente nazionale si appresta a compiere un passo in avanti decisivo. Da venerdì 9 ottobre 2026 sarà ufficialmente disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Loudest Silence”, il nuovissimo e attesissimo singolo di VINZØ. Il brano, promosso dall’autorevole agenzia Red&Blue Music Relations e distribuito capillarmente da ADA Music Italy, si configura come una rassegna d’oro di emozioni pure, nata dal bisogno viscerale di trasformare il dolore in una splendida opportunità di riscatto artistico.

Il silenzio assordante come cura per perdonare le proprie fragilità

Il pezzo si sviluppa attorno a una narrazione poetica e consapevole, focalizzandosi sul momento esatto in cui l’essere umano decide di smettere di combattere contro i propri mulini a vento interiori. Accettare ciò che è stato e perdonare quella parte di noi che non era ancora pronta a voltare pagina diventa la chiave di volta dell’intera composizione. Il silenzio evocato dal titolo cessa di essere una spaventosa assenza di suoni per farsi rifugio catartico, uno spazio protetto in cui fermarsi, respirare a pieni polmoni e raccogliere le forze necessarie prima di rimettersi in cammino verso il futuro, lasciando che il tempo curi le ferite rimaste aperte.

L’artista ha spiegato con estrema lucidità e calore umano la genesi del brano, confessando come la melodia sia nata proprio nel bel mezzo di un blocco emotivo durato mesi, prima di comprendere che l’abbandono delle armi interiori fosse l’unica medicina efficace per stare meglio e ricominciare a vivere. Sul piano prettamente musicale, questa urgenza espressiva si traduce in un’architettura sonora ricca di pathos, dove le strofe mantengono un andamento intimo e riflessivo per poi aprirsi a aperture melodiche travolgenti, capaci di trasportare l’ascoltatore in un viaggio onirico sospeso tra la malinconia dei ricordi e la spensieratezza della rinascita.

Dallo studio del clarinetto alle contaminazioni power metal della nuova era

Il progetto musicale firmato VINZØ possiede radici solide che affondano in un lungo e rigoroso percorso di formazione accademica e manuale. L’artista ha alle spalle oltre dieci anni di studio intenso del clarinetto e del sassofono, strumenti che gli hanno permesso di sviluppare una sensibilità armonica fuori dal comune. Successivamente, ha approfondito da autodidatta lo studio della tastiera e del pianoforte, approdando solo in tempi più recenti alla disciplina del canto. Questa versatilità polistrumentale si riflette nell’assoluta originalità della sua scrittura, che rifiuta le strutture geometriche e prevedibili del pop di plastica per seguire l’andamento sincero delle emozioni umane.

La tavolozza dei colori musicali di VINZØ descrive un universo ricchissimo di influenze storiche e culturali: le sue composizioni strizzano l’occhio alle calde atmosfere della synthwave e della retrowave, lasciandosi sedurre dalle colonne sonore dei vecchi videogame e dai mitici anni Ottanta, evocando giganti del calibro di Van Halen, Eurythmics e Depeche Mode. A questo immaginario vintage si innesta, in un cortocircuito affascinante, l’energia ruvida del power metal di band come Dynazty e Sabaton. Una combinazione potente e visionaria che trasforma la musica in un porto sicuro in cui viaggiare e sognare, dimostrando che l’ingegno giovanile può ancora accendere una luce nel caos del presente.

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