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Se trovi una monetina incastrata nella portiera della tua auto scappa subito e chiama aiuto: la nuova diabolica truffa per rubarti la macchina

Allarme furti d’auto! Se trovi una monetina infilata nella maniglia della portiera guarda le tue spalle e chiama subito il 112: ti stanno rubando la macchina! 🚗 🚨 Attenzione massima, avvisate subito mariti, mogli, figli e nonni perché questa nuova e diabolica truffa sta svuotando i parcheggi di tutta Italia! I ladri hanno inventato un trucco geniale e silenzioso per ingannare gli antifurti elettronici delle nostre automobili moderne, e usano una semplice MONETINA da 5 centesimi! Funziona così: i criminali si aggirano nei parcheggi e incastrano la monetina nella maniglia della portiera lato passeggero. Voi salite in macchina senza accorgervi di nulla (perché entrate dallo sportello del guidatore), andate a casa, scendete e premete il telecomando per chiudere l’auto. Sentite il “click” dell’allarme e andate a dormire tranquilli. MA ATTENZIONE! La monetina blocca il meccanismo della portiera tenendola sollevata, mandando in tilt la chiusura centralizzata: quell’unico sportello resterà SPALANCATO! I ladri, che vi hanno seguito, aspetteranno che andiate via per aprire comodamente l’auto e rubare la vettura o svaligiare tutto quello che c’è dentro in soli 10 secondi! COME DIFENDERSI? Fate sempre il giro della macchina prima di salire e, quando premete il telecomando per chiuderla, provate sempre a tirare le maniglie con le mani per assicurarvi che sia davvero chiusa! Leggi i consigli delle Forze dell’Ordine nel nostro articolo! 👇 😱 Condividete questo post per salvare l’auto dei vostri amici! Voi verificate sempre che le portiere siano chiuse tirando la maniglia?

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monetina incastrata nella portiera auto

Redazione  – Mettete da parte, per un attimo, le paure legate agli hacker informatici, ai furti digitali o ai modernissimi scanner capaci di clonare a distanza le chiavi elettroniche delle nostre vetture di ultima generazione. A volte, i criminali più spietati sanno bene che per aggirare la tecnologia più sofisticata del mondo basta utilizzare un trucchetto antico, puramente meccanico, e all’apparenza del tutto insignificante.
La Polizia e le Forze dell’Ordine di mezza Europa stanno infatti lanciando un allarme rossissimo per una nuova, silenziosissima e diabolica truffa che sta svuotando i parcheggi dei centri commerciali e le strade delle nostre città. Il protagonista assoluto di questo incubo a occhi aperti è un oggetto banale, che tutti noi abbiamo in tasca: una semplice monetina da 5 o 10 centesimi. Se, avvicinandovi alla vostra amata automobile, doveste mai notare una monetina incastrata nella maniglia della portiera, dovete suonare immediatamente il campanello d’allarme, guardarvi le spalle e chiamare le autorità, perché siete finiti nel mirino dei ladri.

Come funziona la “Truffa della Monetina”

Il modus operandi di questi criminali è tanto semplice quanto spaventosamente efficace. I ladri, muovendosi con estrema disinvoltura, si aggirano nei grandi parcheggi dei supermercati o nelle strade residenziali buie. Una volta individuata l’automobile da rubare (o da svaligiare), si avvicinano furtivamente e incastrano una comune monetina di piccolo taglio esattamente nella fessura della maniglia della portiera lato passeggero (o in una delle portiere posteriori).
La scelta della portiera non è casuale: il guidatore, infatti, salirà in macchina aprendo la portiera anteriore sinistra, senza quasi mai fare il giro del veicolo, e non noterà assolutamente la presenza di quell’estranea monetina dorata o ramata incastrata sul lato opposto dell’abitacolo. Il guidatore accende il motore, fa le sue commissioni, torna a casa, parcheggia e scende, del tutto ignaro della trappola che gli è stata tesa.

Il cortocircuito meccanico che annulla l’antifurto

È proprio nel momento in cui la vittima chiude la macchina che la trappola scatta inesorabilmente. Quando il proprietario si allontana e preme il pulsante di chiusura sul telecomando delle chiavi, sentirà il classico “clic” della chiusura centralizzata e vedrà le frecce lampeggiare. Si convincerà, insomma, di aver blindato la propria automobile.
Ma la realtà è ben diversa! La monetina incastrata dai ladri, infatti, tiene la maniglia leggermente sollevata e tirata verso l’esterno. Questo banalissimo spessore meccanico inganna il delicato sistema elettronico della chiusura centralizzata: il computer di bordo registra un’anomalia (come se qualcuno stesse tenendo aperta la portiera) e, di conseguenza, blocca tutte le porte tranne quella manomessa! Il proprietario va a dormire sereno, convinto di aver chiuso la macchina, mentre i ladri, che lo hanno seguito a debita distanza, non devono fare altro che avvicinarsi, togliere la monetina, aprire la portiera lasciata spalancata ed entrare comodamente nell’abitacolo, pronti a rubare il veicolo o a razziare tutti gli oggetti di valore lasciati all’interno (computer, borse, occhiali da sole).

Come difendersi e salvare i propri risparmi

Essere derubati dell’automobile, magari acquistata con anni di durissimi sacrifici e rate infinite, è un trauma psicologico ed economico devastante. Per difendersi da questo trucco geniale e malefico, la tecnologia non basta: serve la sana e vecchia attenzione umana.
La regola d’oro dettata dagli esperti di sicurezza è una sola: fate sempre il giro completo della vostra automobile prima di salire a bordo, specialmente se l’avete lasciata in sosta in parcheggi pubblici molto affollati. Controllate a vista tutte e quattro le maniglie. Inoltre, quando parcheggiate per la notte e premete il telecomando, non fidatevi mai del semplice rumore della chiusura centralizzata: provate sempre ad aprire fisicamente le portiere posteriori e quella del passeggero tirandole con le mani.
Se doveste trovare la famosa monetina incastrata, non toglietela semplicemente per poi andare via: fotografatela e segnalate immediatamente l’episodio al 112, perché significa che i ladri vi stanno osservando nascosti a pochissima distanza, aspettando solo il momento giusto per colpire.

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Lifestyle

Attacca una molletta da bucato alle bocchette dell’aria in auto: il trucco geniale e a costo zero che tutti i guidatori stanno copiando

Basta spendere soldi in costosi (e chimici) profumatori per l’automobile! Attacca una semplice molletta da bucato alle bocchette dell’aria e goditi la magia! ✨ 🚗 Quanti soldi buttiamo ogni anno comprando quegli alberelli colorati o quei profumatori chimici da attaccare al cruscotto dell’auto? Tantissimi! Costano una fortuna, durano tre giorni e spesso ci fanno respirare sostanze sintetiche e nocive! Sul web sta spopolando un trucco pazzesco e a COSTO ZERO che sta cambiando la vita a migliaia di automobilisti. Vi serve solo una comunissima MOLLETTA DA BUCATO (rigorosamente in legno) e qualche goccia di olio essenziale in erboristeria (lavanda, pino, limone o eucalipto). Versate 5 gocce di olio sul legno della molletta, aspettate che si assorba e poi incastratela alle bocchette dell’aria condizionata dell’auto! La magia è istantanea: il legno poroso tratterrà l’olio e lo rilascerà in maniera lentissima. Quando accenderete la ventilazione, l’aria diffonderà in tutto l’abitacolo un profumo inebriante e 100% NATURALE per intere settimane, coprendo all’istante l’odore di fumo o di umidità! E quando svanisce? Bastano altre 3 gocce di olio sulla stessa molletta e si ricomincia! Un profumatore eterno, sano e gratis! Leggi la guida passo-passo nel nostro articolo e prova l’aromaterapia in auto! 👇 🌲 E voi quale profumo scegliete per la vostra macchina?

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molletta da bucato alle bocchette dell'aria in auto

Redazione – L’automobile è diventata ormai a tutti gli effetti la nostra “seconda casa”. Tra il tragitto per andare al lavoro, l’accompagnamento dei figli a scuola, le code interminabili nel traffico cittadino e le gite fuori porta del weekend, trascorriamo centinaia di ore all’anno chiusi all’interno dell’abitacolo. Proprio per questo motivo, mantenere un ambiente pulito, igienizzato e soprattutto profumato è essenziale per il nostro benessere psicofisico e per la nostra serenità alla guida.
Purtroppo, però, eliminare i cattivi odori (come il fumo di sigaretta, l’odore del pelo del nostro cane o la terribile puzza di umidità e polvere sprigionata dai filtri dell’aria condizionata) non è affatto semplice. Per risolvere il problema, spendiamo una vera e propria fortuna al supermercato o negli autolavaggi, acquistando quei classici profumatori chimici da appendere allo specchietto o da incastrare sul cruscotto. Prodotti carissimi, che perdono la loro efficacia nel giro di pochi giorni e che riempiono i nostri polmoni di sostanze sintetiche. Oggi, però, vi sveliamo un trucco formidabile, geniale e a costo letteralmente zero che sta spopolando tra i guidatori di tutto il mondo.

Il segreto della molletta di legno sul cruscotto

Per trasformare la vostra automobile in un’oasi di profumo e freschezza prolungata, senza spendere un solo centesimo in costosi e tossici gadget chimici, non dovete fare altro che rovistare nel cesto del vostro bucato. Vi basterà infatti prendere una comunissima molletta da bucato in legno (non in plastica, è fondamentale che sia rigorosamente di vero legno!).
Il legno naturale, per sua stessa conformazione fisica, è un materiale incredibilmente poroso e assorbente, capace di trattenere i liquidi e rilasciarli in modo lentissimo e graduale nel tempo. Questo semplicissimo principio fisico è il segreto alla base del profumatore per auto più economico, potente e duraturo che abbiate mai provato in vita vostra.

Come creare l’aria condizionata aromatica perfetta

Il procedimento per realizzare questo prodigioso deodorante “fai da te” vi ruberà meno di un minuto. Prendete la vostra molletta di legno e versateci sopra quattro o cinque gocce del vostro Olio Essenziale preferito (potete acquistarli in qualsiasi erboristeria a pochissimi euro e durano mesi). Le fragranze più consigliate per la guida sono la Lavanda (che riduce lo stress nel traffico), il Pino Silvestre (che dà un’incredibile sensazione di freschezza), o il Limone ed Eucalipto (formidabili per coprire l’odore di fumo e risvegliare l’attenzione del guidatore).
Attendete un paio di minuti affinché il legno della molletta assorba completamente l’olio. A questo punto, salite in macchina e pinzate la molletta direttamente su una delle alette delle bocchette dell’aria condizionata (o del riscaldamento). Il gioco è fatto!

Un profumo inebriante che dura intere settimane

I risultati di questa operazione elementare vi lasceranno senza fiato fin dal primo secondo. Non appena accenderete la ventilazione dell’auto, il flusso d’aria (sia calda che fredda) colpirà direttamente il legno imbevuto di olio essenziale, diffondendo in modo omogeneo, delicato e persistente il meraviglioso aroma naturale in tutto l’abitacolo.
A differenza dei profumatori industriali (che vi bombardano il naso per tre giorni e poi svaniscono nel nulla), il legno rilascerà la sua fragranza in modo estremamente lento. L’effetto profumato durerà per intere settimane! E quando l’odore inizierà a svanire? Vi basterà versare altre tre gocce di olio sulla stessa identica molletta, per un ciclo infinito di risparmio.
Con una spesa pari a zero (e un investimento di soli 5 euro per una boccetta di olio naturale che durerà anni), avrete detto addio per sempre ai cattivi odori, proteggendo la salute della vostra famiglia dai fumi chimici e trasformando ogni vostro viaggio in auto in una piacevolissima seduta di aromaterapia gratuita.

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Lifestyle

Metti una foglia di alloro in lavatrice a ogni lavaggio: il trucco geniale delle nonne che sta facendo risparmiare centinaia di euro alle famiglie

Il trucco della nonna che sta facendo impazzire il web: metti l’alloro in lavatrice e guarda cosa succede ai tuoi vecchi vestiti! È una magia! 🌿 👕 Quanti soldi spendiamo ogni anno in costosissimi detersivi e ammorbidenti chimici che promettono miracoli, ma che alla fine rovinano e sbiadiscono i nostri vestiti preferiti? Tantissimi! Ma per fortuna, sul web sta spopolando un antico “segreto delle nonne” che vi farà risparmiare centinaia di euro e salverà il vostro guardaroba! La soluzione si trova nella vostra dispensa in cucina: le foglie di ALLORO! Questa pianta straordinaria contiene oli essenziali che “fissano” e ravvivano i colori spenti dei tessuti. COME FARE? È semplicissimo: fate bollire in una pentola un litro d’acqua con 10 foglie di alloro e 4 cucchiai di bicarbonato. Lasciate raffreddare il liquido e poi immergeteci i vostri capi sbiaditi per 24 ore (oppure versate il liquido filtrato direttamente nel cestello della lavatrice a ogni lavaggio!). I vostri vestiti torneranno brillanti, morbidissimi, profumati e igienizzati, in modo 100% naturale! Direte per sempre addio ai prodotti chimici che causano allergie, risparmierete tantissimi soldi al supermercato e aiuterete l’ambiente! Leggi tutta la procedura esatta nel nostro articolo! 👇 🧺 Voi avete mai provato questo antico trucco della nonna per salvare i vestiti sbiaditi?

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Foglia di alloro in lavatrice

Redazione – In un’epoca in cui il costo della vita continua a salire inesorabilmente e fare la spesa al supermercato è diventato quasi un lusso, le famiglie italiane sono sempre alla disperata ricerca di soluzioni pratiche per risparmiare. Uno dei settori che incide maggiormente sul bilancio domestico mensile è senza dubbio quello dei detersivi, degli ammorbidenti e dei prodotti chimici per la cura del bucato. Spendiamo centinaia di euro all’anno per comprare flaconi coloratissimi che promettono miracoli sui nostri vestiti, ma che spesso finiscono solo per inquinare l’ambiente e irritare la pelle dei nostri bambini.
Eppure, la soluzione definitiva, ecologica e praticamente a costo zero, si nasconde proprio sotto i nostri occhi, magari abbandonata in un barattolo di vetro nella nostra dispensa in cucina. Stiamo parlando di una semplicissima foglia di alloro. Questo incredibile trucco, tramandato per generazioni dalle nostre nonne (che non avevano a disposizione i costosi prodotti chimici di oggi), sta letteralmente spopolando sul web e sta cambiando per sempre il modo di fare il bucato in migliaia di case italiane.

Il potere nascosto dell’alloro sui tessuti scoloriti

Quante volte vi è capitato di tirare fuori dalla lavatrice la vostra maglietta preferita o quel maglioncino costoso, solo per accorgervi che il colore originale si è sbiadito, trasformandosi in una tonalità spenta, opaca e invecchiata? I lavaggi frequenti e l’aggressività dei moderni detersivi industriali distruggono inevitabilmente le fibre dei tessuti.
È qui che entra in gioco la magia della natura. Le foglie di alloro sono ricchissime di potentissimi oli essenziali naturali e di composti antiossidanti che possiedono una straordinaria capacità: quella di “fissare” e ravvivare i pigmenti di colore intrappolati nelle fibre dei vestiti. Inserire l’alloro nella vostra routine di lavaggio non solo previene lo scolorimento dei capi, ma riesce addirittura a restituire brillantezza a quei vestiti che sembravano ormai destinati a finire nel cestino della spazzatura.

Come preparare il decotto magico per la lavatrice

Ma attenzione, non basta semplicemente lanciare un paio di foglie secche nel cestello della lavatrice prima di avviare il programma. Per ottenere un risultato sbalorditivo e professionale, le nostre sagge nonne utilizzavano un metodo preciso: il decotto di alloro e bicarbonato.
La ricetta è di una semplicità disarmante e vi porterà via solo cinque minuti. Prendete una pentola, versateci dentro un litro d’acqua, aggiungete una decina di foglie di alloro (meglio se fresche, ma vanno benissimo anche quelle secche del supermercato) e quattro o cinque cucchiai colmi di bicarbonato di sodio. Accendete il fuoco e fate bollire questo composto magico per circa 20 minuti. Noterete che l’acqua assumerà un colore scuro e un profumo meraviglioso e rilassante. Una volta terminata l’ebollizione, lasciate raffreddare completamente l’acqua.

Il lavaggio perfetto: risparmio economico ed ecologico

A questo punto avete due opzioni, entrambe efficacissime. Se avete dei capi particolarmente scoloriti o rovinati, potete versare questo decotto in una bacinella e lasciare i vestiti in ammollo per 24 ore prima di procedere al normale lavaggio. Il risultato vi lascerà letteralmente a bocca aperta: i colori torneranno vividi e accesi come il primo giorno in cui li avete acquistati in negozio!
La seconda opzione, perfetta per i lavaggi di tutti i giorni, è filtrare il decotto e versarne un paio di bicchieri direttamente nel cestello della lavatrice insieme ai panni. L’azione combinata dell’alloro e del bicarbonato agirà come un formidabile ammorbidente 100% naturale. I vostri vestiti usciranno dalla lavatrice morbidissimi, igienizzati, con i colori protetti e con un delicatissimo profumo di pulito.
Abbandonare gli ammorbidenti chimici per passare a questo antico trucco della nonna vi permetterà di risparmiare oltre 150 euro all’anno sulla spesa, proteggendo contemporaneamente la pelle della vostra famiglia dalle allergie chimiche e facendo un gesto meraviglioso d’amore nei confronti dell’ambiente. Provare per credere!

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Dom. Jubani e le due ragazze…

Dom Jubani è una persona meravigliosa: tranquillo, ragionevole e rappresenta molto bene il tipo dell’uomo buono e paterno! Sebbene sia un sacerdote, non è affatto quel tipo di prete che ti mette soggezione; al contrario, ti fa aprire e stare volentieri accanto a lui. Credo che dipenda dal modo in cui ti ascolta con attenzione e non interviene mai prima che tu abbia finito di parlare. Poi ti parla con calma e in maniera molto ragionevole, ricordandoti che sta esprimendo soltanto la propria opinione, ma argomentandola, perché no, anche attraverso la sua filosofia cristiana!

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Artur Nura

Redazione-  Dom Jubani è una persona meravigliosa: tranquillo, ragionevole e rappresenta molto bene il tipo dell’uomo buono e paterno! Sebbene sia un sacerdote, non è affatto quel tipo di prete che ti mette soggezione; al contrario, ti fa aprire e stare volentieri accanto a lui. Credo che dipenda dal modo in cui ti ascolta con attenzione e non interviene mai prima che tu abbia finito di parlare. Poi ti parla con calma e in maniera molto ragionevole, ricordandoti che sta esprimendo soltanto la propria opinione, ma argomentandola, perché no, anche attraverso la sua filosofia cristiana!

Personalmente non sono un praticante della religione, ma quando mi capita di vederlo predicare in chiesa, percepisco facilmente che è completamente concentrato sulla parola, sulla fede in essa e sul suo potere. Mentre parla, sembra farlo con piena convinzione, persuaso di dire la verità della Fede che presenta, ma sempre nella relatività della dimensione umana e personale.

Durante le messe, Dom Jubani, attraverso il suo corpo dinamico e l’espressione dei suoi occhi tranquilli, che si muovono da un fedele all’altro, sembra quasi diventare un ponte spirituale tra Dio, in cielo, e coloro che gli stanno accanto in chiesa, qui sulla terra.

I fedeli, in generale, lo seguono concentrati fino quasi a essere ipnotizzati! Sotto la cupola della chiesa si percepisce una forza incantatrice, incomprensibile per chi non crede, ma potentissima per il credente, il quale, nelle parole sincere e sicure della predicazione, trova ciò che desidera nel profondo di sé.

Ciò che accade lì è difficile da spiegare, ma in quei momenti si avverte la forza dell’aldilà che, sebbene intangibile, nei volti dei fedeli si trasforma in un’espressione di serenità quasi divina! La sua voce baritonale assomiglia a una melodia magica di Johann Sebastian Bach, capace di attraversare l’intero essere umano in modo completamente liberatorio.

Durante le festività religiose, quando nelle celebrazioni della Chiesa non mancano le più alte autorità dello Stato, che vi si recano soprattutto per comunicare con l’elettorato attraverso le telecamere presenti, Dom Jubani è generalmente assente! Nei casi in cui deve necessariamente esserci, rimane in silenzio o parla pochissimo! Verrebbe da chiedersi se sia lo stesso uomo-sacerdote che durante le messe predica nel modo più dinamico possibile, quasi si allungasse dall’umano al divino nella maniera più particolare e convincente!

Il viaggio…

L’amicizia che avevamo creato mi aveva affascinato e non rifiutavo mai le sue richieste. Ero certo che, se faceva una richiesta, quella richiesta fosse giusta! Un giorno, Dom Jubani mi chiese di accompagnarlo in una sua missione nel nord-est del Paese e mi avvertì che, di tanto in tanto, avremmo dovuto proseguire a piedi per raggiungere le chiese dei rispettivi villaggi!

Avevo accettato questa richiesta, anche se sapevo che avrei dovuto prendere parte a dei riti religiosi. Questa cosa, nonostante mi provocasse un certo conflitto interiore, alimentava in me la curiosità di imparare qualcosa in più da quell’esperienza, che certamente era molto profonda e significativa!

Ma, in realtà, con quel viaggio imparai che è la persona a darti qualcosa di speciale e indimenticabile, e non il luogo in cui ti trovi, né, in questo caso, l’Istituzione che essa rappresenta. Eravamo arrivati nella terra d’origine di mio padre, ma, naturalmente, stavamo andando in villaggi nei quali persino lui non era mai stato!

La mattina, dopo essere usciti dall’hotel del centro della città e aver preso il caffè, ci dirigemmo verso la macchina che aveva parcheggiato davanti a noi. Dopo aver percorso un tratto di strada sulle quattro ruote, scendemmo dalla macchina alla fine della strada percorribile con l’auto e lasciammo lì l’autista! Ci incamminammo a piedi verso “Qafë Gështenjë”, così si chiamava il villaggio che dovevamo raggiungere e dove viveva una piccola comunità cattolica.

La zona era estremamente povera e, allo stesso tempo, molto ospitale! Ovunque passassimo accanto alle povere abitazioni, si sentiva la generosa espressione: “Bujrëm!”, un invito ad entrare, un “venite pure”! Forse è ingiusto dirlo, ma stranamente la povertà rende l’uomo più buono e altruista, mentre la ricchezza lo rende più freddo ed egoista!

Come dice lo stesso Dom Jubani, l’essere umano, in quanto individuo, è estremamente profondo e, per comprendere il vero significato di questa profondità, gli serve fino all’ultimo momento della vita. Questa profondità diventa, senza dubbio, ancora più sconosciuta quando ci si riferisce all’uomo come essere sociale e spirituale!

Dom Jubani rispondeva a quei calorosi inviti, a quei “bujrumi” o benvenuti, portando la mano al cuore e augurando: “Che Dio ve ne renda merito”, ma non si fermava. Pronunciava quell’augurio con tutto il cuore e credeva che Dio, in un determinato momento, avrebbe ricompensato ciascuno di loro.

Sembrava che la gente della zona lo conoscesse e lo salutasse con affetto! Ma, come mi raccontò più tardi, non si fermava in nessuna di quelle famiglie perché era certo che una buona parte di ciò che esse offrivano con il cuore all’ospite, poi sarebbero andate a prenderla a credito nel negozio del villaggio!

La povertà era chiaramente visibile e aveva qualcosa di drammatico. La Chiesa, naturalmente, aveva portato aiuti in quella zona, anche se quelle persone appartenevano a un’altra confessione religiosa, ma questo non risolveva nulla per loro e la povertà continuava a regnare. Bisognava fare molto di più e appariva evidente che quella situazione tormentava il mio amico, che di tanto in tanto si faceva promotore dell’invio di aiuti in quella zona!

Bussare a determinate porte…

Avevamo camminato molto. Certamente lui, anche a causa dell’età, doveva sentirsi più stanco di me. A un certo punto, indicandomi un luogo con il dito e sorridendo, mi mostrò una villa molto bella poco più avanti! Si fermò e bussò al grande cancello di ferro! Dall’interno della casa si sentì una voce femminile aspra!

— Chi è alla porta?!

— Siamo viaggiatori! Avremmo bisogno di un bicchiere d’acqua, se possibile! — rispose Dom Jubani.

Sulla soglia della porta, accanto all’edificio, apparve una ragazza con il volto pesantemente truccato. Le labbra, colorate di rosso, brillavano anche da lontano. Così come gli occhi! La camicia che indossava aderiva al petto! La gonna stretta metteva in evidenza le sue forme dalla vita in giù e, certamente, secondo un gusto provinciale, avrebbe potuto essere definita “sexy”!

— Va bene… ve la porto… perché anche la gente ha da fare…! — disse senza nascondere la propria riluttanza e scomparve dietro le tende della finestra!

— Grazie, signorina! Che Dio ve ne renda merito! — disse Dom Jubani, mentre lei chiudeva la finestra!

Dopo poco tornò con un solo bicchiere d’acqua in mano e, infastidita, scese le scale della casa e aprì il grande cancello di ferro! Allungò il bicchiere verso Dom Jubani senza pronunciare alcun suono, nessuna parola! Mostrava soltanto insofferenza!

Nel momento in cui guardò verso di me — ero molto più giovane di Dom Jubani e, soprattutto, ero un laico — sembrò pentirsi del proprio comportamento. Mentre mi guardava, alzò la mano sinistra e sistemò la frangia dei suoi folti capelli color castano!

— Entrate e prendete anche un caffè! — disse, divorandomi con gli occhi dai piedi fino agli occhi!

— Grazie, signorina! Siamo di passaggio! — risposi, non riuscendo a nascondere l’antipatia che mi aveva suscitato.

— Grazie mille, signorina! — le disse Dom Jubani con benevolenza.

Lei riprese il bicchiere senza guardarlo affatto, mentre sembrava quasi supplicarmi di accettare l’invito.

— Che possiate trovare un bravo marito, signorina, e ancora grazie!

In quel momento lei girò la testa verso Dom Jubani con un sorriso pieno di gratitudine! Solo dopo alcuni secondi si voltò verso di me!

— Entrerete a prendere un caffè? — ripeté con voce supplichevole, rivolgendo lo sguardo anche verso Dom Jubani!

— No! Grazie! Buona giornata! — risposi con decisione e posai la mano sulla spalla di Dom Jubani per fargli capire la mia volontà!

Lui, sorridendo, accettò e ci incamminammo. Io non mi voltai affatto indietro, mentre lui sì! Le fece un cenno con la mano, sorridendole! Più tardi mi raccontò che lei era rimasta davanti al cancello della villa fino al momento in cui non riuscì più a vederci.

Sebbene fosse il luogo delle mie origini, Dom Jubani conosceva quella zona meglio di me. Mi spiegò che le ragazze di quell’età, lì, generalmente non lavoravano e nemmeno studiavano. La famiglia si limitava a garantire loro un buon matrimonio combinato.

Un’alternativa del genere, senza dubbio, coincideva anche con i desideri propri della loro età! “Certamente le relazioni segrete in zone come queste sono quasi impossibili”, pensai, senza però dirglielo!

Dopo circa un’altra ora di cammino a piedi, davanti a noi apparve un’altra villa ben tenuta e appena dipinta di bianco! Notai immediatamente il suo desiderio di bussare di nuovo! Senza dire una parola, il nostro cammino prese la direzione della villa! In realtà, anch’io avevo sete e fino a quel momento non ci era capitato davanti neppure un negozio di paese! Ci guardammo negli occhi e ci capimmo con un sorriso!

– Speriamo che non ci capiti un tipo simile a lei, Dom Jubani!
– Può anche darsi! In queste zone, a quest’ora, in casa rimangono soltanto le ragazze non sposate!
– Però non credo che siano tutte come quella! – gli risposi, mentre ormai eravamo arrivati al cancello della villa!

Premette il pulsante del citofono. Dall’interno si sentì una dolce voce femminile. Ci guardammo negli occhi e sorridemmo.

– Prego? Chi è?
– Siamo viaggiatori e, se non la disturbiamo, vorremmo chiederle un bicchiere d’acqua.
– Ma certo! Eccomi, arrivo subito!

Dalla porta della villa uscì una ragazza bionda e sorridente! Indossava un paio di jeans e una camicia rossa. Tra le mani aveva un vassoio con due bicchieri di succo. Da lontano, il succo sembrava essere all’arancia. Aprì il cancelletto di ferro e porse i bicchieri prima di tutto a Dom Jubani.

– Prego, Padre! Anche se sono sola… potete anche entrare a riposarvi in casa! Sicuramente sarete stanchi per il viaggio.
– Grazie mille, signorina! È molto gentile! – le rispose Dom Jubani.

Poi lei rivolse il vassoio verso di me e, dopo avermi lanciato uno sguardo gentile e rapido, abbassò gli occhi.

– Prego! – disse soltanto questa parola.

– Grazie mille, signorina! È davvero molto gentile! – le dissi, guardandola con simpatia, perché no, anche per le sue linee eleganti e i suoi tratti molto dolci! Non aveva affatto il viso truccato e aveva gli occhi color del cielo.

Dopo aver bevuto il succo d’arancia, ci incamminammo per andare via, ringraziando ancora una volta la gentile signorina. Dom Jubani si affrettò ad andare avanti per primo, forse sicuro che in quel momento potesse nascere qualche flirt che lui non desiderava tra noi! Io, come al solito, accolsi quella richiesta inespressa a parole e gli andai dietro.

– Che uomo cattivo… – disse Dom Jubani a bassa voce, quando ci eravamo allontanati da lei di appena tre metri!

Stupito, non potevo credere alle mie orecchie, ma non potei chiedergli nulla in quel momento, dato che eravamo ancora molto vicini a quella gentile signorina!

Dopodiché camminammo a lungo senza parlare, entrambi immersi nei nostri pensieri. In quel momento ero sicuro che Dom Jubani non avesse portato con sé dell’acqua appositamente! In un viaggio del genere, anche qualcuno che non conoscesse la zona avrebbe pensato di portarsi dietro ciò di cui aveva più bisogno, figuriamoci qualcuno che aveva percorso quella zona e la conosceva!

Gli auguri…

– Ti prego, Dom Jubani, puoi spiegarmi i tuoi diversi atteggiamenti e i tuoi diversi auguri nei confronti delle due ragazze?!
– Non sono affatto diversi! Lo sembrano, se non si approfondisce la questione!
– Non ti capisco! Alla prima ragazza, che era stata completamente maleducata e, perché no, persino trasandata e sporca, hai rivolto i tuoi auguri con piacere! Mentre alla ragazza di poco fa, che meritava i migliori auguri, hai rivolto quasi una maledizione!
– Una maledizione!? Tu pensi che una persona come me possa maledire qualcuno?! Per di più una persona così buona!?

Nei suoi occhi si leggeva davvero lo stupore! Ma, naturalmente, vedendomi con aria di rimprovero, si accorse anche del mio stupore.

– Figlio mio… la vita è molto profonda e, sebbene l’uomo dentro di sé sperimenti meravigliosi poteri divini che non riesce a conoscere fino in fondo, rimane imperfetto e la vita gioca con lui nel modo più incauto! Io, come uomo di Dio sulla terra, per quanto possa esserlo, devo augurare a quell’uomo, a quella persona, il meglio possibile, tenendo conto anche dell’altro che vivrà insieme a lui. Perché no, della famiglia e della comunità nella quale tutti convivono. Il meglio secondo me e secondo la filosofia cristiana! Anch’io sono mortale, come tutti gli altri! – disse, e continuò:

– Mi crederai, figlio mio, se ti dico che un momento di debolezza, completamente umano, ha influito sulla mia scelta di intraprendere la vita ecclesiastica?
– Non so cosa dirti! Certamente devo crederti e sono qui, attento ad ascoltare!

– Ogni volta che venivo a sapere della cattiva sorte di qualcuno… di una malattia incurabile, di un incidente mortale o di cose simili riguardanti persone che conoscevo, venivo preso da una inspiegabile soddisfazione interiore, che si rifletteva in un sorriso nascosto! Questo sentimento mi sembrava molto cinico e mi turbava, ma non riuscivo a spiegarlo e cercavo di nasconderlo il più profondamente possibile dentro di me! Quel sentimento mi sembrava molto cattivo, disumano, ma rimaneva mio, inspiegabile!

– Ho avuto bisogno di molta riflessione per comprendere ciò che mi stava accadendo e che mi portava a vivere il male di qualcun altro in quel modo! Noi siamo esseri nati egoisti! Per diventare anche solo un poco altruisti, sono necessari molto impegno e molto lavoro e, quando ci si riesce, ci si sente davvero bene, perché si riesce almeno a controllare se stessi, pur senza raggiungere la perfezione!

Quel sentimento non era altro che la reazione del mio subconscio, che trasmetteva inconsapevolmente alla mia coscienza la gioia nascosta dovuta al fatto che quella fatalità non riguardava direttamente me!

Senza dubbio, sia nella mia coscienza sia nella parte subconscia di me stesso non mancava la compassione per quella persona sfortunata, ma questa si mescolava con la gioia umana individuale che io stesso provavo, dal momento che non facevo parte di quella disgrazia!

Ho avuto bisogno di tutta questa formazione e di tutta questa esperienza teologica per riuscire, almeno in parte, a superare quel sentimento, che sono sicuro sia innato nell’essere umano stesso! Ringrazio Dio in cielo per avermi aiutato a raggiungere questa capacità di autocontrollo!

Mentre camminavamo, di tanto in tanto, a seconda dell’importanza delle sue parole, lui girava la testa verso di me e mi guardava negli occhi. Io mi rischiarai dentro, ricordando che anch’io avevo provato un sentimento simile, ma non ero mai riuscito a spiegarmelo e lo avevo lasciato cadere nell’oblio, da qualche parte nella profondità della mia memoria!

Naturalmente io non sono un prete e, per di più, non sono Dom Jubani, pensai tra me e me, e gli chiesi:

– Ma perché hai rivolto alle due ragazze auguri così diversi?!

– Perché non le ho guardate con occhi individuali, ma con gli occhi di qualcuno che desidera il meglio per entrambe, però con lungimiranza!

– Se alla prima il destino offrirà una persona simile a lei, certamente il futuro di quella famiglia sarebbe da commiserare…! Mentre una persona buona potrebbe influenzarla e farla riflettere, renderla migliore di quanto non sia! In un caso del genere la probabilità sarebbe elevata. Io gliel’ho augurato con tutto il cuore e ho pregato per lei. Io credo che Dio ci ascolti e ci aiuti, per questo prego! Non prego mai semplicemente per liberare la mia coscienza!

– Quanto alla seconda, che era così dolce e nobile, sono convinto che anche un uomo non particolarmente buono, o uno come la prima ragazza, ma in questo caso un uomo, l’avrebbe resa più mite! Per lei non ho pregato Dio! Credo che Lui l’abbia vista e che lei non avesse bisogno della mia preghiera!

Essendo stato presente in entrambi i casi, pur non avendo compreso fino in fondo tutto ciò che Dom Jubani mi aveva spiegato, mi trovai d’accordo con lui.

Naturalmente compresi più chiaramente l’insieme della questione e me stesso quando tornammo a casa e cominciai a scrivere questa storia. Cercando di osservarla da tutti i punti di vista possibili, arrivai a comprendere ancora meglio Dom Jubani e la sua filosofia, non soltanto quella cristiana.

In effetti, prima di iniziare a scrivere questa storia significativa, qualcuno mi informò che una nostra conoscente era stata ricoverata d’urgenza in ospedale e che i medici avevano dovuto sottoporla a una biopsia! Dopo questa brutta notizia, provai chiaramente quella sensazione di cui mi aveva parlato con tanta attenzione Dom Jubani!

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