Sport
INTERVISTA AL PODIO MASCHILE CAMPIONATO ITALIANO 100 KM 2026
Redazione- Sabato 23 maggio 2026, ha avuto luogo la 100km del Passatore vinta da Alessio Milani in 6h47’42”, precedendo Enrico Bartolotti 6h55’46” e il francese Julien Nison 6h57’35”.
A seguire David Colgan 7h03’25” e Danilo Brambilla 7h11’45.
Tra le donne ha vinto Nikolina Sustic Stankovic (CRO) 7h28’22”, precedendo Daniela Valgimigli 7h55’32” e Sarah Giomi 8h02’24”.
La 100 km del Passatore era valida anche quale Campionato Italiano 100km corsa su strada e pertanto il Campione Italiano 2026 è Alessio Milani, vicecampione italiano Enrico Bartolotti e il bronzo italiano è stato conquistato da David Colgan.
Di seguito approfondiamo l’esperienza di Alessio Milani, Enrico Bartolotti e David Colgan attraverso risposte ad alcune mie domande.
Complimenti per la prestazione al Passatore, soddisfatto?
Alessio: Sono arrivato al traguardo pieno di gioia, un’emozione grandissima. Mi sono emozionato tantissimo perché ho avuto un anno difficile, ho dovuto riprendermi dagli infortuni. Dopo lo scorso Passatore sono stato fermo 6 mesi, ho ripreso a correre decentemente da gennaio, sempre con qualche problemino. Più o meno a febbraio-marzo mi è passato tutto e sono riuscito a incrementare pian piano. Poi ho avuto la problematica della sciatica a metà aprile e ho dovuto star fermo una settimana e ciò mi ha rallentato la preparazione che già era in ritardo. Infatti, pensavo di non essere presente., in una settimana sono riuscito a recuperare, non mi dava più fastidio e ho ripreso la preparazione piano piano. L’ultimo mese sono arrivato al Passatore un po’ titubante, guardingo, avevo paura di non potercela fare e al mio arrivo ho visto tutte queste mie emozioni: i miei sforzi per riuscire a esserci, le mie fatiche, i sacrifici che ho fatto per essere lì; li ho visti tutti davanti e mi sono messo a piangere all’arrivo perché non ci credevo, sembra una cosa pazzesca, mi emoziono ancora. Vincere due volte il Passatore dopo tutto quello che ho passato, mi mette il cuore in gola, ti posso lasciar pensare quello che ho provato.
Enrico: Ciao Matteo e grazie ancora per questo tuo interesse per noi atleti di cuore come ci definiscono per la tanta passione che mettiamo nelle mattate che compiamo.
David: Ciao Matteo, grazie mille per i complimenti. Sì, molto soddisfatto. Arrivare 4° alla 100 km del Passatore è un risultato importante e, considerando il livello della gara e degli avversari, non posso che essere contento della mia prestazione. Penso che il livello si sia molto alzato considerando che molto probabilmente dobbiamo tornare indietro di 13 anni per rivedere un podio così veloce, oltremodo in una giornata così calda.
Quest’anno il livello degli atleti era molto più forte, i primi tre sotto le 7 ore, mentre l’anno scorso solo i primi due sotto le 7 ore.
Anche David ha fatto meglio dell’anno scorso di poco più di 10’ ma non è bastato per ottenere il podio della gara.
Julien Nison ha fatto quasi 2’ minuti meglio dell’anno scorso, Alessio Milani ha vinto facendo quasi 3’ minuti meglio dell’anno scorso ed Enrico Bartolotti è arrivato 2° facendo circa 25’ meglio dell’anno scorso.
L’ultima volta che tre atleti sono scesi sotto le 7 ore risale al 2013, quando Calcaterra vinse in 6h39’59”, precedendo Evgeni Glyva (UKR) 6h49’53”, Hermann Achmuller 6h58’01”, Marco Serasini 7h04’59”.
Nel 2014, 2015 e 2017 Calcaterra vinse rispettivamente in 7h05’06”, 7h08’04” e 7h03’54”.
Nel 2016 Calcaterra vinse in 6h58’14”, precedendo Marco Ferrari 7h34’59”.
Nel 2018 Andrea Zambelli vinse in 6h54’36” precedendo Benedikt Hoffmann (GER) 7h04’55”. Nel 2019 Marco Menegardi vinse in 7h12’48”. Nel 2022 vinse Lee Grantham (GBR) in 7h03’29”.
La vita è molto dura per gli ultramaratoneti che devono sempre trovare il tempo sufficiente e adeguato ad allenamenti di qualità e di quantità e a volte arrivano gli infortuni per il sovraccarico di lavori e di chilometri ma ogni tanto arriva una gioia come vincere o andare a podio in una gara importante come il Passatore, fare una prestazione migliore, vincere o andare a podio in un campionato italiano.
Gli ultramaratoneti sono atleti che praticano questo durissimo sport con tanto cuore, tanta passione, con la voglia di mettersi in gioco, fare esperienza, approfondire la conoscenza di se stessi e degli altri.
Sfide durissime ma fattibili previo periodi consoni, congrui, accurati, mirati di allenamento, arrivandoci gradualmente dopo anni.
È importante raccogliere loro testimonianze, capire cosa gli spinge a fare tanti chilometri, tanta fatica per arrivare a un traguardo, per sognare e cercare di trasformare sogni in realtà, provando e riprovandoci, apprendendo da ogni esperienza allenamento, gara, andando avanti con più coraggio, fiducia e resilienza.
Come ne sei uscito?
Alessio: Oggi sto bene, andrò a correre. Sto bene, l’ho corsa come volevo. Ho impostato il mio ritmo, sapevo che se avessi tenuto quel ritmo lo avrei portato fino alla fine, Avevo paura degli altri, del francese e mi dispiace che Dario Ferrante non fosse il via, era un altro tosto concorrente forse anche più del francese Nison. Sapevo che c’era un ragazzo della corsa in montagna, non sapevo come andava o come si comportasse sui 100km, perché questo è il dubbio su atleti che non l’hanno mai fatta e sono forti, non sai come vanno. Sapevo che c’era un altro francese che aveva vinto l’Isola d’Elba ma poi non l’ho viso al via, quello mi ha dato più preoccupazioni di tutti, in partenza pensavo: ‘questo è forte, partirà forte’, ma poi non l’ho visto. Ho voluto impostare il mio ritmo e quindi quando poi sono rimasto solo, ho fatto la gara da solo facendo il mio ritmo. L’ho vissuta bene, gli ultimi 30 km sapevo che avevo vantaggio e ho cominciato a godermela tutta, a salutare il pubblico, a fare quattro chiacchiere con il motociclista della telecamera, con alcuni ragazzi che si erano accostati in bici, ho fatto qualche selfie, mi hanno fatto qualche video, volevano una dedica alla figlia, mi sono messo a ridere, a scherzare, l’ho vissuta più serenamente possibile cercando di godermela tutta fino alla fine.
Enrico: Non mi aspettavo posizione o vittoria che sia, visto che molti mi hanno percepito forse in qualche modo dispiaciuto per il secondo posto o amareggiato, ma ne esco fuori completo e soddisfatto! L’obiettivo era il sub 7 per l’ultima chiamata alla maglia azzurra e così è stato!
David: Stanco, come è normale dopo 100 chilometri, ma tutto sommato bene. Ho gestito la gara in maniera intelligente e questo mi ha permesso di arrivare al traguardo senza particolari problemi.
Gli ultramaratoneti non mollano mai, sono instancabili, spingono fino alla fine e quando tutto è finito, si ritorna a correre anche il giorno dopo una gara di 100 km, perché l’ultramaratona è una terapia, perché il corpo e la mente hanno bisogna di svagare, perché si ha voglia di sentire il corpo e i muscoli come stanno, per ricominciare, per progettare nuovi obiettivi, per far meglio la prossima volta.
Sono tanti i pensieri e i dubbi degli ultramaratoneti, soprattutto durante la preparazione, prima della gara, all’inizio della gara, durante la gara e nel finale. Basterà la preparazione, sarà sufficiente, chissà gli altri come si allenano, cosa fanno di più o meglio, chissà chi ci sarà alla partenza, chissà come andranno gli altri, se ci saranno sorprese, se si sarà all’altezza della situazione.
La parte più difficile?
Alessio: La parte più difficile per le gambe è stata dal 70^ in poi, come sempre; sono quei momenti che manca ancora parecchio, hai meno energie, le gambe sono un po’ più durette. Quest’anno ho fatto una prima parte molto più forte, le sentivo un po’ più stanche e quindi l’ultima parte, gli ultimi chilometri, dall’80°, le avevo durette. Però avevo ancora energie e me la sono goduta mentalmente, ero più a livello fisico stanchetto.
Invece a livello mentale, forse la parte più dura è stata all’inizio dove appunto avevo tutti gli avversari che facevano la gara su di me, io cercavo di studiare, pensavo: ‘cavolo siamo partiti forte, sono tutti qua’, mi avevano accerchiato, vedevo che molte volte Nison se prendeva qualche metro poco più avanti, sembrava quasi che si girava, vedeva che ero dietro, frenava, rallentava per aspettarmi, io pensavo: ‘perché si gira’, probabilmente, mi scortavano, facevano la gara su di me, volevano vedere cosa facevo, probabilmente ero un punto di riferimento, pensavo: ‘devo fare la mia gara’, poi pian piano si è sgranato il gruppo e siamo rimasti in tre: io, Brambilla e Nison, però vedevo che stavano lì.
Ero un po’ preoccupato, pensavo: ‘cavolo quest’anno è veramente dura, vediamo in discesa che vado giù forte, se si staccheranno’, ma anche in discesa, stavano lì e pensavo: ‘cavolo, non si staccano, quest’anno è veramente dura, chissà se ce la faccio’, erano tutte preoccupazioni mie. Poi alla fine della discesa ci siamo sgranati, perché il ragazzino Brambilla mi ha preso 50 metri e infatti lì ero preoccupato veramente. Nison, a sua volta, si è staccato da me, ho pensato: ‘qua si sta facendo la gara’, in realtà dopo, invece, nel giro di 2 km, prima di Borgo San Lorenzo, sono riuscito a ricucire il gap, ma senza sforzi, su Brambilla e da lì in poi ho voluto vedere se Brambilla, che faceva corsa in montagna, puntava alla salita della Colla.
Ho pensato: ‘qui si fa la gara’, comunque pensavo a dover gestire, mi sono concentrato tanto su di me. Alla fine, appena arrivata la salita, probabilmente avevo più energie, ho sempre fatto il mio passo e lui pian piano si è staccato, ha perso qualche metro e da lì sono rimasto da solo fino alla fine. La parte mentale più difficile è stata i primi 30km.
Enrico: ‘Audace’ l’hanno definito il mio tentativo del tempo su un percorso come il Passatore con le sue difficoltà, che a suo modo presenta una qualsiasi cento chilometri anche in piano, ma ricordiamoci che io sono di Faenza e per me c’è una componente mentale e una vena romantica, se me lo concedi, di tornarmi a casa sulle mie gambe da Firenze.
David: Sicuramente il segmento fino a Borgo San Lorenzo l’ho accusato parecchio a causa del caldo eccessivo, avevo circa 10-15 battiti in più del mio normale e questo mi ha preoccupato non poco.
Una gara durissima che oltre alla stanchezza fisica prevedeva anche una stanchezza mentale, soprattutto la prima parte, per capire a chi badare, chi temere, come gestire la gara, come impostare i ritmi, una gara contro i pensieri e contro i dubbi ma alla fine ci si abbandona al proprio corpo, ai propri ritmi, alla propria fiducia di far bene.
Quali sono stati i test più importanti prima della gara?
Alessio: In realtà ho avuto una preparazione molto travagliata; quindi, di test importanti non ne ho avuti e sicuramente il test che ho fatto è stato la 50 km di Romagna il 25 aprile, dopo una settimana che avevo ripreso a correre, venivo da una settima ferma a metà aprile. Ho fatto anche bene alla 50km di Romagna, era un test per vedere se il dolore alla sciatica mi tornasse, se era recuperato, ho pensato che 50 km con dislivello era un test. L’ho fatta bene, Nison era arrivato 2’ avanti, anche per quello ho pensato: ‘cavolo Nison sta andando forte’; però, appunto, io l’ho fatto che probabilmente avevo perso parecchio della mia preparazione, perché con una settimana fermo perdi tanto, sapevo di aver fatto la 50 km non in condizioni ottimali, quello poco ma sicuro; quindi, era un test ma forse più dal punto di vista mentale, per vedere se la sciatica era rientrata.
Il 10 maggio ho voluto fare la maratona dell’Elba per testare la sciatica anche lì, con 600 metri di dislivello, salite e discese; l’ho sfruttata per fare un buon lungo anche se non era lunghissimo, per mettere su chilometri e testare le sensazioni e questa è andata anche meglio della 50km di Romagna.
Gli allenamenti dopo sono stati, secondo me, test principali. 10 giorni prima tutti gli allenamenti dicevano che c’ero come l’anno scorso, se non qualcosa meglio o comunque ero come l’hanno scorso, fisicamente sembrava che era tutto a posto. Ero molto preoccupato perché sapevo di non aver fatto tutta la preparazione e non sapevo se carburavo per 100 km, avevo quel buco della distanza, non sapevo se ero pronto per 100 km in realtà i ritmi c’erano, la mia frequenza cardiaca c’era, ero in forma, quindi avevo solo questo dubbio, poi in gara si è visto che c’ero e sono riuscito a fare anche meglio dell’anno scorso e sono strafelice: ho fatto il personale, sono diventato per la prima volta campione italiano assoluto della mia vita, ho riabbassato il record personale del Friuli Venezia Giulia che era sempre mio. Più felice di così non si poteva, grazie di tutto.
Enrico: Il tanto lavoro è stato fatto e dedicato coi giusti ritmi e carichi mentali e fisici negli ultimi anni per fare il tempo!
David: La preparazione è stata costruita soprattutto su lunghi allenamenti, lavori specifici di resistenza e alcune gare di avvicinamento come la ‘Strasimeno’ e il trittico che mi hanno permesso di verificare la condizione e testare alimentazione e strategia di gara. Grazie ancora per l’attenzione e per l’interesse.
Trattasi di una gara di 100 km molto dura che richiede una preparazione mirata con lunghissimi allenamenti e gare test per testarsi e allenarsi allo stesso tempo.
Tra le ultime gare fatte, lo scorso 25 aprile 2026 alla 43^ 50 km di Romagna Alessio si è classificato 8° assoluto e 3° italiano in 3h04’25” preceduto da Umberto Persi 3h00’36”, Julien Nison 3h02’17” e precedendo David Colgan 3h06’45”, Luca Parisi 3h10’21”, Enrico Bartolotti 3h10’59”.
Calcio
Nasce lo Juventus Official Fan Club Avezzano: tesseramento al via
🚨 NUOVA APERTURA NELLA MARSICA: NASCE UFFICIALMENTE LO JUVENTUS OFFICIAL FAN CLUB AVEZZANOUn nuovo punto di riferimento per il popolo bianconero del territorio! Nasce ufficialmente lo Juventus Official Fan Club Avezzano, un’associazione regolarmente costituita e affiliata al Centro Coordinamento di Torino, pensata per diventare una vera e propria “casa bianconera” nel cuore della Marsica. Un progetto solido e organizzato che unisce famiglie, giovani e appassionati di tutte le età all’insegna dello sport, dell’amicizia e della condivisione sociale. 🏛️⚪⚫Il Consiglio Direttivo ha annunciato l’apertura ufficiale delle iscrizioni per la stagione sportiva 2026/2027 con quote d’adesione su misura: 35 euro per gli adulti, 24 euro per gli Under 14 (nati dopo il 1° luglio 2013) e 15 euro per gli Under 5 e i Member, oltre alle vantaggiose formule “Promo Combo” che includono la Juventus Card. In attesa di definire il locale partner che ospiterà la sede ufficiale per le dirette delle partite della Vecchia Signora e di annunciare la grande festa di inaugurazione, il club invita tutti i tifosi a unire le forze per gridare insieme: Fino alla Fine! ⚽💪👇 Sottoscriverai la tessera per seguire la Juventus in trasferta all’Allianz Stadium quest’anno? Raccontacelo nei commenti!#JuventusFanClub #JOFC #Avezzano #MarsicaBianconera #TifoEInclusione #FinoAllaFine #AvezzanoSport #CampagnaTesseramento #FedeBianconera
Avezzano – Nel variegato panorama dell’associazionismo sportivo e delle dinamiche di aggregazione sociale della provincia aquilana, la strutturazione dei presidi ufficiali legati alle grandi espressioni del calcio d’élite nazionale rappresenta un fattore di forte coesione comunitaria e di promozione dei valori della lealtà atletica. Nella giornata odierna, lunedì 27 luglio 2026, è stata ufficializzata la nascita del “Juventus Official Fan Club Avezzano”, un nuovo organismo associativo concepito per diventare il punto di riferimento istituzionale per tutti i sostenitori della compagine bianconera residenti nel capoluogo e nell’intero comprensorio della Marsica. Il progetto, che si spoglia delle vesti del semplice tifo spontaneo per assumere una veste giuridica formale, punta all’edificazione di una comunità stabile e intergenerazionale capace di utilizzare l’evento sportivo come un moderno catalizzatore di relazioni umane, amicizia, inclusione e socialità diffusa sul territorio.
L’iter di affiliazione a Torino e la trasparenza amministrativa
La genesi del sodalizio muove dalla determinazione strategica di un comitato promotore di appassionati locali, il quale ha proceduto alla regolare costituzione dell’associazione mediante l’attribuzione del codice fiscale e l’avvio formale dei protocolli di affiliazione presso il Centro Coordinamento dei Juventus Official Fan Club di Torino. Questa architettura burocratica garantisce al club avezzanese il riconoscimento ufficiale da parte della casa madre sabauda, inserendolo all’interno del circuito internazionale dei benchmark bianconeri. In una nota ufficiale diramata dal Consiglio Direttivo, i vertici hanno espresso profonda soddisfazione per il traguardo conseguito, sottolineando la natura trasparente, solida e organizzata della nuova struttura: «Vogliamo che lo JOFC Avezzano sia molto più di un semplice club di tifosi: il nostro obiettivo è creare una vera casa bianconera nella Marsica, aperta a famiglie, giovani e appassionati di ogni età, dove condividere le emozioni delle partite, organizzare trasferte coordinate all’Allianz Stadium e promuovere iniziative di valore sociale sul territorio».
Il piano tesseramenti 2026/2027 e le formule agevolate Under 14
In concomitanza con la formalizzazione dell’atto costitutivo, il Juventus Official Fan Club Avezzano ha decretato l’apertura ufficiale della campagna iscrizioni per la imminente stagione sportiva 2026/2027, strutturando un piano tariffario modulare studiato per favorire l’accesso dei nuclei familiari e delle fasce giovanili, in piena sintonia con le politiche di welfare sportivo. La quota associativa per la tessera annuale ordinaria riservata agli adulti è stata fissata a 35 euro, mentre è stata introdotta una riduzione protettiva per la categoria Under 14 (riservata ai nati successivamente al 1° luglio 2013), accessibile al costo di 24 euro. Il piano si completa con la tariffa di 15 euro dedicata agli Under 5 e ai possessori di specifiche tessere Member. Al fine di semplificare le procedure logistiche, il direttivo ha predisposto la formula straordinaria “Promo Combo”, un’opzione che consente la sottoscrizione simultanea e a condizioni economiche agevolate sia della tessera di appartenenza al club sia della Juventus Card, strumento indispensabile per l’accesso ai settori dello stadio torinese.
La ricerca della sede logistica e i contatti per la cittadinanza
Sotto il profilo operativo e logistico, l’associazione ha avviato una formale indagine sul mercato locale per individuare un esercizio pubblico o un locale partner idoneo a ospitare la sede ufficiale del club e a fungere da polo permanente per la trasmissione in alta definizione delle sfide di campionato e delle competizioni europee durante la stagione 2026/2027. Nelle prossime settimane, i canali di comunicazione sveleranno la data ufficiale del gran galà di inaugurazione, un evento aperto all’intera cittadinanza marsicana durante il quale sarà possibile perfezionare l’adesione, ritirare i gadget ufficiali e conoscere i componenti del direttivo. I cittadini interessati a ricevere informazioni analitiche o a formalizzare l’iscrizione possono utilizzare i canali digitali predisposti dall’ente, contattando la segreteria tramite l’applicazione WhatsApp al numero telefonico 380.7857754, inoltrando una comunicazione e-mail all’indirizzo jofcavezzano@gmail.com, oppure consultando le pagine ufficiali attive sulle piattaforme Instagram (@jofc_avezzano) e Facebook.
Sport
Wizz Air Rome Half Marathon 2026: svelata la maglia Brooks e record di iscritti
🚨 RECORD STORICO A ROMA: SOLD OUT CON 40 MILA ISCRITTI PER LA WIZZ AIR ROME HALF MARATHON 2026La Città Eterna si prepara a ospitare un evento epocale! A tre mesi dal via, la Wizz Air Rome Half Marathon by Brooks ha registrato ufficialmente il sold out totale delle iscrizioni ordinarie, raggiungendo la quota record di quasi 40 mila iscritti: quasi il doppio rispetto all’anno scorso, un dato che la proietta in vetta alle mezze maratone più partecipate al mondo. 🏃♂️💨L’evento del 18 ottobre, organizzato da RomaOstia e RCS Sports & Events, segna il trionfo del turismo internazionale con l’80% di iscritti dall’estero (boom da Germania, Polonia, Spagna e UK) e un dato straordinario: le donne sono più della metà dei partecipanti totali! Svelata anche la maglia ufficiale firmata Brooks Running, caratterizzata da un design tecnico che omaggia la tradizione romana con l’effigie della Lupa Capitolina sul retro. L’ultima opportunità per essere al via è conquistare uno dei 1.000 pettorali solidali del Charity Program, sostenendo grandi realtà come la Fondazione Bambino Gesù, Sant’Egidio e il Policlinico Gemelli, che sabato 17 ottobre promuoverà anche la 5 km non competitiva Longevity Run. 🏛️🌟👇 Saresti pronto a correre 21 km tra i monumenti storici più famosi del mondo? Dicci la tua nei commenti!#RomeHalfMarathon #WizzAir #BrooksRunning #CharityProgram #LupaCapitolina #Rcssports #GrandiEventiRoma #LongevityRun #WelfareSportivo
Roma – Nel panorama globale delle grandi manifestazioni podistiche metropolitane, il connubio tra l’attrattività monumentale delle capitali storiche e la solidità dei network manageriali sportivi rappresenta un fattore trainante per il turismo sportivo e lo sviluppo economico locale. La terza edizione della Wizz Air Rome Half Marathon by Brooks, in programma per il prossimo 18 ottobre 2026, si impone ufficialmente all’attenzione internazionale registrando un record strutturale di adesioni che riscrive le gerarchie delle competizioni su strada europee e mondiali. La manifestazione, organizzata in sinergia da RomaOstia e RCS Sports & Events per conto di Roma Capitale, ha polverizzato ogni precedente primato commerciale raggiungendo la soglia dei 40 mila iscritti a ben tre mesi dalla data fissata in calendario, raddoppiando di fatto i 22 mila partecipanti certificati nel corso dell’edizione precedente. Tale exploit numerico consolida la mezza maratona capitolina come la gara di 21 chilometri più partecipata della penisola italiana e tra i principali eventi podistici di massa a livello globale [1].
La filologia del design Brooks Running e l’iconografia della Lupa Capitolina
Ad accompagnare il disvelamento dei dati logistici della competizione è stata la presentazione ufficiale della maglia tecnica celebrativa riservata ai podisti, realizzata dal Presenting Sponsor e Official Technical Partner dell’evento, Brooks Running. L’azienda di Seattle, sussidiaria del colosso Berkshire Hathaway Inc., ha strutturato un outfitting che coniuga l’ingegneria dei materiali ad alte prestazioni con il recupero filologico dell’identità storica della Città Eterna. Il design del capo tecnico presenta sul retro la riproduzione grafica dell’emblema della Lupa Capitolina, simbolo ancestrale di potenza istituzionale, genesi della civiltà e protezione, arricchito da dettagli cromatici virati sul “Wizz Pink Air”, la tonalità distintiva del Title Sponsor. Oltre alla fornitura logistica, Brooks Running attiverà nei mesi precedenti la gara una serie di programmi di allenamento collettivi, training program digitali e social run sul territorio nazionale per preparare atleticamente i partecipanti alla gestione dello sforzo sui 21,097 chilometri del tracciato romano [1].
I flussi del turismo internazionale e il primato della partecipazione femminile
L’impatto economico e le ricadute occupazionali della manifestazione sul comparto ricettivo e dei servizi di Roma Capitale sono stati analizzati in modo analitico dall’Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda, Alessandro Onorato. I dati statistici evidenziano un incremento del 68% delle registrazioni totali rispetto all’anno scorso, con due indicatori sociologici di straordinaria rilevanza: il superamento della quota di partecipazione femminile, che rappresenta oltre la metà degli iscritti complessivi con 19.230 atlete al via, e il primato assoluto dei runner provenienti dall’estero, attestati all’80% del totale. Le iscrizioni risultano più che raddoppiate nei mercati strategici europei, registrando un +148% dalla Germania, +146% dalla Polonia, +131% dalla Spagna e +122% dal Regno Unito. Ottime performance di crescita si rilevano anche dai quadranti intercontinentali, con incrementi significativi da Stati Uniti (+11%), Brasile (+23%), Messico (+24%) e Argentina (+20%), cui si somma una delegazione di oltre 181 atleti in arrivo da Australia e Nuova Zelanda, destinati ad allungare il periodo medio di permanenza in città [1].
Il Charity Program e la solidarietà diffusa del welfare sanitario romano
A fronte del sold out completo delle iscrizioni ordinarie, l’organizzazione ha predisposto due canali sussidiari per consentire la partecipazione degli atleti esclusi, attivando una lista d’attesa digitale automatizzata e strutturando, per la prima volta nella storia della competizione, un Charity Program integrato per il finanziamento del Terzo Settore. Gli ultimi 1.000 pettorali solidali disponibili saranno distribuiti esclusivamente attraverso le otto organizzazioni no profit partner del progetto, legando l’evento sportivo a una raccolta fondi di rilevanza sociale e scientifica. Il network di solidarietà vede schierati la Fondazione Bambino Gesù ETS, Sport Senza Frontiere, il Comitato Italiano per l’UNICEF, la Fondazione Italiana Diabete, la Comunità di Sant’Egidio, la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, PlayMore! con RunChallenge e Libera Nantes ADS. Ad affiancare la mezza maratona competitiva, sabato 17 ottobre andrà in scena anche la “Longevity Run” presentata da Altograno, una corsa non competitiva di 5 chilometri organizzata in collaborazione con i ricercatori dell’Università Cattolica del Sacro Cuore per la promozione della prevenzione e degli stili di vita sani [1].
Sport
Padel Excape a Salerno: concluso il tour 2026 tra sport e prevenzione
🚨 SPORT E PREVENZIONE: SUCCESSO STRAORDINARIO A SALERNO PER LA TAPPA DI PADEL EXCAPEUn bilancio eccezionale che unisce l’agonismo della palla ovale e delle racchette alla tutela della salute pubblica! Si è conclusa all’OTB Padel Hub la tappa salernitana di Padel Excape e Villaggio della Salute, un progetto innovativo capace di far scendere in campo oltre 60 coppie di atleti e, contemporaneamente, di offrire oltre 700 visite e screening medici completamente gratuiti ai cittadini grazie alla mobilitazione di 50 medici specialisti in collaborazione con l’ASL Salerno. 🎾🏥Sul fronte sportivo, il prestigioso torneo Open FITP (con montepremi di 5.000 euro) ha incoronato la coppia composta da Juan Manuel Lasgoity e Santino Giuliani dopo una finale d’altissimo livello tecnico. L’evento, che ha visto la partecipazione istituzionale dell’On. Piero De Luca e il patrocinio di Comune, Provincia e Regione Campania, rappresenta solo il primo passo di un grande viaggio. Il fondatore Eleo Nuccorini ha annunciato che il tour nazionale toccherà prossimamente le città di Milano (a fine ottobre), Roma e Napoli, avviando già i lavori per il consolidamento del circuito nel 2027. 🌍🇮🇹👇 Cosa ne pensi delle iniziative che uniscono lo sport ai controlli medici gratuiti per la cittadinanza? Raccontacelo nei commenti!#PadelExcape #VillaggioDellaSalute #SalernoPadel #FITP #PrevenzioneSanitaria #AslSalerno #MilanoPadel #SportESalute #PadelTour2026
Salerno – Nel moderno panorama delle politiche pubbliche e del marketing territoriale, la convergenza strategica tra la pratica sportiva di massa e la tutela del diritto alla salute rappresenta un modello di welfare comunitario di straordinaria efficacia sociale. La tappa iniziale del tour nazionale 2026 di “Padel Excape e Villaggio della Salute” si è conclusa all’interno della struttura dell’OTB Padel Hub di Salerno, facendo registrare un bilancio che va ben oltre i tradizionali confini della cronaca agonistica. L’iniziativa ha dimostrato sul campo come lo sport possa trasformarsi in un formale e formidabile veicolo di sensibilizzazione sanitaria, integrando tornei federali di alto profilo a presidi medici aperti gratuitamente alla cittadinanza. Il progetto ha goduto di un prestigioso network di patrocini istituzionali, tra cui spiccano il Consiglio regionale della Campania, la Provincia di Salerno e il Comune di Salerno, i quali hanno sancito la validità civile di un format concepito per mettere la persona al centro delle dinamiche urbane.
I verdetti dell’Open FITP: il trionfo di Lasgoity e Giuliani
Sotto il profilo strettamente tecnico e sportivo, l’appuntamento principale della manifestazione salernitana è stato il prestigioso torneo Open FITP, inserito ufficialmente nei circuiti agonistici della Federazione Italiana Tennis e Padel e dotato di un montepremi complessivo di 5.000 euro. Nonostante la complessità del posizionamento in calendario a ridosso delle ferie estive, il tabellone principale ha registrato l’adesione di ben 26 coppie di livello assoluto, arricchite dalla presenza di atleti inseriti nei ranking internazionali. A conquistare il titolo supremo dell’Open, al termine di una finale caratterizzata da ritmi agonistici serrati e colpi millimetrici, è stata la coppia formata da Juan Manuel Lasgoity e Santino Giuliani. La copertura mediatica dedicata all’evento ha garantito una visibilità di carattere nazionale, estendendo il racconto delle sfide oltre i confini regionali e integrando il tabellone maggiore con le 38 coppie iscritte ai tornei collaterali del circuito TPRA, per un computo totale superiore alle 60 coppie scese in campo.
Il Villaggio della Salute: oltre 700 screening gratuiti con l’ASL Salerno
Il vero fulcro innovativo e strutturale della rassegna è stato rappresentato dal Villaggio della Salute, un presidio ambulatoriale mobile allestito in collaborazione diretta con l’ASL Salerno e sostenuto dall’apporto di fondazioni storiche del territorio. Circa 50 medici specialisti hanno prestato la propria opera gratuita nel corso dell’intera settimana, effettuando oltre 700 visite mediche di controllo e screening diagnostici preventivi a beneficio di cittadini di ogni fascia d’età. Gli ambulatori hanno offerto non solo esami clinici e orientamento preventivo, ma un fondamentale spazio di ascolto e informazione sulle reti assistenziali attive in Campania. La stabilità del progetto è stata garantita da un fitto tessuto di alleanze del Terzo Settore e dell’associazionismo, che ha visto schierati la Fondazione Comunità Salernitane, la Fondazione Giona, la Fondazione Polichetti, Salute Donna, l’Ordine Templare Spirituale OSMTZ 1314, l’Associazione Universo Humanitas, ANLAIDS Campania, AIDO, SIPMeL Campania, Agrocepi e Legambiente Campania.
Le prospettive del tour nazionale e la programmazione per il 2027
La giornata conclusiva delle premiazioni ha visto la partecipazione ufficiale di rappresentanti parlamentari, tra cui l’Onorevole del Partito Democratico Piero De Luca, il quale ha rimarcato la vicinanza delle istituzioni a modelli di promozione sociale capaci di coniugare lo sviluppo sportivo alla difesa del welfare di prossimità. Il fondatore e direttore dell’evento, Eleo Nuccorini, ha espresso profonda soddisfazione per il successo di questa prima tappa, ringraziando Antonello Rega, Jessica Altobelli per il coordinamento medico, Nico Mazzeo per le relazioni istituzionali, Maria Giovanna Di Domenico per la gestione dei tornei e la dottrina della dottoressa Paky Memoli per il supporto scientifico. Il viaggio di Padel Excape è già proiettato verso la trasformazione in un grande circuito itinerante: la prossima tappa ufficiale andrà in scena a Milano alla fine del mese di ottobre, per poi proseguire nei centri urbani di Roma e Napoli, completando il calendario 2026 e strutturando le basi logistiche per l’ulteriore espansione programmata per il 2027.
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