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“Leggo per legittima difesa” cresce e diventa festival: 19 appuntamenti tra libri, laboratori, visite guidate e concerto di Ferragosto

📚 “Leggo per legittima difesa” diventa festival e porta in sei Comuni dell’Aquilano 19 appuntamenti tra libri, laboratori, visite guidate e il concerto di Ferragosto. Un’estate diffusa tra cultura, territorio e incontro con gli autori. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

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Pettorano sul Gizio Da rassegna dedicata ai libri a festival diffuso capace di intrecciare narrazioni, arte, musica e valorizzazione del territorio. “Leggo per legittima difesa” compie un salto di qualità e per l’estate 2026 si presenta in una veste più ampia, con 19 appuntamenti in programma dal 4 luglio al 28 agosto tra incontri con gli autori, laboratori creativi, visite guidate e il tradizionale Concerto di Ferragosto. Il festival itinerante toccherà sei Comuni della provincia dell’Aquila: Pettorano sul Gizio, Sulmona, Pratola Peligna, Raiano, Pacentro e Campo di Giove.

La manifestazione è organizzata e promossa dall’associazione culturale Terza Pagina, con la direzione artistica della giornalista Chiara Buccini, e arriva quest’anno alla decima edizione, sommando sette appuntamenti estivi e tre invernali realizzati tra il 2020 e il 2025. L’evoluzione in festival segna una nuova fase di crescita per un progetto che, nato nel cuore dell’estate pandemica, si è progressivamente trasformato in un punto di riferimento per lettori, autori, operatori culturali e amministrazioni locali.

Sei Comuni e un programma che unisce libri, territorio e spettacolo

Il cartellone 2026 è costruito come un percorso diffuso tra luoghi simbolici e temi molto diversi tra loro. In tutto sono previste 11 presentazioni di libri, 4 incontri-laboratorio, 3 visite guidate e un concerto speciale nella settimana di Ferragosto. La scelta degli autori e delle case editrici segue, come nelle precedenti edizioni, una linea editoriale ampia: dalla psicoanalisi alla medicina, dalla scienza al noir, dalla letteratura per l’infanzia allo sport, fino al teatro e alla figura di Eleonora Duse.

La direzione artistica sottolinea proprio questo passaggio: il festival non si limita più agli incontri con gli autori, ma allarga il raggio d’azione ad attività capaci di promuovere il territorio e di costruire occasioni di partecipazione più varie. In un’area come la Valle Peligna e l’entroterra aquilano, dove i borghi cercano sempre più spesso nella cultura una leva di attrattività e identità, un programma di questo tipo assume anche un valore strategico.

L’apertura a Pettorano e gli incontri tra scienza, narrativa e infanzia

L’inaugurazione è fissata per il 4 luglio a Pettorano sul Gizio, al Castello Cantelmo, con Adelia Lucattini e il suo libro Psicoanalisi e infanzia. Vademecum per genitori, nonni, educatori, intervistata da MariaLuisa Roscino. Il secondo appuntamento, il 9 luglio a Pratola Peligna, porterà invece il pubblico dentro una riflessione tra scienza e cosmologia con Luigi Vacca e il volume La vita oltre la Terra. Il paradosso di Fermi – dove sono le civiltà extraterrestri?.

Il 17 luglio a Sulmona spazio a una presentazione spettacolarizzata della nuova edizione del Giornalino di Gian Burrasca di Vamba, con la presenza dell’editore Gabriele Nero. Nei giorni successivi il festival continuerà ad alternare linguaggi e pubblici: il 23 luglio al Bagnaturo di Pratola Peligna è previsto un laboratorio didattico e creativo per bambini con Alessia Roselli e Storia di un coso, mentre il 24 luglio a Pettorano arriverà Sandro Batzella con Anatomia dell’essere. Dalla filosofia alla fisiologia.

Sport, fumetto, Duse e noir nel cuore dell’estate

Tra gli appuntamenti più originali c’è quello del 26 luglio a Pettorano sul Gizio con Quarti di gloria, storie a un passo dal podio, firmato da Serena Sartini e Gerardo De Vivo, libro che attraversa lo sport dal punto di vista di chi sfiora la gloria olimpica senza salire sul podio. Il giorno prima, 25 luglio, a Campo di Giove è atteso Marco Taddei con La mula e un altro racconto, mentre il 29 luglio a Pacentro si terrà una visita guidata curata da NaTourArte.

Agosto si aprirà a Raiano con il laboratorio per bambini Gli inventori del Ri-Uso, dedicato al riciclo creativo, mentre il 2 agosto Pettorano ospiterà Un mese negli Abruzzi diario di viaggio di metà dell’Ottocento di Cesare Malpica. Il 5 agosto a Sulmona si parlerà di artigianato tradizionale con Mani che raccontano: l’arte del presepe di Giuseppe Avolio, mentre il 7 agosto a Pacentro sarà protagonista Maria Pia Pagani con La bambola di Eleonora Duse, appuntamento che porterà il festival nelle atmosfere del grande teatro.

L’11 agosto Raiano accoglierà il noir di Barbara Di Castri con Omicidio sulla spiaggia di velluto, prima di lasciare spazio, il giorno seguente, a uno dei momenti più attesi dell’intera rassegna.

Il concerto di Ferragosto e la chiusura tra Strega e Liberty

Il 12 agosto a Campo di Giove, alle 21.30, andrà in scena il Concerto di Ferragosto, con Giuliano Angelozzi ai flauti e un ensemble di fisarmoniche composto da Paolo Bernabei, Mena De Nicola, Gabriele Di Pasquale e Alessandro Tortora. Un appuntamento che conferma la volontà del festival di tenere insieme parola scritta e dimensione musicale, creando un momento di festa collettiva nel pieno dell’estate abruzzese.

Nel finale troveranno spazio anche il libro candidato al Premio Strega 2025, Il quarto piano di Riccardo De Gennaro, in programma il 26 agosto a Pacentro, e Fantasmalie di Michela Di Lanzo, atteso il 27 agosto a Pettorano. La chiusura, il 28 agosto a Pratola Peligna, sarà affidata a una visita guidata alla scoperta del Liberty, ancora una volta a cura di NaTourArte.

Tutti gli appuntamenti sono gratuiti. Le letture durante le presentazioni saranno affidate agli attori Francesca Galasso e Pietro Becattini. Il festival è sostenuto da Fondazione CarispAQ, BCC Pratola Peligna, ISE Impianti di Sulmona, Patronato Labor, Farmacia Del Carmine, Campus Sulmona e Il Telefono Sulmona.

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La “santiaghite” e la nostalgia del ritorno, Valentino Pisegna svela il “mal di Cammino”

🚨 FOCUS CULTURA: COS’È LA “SANTIAGHITE” E PERCHÉ COLPISCE I PELLEGRINI? Un’analisi profonda sul mal di Cammino che spinge a ritornare sui sentieri. Valentino Pisegna, divulgatore e delegato abruzzese della Confraternita di San Jacopo di Compostella, ci accompagna nel core della nostalgia che affligge chi rientra da Santiago de Compostela. Tra ricerca della lentezza e incontri internazionali, il rischio da evitare è la rincorsa ai chilometri o la fuga dalla realtà: il vero Cammino inizia quando si torna a casa nella quotidianità. Tutti i dettagli del servizio 👇#camminodisantiago #santiaghite #valentinopisegna #pellegrini #confraternitasanjacopo #abruzzocultura #turismosostenibile #pagineutili

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foto cattedrale Santiago

I segreti del pellegrinaggio di Santiago nell’analisi del delegato della Confraternita di San Jacopo

Redazione – La propensione a ripartire e la ricerca di quel ritmo esistenziale scandito unicamente dai propri passi rappresentano un passaggio comune a molti camminatori, ma occorre vigilare affinché il viaggio non si trasformi in una mera prestazione sportiva o in una rincorsa ossessiva al conteggio dei chilometri percorsis. A fare chiarezza su questa particolare condizione dello spirito è Valentino Pisegna, noto divulgatore abruzzese e delegato per la regione Abruzzo della prestigiosa Confraternita di San Jacopo di Compostella di Perugia. Attraverso una lucida disamina dell’experience del pellegrinaggio, l’esperto invita a decodificare questa sensazione emotiva, distinguendo la genuina ricerca interiore da derive che rischiano di snaturare lo spirito originario di una tradizione millenaria nata sui sentieri della fede. Il rischio contemporaneo è infatti quello di focalizzarsi eccessivamente sull’accumulo di timbri sulla credenziale cartacea, riducendo un percorso di cura dell’anima ad una sorta di collezionismo di mete, un atteggiamento competitivo che allontana il viandante dal senso profondo della gratuità e dell’incontro con l’ignoto per deliziare i lettori del giornale.

Il pellegrinaggio non può e non deve essere interpretato come una competizione in cui la qualità dell’esperienza si misura sulla distanza coperta, proiettando i dati in tempo reale a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili della nazione.

La fuga dalla routine quotidiana ed il rischio della dipendenza psicologica dal sentiero

Un altro aspetto delicato analizzato dai dossier associativi riguarda la tentazione di utilizzare le lunghe camminate come una forma di isolamento o di evasione permanente dalle responsabilità personali e professionali della vita civile. La dipendenza psicologica dal sentiero rischia di manifestarsi quando l’itinerario viene vissuto come un rifugio ideale in cui nascondersi, anziché come uno strumento terapeutico e formativo utile a fortificare il carattere per affrontare i problemi quotidiani con rinnovata fermezza e maggiore consapevolezza. Secondo l’analisi del divulgatore aquilano, la vera sfida dell’uomo contemporaneo comincia proprio nel momento in cui si varca nuovamente la soglia di casa, quando si dimostra la capacità di tradurre gli insegnamenti appresi lungo la via in uno stile di vita quotidiano improntato all’essenzialità, alla tolleranza ed alla solidarietà, escludendo le logiche dell’egoismo a tutela dei consumatori.

Il distacco dalle banchine della routine permette di riscoprire l’importance dell’ascolto e dell’empatia, portando alla luce una versione di se stessi più autentica, spogliata dalle sovrastrutture e dalle ansie della società moderna della provincia.

La condivisione internazionale nei rifugi e la riscoperta del tempo lento montano

L’autentico valore del Cammino risiede nella predisposizione a lasciarsi trasformare dagli imprevisti del percorso, imparando a valorizzare la dimensione del tempo lento e la bellezza della condivisione con perfetti sconosciuti provenienti da ogni angolo del pianeta. La mancanza che i pellegrini avvertono non è legata semplicemente alla magnificenza dei paesaggi naturalistici o alla solennità delle architetture sacre, ma riflette la nostalgia per quella straordinaria rete di relazioni umane, priva di barriere sociali, che si edifica spontaneamente tra le banchine dei rifugi e l’itinerario rurale. Spesso, la malinconia del ritorno non è diretta verso una specifica meta geografica, come la monumentale cattedrale di Santiago de Compostela, bensì verso l’individuo che si era diventati durante il cammino, capace di gioire per le cose più semplici e di tollerare la fatica fisica in vista di un obiettivo condiviso, una cooperazione paritetica che rassicura le famiglie.

L’orizzonte del viaggio non si esaurisce con l’ottenimento della pergamena ufficiale, ma prosegue all’interno della coscienza di ciascun individuo, riflettendosi nelle scelte di ogni giorno e nello sguardo nuovo con cui si guardano il mondo ed il proprio prossimo.

I registri storici dei pellegrinaggi europei ed i collegamenti con le istituzioni abruzzesi

Il cammino, in definitiva, si configura come un ciclo continuo di crescita personale e civile, un patrimonio immateriale che acquista il suo significato più alto quando riesce a generare cittadini più consapevoli, attenti al bene comune ed in grado di camminare con fiducia sulle strade della propria vita, garantendo la legalità delle riforme. I cittadini, gli escursionisti e tutti i professionisti del settore forense o turistico interessati a verificare i tracciati delle vie storiche abruzzesi, consultare i calendari dei successivi incontri informativi o esaminare le brochure della provincia aquilana, possono collegarsi direttamente alla piattaforma informatica del Consiglio Regionale dell’Abruzzo per prendere visione dei documenti istituzionali dello Stato pubblici.

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Ostia – ” Connessioni in Movimento ” con il maestro Internazionale Andre’ De La Roche

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Ostia-  Il Move presenta ” CONNESSIONI IN MOVIMENTO ” , il 9 Settembre dalle 14 alle 20, stage presso la Danza Progetto Formazione Danzatori, in via Isole Samoa 39 ad Ostia, con il maestro Raffaele Paganini, per la danza classica, la maestra Milena Zullo, per la danza contemporanea, ed il maestro internazionale ANDRE’ DE LA ROCHE.

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Estate dell’Aratro 2026 a Pianella, all’Anfiteatro di Paglia arriva “Coppia aperta, quasi spalancata” di Dario Fo e Franca Rame

🚨 GRANDE TEATRO D’AUTORE A PIANELLA: NELL’ANFITEATRO DI PAGLIA ARRIVANO DARIO FO E FRANCA RAME! 🎭 Straordinario appuntamento culturale nelle Terre di Arotron. Sabato 25 luglio alle ore 21:00, la rassegna “Estate dell’Aratro 2026”, diretta da Franco Mannella, ospita uno dei capolavori più taglienti e ironici del teatro italiano contemporaneo: “Coppia aperta, quasi spalancata”, scritto dai Premi Nobel Dario Fo e Franca Rame. Lo spettacolo, prodotto dalla Piccola Bottega Teatrale con la regia di Mario Massari, vedrà sul palco Silvia Napoleone e Antonio Ramacciato. La serata inizia h24 alle 19:30 con un aperitivo rurale a base di prodotti tipici locali immersi nella natura. Posti limitati, prenotazione obbligatoria. Tutti i dettagli del dossier 👇#estatedellaratro | #anfiteatrodipaglia | #terrediarotron | #francomannella | #dariofo #francarame | #teatroabruzzo | #pianellaeventi | #pagineutili

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Coppia aperta, quasi spalancata

Pianella, incastonata nel cuore della provincia di Pescara, si prepara a vivere un nuovo momento di altissimo profilo culturale. La rassegna denominata Estate dell’Aratro 2026, che vede la direzione artistica di Franco Mannella, continua a richiamare un pubblico numeroso presso l’Anfiteatro di Paglia, situato all’interno della suggestiva area delle Terre di Arotron. Questo spazio, costruito interamente con materiali ecologici e perfettamente integrato con il contesto rurale abruzzese, offre una prospettiva inedita sulla fruizione artistica, lontano dai teatri convenzionali e più vicino alla terra.

Il capolavoro di Dario Fo e Franca Rame in scena nel pescarese

Il calendario della stagione propone per sabato 25 luglio, a partire dalle ore 21, la rappresentazione di uno dei testi più iconici e rappresentativi del drammaturgo Dario Fo e dell’attrice Franca Rame: “Coppia aperta, quasi spalancata”. L’opera, pietra miliare del teatro comico e satirico italiano, torna a vivere grazie alla messa in scena curata dalla Piccola Bottega Teatrale con la regia di Mario Massari.

Il testo, che ha attraversato generazioni senza perdere smalto, affronta con estrema lucidità il tema del matrimonio e della crisi dei rapporti sentimentali. Al centro della narrazione si trova una coppia alle prese con l’ipocrisia di una presunta emancipazione sessuale concessa dal marito alla moglie come paracadute per le proprie infedeltà. Attraverso un crescendo di situazioni paradossali, il pubblico viene messo di fronte alle nevrosi moderne, riflettendo su come la cosiddetta libertà unilaterale possa trasformarsi rapidamente in una trappola esistenziale.

La regia di Massari mantiene una cifra stilistica dinamica, valorizzando i ritmi serrati tipici della commedia dell’arte rivisitata in chiave contemporanea. Sul palcoscenico naturale di Pianella saranno Silvia Napoleone e lo stesso Mario Massari a dare corpo ai protagonisti, con il contributo amichevole di Antonio Ramacciato. La dimensione tecnica dello spettacolo è affidata a Carlo Mené, che cura l’impianto luci e l’ausilio alla regia, elementi fondamentali per dare profondità alla scena sotto il cielo aperto della campagna vestina.

Un’esperienza conviviale tra arte e prodotti del territorio

La serata proposta dalle Terre di Arotron non si esaurisce con lo spettacolo. Gli organizzatori hanno previsto un momento di aggregazione preliminare per accogliere gli spettatori prima del sipario. Dalle ore 19.30, infatti, sarà operativa un’area ristoro appositamente allestita per offrire un aperitivo basato sulle eccellenze enogastronomiche dell’Abruzzo.

L’iniziativa punta a valorizzare non solo la prosa di alta qualità, ma anche la filiera agroalimentare locale, permettendo ai presenti di degustare i sapori tipici della zona di Pianella prima di immergersi nella performance. L’Anfiteatro di Paglia, grazie a questa formula, si conferma un polo di aggregazione sociale fondamentale per l’intero territorio. Le strutture rurali che circondano il sito regalano una quiete che contrasta con la frenetica quotidianità, trasformando ogni evento in un’occasione di distensione.

Per garantire un’adeguata gestione degli spazi e dell’accoglienza, la prenotazione è obbligatoria. Gli interessati possono riservare il proprio posto chiamando il numero 345.5411135. Ulteriori aggiornamenti sull’andamento della stagione Estate dell’Aratro 2026 e sulle prossime date in programmazione sono consultabili attraverso i canali social ufficiali, in particolare la pagina @formazioneteatralearotron, che funge da portale informativo per tutte le attività della compagnia. Si consiglia ai partecipanti di arrivare con congruo anticipo per godere appieno dell’atmosfera rurale e assicurarsi i posti migliori nell’anfiteatro, progettato per garantire un’ottima visibilità da ogni angolazione. La serata del 25 luglio rappresenta una tappa fondamentale per la cultura teatrale pescarese, unendo impegno sociale e intrattenimento in una cornice che rende omaggio alla tradizione contadina locale.

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