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ANASTASIA ANNIEMORE24 | 30 BRANI PER 30 VOCI

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ANASTASIA ANNIEMORE24 | 30 BRANI PER 30 VOCI
Redazione-  Dall’8 maggio 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming “Un bacio di fortuna”, il nuovo EP di Anastasia Anniemore24, primo capitolo del progetto “30 brani per 30 voci”. “Tu provieni da Marte” feat. Sakuna è il singolo estratto dall’EP, in rotazione radiofonica sempre dall’8 maggio.

“Tu provieni da Marte” rappresenta uno dei vertici sperimentali di Anastasia Anniemore24: un brano synth-pop mid-tempo con decise influenze nu disco. L’elettronica essenziale e le sonorità asciutte delineano un’atmosfera futuristica e cosmica, richiamando l’immaginario archetipico delle differenze tra l’universo maschile e quello femminile.

Il testo gioca proprio su questa distanza siderale. Il verso “Io provengo da Venere, tu invece da Marte, nello spazio siamo dispersi e trovarsi è davvero un’arte” sintetizza la fatica di far incontrare due nature opposte senza che si distruggano a vicenda tra illusioni, aspettative e le complessità dell’animo femminile.

In filigrana, si avverte l’eco di Mia Martini quando cantava che gli uomini “sono figli delle donne, ma non sono come noi”. Tuttavia, qui la prospettiva si sposta su un presente post-nietzschiano: in un mondo che ha elaborato il lutto del sacro, l’unico principio salvifico superstite rimane l’amore. Esso è inteso come l’unica energia capace di accorciare le distanze interplanetarie e restituire una direzione nel vuoto contemporaneo.

Passando dal romanzo alla canzone d’autore, fino al pop elettronico e alle estetiche cyberpunk, Anastasia Anniemore24 ribadisce l’immortalità del sentimento. Finché esiste questa tensione verso l’altro, resta una rotta da seguire per evitare che, dopo la scomparsa del divino, si debba dichiarare anche la definitiva fine dell’Amore.

Spiega l’artista a proposito del nuovo singolo: “Tu provieni da Marte è uno dei brani che ha creato più sorpresa dentro il mio progetto: l’ho scritto immaginando la voce come uno strumento musicale, senza sapere ancora chi l’avrebbe cantato. La demo piaceva a molte artiste a cui la proponevo ma trovare la voce giusta è stato davvero complicato. Cercavo una figura femminile forte e decisa ma anche dolce, che rispecchiasse il Femminile moderno,e le prime prove non corrispondevano alle mie aspettative. Come autrice e produttrice mi sono presa il compito di trovare un’interpretazione che esaltasse il mood futuristico del brano, lavorando su suoni, ritmo e intenzioni vocali perché l’insieme risultasse coerente con questo universo synth pop da club.

Sakuna è una giovane cantante di Torino che canta molto in inglese. Sperimenta e sta costruendo la sua immagine di artista moderna: ha una sonorità asciutta e un’immagine da ragazza ribelle ma fragile, perfetta per questo pezzo. Non ci siamo mai viste dal vivo, abbiamo lavorato su tutti gli aspetti della sua interpretazione a distanza: lei ha prestato la voce, ha seguito le indicazioni mie e dell’arrangiatore e poi è rimasta sorpresa ascoltando il risultato perché la sua voce suonava diversa dal solito. Ha commentato solo: ‘Molto interessante’. Mi piace che in questo brano, dove canta ‘io provengo da Venere, tu invece da Marte’, esca il suo lato più timido e di poche parole dentro una cornice sonora così forte e contemporanea.”

“Un bacio di fortuna” (2026) è il primo EP nato dall’ambizioso progetto di Anastasia Anniemore24: 30 inediti in italiano scritti e musicati da lei, affidati a 30 voci diverse della scena nazionale per proporre una nuova idea di canzone d’autore, radicata nella tradizione ma aperta a sonorità moderne e internazionali.

In questo volume si incontrano cinque interpreti provenienti da varie regioni – Sakuna, Chiara Marzaroli, Chiara Giovanelli, Flow e Domenico Protino – che diventano portavoce dell’autrice in altrettanti brani: “Tu provieni da Marte”“Sognare la luce”“Viaggio”“Strega” e “Samarra”. I pezzi attraversano il synth-pop elettronico da club, la ballata intimista e il racconto simbolico, mostrando come la scrittura di Anastasia cerchi un equilibrio tra italianità, sperimentazione sonora e profondità emotiva condivisa con i suoi interpreti.

Il titolo “Un bacio di fortuna” richiama l’idea di un incontro tra destino, caso e scelte creative: ogni voce è come un bacio affidato alla sorte, un’unione irripetibile tra testo, interprete e arrangiamento che può cambiare la vita di un brano e di chi lo ascolta. Questo EP rappresenta il primo capitolo di un percorso previsto in più volumi da cinque brani ciascuno: una serie di uscite pensate per presentare, passo dopo passo, l’universo di storie e sonorità che compongono il progetto “30 brani per 30 voci”.

L’artista spiega il nuovo progetto: Per me Un Bacio di Fortuna è il primo capitolo visibile di un lavoro nato un anno fa, che mi ha presa emotivamente ed è diventato una strada da seguire: 30 canzoni scritte e musicate da me, pensate in italiano e affidate a 30 voci diverse per raccontare quanto la canzone d’autore possa ancora essere viva, contemporanea e internazionale. In questo progetto cerco di portare elementi innovativi nella musica pop cantata in italiano, rimettendo al centro il significato dei testi – che è sempre stato un tratto distintivo della canzone italiana – e applicando questa cura non solo ai brani più cantautori, ma anche al pop elettronico e al pop da club. In questo EP ho raccolto cinque brani che rappresentano bene la mia direzione: la leggenda e la filosofia (Samarra), il viaggio interiore ed esteriore (Viaggio), la luce cercata nel buio (Sognare la luce), l’energia dei rapporti umani tra Maschile e Femminile (Tu provieni da Marte) e il mistero del femminile in Strega. Con questo lavoro sto costruendo il mio percorso per presentarmi al settore musicale come autrice di brani radiofonici in generi diversi, capaci di parlare sia ai cantanti – che trovano materiale da interpretare – sia al pubblico, che può riconoscersi nelle storie e nelle melodie. Ho cercato le voci per i miei brani in tutta Italia: non dovevano essere semplicemente belle ma dovevano aiutarmi a costruire il mio racconto poetico-musicale in lingua italiana. Ho scelto Sakuna, Chiara Marzaroli, Chiara Giovanelli, Flow e Domenico Protino perché volevo veri interpreti, non solo voci: persone capaci di diventare attori musicali delle mie storie, portando nel brano la loro esperienza, il loro accento, il loro vissuto. A dare forma sonora finale a queste canzoni hanno contribuito tre studi di registrazione diversi: Fabio Vaccaro, Mikorstudio e Giovanni Ferranti Music – che hanno interpretato i mix con la propria visione artistica, offrendo tre prospettive complementari sul mio mondo sonoro. Il mio sogno è che chi ascolta senta questa unione fra scrittura poetica, cura del suono e interpretazione, e possa riconoscere in almeno una di queste cinque tracce un frammento della propria vita, come se questo “bacio di fortuna” arrivasse anche a lui.”

TRACK-LIST:

Tu provieni da Marte (feat. Sakuna)

Sognare la luce (feat. Chiara Marzaroli)

Viaggio (feat. Chiara Giovanelli)

Strega (feat. Flow)

Samarra (feat. Domenico Protino)

BIO

Anastasia Anniemore24 è un’autrice, produttrice e artista italo-bielorussa che pone al centro del suo lavoro la parola e l’emozione, grazie a una formazione in giornalismo televisivo e a una lunga esperienza tra scrittura, comunicazione e attività commerciale. Dopo gli studi alla Facoltà di Giornalismo dell’Università Statale di Minsk e un inizio di carriera nella redazione musicale televisiva, la situazione politica del suo Paese la spinge a trasferirsi in Italia. Qui ricomincia da zero, lavorando per anni in altri settori prima di tornare alla sua vera vocazione: la scrittura e l’attività creativa visiva e musicale.

In Italia inizia a scrivere poesie in russo e, successivamente, canzoni, costruendo melodie intorno alle parole e scoprendo nel testo il fulcro del suo processo creativo. Lo studio del pianoforte fin dall’infanzia, unito a una profonda passione per la lingua italiana, le permette di mettersi alla prova scrivendo direttamente in italiano, convinta che anche i generi più sperimentali – come il pop elettronico, la club music o l’ambient – possano restituire centralità al significato dei testi. Il suo primo singolo, “Quest’autunno”, ha segnato il debutto in questo percorso, ottenendo passaggi radiofonici in Italia e Svizzera.

La sua scrittura nasce dall’incontro tra la tradizione della canzone italiana e un orizzonte sonoro vastissimo. Tra i riferimenti storici cita Mina, Mia Martini, Pino Daniele, Zucchero, Lucio Dalla e i Matia Bazar; accanto a loro convivono Björk, Cher, Freddie Mercury, Jimi Hendrix, Cyndi Lauper, Pink, i Pink Floyd e l’Alan Parsons Project. Il suo bagaglio include il jazz (Miles Davis, Billie Holiday, Chet Baker), la musica classica (da Bach e Chopin fino a Čajkovskij, Rachmaninov e Šostakovič) e la moderna neoclassica di Federico Albanese, Sofiane Pamart e il suo autore di riferimento, Max Richter.

Dall’esperienza del primo singolo prende vita l’ambizioso progetto “30 brani per 30 voci / Un bacio di fortuna”, a cui Anastasia lavora ininterrottamente da febbraio 2025. In poco più di un anno concepisce, scrive e produce 30 brani originali in italiano, affidandoli a 30 interpreti diversi. Il cast coinvolge artisti nazionali e internazionali, inclusi talenti che non avevano mai inciso in lingua italiana o che avevano pubblicato solo in inglese. Il progetto è completato da un libro omonimo che raccoglie le liriche e le storie di tutti gli artisti coinvolti.

I cantanti – 27 italiani e 3 stranieri – sono stati selezionati principalmente via social, cercando la timbrica perfetta per il carattere di ogni brano. Per la produzione musicale, Anastasia ha coinvolto tre studi differenti: Fabio Vaccaro, Mikor Studio e Giovanni Ferranti Music. L’identità visiva è invece curata da Lucilla Dosa (cover art) e Paolo Stefanelli (logo e grafica).

Trasformatasi in una vera e propria etichetta indipendente “tutto in uno”, Anastasia segue ogni fase: dal talent scouting agli arrangiamenti, fino agli aspetti legali e video. Il progetto discografico si articola in sei volumi da cinque brani ciascuno. La sua proposta si rivolge a un pubblico trasversale (25-55 anni), con tracce che spaziano tra synth-popdance e atmosfere intime, affrontando temi universali come la solitudine, la ricerca di senso e la forza interiore in una sorta di “psicologia musicale”.

L’obiettivo di Anastasia è posizionarsi come autrice per altri artisti e proseguire il proprio percorso di produttrice, con il sogno di vedere la lingua italiana dialogare sempre più alla pari con le grandi scene del pop mondiale.

“Tu provieni da Marte” è il nuovo singolo di Anastasia Anniemore24 (feat. Sakuna), disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dall’8 maggio 2026. Il brano è il singolo estratto da “Un bacio di fortuna”, primo EP del più ampio progetto dell’autrice intitolato “30 brani per 30 voci”.

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Spettacolo

L’urlo dei filosofi del garage che sfida l’omologazione sociale: i tuttotace pubblicano “Periferie 1”, l’EP-manifesto che scava sotto la nostra coscienza

La filosofia sposa il rock e la verità dei sentimenti si prende il presente! 🎸🎓 Da venerdì 11 settembre è fuori su tutte le piattaforme digitali “Periferie 1”, lo straordinario ed eterogeneo EP di debutto dei tuttotace (distribuito da ADA Music Italy). Cinque tracce viscerali nate in un garage tra libri di filosofia, chitarre shoegaze e ritmi progressive per raccontare una presa di coscienza contro l’omologazione della società moderna. Una scelta controcorrente e coraggiosa che vi colpirà dritto allo stomaco. Scoprite la tracklist completa e la bellissima storia della band nell’articolo! 👇❤️✨

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tuttotace

Roma – Ci sono dischi che non nascono per inseguire le tendenze passeggere dettate dagli algoritmi delle piattaforme digitali o per riempire di vuota retorica i palinsesti radiofonici, ma che erompono nella scena musicale come un vero e proprio atto di ribellione intellettuale, un taccuino di appunti intimi necessari per comprendere chi siamo. La musica, quando torna a riappropriarsi della sua funzione filosofica e terapeutica, diventa l’unico specchio trasparente capace di mostrarci le nostre nevrosi e i condizionamenti invisibili che guidano le scelte di ogni giorno. Da venerdì 11 settembre 2026, questo affascinante viaggio antropologico si trasforma in realtà acustica. Debutta infatti su tutte le piattaforme di streaming “Periferie 1”, il primo e attesissimo EP dei tuttotace, rilasciato per l’etichetta Red&Blue Music Relations e distribuito capillarmente da ADA Music Italy. Un’opera densa, stratificata e ricca di contrasti, concepita per chiunque senta il bisogno di verbalizzare ciò che nel quotidiano non si riesce a dire.

I tuttotace sono un collettivo unico nel panorama indipendente italiano, un quartetto nato nel 2019 dall’incontro fortuito tra Massimo Rusi (voce e chitarra) e Riccardo Quell de Riso Paparo (batteria), all’epoca studenti di filosofia all’Università di Roma. L’ingresso successivo di Federico Bentivoglio (basso e cori) e Andrea El Khaloufi (chitarra e cori), conosciuti tra le aule della facoltà, ha trasformato definitivamente il garage in cui si “giocava” con gli strumenti in una vera e propria officina di composizione e improvvisazione. Nel corso di cinque anni di prove ininterrotte, lottando con il tempo sottratto al lavoro quotidiano, la band ha edificato un’identità solida e totalizzante, registrando nell’estate 2025 l’album d’esordio “un’altra grande città” e stringendo un sodalizio artistico fraterno che oggi si espone senza filtri protettivi.

Dall’emo d’oltreoceano al post-rock: la materia sonora di quattro polistrumentisti

La vera e straordinaria unicità di “Periferie 1” risiede nella sua architettura sonora, un ordito perfetto in cui convergono le influenze — apparentemente incompatibili — dei quattro membri, tutti eclettici polistrumentisti. Massimo suona la chitarra fingerpicking con la purezza del country folk alla Bill Monroe, fondendolo all’emo intimista dei Pinegrove, agli intrecci dei Genesis e alla profondità cantautorale di De André e De Gregori. Riccardo risponde con una batteria tecnica, geometrica ma profondamente emotiva, ispirata alle bacchette di Carter Beauford e Vinnie Colaiuta, tanto da spingere i fan a ribattezzare ironicamente il gruppo “Ricky e i tuttotace”. Federico, il “signore dell’armonia”, tesse le trame melodiche guardando ai Beatles, agli Arctic Monkeys e ai Verdena, mentre Andrea spezza la linearità del pop iniettando nel sound la furia metal di Metallica e Tool, sfumata nelle atmosfere dilatate dello shoegaze alla Alcest e del post-rock dei Mogwai.

Il risultato di questa splendida contaminazione è un sound coerente, riconoscibile e viscerale, dove le prime quattro tracce mescolano folk e progressive per dare forma a emozioni intense, vissute come luoghi fisici da abitare e non da fuggire. L’ultima traccia rompe l’equilibrio preesistente, portando alla luce qualcosa che era presente sottotraccia fin dal primo accordo, regalando all’ascoltatore l’impressione di essere giunto a destinazione dopo aver attraversato sentieri periferici e impliciti. I testi e la musica si equivalgono e si confondono, trasformando ogni canzone in una quinta persona virtuale capace di lanciare un urlo liberatorio, come in preda alla gioia o alla sorpresa di essere al mondo.

La scelta controcorrente del gruppo: «Pubblichiamo in ordine cronologico come atto di rispetto»

I brani che compongono la tracklist — a partire dal celebre singolo d’apertura “Signori”, passando per l’intensità di “A cena”, “Forse noi”, “S2/Linea” fino al gran finale di “Questo suono” — sono stati composti tra il 2020 e il 2022. Una scelta di pubblicazione che rappresenta una vera e propria lezione di onestà intellettuale e rigore etico nel mercato discografico contemporaneo. «“Periferie 1” è la prima metà di un lavoro che condensa i nostri primi due anni di vita insieme», spiega calorosamente la band, svelando i retroscena del progetto. «Da allora abbiamo composto altri due album, ma abbiamo fatto la scelta di pubblicare le canzoni in ordine cronologico, senza farci prendere dall’entusiasmo per le novità. È stato un atto di rispetto verso ciò che siamo stati, la testimonianza trasparente di una crescita».

Le canzoni si configurano come una risorsa terapeutica per sconfiggere l’isolamento e il torpore della società moderna, affrontando la consapevolezza più destabilizzante raggiunta dal gruppo durante gli studi. «Le lune teste sono piene di parole già dette, discorsi già fatti e ambizioni altrui», confessano i tuttotace, invitando il pubblico ad abbandonare per un attimo gli schermi digitali degli smartphone per lasciarsi cullare dalle cuffie. «L’unica cosa che ci resta da fare, allora, è partire da questa consapevolezza non per provare a creare un percorso nuovo, ma per interpretare a nostro modo quelli che abbiamo ereditato». Il viaggio dei filosofi del garage è appena cominciato: le prime cinque tracce sono fuori, i videoclip curati dal regista Riccardo Baiocco (della rivista Sentieri Selvaggi) sono pronti a bucare lo schermo, e la seconda tappa del cammino è già cerchiata sul calendario per gennaio 2027 con l’uscita di “Periferie 2”. La spensieratezza e la verità hanno trovato una nuova, intramontabile via d’accesso.

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Il coraggio e l’ansia di essere noi stessi: i Tidal Waves ci graffiano l’anima col nuovo singolo “Caro Vecchio Neon”, ispirato a David Foster Wallace

Il Coraggio di essere Noi Stessi in un mondo di Apparenze! I TIDAL WAVES ci “graffiano” dritti all’anima col loro potentissimo Nuovo Singolo: “Caro Vecchio Neon”! 🎸 🎶 Ci sono canzonette scritte solo per farci ballare spensierati e ci sono canzoni che sono dei veri e propri “pugni nello stomaco”, capaci di scuoterci fin nel profondo e tirar fuori le nostre paure più nascoste! Questo venerdì 11 Settembre 2026 invaderà letteralmente le nostre radio un brano spaventoso ed emozionante, capace di unire la magia del grande Rock Alternativo alla genialità della Letteratura Americana! Stiamo parlando di “Caro Vecchio Neon”, il clamoroso singolo che fa da apripista al nuovo Album dei grandissimi TIDAL WAVES, celebre e ruvido trio alternative-rock nato a Napoli! Questa canzone (ispirata a un famoso racconto dello scrittore David Foster Wallace) vi farà venire letteralmente i brividi. Sostenuta da una batteria ossessiva e da chitarre cupe e taglienti, il testo parla dell’Ansia feroce della vita moderna, del perenne senso di sentirsi sempre “sbagliati e fuori posto” e dell’ipocrisia dei social. Fino all’urlo potentissimo del ritornello: «Come si fa a resistere all’idea di meritare tutto?». Il messaggio della band è un urlo di ribellione: in un mondo dominato da finta perfezione, dove tutti vogliono avere successo e fama a ogni costo, noi dobbiamo trovare invece il grande Coraggio di rinunciare al “Tutto” e avere la forza di essere semplicemente Noi Stessi! La band partenopea, influenzata dalle orme sacre di gruppi leggendari come Verdena, Afterhours e Nirvana, ha deciso di svoltare radicalmente cantando totalmente in Lingua Italiana, per comunicare in maniera “Carnale e Diretta” col cuore dei propri fan, lasciando intatte nelle canzoni le “imperfezioni” della registrazione in studio! Alzate il volume al massimo della vostra auto! Leggi i dettagli del disco in uscita e la fantastica Biografia della band nel nostro articolo completo! 👇 🎤 Siete anche voi stanchi di ascoltare in radio le solite canzonette commerciali di plastica? Apprezzate ancora il Vero “Rock Alternativo” suonato col cuore, che parla dei nostri veri disagi giovanili? Diteci la vostra opinione musicale nei commenti e CONDIVIDETE per appoggiare la grandissima Musica d’Autore indipendente italiana!

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Tidal Waves

Napoli – Ci sono canzoni nate per farci ballare spensieratamente in spiaggia, e poi ci sono canzoni scritte come se fossero dei veri e propri “pugni nello stomaco”, capaci di scavarci dentro per risvegliare le nostre ansie più nascoste e i nostri dubbi esistenziali.
La grandissima Musica d’Autore, quella vera e ruvida, non è morta affatto. Da venerdì 11 settembre 2026, l’aria delle nostre radio e delle piattaforme di streaming digitale (sotto etichetta Overdub Recordings) verrà letteralmente squarciata e monopolizzata dal graffiante ed emozionante suono di “Caro Vecchio Neon”, l’atteso e nuovissimo singolo dei Tidal Waves. Un brano meraviglioso, che farà da formidabile apripista all’omonimo e attesissimo album della band partenopea di prossima uscita.

Il coraggio di resistere all’idea di “meritare tutto”

L’ispirazione dietro a questo brano rasenta la genialità letteraria. Il titolo, infatti, è un chiarissimo e commosso omaggio al celebre omonimo racconto di David Foster Wallace (tratto dalla magnifica raccolta “Oblio”). Esattamente come il monologo interiore dello scrittore americano, la canzone dei Tidal Waves ci sbatte in faccia in maniera brutale e sincera il senso di “inautenticità” che domina le nostre vite, schiave delle apparenze dei social network.
Il brano viaggia e si arrampica costantemente su un ritmo di batteria ossessivo, teso e sincopato, sorretto da chitarre e sintetizzatori saturi, che crescono e si accumulano in pancia senza mai esplodere del tutto. E quando la tensione sale, arriva l’urlo del ritornello che recita: «Come si fa a resistere all’idea di meritare tutto?». Un interrogativo potente, la cui unica risposta è quella di fuggire dalla dittatura dell’egoismo (quella che ci fa credere che “tutto ciò che conta è solo ciò che è mio”), per rinunciare alla pretesa di essere “onnipotenti” e trovare, finalmente, la nuda e cruda forza di essere semplicemente noi stessi.

Le parole della Band: “Le imperfezioni che ci rendono unici”

Dietro questo piccolo grande capolavoro c’è la fatica fisica ed emotiva della sala d’incisione. «Questo brano rappresenta perfettamente il nucleo del nostro nuovo disco», spiegano con orgoglio i ragazzi della band. «Dentro c’è tutto il nostro modo di scrivere la vita: doppie voci, chitarre sature, tensione ritmica e atmosfere sospese. In studio abbiamo volutamente evitato di rendere il pezzo “troppo ordinato” o piatto. Grazie all’aiuto magistrale di Joey Santoro e Andrea Caccese, abbiamo mantenuto intatte tutte quelle asperità e imperfezioni che per noi erano vitali».
Il mondo sonoro e tematico di “Caro Vecchio Neon” parla a tutti noi senza usare alcun filtro o censura: parla in maniera cruda del peso insopportabile del nostro passato, della perenne e amara sensazione di sentirsi eternamente “fuori posto”, e della fatica di distinguere quello che siamo davvero da quello che la società ci impone di essere.

Dall’Inglese all’Italiano: il nuovo cuore dei Tidal Waves

L’evoluzione dei Tidal Waves (trio Alternative Rock nato a Napoli nel lontano 2016 e formato da Antonio Ricciardi alla voce e chitarra, Francesco Izzo al basso e voce, e Nunzio Garofalo alla batteria dal 2021) è un viaggio emotivo mozzafiato. Il cambio della guardia alla batteria ha segnato per la band l’inizio di una svolta epocale e coraggiosissima: l’abbandono della comoda lingua inglese (utilizzata ai tempi del primo disco “Avalanches”) in favore di una dolorosa e dolcissima scrittura in Lingua Italiana.
Cantare e urlare nella propria lingua madre ha permesso ai tre artisti di abbattere i muri invisibili della traduzione, instaurando un rapporto carnale, intimo e diretto con chi ascolta i loro testi. Influenzati dall’eredità mastodontica di mostri sacri del calibro di Verdena, Afterhours, Marlene Kuntz, Nirvana, Interpol ed Elliott Smith, i Tidal Waves fondono abilmente psichedelia, new wave e atmosfere elettriche. Preparatevi ad abbassare i finestrini della vostra auto e ad alzare il volume radio al massimo: il vero rock alternativo in Italia è tornato per restare, e questa volta parla direttamente alla nostra anima.

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Il treno per Formia e la geografia dei sentimenti: Titta lancia “A metà strada”, l’inno pop-cantautorale che insegna ad amarsi senza perdersi

Due città diverse, un treno regionale e un tavolino da bar a Formia dove nasce la magia. 🚆❤️ Da venerdì 11 settembre arriva in radio “A metà strada”, lo splendido e intimo nuovo singolo della cantautrice e attrice Titta, distribuito da ADA Music Italy. Un inno pop-cantautorale iper-emotivo dedicato alle relazioni a distanza e ai legami adulti, nato per ricordarci che amare significa andarsi incontro senza mai annullare il proprio mondo. Un brivido di pura verità acustica che vi colpirà dritto al cuore. Scoprite tutta l’incredibile storia e il progetto “Fuori Asse” nell’articolo! 👇✨🎶

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Titta lancia "A metà strada"

Roma – Ci sono canzoni che non nascono tra le mura acustiche e ovattate di uno studio di registrazione, ma che esplodono all’improvviso sui sedili di un treno regionale, tra il rumore dei binari e lo scorrere dei finestrini, nel punto esatto in cui due vite separate cercano un compromesso per potersi abbracciare. Le relazioni in età adulta sono una geografia complessa, fatta di incastri millimetrici, agende sature, chilometri da percorrere e stanchezze quotidiane da arginare. Da venerdì 11 settembre 2026, questo straordinario e delicatissimo spaccato esistenziale si trasforma in una colonna sonora avvolgente. Entra infatti in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme digitali di streaming “A metà strada”, il travolgente e intimo nuovo singolo della cantautrice e attrice romana Titta, rilasciato per l’etichetta Red&Blue Music Relations e distribuito capillarmente da ADA Music Italy.

Il brano si presenta come il perfetto e attesissimo seguito ideale di “Right Here Right Now”, aprendo ufficialmente la stagione invernale con un sound pop cantautorale, contemporaneo e iper-emotivo. Titta fotografa senza filtri o idealizzazioni romantiche il dramma e la poesia dei legami a distanza, concentrandosi su quella condizione sospesa in cui due persone continuano a scegliersi consapevolmente pur abitando mondi e città differenti. La “metà strada” del titolo diventa così il manifesto filosofico ed etico di un amore o di un’amicizia matura: quel perimetro condiviso in cui nessuno dei due è costretto ad annullare o sacrificare interamente la propria indipendenza per raggiungere l’altro, ma dove entrambi accettano di camminare l’uno verso l’orizzonte dell’altro.

Dalla stazione di Formia alla poesia del quotidiano: la genesi acustica del brano

La storia che ha portato alla nascita di questa traccia possiede la freschezza e la verità delle cose vissute sulla pelle, un aneddoto puro che l’artista condivide con spavalda sincerità. «A metà strada è nata, letteralmente, a metà strada», rivela Titta, svelando i retroscena di un lunedì pomeriggio che ha cambiato la sua rotta creativa. «Io vivo a Roma e la mia amica Laura vive e lavora a Napoli: due vite adulte, piene di impegni, ritmi diversi. Un giorno abbiamo deciso di cercare un punto intermedio tra noi e, seguendo le fermate del treno regionale, siamo finite a Formia. È lì, al tavolino di un bar, che è nata la canzone. Laura mi ha guardato e ha detto: ‘Dovresti scriverci un pezzo’. Ci siamo rese conto che quel luogo raccontava qualcosa di molto più grande di noi».

Nelle amicizie e negli amori adulti, ricorda la cantautrice, non può esserci sempre un solo individuo a percorrere l’intera distanza, investendo tempo, costi ed energie emotive mentre l’altro resta immobile ad attendere. Il brano si trasforma così in una risorsa terapeutica per l’anima del pubblico, un promemoria essenziale che insegna l’arte dell’andare incontro ai bisogni altrui senza smarrire se stessi. Una danza simmetrica e trasparente, dove non serve necessariamente incontrarsi sempre al centro esatto della terraferma, ma continuare a muoversi con empatia e rispetto reciproco per edificare un equilibrio che faccia sentire protetti entrambi.

Dalla Camera dei Deputati allo psycho-punk: il profilo di un’artista totale

L’assoluta solidità strutturale e narrativa di Titta affonda le radici in un percorso multidisciplinare straordinario, che la vede muoversi con disarmante naturalezza tra la recitazione teatrale, il songwriting e l’alta formazione. Oltre a calcare i palchi, l’artista ha approfondito con rigore gli studi nelle artiterapie espressive, portando la propria competenza scientifica fino alla Camera dei Deputati, dove ha partecipato più volte in veste di relatrice ufficiale con speech applauditissimi dedicati proprio al potere medico e curativo dell’arte sulla salute mentale. Una cura per le fragilità umane che oggi Titta continua ad affinare studiando per il conseguimento del Diploma in Canto Moderno, unendo l’istinto alla tecnica più pura.

Il suo sound originale, ricco di contrasti e venato di ironia, rabbia e introspezione, risente di influenze eterogenee che spaziano dal teatro-canzone di stampo classico alle suggestioni del musical anglo-americano, come già dimostrato nelle fortunate tracce precedenti “Ostaggi”, “Mimma” e “Perfetta”. Questo nuovo singolo si inserisce nel più ampio e monumentale progetto artistico battezzato “FUORI ASSE – carta celeste per stelle inclinate”, inaugurato a giugno 2026 con lo straziante brano “Cronika” — accompagnato da un videoclip elegante e disturbante con l’estetica psycho-punk firmata da Armando Di Lillo e la coreografia contemporanea di Anna Bucci. Con “A metà strada”, Titta dimostra che la vulnerabilità non è una debolezza da nascondere dietro uno schermo digitale, ma l’unica vera forza capace di rimetterci al mondo, una fermata del treno alla volta.

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