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Lifestyle

UNA DOMANDA. UNA STORIA. CON MYLÈNE BESANÇON!

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Redazione-  Mylène Besançon incarna uno stile di vita sano, un’energia da donna d’affari, una comunicazione diplomatica, la ricchezza generazionale e un profondo amore familiare, il tutto radicato nell’integrità. Questa donna, connessa alla saggezza antica e capace di navigare tra culture contemporanee, è anche in procinto di iniziare le pratiche amministrative per prendere il cognome del marito, Erhardt.

D: C’è mai stata una direzione professionale diversa che ha seriamente pensato di intraprendere?

R: Dopo il diploma di scuola superiore e durante i miei studi universitari per la laurea triennale, ero attratta dall’idea di lavorare per un’organizzazione che contribuisce alla preservazione e alla protezione della costa della Costa Azzurra, dove sono nata e cresciuta.

Ringraziamo i nostri lettori per la visita e all’intervistata per la sua collaborazione, e vi auguriamo uno splendido 2026. Con delicatezza e curiosità, vi invitiamo a scoprire il canale YouTube (De Travel Experiences) della nostra bellissima intervistata dopo il conseguimento del suo MBA, per immergervi nel suo universo e nelle sue esperienze. Per i visitatori la cui lingua madre è il francese o l’inglese, una traduzione è disponibile qui sotto. Condividere questo articolo, “Una Domanda. Una Storia. Con Mylène Besançon!”, con la famiglia e gli amici è fortemente incoraggiato per sostenere la nostra rivista.

Photograph by GUILLAUME LECHAT — All credits to MYLÈNE BESANÇON.

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MODICA – L’ANTICO BISCOTTO DOLCE CON RIPIENO DI CARNE, NPANATIGGHI

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Redazione- Modica c’è un biscotto al cioccolato con la carne dentro. Non è un errore.
Si chiama ‘mpanatigghiu, e se ne ordini uno in pasticceria senza sapere cosa contiene, al primo morso ti fermi. Poi guardi il biscotto. Poi lo riguardi.
Siamo a Modica, provincia di Ragusa, XVI secolo. La Sicilia è sotto la dominazione spagnola e il nome lo tradisce già: ‘mpanatigghi viene dall’iberico empanadillas, piccoli fagottini ripieni. Gli spagnoli portano in Sicilia l’abitudine di mescolare carne e cacao — una combo che arrivava dritta dalle Americhe — e qualcuno a Modica la trasforma in qualcosa di molto più sottile.
La leggenda dice che furono le monache benedettine di un convento modicano a inventare la versione definitiva. I confratelli predicatori sostenevano giornate estenuanti di predica durante la Quaresima, con digiuni severi. Le suore erano preoccupate per la loro salute. Così pensarono a una soluzione.
Nascosero la carne nel dolce.
Ripieno: carne di vitello tritata finissima, mandorle abbrustolite, cioccolato fondente, cannella, chiodi di garofano. L’esterno: un guscio di pasta friabile, forma a mezzaluna, sigillato sui bordi. Da fuori sembra un biscotto. Da dentro è un pasto completo camuffato da dessert.
E qui viene il punto che cambia tutto: il cioccolato, nel XVI secolo, era classificato come alimento “di magro”. La Chiesa lo permetteva anche nei giorni di digiuno. Tecnicamente, chi mordeva un ‘mpanatigghiu stava mangiando un dolce, non carne. Il ripieno proteico era invisibile alla regola ecclesiastica — o almeno così ragionavano le monache.
Spoiler: il trucco funzionò.
Leonardo Sciascia li definì “biscotti da viaggio”: compatti, nutrienti, a lunga conservazione. Li portavano i pellegrini, i nobili in transito verso Palermo, i funzionari della Contea di Modica. Una proto-barretta energetica del Cinquecento, con dentro un escamotage teologico.
Oggi la ricetta originale è custodita da pochissimi maestri pasticcieri modicani. Le versioni pubblicate sui libri di cucina, dicono gli artigiani locali, non rispettano necessariamente la formula tramandata. Il cioccolato di Modica ha già ottenuto il marchio IGP. Gli ‘mpanatigghi aspettano ancora.
Un dolce al cioccolato che contiene carne, nato per imbrogliare il digiuno, sopravvissuto a cinque secoli. Modica li vende ancora in pasticceria, accanto ai cornetti.
In breve:
Gli ‘mpanatigghi sono biscotti modicani del XVI secolo con carne di vitello nascosta nel cioccolato.
Furono probabilmente inventati da monache benedettine per sfamare i predicatori durante la Quaresima, sfruttando il fatto che il cioccolato era classificato come cibo ‘di magro’.
Il nome viene dallo spagnolo ‘empanadillas’ e la ricetta originale è ancora oggi custodita segretamente da pochi artigiani di Modica.
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KATE IN ITALIA: LA NOBILTÀ INVISIBILE DELL’ANIMO NELL’EPOCA DELLE MASCHERE

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Redazione-  Esistono arrivi che non attraversano soltanto i confini geografici, ma qualcosa di più complesso, più fragile, più difficile da raggiungere: la sensibilità collettiva di un popolo. La venuta in Italia della Principessa del Galles Kate Middleton non è stata soltanto una visita ufficiale scandita da protocolli, fotografie e strette di mano. Alcune presenze, infatti, non occupano semplicemente uno spazio: lo abitano  con autenticità, lasciando tracce.

Viviamo in una società singolare, che conosce il prezzo di tutto e il valore di poco. Un tempo nel quale l’apparenza viene spesso incoronata regina assoluta del consenso, mentre l’interiorità viene relegata ai margini, quasi fosse un linguaggio antico, lento, inadatto alla velocità contemporanea.

Eppure la vita possiede un’ironia raffinata, continua a ricordarci che la sostanza sopravvive sempre all’immagine.

Kate arriva in Italia in un tempo delicato della propria esistenza personale e pubblica, ed è forse proprio qui che la cronaca si arresta e inizia qualcosa di più profondo, perché vi sono momenti in cui non osserviamo più un ruolo; osserviamo una condizione umana.

La sofferenza possiede una grammatica universale, non conosce titoli nobiliari, patrimoni, privilegi o appartenenze. Attraversa ogni essere umano con la stessa severa imparzialità, ed è nel modo in cui si attraversa il dolore che spesso emerge la verità di una persona.

I filosofi antichi chiamavano questa capacità dignitas: non l’onore esteriore, non il prestigio sociale, ma la forza interiore di restare fedeli a sé stessi anche quando la vita impone il peso delle sue stagioni più dure.

Oggi siamo abituati a una rappresentazione quasi eroica dell’esistenza, forti senza cedimenti, efficienti senza pause, perfetti senza ferite, ed è una delle più grandi menzogne del nostro tempo. L’essere umano non è stato creato per essere invincibile, ma bensì per essere autentico.

Forse per questo l’Italia ha accolto Kate con qualcosa che andava oltre la curiosità. Vi era una forma di riconoscimento silenzioso, quasi istintivo, perché il nostro Paese, con tutte le sue contraddizioni, conserva ancora una straordinaria capacità, quella di leggere i volti prima dei titoli e i volti raccontano sempre ciò che le parole tentano di nascondere.

Esiste una nobiltà che non abita nei palazzi e non viene consegnata dalle genealogie, è una nobiltà invisibile, interiore, quasi spirituale, quella di chi continua a sorridere dopo aver conosciuto la paura. Di chi attraversa il dolore senza trasformarlo in spettacolo. Di chi comprende che la fragilità non diminuisce la persona, ma rende profondamente vera.

Humanitas, dicevano i latini. La più alta forma di grandezza,

è forse oggi, in un’epoca che premia il rumore e dimentica l’essenziale, la lezione più preziosa non arriva da una corona,ma dalla semplicità disarmante di una donna che ricorda al mondo che la vera eleganza non consiste nell’essere guardati, ma

nel restare umani.

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FIONA VALPY AFFASCINA L’ITALIA CON ‘L’OMBRA OSCURA DELLA LUNA’: UN’EPOPEA DI CORAGGIO, AMORE E SEGRETI DI GUERRA

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Redazione-  Il mondo della narrativa storica femminile in Italia è in fermento: è giunta la notizia del ritorno di una delle sue voci più amate e acclamate. Fiona Valpy, autrice bestseller internazionale con milioni di copie vendute e libri tradotti in oltre trenta lingue, sbarca finalmente nel nostro paese con il suo ultimo gioiello letterario, “L’ombra oscura della luna”, edito da Indomitus Publishing.

Dopo aver incantato i lettori italiani con successi come “La custode dei profumi perduti” e “Il segreto della sarta di Parigi”, Valpy promette un romanzo commovente e avvincente che esplora il coraggio femminile in tempi di guerra, la tenacia di un amore che sfida il tempo e la rivelazione di verità sepolte da una vita intera. Indomitus Publishing si dice fiera di accogliere nella sua squadra un talento di tale portata.

Il cuore pulsante del romanzo ci trasporta nel lontano 1943, in una Gran Bretagna dilaniata dalla guerra. Qui incontriamo Philly Delaney, una delle audaci “Attagirls” dell’Air Transport Auxiliary, che sfida il cielo e il destino pilotando aerei militari attraverso paesaggi infuocati. Tra una missione e l’altra, il suo cuore è rapito da Ben, un affascinante pilota di Spitfire. Il loro è un amore intenso e fugace, rubato tra il rombo dei motori e l’incertezza del domani. Ma il talento di Philly non si limita alla cabina di pilotaggio: la sua straordinaria abilità nel risolvere cruciverba criptici la porta tra i leggendari decifratori di Bletchley Park, rendendola la candidata perfetta per una pericolosa missione top secret nella Francia occupata dai nazisti.

Il destino, però, è crudele. Ben scompare durante un volo segreto, lasciando Philly con un vuoto incolmabile. Per decenni, la donna cerca risposte, inseguendo indizi svaniti nel tempo, senza mai scoprire la verità sull’unico uomo che abbia mai amato davvero.

Oggi, novantenne, Philly si ritrova ospite nella luminosa e ventosa Île de Ré, un’isola di mare e ricordi sbiaditi. Ha quasi abbandonato ogni speranza di trovare la pace, quando un incontro inaspettato cambia tutto. Finn, il giovane figlio dei suoi anfitrioni, un ragazzo geniale ma tormentato dalle sue fragilità, si lega a Philly in un modo profondo e sorprendente. Mentre Philly gli confida la sua straordinaria vita – tra il rombo dei caccia, i codici da decifrare e l’amore spezzato dalla guerra – tra i due nasce un legame indissolubile. La mente matematica di Finn inizia a scavare nel passato di Philly, scoprendo che alcuni segreti, custoditi dall’ombra oscura della luna, aspettano solo di essere portati alla luce. E che il potere curativo dell’amore non si spegne mai, neppure dopo una vita intera.

Davide Radice, editore di Indomitus Publishing, non nasconde l’entusiasmo per questa pubblicazione: “Ispirata dalle storie vere di donne straordinarie, soprattutto durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, Valpy unisce una meticolosa ricerca storica a una scrittura evocativa e profondamente emotiva, capace di far rivivere con straordinaria intensità i luoghi, i suoni e le atmosfere del passato. I suoi romanzi intrecciano sempre con maestria il passato e il presente, regalando al lettore un’esperienza immersiva e commovente.” Radice sottolinea come “L’ombra oscura della luna” abbia già conquistato i lettori di lingua inglese per la sua profondità emotiva, il perfetto equilibrio tra dolore e speranza, e la sensibilità con cui affronta temi come la resilienza, i legami familiari e le difficoltà affrontate da bambini e ragazzi neurodivergenti. È un libro perfetto per chi ama la narrativa femminile storica, le doppie linee temporali e le storie ambientate nella Seconda Guerra Mondiale.

“L’ombra oscura della luna” si propone come un inno potente al coraggio indomito delle donne in tempo di guerra, alla forza di un amore che sfida i decenni e al potere curativo dei legami che nascono quando meno ce lo aspettiamo. Fiona Valpy, la cui ispirazione deriva dalle storie di donne forti durante la Seconda Guerra Mondiale e la cui meticolosa ricerca arricchisce ogni pagina con un evocativo senso del tempo e del luogo, regala nuovamente un’opera indimenticabile. La sua biografia stessa testimonia la profonda connessione con le sue narrazioni, avendo vissuto sette anni in Francia prima di fare ritorno in Scozia, riflettendo il suo amore per entrambi i paesi e le loro storie in molti dei suoi libri.

Preparatevi a un viaggio emozionante che vi terrà col fiato sospeso fino all’ultima pagina, mentre i segreti dell’ombra oscura della luna vengono finalmente rivelati.

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