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CARSOLI – PER LA FESTA DELLA MAMMA UN PRANZO CONVIVIALE ” DA TOTO’ “

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CARSOLI - PER LA FESTA DELLA MAMMA UN PRANZO CONVIVIALE " DA TOTO' "

Redazione-  Domenica con l’occasione della Festa della Mamma , il ristorante Pizzeria da TOTO’ a Carsoli, propone un pranzo conviviale . In un locale spazioso, con zona giochi bambini, e gonfiabili , il giorno della Mamma, sarà un momento di unione e relax. Ottimo cibo, antipasto, primi, e carne alla brace …………

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Piana del Cavaliere

Il vescovo Giovanni a Rocca di Botte per Cresime e Prime Comunioni: una giornata di fede, comunità e memoria

⛪ A Rocca di Botte una giornata di grande partecipazione con il vescovo Giovanni: quattro Cresime, quattro Prime Comunioni, il saluto al nuovo sindaco e il ricordo dello storico primo cittadino Fernando Marzolini. Un momento di fede e comunità nel cuore della Diocesi dei Marsi. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#RoccaDiBotte #DiocesiDeiMarsi #VescovoGiovanni #Cresime

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Il Vescovo Massaro con il sindaco Marzolini

Rocca di Botte Una piccola comunità raccolta attorno alla sua chiesa, otto giovanissimi protagonisti di un passaggio importante del loro cammino cristiano e la presenza del vescovo come segno concreto di vicinanza pastorale. È stata una mattinata di forte partecipazione spirituale e civile quella vissuta nella parrocchia di San Pietro Apostolo a Rocca di Botte, dove il vescovo Giovanni ha presieduto la celebrazione eucaristica durante la quale quattro ragazzi hanno ricevuto il sacramento della Confermazione e quattro bambini si sono accostati per la prima volta all’Eucaristia.

L’appuntamento si inserisce nel solco di una presenza che il vescovo continua a garantire con costanza nelle parrocchie della Diocesi dei Marsi, comprese le realtà più piccole, dove ogni visita del pastore assume un valore particolarmente intenso. In centri come Rocca di Botte, dove la vita della Chiesa conserva ancora un volto familiare e diretto, celebrazioni come questa diventano molto più di un rito: sono momenti in cui la fede si intreccia con la vita della comunità, con la memoria condivisa e con il senso di appartenenza.

Cresime e Prime Comunioni, il richiamo a una fede che comincia davvero

Nel corso dell’omelia, il vescovo Giovanni ha rivolto parole di affetto e responsabilità ai cresimandi, soffermandosi sul significato profondo della Confermazione. Ha ricordato ai ragazzi che il sacramento non rappresenta un punto di arrivo, ma un nuovo inizio, un passaggio che li chiama a diventare più consapevoli nel rapporto con Dio e più responsabili nella testimonianza della propria fede.

Il messaggio è stato chiaro: con il dono dello Spirito Santo si diventa adulti nella fede e si è chiamati a vivere il Vangelo con maggiore consapevolezza, portando nel mondo, attraverso i comportamenti quotidiani, quella testimonianza cristiana che la tradizione della Chiesa riassume nell’immagine del “profumo di Cristo”. Accanto ai cresimandi, anche i bambini che hanno ricevuto la Prima Comunione hanno vissuto una delle tappe più significative del loro percorso spirituale, accompagnati dall’affetto delle famiglie e dalla partecipazione dell’intera comunità parrocchiale.

Il ruolo della famiglia al centro del messaggio del vescovo

Una parte importante del suo intervento è stata dedicata agli adulti: genitori, padrini e madrine, chiamati a svolgere un ruolo decisivo non solo nella preparazione ai sacramenti, ma nel cammino umano e spirituale dei più giovani. Il vescovo ha richiamato la famiglia come primo luogo in cui si impara la fede, non soltanto attraverso le parole, ma soprattutto attraverso l’esempio, il tempo donato, l’ascolto e la vicinanza.

È un passaggio particolarmente significativo in una fase storica in cui molte comunità, anche nei piccoli centri, si interrogano su come accompagnare adolescenti e bambini in un contesto sociale sempre più frammentato. Il richiamo del vescovo Giovanni si colloca proprio qui: i ragazzi, oggi più che mai, hanno bisogno di figure credibili, capaci di offrire presenza vera prima ancora che risposte formali o beni materiali.

Il saluto al nuovo sindaco e il ricordo di Fernando Marzolini

La celebrazione ha assunto anche un rilievo civile, grazie al saluto che il vescovo ha voluto rivolgere al nuovo sindaco di Rocca di Botte, recentemente eletto. Un gesto semplice ma significativo, con cui il presule ha formulato gli auguri di buon lavoro al primo cittadino e all’amministrazione, nel segno di una collaborazione tra istituzioni religiose e civili orientata al bene comune.

Allo stesso tempo, il vescovo ha richiamato con parole di affetto e riconoscenza la figura del dottor Fernando Marzolini, storico sindaco del paese, scomparso lo scorso 30 marzo. Il suo ricordo ha aggiunto alla celebrazione una dimensione di memoria collettiva, sottolineando il legame profondo che spesso unisce le piccole comunità ai loro amministratori storici, soprattutto quando questi hanno lasciato un segno duraturo nella vita pubblica del territorio.

La risposta dell’amministrazione: famiglia e comunità come responsabilità condivisa

Anche l’amministrazione comunale ha voluto sottolineare il significato della giornata, leggendo nella presenza del vescovo e nelle sue parole un invito a rafforzare il valore della famiglia e della comunità come luoghi fondamentali di ascolto, fiducia e guida per i giovani. Il riferimento è a una responsabilità che istituzioni civili e religiose condividono: accompagnare le nuove generazioni con una presenza credibile, con l’esempio e con un’alleanza educativa capace di guardare al futuro del territorio.

Il ringraziamento rivolto al vescovo Giovanni per gli auguri espressi al nuovo sindaco e all’intera amministrazione si inserisce così in un clima di rinnovata collaborazione, mentre il pensiero finale alla memoria di Fernando Marzolini e gli auguri ai ragazzi e alle loro famiglie hanno completato una giornata vissuta da Rocca di Botte come un momento di forte unità.

Una presenza costante che rafforza la diocesi

La visita a Rocca di Botte conferma una linea pastorale ormai evidente: il vescovo Giovanni sceglie di essere presente in tutte le comunità della Diocesi dei Marsi, senza distinzione tra i centri più grandi e quelli più piccoli. In territori dove il rischio della marginalità e dello spopolamento si fa sentire anche sul piano ecclesiale, questa vicinanza ha un valore che va oltre la singola celebrazione.

Ogni tappa diventa un’occasione per rinsaldare i legami, riaccendere il senso della comunità e ricordare che la fede, nei piccoli paesi, continua a passare attraverso volti, relazioni, gesti condivisi e momenti in cui il sacro incontra la vita quotidiana. Ed è proprio in questa dimensione che la giornata di Rocca di Botte ha trovato il suo significato più pieno.

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Nuova incursione di cinghiali al golf club di Santi di Preturo: danni ingenti sul manto erboso

🐗 Il golf club di Santi di Preturo è stato nuovamente preso di mira dai cinghiali, che hanno devastato il manto erboso nonostante le recinzioni integre. Una situazione che mette a dura prova i gestori, costretti a continui interventi di ripristino nel cuore della stagione sportiva.

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#LAquila #SantiDiPreturo #Cinghiali #GolfClub

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Nuova incursione di cinghiali al golf club di Santi di Preturo: danni ingenti sul manto erboso

Redazione-  Santi di Preturo, frazione del comune dell’Aquila situata nell’alta valle dell’Aterno, torna a fare i conti con l’annosa emergenza legata alla presenza eccessiva di ungulati nelle aree verdi. Nelle scorse ore, i gestori del golf club locale hanno riscontrato, al momento dell’apertura, una devastante incursione notturna che ha interessato diverse buche del percorso, compromettendo significativamente la qualità del manto erboso, curato con dedizione durante il corso dell’anno. Le tracce lasciate dagli animali sono inequivocabili: ampie porzioni di terreno sono state completamente rivoltate a causa della ricerca spasmodica di nutrimento, un comportamento naturale che però produce effetti distruttivi su una struttura sportiva che richiede standard di manutenzione estremamente elevati.

Una minaccia continua che non accenna a diminuire

Il fenomeno non rappresenta un evento isolato, bensì un problema ciclico che grava sulla gestione dell’impianto sportivo aquilano. Nonostante le ripetute segnalazioni fatte dalle autorità locali e dai responsabili del circolo negli anni passati, la soglia di rischio rimane alta. Ogni incursione comporta costi di manutenzione straordinaria che pesano sul bilancio dell’attività, rendendo necessari interventi di zollatura, livellamento e risemina del prato. Questi lavori richiedono tempo, risorse economiche e manodopera specializzata, sottraendo preziose energie ai servizi destinati agli associati e ai turisti che scelgono la struttura per praticare sport a breve distanza dal centro storico di L’Aquila e dai centri abitati circostanti.

La particolarità di questo episodio risiede nello stato delle infrastrutture di difesa. Le recinzioni del perimetro del campo, infatti, risultano integre e prive di fori o segni di effrazione. Questo dettaglio suggerisce che la strategia di incursione degli animali sia ormai perfezionata e adattata alle conformazioni del luogo. Gli ungulati, muovendosi in branchi, preferiscono utilizzare le strade vicinali che tagliano il comparto territoriale del golf club, bypassando di fatto i sistemi di contenimento installati ai confini. Tale scenario evidenzia la difficoltà di proteggere un’area estesa che si inserisce in un contesto naturale dove la proliferazione della specie è in costante crescita, complice anche l’abbandono di alcune zone agricole limitrofe che favoriscono l’avvicinamento della fauna agli insediamenti umani della conca aquilana.

Impatto economico e gestione territoriale

L’incidenza di tali episodi crea frustrazione tra i gestori, i quali si trovano in una situazione di stallo operativo. Nonostante l’attenzione mediatica sul tema degli ungulati sia complessivamente calata rispetto al picco registrato nel recente passato, la realtà di Santi di Preturo dimostra che la criticità è ancora presente e richiede soluzioni strutturali definitive. Le incursioni avvengono proprio in un momento in cui l’affluenza al campo è prevista in aumento, con la necessità di garantire condizioni di gioco ottimali per i tornei dilettantistici e le attività didattiche. Il danno non è solo estetico, ma funzionale: un green o un fairway “arato” dai cinghiali diventa impraticabile, costringendo i responsabili a sospendere temporaneamente alcune sezioni del tracciato sportivo.

La gestione del fenomeno in questo settore specifico di L’Aquila richiede un coordinamento più efficace tra gli enti competenti, le associazioni venatorie autorizzate al controllo e le realtà private. Le strade che collegano le frazioni di Preturo e zone limitrofe costituiscono corridoi ecologici che, volenti o nolenti, conducono le popolazioni di selvatici in zone antropizzate. L’eventuale installazione di barriere supplementari o l’adozione di dissuasori acustici o olfattivi potrebbe non essere sufficiente, visto che l’intelligenza adattiva del cinghiale impara rapidamente a superare tali ostacoli. La questione del golf club non può essere isolata dal più ampio contesto della gestione faunistica montana abruzzese, dove il bilanciamento tra la tutela degli habitat e la difesa delle attività economiche resta un nodo complesso. Per i gestori del golf di Santi di Preturo, l’obiettivo resta quello di tornare a una routine serena, ma la consapevolezza che ogni notte possa essere quella del “nuovo passaggio” degli ungulati rende il futuro dell’impianto precario.

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La solidarietà di Ali Abruzzo verso il sindaco di Penne dopo le recenti minacce ricevute

📢 La violenta intimidazione subita dal sindaco di Penne ha scosso il mondo politico abruzzese: Ali Abruzzo scende in campo accanto a Gilberto Petrucci, richiamando l’importanza del rispetto reciproco oltre le divergenze di opinione.

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#Penne #Abruzzo #Sindaci #CronacaAbruzzo

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sindaco di Penne Gilberto Petrucci

Redazione-  Penne, cittadina vestina nota per il suo prestigioso centro storico e il legame profondo con le tradizioni abruzzesi, si trova al centro di un episodio che ha scosso profondamente il mondo delle amministrazioni locali. Il sindaco Gilberto Petrucci è stato vittima di gravi minacce, un atto che ha sollevato un’ondata di indignazione tra i colleghi amministratori e le figure istituzionali del territorio. A intervenire prontamente sulla vicenda è stata l’associazione Ali Abruzzo, rappresentata dal suo presidente Angelo Radica, che ha voluto trasmettere in forma ufficiale la vicinanza dell’intero organismo al primo cittadino pennese.

Il confine invalicabile tra critica politica e intimidazione

L’episodio che ha colpito il vertice dell’amministrazione di Penne si inserisce in un clima di crescente tensione sociale, dove spesso le divergenze di opinione, anziché tradursi in un dialogo costruttivo, degenerano in ingiurie o minacce dirette. Radica, nel suo intervento, ha voluto tracciare una linea netta tra il legittimo esercizio del diritto di critica e la violenza verbale. Secondo il presidente di Ali Abruzzo, il confronto democratico resta una risorsa vitale per ogni comunità, specialmente in una realtà come quella di Penne, dove la gestione degli interventi pubblici e la pianificazione di nuove opere incidono direttamente sulla quotidianità dei residenti, dalle frazioni più isolate fino a piazza Luca da Penne.

Tuttavia, il rispetto reciproco deve fungere da pilastro portante in qualsiasi tipologia di interazione tra cittadini e istituzioni. Le minacce ricevute dal primo cittadino non rappresentano solo un attacco alla persona, ma indeboliscono l’intero tessuto democratico locale. L’associazione ha ribadito che, sebbene le decisioni amministrative possano generare malumori o disaccordi, il ricorso a metodi intimidatori è considerato inaccettabile e profondamente estraneo a una sana dialettica politica. Il clima di scontro, purtroppo, rischia di inquinare il clima relazionale nelle piazze e nei consigli comunali, rendendo più faticoso il lavoro di chi è stato chiamato a governare.

La solitudine dei sindaci come parafulmine del territorio

Il secondo punto sollevato da Angelo Radica riguarda la condizione oggettiva in cui operano quotidianamente i sindaci, non solo a Penne, ma nell’intera regione Abruzzo. Spesso, il primo cittadino è l’unico volto visibile delle istituzioni a cui il cittadino si rivolge per denunciare disservizi, mancanze burocratiche o fragilità del territorio. Questa vicinanza, che dovrebbe essere un punto di forza del sistema democratico locale, si trasforma talvolta in una forma di isolamento. I sindaci diventano, nelle parole dei rappresentanti di Ali, i “parafulmine” per eccellenza, chiamati a rispondere di criticità che, in moltissimi casi, esulano dalle loro competenze dirette o dalle risorse finanziarie effettivamente disponibili nelle casse comunali.

La sfida amministrativa in un comune di medie dimensioni richiede, oltre a una visione strategica, una capacità di sopportazione psicologica che raramente viene riconosciuta. Senza strumenti adeguati, senza una protezione istituzionale più solida e senza una consapevolezza collettiva del ruolo di servizio pubblico, i sindaci si ritrovano a gestire le tensioni sociali in una solitudine che preoccupa. La solidarietà espressa a Gilberto Petrucci non è solo un atto di vicinanza personale, ma un richiamo a una riflessione più ampia sul ruolo dell’amministratore locale nel contesto attuale, sottolineando la necessità di riportare il dibattito pubblico all’interno di binari di civiltà. È fondamentale che le istituzioni sovracomunali supportino i sindaci non solo nelle emergenze, ma anche nella tutela della loro integrità professionale contro ogni forma di prevaricazione. La comunità di Penne, per superare questa fase, deve ora recuperare il senso di coesione necessario per affrontare le sfide infrastrutturali e sociali che attendono il borgo vestino nei prossimi mesi, auspicando che la serenità possa tornare a regnare nel rapporto tra eletti ed elettori.

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