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Cultura

Salone del libro di Torino, debutta l’opera di Danilo Altese: la poesia come cura per l’anima tra ferro e ironia

🚨 NOVITÀ LETTERARIA AL SALONE DI TORINO! Danilo Altese (in arte Habèl Sÿber) presenta il suo nuovo libro “Chiasmi, Cazzeggi e Calembours” edito da Aletti. Un’opera straordinaria che unisce la poesia d’avanguardia alla terapia dell’anima, forte di collaborazioni storiche con Gigi Proietti ed Emma Dante. I dettagli 👇#salonedellibro #torino #daniloaltese #alettieditore #poesia #libri #cultura #pagineutili

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Copertina_Chiasmi, Cazzeggi e Calembours

La nuova pubblicazione letteraria edita nella prestigiosa collana dei diamanti della poesia

Torino – Il panorama della letteratura contemporanea e della saggistica d’avanguardia si arricchisce di una nuova e singolare opera che promette di far discutere critici e appassionati per la sua originale struttura espressiva e la profondità dei temi trattati. Ha fatto il suo debutto ufficiale tra gli spazi espositivi del Salone Internazionale del Libro di Torino la nuova raccolta intitolata Chiasmi, Cazzeggi e Calembours, fatica letteraria data alle stampe dallo scrittore e regista Danilo Altese, noto nel panorama artistico con lo pseudonimo di Habèl Sÿber. Il volume, pubblicato all’interno della rinomata e selettiva collana denominata I Diamanti della Poesia dalla casa editrice Aletti Editore, è già disponibile per il pubblico sia nei canali di distribuzione tradizionali in formato cartaceo sia nella moderna versione digitale e-book per i lettori da mobile.
La tensione lirica più profonda e l’ironia più scanzonata rappresentano il vero cuore pulsante di un’opera che rifiuta le catalogazioni rigide per farsi materia viva di una riflessione che interroga i fondamenti stessi della nostra eredità culturale. Attraverso un uso sapiente e geometrico di figure retoriche classiche, tra le quali spiccano i chiasmi, le anafore e le paronomasie, l’autore, che attualmente vive e opera nella sua città d’origine, Palermo, trasforma l’atto della scrittura in un vero e proprio strumento terapeutico e taumaturgico. Con uno sguardo lucido, disincantato e profondamente analitico sulla società moderna, la parola poetica diventa una chiave di lettura alternativa capace di misurarsi direttamente con l’esperienza concreta e quotidiana dell’esistenza umana.

I linguaggi della retorica e le collaborazioni storiche da Hollywood a Gigi Proietti

L’impianto metodologico del testo viene spiegato direttamente dall’autore, il quale chiarisce come il titolo della crestomazia sia indicativo del proprio modus operandi. La retorica e le sue regole rigide vengono utilizzate come uno strumento di studio fondamentale per l’evoluzione del poetare. Nel libro il chiasmo agisce come figura letteraria portante, alternandosi ai cazzeggi, definiti come i momenti più ironici e leggeri in cui la tensione drammatica del testo si scioglie volutamente in soluzioni scanzonate e pop. Infine, i calembours, ovvero i giochi di parole di derivazione transalpina, diventano un’eccezionale occasione di ricerca linguistica e sperperamento letterario. Ogni singolo atto poetico è strutturato per spingere il fruitore a indagare dentro gli anfratti più nascosti della realtà, traendone nuova linfa vitale.
Il percorso formativo e professionale di Danilo Altese è eclettico e spazia attraverso diverse discipline artistiche, confluendo oggi in una voce letteraria totalmente fuori dagli schemi tradizionali. Dalle aule di cinematografia internazionale fino alle luci di Hollywood, l’autore ha accumulato importanti esperienze sul campo, firmando collaborazioni teatrali di prestigio nella città di Roma al fianco di giganti dello spettacolo del calibro di Gigi Proietti, Pino Quartullo ed Emma Dante. Il suo estro lo ha portato inoltre a cimentarsi con la pittura d’avanguardia a New York e a partecipare alla prestigiosa Biennale d’Arte di Venezia, prima di approdare ai più recenti studi scientifici incentrati sulla fisica quantistica e sul misticismo olistico applicato alle arti visive.

La prefazione del maestro Giuseppe Aletti e il valore curativo dell’espressione artistica

L’adozione dello pseudonimo Habèl Sÿber affonda le sue radici storiche e filosofiche in un vero e proprio rito sciamanico di palingenesi e di totale rigenerazione dell’identità sociale e anagrafica dell’artista. Si tratta di un recupero profondo della dimensione più recondita dell’essere umano legata alla visione della metempsicosi, una concezione filosofica secondo la quale ciò che siamo stati nei secoli passati coesiste indissolubilmente con ciò che siamo oggi e con ciò che saremo nel futuro. Nella prefazione del volume, il maestro Giuseppe Aletti, noto poeta, editore e formatore letterario nazionale, descrive la raccolta come un oggetto volutamente ibrido, un quaderno poetico che alterna con disinvoltura il registro stilistico alto e quello basso, la devozione culturale e il sabotaggio giocoso.
Per l’autore, l’arte in ogni sua possibile declinazione, dalla musica alla cinematografia fino alle molteplici espressioni della prosa, costituisce la sorgente di un costante e vitale confronto intellettuale. La ritualizzazione dell’atto poetico, la sua complessa preparazione tecnica e la realizzazione finale si sono rivelati potenti strumenti per la cura dei mali dell’anima che affliggono le personalità creative più sensibili ed empatiche. Dinanzi alla domanda esistenziale su cosa resti quando la cultura accademica non basta più a dare un senso compiuto alla vita, l’autore risponde indicando la via di un’ultima poesia epifanica e redentrice, l’atto finale di un’entità che da atomo si fa anima visionaria per continuare l’opera della creazione in vista dell’eternità.

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Cultura

Vizzini, inaugurato il progetto Cunziria 4.0 con il ministro Musumeci: venti milioni dal Pnrr per il Metaborgo Verghiano

🚨 TAGLIO DEL NASTRO AL BORGO DELLA CUNZIRIA! Nasce il metaborgo tecnologico da 20 milioni di euro finanziato dal PNRR. Il ministro Musumeci inaugura la rinascita dello storico sito di Giovanni Verga a Vizzini, che diventa un polo culturale internazionale con musei e realtà virtuale. I dettagli 👇#vizzini #cunziria #pnrr #ministerodellacultura #giovanniverga #musei #culturaitaliana #pagineutili

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BORGO DELLA CUNZIRIA

Il taglio del nastro alla presenza delle istituzioni nazionali e la rigenerazione del sito storico

Vizzini – Una profonda operazione di rinascita urbanistica e un ambizioso programma di sviluppo tecnologico si fondono per ridare nuova vita a uno dei luoghi più suggestivi e ricchi di memoria letteraria dell’intero territorio nazionale. Nella giornata di oggi si è svolta la cerimonia ufficiale del taglio del nastro che ha inaugurato il progetto denominato Cunziria 4.0 – Oltre il Borgo, un intervento di riqualificazione straordinaria che si propone come modello pilota per il rilancio delle aree interne del Paese. L’iniziativa ha visto la partecipazione attiva delle massime autorità istituzionali, tra cui il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, il direttore generale dell’unità di missione per l’attuazione del Pnrr del ministero della Cultura Angeloantonio Orlando e il sindaco di Vizzini Salvatore Ferraro, uniti nel celebrare la salvezza di un patrimonio di inestimabile valore etnoantropologico.
Il grande piano di rigenerazione urbana, culturale e sociale ha interessato lo storico borgo artigianale di Vizzini, un’area in cui tra il Settecento e la prima metà del Novecento operava l’antica e laboriosa conceria dedita alla trasformazione delle pelli in cuoio. Il sito custodisce una profonda valenza artistica poiché proprio in questi vicoli il massimo esponente del Verismo letterario italiano, Giovanni Verga, scelse di ambientare capolavori immortali della letteratura mondiale come Cavalleria rusticana e La lupa. Si tratta di novelle immortali che hanno successivamente ispirato importanti e fortunate produzioni teatrali e cinematografiche internazionali, rendendo questi scorci di pietra un simbolo dell’identità culturale del Mezzogiorno nel mondo.

I numeri dello sviluppo turistico e la collaborazione con le università nazionali

Il borgo rinasce ufficialmente dalle sue storiche rovine e dalle antiche stradine, offrendo oggi al pubblico una fitta rete di spazi interamente attrezzati per la formazione accademica, la ricerca scientifica, le grandi esposizioni artistiche e l’accoglienza logistica di artisti e studiosi internazionali. Tutto l’intervento è stato realizzato seguendo i più rigidi criteri della sostenibilità ambientale e della transizione ecologica, prevedendo la posa di impianti fotovoltaici di nuova generazione e una mobilità interna riservata esclusivamente all’utilizzo di mezzi elettrici non inquinanti. Il progetto supera il classico concetto di semplice riqualificazione infrastrutturale per lanciare la visione del metaborgo, una realtà capace di fondere la tradizione materiale con le più moderne tecnologie digitali immersive, ponendosi come attrattore turistico strategico sia a livello regionale sia a livello nazionale.
Le stime ufficiali sullo sviluppo dell’area evidenziano un impatto socioeconomico formidabile sul territorio del Calatino. L’apertura del nuovo polo culturale è stata progettata per garantire ben trecento trenta giorni di operatività annua, durante i quali si prevede di superare la quota di quaranta eventi culturali all’anno. Sul fronte puramente turistico, le proiezioni indicano una stima prudenziale di trenta mila presenze all’anno, con oltre cinquemila pernottamenti stabili e soggiorni plurigiornalieri all’interno delle strutture ricettive del borgo. Sotto il profilo formativo e scientifico, la Cunziria si avvarrà della stretta collaborazione di cinque università a livello nazionale e del coinvolgimento diretto di oltre cento scuole di primo e secondo grado, potendo contare su cinque spazi didattici per seminari periodici, centoventi posti per simposi e due grandi aree museali permanenti.

Il finanziamento europeo del Pnrr e gli spettacoli teatrali all’aria aperta

La rinascita materiale e culturale della Cunziria è stata resa possibile grazie all’inserimento strategico nel finanziamento europeo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, nell’ambito della missione dedicata all’attrattività dei borghi storici italiani disabitati o a rischio abbandono. Su forte impulso della Regione Siciliana, il ministero della Cultura ha destinato venti milioni di euro al comune di Vizzini per sottrarre all’incuria del tempo le vecchie case e le botteghe storiche dei pastori e degli artigiani. Gli interventi di recupero architettonico e di archeologia industriale hanno permesso di ricostruire interamente dodici complessi edilizi, per un totale di quarantotto sale e spazi ipogei recuperati, incluso un antico mulino ad acqua situato a poca distanza dal nucleo centrale, destinato a diventare un laboratorio didattico per la produzione del miele locale.
La comunità cittadina ha partecipato in massa all’evento inaugurale del pomeriggio, visitando le sale espositive dotate di pareti luminose a led e strutture multimediali avanzate studiate per far immergere i visitatori nel racconto della storica lavorazione delle pelli e nella biografia di Giovanni Verga. I festeggiamenti istituzionali si sono conclusi con la messa in scena dello spettacolo teatrale Cavalleria Rusticana, a cura dell’associazione Vizzini Vivente, svoltosi all’interno del borgo stesso, mentre in serata la piazza principale ha ospitato l’opera della Lupa. Il programma culturale proseguirà nella giornata di domani con la rappresentazione intitolata Le Donne della Cavalleria Rusticana, confermando il ruolo del sito come grande officina culturale attiva.

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Cultura

L’Aquila porta il progetto di capitale della cultura 2026 al congresso nazionale della Uil a Padova

📢 L’Aquila si racconta al XIX Congresso nazionale della Uil a Padova: il progetto di Capitale della Cultura 2026 incontra le istanze del mondo del lavoro per costruire il futuro.

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#LAquila2026 #Uil #Lavoro #Cultura

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Pierpaolo Bombardieri

Padova – La cornice del diciannovesimo congresso nazionale della Uil, che si sta tenendo in queste ore nel capoluogo veneto, diventa il palcoscenico ideale per far conoscere al Paese il percorso di rinascita del capoluogo d’Abruzzo. La delegazione istituzionale proveniente da L’Aquila, guidata dall’assessore alle Politiche sociali Manuela Tursini, ha partecipato alla seconda giornata dei lavori sindacali, portando con sé il messaggio di resilienza e innovazione insito nel titolo di Capitale italiana della Cultura 2026. L’iniziativa, voluta fortemente dalla Uil Abruzzo, mira a creare un ponte tra le istanze del mondo del lavoro e le linee guida che hanno permesso alla città colpita dal sisma del 2009 di tornare a essere un punto di riferimento nazionale.

La cultura come volano per la ricostruzione sociale

L’intervento dell’assessore Tursini, in rappresentanza del sindaco Pierluigi Biondi, ha messo in luce la particolare declinazione che la cultura assume nel contesto aquilano. Non si tratta solo di esposizioni o eventi, ma di un progetto di comunità che ha saputo ripartire dalle macerie per ricostruire un’identità collettiva. Il lavoro è stato indicato come lo strumento primario di questa trasformazione, capace di coniugare il ripristino fisico della città – dai restauri dei monumenti del centro storico, come la Basilica di Santa Maria di Collemaggio o le vie attorno a Piazza Duomo, fino alla riqualificazione delle aree periferiche – con la necessità di mantenere salde le radici del capitale umano.

Secondo l’amministrazione, il modello aquilano può essere esportato come esempio virtuoso: una fusione tra coesione sociale, recupero del patrimonio storico-architettonico e sviluppo economico sostenibile. L’obiettivo è quello di mostrare come la valorizzazione del territorio passi inseparabilmente attraverso il sostegno a chi, in questi anni difficili, ha mantenuto vivo il tessuto imprenditoriale locale.

Il mondo del lavoro al centro del confronto nazionale

Il congresso di Padova non è solo una vetrina per le eccellenze regionali, ma resta il momento più alto di analisi sulle criticità che attanagliano il settore occupazionale italiano. Con sessantotto delegati abruzzesi impegnati attivamente nelle sessioni di discussione, le priorità restano quelle di sempre, ma con una veste di urgenza rinnovata. Sul tavolo dei lavori, guidati dal segretario generale Pierpaolo Bombardieri, si discute apertamente di rinnovi contrattuali, contrasto ai contratti cosiddetti “pirata” e necessità di garantire stabilità ai giovani che entrano nel mercato del lavoro.

Le proposte avanzate dai rappresentanti sindacali puntano dritto al portafoglio dei cittadini: la richiesta di una riduzione drastica della pressione fiscale su lavoratori dipendenti e pensionati è il punto centrale del dibattito, insieme alla detassazione degli aumenti contrattuali. L’idea è restituire potere d’acquisto per rispondere a una crisi economica che colpisce duramente le famiglie, specialmente in regioni come l’Abruzzo, dove la ripresa è ancora legata a doppio filo ai cantieri della ricostruzione e a un terziario che ha subito duramente gli anni della pandemia.

Verso un nuovo patto per l’occupazione

Il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, è intervenuto in modo netto sul significato profondo della retribuzione. Durante il suo discorso, ha ribadito che il salario non deve essere considerato un mero costo, ma il riconoscimento della dignità umana. In questo senso, la visione della sigla sindacale si sposta verso una riforma strutturale delle relazioni industriali. Si è parlato dell’importanza dell’articolo 39 della Costituzione, un obiettivo di lungo periodo che mira a garantire maggiore trasparenza e rappresentanza a chi opera nel mondo del lavoro.

Il congresso, che si chiuderà nelle prossime ore con l’elezione della rinnovata segreteria nazionale, segna un passaggio di testimone verso il futuro. L’integrazione tra la visione culturale portata dagli amministratori aquilani e le battaglie sindacali traccia una strada in cui il lavoro, la dignità della persona e il radicamento territoriale diventano i pilastri su cui poggia l’Italia del domani. La partecipazione abruzzese, immersa nel contesto padovano, conferma la volontà di non restare isolati, ma di integrare ogni singola realtà locale nel mosaico più ampio della nazione che guarda al 2026 come anno di rilancio strategico.

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Eventi

Estate Romana 2026, fino al 16 luglio Roma diventa un grande palcoscenico tra teatro, musica, cinema e laboratori

🌆 Roma entra nel vivo dell’Estate Romana con teatro, concerti, cinema all’aperto, laboratori e mostre in tutta la città: da Ostia al Circo Massimo, da Massenzio a Corviale, la Capitale diventa un grande palcoscenico diffuso. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#EstateRomana #Roma #Cultura #EventiRoma

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Roma Dal centro storico a Ostia, passando per Tor Bella Monaca, Testaccio, il Circo Massimo, il Parco degli Acquedotti e il Parco delle Valli, l’Estate Romana entra nel vivo e trasforma la Capitale in un grande spazio culturale diffuso. Fino al 16 luglio, e in molti casi ben oltre, la città propone un fitto calendario di appuntamenti tra teatro, musica, cinema, arte, incontri, laboratori e attività per bambini, costruito per raggiungere pubblici diversi e animare quartieri molto lontani tra loro.

Il programma è promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale e si inserisce in una visione ormai chiara della politica culturale cittadina: unire le produzioni delle grandi istituzioni con l’energia delle realtà associative e dei progetti territoriali, dando continuità a un’offerta capillare anche grazie al bando biennale Roma Creativa 365 – Cultura tutto l’anno. Ne nasce un mosaico di eventi che prova a fare della cultura un’esperienza accessibile, inclusiva e distribuita, capace di parlare tanto al turista quanto a chi vive ogni giorno i quartieri.

Teatro sotto le stelle, da Ostia a Tor Bella Monaca fino all’India

Tra i filoni più ricchi dell’Estate Romana c’è quello teatrale. A Ostia, dal 3 al 26 luglio, torna Teatri d’Arrembaggio – Piraterie, InCanti e Castelli di Sabbia, festival multidisciplinare ospitato dal Teatro del Lido e firmato dall’associazione culturale Valdrada. Il cartellone alterna comicità, teatro per adulti, spettacoli per famiglie e laboratori pomeridiani, con nomi come Daniele Parisi, Chiara Becchimanzi, le Karma B, Simonetta Musitano e Roberto Anglisani, oltre a proposte dedicate ai più piccoli come Granny e il Lupo e attività di benessere come Il Cerchio dei Piccoli Yogi.

A Tor Bella Monaca, l’arena estiva del teatro comunale ospita il 3 luglio la seconda e ultima replica di La Colomba e l’Elefante – una visita a casa di Frida Kahlo e Diego Rivera, spettacolo in anteprima nazionale con Debora Caprioglio e Roberto D’Alessandro, ambientato nella Casa Azul di Coyoacán. Il tema del confronto artistico e politico attraversa anche il Teatro Ostia Antica Festival, dove il 4 e 5 luglio debutta in prima nazionale una nuova Lysistrata di Aristofane, adattata e diretta da Asterios Peltekis, con il Teatro Nazionale della Grecia del Nord.

Più avanti, dal 14 al 31 luglio, gli spazi esterni del Teatro India ospiteranno India Città Aperta, festival multidisciplinare realizzato dalla Fondazione Teatro di Roma con Dominio Pubblico ETS: teatro, musica, danza, arti visive, libri e performance in un presidio culturale aperto lungo il Tevere.

Musica ovunque, dal Circo Massimo a Massenzio fino al jazz e all’impegno civile

Sul fronte musicale, uno dei poli più forti resta il Circo Massimo, dove il Teatro dell’Opera di Roma prosegue la sua stagione estiva. Il 3 e 4 luglio è in programma il film-concerto Il Gladiatore, con proiezione integrale del film di Ridley Scott accompagnata dal vivo dall’Orchestra e dal Coro dell’Opera diretti da Ludwig Wicki, con la voce di Lisa Gerrard. Il 14 luglio spazio invece alla grande danza internazionale con Roberto Bolle and Friends, uno degli appuntamenti più attesi dell’intera estate romana.

Alla Casa del Jazz prosegue fino al 2 agosto la trentaseiesima edizione de I Concerti nel Parco, rassegna che mescola generi e linguaggi. Nei prossimi giorni arriveranno il Gabriele Coen Quartet con Giancarlo De Cataldo, Stefano Massini, il chitarrista brasiliano Yamandu Costa, Agnese Valle con l’Orchestra Papillon e Monica Guerritore con Giovanni Nuti in uno spettacolo dedicato ad Alda Merini.

Dopo 47 anni, la stagione estiva dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia torna invece alla Basilica di Massenzio, dove il 4 luglio andranno in scena Le Quattro Stagioni Hip-Hop, incontro tra la street dance della Compagnie Käfig e Vivaldi. Il 9 luglio salirà sul podio Alexandre Desplat, che dirigerà le sue celebri colonne sonore, mentre il 15 luglio sarà la volta del Verdi Gala.

Un’altra linea importante è quella dell’impegno civile. Il 5 luglio, all’Arena Rino Gaetano nel Parco delle Valli, debutta Roma s’impegna, serata gratuita con raccolta fondi per Emergency a sostegno delle attività mediche nella Striscia di Gaza. Sul palco ci saranno Orchestraccia, Kento, Fuzzten e altri artisti, tra talk, testimonianze e musica.

Cinema diffuso, laboratori e attività per bambini

L’Estate Romana investe molto anche sul cinema all’aperto. Con Vivi il Cinema!, la Fondazione Cinema per Roma porta fino al 31 luglio sessanta proiezioni gratuite in quattro arene: Parco degli Acquedotti, Corviale, Santa Maria della Pietà e Tor Marancia. In programma titoli come La ciociara, Frankenstein Junior, Il tempo che ci vuole, Mr. Nobody Against Putin, Il gattopardo e Felicità, spesso accompagnati da registi, attori o ospiti speciali.

Accanto agli spettacoli, l’estate culturale romana si muove anche sul terreno della formazione e della partecipazione. Al Mattatoio di Testaccio e alla Real Academia de España en Roma prosegue Estetica del Riuso, progetto su architettura, materiali di scarto e sostenibilità, tra workshop e conferenze. Le Biblioteche di Roma propongono letture, giochi e laboratori dedicati a bambine e bambini: dalla Biblioteca Elsa Morante alla Laurentina, fino alla Joyce Lussu, con appuntamenti che intrecciano lettura, ambiente, fantasia e gioco collaborativo.

Arte, visite guidate e il patrimonio come esperienza attiva

Anche il sistema museale cittadino entra nel calendario con iniziative mirate. La Sovrintendenza Capitolina propone il 9 luglio una visita guidata ai mosaici romani della Centrale Montemartini, mentre il 10 luglio si potrà visitare la mostra Constantin Brâncuși. Le origini dell’Infinito ai Mercati di Traiano e partecipare al racconto diretto della fotografa Matilde Damele al Museo di Roma in Trastevere.

Per tutto il mese continua inoltre la Circo Maximo Experience, visita immersiva in realtà aumentata e virtuale che ricostruisce le diverse fasi storiche del più grande edificio per spettacoli dell’antichità. È uno degli esempi più evidenti di come il patrimonio possa essere restituito non solo come luogo da osservare, ma come esperienza da attraversare.

L’Estate Romana 2026, insomma, conferma la volontà di fare della cultura una presenza costante e distribuita, capace di tenere insieme grandi istituzioni, territori e pubblici differenti. Non un solo festival, ma una costellazione di appuntamenti che prova a dare forma a una città viva anche di sera, e non soltanto nei suoi luoghi più centrali.

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