Cronaca
PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO – UN LUPO E DUE VOLPI TROVATE MORTE
Redazione- Il silenzio millenario dei boschi del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM) è oggi rotto da un grido d’allarme che risuona lugubre tra le valli. Quella che era iniziata come una preoccupante serie di ritrovamenti si è trasformata, settimana dopo settimana, in una vera e propria mattanza. L’ultimo bilancio è drammatico: alla lista dei diciotto lupi trovati morti di recente, si aggiungono oggi un altro esemplare di un lupo e due volpi rinvenuti senza vita in un territorio che dovrebbe essere il loro santuario inviolabile.
Non si tratta di una selezione naturale crudele o di un’epidemia improvvisa. Dietro la morte dei primi 18 esemplari c’è la mano dell’uomo, armata di un’arma subdola e invisibile: il veleno. Le analisi condotte da Giampiero Scortichini dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise di Teramo non lasciano spazio a dubbi. I campioni prelevati dalle carcasse hanno confermato l’uso di esche farcite con pesticidi letali, sostanze che trasformano un boccone di carne in una condanna a morte rapida e atroce.
Per gli ultimi tre ritrovamenti – il lupo e le due volpi – la procedura scientifica è già stata avviata. Saranno le autopsie a confermare se la matrice sia la stessa, ma il sospetto degli inquirenti e dei guardiaparco è quasi una certezza: la strage continua, alimentata da un odio ancestrale o da interessi criminali legati alla gestione del territorio.
La Procura di Sulmona ha aperto un fascicolo per fare luce su quello che i vertici del Parco non esitano a definire un “eccidio”. Gli investigatori stanno cercando di mappare le zone dei ritrovamenti per individuare i responsabili, ma la vastità dell’area e la facilità con cui queste esche possono essere disseminate rendono le indagini complesse. Si scava nel mondo del bracconaggio, ma anche tra i conflitti mai del tutto risolti tra la fauna selvatica e alcune frange del mondo pastorale o venatorio.
Di fronte a questa emergenza, la frustrazione dei vertici del Parco è palpabile. Luciano Sammarone, Direttore del PNALM, ha rilasciato dichiarazioni forti ai microfoni di Kodami, chiedendo un cambio di passo radicale nella normativa. Non bastano più le denunce contro ignoti; serve un sistema di deterrenza che colpisca nel profondo chi beneficia della morte di questi predatori.
“Serve la deterrenza”, ha tuonato Sammarone. “Quando si verifica un incendio boschivo, le zone percorse dal fuoco vengono interdette per cinque anni a ogni tipo di attività. Nelle zone in cui succede questo scempio, si dovrebbe applicare lo stesso principio: impedire la caccia, il pascolo e qualsiasi altra attività antropica per un lungo periodo”.
L’idea è semplice quanto rivoluzionaria: se l’area dove viene sparso il veleno diventa “inutile” per chi ha interesse a liberarla dai lupi, il movente del crimine verrebbe meno. Al momento, invece, chi compie questi atti gode di una libertà di movimento pressoché totale. “Senza misure restrittive”, conclude il Direttore, “le persone avranno sempre troppe possibilità di muoversi nell’ombra e resteranno impunite”.
Il lupo appenninico è il simbolo della biodiversità italiana, un predatore fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi. Ogni esemplare ucciso non è solo una perdita biologica, ma una ferita al cuore dell’identità naturalistica del Paese. Mentre le carcasse vengono analizzate nei laboratori di Teramo, il Parco Nazionale d’Abruzzo si trova a un bivio: restare a guardare la fine di un’icona o trasformare questa tragedia nell’occasione per imporre leggi più severe a protezione della vita selvatica.
La caccia ai colpevoli è aperta, ma la sensazione è che, senza una risposta istituzionale ferma, il veleno continuerà a scorrere tra le radici dei faggi secolari, spegnendo uno a uno i predatori che rendono queste montagne uniche al mondo.
Cronaca
Borgorose, esplosione alla Vdf Fireworks: c’è un indagato in Procura per la morte di madre e figlio
🚨 SVOLTA NELLE INDAGINI SULLA TRAGEDIA DI BORGOROSE: C’È UN INDAGATO! A poche ore dalla drammatica esplosione che ha raso al suolo un magazzino della Vdf Fireworks (ex Mattei) a Torano, provocando la morte di Simone Colle (30 anni) e della madre Teresa Tozzi (60 anni) di Avezzano, la Procura di Rieti ha iscritto la prima persona nel registro degli indagati per omicidio colposo plurimo. Un dramma nel dramma per la famiglia Colle, già colpita dalla perdita di altre tre persone nello stesso sito nel 2023. Tutti i dettagli 👇#borgorose #esplosione #vdeffireworks #pirotecnicamattei #simonecolle #teresatozzi #avezzano #cronacanera #rieti #indagini #pagineutili
I tre forti boati uditi nella frazione di Torano e il crollo strutturale del magazzino delle polveri piriche
Il tragico destino della famiglia Colle di Avezzano e il precedente incidente del duemila ventitré
I sigilli giudiziari allo stabilimento di Torano
Cronaca
Tragedia a Borgorose, esplode la polveriera pirotecnica a Sant’Anatolia: morti madre e figlio di Avezzano
🚨 IMMANE TRAGEDIA A BORGOROSE! Esplode la fabbrica di fuochi d’artificio a Sant’Anatolia: morti madre e figlio di Avezzano, Simone Colle (30 anni) e Teresa Tozzi (60 anni). Erano parenti delle tre vittime che persero la vita nello stesso sito nel 2023. Sul posto il Procuratore Capo di Rieti Paolo Auriemma per avviare le indagini. Sotto shock l’intera Marsica. Tutti gli aggiornamenti nell’articolo.#borgorose #rieti #avezzano #pirotecnicamattei #esplosione #cronacanera #marsica #sicurezzalavoro #tragedia #pagineutili
Le tre forti esplosioni nella fabbrica di fuochi d’artificio e il sopralluogo del procuratore capo di Rieti Paolo Auriemma
Il legame con il drammatico incidente del duemila ventitré e il patteggiamento dei titolari Mattei
I focolai della sicurezza sul lavoro e la pubblicazione immediata nella bacheca del giornale
Cronaca
Esplosione in una fabbrica di fuochi a Sant’Anatolia di Borgorose: due vittime, indagini in corso
🖤 Tragedia a Sant’Anatolia di Borgorose: due vittime nella tripla esplosione in una fabbrica di fuochi d’artificio. In corso le indagini per accertare cause e dinamiche, area messa in sicurezza da vigili del fuoco e forze dell’ordine. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇
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Borgorose (Rieti) – Due persone hanno perso la vita a seguito di una tripla esplosione avvenuta questa mattina nell’area di una fabbrica di fuochi d’artificio a Sant’Anatolia di Borgorose, tra Torano e Sant’Anatolia. Una densa colonna di fumo si è alzata in cielo subito dopo il boato, visibile da grande distanza.
Sul posto sono intervenuti immediatamente i vigili del fuoco, le forze dell’ordine, le ambulanze e l’automedica. I soccorritori hanno lavorato a lungo per domare l’incendio, mettere in sicurezza l’area e verificare l’eventuale presenza di altre persone coinvolte sotto le macerie di una casamatta. La complessità dello scenario e il rischio di nuove deflagrazioni hanno reso le operazioni particolarmente delicate.
Le vittime: madre e figlio
Sono stati identificati i due deceduti: si tratta di Simone Colle, 30 anni, e della madre Teresa Tozzi, 60 anni. La tragedia di oggi riapre una ferita mai rimarginata per la comunità locale: nella stessa zona, tre anni fa, in un altro incidente legato alla lavorazione dei fuochi d’artificio, persero la vita Franco Colle e due suoi figli. Un doloroso filo che lega episodi distinti ma accomunati da dinamiche ad altissimo rischio.
Il sindaco: “Accertare dinamiche e mettere in sicurezza”
Il sindaco di Borgorose Mariano Calisse ha parlato di “un grave incidente” avvenuto nella fabbrica che aveva ripreso le attività dopo la tragedia di qualche anno fa. “Nonostante i controlli delle autorità competenti – ha sottolineato – è accaduto di nuovo. Sono in corso tutte le operazioni possibili per spegnere l’incendio, recuperare le persone coinvolte, mettere in sicurezza il resto della fabbrica e accertare le dinamiche.” Le parole del primo cittadino riflettono lo sconcerto e la necessità di fare piena luce sulle cause, in un comparto che richiede standard di prevenzione e sicurezza particolarmente stringenti.
Le indagini
Le forze dell’ordine hanno delimitato l’area e avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione la sequenza degli eventi. Saranno le indagini tecniche – rilievi, testimonianze, acquisizione di documentazione e procedure interne – a chiarire l’origine delle esplosioni e l’eventuale concatenazione di fattori che ha portato al drammatico esito. In simili contesti, l’attenzione si concentra su protocolli di sicurezza, stoccaggio dei materiali, impianti, manutenzioni e prassi operative.
Comunità sotto choc e cordoglio
La notizia ha scosso profondamente l’intera area del Cicolano e la comunità di Borgorose, già segnata in passato da lutti analoghi. Nelle prossime ore è atteso un aggiornamento ufficiale sulle condizioni dell’impianto, sulla completa messa in sicurezza del sito e su eventuali ulteriori sviluppi delle ricerche.
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