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Cultura & Spettacolo

L’AQUILA CELEBRA LA PACE CON NICOLA PIOVANI: LA FILARMONICA “VITTORIO CALAMANI” FIRMA LA PRIMA ASSOLUTA DELLA SUA NUOVA “MESSA”

Il Maestro Nicola Piovani porta a L’Aquila la prima assoluta della sua “Missa pro pace”. Un evento straordinario tra musica e letteratura, con la Filarmonica “Vittorio Calamani” protagonista di una serata per la pace.
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L’AQUILA CELEBRA LA PACE CON NICOLA PIOVANI: LA FILARMONICA “VITTORIO CALAMANI” FIRMA LA PRIMA ASSOLUTA DELLA SUA NUOVA “MESSA”

Redazione-  L’Aquila capitale della musica e del pensiero. In un’estate che vede la città abruzzese brillare come Capitale Italiana della Cultura 2026, il festival dei Cantieri dell’Immaginario si prepara a vivere uno dei momenti più intensi e carichi di significato della sua intera programmazione. Sabato 18 luglio, alle ore 21.30, la monumentale scalinata di San Bernardino diventerà il palcoscenico per la prima esecuzione assoluta della Missa pro pace, nuova e attesissima composizione sinfonico-corale firmata dal Maestro premio Oscar Nicola Piovani.

Un evento nato sotto il segno di una doppia ricorrenza: la commissione dell’opera è stata infatti curata dalla Società Aquilana dei Concerti “Bonaventura Barattelli” per celebrare i suoi primi ottant’anni di storia, un traguardo che si intreccia indissolubilmente con la dedica speciale dell’opera alla città de L’Aquila.

Un inno civile in un tempo di fragilità La Missa pro pace non è da intendersi come una composizione liturgica in senso stretto. Piovani, che già in passato ha saputo tradurre in musica le inquietudini e le speranze della contemporaneità, propone qui un’opera che attraversa il latino della tradizione per aprirsi a riflessioni civili e poetiche. «Un piccolo passo verso la pace», così il Maestro definisce questo lavoro, nato in un’epoca segnata da conflitti globali e incertezze.

A dare voce a questo appello di umanità sarà l’attrice Barbara Ronchi, che intreccerà tra le note del Maestro suggestivi testi di Pablo Neruda e Lev Tolstoj. La musica diventerà dunque narrazione, un ponte tra la spiritualità del testo e la concretezza drammatica della letteratura, in un dialogo continuo tra orchestra e parola.

Un’eccellenza umbra al centro della scena Protagonista della serata, al fianco del prestigioso Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, sarà l’Orchestra Filarmonica “Vittorio Calamani”. La compagine umbra consolida così un legame artistico profondissimo con Nicola Piovani, nato già nel 2024 a Orvieto con il progetto Tre Fenomeni. La presenza della Calamani a L’Aquila conferma il ruolo centrale occupato dall’ensemble nel panorama delle grandi istituzioni musicali italiane, sottolineando la sua capacità di affrontare sfide produttive complesse e di collaborare con i nomi più autorevoli del mondo della musica.

Il programma della serata vedrà inoltre l’esecuzione del Preludio al Cantico delle creature, sempre a firma di Piovani, per giungere infine a un gran finale di straordinaria intensità: il Dona nobis pacem, un’invocazione universale che risuonerà tra le pietre storiche del capoluogo abruzzese come un monito e un abbraccio collettivo.

Un’occasione imperdibile, dunque, non solo per gli estimatori del Maestro Piovani, ma per chiunque voglia vivere l’esperienza della musica come strumento di riflessione e collante sociale. I biglietti per assistere a questo evento storico sono già disponibili sul portale ufficiale della manifestazione [inserire link].

L’appuntamento è per sabato 18 luglio: sotto il cielo de L’Aquila, l’Orchestra Filarmonica “Vittorio Calamani” e Nicola Piovani scriveranno una pagina memorabile, dove la musica si fa, ancora una volta, messaggera di speranza.

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Spettacolo

La musica stellare di Jazzaltro porta i grandi talenti internazionali tra Busto Arsizio e San Giorgio su Legnano

🎶 Il grande jazz torna protagonista tra Varese e Milano con la rassegna JAZZaltro: in arrivo i Gaia Cuatro e il trio di Michele Fazio per due serate di musica internazionale tra Busto Arsizio e San Giorgio su Legnano.

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#Jazzaltro #MusicaDalVivo #JazzLombardia #EventiMusica

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Il gruppo Gaia Cuatro

Busto Arsizio – La rassegna JAZZaltro si conferma ancora una volta come uno dei pilastri culturali più dinamici dell’asse che unisce le province di Varese e Milano. Giunta alla sua diciassettesima edizione, la kermesse continua il suo percorso di diffusione sonora che, dal 2010, arricchisce i centri urbani con proposte di alto profilo artistico. Per il mese di luglio, il programma prevede due appuntamenti di rilievo che vedranno salire sui palchi locali musicisti provenienti da ogni parte del globo, pronti a confrontarsi in un dialogo artistico che supera i confini geografici e linguistici.

L’incontro intercontinentale dei Gaia Cuatro a Busto Arsizio

Il primo appuntamento è fissato per giovedì 2 luglio presso il Giardino quadrato del Museo del Tessile, situato in via Luigi Galvani 2 a Busto Arsizio. L’evento, previsto per le ore 21, rappresenta una rarità nel panorama jazzistico contemporaneo. Sul palco si esibiranno i Gaia Cuatro, un ensemble nato nel 2003 dalla sinergia tra due icone della musica nipponica, ovvero Aska Maret Kaneko al violino e Tomohiro Yahiro alle percussioni, e due rappresentanti di spicco della scena argentina in Europa, il pianista Natalio Luis Mangalavite e il bassista Carlos “el Tero” Buschini.

Il sodalizio tra questi quattro artisti offre una miscela sonora dove la tradizione sudamericana, intrisa di ritmi folkloristici e armonie passionali, incontra la raffinatezza estetica e la delicatezza formale del Sol Levante. Il gruppo ha saputo costruire nel tempo un repertorio solido, documentato da cinque album pubblicati dall’etichetta italiana Abeat Records, tra cui lavorazioni che hanno visto la partecipazione del trombettista Paolo Fresu. In caso di maltempo, l’organizzazione comunica che il concerto si sposterà all’interno della Sala Pro Busto, in via Cesare Battisti 12. L’ingresso per la serata è a libera donazione, permettendo così a tutta la cittadinanza di partecipare a un momento di musica di alto livello che spazia dall’improvvisazione pura alla composizione meditata.

Michele Fazio e la fusione sonora a San Giorgio su Legnano

Domenica 5 luglio, la rassegna si sposta nel territorio milanese, precisamente a San Giorgio su Legnano. In piazza Mazzini, a partire dalle 21, il pubblico potrà assistere alla performance del Michele Fazio World Trio, arricchito per l’occasione dalla partecipazione straordinaria del percussionista Tomohiro Yahiro. Il pianista e compositore pugliese Michele Fazio, noto anche per il suo lavoro come autore di colonne sonore cinematografiche per il regista Sergio Rubini, presenterà i brani estratti dall’album “Infinity”.

Il trio, che vede la collaborazione fissa di Aska Maret Kaneko al violino e di Carlos Buschini al contrabbasso, si distingue per la capacità di legare le radici etniche a strutture melodiche di stampo jazzistico. La presenza di Buschini, musicista di lungo corso che ha collaborato con formazioni di prestigio come il Tango Negro di Juan Carlos Caceres, garantisce una sezione ritmica solida e di grande respiro. Il concerto di San Giorgio su Legnano, in caso di pioggia, si terrà presso la sala consiliare “Giacomo Bassi” sita in piazza IV Novembre 7. Anche in questa circostanza, l’evento sarà a ingresso libero con libera donazione, confermando l’impegno di JAZZaltro nel rendere la cultura accessibile.

La programmazione di questa XVII edizione non si ferma però a luglio. Il calendario proseguirà per tutta l’estate, portando in scena artisti del calibro di Enrico Pieranunzi, atteso per il 6 settembre a Olgiate Olona, e il quartetto di Luca Falomi previsto a Legnano per il 23 agosto. La rassegna si pone come un punto di riferimento per l’intero territorio lombardo, trasformando piazze, giardini e sale comunali in palcoscenici dal respiro internazionale. La cura nella selezione degli interpreti, unita all’attenzione per il contesto architettonico e urbano che ospita le esibizioni, rende JAZZaltro un appuntamento immancabile per i cultori della musica di qualità che cercano un’esperienza sensoriale autentica e profonda, lontana dai circuiti commerciali di massa.

JAZZaltro – XVII edizione – Dal 21 giugno al 6 settembre 2026

Domenica 21 giugno

Fagnano Olona (Va)

Ore 6 – Concerto all’alba e Yoga
Calipolis, via C. Colombo 80 – Approdo del Parco del Medio Olona

Sonia Spinello (voce, daf, kalimba) e Ashti Abdo (saz, sansula, oud, duduk, effetti e voce)

Domenica 28 giugno
Olgiate Olona (Va)
Ore 21, Cortile del Municipio, via L. Greppi 4
Sugarpie & The Candymen
Lara Ferrari (voce), Jacopo Delfini (chitarra gipsy), Renato Podestà (chitarra semiacustica),  Marco Zammuto (contrabbasso), Roberto Lupo (batteria)

Giovedì 2 luglio
Busto Arsizio (Va)
Ore 21, Giardino Quadrato del Museo del Tessile, via L. Galvani 2
Gaia Cuatro
Aska Maret Kaneko (voce, violino), Natalio Luis Mangalavite (pianoforte), Carlos “el Tero” Buschini (basso, contrabbasso), Tomohiro Yahiro (percussioni)

Domenica 5 luglio

San Giorgio su Legnano (Mi)

Ore 21, piazza Mazzini

Michele Fazio World Trio feat. Tomohiro Yahiro

Michele Fazio (pianoforte), Aska Maret Kaneko (voce, violino), Carlos “el Tero” Buschini (basso acustico), guest Tomohiro Yahiro (percussioni)

Giovedì 9 luglio

Busto Arsizio (Va)

Ore 21, Villa Ottolini Tosi, via A. Volta 4

Vik & The Doctors of Jive

Vittorio Marzioli (voce), Germano Zenga (sax tenore), Marco Gianotti (contrabbasso), Paolo De Ceglie (tromba), Carlo Napolitano (trombone), Giulio Stromendo (pianoforte), Tommy Bradascio (batteria), Vince Tempera (special guest)

Venerdì 7 agosto
Legnano (Mi)
Ore 21, Parco fluviale Isola del Castello, via Castello 1
Luigi Martinale Quartet & Orchestra da Camera del Conservatorio Ghedini di Cuneo
Luigi Martinale (pianoforte), Gianni Virone (sax soprano e tenore), Yuri Goloubev (contrabbasso), Zaza Desiderio (batteria) e 16 elementi dell’Orchestra da Camera

Domenica 23 agosto
Legnano (Mi)
Ore 21, Parco fluviale Isola del Castello, via Castello 1
Luca Falomi Myricae Quartet
Luca Falomi (chitarre), Eugenia Canale (pianoforte), Stefano Della Casa (violoncello), Max Trabucco (batteria)

Sabato 29 agosto

Castellanza (Va)

Ore 21, Cortile del Municipio, via delle Rimembranze 4

Francesco Schepisi Elevation Quartet

Francesco Schepisi (pianoforte), Samantha Spinazzola (voce), Antonello Losacco (basso), Fabio Delle Foglie (batteria)

Domenica 30 agosto

Legnano (Mi)

Ore 21, Parco fluviale Isola del Castello, via Castello 1

TeBuCaSe Quartet

Max Tempia (organo hammond), Fabio Buonarota (tromba), Mario Caccia (basso), Massimo Serra (batteria)

Domenica 6 settembre

Olgiate Olona (Va)

Ore 11, Cortile del Municipio, via L. Greppi 4

Enrico Pieranunzi piano solo (concerto e aperitivo)

Ingresso libero a tutti gli eventi con libera donazione.
On line: jazzaltro.it
FB: www.facebook.com/JAZZaltroTour

Instagram: jazzaltro.
Maggiori informazioni: management@abeatrecords.com; cell: 3478906468.

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Cultura

John Cabot University: il presidente Franco Pavoncello conclude il suo mandato dopo ventuno anni di guida

🎓 Dopo oltre vent’anni al vertice della John Cabot University, Franco Pavoncello lascia la presidenza, avendo trasformato l’ateneo in un pilastro internazionale nel cuore di Roma. Un traguardo straordinario per la Capitale.

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#JohnCabotUniversity #Roma #FrancoPavoncello #FormazioneInternazionale

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il presidente Franco Pavoncello

Roma – Un’era accademica giunge al termine nel cuore pulsante di Trastevere. Il prossimo 30 giugno 2026, Franco Pavoncello lascerà ufficialmente la presidenza della John Cabot University, chiudendo un ciclo durato ventuno anni alla guida dell’ateneo americano situato nella Capitale. La sua uscita di scena segna il culmine di un percorso professionale e umano che ha visto l’istituzione trasformarsi radicalmente, passando da piccola realtà accademica legata alle arti liberali a punto di riferimento internazionale in Europa.

Il legame tra Pavoncello e l’ateneo capitolino affonda le radici nel 1990, quando fece il suo ingresso nei ranghi accademici in qualità di docente di scienze politiche. Da allora, il suo impegno costante lo ha portato a scalare ogni gradino della carriera interna, ricoprendo il ruolo di Preside e Vicepresidente degli Affari Accademici tra il 1996 e il 2005. La nomina a Presidente ad interim, arrivata nel 2005 e seguita dalla conferma ufficiale nel 2006, ha dato il via a una stagione di cambiamenti strutturali e didattici che hanno riscritto la geografia urbana e formativa del rione di Trastevere e delle aree limitrofe.

La crescita infrastrutturale tra le vie di Trastevere

Sotto la direzione di Pavoncello, la John Cabot University ha vissuto una trasformazione fisica tangibile. Quando assunse l’incarico, l’università operava in spazi limitati; oggi, la presenza dell’ateneo è radicata in sette edifici dislocati nel cuore storico di Roma. L’espansione non ha riguardato solo le aule, ma ha incluso l’inaugurazione di tre nuove residenze studentesche e il potenziamento della Frohring Library, struttura divenuta centrale per la ricerca accademica.

Questo sviluppo ha avuto un impatto diretto sul tessuto urbano della zona di Lungotevere Raffaele Sanzio e piazza Trilussa. Proprio per suggellare questo legame indissolubile tra l’università e il territorio, nel settembre 2025 il Consiglio di Amministrazione ha deliberato l’intitolazione dell’edificio situato al civico 11 di Lungotevere Raffaele Sanzio come “Franco Pavoncello Campus”. Un riconoscimento che premia non solo la gestione manageriale, ma anche la capacità di integrare una comunità internazionale di studenti e docenti all’interno della quotidianità romana.

Eccellenza accademica e prestigio internazionale

L’eredità di Pavoncello non si limita alle mura degli edifici romani, ma si estende alla qualità dell’offerta formativa. La popolazione studentesca, tra il 2006 e il 2026, ha registrato una crescita esponenziale, triplicando le iscrizioni. Parallelamente, l’ateneo ha ottenuto traguardi accademici di rilievo, come l’accreditamento AACSB per la Frank J. Guarini School of Business, che ne ha certificato gli standard qualitativi a livello globale.

L’inserimento di nuovi percorsi di laurea magistrale, in particolare in Storia dell’Arte e Affari Internazionali, ha permesso alla John Cabot University di consolidare il proprio posizionamento competitivo. La fondazione di centri specializzati, tra cui l’Institute for Entrepreneurship, ha inoltre favorito il collegamento con il mondo professionale, offrendo agli studenti sbocchi concreti in un mercato del lavoro sempre più interconnesso. Il riconoscimento ricevuto dal Primo Municipio di Roma per la sinergia creata tra l’università e il quartiere rappresenta la sintesi di un percorso mirato all’integrazione culturale.

Nel saluto rivolto alla comunità accademica, Pavoncello ha ripercorso con lucidità i passi compiuti: «Da un edificio di due piani in una zona residenziale di Roma a sette edifici a Trastevere, è stato un percorso significativo. Sono onorato di aver fatto parte di questa comunità di studiosi e professionisti». Oltre ai successi gestionali, il docente è stato recentemente insignito del titolo di ‘Amico’ dall’Accademia dei Lincei e ha ricevuto il premio alla carriera da parte di We the Italians, confermando come la sua figura abbia rappresentato un ponte tra la cultura accademica americana e la tradizione intellettuale italiana. Con il suo addio, l’ateneo si prepara ora ad affrontare una nuova fase, forte di una struttura solida e di un’identità globale ormai pienamente consolidata nel panorama educativo europeo.

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Spettacolo

Il nuovo sound di Alice Blasi tra rabbia e libertà: esce oggi “Non Mi Va”

🎵 La vita non è fatta per essere perfetta, ma per essere vissuta senza filtri. Alice Blasi torna con “Non mi va”, un inno indie rock che invita a liberarsi dalle maschere e dai ruoli imposti. Scopri il nuovo singolo girato tra le strade di Acireale.

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 Redazione-  Il panorama musicale italiano accoglie una nuova voce che non ha paura di rompere gli schemi. Da venerdì 26 giugno 2026, è ufficialmente disponibile su tutte le emittenti radiofoniche e sulle piattaforme di streaming digitale il brano intitolato “Non mi va”, la nuova fatica artistica della cantautrice Alice Blasi. Prodotta da TRP Vibes e pubblicata sotto l’etichetta Track Records Productions, questa canzone si propone come un inno energico e graffiante, capace di scuotere le coscienze di chi si sente intrappolato in aspettative esterne soffocanti e ruoli predefiniti.

Una dichiarazione di intenti in chiave indie rock

L’anima del brano risiede in un suono indie rock diretto, privo di sovrastrutture e filtri che possano annacquare il messaggio centrale. Alice Blasi, con una chitarra che traccia linee decise, decide di smettere di interpretare una parte recitata per il pubblico e sceglie di tornare a essere semplicemente se stessa. Il testo si rivolge apertamente a una generazione che rivendica con forza il diritto di commettere errori, di cambiare direzione bruscamente e di non sentirsi obbligata a chiedere scusa per il proprio modo di essere o per la propria posizione nel mondo.

La cantautrice, che ha basato gran parte della sua formazione sullo studio rigoroso della chitarra e della tecnica vocale, descrive questa uscita come un momento di svolta. “Dedico questo lavoro a chi non sceglie di restare in silenzio e desidera portare bellezza attraverso la propria umanità”, afferma l’artista. Il brano diventa una riflessione su quanto sia complesso, nel contesto attuale, trasformare il proprio bisogno di espressione in una professione, scontrandosi spesso con un sistema sociale che tende a giudicare e a frenare chi desidera volare alto invece di piegarsi a etichette rigide.

Il racconto visivo nei vicoli di Acireale

Per dare corpo visivo a questa urgenza espressiva, il videoclip ufficiale di “Non mi va” è stato girato tra le strade storiche e i vicoli caratteristici di Acireale, in provincia di Catania. La scelta della location non è casuale: il contrasto tra il barocco siciliano e la modernità del messaggio di Alice crea un legame profondo tra territorio e narrazione. L’idea, curata dalla stessa Blasi in collaborazione con i movimenti scenici di Alosha Marino, abbandona la logica del racconto lineare per immergersi in un flusso di emozioni e incontri spontanei.

Le immagini seguono un filo narrativo che contrappone due mondi: da una parte figure iconiche in giacca e cravatta, che rappresentano la costrizione delle convenzioni sociali, e dall’altra la liberazione dal rigore. Quando queste maschere cadono, si assiste a una vera e propria metamorfosi: le giacche vengono abbandonate, il movimento rigido si scioglie e la danza diviene l’unico linguaggio possibile di resistenza. La bellezza del centro storico catanese funge da cornice perfetta per questo inno alla libertà, dove il battito della musica si sposa con il ritmo delle persone che vivono quotidianamente questo territorio.

Il percorso di una cantautrice emergente

Alice Blasi non è una neofita del mondo musicale, ma una professionista in continua evoluzione, che ha saputo costruire il proprio percorso partendo dalle basi. La sua scrittura, istintiva e profondamente legata alla realtà quotidiana, racconta le luci e le ombre di ogni individuo. La sua firma stilistica è riconoscibile nella capacità di descrivere, senza retorica, quei silenzi assordanti che spesso caratterizzano le giornate moderne e che la maggior parte delle persone tenta di riempire con rumore di fondo.

Dopo l’avvio del sodalizio con l’etichetta TRP Music di Riccardo Samperi, avvenuto già lo scorso anno, la Blasi ha consolidato la propria cifra artistica attraverso una serie di singoli che hanno preparato il terreno per questo importante quinto capitolo. “Non mi va” rappresenta il passo più maturo di questo tragitto: una consapevolezza raggiunta dopo anni di studio ed esibizioni. La canzone non è soltanto un prodotto commerciale da inserire in rotazione per l’estate, ma un vero promemoria: la vita non deve essere perfetta per avere valore, ma va affrontata con coraggio e senza il peso del giudizio altrui. La musica di Alice Blasi si conferma così uno strumento di liberazione, un invito a scendere in strada, a lasciar cadere le maschere e a danzare nel cuore della propria libertà.

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