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Cronaca

E’ morto VARENNE, la grande leggenda del Trotto

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E' morto VARENNE, la grande leggenda del Trotto

Èmorto Varenne, il più grande trottatore di tutti i tempi.La notizia, che si sta diffondendo sui social e media, è stata confermata all’ANSA dallo storico driver del ‘Capitano’, che aveva compiuto a maggio i 31 anni nell’allevamento LJ di Eboli. Varenne aveva disputato l’ultima gara il 28 settembre 2002, in Canada. A sette anni il fuoriclasse dei trottatori, figlio di Waikiki Beach e Ialmaz, si era piazzato secondo, a Montreal, nel Mondial Trot, dietro la francese Fan Idole. Era poi stato retrocesso all’ultimo posto per l’andatura. Un incidente che gli era capitato solo nella corsa di esordio, nel 1998.Nato il 19 maggio 1995 nell’Allevamento di Zenzalino di Alessandro Viani con una genealogia unica – il padre era figlio di Speedy Somolli, da Speedy Crown e la madre figlia di Zebu, da Sharif di Iesolo – Varenne ha corso in carriera 72 gare vincendone 63, raccogliendo oltre sei milioni di euro in premi (primato assoluto davanti alla statunitense Moni Maker). Diventando riproduttore, ha generato oltre duemila figli.

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Cronaca

Esplosione a Kabul Ovest: una nuova ferita nella memoria degli hazara

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Esplosione a Kabul Ovest: una nuova ferita nella memoria degli hazara

Redazione- L’esplosione avvenuta in una scuola nella zona occidentale di Kabul ha riportato paura e dolore tra gli abitanti di Dasht-e-Barchi, un’area a maggioranza hazara che negli ultimi anni è stata più volte teatro di attacchi contro scuole, centri educativi e civili. I talebani hanno affermato che l’attacco potrebbe essere opera dell’ISIS o di gruppi affiliati e hanno dichiarato che le indagini sono in corso; finora nessun gruppo ha rivendicato l’attacco.

Per le famiglie hazara, questa esplosione non è soltanto un episodio di violenza, ma il ricordo di anni segnati da attentati, discriminazioni e insicurezza. In Afghanistan, la comunità hazara è stata storicamente una delle comunità più vulnerabili, spesso colpita da emarginazione, persecuzioni e attacchi mirati.

L’esplosione vicino a una scuola riporta ancora una volta una dura realtà: per molti bambini e famiglie, anche il diritto allo studio è accompagnato dalla paura. Una scuola dovrebbe essere un luogo di speranza e futuro, non uno spazio segnato dal dolore e dalla perdita.

L’attacco di ieri riapre così le domande sulla sicurezza dei civili e sulla protezione delle minoranze in Afghanistan, una questione che per molte vittime attende ancora una risposta.

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Sardegna – ragazza sul sup travolta da una barca migranti

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Sardegna - ragazza sul sup travolta da una barca migranti

Una ragazza di 17 anni è stata trasportata con l’elisoccorso all’ospedale Brotzu di Cagliari in gravi condizioni dopo essere stata travolta da una barca con a bordo 14  migranti nelle acque di Tuerredda, sulla costa sud occidentale della Sardegna.La ragazza, una turista, era in acqua con un sup davanti alla spiaggia quando è stata colpita. La ragazza avrebbe riportato diverse fratture dopo essere stata colpita e un principio di annegamento. Le sue condizioni sono stabili.È stata raggiunta dal bagnino, che l’ha portata a riva; poi nella spiaggia è atterrato l’elicottero dell’Areus che ha trasportato la turista in ospedale a Cagliari.

Uno dei migranti è stato arrestato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e lesioni colpose. Si tratta di un cittadino algerino di 28 anni.

L’imbarcazione che ha travolto la diciassettenne è un natante in vetroresina spinto da un motore fuoribordo da 85 cavalli. Subito dopo lo scontro l’imbarcazione ha ripreso la corsa via mare nel tentativo di far perdere le proprie tracce.

Una volta toccata terra, i passeggeri sono sbarcati provando a scappare nell’entroterra, ma la loro fuga è durata ben poco. I militari hanno rapidamente presidiato le principali vie d’approdo, rintracciando e fermando l’intero gruppo: 14 uomini adulti di nazionalità algerina, privi di documenti ma, apparentemente, in buone condizioni di salute.

Le indagini condotte dai Carabinieri con la collaborazione del personale della Squadra Mobile della Questura hanno permesso di ricostruire la dinamica dei fatti e di identificare l’uomo che si presume fosse al timone.

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La Procura del CONI indaga sulla candidatura di Malago’

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La Procura del CONI indaga sulla candidatura di Malago'

Il terremoto che potrebbe scuotere la FIGC rischia di arrivare fino alla panchina della Nazionale: la Procura generale dello Sport ha chiesto alla Procura Federale di verificare la regolarità dell’elezione di Giovanni Malagò alla presidenza della Federcalcio. Al centro degli accertamenti c’è il suo tesseramento e, soprattutto, il possesso dei requisiti necessari per candidarsi alla guida della Federazione. L’effetto domino riguarderebbe anche Roberto Mancini, scelto dal nuovo presidente federale come commissario tecnico della Nazionale.

L’allenatore non è sotto indagine, ma potrebbe subire le conseguenze dell’inchiesta qualora Malagò non risultasse idoneo con il tesseramento per poter essere eletto. La Stampa riporta il quesito sollevato dall’avvocato Renato Miele che aveva provato a candidarsi per il posto da presidente senza aver ricevuto il sostegno necessario dalle diverse componenti. Il suo esposto era stato respinto, ma la richiesta fatta dalla Procura generale dello Sport potrebbe cambiare le carte in tavola.

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