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Politica

NUOVO MUNICIPIO, VERDECCHIA CHIEDE CHIAREZZA: “SCADENZE NON RISPETTATE E LAVORI IN RITARDO, L’AMMINISTRAZIONE TACE MA I CITTADINI MERITANO CHIAREZZA”

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NUOVO MUNICIPIO, VERDECCHIA CHIEDE CHIAREZZA: "SCADENZE NON RISPETTATE E LAVORI IN RITARDO, L'AMMINISTRAZIONE TACE MA I CITTADINI MERITANO CHIAREZZA"
Redazione-  “Tra tagli del nastro e passerelle elettorali, l’amministrazione comunale e gli uffici tecnici del Comune di Avezzano dovranno spiegare agli avezzanesi il perché del clamoroso ritardo nella conclusione dei lavori del nuovo municipio e dell’antistante piazza dedicata a Maria Teresa Cucchiari?
Stando ai programmi, sarebbe dovuto terminare tutto entro la fine di novembre – dicembre, e invece no, sono ancora in itinere. Eppure, nonostante l’evidenza smentisca il cronoprogramma comunicato in pompa magna dettata da più accessi del primo cittadino, da parte dell’Ente non viene spesa una parola per chiarire lo stato dei fatti. Tutto tace. Nel mentre, però, la collettività chiede spiegazioni”.
Il candidato sindaco del Patto per Avezzano, Roberto Verdecchia, interviene così sui gravi ritardi nella consegna dei lavori relativi al nuovo municipio e a Piazza Maria Teresa Cucchiari, evidenziando come, a fronte di scadenze contrattuali ormai ampiamente superate (fissate al 16 novembre 2025 per la piazza ed al 25 dicembre 2025 per la struttura del municipio) ad oggi non solo i lavori non risultino ultimati, ma non sia stata neppure formalmente riconsegnata l’area adiacente al nuovo edificio nonostante il capitolato degli appalti pubblici parli chiaro.
“Nel contratto d’appalto per il completamento del nuovo municipio e della Piazza, sottoscritto tra il Comune di Avezzano e la società UNIREST s.r.l, repertorio n. 3218, sono chiaramente indicati, agli articoli 11, 12, 13, 14 e 19, i termini di inizio, esecuzione e riconsegna dei lavori, in conformità con quanto previsto dall’art. 126 del Codice degli Appalti”, dichiara Verdecchia.

Il candidato ricostruisce puntualmente la cronologia: “la consegna delle aree per la piazza è avvenuta il 17 luglio 2024, mentre per la struttura del nuovo municipio il 26 agosto 2024. Da tali date decorrono i 484 giorni naturali e consecutivi previsti per l’esecuzione degli interventi. È evidente — prosegue — che le scadenze naturali fossero fissate rispettivamente al 16 novembre 2025 e al 25 dicembre 2025. Oggi, a distanza di mesi, non risulta ancora avvenuta la riconsegna dei lavori e soprattutto ancora non viene restituito il bene alla collettività.

Verdecchia sottolinea come il nodo principale non sia soltanto il mancato rispetto del cosiddetto ‘premio di accelerazione’, previsto dall’articolo 12 del contratto, ma soprattutto l’assenza di trasparenza sullo stato di avanzamento delle opere.

“È legittimo chiedere se la parte esterna della piazza sia effettivamente completata e, soprattutto, quanto tempo sia ancora necessario per restituire alla cittadinanza un’infrastruttura fondamentale. Di fronte a un’attesa che si protrae da quasi vent’anni — conclude — riteniamo doveroso che l’amministrazione chiarisca pubblicamente lo stato dei lavori e valuti l’eventuale applicazione delle penali previste dalla normativa vigente.

Di promesse disattese i cittadini e le cittadine di Avezzano ne hanno abbastanza e quest’ennesima mancanza dimostra una volta di più come la città abbia bisogno di un’amministrazione concreta, che non si preoccupi di compiere azioni di facciata, e soprattutto che rispetti i tempi che essa stessa si dà. Ce ne va della serietà e della credibilità dell’Ente. Lo stesso a cui oggi chiediamo di fare pubblicamente chiarezza”
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Politica

Il movimento dei Cristiano Riformisti scende in campo a difesa di Carlo Calenda e condanna le minacce ricevute

📢 Il movimento dei Cristiano Riformisti scende in campo contro le intimidazioni social rivolte a Carlo Calenda e rilancia il valore del confronto democratico basato su programmi concreti. L’importanza del rispetto istituzionale rimane il faro per il futuro politico italiano.

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#CristianoRiformisti #CarloCalenda #PoliticaItaliana #Democrazia

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Calenda

Roma – Il clima politico nazionale torna al centro del dibattito pubblico dopo gli ultimi, allarmanti episodi di intolleranza che hanno colpito il leader di Azione, Carlo Calenda. Il Movimento dei Cristiano Riformisti ha deciso di prendere posizione in modo netto, manifestando la propria vicinanza umana e politica all’ex ministro. Nelle ultime ore, il leader del terzo polo è stato oggetto di una serie di intimidazioni veicolate attraverso le piattaforme social, un fenomeno che solleva dubbi sulla tenuta del confronto democratico nel nostro Paese. Il movimento, che da tempo sostiene la necessità di un dialogo pacato, ha voluto marcare una linea di demarcazione netta contro ogni forma di violenza verbale.

Il valore della libertà nel dibattito democratico

La solidarietà espressa dai Cristiano Riformisti non è solo formale, ma si inserisce in una riflessione più ampia sulla qualità della dialettica politica odierna. In un periodo storico in cui la rete è diventata la piazza principale, troppe volte lo scontro si trasforma in aggressione personale, svuotando di significato il confronto tra visioni opposte. Secondo i vertici del Movimento, le minacce rivolte a Carlo Calenda vanno intese come un attacco al cuore della democrazia stessa. Garantire a ogni schieramento, dal centro alle ali estreme, di poter proporre il proprio programma senza subire ritorsioni o intimidazioni rimane un dovere civile imprescindibile.

La storia politica italiana ha già vissuto epoche di eccessiva polarizzazione e il Movimento intende evitare che il ritorno a toni accesi sposti il focus dai problemi reali delle famiglie e delle imprese. Le sedi romane delle formazioni politiche, dislocate tra i palazzi del potere nel centro storico della Capitale, non dovrebbero mai diventare bunker isolati dal mondo esterno. Al contrario, la libertà di espressione deve restare il pilastro su cui ricostruire un dialogo basato sul rispetto reciproco. Il rifiuto di ogni forma di odio digitale diventa quindi una condizione necessaria per mantenere l’integrità delle istituzioni repubblicane, troppo spesso dimenticata tra una notifica e l’altra sui social media.

Prospettive comuni verso un riformismo pragmatico

Al di là del sostegno dovuto di fronte agli attacchi personali, il Movimento dei Cristiano Riformisti ha voluto sottolineare una marcata sintonia con le posizioni programmatiche portate avanti da Azione. L’area politica riconducibile a Carlo Calenda si è fatta portavoce di un pragmatismo che trova ampio consenso tra i sostenitori del riformismo cattolico. Le proposte su temi economici, fiscali e di welfare sono finiti sotto la lente d’ingrandimento di molti osservatori, che ne vedono una base solida per definire un progetto di lunga durata. Il richiamo alla crescita, intesa non solo come indice economico ma come progresso sociale, è il punto di contatto tra le due realtà.

L’idea di un programma che si distacca dalle promesse demagogiche per concentrarsi sul bene comune e sulla reale sostenibilità del bilancio statale rappresenta, secondo i Cristiano Riformisti, l’unica via percorribile per superare le difficoltà strutturali italiane. La vicinanza politica manifestata in questi giorni non è priva di sostanza: si guarda infatti con grande attenzione a una possibile convergenza su temi cruciali. L’obiettivo dichiarato è quello di costruire una traccia condivisa per l’Italia che verrà, fondata sulla serietà delle proposte e sulla competenza tecnica.

Il documento diffuso dal Movimento non lascia adito a interpretazioni: la violenza non ha cittadinanza in un contesto di confronto democratico. L’auspicio degli esponenti politici è che il ripristino di un confronto civile possa tornare a essere la priorità di ogni forza in campo. Solo isolando gli odiatori seriali e riportando la discussione sulle piazze reali, oltre che su quelle virtuali, sarà possibile ridare vigore alla partecipazione dei cittadini. La politica che punta al bene della nazione deve ritornare al centro, lasciandosi alle spalle il rumore di fondo delle minacce online per riappropriarsi del proprio ruolo di guida e di sintesi delle istanze del Paese reale.

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Politica

Legge elettorale, le ragioni dei Cristiano Riformisti per la reintroduzione del voto di preferenza

📢 La democrazia riparte dalle persone: l’On. Antonio Mazzocchi e i Cristiano Riformisti scendono in campo per chiedere il ritorno della preferenza nelle urne. È ora di restituire ai cittadini il potere di scegliere i propri rappresentanti e allontanare le logiche delle segreterie di partito. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

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Legge elettorale, le ragioni dei Cristiano Riformisti per la reintroduzione del voto di preferenza

Roma – Il dibattito sulla riforma elettorale torna a infiammare il clima parlamentare, portando al centro dell’attenzione la questione del rapporto tra elettori e istituzioni. In un contesto politico segnato da un crescente distacco tra la cittadinanza e le dinamiche di Palazzo Montecitorio, l’On. Antonio Mazzocchi, Presidente dei Cristiano Riformisti, ha lanciato un appello diretto alle forze politiche e al Paese. Il cuore della proposta poggia su un convincimento netto: la democrazia parlamentare non può dirsi compiuta se il potere di scelta dei rappresentanti resta saldamente in mano agli apparati di partito.

Il ritorno alle urne come atto di sovranità popolare

La battaglia portata avanti dai Cristiano Riformisti si concentra sulla necessità di un cambiamento radicale nelle modalità di selezione della classe dirigente italiana. Per l’On. Mazzocchi, il sistema attuale, basato in larga misura su liste bloccate o meccanismi che limitano la discrezionalità dell’elettore, priva il cittadino del diritto primario di selezionare chi debba sedere tra i banchi della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica. Questa condizione viene definita dal movimento come una ferita alla Costituzione, spesso citando il principio pluralista come fondante dell’intero assetto repubblicano.

Il richiamo storico non è casuale. Citando figure antitetiche per collocazione politica ma unite dalla visione del ruolo parlamentare, come Aldo Moro e Giorgio Almirante, l’On. Mazzocchi sottolinea come, in epoche differenti, la politica abbia riconosciuto nella preferenza uno strumento di legittimazione democratica. Senza la possibilità di indicare il proprio candidato, il rapporto uomo-elettore si dissolve, trasformando il voto in una mera ratifica di nomi scelti in ambienti ristretti. La proposta del movimento non si limita a una critica teorica, ma si traduce in una campagna di sensibilizzazione che coinvolge i territori, dalle piazze di Roma alle realtà locali, per riportare la discussione nelle strade e convincere i parlamentari a cambiare rotta prima del voto finale in Aula.

Il contrasto alle lobby e il ruolo dei partiti

Un punto fermo del documento programmatico presentato dai Cristiano Riformisti riguarda il superamento dell’influenza esercitata dai gruppi di potere estranei al consenso elettorale. Per l’On. Mazzocchi, il rischio che le segreterie di partito diventino ostaggio di lobby o gruppi di interesse è inversamente proporzionale al potere che viene concesso ai cittadini. Quando è il capolista a decidere chi deve essere eletto, il legame di fedeltà non corre più verso l’elettore di un quartiere o di una provincia, ma verso chi ha compilato il listino.

Questa dinamica, secondo i Cristiano Riformisti, ha generato in Italia una crisi di rappresentanza prolungata, dove il cittadino percepisce l’istituzione come un corpo estraneo. La difesa del voto uninominale, integrato dalla possibilità di esprimere una preferenza chiara, viene dunque presentata come l’unico antidoto per restituire dignità al mandato parlamentare. La campagna informativa, che vedrà l’affissione di manifesti e una massiccia mobilitazione sui canali digitali, intende richiamare la politica alle proprie responsabilità. Il messaggio è perentorio: fare le leggi non può essere prerogativa di pochi nominati, ma deve essere il risultato di un processo in cui il popolo esercita la piena sovranità, conoscendo e scegliendo il volto di chi lo rappresenta nelle sedi decisionali nazionali. La sfida è aperta e il tempo per apportare modifiche corre veloce, con il rischio che la nuova legge elettorale cristallizzi, ancora una volta, i difetti di una politica che fatica a riscoprire il valore del legame diretto con il territorio.

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Isernia consolida il proprio ruolo politico con il vertice nazionale di Evoluzione e Libertà

📢 Il movimento Evoluzione e Libertà si radica nel territorio molisano: il vertice di Isernia segna l’avvio della fase di programmazione strategica verso i prossimi appuntamenti elettorali.

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#EvoluzioneELibertà #Molise #Isernia #PoliticaItaliana

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vertice nazionale di Evoluzione e Libertà

Isernia, città simbolo del cuore pulsante tra l’Appennino molisano e la valle del Volturno, è stata teatro nella giornata di oggi, 27 giugno 2026, di un evento che segna un cambio di passo nella geografia politica locale. Il capoluogo pentro, noto per le sue radici storiche che affondano nel Paleolitico, ha ospitato un tavolo di lavoro strategico del gruppo dirigente di Evoluzione e Libertà, un momento di confronto che ha riunito i vertici nazionali del movimento per definire le linee programmatiche destinate a incidere sul futuro del Molise.

Una strategia radicata tra le strade di Isernia

L’incontro si è svolto in un clima di elevata attenzione, confermando come il territorio di Isernia, con le sue piazze storiche come Piazza Celestino V e le sue vie nevralgiche, sia diventato il centro nevralgico di una nuova stagione di attivismo. Il dibattito si è concentrato sulle criticità che investono la regione, dalle infrastrutture alle prospettive occupazionali per i giovani molisani. A guidare i lavori sono stati presenti figure di primo piano dello scacchiere nazionale: il Vice Segretario Nazionale Vicario, Gianluca Quadrini, il Coordinatore Nazionale, Diego Sardellitti, insieme al Responsabile Nazionale per l’Istruzione e Formazione, Giancarlo Baglione, e al Responsabile Nazionale per la Transizione Ecologica, Davide Frecentese. A fare gli onori di casa, in rappresentanza della struttura locale, il Coordinatore Regionale per il Molise, Gaetano Marcello.

La scelta di Isernia non è stata casuale. Il movimento ha inteso sottolineare, attraverso questa presenza fisica, la volontà di dialogare con la provincia di Isernia e il vicino territorio di Campobasso, in una regione che necessita di risposte immediate per contrastare lo spopolamento e favorire il rilancio economico. La crescita di consensi registrata in questi mesi non riguarda solo i centri maggiori, ma si sta estendendo in modo capillare lungo i comuni della provincia, intercettando professionisti, amministratori locali e cittadini stanchi delle vecchie logiche partitiche.

Il legame con i fondatori e la costruzione dell’agenda politica

Il Vice Segretario Nazionale Vicario, Gianluca Quadrini, ha voluto sottolineare con forza quanto il successo del movimento sul territorio molisano sia debitore della visione dei vertici nazionali. «Il Molise è uno snodo fondamentale per la crescita del nostro progetto su scala nazionale», ha dichiarato Quadrini al termine del confronto. «Il radicamento che stiamo osservando non è il caso, ma l’esito di una semina avviata dai nostri fondatori. Il merito va attribuito in primis al Presidente del partito, Mirko Greco, e al Segretario Nazionale, Giuseppe Basile. Sono stati loro a intuire, prima di chiunque altro, la necessità di dare vita a questa realtà politica, infondendo in noi il coraggio di scommettere su un progetto che mette al centro le esigenze reali dei territori».

Il concetto di “prossimità” è apparso come la parola chiave di questa giornata. Non più una politica calata dall’alto, ma una struttura che si organizza partendo dalle necessità dei singoli comuni molisani, analizzando le dinamiche della transizione ecologica in una terra a forte vocazione agricola e ambientale, e ponendo l’accento sulla formazione professionale come strumento di riscatto sociale.

Il Coordinatore Regionale, Gaetano Marcello, ha ribadito l’entusiasmo della base: «La riunione odierna a Isernia è soltanto l’inizio. Stiamo costruendo una rete solida che attraversa tutto il Molise, con il sostegno costante del Presidente Greco e del Segretario Basile, che rappresentano il motore imprescindibile del nostro impegno. Siamo pronti a confrontarci con gli elettori nei prossimi appuntamenti elettorali, forti di una visione chiara e di una struttura organizzativa che, a differenza del passato, vuole essere presente ogni giorno tra la gente».

Nei prossimi giorni il movimento ha già pianificato un calendario di incontri pubblici che toccheranno i principali centri della regione. Saranno occasioni di ascolto e condivisione programmatica per illustrare in modo minuzioso le proposte di Evoluzione e Libertà. L’obiettivo dichiarato resta quello di trasformare il consenso, oggi in netta ascesa, in un programma di governo capace di invertire la rotta di una regione che cerca da tempo un nuovo protagonismo nello scenario nazionale e nel contesto del Centro-Sud Italia.

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