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Attualità

La preghiera di Anglona che diventa il grido per il riscatto lucano, Pino Giordano (UGL): “Basta assistenzialismo, il Metapontino vuole rinascere col lavoro”

Dal Santuario di Anglona si leva il grido per il futuro e il lavoro in Basilicata! ⛪️🌾 Il segretario dell’UGL Matera, Pino Giordano, raccoglie il potente messaggio del Cardinale Pizzaballa e lancia la sfida per il riscatto del Metapontino dopo le alluvioni: “Basta assistenzialismo o elemosine, le nostre famiglie vogliono solo dignità e sicurezza nelle infrastrutture”. Un plauso speciale anche al Vescovo Orofino per la sua vicinanza ai più deboli. La speranza si trasforma in un grande patto per l’occupazione: leggete tutta la splendida analisi nel nostro articolo! 👇❤️ Lucani, alziamo la testa! ✨

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Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme a Anglona di Tursi (MT)

Matera – Ci sono luoghi sacri dove la terra respira la sofferenza e la speranza di un popolo intero, santuari aggrappati alle colline che da secoli testimoniano la resilienza e la fede profonda delle comunità del Mezzogiorno. Il colle di Anglona, nel cuore pulsante della Basilicata, è uno di questi fari dello spirito. Ma quest’anno, la tradizionale e sentitissima Festa della Madonna di Anglona si è trasformata in qualcosa di immensamente più grande di un rito religioso: è diventata il terreno fertile da cui far levare un grido potente, commovente e senza sconti per il futuro occupazionale, sociale ed economico dell’intera provincia. Un appello accorato che unisce la solennità delle parole giunte da Gerusalemme all’urgenza drammatica di un territorio ferito che rifiuta categoricamente di arrendersi al fango del catastrofismo.

A raccogliere questa immensa eredità spirituale, traducendola immediatamente in un manifesto di politica sindacale e civile per il riscatto della Basilicata, è stato Pino Giordano, segretario provinciale dell’UGL Matera. Ancora scosso dalle vibrazioni emotive delle celebrazioni, il leader sindacale ha voluto lanciare un ponte ideale tra la preghiera e la realtà dei cantieri. «La speranza non può essere soltanto una parola: deve diventare responsabilità, impegno e capacità di costruire futuro», ha dichiarato Giordano con una passionalità viscerale che ha fatto breccia nel cuore dei lavoratori lucani. Per l’UGL, la fede nei borghi deve farsi azione strategica immediata, un’iniezione di coraggio per cambiare la prospettiva della ricostruzione.

Dall’alluvione del Metapontino al monito del Cardinale Pizzaballa

Ad accendere i riflettori internazionali sulla rassegna di Anglona è stata la partecipazione straordinaria e carismatica del Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, le cui parole di pace e resistenza hanno scosso le coscienze dei presenti. «Pizzaballa ci ha ricordato che nessuna storia è estranea a… e che anche nelle incertezze è possibile guardare al futuro con occhi diversi», sottolinea con fierezza Pino Giordano. Questo messaggio di profonda catarsi interiore si sposa drammaticamente con l’attualità del Materano e del Metapontino, territori recentemente messi in ginocchio da eventi alluvionali devastanti che hanno ferito l’agricoltura e le imprese locali. Secondo il sindacalista, l’emergenza non deve essere vissuta come una condanna, ma come la più grande occasione di rilancio infrastrutturale della regione.

La ricetta proposta dall’UGL Matera è chiara, rigorosa e priva di fronzoli assistenziali: investire ogni singolo euro destinato alla ricostruzione post-alluvione nella messa in sicurezza definitiva dei fiumi, nel potenziamento delle reti di trasporto, nel sostegno diretto alle aziende e nel rilancio del turismo verde e balneare. Ogni risorsa deve trasformarsi in nuovo, dignitoso lavoro stabile. Giordano ha poi voluto tributare un ringraziamento speciale, intimo e profondo al Vescovo della diocesi di Tursi-Lagonegro, monsignor Vincenzo Orofino, definendolo una colonna portante della comunità: «Gli va riconosciuto il merito di una presenza autenticamente vicina alle comunità, alle famiglie e alle persone più fragili. In un tempo nel quale servono coesione e responsabilità, la sua testimonianza ci richiama alla necessità di non lasciare nessuno indietro».

Un grande patto territoriale: «La nostra terra non chiede elemosine»

Dall’altare di Anglona, la sfida dell’UGL si sposta ora sui tavoli istituzionali della Regione e del Governo. Giordano lancia l’idea di un grande e imminente “Patto Territoriale per il Lavoro e lo Sviluppo”, un’alleanza di scopo capace di far sedere allo stesso tavolo istituzioni locali, sindacati, associazioni di categoria e liberi cittadini, azzerando le storiche divisioni burocratiche per dare una scossa al mercato occupazionale. La Basilicata che produce, quella dei campi di fragole e dei borghi storici del Metapontino, rivendica la propria autonomia e rifiuta con fermezza qualsiasi logica di sussidio passivo.

«Il Materano e il Metapontino non chiedono assistenzialismo: chiedono di essere messi nelle condizioni di ripartire, creare occupazione e costruire futuro», conclude con spavaldo orgoglio il segretario dell’UGL Matera, Pino Giordano, lasciando un messaggio che risuonerà a lungo nelle agende dei prossimi mesi. «La speranza, oggi, è scegliere di non arrendersi e trasformare le difficoltà in una nuova stagione di crescita». I riflettori sulla Festa della Madonna si sono spenti, i fedeli sono tornati alle loro case, ma la marcia dei lavoratori lucani è appena cominciata: la terra del fango è pronta a riscoprirsi terra di progresso, un posto alla volta, difendendo la propria dignità davanti al Paese intero.

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Attualità

Il Mattutino dal Castello Sforzini: il coraggio del viandante, l’ignoto del chilometro 23 e il cammino della vita che si fa andando

“Viandante, non c’è alcun cammino… il cammino si costruisce passo dopo passo, camminando!”. Una lezione di vita immortale dal Castello Sforzini! 🏰 🚶‍♂️ Cosa fate quando state percorrendo una strada e improvvisamente… spariscono i cartelli con le indicazioni? Vi fermate spaventati o andate avanti verso l’Ignoto? Il bellissimo e poetico “Mattutino” di oggi, Mercoledì 9 Settembre, lanciato dalle antiche mura del Castello Sforzini di Castellar Ponzano, è dedicato proprio ai coraggiosi Viandanti della vita! Il messaggio di oggi si apre con due immagini misteriose e folgoranti. Prima una strada in cui “i cartelli smettono di dare indicazioni”, simbolo di quei momenti in cui la vita ci chiede di prendere decisioni difficili senza l’aiuto di nessuno, ascoltando solo il nostro cuore. Poi un’auto con “un giornale di ieri e una giacca dimenticata” gettati sul sedile posteriore. Quante volte anche noi viaggiamo verso il nostro Futuro, ma ci ostiniamo a portare sul nostro sedile i vecchi ricordi, i fallimenti e i rimpianti del Passato? Per andare avanti davvero bisogna avere la forza di svuotare i nostri “sedili posteriori”! Il cuore del messaggio è però affidato alla celebre e meravigliosa citazione del poeta Machado: non esiste una strada già scritta per il nostro Destino. Siamo noi che, con il nostro coraggio, i nostri errori e la forza dei nostri passi, costruiamo e creiamo il sentiero verso la Felicità! Leggi la nostra emozionante analisi filosofica per trovare l’ispirazione e affrontare questa giornata! 👇 🧭 E voi come vi comportate? Siete persone a cui piace programmare ogni singolo passo della vita in modo sicuro, o vi piace “costruire il cammino andando”, abbracciando l’imprevisto e l’Ignoto? Diteci la vostra opinione nei commenti, vi auguriamo una Buona Giornata e CONDIVIDETE per regalare a tutti un po’ di poesia e Coraggio!

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Il Mattutino del 9 settembre 2026

Castellar Ponzano (AL) – Ci sono giorni in cui la vita ci chiede semplicemente di mettere un piede davanti all’altro, senza sapere esattamente dove ci porterà la strada. È un momento di profonda e assoluta vertigine, in cui le mappe mentali che abbiamo costruito con tanta fatica smettono improvvisamente di avere senso. Ed è proprio a questo delicato e preziosissimo stato d’animo che è dedicato l’ispirato e poetico Mattutino di oggi, Mercoledì 9 settembre 2026, diffuso come sempre dalle antiche mura del Castello Sforzini di Castellar Ponzano. Un appuntamento quotidiano che oggi assume le tinte di un vero e proprio manifesto per i coraggiosi esploratori dell’esistenza.

Il Chilometro 23: quando finiscono le certezze

Il messaggio si apre con un’immagine fulminea, quasi cinematografica, di una potenza simbolica devastante: “Chilometro 23. La strada proseguiva. Il cartello, no”.
Cosa succede quando, durante il nostro viaggio, finisce la segnaletica? Siamo tutti abituati a percorrere i binari sicuri della nostra routine: la scuola, il lavoro, le relazioni stabili. I “cartelli” rappresentano le regole della società, le aspettative degli altri, le istruzioni per l’uso della nostra vita. Ma arriva sempre, inevitabilmente, un misterioso “Chilometro 23” in cui l’asfalto continua ma mancano le indicazioni. È il momento esatto in cui ci troviamo soli con noi stessi, chiamati a prendere decisioni senza alcun manuale di istruzioni. È il confine sottile tra l’avere una vita programmata e il vivere per davvero, abbracciando l’ignoto.

Il giornale di ieri: il peso del passato sul sedile posteriore

Il viaggio narrato dal Mattutino prosegue poi all’interno di un abitacolo silenzioso: “Sul sedile posteriore c’erano un giornale di ieri e una giacca che nessuno reclamava”.
Questi due oggetti non sono semplici dettagli d’arredamento, ma metafore pesantissime del nostro bagaglio emotivo. Quante volte, nel viaggio verso il futuro, ci portiamo ostinatamente dietro il “giornale di ieri”? Portiamo sul sedile posteriore della nostra anima le notizie vecchie, i fallimenti passati, le paure superate e le relazioni concluse (quella “giacca” vuota e sformata che non appartiene più a nessuno, eppure ci ostiniamo a non gettarla via). Viaggiare verso il nuovo chilometro richiede il coraggio estremo di fare pulizia, di svuotare l’auto dai ricordi inutili per fare spazio ai nuovi passeggeri del destino.

Antonio Machado: il sentiero si costruisce passo dopo passo

Il cuore pulsante della riflessione odierna culmina con una delle citazioni più belle e immortali della letteratura mondiale, rubata ai celebri versi del poeta spagnolo Antonio Machado: “Viandante, non c’è cammino, il cammino si fa andando”.
È una frase che ribalta completamente la nostra visione della vita. Noi crediamo sempre che il nostro destino sia già scritto da qualche parte, nascosto tra l’erba alta in attesa di essere trovato. Ma la verità è che non esiste alcun sentiero predeterminato per noi. Siamo noi, con il sudore dei nostri passi, con le nostre cadute, i nostri errori e i nostri stivali sporchi di fango, a schiacciare l’erba e a “creare” la strada. Il destino non si aspetta, si fabbrica un passo alla volta.

Libertà e coraggio: l’augurio del Castello

La chiusura di questo bellissimo quadro filosofico è il consueto, ma mai banale, augurio rituale del Castello Sforzini: “Che sia una giornata di libertà, responsabilità e coraggio”. Tre parole d’ordine per chi ha deciso di non farsi fermare dalla mancanza di cartelli. Perché la “libertà” di esplorare l’ignoto richiede il “coraggio” di sbagliare strada, e la “responsabilità” di accettarne tutte le conseguenze. Non temete il vuoto davanti a voi: accendete il motore, lasciate la vecchia giacca sul ciglio della strada e guidate verso l’orizzonte.

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Esteri

“Se affonda Ceuta, crolla l’Europa”. Il terrore nell’exclave spagnola invasa: uno stupro al giorno, arrestato un marocchino per violenza su una 16enne

“Ceuta NON SI ARRENDE! Ma se affonda la nostra Città, AFFONDA L’EUROPA INTERA!”. Il grido disperato contro l’invasione! 🇪🇸 🛑 Un incubo a occhi aperti fatto di violenze, stupri e paura quotidiana! Quello che sta accadendo a Ceuta (la famosissima exclave spagnola situata in territorio marocchino) è un vero e proprio disastro sociale e umanitario! Dopo l’anomala e massiccia ondata migratoria dello scorso luglio, la piccola città europea è letteralmente sotto assedio! Oggi hanno riaperto le scuole, ma sui volti dei genitori e dei bambini c’era solo il TERRORRE. Le misure di sicurezza sono state potenziate e moltissimi bambini sono stati addirittura “esiliati” nel continente per paura che girassero per strada! Le spiagge sono invase da accampamenti abusivi, ma l’orrore più grande riguarda i crimini atroci contro le donne: i dati ufficiali parlano di UN’AGGRESSIONE SESSUALE AL GIORNO a partire da fine estate! Proprio nelle scorse ore, un migrante marocchino è stato braccato dalla Polizia e sbattuto in carcere con la gravissima accusa di aver stuprato brutalmente una ragazzina di soli 16 anni nel quartiere di “El Principe”! Di fronte a questa catastrofe totale, il Presidente di Ceuta (Juan Jesus Vivas) è volato a Bruxelles, al Parlamento Europeo, e ha puntato il dito contro il Marocco, accusandolo di “complicità” nell’invasione! “Non ci arrenderemo mai!” ha tuonato il Presidente, avvertendo le istituzioni di Bruxelles con una frase pesantissima: “Vi conviene difendere i nostri confini… perché se affonda Ceuta, affonda la Spagna e crolla l’Europa intera!”. Leggi i dati della Polizia e il dramma dei cittadini nel nostro approfondimento esclusivo di politica internazionale! 👇 🗣️ A vostro parere ha ragione il Presidente di Ceuta? L’Unione Europea dovrebbe usare la “mano di ferro” e schierare l’esercito per difendere i propri confini da queste ondate migratorie totalmente incontrollate che generano orrore e violenze? Diteci la vostra opinione senza filtri nei commenti e condividete questa notizia!

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Ceuta, migranti

Ceuta – Ci sono confini geografici che, sulla carta, sembrano lontanissimi dalle nostre case, ma che in realtà rappresentano la trincea di difesa dell’intera civiltà europea. E in questo momento, l’avamposto spagnolo di Ceuta (la celebre exclave situata in territorio marocchino) sta vivendo un vero e proprio incubo a occhi aperti.
Oggi, in un clima surreale e tesissimo, sono riaperte ufficialmente le scuole locali. Ma sui volti delle madri, dei padri e dei bambini non c’era l’abituale sorriso del primo giorno di lezione, bensì il marchio indelebile del terrore. Dopo la spaventosa e incontrollata ondata migratoria del mese di luglio, la città è di fatto sotto assedio. Le misure di sicurezza intorno agli edifici scolastici sono state potenziate ai massimi livelli per cercare di placare un’angoscia collettiva ormai insostenibile.

Un’estate rubata: spiagge occupate e bambini chiusi in casa

Il racconto dell’estate appena trascorsa a Ceuta ha i contorni drammatici di uno scenario di guerra civile. Per intere settimane, migliaia di famiglie sono state letteralmente costrette a barricarsi in casa. Moltissimi genitori, disperati per i gravissimi rischi di sicurezza derivanti dalla massiccia e sregolata presenza di migranti sbandati per le strade, hanno dovuto “esiliare” i propri figli mandandoli dai parenti nel continente spagnolo.
Chi è rimasto intrappolato in città ha perso il diritto alla spensieratezza. Perfino i luoghi sacri dell’estate, come le spiagge libere e i parchi, sono diventati inaccessibili, trasformandosi in immensi accampamenti abusivi occupati dai migranti. Ma il vero orrore di questa invasione silenziosa ha un volto ancora più oscuro e abominevole: quello della violenza di genere.

Il bollettino dell’orrore: uno stupro al giorno

I dati ufficiali forniti dalle autorità spagnole fanno letteralmente gelare il sangue nelle vene. A partire dal 31 luglio, la piccola exclave ha dovuto fare i conti con un’esplosione di violenze sessuali senza precedenti nella storia recente. Le statistiche parlano di una media agghiacciante: quasi un’aggressione sessuale al giorno.
Il numero degli stupri denunciati oscilla tra i 25 e i 35 casi accertati, senza ovviamente contare l’oscuro “sommerso” di tutte quelle donne e ragazze che, per vergogna o terrore di ritorsioni, non hanno avuto la forza di rivolgersi alla polizia. E tra le vittime innocenti di questa brutalità ci sono anche giovanissime minorenni.

L’ultimo caso: arrestato un marocchino per lo stupro di una 16enne

La goccia che ha fatto traboccare il già colmo vaso dell’indignazione spagnola è arrivata proprio nelle scorse ore. Un giudice di Ceuta ha infatti disposto il carcere preventivo per un migrante marocchino accusato della brutale aggressione sessuale ai danni di una ragazzina di soli 16 anni.
L’orrore si è consumato nel quartiere di El Principe, una delle zone che sta maggiormente subendo la pressione migratoria. Subito dopo la denuncia disperata presentata dai genitori della minore, le forze di polizia si sono messe alla ricerca dell’uomo. Il marocchino è stato braccato e fermato domenica scorsa, proprio mentre si trovava nei pressi della frontiera, cercando disperatamente di varcarla per fuggire in Marocco e sottrarsi alla Giustizia. Pur non avendo ammesso le proprie colpe (e pur essendo teoricamente destinato all’espulsione), il giudice lo ha sbattuto in cella con la pesantissima accusa di violenza sessuale su minore.

L’urlo del Presidente Vivas a Bruxelles: “Non ci arrenderemo”

Di fronte a questo totale disastro umanitario e sociale, la politica non poteva più tacere. E così, il Presidente di Ceuta, Juan Jesus Vivas, è volato direttamente a Bruxelles per tenere una drammatica conferenza stampa al Parlamento Europeo. Le sue parole sono state pietre lanciate contro l’ipocrisia internazionale.
Vivas non ha esitato un secondo a puntare il dito direttamente contro il governo di Rabat: «Quello che è successo a luglio è stato reso possibile solo grazie alla partecipazione diretta o al consenso del Marocco. Si sono comportati in modo scorretto, mancando di rispetto non solo alla Spagna, ma all’intera Unione Europea».
Infine, il Presidente ha lanciato un monito disperato che suona come una chiamata alle armi per tutta l’Europa, affinché non volti la testa dall’altra parte: «Da Ceuta si è levato un grido di dolore, che è diventato ormai una causa nazionale sostenuta da milioni di spagnoli: Ceuta non è in vendita, Ceuta non si arrenderà mai, Ceuta si difenderà a ogni costo. E spero diventi una battaglia per tutti voi. Perché se affonda Ceuta, affonda la Spagna. E se affonda la Spagna, affonda l’Europa intera».

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Attualità

Il miracolo biancoceleste infiamma la Capitale, il plauso di Antonio Mazzocchi: “La Lazio in vetta zittisce tutti i gufi, la gestione Lotito è da applausi”

La Lazio vola in vetta alla classifica e Antonio Mazzocchi zittisce tutti i gufi e la stampa locale! 🦅⚽️ Con tre vittorie consecutive, i biancocelesti si prendono il primo posto insieme alla Roma e scatta il plauso del Presidente dei Cristiano Riformisti alla gestione lungimirante di Claudio Lotito. Un duro e ironico affondo contro i media romani che profetizzavano “tragedie” estive: “Certe redazioni dovrebbero chiedere le dimissioni dei loro giornalisti e sostituirli con Gattuso per dare una scossa!”. Scoprite tutta la verve del comunicato nel nostro articolo! 👇❤️✨

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Lazio, calcio

Roma – Ci sono momenti in cui il calcio smette di essere un semplice sport domenicale per trasformarsi in una gigantesca ondata di passione, orgoglio e riscatto sociale che travolge l’anima di un’intera città. All’ombra del Colosseo e lungo le sponde del Tevere, la sponda biancoceleste della Capitale sta vivendo giorni di pura estasi sportiva, respirando un entusiasmo collettivo che non si avvertiva da anni. Davanti al clamoroso e trionfale avvio di stagione della Lazio, si leva alta, ferma e fiera anche la voce della politica e del tessuto civile. Il Movimento dei Cristiano Riformisti, per bocca del suo presidente, l’onorevole Antonio Mazzocchi, ha espresso una piena, totale e incondizionata soddisfazione per il primato in classifica, trasformando il momento sportivo in una profonda riflessione sulla lungimiranza gestionale e sul valore del lavoro silenzioso.

La Lazio vola e fa sognare il proprio popolo. Dopo aver inanellato ben tre vittorie consecutive, contrassegnate da un gioco spettacolare e da una solidità caratteriale spaventosa, la squadra si trova a guardare tutti dall’alto verso il basso, condividendo la vetta solitaria del campionato proprio in un suggestivo ed elettrizzante testa a testa con i cugini della Roma. Un primato che riaccende la fede dei tifosi e che, secondo Mazzocchi, dimostra in modo inoppugnabile la bontà del percorso intrapreso e la cecità di chi, solo fino a poche settimane fa, profetizzava disastri e fallimenti societari.

Il trionfo della programmazione: Mazzocchi blinda il Presidente Lotito

Il cuore dell’intervento del leader dei Cristiano Riformisti si configura come un vero e proprio scudo istituzionale alzato a difesa della presidenza biancoceleste, troppo spesso finita nel mirino di critiche ingenerose. Il Movimento ha voluto manifestare il proprio sincero e profondo compiacimento per l’eccellente, rigorosa e lungimirante guida societaria del Presidente Claudio Lotito. Da oltre vent’anni al timone del club, Lotito ha dimostrato ancora una volta la straordinaria capacità di mantenere la barra dritta nei momenti di tempesta, risanando i bilanci senza mai rinunciare alla competitività sportiva e riportando, passo dopo passo, la Lazio nell’aristocrazia del calcio italiano.

«Questo straordinario avvio di stagione dimostra la bontà del lavoro svolto finora», sottolinea con fermezza l’onorevole Antonio Mazzocchi, evidenziando come i successi sul rettangolo verde siano il frutto naturale di una stabilità aziendale che pochi altri club in Italia possono vantare. La strategia della formica, che punta sulla competenza, sullo scouting e sul rifiuto di spese folli e fuori mercato, ha pagato ancora una volta, trasformando lo scetticismo estivo in una splendida, luminosa e trasparente realtà da primato.

La stoccata ai media locali: «Certe redazioni cambino i registi del catastrofismo»

L’analisi di Mazzocchi si sposta poi sul terreno dell’informazione sportiva capitolina, regalando un affondo ironico, tagliente e privo di ipocrisie contro i network che avevano dipinto l’estate laziale con i colori del dramma imminente. Rilevando come i catastrofici scenari ipotizzati da una certa stampa locale siano stati clamorosamente e sonoramente smentiti dai fatti, il Presidente dei Cristiano Riformisti non usa giri di parole per pungere i professionisti del pessimismo mediatico. Di fronte a una classifica che cancella ogni presunta e “probabile tragedia”, la critica si fa satira pungente.

«Qualche ben noto media romano farebbe bene a chiedere le dimissioni di qualcuno all’interno delle proprie redazioni», ironizza con spavalda lucidità l’onorevole Mazzocchi, lanciando una provocazione che sta già facendo discutere i salotti sportivi della Capitale. «Suggeriamo magari, per dare una scossa all’ambiente, di sostituirlo con il vulcanico Gennaro Gattuso». Una battuta che fotografa perfettamente il clima di festa e di riscatto di una tifoseria che per mesi ha dovuto subire processi preventivi e che oggi, taccuino alla mano e sciarpa al collo, si gode un primato legittimo, meritato e baciato dal sole di una Roma che torna a tingersi orgogliosamente di biancoceleste.

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