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Economia

Desertificazione bancaria in Abruzzo: sportelli chiusi, rischio usura e la rabbia dei cittadini

Il dramma della desertificazione bancaria in Abruzzo: filiali chiuse, anziani a rischio truffe e l’ombra dell’usura sulle imprese. 🏦 📉

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Fulvio Furlan

L’Aquila – Nel panorama economico e sociale dell’Italia interna si sta consumando una crisi silenziosa che tocca da vicino la vita quotidiana di migliaia di famiglie, pensionati e piccoli imprenditori. È il fenomeno della desertificazione bancaria, la progressiva e inarrestabile chiusura degli sportelli fisici che sta lasciando interi territori privi di presìdi finanziari essenziali. I dati emersi dal terzo Rapporto nazionale della Uilca (Unione Italiana Lavoratori Credito Esattoriali) delineano per l’Abruzzo un quadro di profonda sofferenza e di forte allarme sociale. Nella nostra regione, ben nove persone su dieci si dichiarano apertamente insoddisfatte (94,2%) per la scomparsa o la riduzione dei servizi bancari nel comune in cui risiedono. Non si tratta di una semplice transizione verso il mondo digitale, ma di un vero e proprio strappo nel tessuto civile, dove la presenza fredda di un bancomat automatico non riesce in alcun modo a sostituire il valore umano dell’ascolto e della consulenza diretta.

I numeri del declino: ogni mese chiudono due filiali in regione

I dati contabili raccolti dal sindacato di categoria tra il 2020 e il 2025 fotografano la velocità con cui i piccoli borghi abruzzesi stanno perdendo i propri punti di riferimento economici. In appena cinque anni, il numero dei comuni serviti da almeno una banca è crollato del 19,7%, passando da 147 a soli 118 centri attivi. Questo significa che, in media, ogni mese sono stati serrati definitivamente due sportelli sul territorio regionale. Complessivamente, le filiali bancarie abruzzesi sono scese da 496 a 392, registrando una contrazione netta del 21%. Ad oggi, la dura realtà materiale racconta che ben 164.933 cittadini abruzzesi risiedono in municipalità completamente prive di una banca, costretti a percorrere decine di chilometri anche solo per sbrigare le operazioni più semplici o per chiedere un consiglio sul futuro dei propri risparmi.

L’impatto sullo spopolamento e il rischio delle truffe online

La scomposizione del rapporto Uilca evidenzia come la fuga degli istituti di credito dalle aree interne non sia solo una questione di bilancio aziendale, ma rappresenti una potente dinamo per lo spopolamento e la marginalizzazione dei territori collinari e montani dell’Appennino. Per sei persone su dieci, la presenza di una filiale fisica incide pesantemente sulla scelta di continuare a vivere o meno in un determinato comprensorio. Inoltre, la sostituzione del personale di sportello con sistemi digitali automatizzati espone i cittadini, in particolare gli anziani in condizione di solitudine, a crescenti vulnerabilità. Più di otto intervistati su dieci evidenziano come la digitalizzazione forzata aumenti il rischio di subire truffe informatiche e raggiri online, privando le fasce deboli di un volto amico a cui rivolgersi per verificare la sicurezza dei propri conti.

La piaga dell’usura e il blocco degli investimenti per le imprese

Il risvolto più cupo e preoccupante della desertificazione bancaria investe direttamente la legalità e la sicurezza economica del tessuto produttivo abruzzese. Per l’81,2% degli intervistati, la scomparsa totale delle banche dal territorio contribuisce in modo lineare al diffondersi della piaga dell’usura e del riciclaggio. Quando un piccolo artigiano, un commerciante o una famiglia in difficoltà non trovano più un interlocutore formale a cui chiedere un prestito, il rischio di scivolare nelle mani della criminalità e degli usurai diventa drammaticamente reale. A questo si aggiunge un forte freno allo sviluppo: per l’82,9% dei cittadini, la vicinanza di una filiale influisce in modo determinante sulla propensione a investire, mentre il 67,9% ritiene la banca fisica un luogo insostituibile per ricevere assistenza trasparente su mutui e gestione del risparmio.

L’appello della Uilca e l’assenza dei grandi istituti bancari

Di fronte a questo scenario di forte sofferenza, il segretario generale della Uilca, Fulvio Furlan, ha invocato l’adozione di una strategia industriale di lungo periodo che rimetta al centro la persona, tutelando l’occupazione ed evitando fusioni guidate unicamente da logiche speculative. Furlan ha proposto l’istituzione di Osservatori Regionali permanenti per monitorare il fenomeno e intervenire in anticipo sulle chiusure. In Abruzzo, come spiegato dal segretario generale regionale Maurizio D’Antonio, l’Osservatorio è già attivo e ha avviato un confronto costante con le forze politiche. Tuttavia, a destare forte preoccupazione è l’assenza ingiustificata al tavolo dei grandi gruppi bancari, i quali, nonostante i ripetuti inviti, rifiutano il dialogo con le istituzioni locali, danneggiando pesantemente l’economia reale.

Un patto di solidarietà per difendere il valore sociale della banca

In ultima analisi, la battaglia contro la desertificazione bancaria si offre alla pubblica opinione come una necessità non più differibile per salvaguardare la dignità dei cittadini onesti e la sopravvivenza stessa delle nostre province. Negli ultimi mesi, la consapevolezza sociale sul problema è cresciuta notevolmente, grazie soprattutto all’impegno dei sindacati e alle inchieste della stampa locale. La banca deve saper recuperare il proprio ruolo sussidiario e sociale originario, che non può essere sottomesso ad automatismi burocratici o ad applicazioni su smartphone. Solo attraverso una forte cooperazione tra la politica regionale, le forze sociali e i residenti sarà possibile pretendere il rispetto del territorio, garantendo alle future generazioni una rete di servizi equa, sicura e vicina ai bisogni reali delle persone.

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Economia

Blue Economy 4.0: da Napoli a Genova la rinascita del Paese passa per il mare e per i giovani

INVECE DI FAR FUGGIRE I NOSTRI GIOVANI ALL’ESTERO, PERCHÉ NON LI AIUTIAMO A INVENTARE AZIENDE E “STARTUP” TECNOLOGICHE NEI NOSTRI MERAVIGLIOSI PORTI PER SALVARE L’ECONOMIA DEL SUD? C’è una bellissima e potentissima Rivoluzione che sta partendo dal Mare di Napoli e sta per arrivare fino a Genova! Per troppi decenni abbiamo considerato i nostri Grandi Porti solo come posti “grigi” dove le Navi scaricavano merci o partivano verso lidi lontani. Oggi, grazie al progetto visionario della “Blue Economy 4.0” (guidato dal Gruppo Lauro insieme a decine di imprenditori illuminati), il Porto di Napoli si trasformerà in un gigantesco “Laboratorio a cielo aperto”! Le grandi aziende metteranno sul tavolo i loro problemi, e saranno i Giovani Ragazzi delle Startup a dover inventare le soluzioni! Sono in gara progetti meravigliosi: Intelligenza Artificiale, Occhiali con Realtà Aumentata per gli operai e Tecnologie avanzatissime per le spiagge! E c’è di più: per aiutare i ragazzi a creare posti di “Lavoro vero” e fermare la Fuga di Cervelli dal Meridione, è stato istituito un prestigioso Premio in onore alla memoria di Salvatore Lauro! Siete curiosi di leggere tutte le novità su questa rivoluzione azzurra? Cliccate e leggete il nostro articolo economico! A cosa credete? Siete d’accordo sul fatto che lo Stato Italiano debba dare molti più “Fondi e Agevolazioni” ai nostri Giovani per aprire aziende al Sud invece di farli scappare in Germania o in Inghilterra per cercare un lavoro degno? Diteci la Vostra nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura questo articolo per sostenere i nostri cervelli italiani!!

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NAStartUp

Napoli – Il mare, fin dalla notte dei tempi, non è mai stato soltanto una gigantesca distesa di acqua salata. Per popoli millenari e città costiere straordinarie come Napoli e Genova, il mare è stato culla, pane, rifugio, avventura e, soprattutto, ponte verso il futuro. Oggi, in un’epoca di profonde incertezze economiche e di cervelli in fuga, c’è chi ha deciso di guardare di nuovo a quell’orizzonte blu non per scappare, ma per restare, lottare e creare vera ricchezza. È questo il cuore pulsante e l’anima visionaria del progetto Blue Economy 4.0, un’iniziativa meravigliosa che punta a trasformare definitivamente i nostri scali marittimi: il porto non dev’essere più visto soltanto come un molo di cemento dove le navi approdano e ripartono in silenzio, ma deve rinascere come un gigantesco e fervente laboratorio a cielo aperto. Un luogo magico nel quale le imprese storiche, i giovani sognatori delle startup e le nuove tecnologie possano incontrarsi per trasformare i problemi concreti in soluzioni geniali.
È esattamente questa la direzione illuminata verso cui guarda con coraggio il Gruppo Lauro. Nei giorni scorsi, all’interno della suggestiva Palazzina Volaviamare nel porto di Napoli, si è tenuto un incontro epocale che ha riunito, in stretta e vitale sinergia con il potente acceleratore NAStartUp, i più grandi operatori del mare, imprenditori navigati e i giovani fondatori di nuove imprese hi-tech.

Da Napoli a Genova: l’asse rivoluzionario di Agostino Lauro

A tracciare la rotta di questa rivoluzione azzurra è stato Agostino Lauro, esponente di spicco del Gruppo Lauro, che ha voluto lanciare un messaggio fortissimo per il rilancio del nostro Meridione e dell’Italia intera. “Esiste un potenziale ancora drammaticamente inespresso del turismo legato al mare”, ha spiegato con vigore. “Oggi occorre trasformare la straordinaria e ineguagliabile capacità attrattiva del nostro territorio in un’offerta molto più strutturata. Lo sviluppo di nuovi servizi, la ‘Blue Hospitality’, la fusione di competenze e connessioni possono ampliare a dismisura il valore economico e sociale generato dal mare”.
Da questa formidabile prospettiva, durante i lavori (magistralmente moderati da Antonio Prigiobbo) è emersa l’idea di creare un ponte d’acciaio, un nuovo e vitale asse di collegamento tra Napoli e Genova: un “corridoio invisibile” lungo il quale non far circolare solamente persone e merci stipate nei container, ma far viaggiare le imprese, i sogni delle startup, le esperienze umane e le innovazioni tecnologiche. Il tavolo ha raccolto le testimonianze preziosissime di Giuseppe Autorino (fondatore del Santa Chiara Boutique Hotel), di Umberto Masucci (presidente di The International Propeller Clubs), di Carlo Silva e di Luigi Nardullo (direttore di PlugIN), tutti uniti da una missione sacra: creare urgentemente nuove occasioni professionali per i nostri ragazzi, affinché non debbano più comprare un biglietto di sola andata per l’estero.

Startup e innovazione: i giovani in gara al Blue Waves Contest

L’idea rivoluzionaria emersa dall’incontro è chiara: trasformare lo scalo partenopeo in un vero e proprio “banco di prova” vivo e pulsante. Le grandi aziende manifesteranno i loro problemi reali (logistica, sicurezza, inquinamento) e lasceranno che siano le menti fresche e geniali degli “innovatori” a trovare le risposte.
La sfida è già entrata nel vivo grazie allo StartupLab e al Blue Waves Startup Contest, un’iniziativa promossa da ClickutilityTeam e CyberTribu. I progetti vincitori, dopo una serrata selezione che tocca temi come robotica, infrastrutture, ricerca e nautica, approderanno alla finalissima del 30 ottobre presso la maestosa Stazione Marittima di Napoli. Sul palco si sono già viste idee da fantascienza che scaldano il cuore: dalla sensoristica con Intelligenza Artificiale per l’ambiente marino (Cirasa Hydrotech), agli occhiali intelligenti con “realtà aumentata” per facilitare la manutenzione nei porti (XRSupport/Digitalmens), passando per l’accademia The Skipper Academy e le piattaforme Smart Beach per rendere finalmente digitali e accessibili a tutti (anche ai disabili) gli stabilimenti balneari.

Nel ricordo di Salvatore Lauro: il premio per l’impresa che crea lavoro

Ma non c’è futuro senza una profonda venerazione per le proprie radici. Guardare avanti, per il Gruppo Lauro, significa onorare il sudore e le idee di chi ha tracciato il solco prima di noi. Ed è con gli occhi carichi di commozione che è stata annunciata la nascita di un nuovo premio intitolato alla preziosa memoria di Salvatore Lauro.
Come ha sottolineato Agostino Lauro, non si tratterà di una semplice e sterile targa commemorativa, ma di “un modo vitale per dare continuità alla sua inesauribile spinta propulsiva verso l’innovazione”. Il premio finanzierà direttamente quei coraggiosi progetti imprenditoriali capaci di produrre un impatto concreto sulla nostra terra, generando nuova e sana occupazione, opportunità di riscatto e valore aggiunto. È la sintesi perfetta dell’amore per la propria terra: fare del porto non più solo una fredda banchina da cui si parte piangendo o a cui si arriva, ma uno spazio infinito in cui i nostri figli possano finalmente sognare e costruire ciò che ancora non c’è.

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Economia

Brutte notizie al distributore: si riduce lo sconto sulle accise dei carburanti e scatta la tassa “mobile”

ATTENZIONE AL DISTRIBUTORE, PREPARATE IL PORTAFOGLIO! IL GOVERNO RIDUCE LO SCONTO STATALE SULLE ACCISE DEL GASOLIO: ECCO LE DATE IN CUI IL PREZZO DEL CARBURANTE TORNERÀ AD AUMENTARE INESORABILMENTE! ⛽ 💶 😡 Pessime e allarmanti notizie per le famiglie italiane, per i pendolari e per chiunque usi l’automobile o il furgone per andare a lavorare! Il “Taglio sulle accise” del gasolio, che ci ha fatto respirare un pochino in queste ultime settimane, sta per finire e subirà una drastica “sforbiciata”. Dal 18 al 25 settembre lo sconto scenderà a soli 12 centesimi, per poi “dimezzarsi clamorosamente” dal 26 settembre al 5 ottobre, facendo innalzare di molto il costo del nostro pieno! Lo ha annunciato il Governo Meloni, svelando anche che da inizio Ottobre tornerà in vigore la famigerata e complessa tassa delle “Accise Mobili”! Volete scoprire cosa significa e tutti i nuovi prezzi? Cliccate e leggete il nostro articolo per i dettagli! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche voi siete “Furiosi e Stremati” da questo continuo e folle cambiamento del Prezzo della Benzina e del Gasolio che vi svuota inesorabilmente i portafogli ogni volta che fate un Pieno? Diteci la Vostra sviscerando i vostri sfoghi nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura questo Formidabile Articolo sulle vostre bacheche per avvisare tutti i vostri Amici!!

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Accise carburanti

Roma – Fare un banalissimo e sacrosanto “pieno” di carburante alla propria automobile si è ormai trasformato, purtroppo, in un vero e proprio incubo per milioni di automobilisti italiani. Ogni volta che ci fermiamo al distributore e afferriamo la pompa del gasolio, i nostri sguardi si incollano terrorizzati sul display, pregando che i centesimi non scorrano troppo in fretta per non svuotarci definitivamente il portafoglio.
E purtroppo, a gravare sull’infinita angoscia delle famiglie (già stremate dal prezzo folle della spesa alimentare), stanno per arrivare cattivissime notizie proprio sul fronte dei temutissimi rincari: il famoso e tanto amato “taglio delle accise” sul gasolio (ovvero lo sconto statale che ci ha fatto parzialmente respirare in questi mesi) sta subendo una drastica e inesorabile sforbiciata da parte del Governo, e andrà a rimpicciolirsi settimana dopo settimana fino a sparire quasi del tutto. Mettetevi comodi e preparate il portafoglio, perché la stangata di fine settembre si farà sentire eccome.

Il balletto dei centesimi: lo sconto che si dimezza

Le nuove regole, approvate in queste ore dal Consiglio dei Ministri attraverso un delicato decreto legge sul contenimento dei costi, prevedono un vero e proprio “scivolo” verso il basso per i nostri amati sconti. Analizziamo le date che i cittadini dovranno inevitabilmente segnarsi in rosso sul calendario per correre ai ripari.
Nella prima finestra temporale (quella che va dal 18 al 25 settembre 2026), il prezioso taglio delle accise (comprensivo dell’Iva associata) scenderà inesorabilmente a soli 12,2 centesimi al litro. Ma la vera mazzata psicologica e finanziaria per i pendolari arriverà subito dopo: a partire dal 26 settembre e fino al 5 ottobre, infatti, questo sconto statale sul pieno verrà ulteriormente e brutalmente dimezzato, precipitando alla misera cifra di 6,1 centesimi al litro. In parole povere? Pagheremo il carburante sempre di più, centesimo dopo centesimo.

Il ritorno dell’Accisa Mobile di Giorgia Meloni

La premier Giorgia Meloni, durante la consueta e affollata conferenza stampa post-Cdm, ha però tentato di gettare un po’ di speranza nel cuore degli automobilisti disperati, annunciando ufficialmente che, subito dopo la fine di questo scivolone degli sconti (ovvero a partire dal fatidico 5 ottobre), tornerà attiva la cosiddetta “Accisa Mobile”.
Di cosa si tratta? È un delicatissimo e complesso meccanismo burocratico (spesso di difficile applicazione immediata) che permette in via teorica allo Stato di intervenire rapidamente e in tempo reale per limare il peso delle accise ogniqualvolta il prezzo “industriale” del petrolio schizzi eccessivamente in alto sui mercati internazionali. Insomma, un “paracadute” fiscale d’emergenza per tentare di impedire che il costo per noi automobilisti tocchi cifre stellari o irraggiungibili per le normali famiglie operaie.

Il salasso del Gasolio e l’ansia di chi lavora

I numeri tecnici snocciolati dal Governo sulle nuove tassazioni fanno venire il capogiro, e si riferiscono in particolar modo ai preziosi gasoli paraffinici (gli HVO) e all’ecosostenibile biodiesel. Fino al 25 settembre, il peso delle tasse pure e crude imposte dallo Stato sarà pari a 572,90 euro per ogni mille litri erogati. Poi, nella finestra a cavallo tra settembre e ottobre, salirà a 622,90 euro, per avvicinarsi sempre più vertiginosamente alla paurosa e mostruosa “Accisa Standard” italiana (che ammonta a ben 672,90 euro di tasse per mille litri).
Questa perenne ed estenuante incertezza non colpisce solo la mamma che porta i bimbi a scuola con l’utilitaria a diesel, ma rischia di uccidere letteralmente i piccoli commercianti e gli artigiani che usano i furgoni tutti i santi giorni per lavorare, e che non riescono più a fare una programmazione mensile per colpa di un pieno di benzina diventato, oggi più che mai, un bene di lusso assoluto.

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Economia

Benzina alle stelle e consumi al palo, l’urlo di Sorrentino: “La politica intervenga prima che chiudano tutti”

BENZINA E GASOLIO OLTRE I 2 EURO, BOLLETTE FOLLI E CARRELLI DELLA SPESA SEMPRE PIÙ VUOTI: “LA POLITICA DEVE INTERVENIRE SUBITO O CHIUDERANNO TUTTI I NEGOZI E GLI ARTIGIANI!”. L’APPELLO DISPERATO DI “CONFEDERAZIONE IMPRESE ITALIA”! ⛽ 💶 😡 State Vedendo Anche voi (Passeggiando Per le Nostre Città) Quanti Cartelli “VENDESI” e Quante Saracinesche Stanno Purtroppo Abbassando in silenzio i Nostri Commercianti e Piccoli Imprenditori? A Lanciare Un durissimo e Formidabile “Urlo Di Rabbia e Di Aiuto” Contro le Istituzioni È Intervenuto Il Dott. Carlos Sorrentino, Segretario Generale Di “Confederazione Imprese Italia”! Con i Prezzi Della Benzina Ormai Schizzati Stabilmente Oltre I 2 Euro Al Litro, a rimetterci Non Sono Solo I Nostri Portafogli di semplici Cittadini… “Ma Anche e Soprattutto il Lavoro Di Migliaia di Imprese, Artigiani e Agricoltori che devono spostarsi con furgoni e trattori pagando costi Assurdi!”. Come se non bastasse, l’ISTAT certifica una Realtà Spaventosa: “Gli italiani Pagano di Più, ma escono dal supermercato con MENO ROBA”, perché i prezzi Alle Stelle ci Rubano lo stipendio, e le famiglie Smettono di Comprare Mandando In Fallimento i Negozi (Soprattutto nei piccoli Comuni e nelle Province, dove I chilometri da percorrere ti Strangolano!). “Cosa Sta Facendo la Politica per Fermare Questo Massacro?”, grida Sdegnato Sorrentino. “Non Vogliamo Elemosina, Vogliamo Solo poter Lavorare! Smettetela Di contare le Serrande Chiuse e Intervenite Adesso!”. Leggi il Formidabile e duro Appello In Difesa Dei Lavoratori nel Nostro Articolo! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche Voi Siete Totalmente Disperati E Terrorizzati Quando Dovete Andare Al Distributore di Benzina o Dovete Fare La Spesa Per La Famiglia, Accorgendovi Che I Vostri Soldi “Non Valgono Più Niente”? Siete D’Accordo Con Sorrentino e Siete Indignati Del Fatto Che Nessun Governo O “Politico” Stia Facendo Davvero Qualcosa Di Concreto Per Fermare Il Fallimento e La chiusura Delle Piccole Botteghe Storiche E Degli Artigiani in Italia? Diteci la Vostra Sviscerando tutte le Vostre Opinioni E i Vostri Sfoghi Di Lavoratori nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo Formidabile Articolo Per Far Sentire Forte L’Urlo Delle Imprese E Delle Famiglie!!

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Carlos-Sorrentino

Roma – Provate per un attimo a fare mente locale, a guardarvi intorno quando passeggiate per le strade delle vostre città o, peggio ancora, nei nostri splendidi ma fragilissimi borghi e piccoli Comuni. Quante saracinesche chiuse, quanti cartelli “Vendesi”, quanti negozi storici costretti ad alzare bandiera bianca? Il tessuto economico del nostro amato Paese si sta lentamente e silenziosamente sgretolando sotto i colpi micidiali del rincaro dei prezzi. E oggi, a lanciare un vero e proprio “urlo di dolore” a nome di milioni di lavoratori esasperati, ci ha pensato il Dottor Carlos A. Sorrentino, coraggioso Segretario Generale di Confederazione Imprese Italia.
Il tema sul tavolo è una vera bomba a orologeria sociale, pronta a esplodere: il folle “Caro carburanti”, unito ai consumi ancora debolissimi e all’inarrestabile aumento dei costi sostenuti dalle imprese. Un mix letale che rischia di produrre un catastrofico effetto a catena (un vero e proprio domino) sull’economia reale, colpendo a morte i più deboli: le piccole attività commerciali, gli artigiani e le famiglie.

Oltre due euro al litro: il dramma del Caro Carburante

«Dobbiamo assolutamente cominciare a parlare del “costo della distanza”», afferma con fermezza Sorrentino, riprendendo le battaglie già lanciate dal Presidente della Confederazione Biagio Cefalo contro la spaventosa desertificazione commerciale. «L’aumento scriteriato dei carburanti non rappresenta affatto soltanto un problema per l’automobilista nel weekend. Per migliaia di imprese, artigiani e agricoltori, la benzina e il gasolio sono veri e propri costi di esercizio primari: significano raggiungere i clienti, trasportare le merci, rifornire i negozi o lavorare i campi con i trattori».
I dati del Ministero parlano chiarissimo e fanno venire i brividi: a metà settembre 2026, il prezzo medio nazionale al self-service ha sfondato quote folli: 2,120 euro al litro per la benzina e la bellezza di 2,231 euro per il gasolio. Un salasso inaccettabile.

Spendere di più per mangiare di meno: i dati Istat

Il secondo, disastroso tassello di questo puzzle è il crollo drammatico del potere d’acquisto. I freddi dati dell’ISTAT si traducono, nella vita reale, nel dramma di migliaia di mamme e padri di famiglia costretti a fare le acrobazie al supermercato. Nel settore alimentare, le famiglie spendono lo 0,8% in più (perché i prezzi sono folli), ma tornano a casa con l’1% in meno di spesa fisica nei sacchetti.
«Dietro questi numeri freddi c’è una realtà dolorosa che le famiglie conoscono fin troppo bene: spendono sempre di più per comprare molto meno. Se aumenta la quota di stipendio mangiata letteralmente dalla benzina e dalle bollette dell’energia, inevitabilmente diminuisce quella per altri consumi vitali. E se le famiglie non comprano più, le imprese falliscono», denuncia con amarezza Sorrentino.

La disperazione degli Agricoltori e delle Aree Interne

Una morsa che sta stritolando agricoltura, artigianato e servizi. Pensiamo al povero idraulico che brucia gasolio per decine di chilometri con il suo furgone, o all’agricoltore che non riesce nemmeno a scaricare i pazzeschi costi del carburante agricolo sul prezzo finale del raccolto (accollandosi tutte le perdite). Ma il dramma, sottolinea Confederazione Imprese Italia, diventa insormontabile nei piccoli Comuni e nelle cosiddette “Aree interne”. Lì, in provincia, le immense distanze geografiche da percorrere si trasformano magicamente e crudelmente in uno svantaggio economico enorme che spinge al fallimento immediato.

L’appello disperato alla Politica: “Svegliatevi ora!”

La chiosa di Sorrentino non è un attacco di parte o di bandiera, ma una durissima sveglia rivolta alla coscienza della Politica a tutti i livelli. «Cosa sta facendo la politica? Non è una domanda di schieramento, ma per tutti. Le imprese non vi chiedono pietà o assistenzialismo con le elemosine: chiedono semplicemente condizioni umane per poter competere e lavorare!».
La conclusione del Segretario Generale spezza il cuore: «La desertificazione economica di un paese non comincia il giorno in cui il negozio chiude i battenti. Comincia molto prima, nell’agonia: quando un imprenditore rinuncia disperato a investire, quando non assume più un giovane, quando la distanza costa troppo. Per questo la Politica deve intervenire ORA, non limitarsi ipocritamente a “contare le serrande abbassate” dopo. Dietro ogni saracinesca chiusa ci sono famiglie, sudore, lacrime e lavoratori disperati».

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