Spettacolo
MANDALA DANCE COMPANY: LA STAGIONE 2026 CONTINUA CON LA TOURNÉE NAZIONALE DI BALANCIER
Redazione- Dopo l’avvio della nuova stagione artistica 2026 in Friuli, Puglia e Abruzzo, Mandala Dance Company – diretta dalla coreografa Paola Sorressa – nel mese di aprile sarà impegnata nella tournée nazionale di Balancier. Lo spettacolo rappresenta oggi uno dei nuclei centrali della ricerca artistica della compagnia, in attesa dei debutti delle nuove creazioni che segneranno il 2026.
Un lavoro che sintetizza con rigore e maturità la visione coreografica di Paola Sorressa. La produzione affronta il tema dell’equilibrio – statico e dinamico – come condizione esistenziale prima ancora che fisica. Il corpo diventa luogo di tensione e di ascolto, attraversato da forze opposte che convivono e si trasformano in movimento. In questa riflessione si colloca il cuore concettuale di Balancier: una coreografia che mette in scena l’oscillazione tra opposti – peso e leggerezza, immobilità e slancio, tensione e abbandono – trasformando la fragilità in materia scenica e il disequilibrio in possibilità poetica. Elemento centrale della drammaturgia visiva è la presenza in scena dell’opera dello scultore Fiorenzo Zaffina, che dialoga con il corpo danzante in una relazione costante tra materia e movimento.
Nel mese di aprile Balancier sarà protagonista di una tournée nazionale che attraverserà diversi contesti culturali italiani, confermando la vocazione itinerante e il dialogo diretto della compagnia con pubblici e territori differenti. Lo spettacolo verrà presentato nella serata di sabato 11 aprile 2026, nell’ambito della XI edizione della Dance Twinning Week Italy/U.S.A., in programma dal 7 all’11 aprile 2026 presso lo Spazio Agorà di Ladispoli (Roma), dove si terrà un articolato programma di lezioni, masterclass e workshop/audizione dedicato ai giovani danzatori e agli studenti di danza contemporanea e classica. Il progetto formativo sarà curato da tre importanti figure del panorama internazionale della danza: Victor Alexander, del Ruth Page Center for the Arts di Chicago (U.S.A.), Erwann Strauss e Paola Sorressa. Il programma comprenderà lezioni di tecnica contemporanea, balletto, floor work, contact e laboratorio coreografico, offrendo ai partecipanti un’importante occasione di studio e confronto con il contesto coreutico internazionale.
Una settimana più tardi la tournée proseguirà in Sardegna. Sabato 18 aprile 2026 lo spettacolo sarà ospite della rassegna Primavera a Teatro a Sassari, negli spazi del Palazzo di Città, con inizio alle ore 20.30. Il giorno successivo, domenica 19 aprile 2026, la compagnia tornerà ancora nella stessa città per un secondo appuntamento: alle ore 17.00 Balancier sarà presentato al Palaserradimigni in occasione di un evento speciale collegato alla Dinamo Sassari.
La tournée farà quindi tappa a Roma il 22 aprile in occasione di Etrurban al Teatro, al Teatro dell’Ascolto (ore 11.00), prima di concludere il percorso a Cagliari giovedì 30 aprile, ospite del Festival Corfuentes, al Teatro delle Saline (Piazzetta Billy Sechi 3/4, ore 21.00), data organizzata da Asmed – Balletto di Sardegna, Centro di Rilevante Interesse Nazionale per la Danza (CRID).
Con Balancier, Mandala Dance Company conferma una ricerca artistica coerente e riconoscibile, capace di coniugare rigore tecnico e tensione poetica, mantenendo uno sguardo critico e sensibile sul corpo contemporaneo e sulle sue contraddizioni. Il ritorno dello spettacolo segna così uno dei momenti centrali della stagione 2026 che si annuncia come un nuovo capitolo nella traiettoria della compagnia, sempre più orientata verso una scrittura coreografica essenziale, fisica e profondamente evocativa.
Per ulteriori informazioni: www.mandaladancecompany.com
Rimani sempre aggiornato!
Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.
⭐ Seguici su GoogleSpettacolo
L’urlo dei filosofi del garage che sfida l’omologazione sociale: i tuttotace pubblicano “Periferie 1”, l’EP-manifesto che scava sotto la nostra coscienza
La filosofia sposa il rock e la verità dei sentimenti si prende il presente! 🎸🎓 Da venerdì 11 settembre è fuori su tutte le piattaforme digitali “Periferie 1”, lo straordinario ed eterogeneo EP di debutto dei tuttotace (distribuito da ADA Music Italy). Cinque tracce viscerali nate in un garage tra libri di filosofia, chitarre shoegaze e ritmi progressive per raccontare una presa di coscienza contro l’omologazione della società moderna. Una scelta controcorrente e coraggiosa che vi colpirà dritto allo stomaco. Scoprite la tracklist completa e la bellissima storia della band nell’articolo! 👇❤️✨
Roma – Ci sono dischi che non nascono per inseguire le tendenze passeggere dettate dagli algoritmi delle piattaforme digitali o per riempire di vuota retorica i palinsesti radiofonici, ma che erompono nella scena musicale come un vero e proprio atto di ribellione intellettuale, un taccuino di appunti intimi necessari per comprendere chi siamo. La musica, quando torna a riappropriarsi della sua funzione filosofica e terapeutica, diventa l’unico specchio trasparente capace di mostrarci le nostre nevrosi e i condizionamenti invisibili che guidano le scelte di ogni giorno. Da venerdì 11 settembre 2026, questo affascinante viaggio antropologico si trasforma in realtà acustica. Debutta infatti su tutte le piattaforme di streaming “Periferie 1”, il primo e attesissimo EP dei tuttotace, rilasciato per l’etichetta Red&Blue Music Relations e distribuito capillarmente da ADA Music Italy. Un’opera densa, stratificata e ricca di contrasti, concepita per chiunque senta il bisogno di verbalizzare ciò che nel quotidiano non si riesce a dire.
I tuttotace sono un collettivo unico nel panorama indipendente italiano, un quartetto nato nel 2019 dall’incontro fortuito tra Massimo Rusi (voce e chitarra) e Riccardo Quell de Riso Paparo (batteria), all’epoca studenti di filosofia all’Università di Roma. L’ingresso successivo di Federico Bentivoglio (basso e cori) e Andrea El Khaloufi (chitarra e cori), conosciuti tra le aule della facoltà, ha trasformato definitivamente il garage in cui si “giocava” con gli strumenti in una vera e propria officina di composizione e improvvisazione. Nel corso di cinque anni di prove ininterrotte, lottando con il tempo sottratto al lavoro quotidiano, la band ha edificato un’identità solida e totalizzante, registrando nell’estate 2025 l’album d’esordio “un’altra grande città” e stringendo un sodalizio artistico fraterno che oggi si espone senza filtri protettivi.
Dall’emo d’oltreoceano al post-rock: la materia sonora di quattro polistrumentisti
La vera e straordinaria unicità di “Periferie 1” risiede nella sua architettura sonora, un ordito perfetto in cui convergono le influenze — apparentemente incompatibili — dei quattro membri, tutti eclettici polistrumentisti. Massimo suona la chitarra fingerpicking con la purezza del country folk alla Bill Monroe, fondendolo all’emo intimista dei Pinegrove, agli intrecci dei Genesis e alla profondità cantautorale di De André e De Gregori. Riccardo risponde con una batteria tecnica, geometrica ma profondamente emotiva, ispirata alle bacchette di Carter Beauford e Vinnie Colaiuta, tanto da spingere i fan a ribattezzare ironicamente il gruppo “Ricky e i tuttotace”. Federico, il “signore dell’armonia”, tesse le trame melodiche guardando ai Beatles, agli Arctic Monkeys e ai Verdena, mentre Andrea spezza la linearità del pop iniettando nel sound la furia metal di Metallica e Tool, sfumata nelle atmosfere dilatate dello shoegaze alla Alcest e del post-rock dei Mogwai.
Il risultato di questa splendida contaminazione è un sound coerente, riconoscibile e viscerale, dove le prime quattro tracce mescolano folk e progressive per dare forma a emozioni intense, vissute come luoghi fisici da abitare e non da fuggire. L’ultima traccia rompe l’equilibrio preesistente, portando alla luce qualcosa che era presente sottotraccia fin dal primo accordo, regalando all’ascoltatore l’impressione di essere giunto a destinazione dopo aver attraversato sentieri periferici e impliciti. I testi e la musica si equivalgono e si confondono, trasformando ogni canzone in una quinta persona virtuale capace di lanciare un urlo liberatorio, come in preda alla gioia o alla sorpresa di essere al mondo.
La scelta controcorrente del gruppo: «Pubblichiamo in ordine cronologico come atto di rispetto»
I brani che compongono la tracklist — a partire dal celebre singolo d’apertura “Signori”, passando per l’intensità di “A cena”, “Forse noi”, “S2/Linea” fino al gran finale di “Questo suono” — sono stati composti tra il 2020 e il 2022. Una scelta di pubblicazione che rappresenta una vera e propria lezione di onestà intellettuale e rigore etico nel mercato discografico contemporaneo. «“Periferie 1” è la prima metà di un lavoro che condensa i nostri primi due anni di vita insieme», spiega calorosamente la band, svelando i retroscena del progetto. «Da allora abbiamo composto altri due album, ma abbiamo fatto la scelta di pubblicare le canzoni in ordine cronologico, senza farci prendere dall’entusiasmo per le novità. È stato un atto di rispetto verso ciò che siamo stati, la testimonianza trasparente di una crescita».
Le canzoni si configurano come una risorsa terapeutica per sconfiggere l’isolamento e il torpore della società moderna, affrontando la consapevolezza più destabilizzante raggiunta dal gruppo durante gli studi. «Le lune teste sono piene di parole già dette, discorsi già fatti e ambizioni altrui», confessano i tuttotace, invitando il pubblico ad abbandonare per un attimo gli schermi digitali degli smartphone per lasciarsi cullare dalle cuffie. «L’unica cosa che ci resta da fare, allora, è partire da questa consapevolezza non per provare a creare un percorso nuovo, ma per interpretare a nostro modo quelli che abbiamo ereditato». Il viaggio dei filosofi del garage è appena cominciato: le prime cinque tracce sono fuori, i videoclip curati dal regista Riccardo Baiocco (della rivista Sentieri Selvaggi) sono pronti a bucare lo schermo, e la seconda tappa del cammino è già cerchiata sul calendario per gennaio 2027 con l’uscita di “Periferie 2”. La spensieratezza e la verità hanno trovato una nuova, intramontabile via d’accesso.
Rimani sempre aggiornato!
Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.
⭐ Seguici su GoogleRimani sempre aggiornato!
Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.
⭐ Seguici su GoogleSpettacolo
Il coraggio e l’ansia di essere noi stessi: i Tidal Waves ci graffiano l’anima col nuovo singolo “Caro Vecchio Neon”, ispirato a David Foster Wallace
Il Coraggio di essere Noi Stessi in un mondo di Apparenze! I TIDAL WAVES ci “graffiano” dritti all’anima col loro potentissimo Nuovo Singolo: “Caro Vecchio Neon”! 🎸 🎶 Ci sono canzonette scritte solo per farci ballare spensierati e ci sono canzoni che sono dei veri e propri “pugni nello stomaco”, capaci di scuoterci fin nel profondo e tirar fuori le nostre paure più nascoste! Questo venerdì 11 Settembre 2026 invaderà letteralmente le nostre radio un brano spaventoso ed emozionante, capace di unire la magia del grande Rock Alternativo alla genialità della Letteratura Americana! Stiamo parlando di “Caro Vecchio Neon”, il clamoroso singolo che fa da apripista al nuovo Album dei grandissimi TIDAL WAVES, celebre e ruvido trio alternative-rock nato a Napoli! Questa canzone (ispirata a un famoso racconto dello scrittore David Foster Wallace) vi farà venire letteralmente i brividi. Sostenuta da una batteria ossessiva e da chitarre cupe e taglienti, il testo parla dell’Ansia feroce della vita moderna, del perenne senso di sentirsi sempre “sbagliati e fuori posto” e dell’ipocrisia dei social. Fino all’urlo potentissimo del ritornello: «Come si fa a resistere all’idea di meritare tutto?». Il messaggio della band è un urlo di ribellione: in un mondo dominato da finta perfezione, dove tutti vogliono avere successo e fama a ogni costo, noi dobbiamo trovare invece il grande Coraggio di rinunciare al “Tutto” e avere la forza di essere semplicemente Noi Stessi! La band partenopea, influenzata dalle orme sacre di gruppi leggendari come Verdena, Afterhours e Nirvana, ha deciso di svoltare radicalmente cantando totalmente in Lingua Italiana, per comunicare in maniera “Carnale e Diretta” col cuore dei propri fan, lasciando intatte nelle canzoni le “imperfezioni” della registrazione in studio! Alzate il volume al massimo della vostra auto! Leggi i dettagli del disco in uscita e la fantastica Biografia della band nel nostro articolo completo! 👇 🎤 Siete anche voi stanchi di ascoltare in radio le solite canzonette commerciali di plastica? Apprezzate ancora il Vero “Rock Alternativo” suonato col cuore, che parla dei nostri veri disagi giovanili? Diteci la vostra opinione musicale nei commenti e CONDIVIDETE per appoggiare la grandissima Musica d’Autore indipendente italiana!
Napoli – Ci sono canzoni nate per farci ballare spensieratamente in spiaggia, e poi ci sono canzoni scritte come se fossero dei veri e propri “pugni nello stomaco”, capaci di scavarci dentro per risvegliare le nostre ansie più nascoste e i nostri dubbi esistenziali.
La grandissima Musica d’Autore, quella vera e ruvida, non è morta affatto. Da venerdì 11 settembre 2026, l’aria delle nostre radio e delle piattaforme di streaming digitale (sotto etichetta Overdub Recordings) verrà letteralmente squarciata e monopolizzata dal graffiante ed emozionante suono di “Caro Vecchio Neon”, l’atteso e nuovissimo singolo dei Tidal Waves. Un brano meraviglioso, che farà da formidabile apripista all’omonimo e attesissimo album della band partenopea di prossima uscita.
Il coraggio di resistere all’idea di “meritare tutto”
L’ispirazione dietro a questo brano rasenta la genialità letteraria. Il titolo, infatti, è un chiarissimo e commosso omaggio al celebre omonimo racconto di David Foster Wallace (tratto dalla magnifica raccolta “Oblio”). Esattamente come il monologo interiore dello scrittore americano, la canzone dei Tidal Waves ci sbatte in faccia in maniera brutale e sincera il senso di “inautenticità” che domina le nostre vite, schiave delle apparenze dei social network.
Il brano viaggia e si arrampica costantemente su un ritmo di batteria ossessivo, teso e sincopato, sorretto da chitarre e sintetizzatori saturi, che crescono e si accumulano in pancia senza mai esplodere del tutto. E quando la tensione sale, arriva l’urlo del ritornello che recita: «Come si fa a resistere all’idea di meritare tutto?». Un interrogativo potente, la cui unica risposta è quella di fuggire dalla dittatura dell’egoismo (quella che ci fa credere che “tutto ciò che conta è solo ciò che è mio”), per rinunciare alla pretesa di essere “onnipotenti” e trovare, finalmente, la nuda e cruda forza di essere semplicemente noi stessi.
Le parole della Band: “Le imperfezioni che ci rendono unici”
Dietro questo piccolo grande capolavoro c’è la fatica fisica ed emotiva della sala d’incisione. «Questo brano rappresenta perfettamente il nucleo del nostro nuovo disco», spiegano con orgoglio i ragazzi della band. «Dentro c’è tutto il nostro modo di scrivere la vita: doppie voci, chitarre sature, tensione ritmica e atmosfere sospese. In studio abbiamo volutamente evitato di rendere il pezzo “troppo ordinato” o piatto. Grazie all’aiuto magistrale di Joey Santoro e Andrea Caccese, abbiamo mantenuto intatte tutte quelle asperità e imperfezioni che per noi erano vitali».
Il mondo sonoro e tematico di “Caro Vecchio Neon” parla a tutti noi senza usare alcun filtro o censura: parla in maniera cruda del peso insopportabile del nostro passato, della perenne e amara sensazione di sentirsi eternamente “fuori posto”, e della fatica di distinguere quello che siamo davvero da quello che la società ci impone di essere.
Dall’Inglese all’Italiano: il nuovo cuore dei Tidal Waves
L’evoluzione dei Tidal Waves (trio Alternative Rock nato a Napoli nel lontano 2016 e formato da Antonio Ricciardi alla voce e chitarra, Francesco Izzo al basso e voce, e Nunzio Garofalo alla batteria dal 2021) è un viaggio emotivo mozzafiato. Il cambio della guardia alla batteria ha segnato per la band l’inizio di una svolta epocale e coraggiosissima: l’abbandono della comoda lingua inglese (utilizzata ai tempi del primo disco “Avalanches”) in favore di una dolorosa e dolcissima scrittura in Lingua Italiana.
Cantare e urlare nella propria lingua madre ha permesso ai tre artisti di abbattere i muri invisibili della traduzione, instaurando un rapporto carnale, intimo e diretto con chi ascolta i loro testi. Influenzati dall’eredità mastodontica di mostri sacri del calibro di Verdena, Afterhours, Marlene Kuntz, Nirvana, Interpol ed Elliott Smith, i Tidal Waves fondono abilmente psichedelia, new wave e atmosfere elettriche. Preparatevi ad abbassare i finestrini della vostra auto e ad alzare il volume radio al massimo: il vero rock alternativo in Italia è tornato per restare, e questa volta parla direttamente alla nostra anima.
Rimani sempre aggiornato!
Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.
⭐ Seguici su GoogleRimani sempre aggiornato!
Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.
⭐ Seguici su GoogleRimani sempre aggiornato!
Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.
⭐ Seguici su GoogleSpettacolo
Il treno per Formia e la geografia dei sentimenti: Titta lancia “A metà strada”, l’inno pop-cantautorale che insegna ad amarsi senza perdersi
Due città diverse, un treno regionale e un tavolino da bar a Formia dove nasce la magia. 🚆❤️ Da venerdì 11 settembre arriva in radio “A metà strada”, lo splendido e intimo nuovo singolo della cantautrice e attrice Titta, distribuito da ADA Music Italy. Un inno pop-cantautorale iper-emotivo dedicato alle relazioni a distanza e ai legami adulti, nato per ricordarci che amare significa andarsi incontro senza mai annullare il proprio mondo. Un brivido di pura verità acustica che vi colpirà dritto al cuore. Scoprite tutta l’incredibile storia e il progetto “Fuori Asse” nell’articolo! 👇✨🎶
Roma – Ci sono canzoni che non nascono tra le mura acustiche e ovattate di uno studio di registrazione, ma che esplodono all’improvviso sui sedili di un treno regionale, tra il rumore dei binari e lo scorrere dei finestrini, nel punto esatto in cui due vite separate cercano un compromesso per potersi abbracciare. Le relazioni in età adulta sono una geografia complessa, fatta di incastri millimetrici, agende sature, chilometri da percorrere e stanchezze quotidiane da arginare. Da venerdì 11 settembre 2026, questo straordinario e delicatissimo spaccato esistenziale si trasforma in una colonna sonora avvolgente. Entra infatti in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme digitali di streaming “A metà strada”, il travolgente e intimo nuovo singolo della cantautrice e attrice romana Titta, rilasciato per l’etichetta Red&Blue Music Relations e distribuito capillarmente da ADA Music Italy.
Il brano si presenta come il perfetto e attesissimo seguito ideale di “Right Here Right Now”, aprendo ufficialmente la stagione invernale con un sound pop cantautorale, contemporaneo e iper-emotivo. Titta fotografa senza filtri o idealizzazioni romantiche il dramma e la poesia dei legami a distanza, concentrandosi su quella condizione sospesa in cui due persone continuano a scegliersi consapevolmente pur abitando mondi e città differenti. La “metà strada” del titolo diventa così il manifesto filosofico ed etico di un amore o di un’amicizia matura: quel perimetro condiviso in cui nessuno dei due è costretto ad annullare o sacrificare interamente la propria indipendenza per raggiungere l’altro, ma dove entrambi accettano di camminare l’uno verso l’orizzonte dell’altro.
Dalla stazione di Formia alla poesia del quotidiano: la genesi acustica del brano
La storia che ha portato alla nascita di questa traccia possiede la freschezza e la verità delle cose vissute sulla pelle, un aneddoto puro che l’artista condivide con spavalda sincerità. «A metà strada è nata, letteralmente, a metà strada», rivela Titta, svelando i retroscena di un lunedì pomeriggio che ha cambiato la sua rotta creativa. «Io vivo a Roma e la mia amica Laura vive e lavora a Napoli: due vite adulte, piene di impegni, ritmi diversi. Un giorno abbiamo deciso di cercare un punto intermedio tra noi e, seguendo le fermate del treno regionale, siamo finite a Formia. È lì, al tavolino di un bar, che è nata la canzone. Laura mi ha guardato e ha detto: ‘Dovresti scriverci un pezzo’. Ci siamo rese conto che quel luogo raccontava qualcosa di molto più grande di noi».
Nelle amicizie e negli amori adulti, ricorda la cantautrice, non può esserci sempre un solo individuo a percorrere l’intera distanza, investendo tempo, costi ed energie emotive mentre l’altro resta immobile ad attendere. Il brano si trasforma così in una risorsa terapeutica per l’anima del pubblico, un promemoria essenziale che insegna l’arte dell’andare incontro ai bisogni altrui senza smarrire se stessi. Una danza simmetrica e trasparente, dove non serve necessariamente incontrarsi sempre al centro esatto della terraferma, ma continuare a muoversi con empatia e rispetto reciproco per edificare un equilibrio che faccia sentire protetti entrambi.
Dalla Camera dei Deputati allo psycho-punk: il profilo di un’artista totale
L’assoluta solidità strutturale e narrativa di Titta affonda le radici in un percorso multidisciplinare straordinario, che la vede muoversi con disarmante naturalezza tra la recitazione teatrale, il songwriting e l’alta formazione. Oltre a calcare i palchi, l’artista ha approfondito con rigore gli studi nelle artiterapie espressive, portando la propria competenza scientifica fino alla Camera dei Deputati, dove ha partecipato più volte in veste di relatrice ufficiale con speech applauditissimi dedicati proprio al potere medico e curativo dell’arte sulla salute mentale. Una cura per le fragilità umane che oggi Titta continua ad affinare studiando per il conseguimento del Diploma in Canto Moderno, unendo l’istinto alla tecnica più pura.
Il suo sound originale, ricco di contrasti e venato di ironia, rabbia e introspezione, risente di influenze eterogenee che spaziano dal teatro-canzone di stampo classico alle suggestioni del musical anglo-americano, come già dimostrato nelle fortunate tracce precedenti “Ostaggi”, “Mimma” e “Perfetta”. Questo nuovo singolo si inserisce nel più ampio e monumentale progetto artistico battezzato “FUORI ASSE – carta celeste per stelle inclinate”, inaugurato a giugno 2026 con lo straziante brano “Cronika” — accompagnato da un videoclip elegante e disturbante con l’estetica psycho-punk firmata da Armando Di Lillo e la coreografia contemporanea di Anna Bucci. Con “A metà strada”, Titta dimostra che la vulnerabilità non è una debolezza da nascondere dietro uno schermo digitale, ma l’unica vera forza capace di rimetterci al mondo, una fermata del treno alla volta.
Rimani sempre aggiornato!
Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.
⭐ Seguici su GoogleRimani sempre aggiornato!
Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.
⭐ Seguici su GoogleRimani sempre aggiornato!
Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.
⭐ Seguici su GoogleRimani sempre aggiornato!
Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.
⭐ Seguici su Google-
Cultura6 giorni fa
“La Poesia è l’ancora a cui aggrapparsi”: il viaggio emozionante nell’anima di Anna Maria Antonietta Sarra con “Le Poesiole”
-
Piana del Cavaliere2 giorni fa
Faccia a faccia con il lupo a Civita di Oricola: l’esemplare avvistato nel buio tra le case a caccia di cibo. Il video fa il giro del web
-
Eventi1 giorno fa
Il miracolo del dono illumina il Campidoglio, il trionfo del corto “Futura”: Claudio David modera il convegno che unisce cinema e medicina prima del premio a Venezia
-
Territorio6 giorni fa
Tagliacozzo – Conclusi gli interventi PNRR per varie riqualificazioni
-
Pizzica Live7 giorni fa
Grottaferrata – alla grande rievocazione storica suona la pizzica con gli Erresei
-
Cultura4 giorni fa
La voce immortale di Gabriele Galloni rinasce a Montignoso: il trionfo dell’anima e della Poesia nella magnifica Villa Schiff Giorgini
-
Piana del Cavaliere3 giorni fa
Il Giro d’Abruzzo accende Carsoli: i campioni sfrecciano in città. Tutto quello che devi sapere su strade chiuse, orari e divieti di sosta
-
Cronaca19 ore fa
Lupi tra le case di Noicàttaro: l’Associazione per la Tutela Rurale denuncia il flop della task force. “Bambini in pericolo e soccorsi in ritardo”
