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Politica

Abruzzo, bufera sulla riclassificazione dei comuni montani: la dura protesta di Angelo Radica di Ali

🚨 TAGLI AI COMUNI MONTANI: L’ABRUZZO SUL PIEDE DI GUERRA! Pubblicato il DPCM che cancella lo status di “comune montano” per decine di borghi. Durissimo il presidente di ALI Abruzzo Angelo Radica: “Scelta miope e irrispettosa”. Il direttore Alessandro Paglia lancia l’allarme per i servizi essenziali: “Scuole e sanità a forte rischio nelle aree interne”. La mobilitazione parte il 10 luglio dal meeting nazionale. I dettagli 👇#comunimontani #aliabruzzo #angelaradica #alessandropaglia #tagli #areeinterne #marsica #laquila #politicaabruzzo #pagineutili

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Angelo Radica

La pubblicazione del decreto in gazzetta ufficiale scatena lo scontro istituzionale con il governo per il taglio dei fondi

L’Aquila – Una pesantissima, diffusa e rovente polemica politica e istituzionale incentrata sui destini finanziari delle aree interne, sulla sostenibilità economica dei piccoli borghi appenninici e sulla sopravvivenza stessa delle comunità montane si è abbattuta sul comparto delle autonomie locali abruzzesi. La recente e definitiva pubblicazione all’interno della Gazzetta Ufficiale del nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, recante i criteri aggiornati per la classificazione e il riconoscimento dello status di comune montano, ha scatenato la ferma e immediata reazione di protesta da parte dei vertici regionali dell’Ali, l’associazione delle Autonomie Locali Italiane. Il provvedimento governativo rischia infatti di privare da un giorno all’altro decine di municipalità abruzzesi di una serie di incentivi fiscali, finanziamenti straordinari e tutele normative vitali per il contrasto allo spopolamento rurale.
Il presidente di Ali Abruzzo e sindaco di Tollo, Angelo Radica, ha espresso un commento estremamente duro nei confronti del decreto, definendo la decisione dell’esecutivo romano come una scelta miope e profondamente irrispettosa delle perplessità tecniche e delle formali proteste avanzate in questi mesi da centinaia di sindaci della penisola. Radica ha ricordato che anche l’Anci, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, si era mossa ufficialmente nel corso dell’ultima seduta della Conferenza Unificata per richiedere una formale sospensione dell’efficacia del provvedimento, allo scopo di ridiscutere i parametri numerici e tutelare l’economia delle aree interne e montane abruzzesi.

I rischi per la sanità e le scuole di montagna nel reatino e nelle aree interne d’Abruzzo

Alle dichiarazioni del presidente ha fatto eco l’allarme lanciato dal direttore generale di Ali Abruzzo, Alessandro Paglia, il quale ha rimarcato come l’esecutivo nazionale abbia deciso di forzare la mano e proseguire l’iter normativo ignorando deliberatamente il parere contrario dei territori e il ricorso giurisdizionale tuttora pendente davanti ai giudici del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, presentato da amministrazioni civiche afferenti a tutti i colori politici. Paglia ha evidenziato che la perdita dello status montano si tradurrà all’istante nella revoca di opportunità di sviluppo e di agevolazioni economiche per le imprese commerciali locali, mettendo a serio e imminente rischio la gestione e il mantenimento dei servizi pubblici essenziali per la cittadinanza, a partire dai presidi sanitari di prossimità fino alle scuole di montagna della provincia aquilana.
La preoccupazione dei sindaci abruzzesi si concentra in modo particolare sul drammatico impatto che la riforma ministeriale produrrà sul fronte del dimensionamento scolastico e sulla sopravvivenza delle pluriclassi nei borghi della Marsica e della Valle Peligna. Secondo l’analisi dei sindacati dei piccoli comuni, far mancare queste risorse senza strutturare tempestivamente un piano economico alternativo significa condannare alla marginalità e all’isolamento aree geografiche già fortemente vulnerabili, accelerando l’abbandono delle vallate montane a vantaggio dei grandi agglomerati urbani della costa pescarese.

Il meeting nazionale di San Donato Val di Comino e la programmazione della bacheca oraria

La mobilitazione delle autonomie locali abruzzesi e dei comitati civici promette di intensificarsi nelle prossime settimane, con l’obiettivo prioritario di ottenere una revisione parziale del decreto e l’introduzione di nuovi requisiti di classificazione che non tengano conto esclusivamente di rigidi criteri geografici o altimetrici, ma valutino anche il livello di isolamento dei servizi. Il dibattito e le prossime strategie legali verranno affrontati in modo sistematico dai sindaci dell’Ali in occasione del meeting nazionale interamente dedicato allo sviluppo delle aree interne, programmato per la giornata di venerdì dieci luglio all’interno della cornice comunale di San Donato Val di Comino, in provincia di Frosinone.
La redazione del giornale continuerà a seguire con la massima capillarità l’evoluzione dello scontro istituzionale tra le autonomie locali e il governo e gli sviluppi del ricorso al Tar del Lazio, offrendo un servizio informativo utile, puntuale e neutrale per tutti i lettori abruzzesi attenti alle riforme della burocrazia, della scuola, del lavoro e dei diritti dei piccoli comuni montani della nostra penisola.

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Politica

Milano, Futuro Nazionale e il sindacato Stas aprono il tavolo sul futuro dei lavoratori dell’Atm

🚨 TRASPORTI A MILANO: ASSE SINDACATO-POLITICA PER L’ATM! L’avvocato Renato Maturo (Futuro Nazionale Milano) incontra Giuseppe Intiso (STAS) per difendere i diritti e la sicurezza dei lavoratori e dei passeggeri dell’azienda dei trasporti milanesi. I dipendenti scelgono un portavoce che sarà presentato alla stampa alla presenza dei consiglieri regionali Luca Ferrazzi e Pietro Macconi e dell’onorevole Laura Ravetto. Tutti i dettagli nell’articolo 👇#milano #atm #sindacatostas #renatomaturo #giuseppeintiso #lauraravetto #robertovannacci #trasportipubblici #lombardia #pagineutili

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Il dibattito promosso dall’avvocato Renato Maturo e Giuseppe Intiso per tutelare i trasporti pubblici lombardi

Milano – Il delicato e sempre attuale comparto del trasporto pubblico locale milanese, della sicurezza del personale viaggiante sulle linee della metropolitana e della tutela dei diritti contrattuali dei dipendenti si apprestano a occupare il centro del dibattito politico e sindacale della Lombardia. All’interno del capoluogo meneghino, ha preso il via ufficiale un importante e atteso incontro programmatico che ha visto confrontarsi i vertici del movimento politico e sociale territoriale con i rappresentanti sindacali dei lavoratori dei trasporti. Il presidente del comitato quattrocentoventuno di Futuro Nazionale Milano, l’avvocato Renato Maturo, ha incontrato formalmente Giuseppe Intiso, segretario generale del sindacato autonomo Stas, avviando un tavolo di confronto strategico finalizzato a raccogliere le istanze e le crescenti preoccupazioni della base operaia e del personale tecnico della storica azienda dei trasporti pubblici milanesi Atm.
Al centro dei colloqui milanesi sono stati posti i temi cardine della sicurezza all’interno delle stazioni ferroviarie, della salute dei lavoratori esposti ai turni notturni e della necessità di garantire un servizio efficiente per le decine di migliaia di utenti, pendolari e studenti che ogni giorno affollano i mezzi di trasporto della metropoli. L’avvocato Renato Maturo ha sottolineato che il sindacato svolge la sua autonoma attività interna all’azienda ma la politica, nella assoluta indipendenza di funzioni e nel reciproco rispetto, ha il dovere istituzionale e civile di ascoltare le istanze reali dei lavoratori, portandole direttamente nei tavoli delle assemblee legislative lombarde.

I consiglieri regionali Luca Ferrazzi e Pietro Macconi presenti alla prossima assemblea di Milano

Il dirigente Renato Maturo ha ribadito con forza che il comitato di Futuro Nazionale intende difendere con determinazione il patrimonio storico rappresentato dall’azienda milanese Atm, salvaguardando l’occupazione e contrastando le ipotesi di privatizzazione selvaggia dei servizi. Secondo l’analisi condivisa con il segretario dello Stas Giuseppe Intiso, il benessere dei cittadini e la qualità della mobilità urbana di Milano risultano strettamente interconnessi con il riconoscimento della dignità professionale dei conducenti e dei controllori. I lavoratori dell’Atm hanno espresso una forte attenzione e simpatia nei confronti del nuovo progetto politico, sovranista e sociale, guidato a livello nazionale dal parlamentare europeo Generale Roberto Vannacci, ravvisando nelle sue tesi un forte richiamo alla disciplina, alla sicurezza pubblica e alla valorizzazione delle professionalità italiane.
Le maestranze e i delegati sindacali si riuniranno molto presto nel corso di una grande assemblea pubblica metropolitana allo scopo di selezionare e votare un proprio portavoce ufficiale del comparto trasporti. La figura emersa dalle urne sindacali verrà successivamente presentata in modo ufficiale agli organi di stampa e ai giornalisti milanesi nel corso di una conferenza stampa istituzionale. All’evento di presentazione parteciperanno i consiglieri regionali della Lombardia Luca Ferrazzi e Pietro Macconi, affiancati dalla presenza dell’onorevole Laura Ravetto, a testimonianza del grande peso specifico che la vertenza ha conquistato nei tavoli della politica nazionale. 

La tutela della sicurezza dei pendolari mobili e la pianificazione dei testi in bacheca

La convergenza tra l’azione del sindacato autonomo Stas e i comitati civici milanesi si preannuncia come un elemento di forte stimolo per la giunta comunale, chiamata a stanziare nuove risorse economiche per l’ammodernamento delle flotte e per il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza sui bus. La redazione del giornale continuerà a seguire le vicende dei trasporti lombardi e lo svolgimento dell’assemblea dei lavoratori dell’Atm in modo totalmente neutrale, offrendo un servizio informativo utile e puntuale per aggiornare tutti i lettori attenti ai temi del lavoro, della sicurezza urbana, della politica e dei diritti dei cittadini in Italia.

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Politica

Roma, Gianluca Quadrini partecipa al convegno nazionale sulla cooperazione e l’economia sociale al Senato

🚨 IL TERZO SETTORE AL SENATO! Oggi pomeriggio a Roma il Consigliere Provinciale di Frosinone e Dirigente di ANCI Lazio Gianluca Quadrini ha partecipato al convegno nazionale di ANCOS UNCI sull’economia sociale. Al tavolo con il Viceministro Maria Teresa Bellucci, la Senatrice Daniela Ternullo e l’On. Alessandro Battilocchio per chiedere un forte coordinamento tra Governo ed Enti Locali a tutela delle periferie e dei servizi ai cittadini. I dettagli 👇#roma #senato #gianlucaquadrini #ancislazio #frosinone #economia社会 #cooperazione #mariateresabellucci #terzosettore #pagineutili

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Il dirigente di Anci Lazio a Palazzo Madama con il viceministro Maria Teresa Bellucci per discutere il welfare sussidiario

Roma – Un prestigioso, qualificato e strategico momento di confronto istituzionale di respiro nazionale incentrato sui destini del Terzo Settore, sulle riforme del welfare sussidiario e sul ruolo insostituibile svolto dalle cooperative nel tessuto produttivo italiano si è svolto nel cuore della capitale. All’interno della solenne cornice della Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro presso il Senato della Repubblica, ha preso il via l’atteso convegno intitolato Cooperazione, promozione umana, economia sociale, il nostro vocabolario per il bene del Paese. All’importante appuntamento politico ha preso parte attiva nel pomeriggio di oggi il Consigliere Provinciale di Frosinone e Dirigente Regionale di Anci Lazio Gianluca Quadrini, portando la voce e le istanze degli enti locali ciociari davanti a una platea composta dai massimi vertici governativi, membri del parlamento ed esperti delle politiche sociali.
La kermesse nazionale, promossa congiuntamente dai quadri direttivi di Ancos Unci e dell’Unione Nazionale Cooperative Italiane, ha riunito a Roma i principali attori della cooperazione sociale allo scopo di delineare un manifesto programmatico per rispondere in modo equo e inclusivo alle nuove sfide della sussidiarietà e dello sviluppo economico solidale. I lavori assembleari sono stati aperti ufficialmente dalla dettagliata relazione introduttiva del Presidente di Ancos Unci Paolo Ragusa, a cui sono seguiti gli autorevoli indirizzi di saluto istituzionali portati dalla Senatrice Daniela Ternullo, nella sua veste di Segretario della Presidenza del Senato, dalla Presidente della Federazione Regionale Unci Lazio Maria Pia Di Zitti e dal Presidente Nazionale del movimento Andrea Amico.

Il dibattito moderato da Fernando Magliaro e l’intervento del Cardinale Lojudice

Il fulcro del dibattito parlamentare si è sviluppato attraverso una fitta tavola rotonda caratterizzata da interventi di altissimo profilo scientifico, moderata sul palco dal giornalista del quotidiano Il Messaggero Fernando Magliaro. Il confronto ha visto la partecipazione in collegamento telematico streaming di Sua Eminenza il Cardinale Augusto Paolo Lojudice, affiancato dagli interventi in presenza del Presidente della Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle periferie Alessandro Battilocchio e del Presidente della Commissione Sanità e Affari Sociali della Camera Ugo Cappellacci. Le conclusioni politiche e programmatiche dell’intero convegno romano sono state affidate direttamente al Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Teresa Bellucci, la quale ha tracciato le linee guida del governo per il sostegno economico alle realtà periferiche e ai soggetti fragili.
A margine delle sessioni di dibattito a Palazzo Madama, il Consigliere Provinciale Gianluca Quadrini ha espresso profonda soddisfazione per l’alto spessore delle tematiche trattate, rivolgendo un plauso speciale al presidente Paolo Ragusa per lo straordinario e instancabile lavoro che le strutture di Ancos Unci svolgono quotidianamente con passione e competenza a favore del comparto cooperativo. Quadrini ha rimarcato che la promozione umana rappresenta un elemento portante del vocabolario amministrativo della Provincia di Frosinone e dei borghi del Lazio.

La sinergia tra la Provincia di Frosinone e la programmazione della bacheca del giornale

Il dirigente di Anci Lazio Gianluca Quadrini ha evidenziato che il benessere economico del Paese passa inevitabilmente attraverso un forte, rinnovato e strutturato coordinamento strategico tra le istituzioni comunali e i volontari del Terzo Settore. Secondo la visione espressa dall’amministratore ciociaro, solo valorizzando queste sinergie operative e sostenendo l’impegno quotidiano degli operatori sul campo sarà possibile dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini, offrendo servizi scolastici e sanitari di livello anche nelle aree più isolate.
L’appuntamento odierno ha confermato l’urgenza di rimettere al centro dell’agenda politica i temi dell’economia solidale. La redazione del giornale continuerà a seguire lo svolgimento dei tavoli di confronto sul Terzo Settore in modo totalmente neutrale, offrendo servizi speciali per aggiornare i lettori della Marsica, dell’Abruzzo e del Lazio attenti alle riforme del lavoro, della sussidiarietà e dello sviluppo dei territori montani in Italia.

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Politica

Il Movimento dei Cristiano Riformisti contro le posizioni di Roberto Vannacci e il caso Europa delle Nazioni Sovrane

⚖️ Il Movimento dei Cristiano Riformisti chiede risposte chiare ai vertici politici sulle ambigue vicende legate al gruppo Europa delle Nazioni Sovrane e alle recenti uscite di Roberto Vannacci, ribadendo la fedeltà assoluta ai valori antifascisti della Costituzione. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#Politica #Costituzione #Vannacci #Attualità

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l’On. Antonio Mazzocchi

Roma – Il dibattito politico nazionale si accende attorno a una questione di stringente attualità che tocca i valori fondanti dell’assetto democratico europeo. Il Movimento dei Cristiano Riformisti è intervenuto con fermezza in merito alla recente decisione delle istituzioni di Bruxelles di avviare un’indagine approfondita sul gruppo parlamentare Europa delle Nazioni Sovrane. L’obiettivo dichiarato di questa iniziativa è monitorare e, se necessario, neutralizzare ogni segnale di rigurgito di ideologie di stampo nazista o totalitario all’interno delle assemblee elettive. In un momento storico in cui la stabilità delle istituzioni continentali viene messa a dura prova da derive estremiste, la presa di posizione del movimento guidato dai Cristiano Riformisti punta a riaffermare la sacralità dei principi antifascisti che hanno dato forma alla nostra Repubblica.

La polemica contro le recenti dichiarazioni di Roberto Vannacci

Al centro della disputa si collocano le esternazioni del generale Roberto Vannacci, figura di spicco nel panorama politico attuale, le cui analisi vengono bollate dal Movimento come distorsioni della realtà, studiate ad arte per spostare il focus dal tema centrale. Vannacci aveva recentemente criticato l’operato del Partito Popolare Europeo e di Forza Italia, accusandoli di aver votato in aula in convergenza con le forze di sinistra, i socialdemocratici e Renew. Secondo il generale, tali formazioni politiche sarebbero responsabili di sostenere tematiche controverse, come la legalizzazione dell’occupazione abitativa o la vicinanza ideologica a realtà legate ai finanziatori di Hamas.

Per i Cristiano Riformisti, questa strategia comunicativa rappresenta un tentativo di confondere il dibattito, sovrapponendo piani divergenti. La critica non si ferma qui: il Movimento contesta duramente la linea difensiva adottata da Vannacci riguardo alle responsabilità dei gruppi politici. Il generale ha sostenuto che le eventuali azioni deprecabili commesse dai singoli esponenti del gruppo Europa delle Nazioni Sovrane debbano essere imputate esclusivamente ai soggetti interessati e non alle sigle politiche di appartenenza, sottolineando l’assenza di procedimenti penali a carico di tali individui nei rispettivi paesi di origine. Questa posizione è stata definita dal Movimento come una giustificazione inaccettabile. Chi ricopre ruoli di guida politica, spiegano i Cristiano Riformisti, non può sottrarsi alle responsabilità dirette, specialmente quando si tratta di intrattenere legami con esponenti che negano la memoria della Shoah o che promuovono posizioni negazioniste, atteggiamenti definiti di una gravità inaudita.

Un appello alla Costituzione e la richiesta di chiarezza democratica

La linea del Movimento dei Cristiano Riformisti è netta e non lascia spazio a interpretazioni ambigue: la fedeltà alla Costituzione italiana, nata dal compromesso antifascista dei padri costituenti nelle aule parlamentari e nelle piazze di tutto il Paese, rimane il perno di ogni azione politica. Il monito lanciato dai Cristiano Riformisti è rivolto direttamente a Vannacci, invitato a prendere le distanze in modo inequivocabile da ogni tentazione di matrice nazionalsocialista.

Il comunicato si chiude con una esortazione rivolta alle altre forze politiche dell’arco democratico. Qualora il generale dovesse protrarre nel tempo il mancato distanziamento formale da gruppi che inneggiano all’odio razziale o etnico, il Movimento sollecita i partiti democratici e antifascisti a isolare politicamente realtà come Futuro Nazionale. La difesa della dignità umana, pilastro del pensiero cristiano riformista, non può essere oggetto di mediazioni tattiche o opportunismi elettorali. La sfida che si apre nelle sedi istituzionali, tra via della Missione e i palazzi di Bruxelles, si prospetta come una prova di tenuta per il sistema democratico, chiamato a dimostrare che la libertà di espressione non può trasformarsi in un lasciapassare per la riabilitazione di ideologie che hanno segnato il secolo più buio della storia europea. La vigilanza, in questo senso, resta l’unico strumento per tutelare i diritti di cittadinanza conquistati dopo decenni di lotte civili e sociali.

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