Premio Heraclea, il forte appello dell’UGL: “La bellezza non basta, trasformiamo le eccellenze lucane in lavoro vero per i nostri giovani”
“La bellezza della nostra terra da sola non basta: dobbiamo trasformare la cultura e le nostre eccellenze in lavoro vero!”. 💼 🏛️ È il potente grido d’allarme lanciato da Pino Giordano (UGL Matera) durante la suggestiva serata del Premio Heraclea a Policoro. Dopo aver celebrato i dieci “talenti lucani” che brillano nel mondo, il sindacato ha sfidato la Regione Basilicata e i sindaci del Metapontino a fare rete per bloccare la fuga dei giovani. “La nostra vera vittoria sarà quando un ragazzo sceglierà di restare qui per costruire la sua famiglia”. Leggi l’intero intervento e dicci la tua nei commenti! 👇 🌄
Policoro (MT) – C’è una Basilicata silenziosa, operosa e geniale che non si arrende allo spopolamento e che, con orgoglio, porta il nome della propria terra ai vertici nazionali e internazionali. Quando una regione riesce non solo a coltivare i propri talenti, ma a premiarli e a raccontarne le storie al grande pubblico, significa che quell’angolo d’Italia crede ancora, ostinatamente, nel proprio futuro. È questa l’anima profonda della XV edizione del Premio Heraclea, la prestigiosa kermesse svoltasi a Policoro, che ha celebrato la parte migliore della Lucania: quella del lavoro, dell’impresa e della cultura. Ma dietro i meritati riflettori della festa, si nasconde una sfida sociale cruciale per la sopravvivenza del territorio, lanciata con forza e lucidità da Pino Giordano, segretario provinciale dell’UGL Matera.
Le dieci stelle lucane che illuminano l’Italia e il mondo
Il plauso del sindacalista va in primo luogo agli organizzatori, a partire dall’ideatore Mario Carlo Garrambone e dal presidente dell’Associazione Culturale Lucania Storica Novitalia, Francesco Calderaro. La serata (magistralmente condotta da Savino Zaba) non è stata un semplice show, ma un potente esercizio di identità e memoria. Sul palco si sono alternate dieci storie di straordinaria eccellenza: da Letizia Coviello (Group Tax Director di Prada) allo chef Giandomenico Caprioli, passando per Vinicio Vigilante (AD del GSE), il professor Oreste Buonomo, la professoressa Liliana Dell’Osso, il campione sportivo Donato Telesca, fino ad arrivare alla bellezza di Katia Buchicchio (prima Miss Italia lucana), al coraggio del giornalista Rai Nello Rega, ai traguardi del Potenza Calcio e all’inestimabile valore del Museo Archeologico Nazionale della Siritide. «Dieci dimostrazioni concrete – ha sottolineato Giordano – di quanto la Basilicata sappia esprimere competenze elevatissime. Rappresentano un esempio prezioso e insostituibile, soprattutto per i nostri ragazzi».
Dalla cultura all’economia: la grande sfida del Metapontino
Non è un caso che una manifestazione di caratura internazionale si sia svolta proprio a Policoro, città definita dal segretario UGL come «una delle realtà più dinamiche della provincia di Matera e dell’intero Metapontino». In quest’area baciata dalla fortuna geografica, convivono in perfetto equilibrio agricoltura d’eccellenza, turismo balneare, un immenso patrimonio archeologico legato alla Magna Grecia e una forte vocazione commerciale. È una ricchezza clamorosa, che ha pochi eguali in Italia. Ma, come avverte duramente il sindacato, «la bellezza da sola non basta. La bellezza deve diventare economia, l’economia deve farsi investimento, e quest’ultimo deve obbligatoriamente tradursi in lavoro stabile e qualificato». Non ci si può fermare alla celebrazione del talento: bisogna creare un ecosistema affinché nuovi talenti possano nascere e prosperare restando a casa propria.
L’appello alle istituzioni: “I giovani devono poter scegliere di restare”
In questo quadro così complesso, il ruolo della politica diventa fondamentale. Dal palco, davanti ai vertici regionali (tra cui Gianpiero Perri e Rita Orlando), Giordano ha rivolto un appello costruttivo ma perentorio alle istituzioni guidate dal Governatore Vito Bardi. Alla Regione si chiede una visione di lungo periodo e la capacità di non sprecare le storiche risorse del PNRR. «All’assessore regionale Cosimo Latronico riconosciamo l’importanza di tenere insieme salute e politiche sociali, perché lo sviluppo economico è inutile senza la garanzia di una qualità della vita dignitosa per le famiglie», ha ribadito il segretario UGL.
Il concetto di famiglia è al centro della visione sindacale: solo un giovane che trova un’occupazione stabile nella propria terra può permettersi di metter su famiglia. E una famiglia che resta in Basilicata significa scuole aperte, negozi vivi e un futuro garantito per i piccoli borghi delle aree interne.
Fare rete per non morire: il progetto per un’unica, grande provincia
La ricetta finale proposta dall’UGL è chiara: fare sistema. Matera, Policoro, Bernalda, Pisticci e tutti i comuni del circondario devono abbattere i campanilismi e fondersi in un unico, grande progetto di marketing territoriale e sviluppo industriale. Servono infrastrutture moderne, collegamenti rapidi e una promozione turistica congiunta. «Dobbiamo passare dalla Basilicata che perde giovani, rassegnata all’emigrazione, alla Basilicata che li trattiene, li forma e li valorizza», ha concluso Pino Giordano. «La vera vittoria, il nostro traguardo finale, lo raggiungeremo soltanto nel momento in cui un ragazzo lucano potrà finalmente affermare: qui non sono soltanto nato per caso, ma qui ho scelto deliberatamente di restare, per lavorare e costruire il futuro della mia famiglia».
Nicola Piovani incanta Spoltore: il Premio Oscar porta le sue note leggendarie sotto le stelle dell’Ensemble tra cinema, ricordi e d’Annunzio
Il Premio Oscar Nicola Piovani sbarca in Abruzzo: giovedì 13 agosto lo Spoltore Ensemble ospita il leggendario spettacolo “Note a margine”! 🎹 🎬 Un viaggio d’amore tra pianoforte, cinema e i ricordi di Fellini e Benigni. 🌟 🌊 Nel borgo in festa anche l’annullo speciale di Poste Italiane, i libri di d’Annunzio e la travolgente comicità di Marco Papa. 🎭 🌾 Biglietti già disponibili su Ciaotickets, clicca per bloccare il tuo posto sotto le stelle! 🎟️ 🌌
Spoltore (PE) – Ci sono festival che non si limitano a riempire il calendario dell’estate, ma che riescono a scrivere pagine indelebili nella memoria collettiva di una regione, trasformando i vicoli di pietra in immensi palcoscenici dell’anima. Lo Spoltore Ensemble, giunto con immenso orgoglio al prestigioso traguardo della sua quarantaquattresima edizione, si conferma il baricentro assoluto dell’arte e della grande musica in Abruzzo. Sotto la guida illuminata del direttore artistico Giuliano Mazzoccante e grazie all’impulso dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Chiara Trulli, la seconda intensa giornata della kermesse, prevista per giovedì 13 agosto 2026, si preannuncia come un viaggio emozionante capace di far vibrare le corde più intime di spettatori di ogni generazione.
I libri di d’Annunzio e l’annullo speciale di Poste Italiane
Il sipario culturale si alzerà nel pomeriggio, a partire dalle ore 18:30, nella suggestiva cornice di Piazza d’Albenzio, un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato per accogliere la grande letteratura. Sotto la cura attenta di Emanuela Borgatta e alla presenza dell’editrice Valeria Di Felice, verranno presentati due volumi monumentali: “Il trionfo della morte” e “Isotta Guttadauro ed altre poesie”, capolavori immortali firmati dal Vate, Gabriele d’Annunzio, pubblicati da Di Felice Edizioni. Subito dopo, alle 19:30, l’attenzione si sposterà sulla presentazione della rivista culturale “Ramen” di Zeno Rossi, un progetto indipendente promosso con passione dall’associazione I Colori del Territorio per mappare le eccellenze delle nostre province.
A rendere questa giornata storicamente unica sarà inoltre un appuntamento imperdibile per i collezionisti e gli amanti della memoria stampata. Dalle ore 19:00 alle 21:00, sempre in Piazza d’Albenzio, Poste Italiane attiverà uno sportello filatelico temporaneo per il rilascio di un esclusivo annullo filatelico speciale, appositamente realizzato per storicizzare e celebrare il quarantaquattresimo compleanno dello Spoltore Ensemble. Una traccia indelebile impressa sulla carta, pensata dall’Assessore alla Cultura Nada Di Giandomenico per regalare ai turisti e ai residenti un ricordo tangibile e d’alto valore storiografico da custodire nel tempo.
Nicola Piovani racconta il cinema in musica con Note a Margine
La notte spoltorese entrerà nel vivo alle ore 21:00 nello splendido scenario di Largo San Giovanni, dove la poesia acustica si farà carne e melodia. Sul proscenio salirà il maestro premio Oscar Nicola Piovani con il suo celeberrimo e commovente spettacolo intitolato “Note a margine”. Nato originariamente su commissione del Festival di Cannes, questo format straordinario fonde con armonia il concerto classico e il teatro di narrazione, trasformandosi in un racconto autobiografico intimo, ironico e travolgente. Piovani prenderà per mano il pubblico ripercorrendo oltre quarant’anni di sogni e di cinema, rievocando gli incontri mitici che hanno segnato la sua carriera: dal genio visionario di Federico Fellini ai fratelli Taviani, fino alla straordinaria complicità con Vincenzo Cerami e Roberto Benigni.
Le parole del compositore si intreccieranno indissolubilmente con l’esecuzione dal vivo delle sue colonne sonore più amate, affidate al pianoforte dello stesso maestro e arricchite dal talento di tre straordinari solisti professionisti: Marina Cesari al sassofono, Marco Loddo al contrabbasso e Vittorino Naso alle percussioni. Le note immortali che hanno commosso le platee internazionali risuoneranno tra le mura del borgo, regalando ai presenti un’esperienza sensoriale ed emotiva impossibile da dimenticare. In contemporanea, alle 21:00 in Piazza di Marzio, il festival riserverà uno spazio di puro incanto per l’infanzia e le famiglie con un magico spettacolo di bolle di sapone, dimostrando la grande attenzione della rassegna verso il benessere delle nuove generazioni.
Dal jazz di Francesca Martinelli alla dirompente comicità di Marco Papa
La colonna sonora della mezzanotte si ramificherà tra le piazze del borgo in un perfetto connubio di ritmi ed espressioni teatrali. Alle 22:30, Piazza d’Albenzio accoglierà le eleganti armonie e le ricercate contaminazioni sonore del Francesca Martinelli Quartet, seguito dall’energia folk del gruppo Vento Vivo, pronto a far ballare il pubblico sotto le stelle. Alle 23:00, il baricentro della risata si sposterà in Piazza di Marzio con l’attesissimo show del comico pescarese Marco Papa, che porterà in scena il suo nuovo, esilarante monologo intitolato “Proverò”. Uno spettacolo intriso di ironia e tagliente satira di vicinato, perfetto per liberare la mente dalle fatiche quotidiane e riscoprire la bellezza del sorriso condiviso.
La complessa macchina dello Spoltore Ensemble, sostenuta con costanza dal contributo economico della Fondazione PescarAbruzzo, ha predisposto un piano logistico rigoroso per accogliere l’imponente afflusso di visitatori. Sarà attivo un servizio continuo e gratuito di bus navetta curato da Spoltore Servizi, con partenze dai parcheggi del Municipio, della scuola Balbino del Nunzio e di Piazza Unione Europea. I biglietti per la straordinaria serata con Nicola Piovani in Largo San Giovanni sono già disponibili in prevendita online sui canali digitali della piattaforma Ciaotickets, mentre il botteghino fisico in loco aprirà i battenti a partire dalle ore 20:15 della sera stessa, fino ad esaurimento dei posti a sedere.
I biglietti per partecipare alle serate in Largo San Giovanni sono disponibili in prevendita su www.ciaotickets.com . L’apertura del botteghino è prevista per le 20.15, dove si potranno acquistare i biglietti fino ad esaurimento posti. Si consiglia di seguire le pagine social per comunicazioni in tempo reale al tag@spoltorensemble; per info consultare il sito www.spoltorensembleofficial.it e le pagine istituzionali del @comunedispoltore.
Ferragosto a Roma: cinema, bunker segreti e notti punk. L’Estate Romana non va in vacanza!
Chi resta a Roma ad agosto è un privilegiato, e vi spieghiamo perché! 🤩 🏛️ Dai cinema gratuiti per fuggire al caldo (con l’omaggio a Troisi a Villa Borghese) fino alle notti folli sul tetto del Casilino Sky Park a suon di punk e cover dei Pink Floyd. L’Estate Romana esplode con centinaia di eventi per tutti i gusti! Riaprono persino i bunker segreti di Villa Torlonia e l’Ara Pacis si illumina di notte per mostrarvi i suoi colori originali. Leggete la nostra guida definitiva per vivere un Ferragosto indimenticabile nella Città Eterna! 👇 🍿
Roma – Chi ha deciso (per scelta o per necessità) di trascorrere la settimana di Ferragosto in città, non ha alcun motivo per rimpiangere le spiagge affollate. La Capitale, infatti, si trasforma nel più grande e affascinante palcoscenico a cielo aperto d’Italia. L’Estate Romana 2026 entra nel suo momento più caldo (e al contempo rinfrescante) con un cartellone di appuntamenti sterminato, promosso dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale. Non parliamo solo di eventi concentrati nel centro storico, ma di una vera e propria invasione culturale che si spinge fino alle periferie, intrecciando grandi istituzioni a progetti creativi nati dal basso. Dai cinema climatizzati alle notti punk sui tetti, fino all’apertura straordinaria dei bunker della Seconda Guerra Mondiale: ecco una guida ragionata agli appuntamenti imperdibili fino al 27 agosto.
Cinema gratis al fresco e l’omaggio a Massimo Troisi a Villa Borghese
Per combattere la morsa dell’afa, torna provvidenziale il progetto Il Grande Freddo. Fino al 14 agosto, i cittadini avranno a disposizione ben dieci sale cinematografiche climatizzate sparse per la città, che offriranno gratuitamente due proiezioni giornaliere per tutte le età. Un vero e proprio “rifugio” culturale in collaborazione con ANEC Lazio.
Per chi preferisce il fascino della visione sotto le stelle, le arene all’aperto offrono un menù ricchissimo. Al Teatro Tor Bella Monaca, dal 18 al 30 agosto, andrà in scena Cinema di Raccordo 2, una rassegna indipendente che esplorerà il cinema d’autore contemporaneo. Imperdibile, invece, il programma della Casa del Cinema, incastonata nel cuore verde del Parco di Villa Borghese. Nell’arena Ettore Scola andrà in scena un commosso e doveroso omaggio all’indimenticabile Massimo Troisi, con la proiezione gratuita di capolavori come Il postino, Scusate il ritardo e Le vie del signore sono finite. Spazio anche ai grandi anniversari hollywoodiani: l’incubo onirico di Blue Velvet e l’emozione generazionale di Stand by Me – Ricordo di un’estate compiono quarant’anni e torneranno a splendere sul grande schermo.
Musica sotto le stelle a Roma Est: dai Pink Floyd al punk sul tetto del Casilino Sky Park
Chi ha voglia di far vibrare la notte troverà la sua casa sul tetto del parcheggio multipiano del Casilino Sky Park (a Roma Est). Qui, dal 21 al 30 agosto, esploderà l’energia di FLO’ – FuoriLuogo, un festival nato dal basso che unisce rigenerazione urbana e pura aggregazione. L’ingresso è gratuito (con sottoscrizione) e il calendario è una montagna russa musicale: dal djset del 21 agosto al grande tributo ai Pink Floyd (22 agosto), passando per la festa dedicata ai fan dei Pinguini Tattici Nucleari (23 agosto), fino ad arrivare a una vera e propria rassegna di stand-up comedy (26 agosto) e a una serata “Only Punk” il 27 agosto, dedicata a chi non vuole proprio saperne di andare a dormire presto.
Danza senza barriere e l’incredibile discesa nel Bunker di Villa Torlonia
L’Estate Romana è anche sinonimo di inclusione sociale. Fino all’autunno proseguirà “Danzare per includere”, un meraviglioso progetto (curato dall’Associazione Parkin Zone APS) che porta sessioni gratuite di danza performativa in luoghi iconici come il Colosseo e Villa Giulia, coinvolgendo in modo specifico persone affette da malattia di Parkinson e patologie neurologiche. Un inno potentissimo alla vita e alla dignità umana.
Per gli amanti dei misteri e della grande Storia, a Ferragosto e per tutto il mese resteranno aperti gli imponenti Rifugi antiaerei e il Bunker di Villa Torlonia, costruiti sotto il Casino Nobile durante la Seconda Guerra Mondiale. Un viaggio inquietante e suggestivo nelle viscere della terra, per non dimenticare le ore più buie del nostro passato.
L’Ara Pacis si illumina di notte e la chiamata agli artisti per il Trullo
Anche i grandi musei non chiudono i battenti (resteranno regolarmente aperti a Ferragosto). Continua a mietere successi l’esperienza de “L’Ara si rivela”: ogni weekend l’Ara Pacis prende vita di notte grazie al videomapping, che restituisce al marmo i suoi antichi e sgargianti colori originali, accompagnato da una suggestiva narrazione in cuffia.
Infine, un richiamo al futuro e alla creatività urbana: c’è tempo fino al 30 agosto per candidarsi a “Il Mercato dell’Arte”, il progetto folle e bellissimo che trasformerà gli storici banchi del Mercato del Trullo in veri e propri atelier d’artista aperti al pubblico. L’arte esce dai salotti e scende in strada, per mischiarsi alla vita vera dei romani.
Ci sono premi che consegnano una targa. E ce ne sono altri che provano a fare qualcosa di più: fermare per un momento il rumore delle cose e dire a una persona: “Abbiamo visto quello che hai fatto. E pensiamo che valga la pena raccontarlo.”
“Le Onde del Destino – Premio alle Eccellenze Umbre”, ideato e diretto da Ilaria Solazzo, nasce esattamente da questa idea.
Redazione- Ci sono premi che consegnano una targa. E ce ne sono altri che provano a fare qualcosa di più: fermare per un momento il rumore delle cose e dire a una persona: “Abbiamo visto quello che hai fatto. E pensiamo che valga la pena raccontarlo.”
“Le Onde del Destino – Premio alle Eccellenze Umbre”, ideato e diretto da Ilaria Solazzo, nasce esattamente da questa idea.
Non una gara. Non una classifica. Non la ricerca del personaggio più famoso. Piuttosto, un tentativo di mettere intorno allo stesso tavolo persone che hanno percorso strade diverse e che, proprio attraverso quelle strade, hanno contribuito a costruire il volto contemporaneo dell’Umbria.
La prima edizione, ospitata nelle Sale del Seicento di Palazzo Mauri a Spoleto, ha riunito 26 protagonisti. Ventisei storie che non hanno molto in comune, se non una parola che le attraversa tutte: impegno.
C’è chi ha scelto l’arte, chi l’architettura, chi l’editoria, chi la cultura, chi l’impresa, chi la comunicazione. Professioni diverse, caratteri diversi, esperienze diverse. Ma il punto non era uniformare queste differenze. Era metterle una accanto all’altra.
E forse è proprio questo il dato più interessante della manifestazione.
In foto la scrittrice Eleonora Benedetti, l’artista Luca Cisternino e il presentatore Massimo Zamponi
In una società nella quale siamo spesso abituati a conoscere soltanto il risultato finale, il Premio ha provato a riportare l’attenzione sul percorso. Perché dietro una professione c’è una vita. Dietro un successo ci sono spesso anni di lavoro. Dietro un applauso ci sono giornate in cui nessuno applaudiva.
Tra i protagonisti della giornata, gli architetti Giovanni e Maurizio Tonti, il Maestro David Pompili, il regista C. L. Grugher e l’editore Jean Luc Bertoni hanno ricevuto particolare attenzione e calorosi applausi. Ma sarebbe riduttivo fermarsi ai singoli nomi.
Il senso dell’iniziativa è stato proprio quello di costruire un racconto collettivo.
Ventisei persone, dunque, ma anche ventisei modi differenti di intendere il proprio lavoro.
Ed è qui che entra in gioco Ilaria Solazzo.
In foto l’assessore Danilo Chiodetti con Massimo Zamponi
La sua idea non sembra essere quella di aggiungere semplicemente un’altra manifestazione al calendario degli appuntamenti culturali. Il progetto nasce da una domanda molto più semplice: quante persone di valore conosciamo soltanto superficialmente?
Un premio può diventare allora uno strumento per approfondire, per ascoltare, per creare relazioni.
E la parola “ascolto” non è secondaria.
Durante la manifestazione non si è celebrato soltanto ciò che i premiati hanno raggiunto. Si è cercato di dare dignità anche alle loro storie. Perché l’eccellenza, quando è autentica, raramente arriva tutta insieme. Si costruisce lentamente, spesso lontano dai riflettori.
Spoleto ha così fatto da cornice a un pomeriggio nel quale il riconoscimento è diventato incontro.
E il nome scelto per il Premio non poteva essere più coerente.
Le onde si muovono. Partono da un punto e si propagano. Incontrano altre onde, cambiano intensità, raggiungono rive che sembravano lontane.
È una metafora semplice, ma efficace.
Anche le persone funzionano così.
Una scelta può generare un’altra scelta. Un incontro può cambiare una carriera. Un libro può raggiungere qualcuno a chilometri di distanza. Un gesto può diventare esempio. Una professionalità può lasciare un segno anche oltre il proprio settore.
Ecco perché il “destino” del Premio non sembra essere soltanto quello della singola persona premiata. È il destino di una comunità che prova a riconoscere i propri talenti.
L’Umbria, in questo senso, non viene raccontata come una cartolina.
Viene raccontata attraverso le persone.
Attraverso chi lavora, crea, insegna, progetta, scrive, dirige, inventa. Attraverso chi continua a credere che fare bene il proprio mestiere sia ancora una forma di responsabilità.
Alla fine della giornata, quando gli applausi si sono spenti, è rimasta una domanda: cosa resta davvero di un premio?
Resta una fotografia, certo. Resta una targa. Resta un ricordo.
Ma se il progetto funziona, resta soprattutto una storia raccontata a qualcuno che prima non la conosceva.
Ed è forse questa la vera scommessa de “Le Onde del Destino”.
Non premiare il successo.
Riconoscere il valore prima che il tempo lo faccia dimenticare.
Perché le onde non hanno fretta. Continuano il loro viaggio.
E questa prima edizione potrebbe essere soltanto la prima onda.
In foto il Cav. Roberta Testaguzza, la scrittrice Eleonora Benedetti, l’ideatrice e Direttrice Artistica del Premio la Dottoressa Ilaria Solazzo, la scrittrice Maria Rita Angelini mamma di Giacomo Innocenzi ed il conduttore della kermesse Massimo Zamponi
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“NON VOLEVO CREARE UNA SEMPLICE CERIMONIA. VOLEVO CREARE UN LUOGO DOVE LE PERSONE POTESSERO RICONOSCERSI”
Intervista a Ilaria Solazzo, ideatrice e direttrice artistica di “Le Onde del Destino – Premio alle Eccellenze Umbre”
Dottoressa Solazzo, partiamo dalla cosa più difficile: quando ha visto la sala piena, cosa ha pensato?
Ho pensato che un’idea, a quel punto, non era più soltanto mia. Era diventata qualcosa di condiviso. Ho visto i premiati, le persone presenti, gli applausi e ho capito che il progetto aveva trovato la sua dimensione naturale: quella dell’incontro.
Che cosa significa, per Lei, la parola “eccellenza”?
Non significa essere perfetti e neppure essere i primi. Significa fare bene qualcosa, con serietà, passione e continuità. E soprattutto significa lasciare una traccia. A volte anche piccola. Ma autentica.
Perché ha scelto di premiare persone provenienti da settori così diversi?
Perché l’Umbria non ha una sola identità. È arte, cultura, impresa, professioni, creatività, tradizione e innovazione. Sarebbe stato un errore raccontarla attraverso una sola categoria.
Quindi non cercava soltanto nomi importanti?
No. Cercavo persone importanti per quello che hanno fatto. È diverso. Un nome può essere conosciuto, ma una storia può essere molto più interessante della notorietà.
Durante la cerimonia ci sono stati momenti di grande emozione. Se ne aspettava così tanta?
Sinceramente no. Ogni persona ha reagito in modo diverso. C’è chi ha sorriso, chi si è commosso, chi ha parlato poco. Ma sono proprio queste differenze a rendere vere le emozioni.
Tra i protagonisti anche gli architetti Giovanni e Maurizio Tonti, il Cav. Olga Urbani, l’imprenditore Francesco Loreti Urbani, il Maestro David Pompili, il regista C. L. Grugher e l’editore Jean Luc Bertoni. Che cosa accomuna personalità così diverse?
La capacità di trasformare una competenza in qualcosa che rimane. Sono linguaggi differenti, ma alla fine l’arte, l’architettura, il cinema, l’editoria hanno una cosa in comune: parlano alle persone e costruiscono cultura.
Lei ha insistito molto sul concetto di “dare voce”. Perché?
Perché viviamo in un tempo nel quale spesso si parla molto e si ascolta poco. Io volevo invertire il meccanismo. Prima viene la persona, poi viene il premio. Prima viene la sua storia, poi viene la targa.
Ventisei premiati. Non è stato difficile scegliere?
È stata una grande responsabilità. Quando scegli di riconoscere qualcuno, devi sapere che dietro quel riconoscimento c’è una storia. Ho cercato di costruire un gruppo eterogeneo, proprio perché rappresentasse la complessità e la ricchezza dell’Umbria.
Nel nome del Premio ci sono due parole molto forti: “onde” e “destino”. Come le interpreta?
Il destino, per me, non è qualcosa che semplicemente subiamo. È anche quello che costruiamo con le nostre decisioni. Le onde rappresentano invece il movimento: gli incontri, le difficoltà, le opportunità, le ripartenze. Ognuno di noi attraversa le proprie onde. La differenza sta nel modo in cui decide di affrontarle.
Ha mai avuto paura che il progetto non funzionasse?
Certo. Chi dice di non avere paura probabilmente non sta dicendo tutta la verità. Quando costruisci qualcosa da zero ti chiedi continuamente se funzionerà. Ma la paura può essere anche una forma di attenzione.
Il Cav. Roberta Testaguzza, il Maestro Stefano Alleva ed il presentatore Massimo Zamponi
E cosa ha imparato da questa prima edizione?
Che le persone hanno ancora voglia di incontrarsi. E che quando un progetto è costruito con sincerità, questa sincerità arriva.
C’è qualcosa che rifarebbe diversamente?
Sicuramente. Una prima edizione è sempre un laboratorio. Ci sono tempi, aspetti organizzativi e dettagli che possono essere migliorati. Ma non cambierei l’idea di fondo: mettere le persone al centro.
Che cosa vorrebbe diventasse “Le Onde del Destino”?
Vorrei diventasse un appuntamento capace di crescere senza perdere la propria anima. Non voglio un Premio autoreferenziale. Vorrei un progetto culturale che sappia guardare alla regione, raccontarla e, quando possibile, far dialogare persone che normalmente non avrebbero occasione di incontrarsi.
Se dovesse scegliere una sola parola per descrivere i 26 premiati?
Direi: perseveranza.
Perché proprio questa?
Perché il talento da solo non basta. Bisogna continuare. Anche quando nessuno guarda. Anche quando arrivano le difficoltà. Anche quando il risultato tarda ad arrivare.
E cosa vorrebbe dire alle persone presenti in quella sala?
Grazie per aver ascoltato. Un applauso dura pochi secondi. L’ascolto, invece, può cambiare il modo in cui guardiamo una persona.
Che cosa resta dopo la fine di una manifestazione come questa?
Restano gli incontri. Restano le parole. Restano le emozioni. E restano soprattutto le storie che qualcuno, da quel momento, potrà raccontare a sua volta.
Allora il Premio non finisce quando termina la cerimonia?
No. Se finisse lì, sarebbe soltanto una cerimonia. Io penso che un Premio debba cominciare proprio quando si spengono i riflettori.
Il Cav. Roberta Testaguzza, l’ideatrice del premio la Dottoressa Ilaria Solazzo, la scrittrice Eleonora Benedetti e il conduttore della kermesse Massimo Zamponi
Un’ultima domanda. A chi vuole dire grazie?
A mio padre Francesco, innanzitutto. Per la presenza, per l’affetto e per quella fiducia che non ha bisogno di grandi discorsi.
Poi ai tre amici che ho voluto accanto a me nel team: la scrittrice Eleonora Benedetti, il Cavaliere Roberta Testaguzza e Massimo Zamponi, che ha condotto la kermesse con grande maestria.
Ringrazio il Sindaco di Spoleto, l’Assessore Danilo Chiodetti, il Presidente della Provincia di Perugia, la U.I.R., tutta l’Umbria e le testate giornalistiche che hanno scelto di raccontare e sostenere questo progetto.
E naturalmente ringrazio i 26 premiati. Perché un’idea può nascere nella mente di una persona, ma diventa realtà soltanto quando altre persone decidono di crederci.
E se dovesse lasciare alla fine dell’intervista una sola immagine?
Una persona che esce dalla sala con la propria targa sotto il braccio.
Non perché quella targa le abbia cambiato la vita.
Ma perché, per una volta, qualcuno le ha detto: “Il tuo lavoro è stato visto. La tua storia merita di essere raccontata.”
Forse è questa la vera onda.
Quella che non si vede.
Quella che parte da una persona, incontra un’altra persona e continua il suo viaggio.
E magari, un giorno, arriva molto più lontano di quanto avessimo immaginato.
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